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Il Tex di Boselli è veramente Tex?


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<span style="color:red;">10 ore fa</span>, valerio dice:

Chi dovesse leggere questo forum ora, senza sapere bene di cosa si tratta, ci potrebbe scambiare per dei pericolosi rissaioli, torturatori, che tramano per distruggere San Francisco e pestare un sacco di gente.:D

 

Vabbè, siamo solo dei sadici, nulla di serio.:rolleyes:

 

Guarda che chiamo le Dame della Santa Lega eh :D

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Alla domanda di questo topic: "Il Tex di Boselli è veramente Tex?", la risposta è semplice: Sì!!!... Punto.   Visto alcuni interventi polemici degli ultimi periodi, io semmai aprirei un altr

Ecco, su questo non sono proprio d'accordo...     (Tex che sa chi ha ucciso tre persone e se ne frega per sbafarsi una torta e andare via ridendo di chi dovrà sbrogliare la matassa, Tex che

Il punto chiave è la FONDAMENTALE differenza fra questi due aspetti, totalmente diversi, ma che troppo spesso vengono confusi. 1) Chi è l'eroe nel setting. Come lo vedono gli altri, qual è la sua

43 minutes ago, Juan Ortega said:
10 hours ago, Barbanera said:

Be', secondo te Tex riuscirebbe a stendere un energumeno come Pat Mac Ryan senza trucchi?

Per me sì, altrimenti non l'avrei scritto. In una scazzottata il calcio nei coglioni, sempre secondo me, non rientra nelle regole.

Questione di gusti e punti di vista. Tutto qui.

 

Sulla presunta "invincibilità" di Tex, per me la questione è al tempo stesso più semplice e più complessa.

 

Prima di tutto: il Tex di GL Bonelli, come ho detto altre volte, non era per niente invincibile. Non era considerato tale nemmeno dagli altri. Non era famosissimo, e in diverse storie, racconta di gente che gli è sfuggita dopo mesi di ricerche. Non troverà mai i complici degli assassini del padre (deve pensarci Boselli cinquant'anni dopo...), non riuscirà a vendicare la moglie per anni.

 

In altre parole, l'idea che il Tex di GL Bonelli "vince sempre"...  è una balla. Facilissima da smontare, sai quante storie potrei citare in cui Tex racconta queste cose?

 

"L'invincibilità" di Tex è un mito....  inventato da Nizzi! È con il primo Nizzi che Tex non solo "non può perdere" ma che anche nel setting, tutti considerano Tex invincibile, e lo dicono. È Nizzi a "pompare" Tex in questo modo irrealistico, facendone un po' un personaggio umoristico nella sua invincibilità (poi, per forza si stufa e passa i successivi vent'anni a fargli fare figure di palta, ma mica gliel'aveva ordinato di dottore di pomparlo così prima)

 

Eppure, chiedi a molta gente, e ti dicono che il Tex di Nizzi è quello "umano", mentre quello di GL Bonelli era "ingenuo" e invincibile".

 

Cosa è successo? Nel mezzo, è successa l'estinzione dell'avventura classica e del western. È successa l'estinzione del tipo di storie con eroi che sì vincevano sempre (in scena) ma NON ERANO SUPEREROI.

 

Si è imposta invece la visione degli eroi con la "scala di potenza" come i supereroi. "chi è più forte fra hulk e la cosa"? La domanda, fatta ossessivamente da tanti fan è irrilevante. È più forte Hulk, di molto, ma se guardate, spesso fra di loro vince la Cosa. Perchè non vince sempre chi è più forte.

 

Il Tex di GL Bonelli poteva perdere perchè era, appunto, umano. Non un supereroe. Però NELLE STORIE non perdeva mai. per non deludere il lettore.

 

Il Tex di Nizzi è, nell'ambientazione (e la cosa è nota a tutti), invincibile, non perde mai, e non gli è mai sfuggito nessuno. Ma NELLE STORIE fa continue figure di palta (almeno (in quelle successive ai primi anni). Perchè Nizzi altrimenti non riusciva a dare uno svolgimento alle storie (lascio stare qui i miei sospetti su altri motivi perché non voglio che arrivino i soliti difensori ad oltranza a far deragliare la discussione, sto sulle cose innegabili).

 

Il punto chiave, è che il fatto che un personaggio VINCA IN TUTTE LE STORIE PUBBLICATE non significa che SIA INVINCIBILE.

 

Quindi, la risposta alla domanda su chi vincerebbe fra Pat e Tex è molto semplice, e chiarissima per lettori e autori di avventura classica:

 

Pat è più forte di Tex, quindi vince lui. Fuori dalle storie. O nelle storie, se è un "amichevole" in cui non si vogliono fare troppo male (ma la cosa migliore nelle storie è non farli mai davvero scontrare, Tex non picchia i suoi amici)

Ma se ci fosse di mezzo la vita di un innocente e Pat fosse ipnotizzato da qualcuno, in qualche maniera vincerebbe Tex. Perchè magari Pat da ipnotizzato è più lento, perchè magari inciampa, perchè Tex ha un colpo di fortuna, perchè Tex in quel momento non lo butta giù nessuno, ma insomma... quando conta, l'eroe vince.

 

Perchè una cosa così semplice è così al tempo stesso complessa?

 

Perchè questa distinzione fra SETTING e COSA SI VEDE NELLE STORIE ormai non la capisce più nessuno, nè i lettori, nè molti autori. (Basta vedere come Nizzi, che non è certo un autore giovincello, già era abbastanza "moderno" da annullarla e inventarsi un Tex che era invincibile e lo sapevano tutti).

 

Se oggi Boselli in una sua storia facesse dire a Tex "ho perso tre mesi a dare la caccia a quei razziatori, ma non ho cavato fuori un ragno dal buco", come faceva spesso GL Bonelli, sarebbe linciato, perché non è più ammissibile, dopo anni del Tex invincibile di Nizzi, che qualcuno possa sfuggirgli. Ma paradossalmente, quando si vede IN SCENA Tex che fa errori da dilettante tipo entrare in una stanza buia e chinarsi su un cadavere senza guardarsi intorno o fare la minima attenzione, molti non si scandalizzano per niente. Tanto alla fine vince...

 

Una caratteristica da supereroe, L'INVINCIBILITÀ, ha preso il posto delle caratteristiche da eroe (umano): la competenza, l'intelligenza, il coraggio, etc.

 

E dicono che così Tex è più "umano"...  :rolleyes:

 

E un autore ancora più "moderno" di Nizzi come Medda, pensa di fare uno cosa così originale e di valore, mettendo Tex che usa un colpo basso per vincere.  Senza capire che sta snaturando Tex molto più che se lo facesse perdere.  (ma ormai degli autori "moderni" che vogliono fare gli "originaloni" perchè si sentono tanto superiori ai maestri del passato ne ho piene le tasche)

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Una lunga disamina in cui però si confondono i concetti di 'infallibilità' con 'invincibilità', che sono due cose diverse.

 

Tex è "invincibile" (alla fine della storia, nessuno può batterlo, se non con l'inganno, come lo swivel de 'la sconfitta') ma non è sempre "infallibile", qualche volta sbaglia, o ha torto, o 'perde tempo o fatica invano' anche lui.

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35 minutes ago, gilas2 said:

Una lunga disamina in cui però si confondono i concetti di 'infallibilità' con 'invincibilità', che sono due cose diverse.

 

Giusto. Sostituire "infallibile" al posto di "invincibile" nel mio post. Rispecchia meglio cosa intendevo (nell'esempio che ho fatto, che si vede molte volte nelle storie di GL Bonelli, di Tex che dice che ha cercato le tracce di razziatori per mesi senza trovarle, Tex "fallisce", ma nessuno lo sconfigge. Ho usato la parola sbagliata, ma spero che il concetto arrivi lo stesso...)

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Analisi molto interessante, Diablero. Non sono sicuro di essere d'accordo su tutto, né di poter attribuire a Nizzi (o colpevolizzare Nizzi) per questo "cambio di percezione" dell'infallibilità di Tex, ma è uno spunto da approfondire, magari in un topic apposito.

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Sì, stavo rispondendo a Juan Ortega, ma questo è il thread di Boselli... e allora, come si potrebbe applicare questo discorso alle sue storie?

 

Mi è venuto in mente ora: cosa ha fatto (fra le altre cose) Boselli nella nuova serie "Tex Willer".

 

Ha messo un Tex giovane, e quindi FALLIBILE.

 

in pratica (e con tutte le ovvie differenze stilistiche fra due autori diversi di epoche diverse), ha "disincrostato" Tex da tutta "l'infallibilità" che si era incrostata negli anni, e l'ha fatto tornare un "eroe" vecchio stampo.  Come quello di GL Bonelli! :P

 

 

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inventato da Nizzi! È con il primo Nizzi che Tex non solo "non può perdere" ma che anche nel setting, tutti considerano Tex invincibile, e lo dicono. È Nizzi a "pompare" Tex in questo modo irrealistico, facendone un po' un personaggio umoristico nella sua invincibilità (poi,

 

 

Ma quando mai? Il Tex di Nizzi degli inizi non era assolutamente infallibile.Tex ė invicibile, certo, ma relativamente. Conosci altri personaggi del fumetto invincibili come lui?

 

E comunque il Tex di Glb dopo il n 100 era il più invincibile di tutti gli altri Tex, prima e dopo. Fino a Boselli . Che non a caso, secondo me, a volte esagera con l' invincibilità( meglio così che il contrario si intende)

Edited by Grande Tex
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Grande Tex, ha ragione Diablero. Come (quasi) sempre.

Edited by borden
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Si, ha ragione Diablero. Il primo Tex di Nizzi è assoluto. Nizzi metteva in risalto Tex anche facendo fare figure da piccione agli altri Pards. Come nella scazzottata nel ghetto di Boston dove Carson prima scaglia un pugno al nero e quest'ultimo che non lo sente minimamente ne tira uno con gli interessi e Carson sviene. Poi arriva Tex che prima viene messo in difficoltà, ma poi lo stende. Con le persone dietro che scommettevano sull'ipotetico vincitore:lol: La scenetta è divertente, ma Carson fa una figura da pollo. 

<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Diablero dice:

L'invincibilità" di Tex è un mito....  inventato da Nizzi! È con il primo Nizzi che Tex non solo "non può perdere" ma che anche nel setting, tutti considerano Tex invincibile, e lo dicono. È Nizzi a "pompare" Tex in questo modo irrealistico, facendone un po' un personaggio umoristico nella sua invincibilità (poi, per forza si stufa e passa i successivi vent'anni a fargli fare figure di palta, ma mica gliel'aveva ordinato di dottore di pomparlo così prima)

Non direi proprio il primo Nizzi, ma dopo una decina di storie, perchè la sesta è "Fuga da Anderville" e Tex di sicuro in quella storia non vince, il Tex assoluto lo vedo soprattutto ad inizio fascia 300.

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16 minuti fa, MacParland dice:

Si, ha ragione Diablero. Il primo Tex di Nizzi è assoluto. Nizzi metteva in risalto Tex anche facendo fare figure da piccione agli altri Pards. Come nella scazzottata nel ghetto di Boston dove Carson prima scaglia un pugno al nero e quest'ultimo che non lo sente minimamente ne tira uno con gli interessi e Carson sviene. Poi arriva Tex che prima viene messo in difficoltà, ma poi lo stende. Con le persone dietro che scommettevano sull'ipotetico vincitore:lol: La scenetta è divertente, ma Carson fa una figura da pollo. 

Non direi proprio il primo Nizzi, ma dopo una decina di storie, perchè la sesta è "Fuga da Anderville" e Tex di sicuro in quella storia non vince, il Tex assoluto lo vedo soprattutto ad inizio fascia 300.

Credo anche io sia così, però non capisco allora perchè taluni (riferimenti puramente casuali) critichino e Anderville perchè Tex perde e quello che viene dopo perchè Tex è infallibile e/o invincibile.

Ne andasse mai bene una:D

Edited by valerio
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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, valerio dice:

Credo anche io sia così, però non capisco allora perchè taluni (riferimenti puramente casuali) critichino e Anderville perchè Tex perde e quello che viene dopo perchè Tex è infallibile e/o invincibile.

Ne andasse mai bene una:D

Già...:-) Comunque personalmente non sopporto il Tex Supereroe. Più è in difficoltà, da nemici strutturati mentalmente e fisicamente, più lo apprezzo. Poi deve vincere ma il sale per me sono la trama e le difficoltà. Borden sviluppa trame e nemici non banali, quindi Tex anche in difficoltà (vedi ultimo Texone), poi trova sempre la zampata. Non ho la vostra memoria sulle storie e le differenze tra Nizzi, GLB e Borden su "invincibilità".

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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Già...:-) Comunque personalmente non sopporto il Tex Supereroe. Più è in difficoltà, da nemici strutturati mentalmente e fisicamente, più lo apprezzo. Poi deve vincere ma il sale per me sono la trama e le difficoltà. Borden sviluppa trame e nemici non banali, quindi Tex anche in difficoltà (vedi ultimo Texone), poi trova sempre la zampata. Non ho la vostra memoria sulle storie e le differenze tra Nizzi, GLB e Borden su "invincibilità".

Al Tex di Bonelli, va sempre bene: nei casi estremi perde lucidità, se disarcionato si alza, prende entrambe le pistole e avanza sparando contro i nemici non importa quanti siano. Tanto è certo che il suo "creatore" scoverà un sistema per farlo al massimo ferire di striscio alla tempia.

Il Tex di Nizzi gioca tanto sul "fattore Q", ciondola e gioca a fare l'investigatore, finché riceverà l'imbeccata giusta per risolvere la questione.

A quello di Nolitta va sempre tutto storto, ma alla fine almeno porterà a casa la pellaccia.

Infine quello di Boselli è talmente intelligente che ha già letto la storia e sa come va a finire!

 

Scherzo ovviamente, ma alla fine Tex è l'eroe e per forza di cose o vince o pareggia. Quelle poche volte che ha perso al lettore medio può far venire il pensiero di aver sprecato del tempo.

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Intendevo in effetti direi che IMHO  e Grande Tex (e altri) si sbagliano nel definire superuomo il mio Tex. E' invece fallibile e spesso in difficoltà, ma non è nè bamba  nè piccione, questo è chiaro.

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3 hours ago, valerio said:

Credo anche io sia così, però non capisco allora perchè taluni (riferimenti puramente casuali) critichino e Anderville perchè Tex perde e quello che viene dopo perchè Tex è infallibile e/o invincibile.

Ne andasse mai bene una

 

Il punto chiave è la FONDAMENTALE differenza fra questi due aspetti, totalmente diversi, ma che troppo spesso vengono confusi.

1) Chi è l'eroe nel setting. Come lo vedono gli altri, qual è la sua storia, cosa viene detto di lui quando passa, cosa dicono di lui i giornali, etc.

2) Chi è l'eroe nella storia che leggiamo.

 

Faccio qualche esempio con altri personaggi:

Lo Zagor di Nolitta è:

1) Nel setting (per le tribù indiane), lo Spirito con la Scure, l'infallibile emissario di Manito, immortale e invincibile

2) Nelle storie, un uomo molto fallibile che dopo aver sprecato l;a sua vita in una vendetta che alla fine gli ha dato solo rimorsi, fra cui l'aver causato la morte del padre adottivo, per dare un senso alla sua vita si è dedicato ad una missione praticamente impossibile, rischiando la pelle ogni giorno.

 

Sempre riguardo a Zagor di Nolitta (perchè autori successivi hanno cambiato molto il setting):

1) Il setting è storico, con alcuni anacronismi su armi ed equipaggiamenti. Per quello che sanno tutti, non esistono mostri, vampiri, alieni e spiriti. Gli indiani credono a queste cose perchè sono superstiziosi e ignoranti. I bianchi non credono che Zagor sia uno spirito.

2) Nelle storie si vede di tutto, dai vampiri agli alieni ai mostri, ma questo non cambia il setting. Anche un bombardamento di missili su Washington non ha cambiato il setting, nella storia successiva gli Stati Uniti non iniziano a costruire missili usando i piani di Hellingen.

 

La differenza fra questi due aspetti era chiarissima negli autori "Classici", anche perchè le storie non erano ambientate in un "universo" stile Marvel, ma nel "mondo reale"  Mentre oggi, in autori che vogliono creare un loro "universo" prima ancora di capire chi sia il protagonista, si sta in gran parte perdendo questa differenza. E infatti, il setting di Zagor, da "america della prima metà del 1800 con qualche anacronismo" è diventato un "mondo di Zagor" con il governo americano che ha un organizzazione come Altrove, e visto che "nel setting gli indiani lo ritengono tale", Zagor è diventato DAVVERO l'inviato di Manito!  (ho quasi l'impressione che gli autori "moderni" siano così concentrati a fare colpi di scena a ripetizione che possano dedicare poca attenzione ai personaggi, e mantenere una differenza fra come sono visti e cosa sono in scena sia quindi troppo faticoso...)

 

Per fare un altro esempio...  Tex ci va mai al gabinetto?

 

Non si vede mai in scena, quindi non ci va, giusto? Se non ci deve essere alcuna differenza fra "la vita di Tex in generale" e "la parte della vita di Tex che vediamo"...

 

Il Tex di GL Bonelli, per dichiarazione dello stesso GL Bonelli, va a donne. Fra un avventura e l'altra.  Ma il lettore "moderno" (o il lettore che ha i suoi anni ma è stato influenzato da questa "modernità") non concepisce la differenza fra "in scena" e "fuori scena", e quindi per lui Tex è casto e puro dalla morte di Lylith (e magari si è pure sposato vergine...)

 

Se applicassimo lo stesso ragionamento al fatto che Tex non si vede mai andare al gabinetto, dovremmo dire che Tex è così puro che non ha bisogno di pisciare? :lol:

 

il Tex di GL Bonelli è:

1) Nel setting, un ex fuorilegge diventato Ranger e poi agente indiano e capo dei Navajos (ma quest'ultimo aspetto è poco noto, ai bianchi non interessa molto il nome di un funzionario governativo, lo sanno giusto quelli che vivono vicino alla riserva).; Ha una certa fama fra i delinquenti, che lo temono, e i giornali hanno parlato a volte delle sue gesta, ma per la maggior parte della gente non è un nome famoso. È un uomo normale, non è infallibile, ma è abile, coraggioso e ha un ferreo senso della giustizia. A volte i criminali gli sfuggono, come a tutti.

Nelle storie, a volte i criminali e gli onesti cittadini sanno chi è, a volte no, non lo riconoscono a vista se non l'hanno già visto di persona.  Un sacco di criminali possono essergli sfuggiti, ma sempre "fuori scena", ne parla a volte lui, ma sono solo descrizioni.

È un eroe, nel senso "classico", un uomo dalle capacità non comuni, ma è soprattutto il carattere e le sue azioni che lo definiscono come un eroe, non è un superpotere.

2) Nelle storie, è una forza della natura scatenata. Non è infallibile, ma niente lo ferma mai troppo a lungo, e travolge ogni ostacolo come uno schiacciasassi, fra gli applausi dei lettori.

Nello storie, una frequente fonte di umorismo è data dal fatto che i suoi nemici lo sottovalutano, lo considerano "un cowboy" o "un ranger" come tanti, e poi rimangono increduli mentre demolisce il loro impero criminale davanti ai loro occhi. Tex è la vendetta dei "piccoli" contro i "potenti", il fatto che lo sottovalutino costantemente fa parte del gioco narrativo.

 

Nizzi già all'inizio, per giocarci sopra per battute e umorismo (visto che gli interessa di più questo aspetto che non le parti avventurose o drammatiche), rende "cosciente" il mondo di Tex del fatto che questo abbia sconfitti centinaia di criminali. Come se nelle storie di Zagor, di colpo il mondo si rendesse conto che esiste Hellingen e Zagor diventasse più famoso di Obama...

 

il Tex di Nizzi:

1) Nel setting, è considerato invincibile. Nizzi ha sfruttato questa cosa in diverse storie brevi: la sola presenza di Tex basta a gettare nel panico i criminali, che perdono la testa (è un clichè davvero molto usato nelle sue storie). Tutti conoscono la sua faccia, che è su tutti i giornali. Nessuno gli è mai sfuggito, e lo dice lui stesso (poi in diverse storie qualcuno gli sfugge, ma avviene il contrario che nelle storie di GL Bonelli: nel mondo del Tex di Nizzi, lui e il pubblico si dimenticano istantaneamente di tutti i suoi fallimenti, non dei suoi successi. Dimenticano subito Fuga da Anderville, dove un criminale lo fa fesso per anni prima di aver pietà di lui e raccontargli tutto, ma il giorno dopo, Tex di nuovo dice orgogliosamente che a lui non è mai sfuggito nessuno...). I criminali hanno tanta soggezione di lui che persino quando lo fanno fesso e lo catturano, come nella storia del ritorno di Barbanera, sono così intimoriti da lasciarlo libero sperando che non si accorga di loro...

2) Nelle storie, dipende dal periodo. In un primo periodo Nizzi pompa questa "invincibilità" anche nelle storie, ed è il periodo che tutti preferiamo, in particolare chi all'epoca pativa le storie del Tex bastonato di Guido Nolitta. C'è un primo periodo in cui l'umorismo nelle storie è dato dalla sprezzante superiorità di Tex. in mezzo a queste storie già se ne vedono altre in cui Tex inizia ad essere gabbato, svegliandosi solo alla fine per un colpo di fortuna (i dellutti del lago ghiacciato) o...  non svegliandosi mai, e finendo totalmente sconfitto e impotente (fuga da Anderville).  Con il tempo, forse per la difficoltà dello scrivere il personaggio invincibile in cui lui stesso si era ingabbiato, forse per astio personale, forse per superficialità, inizia sempre più a sfruttare a fini umoristici e/o "avventurosi" continui errori e stupidaggini da parte di Tex, costruendo un tipo di "contrasto" nelle storie opposto a quello delle storie di GL Bonelli: invece di avere un Tex sottovalutato che prende a calci in culo chiunque, in una perfetta "rivalsa per i deboli e gli oppressi", abbiamo un ritorno del Tex borioso di certe storie di Nolitta, che va in giro ovunque a dire quanto è invincibile, a tirare fuori la stella o la fascia di wampum come la patacca di Nick Raider, a dire che "conosce persone molto in alto" (e qui Nizzi introduce il Generale Davi come "santo in nparadiso" il il suo Tex raccomandato)... e poi nelle storie gli fa dare botte in testa, lo fa fregare, gli fa chiedere scusa in mutande, gli fa sbafare torte invece di cercare la giustizia, in scenette che magari pensa siano "umoristiche" che fanno solo dell'umorismo sulla pochezza, umana e eroistica, di quel pallone gonfiato.

 

Ecco, questo Tex che NEL SETTING è un santino invincibile e NELLE STORIE è un pallone gonfiato messo nel sacco di tutte che vince di solito per pura fortuna (e perchè nessun bandito nelle storie di Nizzi è capace di beccarlo alle spalle da 3 metri), è una perfetta rappresentazione del perchè per me, non importa quante volte gli faccia dire (a sproposito, un giorno dovrò parlare anche di questo) "tizzone d'inferno" o "satanasso", quello è L'OPPOSTO del Tex di GL Bonelli. Altro che "tradizione"

 

Viceversa, penso che chi insiste a dire che il Tex di Nizzi (a parte le prime storie) sia "più umano" di quello di GL Bonelli ma "altrettanto abile", lo fa perchè (fra le altre cose) confonde questi ambiti, confronta quello che si vede nelle storie di GL Bonelli con quello che si DICE di Tex nelle storie di Nizzi...

 

E Boselli? Boselli secondo me patisce molto questa "fama eccessiva" che ormai dopo decenni di Nizzi si è attaccata addosso al personaggio. Nelle sue storie, quello "famoso" tenderebbe ad essere Carson. E si deve barcamenare con un pubblico che da una parte ormai non distingue più quello che e di Nizzi da quello che era bel Tex originale (è un classico la solita critica che una cosa che Nizzi aveva smesso di fare "il tex di GL Bonelli non l'avrebbe mai fatto"... quando in realtà lo faceva ogni due-tre storie.). Purtroppo a rileggere davvero le vecchie storie siamo in pochi, e la memoria degli altri si confonde. E, viceversa, dopo anni di "nizzate" c'è una parte di lettori che ormai vede ogni piccolo errore di Tex come una nuova "nizzata" (non rendendosi conto che le componente derisoria per Tex è una componente essenziale di ogni vera "nizzata", è ciò che rende "nizzata" un semplice errore: che un bandito riesca a sfuggire a Tex è un banale e comune evento, diventa "nizzata" solo se Tex, prima, dice "lo acciufferò, o non mi chiamo più Tex Willer")

 

A vedere la freschezza e, diciamocelo, la qualità delle storie che ha fatto per la serie del Tex "giovane", quello che dovremmo chiederci è: "come mai non possiamo avere storie simili anche nella serie regolare?". E la risposta porta a rendersi conto (o almeno, per me ha portato a questo) di QUANTI errori si siano stratificati negli anni nella gestione della serie e del personaggio, sin dai tempi di Nolitta, allontanando Tex dalla sua essenza di "eroe classico" per renderlo progressivamente un'altra cosa, fin troppo ingessata e incrostata di cose che rendono più difficile scriverci delle belle storie.

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Analisi interessantissima, questa di Diablero. In cui leggo, però, un retrogusto amaro, come se il suo palato - dopo anni di storie non digerite - assaporasse con un pizzico di disgusto anche le più recenti avventure della serie regolare.

@Diablero, toglimi una curiosità, se ti va. Ti diverti ancora a leggere Tex?

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19 minutes ago, F80T said:

Analisi interessantissima, questa di Diablero. In cui leggo, però, un retrogusto amaro, come se il suo palato - dopo anni di storie non digerite - assaporasse con un pizzico di disgusto anche le più recenti avventure della serie regolare.

@Diablero, toglimi una curiosità, se ti va. Ti diverti ancora a leggere Tex?

 

Avevo smesso. Come ho già raccontato altre volte, ad un certo punto, senza farne una risoluzione o una decisione storica, ho iniziato a leggere gli albi regolari con sempre maggiore ritardo fino a smettere del tutto. Anni di "nizzate" (e di polemiche nei forum) mi avevano stroncato.

 

Non essendo stata una decisione consapevole, non ho smesso di comprarli. Semplicemente si accumulavano e io pensavo "appena ho un po' di tempo li leggo", ma il tempo non lo trovavo mai.

 

Ad un certo punto mi sono reso conto di quanti albi non letti avevo in casa (un numero assurdo che per un po' mi era stato celato da uno spostamento degli albi in un altra libreria) e mi sono detto "basta, o ricomincio a leggerli o smetto di comprarli".

 

Ho iniziato a leggerli (dal numero in edicola, e devo ancora recuperare la lettura di gran parte dei numeri che avevo saltato), e dopo un paio di albi di Faraci che mni avevano fatto propendere per lo smettere, ho iniziato a leggere delle belle storie che mi hanno fatto tornare il gusto di leggere Tex come non provavo da decenni.

 

Il fatto che sia tornato, dopo anni, a scrivere su Tex nei forum non significa che sia scontento. Significa che mi è tornata la passione per Tex, che era scemata a tal punto nel periodo di Nizzi che non mi rileggevo nemmeno le storie vecchie.

 

Ma essere contento di una serie per me non equivale ad "accontentarsi", anzi, per me se ti appassiona qualcosa, è tuo dovere essere ESIGENTE. Perchè se una cosa ha valore, merita di essere FATTA BENE. Se invece è una cosa che "va bene comunque, mi accontento"....  vuol dire che non ha valore.

 

Quindi, nel mio caso, il totale disinteresse per Tex, il momento in cui non avevo voglia di leggerlo, è stato, come mi pare ovvio... il momento in cui non sono stato più a perdere tempo a discuterne. Così come, il giorno che non avrò più voglia di leggere Tex (come già mi è successo per gran parte della produzione Bonelli attuale), smetterò di postare qui. Non posto nei forum di Zagor perchè non leggo più Zagor. Ho smesso di parlare di Dylan Dog perchè ho smesso di leggere Dylan Dog. Non capisco proprio questa idea che se parli di una serie è perchè non ti interessa mentre se ti interessa non ne parli...

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Diablero dice:

Non capisco proprio questa idea che se parli di una serie è perchè non ti interessa mentre se ti interessa non ne parli...

Idea che, in effetti, non mi appartiene.

 

La mia era solo una curiosità: visto che leggo sempre con molta attenzione quello che scrivi, mi faceva piacere capire meglio il tuo rapporto con la serie regolare che troviamo oggi in edicola. Grazie per la risposta!

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<span style="color:red;">13 ore fa</span>, Diablero dice:

abbiamo un ritorno del Tex borioso di certe storie di Nolitta, che va in giro ovunque a dire quanto è invincibile, a tirare fuori la stella o la fascia di wampum come la patacca di Nick Raider, a dire che "conosce persone molto in alto" (e qui Nizzi introduce il Generale Davi come "santo in nparadiso" il il suo Tex raccomandato)

sono abbastanza d'accordo sulla riproposizione ad libitum della patacca e della fascia...

Su Davis non sono invece d'accordo...non è un santino, non è il deus ex machina.  è principalmente la causa effetto dell'intervento del Nostro in diverse storie... non toglie mai le castagne dal fuoco a Tex: certo, Davis a volte aiuta Tex...i due si trovano spesso in contrasto l'uno con l'altro, per altro...Tex lo aiuta in  moltissime circostanze, ma Tex "usa" Davis solo per permettergli di "bloccare" momentanemente  papaveri dell'esercito, in attesa che sia Tex stesso però a risolvere i problemi...Davis a memoria non è mai risolutivo. Diciamo piuttosto che, nelle storie indiane che per mille ragioni sono un ginepraio per tutte le problematiche che comportano (Tex non può guidare una rivolta indiana contro l'Esercito e rischiare di essere cacciato come Agente indiano) e non sono per nulla facili da scrivere, Davis risulta importante nell'economia della storia...

 

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On 11/2/2021 at 12:04, Barbanera dice:

sono abbastanza d'accordo sulla riproposizione ad libitum della patacca e della fascia...

Su Davis non sono invece d'accordo...non è un santino, non è il deus ex machina.  è principalmente la causa effetto dell'intervento del Nostro in diverse storie... non toglie mai le castagne dal fuoco a Tex: certo, Davis a volte aiuta Tex...i due si trovano spesso in contrasto l'uno con l'altro, per altro...Tex lo aiuta in  moltissime circostanze, ma Tex "usa" Davis solo per permettergli di "bloccare" momentanemente  papaveri dell'esercito, in attesa che sia Tex stesso però a risolvere i problemi...Davis a memoria non è mai risolutivo. Diciamo piuttosto che, nelle storie indiane che per mille ragioni sono un ginepraio per tutte le problematiche che comportano (Tex non può guidare una rivolta indiana contro l'Esercito e rischiare di essere cacciato come Agente indiano) e non sono per nulla facili da scrivere, Davis risulta importante nell'economia della storia...

 

Come sapete Io ho sempre difeso Nizzi a Prescindere

Ammettendo che abbia scritto storie non bellissime gli ultimi anni mqa le rileggo sempre con piacere

Pur non amando alcune storie di Boselli sono costretto ad ammettere che ha portato novità su Tex

Il fatto che Boselli abbia messo un po a riposo Davis,un po dispiace ma è una scelta sua

Personalmente non ho mai visto Davis come u Deus Ex Macchina

Nizzi lo usava sempre come aiuto per mettere in riga gli ufficiali boriosi che odiavano gli indiani e forse si ne ha un po abusato ma come personaggio piace molto

Suppongo che Boselli lo riproporrà a tempo debito con una bella storia

 

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