Jump to content
TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

Tex tra verosimiglianza storica e fantasia

Recommended Posts

<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, virgin dice:

(La lunga pista, Matador, Colorado Belle, Il segreto del giudice Bean);

 

Il segreto del giudice Bean la devo rileggere perché all'epoca non mi convinse. Ma a quelle da te citate ci sarebbero da aggiungere I Giustizieri di Vegas, Missouri, Tornado, L'ultima  diligenza, Morte nella nebbia. Per me ognuna delle storie citate è un gioiello.

 

Sul Monte rainier, per tornare in topic, io sono in effetti preoccupato, ma non escludo che queste mie riserve possano svanire al momento della lettura.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Anche io avevo grosse aspettative per questa storia, invece si è rivelata una delusione unica.Il soggetto di una città misteriosa nascosta nel deserto era molto stimolante e a me ricordava La città ďoro , che mi era piaciuta tantissimo.Per me una storia così si potrebbe ripresentare anche adesso, certo non è facile trovare l'idea giusta e rimanere nei canoni  sempre più realistici che chiedono i lettori attuali di Tex, fra cui mi ci metto anch' io.🙋‍♂️

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
19 ore fa, virgin dice:

nvero Tex ha guidato gli indiani contro le giacche azzurre, giustappunto in "Sangue navajo"... ma, come dici tu, quante acrobazie si è dovuto inventare Gianluigi Bonelli per far sì che la storia fosse accettabile? Poi è divertentissimo vedere Tex che dichiara guerra a Washington e cattura interi reparti senza sparare un colpo, ma il tutto assume toni molto leggeri, non dico da commedia, ma comunque leggeri. Idem Nizzi ne "Le colline del vento", caricando ancor di più il lato divertente (mentre "Le colline dei Sioux", più ancora che un seguito, sono in sostanza il remake realistico di quella storia); ma è agevole notare come in questo caso Tex non dichiari autonomamente guerra agli Stati Uniti, ma svolga un ruolo più sfumato e sornione; segno che sì, è proprio un canovaccio difficile da riproporre. Già "Sangue navajo" non stona nel primo centinaio della serie, mentre nel secondo sembrerebbe in qualche modo incoerente col resto.

Ciò detto, anche secondo me

gli esmpi che tu citi sono corretti, ma io intendevo appunto un Tex capopopolo che guida i suoi in GUERRA VERA (fatta di morti, intendo) contro le Pance Blu...ciò non è possibile, sarebbe la fine del Tex che tutti conosciamo. Un conto è sanare un torto e punire i colpevoli, un conto e mettersi contro un reggimento di cavalleria che ubbidisce a ordini SBAGLIATI: Tex non può uccidere marmittoni senza che siano realmente colpevoli...gli autori hanno GIuSTAMENTE evitato di calare Tex in storie simili...d'altra parte, Tex NON PUò uccidere militari (manco GIUBBE GRIGIE) a meno che non siano emerite canaglie...Patagonia è un unicum...

Edited by Barbanera

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sì, sì, stiamo proprio dicendo la stessa cosa. :D

Del resto, fra quelli che riterrebbero inadatta a Tex una guerra indiana vera, con Tex che spara sui soldati innocenti, mi ci metto anch'io. Probabilmente proprio questo aspetto mi impedisce di apprezzare appieno "Patagonia".

 

1 ora fa, Leo dice:

Sul Monte rainier, per tornare in topic, io sono in effetti preoccupato, ma non escludo che queste mie riserve possano svanire al momento della lettura.

 

Ma no, dai, perché addirittura preoccupato? Certo, per tirare fuori una storia decente con una banda di desperados non dico che sarei capace anch'io, ma non ci vuole un genio, mentre per fare una storia credibile sul Monte Rainier ci vuole un autore coi fiocchi... e che cos'è Boselli? ;) :D

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io Un mondo perduto non la ricordo per niente. Fa parte di quel filone che, pur appartenendo alla tradizione texiana, ho sempre guardato con un fastidio, lo ammetto, un po' snobistico. Mi fido solo perché la scrive Borden.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non era gran che, onestamente. L'idea in sé era anche svolta bene, ma Gianluigi Bonelli non diede proprio il massimo (era del resto in fase calante, lo sappiamo tutti).

Share this post


Link to post
Share on other sites

A proposito di verosimiglianza storica, la serie Texwiller a un certo punto incrocerà la guerra di secessione. Si sa già, è già pianificata, o ancora non è stabilito nulla, se questo periodo coprirà un bel po' di  numeri della nuova serie sul giovane Tex? Come oggi siamo fermi più o meno nel 1858,  e diverse avventure si situano in questo lasso temporale, si sia già se la guerra di secessione sarà teatro di più storie? E se sì, quando cominceremo a leggerlo (non che abbia fretta...)?

 

Io amo quel periodo...

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Io Un mondo perduto non la ricordo per niente. Fa parte di quel filone che, pur appartenendo alla tradizione texiana, ho sempre guardato con un fastidio, lo ammetto, un po' snobistico. Mi fido solo perché la scrive Borden.

Invece appartiene a quel filone di storie che mescolano vari generi che mi hanno fatto scegliere Tex rispetto agli altri fumetti.

Non sono mai intervenuto in questa sezione perché da GLBonelliano non nutro nessun interesse per questo aspetto (almeno su Tex).

Sono del parere che l'avventura sia la prima cosa, poi c'è lo svolgersi dinamico e accattivante della vicenda, a pari passo i disegni e

i dialoghi, per ultima la coerenza con le storie precedenti e se possibile un minimo di veridicità storica, che va allegramente a cadere

nelle storie fantastiche come "Il mondo perduto" e cento altre, che sono bellissime proprio perché danno libero sfogo alla fantasia,

sognando antiche civiltà o visitatori alieni o interdimensionali che hanno interagito con i pellerossa creando le leggende indiane

o i luoghi sacri o proibiti. Puro intrattenimento e grande evasione dalla dura realtà per una mezzora di relax.

Poi ci stanno anche le storie che inseriscono Tex nella "storia vera", ma non sono rari i casi in cui funge solo da spettatore

o ne esce con le ossa rotte, nel senso che non potrà mai esserne il fulcro in quanto personaggio di fantasia!

  • +1 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Barbanera dice:

gli esmpi che tu citi sono corretti, ma io intendevo appunto un Tex capopopolo che guida i suoi in GUERRA VERA (fatta di morti, intendo) contro le Pance Blu...ciò non è possibile, sarebbe la fine del Tex che tutti conosciamo. Un conto è sanare un torto e punire i colpevoli, un conto e mettersi contro un reggimento di cavalleria che ubbidisce a ordini SBAGLIATI: Tex non può uccidere marmittoni senza che siano realmente colpevoli...gli autori hanno GIuSTAMENTE evitato di calare Tex in storie simili...d'altra parte, Tex NON PUò uccidere militari (manco GIUBBE GRIGIE) a meno che non siano emerite canaglie...Patagonia è un unicum...

Tutto è possibile se si ha una buona idea.

Tex che scatena una guerra vera ce lo vedo poco anch'io, ma ci vedo benissimo suo figlio Kit.

Militari idioti che peggiorano la situazione, massacri di vecchi, donne e bambini navajo, rappresaglie e città incendiate e rase al suolo, Tex e Carson che cercano di fare il possibile per fermare la pazzia di una guerra, lo sterminio di un popolo e perfino la morte di...

Mi piacerebbe proprio.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">17 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

fantasia,

sognando antiche civiltà o visitatori alieni o interdimensionali che hanno interagito con i pellerossa creando le leggende indiane

 

Per un mio limite, per gusto personale, questo tipo di storie non mi piace. Da Tex voglio essenzialmente il western. Ma Tex non è solo questo, lo so, ed è giusto che gli autori tengano conto dei gusti di tutti.

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Letizia dice:

, lo sterminio di un popolo e perfino la morte di...

 

Di...? 

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, Letizia dice:

Tutto è possibile se si ha una buona idea.

Tex che scatena una guerra vera ce lo vedo poco anch'io, ma ci vedo benissimo suo figlio Kit.

Militari idioti che peggiorano la situazione, massacri di vecchi, donne e bambini navajo, rappresaglie e città incendiate e rase al suolo, Tex e Carson che cercano di fare il possibile per fermare la pazzia di una guerra, lo sterminio di un popolo e perfino la morte di...

Mi piacerebbe proprio.

Alquanto improbabile...;-)

Salto dello Squalo...a parte il fatto che Borden dopo quests tua idea mi sa che sta affilando i Bowie knife 😜😉😆

Edited by Barbanera

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Di...? 

T.

<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Alquanto improbabile...;-)

Salto dello Squalo...a parte il fatto che Borden dopo quests tua idea mi sa che sta affilando i Bowie knife 😜😉😆

Meno di quanto tu creda.

E' molto più inaccettabile la prefazione, cioè la motivazione che spinge Piccolo Falco a una guerra indiana.

Borden sa e io non sono ancora defunta:lol2:🧿

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">38 minuti fa</span>, Leo dice:

Da Tex voglio essenzialmente il western. Ma Tex non è solo questo

 

Tex non è mai stato solo questo, è bene non dimenticarlo.

 

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Leo dice:

Per un mio limite, per gusto personale, questo tipo di storie non mi piace. Da Tex voglio essenzialmente il western

 

Un grosso limite, se vuoi il mio parere a cui, forse non è del tutto estraneo il fatto che hai cominciatoa leggere Tex in pieno periodo Nizzi, autore che il fantastico non l'ha mai avuto nelle sue corde. Se uno su Tex cerca essenzialmente il western ha sbagliato fumetto a mio parere.

 

Mi pare anche di capire dai tuoi commenti, e se mi sbaglio mi scuso sin d'ora, che tu non abbia ben chiaro il concetto di sospensione dell'incredulità che invece Letizia ha compreso alla perfezione.

Sospensione dell' incredulità è quel patto con il lettore/spettatore si impegna a credere per tutto il tempo necessario che quello che leggerà/vedrà è vero ed accade come viene narrato .

Il termine nasce, se non sbaglio, con il teatro in cui lo spettatore accetta di sospendere la propria incredulità per tutta la durata dello spettacolo che il palco sia davvero una stanza, un giardino, un'arena etc.

Esiste per qualunque opera di narrativa, anche la più realistica e non va confusa con la verosimiglianza che è altra cosa.

La sospensione dell'incredulità è quella cosa per cui se vedi un cartone animato della Disney o dei Looney Tunes accetti il fatto che in quell'universo narrativo esistono animali antropomorfi che parlano, si vestono e si comportano da esseri umani. Se leggi l'Uomo Ragno accetti che un ragno che ha subito un bagno di radiazioni possa, mordendolo,, trasferire le proprie abilità ad un essere umano invece di fargli venire un tumore- Se non ne sei capace, meglio che lasci perdere. 

Sospensione dell'incredulità non significa, però, accettare tutto ma solo le regole base dell'universo narrativo in cui entri: l'Uomo ha i poteri di un ragno ma non vola perché i ragni non volano. Se lo vedi volare senza una spiegazione logica e coerente con le dinamiche del suo universo, tu sai che l'autore ha sbagliato, ha rotto lui il patto.

Non credere, però, che la sospensione dell'incredulità sia un concetto da applicare solo alla fantascienza o al fantastico in generale, lo trovi anche nelle opere che pretendono di essere realistiche perché comunque qualche licenza, anche minima, se la prendono sempre. Da questo punto di vista Sherlock Holmes è irrealistico quanto l'Uomo Ragno.

Quello di Tex è un universo narrativo dove esistono mummie azteche, ed anche egizie, che si risvegliano, dove i bokor voodoo sono davvero in grado di creare zombie e lo fanno secondo certe regole, dove la magia, appunto, esiste, esistono i licantropi ed anche se ancora non si sono visti, probabilmente esistono anche i vampiri classici. Questo tipo di storie rappresenta circa uun 25% della produzione texiana, bisogna accettarlo.

La verosimiglianza significa da un lato che gli elementi non fantastici della storia vanno trattati con la massima  accuratezza possibile. Se per percorrere 200 miglia a cavallo nel 1858 ci vuole una settimana, il nostro eroe ci metterà una settimana non due giorni. Dall'altro ache nche gli elementi fantastici vanno usati secondo le regole stabilite in partenza per il loro funzionamento. Nel mondo dell'Uomo Ragno è verosimile che possa saltare dieci volte più in alto di un normale essere umano ma non che voli, come ho già detto.

 

 

.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

 E questo è il motivo per cui il tiro al piccione sugli avversari fa parte dei canoni della serie. Ma l'eroe che SA di essere Gastone il Fortunato o Orlando l'invulnerabile NO, non ne fa parte, è dannoso.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, borden dice:

 E questo è il motivo per cui il tiro al piccione sugli avversari fa parte dei canoni della serie. Ma l'eroe che SA di essere Gastone il Fortunato o Orlando l'invulnerabile NO, non ne fa parte, è dannoso.

L'invulnerabilità di Achille è sempre stata, per me, un mistero.

Non è mai stato ferito ma se fosse stato colpito con la spada in un punto diverso dal tallone, avrebbe sanguinato o si sarebbe spezzata la spada?

Che razza di eroe può essere uno che sa di essere invulnerabile?

Persino con Supernan hanno dovuto inventarsi supercattivi (Zod, Doomsday, ecc.).

Ma scommetto che Omero (o chi per esso) non ha mai preso minimamente in considerazione il problema.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Tex non è mai stato solo questo, è bene non dimenticarlo.

 

 

Un grosso limite, se vuoi il mio parere a cui, forse non è del tutto estraneo il fatto che hai cominciatoa leggere Tex in pieno periodo Nizzi, autore che il fantastico non l'ha mai avuto nelle sue corde. Se uno su Tex cerca essenzialmente il western ha sbagliato fumetto a mio parere.

 

Mi pare anche di capire dai tuoi commenti, e se mi sbaglio mi scuso sin d'ora, che tu non abbia ben chiaro il concetto di sospensione dell'incredulità che invece Letizia ha compreso alla perfezione.

Sospensione dell' incredulità è quel patto con il lettore/spettatore si impegna a credere per tutto il tempo necessario che quello che leggerà/vedrà è vero ed accade come viene narrato .

Il termine nasce, se non sbaglio, con il teatro in cui lo spettatore accetta di sospendere la propria incredulità per tutta la durata dello spettacolo che il palco sia davvero una stanza, un giardino, un'arena etc.

Esiste per qualunque opera di narrativa, anche la più realistica e non va confusa con la verosimiglianza che è altra cosa.

La sospensione dell'incredulità è quella cosa per cui se vedi un cartone animato della Disney o dei Looney Tunes accetti il fatto che in quell'universo narrativo esistono animali antropomorfi che parlano, si vestono e si comportano da esseri umani. Se leggi l'Uomo Ragno accetti che un ragno che ha subito un bagno di radiazioni possa, mordendolo,, trasferire le proprie abilità ad un essere umano invece di fargli venire un tumore- Se non ne sei capace, meglio che lasci perdere. 

Sospensione dell'incredulità non significa, però, accettare tutto ma solo le regole base dell'universo narrativo in cui entri: l'Uomo ha i poteri di un ragno ma non vola perché i ragni non volano. Se lo vedi volare senza una spiegazione logica e coerente con le dinamiche del suo universo, tu sai che l'autore ha sbagliato, ha rotto lui il patto.

Non credere, però, che la sospensione dell'incredulità sia un concetto da applicare solo alla fantascienza o al fantastico in generale, lo trovi anche nelle opere che pretendono di essere realistiche perché comunque qualche licenza, anche minima, se la prendono sempre. Da questo punto di vista Sherlock Holmes è irrealistico quanto l'Uomo Ragno.

Quello di Tex è un universo narrativo dove esistono mummie azteche, ed anche egizie, che si risvegliano, dove i bokor voodoo sono davvero in grado di creare zombie e lo fanno secondo certe regole, dove la magia, appunto, esiste, esistono i licantropi ed anche se ancora non si sono visti, probabilmente esistono anche i vampiri classici. Questo tipo di storie rappresenta circa uun 25% della produzione texiana, bisogna accettarlo.

La verosimiglianza significa da un lato che gli elementi non fantastici della storia vanno trattati con la massima  accuratezza possibile. Se per percorrere 200 miglia a cavallo nel 1858 ci vuole una settimana, il nostro eroe ci metterà una settimana non due giorni. Dall'altro ache nche gli elementi fantastici vanno usati secondo le regole stabilite in partenza per il loro funzionamento. Nel mondo dell'Uomo Ragno è verosimile che possa saltare dieci volte più in alto di un normale essere umano ma non che voli, come ho già detto.

 

 

.

 

 

Il concetto mi è chiaro, Carlo, anche se mi è piaciuta la descrizione che ne hai fatto qui. E infatti conosco l'universo narrativo di Tex e non mi sogno nemmeno di contestarlo o di metterlo in discussione. Dico solo che quelle storie - fortunatamente per me minoritarie - non sono decisamente tra le mie preferite, mentre amo le storie western e quelle ambientate nel grande Nord. Ciò non toglie, peraltro, che io non possa apprezzare storie con elementi fantastici, vedi l'ultima di Manfredi di cui dico sempre un gran bene, e vedi anche Il ritorno della Tigre nera, che apprezzai.

Dato per assodato che l'universo di Tex non sempre è verosimile, all'interno delle sue regole deve poi però essere verosimile e coerente. Non a caso, mi sono detto "assolutamente d'accordo", pochi post fa, con il felice esempio di Letizia su Achille: accetto che sia invulnerabile tranne che per il tallone, quindi non accetterei che morisse di prostata. 

 

Quindi siamo d'accordo. Se leggi lo scambio tra me e Dix, io parlavo solo di gusto personale. Che peraltro, forse anche scioccamente, ho tentato di modificare: ho cercato cioè di forzare questa mia avversione, perché consapevole che in tal modo limito me stesso nella fruizione di opere senz'altro valide, che meriterebbero di essere apprezzate. Per questo ho parlato di mio limite, che a volte però come detto sono riuscito a superare brillantemente ;)  

 

<span style="color:red;">55 minuti fa</span>, Letizia dice:

Che razza di eroe può essere uno che sa di essere invulnerabile?

Persino con Supernan hanno dovuto inventarsi supercattivi (Zod, Doomsday, ecc.).

Ma scommetto che Omero (o chi per esso) non ha mai preso minimamente in considerazione il problema.

 

Per questo ho sempre tifato per Ettore ;) 

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

E questo è il motivo per cui il tiro al piccione sugli avversari fa parte dei canoni della serie.

 

E va bene. Però i piccioni devono stancarsi di essere piccioni per tempo, non continuare masochisticamente fino all'annientamento. Soprattutto se possono sganciarsi agevolmente. Questo contestavano alcuni forumisti dell'ultima storia di Nizzi e, per quanto io non sia tra i contestatori della storia, pure non mi sento di dar loro torto su questo specifico aspetto.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Letizia dice:

L'invulnerabilità di Achille è sempre stata, per me, un mistero.

Non è mai stato ferito ma se fosse stato colpito con la spada in un punto diverso dal tallone, avrebbe sanguinato o si sarebbe spezzata la spada?

Che razza di eroe può essere uno che sa di essere invulnerabile?

Persino con Supernan hanno dovuto inventarsi supercattivi (Zod, Doomsday, ecc.).

Ma scommetto che Omero (o chi per esso) non ha mai preso minimamente in considerazione il problema.

 

Omero, invero, se ne frega abbastanza dell'invulnerabilità di Achille, dimostrando una certa finezza. Anzi, dovrei andare a rileggere l'Iliade che, purtroppo, a parte le consultazioni necessarie per la ricerca non mi rileggo integralmente dal secondo anno di università, ma se non ricordo male Omero quasi non la menziona; ad ogni modo, non le assegna una funzione narrativa di qualsiasi tipo. Di sicuro essa era però menzionata negli altri poemi nel ciclo che non ci sono arrivati. A vedere poi come vengono trattati da poeti successivi i guerrieri invulnerabili, le armi da lancio rimbalzano via e le spade si rovinano, sì; ci sono diversi esempi in Ovidio che, poi, da lì passeranno nei cantari medievali e nella letteratura cavalleresca: Orlando è invulnerabile tranne che sulle piante dei piedi e sia Boiardo sia Ariosto lo raffigurano diverse volte con armi nemiche che si spezzano quando gli colpiscono la pelle. Poi qui c'è tutta la questione di come sia possibile appassionarsi a un eroe che per propria natura non può essere ferito e qui arriviamo a quanto diceva Leo:

 

<span style="color:red;">16 ore fa</span>, Leo dice:

Per questo ho sempre tifato per Ettore ;) 

 

Il pubblico medievale, soprattutto quello popolare, era però assai di bocca buona e si appassionava molto per Orlando. :D Poi fin da subito dopo Omero Ettore è considerato una figura molto più interessante dai poeti; e lo stesso Omero lo riteneva con ogni evidenza più interessante, dato che chiude l'Iliade proprio con i suoi funerali.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, virgin dice:

Poi fin da subito dopo Omero Ettore è considerato una figura molto più interessante dai poeti; e lo stesso Omero lo riteneva con ogni evidenza più interessante, dato che chiude l'Iliade proprio con i suoi funerali.

 

Questo sconfessa il mito che gli eroi perdenti siano solo frutto della modernità ;)  

Share this post


Link to post
Share on other sites

Curiosamente, per i Greci la parola eroe non aveva un significato intrinsecamente positivo. Eroe era colui che era toccato da una speciale energia divina, poi poteva anche essere un povero demente assassino di ragazzini incolpevoli come Cleomede di Astipalea. :D E gli eroi in genere sono sempre ambigui, smisurati, contraddittori (Achille che è il più grande guerriero della storia, ma anche un pazzo furioso; Odisseo che è un eroe nobile e intelligente, ma anche un infame, un ladro e un disonesto; Eracle che è il più grande eroe civilizzatore, poi un pazzo che stermina la propria famiglia, un esempio di virtù e un crapulone senza ritegno che molesta le serve durante i banchetti, un modello di nobiltà e uno che ammazza a tradimento aggredendo alle spalle)... dove abbiamo già fatto questo discorso? :P

 

Ma va be', al di là di quello l'eroe perdente nasce col teatro tragico, duemilacinquecento anni fa. Un secolo dopo anche Aristotele, nella Poetica, lo classifica come caso più tragico e commovente di tutti. Come dici tu: altro che modernità!

Share this post


Link to post
Share on other sites

A parte il fatto che anch'io ho sempre tifato per Ettore (e pure, mi si perdoni l'irriverente accostamento, per il Vil - o Willy - Coyote), il difensore d'Ilio non è dipinto da Omero proprio come un "eroe senza macchia né paura", visto che, terrorizzato dalla vista di Achille senza labbra, fugge con la biga facendo tre giri delle mura di Troia.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Letizia dice:

A parte il fatto che anch'io ho sempre tifato per Ettore (e pure, mi si perdoni l'irriverente accostamento, per il Vil - o Willy - Coyote), il difensore d'Ilio non è dipinto da Omero proprio come un "eroe senza macchia né paura", visto che, terrorizzato dalla vista di Achille senza labbra, fugge con la biga facendo tre giri delle mura di Troia.

Wile E. Coyote ha "un suo perché" che definirei western, dal momento che il cartoon è ispirato alla figura raccontata da Mark Twain in "Roughingh it":
«Il coyote è uno scheletro bislungo e allampanato, dall'aria afflitta e assai cagionevole, ricoperto da una pelle di lupo con la coda neanche troppo spelacchiata, ma immancabilmente pendula e derelitta; gli occhi sono astuti e maligni, e il muso affilato, col labbro superiore rialzato a mostrare i denti; insomma, quel che si dice un brutto ceffo. Il coyote è una vivente allegoria dell'Indigenza: ha sempre fame, è sempre povero in canna, scalognato e senza un amico al mondo. Anche le creature più reiette lo disprezzano; le sue pulci lo abbandonerebbero per il primo velocipiede. È così smidollato e vigliacco che anche quando scopre i denti e finge di minacciarti si vede benissimo che col resto della faccia ti sta chiedendo scusa. E Dio, quant'è brutto!». 
Ma il racconto prosegue in maniera gustosa, fra carovane e indiani, finendo a sorpresa per dare comunque dignità e intelligenza alla bestia raminga.

 

  • +1 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
36 minutes ago, virgin said:

(Achille che è il più grande guerriero della storia, ma anche un pazzo furioso; Odisseo che è un eroe nobile e intelligente, ma anche un infame, un ladro e un disonesto; Eracle che è il più grande eroe civilizzatore, poi un pazzo che stermina la propria famiglia, un esempio di virtù e un crapulone senza ritegno che molesta le serve durante i banchetti, un modello di nobiltà e uno che ammazza a tradimento aggredendo alle spalle)...

 

In epoca precedente al copyright, mi sa che gli è capitato quello che è successo ai supereroi Marvel e a molti altri personaggi del fumetti: li scrivono in diecimila, letteralmente "cani e porci", facendogli fare tutto e il contrario di tutto per "stupire" sempre di poiù, alzando l'asticella ogni volta, e ogni coerenza va a farsi benedire..  :laugh:

  • Haha (0) 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, virgin dice:

Eroe era colui che era toccato da una speciale energia divina, poi poteva anche essere un povero demente assassino di ragazzini incolpevoli come Cleomede di Astipalea. :D

Be', volendo come al solito "storicizzare" Alessandro Magno è forse l eroe per eccellenza...

Io però di eroi in carne ed ossa ne ho un bel po'...cito solo i casi antichi se no si fa politica:Caio Mario in epoca repubblicana romana, Giuliano l Apostata in epoca imperiale, Carlo Magno e Arduino di Ivrea (omaggio alla mia terra) in epoca altomedievale.

Vale a dire,uomini che a fronte di errori e orrori, avevano una visione e un obiettivo...e avevano un carisma impressionante. Gesta eroiche non fine a se stesse,ma finalizzate a qualcosa di grande...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Quelli non erano eroi.

Anzi, a mio avviso, nei commenti precedenti non si è fatto nemmeno un nome di un Eroe, con la E maiuscola.

Eppure ce ne sono tanti e magari anche senza nome.

Uno fra i molti è Salvo D'Acquisto.

Share this post


Link to post
Share on other sites
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Vale a dire,uomini che a fronte di errori e orrori, avevano una visione e un obiettivo...e avevano un carisma impressionante. Gesta eroiche non fine a se stesse,ma finalizzate a qualcosa di grande...

 

Beh, i grandi personaggi della Storia dovevamo essere tutti, chi più chi meno, carismatici. Hai detto Caio Mario e allora perché non Giulio Cesare? Entrambi generali vincenti, il primo però impazzi' e durante la guerra civile divenne sanguinario oltre ogni limite, il secondo invece si mise in luce per la "clementia Caesaris"...

 

Non credo però, per quanto il  valore di molti di essi sia indiscutibile, che possano definirsi eroi nell'accezione odierna.

Share this post


Link to post
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.

×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.