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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
due

[07] [Almanacco 2000] La Legge Del Deserto

Voto alla storia  

9 voti

  1. 1. Voto alla storia

    • 10 - 6
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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Alfonso Font
Periodicità annuale : Febbraio 2000



Le rubriche che segnalano i libri, i film, i video e i cd-rom dell'anno aprono un Almanacco che approfondisce, con articoli e dossier, tre temi-chiave: gli scout indiani, la Frontiera raccontata dal romanziere Louis L'Amour, la carriera cinematografica dell'indimenticabile attore Randolph Scott. Nella storia a fumetti, una gang di ladroni, dopo aver rapinato la banca di Wellton, fugge in Messico portandosi dietro come ostaggio il giovanissimo Johnny Ellison. Il piccolo pare essersi affezionato a Dave Rogers, uno dei criminali, a suo modo leale, che più volte protegge il ragazzino anche dai suoi stessi complici. Sulla pista dei gaglioffi c'è un gruppo di volontari guidato da Tex e dal padre del bambino. Lungo infuocati e polverosi deserti, alla luce delle stelle e sotto il sole cocente, insidiati da feroci bandoleros, gli inseguitori e i braccati giocano un'infernale partita senza esclusione di colpi!

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Ho letto ieri sera per la prima volta la storia contenuta in questo almanacco della premiata ditta Boselli / Font, qui alla loro seconda collaborazione dopo lo splendido texone. Una storia piacevolissima, dal ritmo indiavolato, dai numerosi colpi di scena che sono altrettante manifestazioni della classe di Mauro Boselli. Il deserto di sale rappresenta un'ambientazione suggestiva: arido, assolato e implacabile, non perdona agli sprovveduti. La location a un certo punto della storia, cioè nella parte che riguarda il canyon, ricorda molto da vicino la recente "Spedizione in Messico". Un altro elemento di primo piano è il vento. Anche questa è una costante delle storie di Boselli, tanto che l'autore ha affidato allo stesso Font un'ennesima sceneggiatura il cui titolo di lavorazione è proprio "Il vento", di prossima pubblicazione ( forse già nell'estate del 2008 ), storia che ruoterà intorno a un tifone o qualcosa del genere. Forse l'unico appunto negativo andrebbe rivolto al personaggio Tex: c'è troppa faciloneria nelle sue imprese, tutto quello che fa gli riesce come d'incanto, cioè senza troppa verosimiglianza. Ahimè è uno dei difetti che riscontro nelle sue storie: occorrerebbe umanizzare un pochino il personaggio. Concludo consigliando calorosamente la lettura di questo almanacco a tutti coloro ( fortunati ) che ancora non ne hanno avuto l'occasione...... to the happy few!

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"La legge del deserto" e' la classica storia da almanacco, leggera, lineare, scorrevole. Ha tutte le caratteristiche delle storie di Boselli, con il comprimario di turno vero protagonista e cioe' Dave Rogers, fuorilegge dal cuore d'oro.
Il deserto che qui e' un elemento fondamentale dell'avventura e' lo scenario dove si svolge l'intera vicenda con un finale amaro e drammatico. Dave e' un antieroe e Tex e' lo sbirro/eroe. Beh non nascondo che si arrivi, in questa storia, a "tifare" per il fuorilegge, per i suoi scrupoli nei confronti del ragazzo preso in ostaggio e per la sua voglia di rifarsi una vita che sia migliore di quella vissuta precedentemente.
Rileggendola in questi giorni, la trama e soprattutto il rapporto che si instaura tra Dave e il ragazzo rapito, mi ha fatto ricordare molto il film "Un mondo perfetto" con Clint Eastwood e Kevin Kostner. Il prim, o come Tex, dava la caccia ad un evaso(Kostner) che aveva rapito un bambino, proprio come Dave. Anche qui, tra il rapitore e il rapito si instaura un rapporto di amicizia reciproca, e il finale amaro e' presente anche nel film.

La storia e' comunque molto carina, e soprattutto molto boselliana.
Font non e' mai stato tra i miei preferiti. Faccio sempre fatica a "leggere" i suoi disegni, che li considero un po' troppo caotici e disordinati. Ma e' il volto di Tex cio' che piu' rivendico all'artista spagnolo.

Storia:6,5
Disegni:5

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In questi giorni sto rileggendo con piacere le storie contenute negli almanacchi. "La legge del deserto" e' una storia molto interessante. La luce, il buio, il caldo, il vento giocano un ruolo importante. E la violenza. "La legge del deserto" è una storia violenta. Abbiamo una rapina in banca, il sequestro di un minore, il tradimento tra i rapinatori, i bandidos messicani, la tortura... Non amo i disegni di Font ma credo che comunque sia bravo a trasmettere al lettore questo carico di crudeltà e violenza. In poco piu' di cento pagine abbiamo in definitiva una storia divertente, tesa e drammatica. Ci si affeziona un po' ad uno dei rapinatori/sequestratori dimenticando per un attimo che il sequestro di persona è uno dei reati più odiosi, ma in quaesta storia Boselli non ha pietà per nessuno.

 

Storia: voto 9

Disegni: voto 7,5

 

Vignetta: n.3 pag.138 dopo tanto deserto finalmente il...

 

 

 

 

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Ho letto ieri sera per la prima volta la storia contenuta in questo almanacco della premiata ditta Boselli / Font, qui alla loro seconda collaborazione dopo lo splendido texone. Una storia piacevolissima, dal ritmo indiavolato, dai numerosi colpi di scena che sono altrettante manifestazioni della classe di Mauro Boselli. Il deserto di sale rappresenta un'ambientazione suggestiva: arido, assolato e implacabile, non perdona agli sprovveduti. La location a un certo punto della storia, cioè nella parte che riguarda il canyon, ricorda molto da vicino la recente "Spedizione in Messico". Un altro elemento di primo piano è il vento. Anche questa è una costante delle storie di Boselli, tanto che l'autore ha affidato allo stesso Font un'ennesima sceneggiatura il cui titolo di lavorazione è proprio "Il vento", di prossima pubblicazione ( forse già nell'estate del 2008 ), storia che ruoterà intorno a un tifone o qualcosa del genere. Forse l'unico appunto negativo andrebbe rivolto al personaggio Tex: c'è troppa faciloneria nelle sue imprese, tutto quello che fa gli riesce come d'incanto, cioè senza troppa verosimiglianza. Ahimé è uno dei difetti che riscontro nelle sue storie: occorrerebbe umanizzare un pochino il personaggio. Concludo consigliando calorosamente la lettura di questo almanacco a tutti coloro ( fortunati ) che ancora non ne hanno avuto l'occasione...... to the happy few!

 

Quoto in tutto e per tutto il tuo intervento, Ymalpas, tra l'altro stupendomi non poco del fatto che nel 2008 tu parlassi della "premiata ditta Boselli-Font", segno che all'epoca il disegnatore spagnolo ti piaceva ancora. Come hai ben scritto, la storia è piacevolissima, ha un gran ritmo e una superba e suggestiva ambientazione. Mi trovo d'accordo anche sull'appunto negativo, che è una certa facilità di Tex nell'uscire sempre illeso da sparatorie e da situazioni in cui gli avversari da affrontare sono tanti. Il problema non è che Tex è Tex e che queste cose le ha sempre fatte e sempre le farà, il problema è il reiterarsi di situazioni così improbabili: sarebbe meglio se Tex non venisse proprio messo ad affrontare simili proibitive circostanze (i due contro venti di bonelliana memoria...) perchè la facilità con cui viene fuori da simili situazioni conferisce alla storia un che di posticcio... Resta comunque una bella storia (bella per essere breve, quindi fatalmente compressa in alcuni punti), con i punti di forza nella straordinaria ambientazione e nel solito riuscito personaggio grigio boselliano.

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