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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[Texone N. 36] La vendetta delle ombre

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, borden dice:

Bella recensione.

Segue SPOILER che però lascio in chiaro.

Ti chiarisco che secondo me, ovviamente, Dorado  credeva veramente che ci fosse qualcosa di magico nell'Indian Carnival. Probabilmente la strega gli faceva paura. Piuttosto di tradirli si uccide. Non mi sembrava valesse la pena di uno "spiegone" per chiarire questo.

In quanto alla scomparsa di Zara, idem. perché spiegare e chiarire pedissequamente tutto in una storia di mistero? Ci si può arrivare e comunque non è così importante. Se vuoi una risposta comunque ce l'ho, naturalmente,  e non è difficile. : Zara è una veggente. Sapeva troppo. Perciò la portano con loro. Sanno dove trovarla perché tutti conoscono le abitudini di Jim Barker. Spiegare questi passaggi sinceramente mi sembrava inutile, ma sono per me abbastanza ovvi.

 

Grazie per le risposte. Su Zara avevo pensato a ciò che hai scritto, per Dorado mi restano i dubbi, ma va bene così.

Anche se forse sono un po' tardo di comprendonio, ti prego comunque... NO SPIEGONI !!!!!! :)

 

PS. Come vedi, mettere la tribù giusta nel posto giusto e disegnare uomini e abitazioni com'erano veramente non snatura certo il fumetto. In questa storia hai descritto (e Carnevale ha mostrato) i Kansa come erano, sia quando erano liberi  (le due o tre vignette del massacro) che quando erano ormai 'civilizzati' (termine tanto caro al grande pittore George Catlin, il vecchio Santos e la coppia di anziani nella capanna di zolle). Se tu avessi messo lì una banale banda di Cheyenne o un'improbabile gruppo di Osages (che vivevano vicino, ma non in Kansas), vestendoli magari tutti come sioux o apaches, il 90% dei lettori non avrebbe mosso un dito, io ti avrei criticato e Monni mi avrebbe ripreso con la storia della sospensione. Invece hai fatto le cose per bene e così hai messo in cascina qualche punto in più su una storia già molto piacevole per me.

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Il Texone serve a mettere sotto i riflettori soprattutto il disegnatore. Lo sceneggiatore non viene neppure nominato in copertina. Eppure è in questi casi che viene alla luce l'abilità di Mauro Boselli. La sua fantasia e i diversi registri della sua scrittura.
Basta prendere in esame gli ultimi tre, tutti e tre bellissimi e tutti e tre profondamente diversi tra di loro. Nel raccontare un genere ritenuto vecchio e ripetitivo abbiamo avuto un mistery con protagonista un celebre personaggio storico in "Doc", una classica caccia all'uomo in "Tex, l'inesorabile" e in questo ultimo una storia di vendetta dai toni horror.

"La vendetta nelle ombre" mette in evidenza una delle caratteristiche per me più affascinanti del suo modo di scrivere. Il saper creare un gruppo di avversari numeroso e variegato e di saperlo gestire al meglio dando ad ognuno il suo spazio. Mi vengono in mente gli oramai classici "Il passato di Carson" o "I sette assassini". In questo caso abbiamo un circo composto da freak indiani. Personaggi tutti diversi, alcuni, come la Signora dei ragni, veramente incisivi. E una trama articolata, ricca di tensione e di momenti difficili per Tex e i suoi compagni.

Ma il Texone, come detto, serve soprattutto a evidenziare l'abilità del disegnatore di turno.
La storia sembra cucita su misura per lo stile di Massimo Carnevale. Le prime scene hanno una tensione elevatissima. Le sue inquadrature e il suo tratto graffiato rendono al meglio le scene notturne, il terrore che attanaglia le prime vittime, i mostri che si nascondono nell'ombra. Gran parte dell'albo è uno spettacolo grafico che trova pochi eguali. Solo l'ultima parte, a voler essere pignoli, non riesce a tenere la stessa qualità.
Rimane nel complesso una storia che per affinità tra testi e disegni tra le migliori tra quelle viste all'interno della pur ricca collana.

Un piccolo dispiacere per l'intervista pubblicata all'inizio del volume. Lì si intuisce un non grandissimo amore per il media fumetto da parte del disegnatore e fa intravedere per lui un futuro prevalentemente come illustratore.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ilpadronedelvapore dice:

La storia sembra cucita su misura per lo stile di Massimo Carnevale. Le prime scene hanno una tensione elevatissima. Le sue inquadrature e il suo tratto graffiato rendono al meglio le scene notturne, il terrore che attanaglia le prime vittime, i mostri che si nascondono nell'ombra. Gran parte dell'albo è uno spettacolo grafico che trova pochi eguali. Solo l'ultima parte, a voler essere pignoli, non riesce a tenere la stessa qualità.
Rimane nel complesso una storia che per affinità tra testi e disegni tra le migliori tra quelle viste all'interno della pur ricca collana.

 

 Anche io ho notato questo, ma credo che è proprio perchè è venuta meno l'aurea misteriosa della  storia, quella che Carnevale è abilissimo a descrivere.

L'ultima parte della storia è un po' come i telefilm del Tenente Colombo. All'inizio sono avvincenti, con la trama incentrata sulle mosse dell'assassino, mentre la seconda parte è più lineare, con Il poliziotto che scopre gli indizi di un delitto di cui noi sappiamo già tutto. Ciò non toglie che il Carnival resta un'albo bellissimo.

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Dico solo una cosa: capolavoro!

 

Ecco: forse il finale avrebbe avuto bisogno di un paio di pagine in più per approfondire il tutto in modo ancora più esaustivo.

Però devo dire che sono molto molto soddisfatto.

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, "Indio" Mac Kelly dice:

Dico solo una cosa: capolavoro!

 

Ecco: forse il finale avrebbe avuto bisogno di un paio di pagine in più per approfondire il tutto in modo ancora più esaustivo.

Però devo dire che sono molto molto soddisfatto.

 

Ma ci sono già un sacco di pagine in più!

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Seppur in ritardo, son riuscito a gustarmi l’atteso texone di Borden e Carnevale. Di solito evito di commentare una storia dopo averla letta una sola volta, ma stavolta farò un’eccezione, anche se mi soffermerò più sulle sensazioni suscitatemi dalla lettura che sulla trama vera e propria. La prima impressione è nettamente positiva e d’altronde mi sarei stupito del contrario, visto che, essendo amante del genere, attendevo con ansia la storia in questione. Il lavoro di Boselli sulla sceneggiatura è certosino; costruisce tavola dopo tavola una sorta di oscura inquietudine che avvolge il lettore e lo catapulta su arcane latitudini. E’ proprio questa opprimente sensazione di ansia, che colpisce durante la lettura e ti fa esulare dal mondo esterno. La trama scivola via bene, e se, come fatto notare, qualche snodo narrativo può apparir e un po’ al limite, personalmente, immerso com’ero nel claustrofobico scenario creato ad hoc dall’autore (coadiuvato da un Carnevale superbo e adattissimo a dare volto alle ombre partorite dalla fervida fantasia di Mauro), non ho dato minimamente peso alla cosa. Forse ho riscontrato una lieve accelerazione nel finale, ma nel complesso sono molto soddisfatto. Il mistero che gravita attorno ai componenti del sanguinoso Carnivan è intrigante. Personaggi come la strega ragno o l’indiana affascinante dai poteri ipnotici, rientrano perfettamente nei canoni della narrazione gotica: chi sono, da dove vengono, da dove scaturiscono i loro poteri? Anche quel tocco di geniale lucidità che imperversa nella presumibile follia di Shado, o il dono della premeditazione di madame Zara, arricchisce la pietanza e attrae l’attenzione. La presenza dei freak e il carrozzone ambulante, mi ha poi rievocato il ricordo dell’ Uomo che ride di Hugo, sebbene Ursus è un personaggio ovviamente agli antipodi con Shado. Almeno di Tex non possiamo lamentarci in questo strano 2020: due texoni memorabili, destinati a rimanere a lungo nei cuori dei fans, però ammetto che, al netto di disegni superlativi di Villa, come storia preferisco “La vendetta delle Ombre”.

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Storia che mi sono riletto con più calma e attenzione rispetto alla prima volta. Be' devo dire che Boselli con i dialoghi e le azioni  dei vari personaggi  riesce a far sì che la storia funzioni molto bene e coinvolga il lettore.

Alla prima lettura non mi era piaciuto come veniva catturato Tiger, perché quella sequenza letta troppo velocemente mi sembrava improbabile, invece leggendola e guardandola  più attentamente ho capito che era perfetta  e studiata molto bene, con Tiger che uccide il serpente con il coltello e che quando  va ad estrarlo  dal albero è assalito dai ragni paralizzanti che la strega  aveva messo proprio lì. Boselli con i suoi dialoghi ci fa capire il comportamento dei vari personaggi  senza spiegoni.  Due particolari di questa storia per me non sono proprio  il massimo, ma ci possono  stare in una storia cosi:  ĺ ipnosi collettiva immediata degli spettatori  allo spettacolo, da parte della donna più bella, neanche fosse Mefisto, e che i cittadini del villaggio non si siano resi conto di quello che era successo durante la notte, e quello che stava per succedere. Comunque alla fine devo dire bella storia, anche se io sono più per storie tipo ĺ Inesorabile. 

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Quando ho saputo che il Texone di questa estate avrebbe avuto una venatura horror ho storto un po' il naso...

L'ho scritto, infatti, più volte che non amo gli episodi di Tex con aspetti soprannaturali.

 

Una volta avuto in mano l'albo, e iniziatolo a leggere, sono rimasto invece molto favorevolmente impressionato.

Certo, esiste qualche passaggio ostico, come ben evidenziato nei messaggi precedenti. Ma l'atmosfera creata da Boselli e Carnevale è tale da non farlo notare, visto che il lettore rimane letteralmente incollato all'albo sino ad essere giunto all'ultima pagina

 

Quanto ai disegni, bisogna dire che  Carnevale ha avuto la sfortuna di essere pubblicato dopo uno dei disegnatori più amati dagli appassionati di Tex. Il suo compito, dunque, era ostico. 

Nondimeno, ritengo che le sue tavole siano semplicemente splendide, e che siamo fortunati a vivere un periodo così florido, per l'aspetto grafico non meno che per la qualità delle sceneggiature, per il nostro ranger preferito.

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Il migliore dei due Texoni usciti quest'anno. Carnevale non sfigura di fronte a Villa, mentre come trama e come connubio tra sceneggiatura e parte grafica stiamo un passo avanti. Le 24 pagine in più una gradita sorpresa. Vogliamo trovare un difetto? Il tipico finale veloce boselliano, anche se stavolta non troppo veloce. Alcune sequenze sono spettacolari, Carnevale è sempre una garanzia.

 

Nove e mezzo.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Mister P dice:

Carnevale è sempre una garanzia.

Permettimi, anche Boselli. ;)

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Anche lui, è sottinteso. Ma in quel contesto parlavo dei disegni.

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Storia eccellente.molti personaggi e comprimari interessanti.tanta carne al fuoco come da tradizione boselliana ma tutto torna.vendetta e un intero villaggio avvolto da un aura di morte...

A Boselli piace molto l horror e l innesto del circo e dei "fenomeni da circo"stile Barnum.devo dire che la storia mi è piaciuta talmente tanto che mi sono lasciato da leggere le ultime 30 pagine a distanza di dieci giorni, proprio per assaporare meglio il finale... francamente una prova migliore ancora di Tex l Inesorabile...9

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Molto in ritardo rispetto all'uscita e alla lettura (i miei ritmi lavorativi mi consentono ormai assai di rado di frequentare il forum), ma mi faceva piacere lasciare un mio piccolo commento su questo Texone.

Io sono da sempre un'amante delle atmosfere gotico/fantastiche in Tex e quindi questa storia mi allettava tantissimo già in partenza. Alla fine della lettura... Mi ha davvero lasciato un piacevole sapore, storia avvincente e disegni stupendi.

Alcune cose che ho particolarmente apprezzato:

SPOILER (lo so, l'avete già letto tutti, ma metto l'avviso lo stesso ^^)

 

 

- Il tema della vendetta e della storia di vent'anni prima che si scopre poco a poco, che contribuisce a tenere alta la tensione narrativa;

- le difficoltà non indifferenti per l'intero quartetto dei Nostri,  frutto dell'interazione di due diversi gruppi di antagonisti, i responsabili del massacro da una parte e il gruppo di Jack Shado dall'altra (non so voi ma le sequenze di Tex e Carson narcotizzati e ancora di più quelle di Tiger catturato dai ragni e di Kit nella sala degli specchi mi hanno fatto venire la pelle d'oca);

- l'oscillazione continua tra soprannaturale/razionale che fa di questa storia un perfetto esempio di "fantastico" come lo definisce il buon Todorov, si sta per un bel po' a riflettere se gli eventi vadano a finire nel campo del "meraviglioso" o semplicemente in quello dello "strano"...

- l'ambientazione, con quel vento che sembra portare con sé forze ancestrali e soprannaturali;

- ho adorato il personaggio di Jack Shado. Mentre non si esita un solo istante a detestare i meschini e odiosi massacratori del villaggio, pronti dopo vent'anni a ripetere lo stesso tipo di delitto, Shado è molto più ambiguo e solo il suo odio verso tutti i bianchi, con la conseguente volontà di uccidere anche gli innocenti, lo mette nettamente dalla parte degli antagonisti (significativo il suo confronto con Kit).

 

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Oggi su Sportweek

 

Pubblica una risposta Carnev10

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Finito di leggere l'ultimo texone mi son chiesto, meglio questo o quello di Villa? 

Sarà per l'attesa di quasi vent'anni,  sarà per i disegni straordinari di Villa, mi è stata regalata la versione cartonata rossa, propendevo per questa storia. Riletti ambedue qualche giorno fa; lascio sempre qualche passare qualche mese tra la prima e la seconda rilettura, mi sto ricredendo a favore  del secondo. I disegni di Carnevale sono all'altezza, anche se in maniera differente, di quelli di Villa, ma la storia di Boselli è molto al di sopra  della prima. Veramente ben sceneggiata. Forse il miglior texone di tutti.

Naturalmente parere personale.

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