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TWF - Tex Willer Forum
FranAur

Il Tex di Boselli è veramente Tex?

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<span style="color:red;">12 ore fa</span>, pecos dice:

In tutto questo il povero FranAur, che si è visto trasformare il suo topic in un affollato saloon, penserà di essere finito in una gabbia di matti. Spero che non scappi.

Tutta colpa mia, che volevo offrire un giro al banco. Se va a finire a cazzotti speriamo che non mi facciano pagare anche arredamenti, sedie e finestre.

 

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On 28/6/2020 at 22:42, pecos dice:

In tutto questo il povero FranAur, che si è visto trasformare il suo topic in un affollato saloon, penserà di essere finito in una gabbia di matti. Spero che non scappi.

Ahah non c'è pericolo! Ho il cavallo troppo stanco per fuggire :D

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Ho seguito questa discussione, che ritengo molto interessante, senza riuscire, purtroppo, ad intervenire, prima che la stessa si esaurisse, a causa del mio “congenito” ritardo. Io penso che i dubbi rappresentati da @FranAur siano legittimi, anche se la domanda che intitola questo topic “Il Tex di Boselli è veramente Tex?” è stata interpretata, evidentemente, come una critica a Boselli ritenuto responsabile del presunto snaturamento di Tex. Quando @FranAur dice: Credo che le storie di Tex abbiano perso mordente quando è entrata in crisi la vena creativa di Claudio Nizzi e ritengo che Mauro Boselli, una volta raccolto il testimone, anziché restituire loro l’incisività perduta, abbia intrapreso un percorso che ha portato allo snaturamento del personaggio e dello stile narrativo texiano” non sta dicendo un’eresia, ma semplicemente, secondo me, sottolinea il fatto che alcune caratteristiche del Tex di GLB sono state parzialmente modificate dagli autori che ne hanno preso il testimone. Questo tipo di evoluzione del personaggio è la logica conseguenza che a scriverlo non sia più il suo creatore ma un altro scrittore che cerca di replicare le caratteristiche primordiali mettendoci, inevitabilmente, anche del suo. Il primo Tex pensava, parlava, si muoveva ed aveva gli ideali di GLB, quando Bonelli ideava le sue storie, probabilmente, pensava in prima persona: cosa farei in questa situazione?, cosa direi se avessi un farabutto davanti? mentre gli autori successivi, per non snaturare le caratteristiche della personalità del  personaggio  erano costretti a gestirlo come loro pensavano avrebbe fatto GLB, ecco, forse, dove può stare la differenza con i vari Nolitta, Nizzi e Boselli, Bonelli era Tex, gli altri, evidentemente, no. I dialoghi di GLB, poi, sono la cosa meno imitabile in assoluto, e chi ha avuto la fortuna di leggere i Tex non censurati sa cosa intendo, e se si può facilmente immaginare che GLB, parlandoci, potesse dare del tizzone o del satanasso a qualcuno, mi viene più difficile immaginare le stesse frasi in bocca a Nolitta, Nizzi o Boselli, questo per sottolineare la diversa personalità del grande vecchio che, a detta di chi lo ha conosciuto, andava addirittura a spasso con stetson e colt come se fosse in un film di John Ford. Quante volte abbiamo visto nelle storie di GLB Tex fare a cazzotti nel saloon e subito dopo pagare i danni al proprietario e da bere a tutti i presenti con il sorriso? Queste scene, secondo me, più che un clichè usato da Bonelli erano, probabilmente, un lato del suo carattere, sicuramente vulcanico, ma che, probabilmente, non contemplava il portare rancore e dopo una litigata tutto doveva finire con una bevuta. Per finire mi sento di affermare, usando un parallelismo con i fumetti di Supereroi, che, se il Tex di GLB aveva, con le dovute proporzioni, la centralità e l’aura di infallibilità e invincibilità di Superman, a cominciare da Nolitta e proseguendo con Boselli, Tex è diventato più simile a Spiderman, un supereroe più umano e fallibile. Concludendo, quella che naturalmente è una mia opinione, credo sia impossibile, per qualsiasi scrittore di fumetti, come anche di romanzi, caratterizzare la personalità di un personaggio allo stesso modo in cui lo ha fatto il suo creatore, e se, per circa quarant’anni, Tex è stato il Tex di GLB, ormai da tempo è diventato il Tex di Boselli che non è quello di GLB, non è quello di Nolitta e tantomeno quello di Nizzi, ma, che piaccia o meno, è il Tex cui fare riferimento, quello a cui devono ispirarsi i nuovi autori che hanno/avranno l’onere di scrivere le storie del Ranger.

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D'accordo più o meno su tutto, ma non tanto sul fatto che il Tex di Boselli sia così fallibile, anzi... a me pare sia fin troppo eroico a volte. Se vuoi dire che non ha la spacconeria di quello di GLB ok. Ma di certo non lo trovo fallibile.

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<span style="color:red;">34 minuti fa</span>, valerio dice:

D'accordo più o meno su tutto, ma non tanto sul fatto che il Tex di Boselli sia così fallibile, anzi... a me pare sia fin troppo eroico a volte. Se vuoi dire che non ha la spacconeria di quello di GLB ok. Ma di certo non lo trovo fallibile.

 

A parte che ho detto da Nolitta in poi, comprendendo anche il periodo di Nizzi, dove Tex, comunque, non aveva quell'infallibilità Bonelliana, che era il suo marchio di fabbrica, ma penso che, per citare una storia famosa di Boselli, che a me è piaciuta tanto, "Patagonia", GLB non credo l'avrebbe mai concepita, mentre Nolitta si, aveva nelle sue corde una storia così. 

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<span style="color:red;">30 minuti fa</span>, Bob Rock dice:

 

A parte che ho detto da Nolitta in poi, comprendendo anche il periodo di Nizzi, dove Tex, comunque, non aveva quell'infallibilità Bonelliana, che era il suo marchio di fabbrica, ma penso che, per citare una storia famosa di Boselli, che a me è piaciuta tanto, "Patagonia", GLB non credo l'avrebbe mai concepita, mentre Nolitta si, aveva nelle sue corde una storia così. 

Si, certo. Ma direi che può rientrare tra le eccezioni "Patagonia".

Si è tanto parlato del fatto che Tex possa perdere o meno. Per me ci sta, si può. Ma va centellinato.

Però di per se non la trovo una cosa particolarmente negativa, basta che capiti di rado.

Concludendo, si, hai ragione. GLB non l'avrebbe mai concepita. Ma Boselli non è GLB e Nizzi non è GLB. Non lo era, men che meno, Nolitta, che pure era il figlio. Ogni autore ha il suo stile e porta qualche piccola novità.

 

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Il Tex di Boselli umano e fallibile? Ma dove? Il suo Tex è forse il più granitico e compreso nel proprio ruolo insieme a quello di GLB.

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<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, virgin dice:

Il Tex di Boselli umano e fallibile? Ma dove? Il suo Tex è forse il più granitico e compreso nel proprio ruolo insieme a quello di GLB.

Il mio era un esempio per far capire come, io, ho percepito l'evoluzione della personalità di Tex, da GLB in poi, ma comunque non era un'accezione negativa, anch'io, come Valerio, penso che ci possa stare che ogni tanto Tex possa sbagliare e quando succede questo lo rende solo più umano e non ci sarebbe niente di male.

Se parliamo di stile narrativo, poi, le differenze sono diverse, come è normale che sia, per esempio  la differenza principale che io riscontro è che GLB privilegiava molto di più l'azione e meno la caratterizzazione psicologica dei personaggi al contrario di Boselli che preferisce personaggi dalla psicologia più complessa. Comunque rimane sempre e soltanto la mia opinione:)

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TUTTE le versioni di Tex sono state "fallibili", in primo luogo perchè altrimenti, non puoi fare una storia d'avventura (gli unici personaggi davvero infallibili sono presenti nelle storie comiche o satiriche).  Se si va a rileggere  le vecchie storie di GL Bonelli, Tex di errori ne fa tanti, non è sempre "infallibile nel giudicare la gente" come sento dire (spero di non riaccendere la polemica se sottolineo che questa "vulgata" è stata più volte diffusa da Nizzi - proprio la persona che ha ridicolizzato Tex nel maggior numero di storie - contro Boselli, davvero il bue che dà del cornuto all'asino...)

 

Basta vedere come, per esempio, il massacro di Goldeena viene causato da un errore di Tex. Se non interveniva, Fraser sarebbe stato linciato, e gli abitanti di Goldeena non sarebbero stati massacrati.

 

Il credere che un Tex non facesse mai errori è sbagliato, e comunque superficiale. Bisogna andare più in profondità e vedere come viene rappresentato il personaggio, complessivamente, e fra gli aspetti tipici del personaggio c'è come reagisce ai suoi errori. E CHE TIPO di errori fa.

 

Riprendiamo Goldeena come esempio: che tipo di errore fa Tex? Tex salva un farabutto da un linciaggio. Cioè salva la vita a qualcuno, cioè (per quello che ne sa al momento) ad un baro e ad un farabutto, proponendo agli abitanti di limitarsi a frustarlo. Non sa che è d'accordo con una banda ribelle e che quindi può vendicarsi sulla città.

È un errore comprensibile (come avrebbe potuto sapere che Fraser era in combutta con gli indiani, prima che gli fosse riferito?), e fatto per salvare qualcuno. L'alternativa sarebbe stata stare fermi mentre qualcuno veniva linciato. Quindi non solo anche l'errore "è da Tex" (perchè Tex non starebbe fermo a vedere linciare qualcuno), ma il lettore lo comprende e non gliene fa una colpa.

Come reagisce? Beh, quella storia e forse ricordata per l'errore di Tex? No, dell'errore non si ricorda mai nessuno, quella è ricordata come delle storie più "toste" di Tex, con un Tex implacabile e granitico. Perchè a quel punto Tex organizza la vendetta, e si frappone fra gli indiani e la salvezza. E nel finale, non "riconsegna Fraser alla giustizia", no, ha sbagliato a tenerlo vivo una volta. Non accadrà più.

 

In GL Bonelli, "l'errore di Tex" viene usato per farci vedere come reagisce, e porta ad AUMENTARNE la statura epica, a far giganteggiare il personaggio.

 

Così come Massacro è una delle storie più famose di GL Bonelli,  prendiamo una delle storie più famose di Nizzi, Fuga da Anderville: che errore fa Tex? Beh, senza andare a rivangare gli errori commessi in vari punti della storia, quello principale è che non sospetta mai, nemmeno per un secondo, il vero responsabile, credendo alla colpevolezza di un innocente. Quando scopre l'errore (perchè il cattivo, alla fine, glielo va a spiegare, altrimenti lui non ci arriverebbe mai) va in crisi isterica, frustrato e impotente.

 

Quella storia è un caso particolare perche è l'unica vera, definitiva e totale sconfitta di Tex di tutta la sua storia editoriale, ma in generale in moltissime storie di Nizzi si vede Tex gabbato da qualcuno molto più intelligente di lui (il Tex di GLBonelli era geniale, quello di Nizzi non ci viene mai mostrato essere particolarmente intelligente, è un mastino implacabile ligio ai regolamenti che molto di rado usa la testa...), e "vincere" alla fine solo perché ha un colpo di (immeritata) fortuna, o perché viene salvato da qualcun altro.

Cioè, in Nizzi l'errore di Tex viene usato a scopi drammatici, per far temere il lettore per la sua vita (ma con l'andare del tempo e la sua scrittura che diventa sempre più sciatta, ci riesce sempre meno, con il lettore che sbadiglia aspettando che qualcosa salvi Tex) o addirittura per scopi umoristici (tipo l'inizio della storia con il ritorno di Barbanera, con Tex che cade in una ovvia trappola per non farsi rubare un dollaro, e viene catturato come un pirla)

L'errore, nel Tex di Nizzi, se non è causato dalla scarsa intelligenza di Tex (scopi drammatici) è causato dalla sua arroganza e supponenza o da altri difetti caratteriali (scopi comici-satirici), in generale quindi serve a sminuire il personaggio, non ha motivazioni "nobili" da parte di Tex, e non viene praticamente mai "risolto da Tex" permettendogli di recuperare status: no, gli innocenti morti per i suoi errori rimangono morti, li vendica qualcun altro. Il Tex di Nizzi ogni due pagine si ricorda di dire "Satanasso" ma per come si comporta, sarebbe piu adatto "perdirindindina"

 

Su Nolitta... lasciamo stare, è come sparare sulla croce rossa (che d'altronde è quello che faceva lui contro Tex)  :rolleyes:

 

Io, onestamente, per con il suo stile e le sue differenze dagli altri autori, vedo il Tex di Boselli molto, molto più vicino al Tex di GLBonelli che a quello di Nizzi o Nolitta.

 

 

  • +1 1

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24 minuti fa, Diablero dice:

TUTTE le versioni di Tex sono state "fallibili", in primo luogo perchè altrimenti, non puoi fare una storia d'avventura (gli unici personaggi davvero infallibili sono presenti nelle storie comiche o satiriche).  Se si va a rileggere  le vecchie storie di GL Bonelli, Tex di errori ne fa tanti, non è sempre "infallibile nel giudicare la gente" come sento dire (spero di non riaccendere la polemica se sottolineo che questa "vulgata" è stata più volte diffusa da Nizzi - proprio la persona che ha ridicolizzato Tex nel maggior numero di storie - contro Boselli, davvero il bue che dà del cornuto all'asino...)

 

Basta vedere come, per esempio, il massacro di Goldeena viene causato da un errore di Tex. Se non interveniva, Fraser sarebbe stato linciato, e gli abitanti di Goldeena non sarebbero stati massacrati.

 

Il credere che un Tex non facesse mai errori è sbagliato, e comunque superficiale. Bisogna andare più in profondità e vedere come viene rappresentato il personaggio, complessivamente, e fra gli aspetti tipici del personaggio c'è come reagisce ai suoi errori. E CHE TIPO di errori fa.

 

Riprendiamo Goldeena come esempio: che tipo di errore fa Tex? Tex salva un farabutto da un linciaggio. Cioè salva la vita a qualcuno, cioè (per quello che ne sa al momento) ad un baro e ad un farabutto, proponendo agli abitanti di limitarsi a frustarlo. Non sa che è d'accordo con una banda ribelle e che quindi può vendicarsi sulla città.

È un errore comprensibile (come avrebbe potuto sapere che Fraser era in combutta con gli indiani, prima che gli fosse riferito?), e fatto per salvare qualcuno. L'alternativa sarebbe stata stare fermi mentre qualcuno veniva linciato. Quindi non solo anche l'errore "è da Tex" (perchè Tex non starebbe fermo a vedere linciare qualcuno), ma il lettore lo comprende e non gliene fa una colpa.

Come reagisce? Beh, quella storia e forse ricordata per l'errore di Tex? No, dell'errore non si ricorda mai nessuno, quella è ricordata come delle storie più "toste" di Tex, con un Tex implacabile e granitico. Perchè a quel punto Tex organizza la vendetta, e si frappone fra gli indiani e la salvezza. E nel finale, non "riconsegna Fraser alla giustizia", no, ha sbagliato a tenerlo vivo una volta. Non accadrà più.

 

In GL Bonelli, "l'errore di Tex" viene usato per farci vedere come reagisce, e porta ad AUMENTARNE la statura epica, a far giganteggiare il personaggio.

 

Così come Massacro è una delle storie più famose di GL Bonelli,  prendiamo una delle storie più famose di Nizzi, Fuga da Anderville: che errore fa Tex? Beh, senza andare a rivangare gli errori commessi in vari punti della storia, quello principale è che non sospetta mai, nemmeno per un secondo, il vero responsabile, credendo alla colpevolezza di un innocente. Quando scopre l'errore (perchè il cattivo, alla fine, glielo va a spiegare, altrimenti lui non ci arriverebbe mai) va in crisi isterica, frustrato e impotente.

 

Quella storia è un caso particolare perche è l'unica vera, definitiva e totale sconfitta di Tex di tutta la sua storia editoriale, ma in generale in moltissime storie di Nizzi si vede Tex gabbato da qualcuno molto più intelligente di lui (il Tex di GLBonelli era geniale, quello di Nizzi non ci viene mai mostrato essere particolarmente intelligente, è un mastino implacabile ligio ai regolamenti che molto di rado usa la testa...), e "vincere" alla fine solo perché ha un colpo di (immeritata) fortuna, o perché viene salvato da qualcun altro.

Cioè, in Nizzi l'errore di Tex viene usato a scopi drammatici, per far temere il lettore per la sua vita (ma con l'andare del tempo e la sua scrittura che diventa sempre più sciatta, ci riesce sempre meno, con il lettore che sbadiglia aspettando che qualcosa salvi Tex) o addirittura per scopi umoristici (tipo l'inizio della storia con il ritorno di Barbanera, con Tex che cade in una ovvia trappola per non farsi rubare un dollaro, e viene catturato come un pirla)

L'errore, nel Tex di Nizzi, se non è causato dalla scarsa intelligenza di Tex (scopi drammatici) è causato dalla sua arroganza e supponenza o da altri difetti caratteriali (scopi comici-satirici), in generale quindi serve a sminuire il personaggio, non ha motivazioni "nobili" da parte di Tex, e non viene praticamente mai "risolto da Tex" permettendogli di recuperare status: no, gli innocenti morti per i suoi errori rimangono morti, li vendica qualcun altro. Il Tex di Nizzi ogni due pagine si ricorda di dire "Satanasso" ma per come si comporta, sarebbe piu adatto "perdirindindina"

 

Su Nolitta... lasciamo stare, è come sparare sulla croce rossa (che d'altronde è quello che faceva lui contro Tex)  :rolleyes:

 

Io, onestamente, per con il suo stile e le sue differenze dagli altri autori, vedo il Tex di Boselli molto, molto più vicino al Tex di GLBonelli che a quello di Nizzi o Nolitta.

 

 

Non credo che Nizzi accusasse Boselli di rendere Tex troppo fallibile. Mi pare lo "accusasse" di averlo reso troppo musone (e su questo sono anche d'accordo, il Tex di Boselli manca totalmente di ironia) e di averne tolto centralità. Non ricordo di aver mai letto che lo accusasse di renderlo eroe fallibile. Temo che ti sbagli su questa affermazione.

Sul Tex di Boselli e quello di GLB. Concordo che sull'aspetto della graniticità del personaggio siamo vicini. Potrei dire che il Tex di Boselli è un Tex di GLB senza ironia. Però poi cambiano totalmente le storie entro cui è inserito e tutto il contesto che gli gira attorno, come abbiamo già detto molte volte. Posso capire che chi avesse interrotto Tex nel 1983 e lo riprenda oggi e legga Borden, possa non riconoscere il contesto, che è davvero molto diverso da prima a mio avviso.

Ovviamente, non che questo sia un difetto. E' solo una constatazione.

Il Tex di Sergio era davvero quanto di più lontano da quello del padre. Il personaggio e il suo carattere, innanzitutto, ma anche il contesto sostanzialmente. Non credo che GLB avrebbe mai scritto storie come quelle del figlio, anche a prescindere dal carattere del personaggio. Resta il fatto che alcune storie di Sergio sono davvero godibili e rimangono ben scolpite nella memoria.

Il Tex di Nizzi era, almeno inizialmente, il più simile (a mio avviso, eh, intendiamoci). Il più simile come storie e contesto (non identiche però. C'è il poliziesco che, soprattutto nelle prime storie, è fin troppo presente. Poi lo ha pian piano accantonato), e anche il personaggio era indubbiamente azzeccato. Concordo col discorso che hai fatto della minor intelligenza del Tex Nizziano, cosa che lo rende indubbiamente diverso su questo aspetto. Però storie fresche e brillanti e una grande capacità di ironia e divertimento fanno del Tex Nizziano dei primi tempi un Tex molto godibile e anche sufficientemente aderente ai dettami. Poi, come sappiamo, ha troppo accentuato una certa tendenza a lasciare Tex in balia degli eventi, e li ha mostrato la corda.

Il Tex di Ruju lo devo ancora studiare un pò per dare un giudizio definitivo. A me pare il più aderente dei nuovi al dettato, per quanto riguarda situazioni e contesti. Anzi, trovo che osi troppo poco. Nel 2020, forse, si deve osare qualcosa di più. Non basta fare bene il compitino. Ed è proprio questo che gli rimprovero, fare troppo il compitino. Per il resto come personaggio direi che lo ha centrato piuttosto bene.

Ora sono molto curioso di vedere Rauch. Se mantiene le premesse è interessante.

Volevo fare una domanda a tutti i pard del forum. Una cosa che mi è venuta in mente chiacchierando in questo topic di confronto tra gli autori e GLB.

La domanda è la seguente:

 

Considerate lecito che, magari qualcuno, possa preferire il Tex di Sergio, o di Nizzi o di Borden a quello di GLB o lo considerate una cosa assurda?

Tipo, ci sono persone che preferiscono un Tex dubbioso e più "spaghetti", pieno di sentimenti contrastanti e, per quanto decisamente diverso da quello originale, particolarmente "umano" e preferiscono Nolitta.

Oppure ci sono persone che amano un Tex divertente, l'ironia e le battute tra i pard, un Carson meno implacabile e più "buffo", un tono generale meno  "peso" e preferiscono Nizzi.

Oppure ancora, ci sono persone che amano l'intreccio, la psicologia, la caratterizzazione perfetta di tutti i personaggi, le storie complesse e che fino all'ultimo ti lasciano col fiato sospeso e prediligono il Borden.

 

Ammetto che a questa domanda sono giunto anche dal fatto che ho un collega e amico che considera il Tex di GLB indigesto e preferisce caratterizzazioni più fallibili (aveva un debole per Nolitta e anche per Nizzi. Non so che pensi di Boselli perchè non glielo ho chiesto.)

Insomma, è lecito preferire un Tex diverso da quello originale o debbo dare una botta in testa al buon Fabio (così si chiama) per offesa alla divinità? :)

 

 

Edited by valerio

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Per quanto mi riguarda, io considero perfettamente lecito e logico che ognuno preferisca l'autore che ritiene più consono. Preferito non significa migliore. A me non è mai piaciuto molto il Tex di Sergio. Devo averlo già scritto, ma questa mia freddezza è nata con la prima sua storia pubblicata, Caccia all'uomo, dove c'è uno stacco netto dal Tex che conoscevo, sensazione amplificata dai disegni del primo Fusco e da una storia allungata dove questo fantomatico Mingo non centrava nulla.

Sia Nizzi che Boselli e gli altri sono poi rimasti più o meno nel solco tracciato da GLB. Ovviamente con le differenze dovute alle diverse personalità. Bisogna considerare le difficoltà trovate dagli eredi. GBL scriveva secondo il suo estro, gli altri hanno dovuto scrivere come pensavano avesse scritto l'inventore di Tex. E naturalmente pensavano in modo diverso.

Io che ho iniziato con GLB, sento nostalgia di alcune sue espressioni particolari (per es. mi viene in mente: ci servi due oneste birre e dopo due altrettanto oneste bistecche), se ne possono trovare a decine nelle sue storie. Pur apprezzando moltissimo il lavoro di Borden, questo linguaggio mi manca, pur risultando del tutto ininfluente per l'andamento della storia.

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Diablero dice:

L'errore, nel Tex di Nizzi, se non è causato dalla scarsa intelligenza di Tex (scopi drammatici) è causato dalla sua arroganza e supponenza o da altri difetti caratteriali (scopi comici-satirici), in generale quindi serve a sminuire il personaggio

 

Che il Tex di Nizzi faccia più errori di GLB non è dubitabile. Ma è vero che il Tex di Nizzi, almeno inizialmente, era calato in contesti gialli, ciò che GLB mi pare abbia fatto molto di rado. Erano cioè contesti più complicati da risolvere, e se la macchinazione è costruita bene (vedi il vecchio Walcott) io non ci vedo una fallibilità di Tex, ma un'ineluttabilità degli eventi. Poi è chiaro che non si deve eccedere con queste ineluttabilità: se lo fai una o poche volte, e in compenso scrivi storie avvincenti, a mio parere ci può stare. Diverso è il Tex piccione degli ultimi anni, in cui Nizzi di fatto avrebbe fatto meglio a non scrivere più storie del ranger.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, valerio dice:

Considerate lecito che, magari qualcuno, possa preferire il Tex di Sergio, o di Nizzi o di Borden a quello di GLB o lo considerate una cosa assurda?

Tipo, ci sono persone che preferiscono un Tex dubbioso e più "spaghetti", pieno di sentimenti contrastanti e, per quanto decisamente diverso da quello originale, particolarmente "umano" e preferiscono Nolitta.

Oppure ci sono persone che amano un Tex divertente, l'ironia e le battute tra i pard, un Carson meno implacabile e più "buffo", un tono generale meno  "peso" e preferiscono Nizzi.

Oppure ancora, ci sono persone che amano l'intreccio, la psicologia, la caratterizzazione perfetta di tutti i personaggi, le storie complesse e che fino all'ultimo ti lasciano col fiato sospeso e prediligono il Borden.

 

E' del tutto lecito, ma significa che Fabio non apprezza il "vero" Tex ma una sua versione, minoritaria ed "eretica". Il Tex di Nolitta non è Tex, anche nelle sue storie più belle. E' proprio un altro personaggio: a me molte sue storie piacciono mentre altre le trovo indigeste, ma sono comunque sempre consapevole che quelle non sono storie di Tex, ma di un personaggio che ne usurpa il nome. E lo dice uno che considera un capolavoro Il Colonnello Watson.

 

Il Tex di Nizzi, invece, ribadisco che per me è Tex. Certo, non è scritto da GLB, qualche volta è più fallibile, negli ultimi dieci anni è spesso illeggibile. Ma il Tex del Nizzi d'oro è Tex e la sua ironia può stare alla pari con quella di GLB ed è superiore a quella di Boselli. Mi piace anche il suo Carson buffo e brontolone, non il suo Carson piccione che perde con una mezza tacca come nel caso di Topeka. Quindi ci può stare che si preferisca Nizzi, io sono cresciuto con le sue storie e sono texiano grazie a lui (o a causa sua :D ). Le sue storie, poi, sono similglbonelliane, replicano abbastanza bene atmosfere e situazioni, anche perché Nizzi attinge volutamente dai soggetti del suo predecessore, scrivendo storie fortemente debitrici delle trovate di GLB ma altrettanto se non più valide (vedi La Congiura, Fiamme sull'Arizona, L'Uomo con la frusta, ecc.).

 

Boselli, infine. Se ho cominciato con Nizzi, è grazie a Boselli che non ho finito. Il Tex di Boselli è glbonelliano, ma le sue storie non lo sono. Il flashback, un certo tasso di epicità, gli sguardi. Guardate lo stile di Boselli: pensate che sia secondario che lui faccia parlare così tanto gli sguardi?

 

Lo sguardo di Ray che condanna a morte Kit.

Di Lena quando dice di aver salvato la vita al padre di sua figlia.

Di Torrence quando, prima di fuggire perché braccato da Finn, si ferma a contemplare le montagne che sono state il primo rifugio per lui e la sua gente.

Del fidanzato di Adah che decide di lasciarla perché ha probabilmente subito una violenza dal comanche.

Di Shan Van Vocht che accorre a consolare il "pobre jovin"

Del capo carovana de L'Ultima Diligenza nella situazione drammatica della rupe

Di Dave Mather a Carson nell'ora fatale del duello

Di Blackbird che sorride con malignità a disarmare l'ingenuo reverendo.

 

Quello degli sguardi è solo un esempio, per dire per l'ennesima volta che lo stile dell'autore milanese è caldo, è appassionato, riconosce ai personaggi di contorno un'importanza che in GLB e in Nizzi c'è stata molto di rado. Lui scrive Tex à la Berardi, e lo fa alla grande: perché scrive le storie come quelle di Ken Parker, ma dentro ci mette il Tex di GLB. Mai connubio fu più perfetto. Manca solo dell'ironia dei suoi due predecessori (l'ironia di Nolitta per me era molto più sguaiata e fuori luogo), ma anche in quella a mio parere sta crescendo (si vedano gli spassosi dialoghi de L'Inesorabile). 

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che il Tex di Nizzi fosse un po piu fallibile e' vero

Ma sottolineo un po' , almeno fino agli ultimi anni

Se volevo uno che scrivesse come Glb, mi rileggevo le sue storie.

Su fuga da Anderville: Tex non viene sconfitto, perche' semplicemente non compie nessuno scontro con Walcott.Nell' intrigo lui non c' entra, non e' vittima in alcun modo, ne ne e' vittima il suo amico John, ucciso dai Sudisti.

Certo con Glonelli non era mai successo, non l' avrebbe mai scritto:  e allora? Per me il personaggio rimane comunque Tex. Nei dettami si e' detto che Tex puo' sbagliare? Bene, questo mi basta.

 

Edited by Grande Tex

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@Leo, a proposito di ironia di Boselli io cito anche "Tombstone Epitaph": la ricordavo con grande piacere e me la sto rileggendo per festeggiare il superamento dell'anno di prova. Un Boselli imprevedibile, che gioca in molti frangenti a fare il Nizzi, addirittura! Ho riso perfino tre volte in una pagina, ci sono degli scambi davvero fulminanti e in diversi punti Boselli sembra proprio divertirsi a giocare con gli stereotipi (caffè-bistecca-vecchio cammello-Carson pessimista "lo sai che così mi porto fortuna, satanasso" :D), assumendo le stesse movenze leggere e divertite caratteristiche del più anziano collega.

Insomma, non è il suo elemento, ma quando ci si mette i risultati sono proprio buoni. Poi non lo fa sempre sempre... e giustamente, direi. Peccato che non lo faccia più spesso, perché negli ultimi venti anni è senza dubbio più bravo lui a fare Nizzi di... Nizzi stesso. :D

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<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Che il Tex di Nizzi faccia più errori di GLB non è dubitabile. Ma è vero che il Tex di Nizzi, almeno inizialmente, era calato in contesti gialli, ciò che GLB mi pare abbia fatto molto di rado. Erano cioè contesti più complicati da risolvere, e se la macchinazione è costruita bene (vedi il vecchio Walcott) io non ci vedo una fallibilità di Tex, ma un'ineluttabilità degli eventi. Poi è chiaro che non si deve eccedere con queste ineluttabilità: se lo fai una o poche volte, e in compenso scrivi storie avvincenti, a mio parere ci può stare. Diverso è il Tex piccione degli ultimi anni, in cui Nizzi di fatto avrebbe fatto meglio a non scrivere più storie del ranger.

 

 

E' del tutto lecito, ma significa che Fabio non apprezza il "vero" Tex ma una sua versione, minoritaria ed "eretica". Il Tex di Nolitta non è Tex, anche nelle sue storie più belle. E' proprio un altro personaggio: a me molte sue storie piacciono mentre altre le trovo indigeste, ma sono comunque sempre consapevole che quelle non sono storie di Tex, ma di un personaggio che ne usurpa il nome. E lo dice uno che considera un capolavoro Il Colonnello Watson.

 

Il Tex di Nizzi, invece, ribadisco che per me è Tex. Certo, non è scritto da GLB, qualche volta è più fallibile, negli ultimi dieci anni è spesso illeggibile. Ma il Tex del Nizzi d'oro è Tex e la sua ironia può stare alla pari con quella di GLB ed è superiore a quella di Boselli. Mi piace anche il suo Carson buffo e brontolone, non il suo Carson piccione che perde con una mezza tacca come nel caso di Topeka. Quindi ci può stare che si preferisca Nizzi, io sono cresciuto con le sue storie e sono texiano grazie a lui (o a causa sua :D ). Le sue storie, poi, sono similglbonelliane, replicano abbastanza bene atmosfere e situazioni, anche perché Nizzi attinge volutamente dai soggetti del suo predecessore, scrivendo storie fortemente debitrici delle trovate di GLB ma altrettanto se non più valide (vedi La Congiura, Fiamme sull'Arizona, L'Uomo con la frusta, ecc.).

 

Boselli, infine. Se ho cominciato con Nizzi, è grazie a Boselli che non ho finito. Il Tex di Boselli è glbonelliano, ma le sue storie non lo sono. Il flashback, un certo tasso di epicità, gli sguardi. Guardate lo stile di Boselli: pensate che sia secondario che lui faccia parlare così tanto gli sguardi?

 

Lo sguardo di Ray che condanna a morte Kit.

Di Lena quando dice di aver salvato la vita al padre di sua figlia.

Di Torrence quando, prima di fuggire perché braccato da Finn, si ferma a contemplare le montagne che sono state il primo rifugio per lui e la sua gente.

Del fidanzato di Adah che decide di lasciarla perché ha probabilmente subito una violenza dal comanche.

Di Shan Van Vocht che accorre a consolare il "pobre jovin"

Del capo carovana de L'Ultima Diligenza nella situazione drammatica della rupe

Di Dave Mather a Carson nell'ora fatale del duello

Di Blackbird che sorride con malignità a disarmare l'ingenuo reverendo.

 

Quello degli sguardi è solo un esempio, per dire per l'ennesima volta che lo stile dell'autore milanese è caldo, è appassionato, riconosce ai personaggi di contorno un'importanza che in GLB e in Nizzi c'è stata molto di rado. Lui scrive Tex à la Berardi, e lo fa alla grande: perché scrive le storie come quelle di Ken Parker, ma dentro ci mette il Tex di GLB. Mai connubio fu più perfetto. Manca solo dell'ironia dei suoi due predecessori (l'ironia di Nolitta per me era molto più sguaiata e fuori luogo), ma anche in quella a mio parere sta crescendo (si vedano gli spassosi dialoghi de L'Inesorabile). 

Condivido un pò tutto.

Una storia in cui c'è una ironia molto spiccata fuor di GLB-Nizzi trovo che sia Golden Pass, storia con l'accoppiata Nolitta-Borden.

Ecco, qui l'ironia funziona secondo me abbastanza.

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36 minuti fa, virgin dice:

@Leo, a proposito di ironia di Boselli io cito anche "Tombstone Epitaph": la ricordavo con grande piacere e me la sto rileggendo per festeggiare il superamento dell'anno di prova. Un Boselli imprevedibile, che gioca in molti frangenti a fare il Nizzi, addirittura! Ho riso perfino tre volte in una pagina, ci sono degli scambi davvero fulminanti e in diversi punti Boselli sembra proprio divertirsi a giocare con gli stereotipi (caffè-bistecca-vecchio cammello-Carson pessimista "lo sai che così mi porto fortuna, satanasso" :D), assumendo le stesse movenze leggere e divertite caratteristiche del più anziano collega.

Insomma, non è il suo elemento, ma quando ci si mette i risultati sono proprio buoni. Poi non lo fa sempre sempre... e giustamente, direi. Peccato che non lo faccia più spesso, perché negli ultimi venti anni è senza dubbio più bravo lui a fare Nizzi di... Nizzi stesso. :D

 

Devo confessare che non rileggo da troppo tempo Boselli. Mi sono impegnato, di recente, nella rilettura del centinaio d'oro; finito questo, devo riprendere tutto Boselli. E' da tanto che non leggo molte delle sue storie più belle. Chissà che non trovi quell'umorismo di cui tu parli...

30 minuti fa, valerio dice:

Una storia in cui c'è una ironia molto spiccata fuor di GLB-Nizzi trovo che sia Golden Pass, storia con l'accoppiata Nolitta-Borden.

 

Grande storia, quella, con un cambio di mano che si percepisce in maniera così netta da essere addirittura impietoso.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Leo dice:

Devo confessare che non rileggo da troppo tempo Boselli. Mi sono impegnato, di recente, nella rilettura del centinaio d'oro; finito questo, devo riprendere tutto Boselli. E' da tanto che non leggo molte delle sue storie più belle. Chissà che non trovi quell'umorismo di cui tu parli...

 

Ehm, onestamente a parte "Tombstone Epitaph" non mi vengono in mente altri esempi simili nella produzione di Boselli.

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6 hours ago, valerio said:

Potrei dire che il Tex di Boselli è un Tex di GLB senza ironia.

 

Non concordo. Perchè ricordo diverse scene umoristiche nelle ultime storie di Boselli, per esempio, nella storia a New York (e la reazione di Carson  alle comodità del grand hotel, ma non solo), oppure la maniera in cui Carson "corregge" il suo errore di matematica riportando il 13 a 12 nel Texone di Villa, oppure, proprio nell'ultimo albo in edicola, tutta la scena del saloon e Randolph che pregusta come sarà facile avere ragione di quei ranger da poco...  :lol:

 

In generale poi ridurre tutte le parti umoristiche a "ironia" è limitato. Per esempio, Nizzi, pur avendo sempre fatto largo uso di scene comiche o umoristiche, fa un uso molto sporadico e limitato di ironia vera e propria. Usa piuttosto gli elementi tipici della "commedia", con i dialoghi brillanti (quando gli riescono), battibecchi, travestimenti. Per fare due esempi che ho letto recentemente, le scenette ripetute di Carson al ristorante all'inizio della "rupe del diavolo" sono tormentoni, gag, scenette buffe, ma assolutamente NON ironiche: l'ironia è un contrasto fra elementi dissonanti (parole e azioni, azioni e il contesto in cui avvengono, etc.), cosa c'è di ironico nel fare uno scherzo a Carson sulle patatine? È un tormentone, che fa ridere come tale, tipo "ce l'ho qui la brioche!" di Suzzurro e Gaspare (che a sua volta era una parodia della comicità che andava per la maggiore all'epoca, basata praticamente solo su questi tormentoni)

un po' di ironia c'è invece all'inizio de "la congiura", quando Tex e Carson vengono fregati come due polli, ma la loro fama preoccupa tanto la gang che li ha catturati, che li rimettono su una carrozza prima che si sveglino... qui l'ironia c''è, nel finale, nel contrasto (appunto) fra la "fama" dei Pards e la palese facilità con cui possono essere fregati. Ma a parte il finale ironico, per il resto è comicità di tipo diverso, botte in testa e gente che scappa...

Quando lessi quella storia all'epoca mi era sembrata una gag fuori luogo, rileggendola dopo anni mi sono reso conto invece quanto TUTTA l'avventura sia gestita come una commedia, con gente che si incontra per caso, commedia degli equivoci, Barbanera che fa il simpaticone, etc... ecco, quella storia è un ottimo esempio di quanto il registro "comico" sia più nelle corde di Nizzi rispetto a quello avventuroso...  ma "comico" non corrisponde a "ironico"...

 

Anche GLBonelli, è vero che in certe avventure mette siparietti umoristici... ma un'avventura tutta virata sulla commedia come "La Congiura" non me la ricordo. Anche qui, andando con la mente alle ultime che ho riletto, mi viene in mente la scena del caffè con il dottore in "Arizona"... che è un avventura molto drammatica, che inizia con Tiger picchiato, torturato e quasi ucciso. Lì Bonelli mette quel siparietto comico per spezzare una successione di dialoghi troppo lunga, ma è un espediente narrativo per non far calare l'attenzione del lettore, in una storia drammatica. Mi viene in mente poi la reazione della vedova in "la caccia", che è una storia con maggiori elementi umoristici, ma comunque ancora drammatica.

E in altre storie, di umorismo proprio non ce ne mette, e non parlo solo di cose tipo "Massacro", o "Il giuramento" e "fra due bandiere", ma anche in "Diablero" per esempio.

 

Più che di un uso "fisso" di elementi comici di questi tre autori, direi che invece ci sono storie in cui ci si può mettere più commedia, e altre in cui non è indicata. Tutti e tre, infatti, non hanno certo un "quoziente fisso" di battute.  E saper valutare il tono di una storia, fa parte del "mestiere" dello scrivere.

 

Una delle critiche che faccio al Nizzi post-crisi è che man mano perde questo "senso di cosa è appropriato in una storia" e inizia a mettere battute sulle patatine a sproposito e perdendo qualunque drammaticità, ma se parliamo del Nizzi pre-crisi... non è che farciva di battute ogni scena. Ci sono storie e storie, storie piu drammatiche, e storie più leggere.

 

Per me, a parte le differenze di stile (che, anche all'interno di una scena comica, fanno spesso pendere Nizzi per il tormentone e il travestimento dove Bonelli invece si scatenava con le sua invenzioni linguistiche e le beffe di Tex, e Borden invece fare appello sugli spunti umoristici che "trova" in scena), tutti e tre (escludendo i periodi di crisi, sia di GLBonelli che di Nizzi), dosano l'umorismo in base al tipo di storie.

 

Quello che davvero cambia, dunque, è il tipo di storia. O meglio, il range di storie e quelle usate preferibilmente.

 

È vero che Nizzi ha usato più spesso l'umorismo, ma è perchè le sue storie sono molto spesso "leggere", umoristiche (rileggetevi la congiura, è una commedia dall'inizio alla fine...), magari spesso anche "gialle", raramente drammatiche (e quando ci prova, come per esempio in Anderville o con Custer, sbaglia la misura)

 

La minore "comicità" di Boselli e GLBonelli deriva semplicemente dal fatto che loro hanno fatto molto raramente storie umoristiche, e se fai una storia genuinamente avventurosa, o addirittura tragica o drammatica, di umorismo che ne sta poco.  E poi ci sono le differenze di stile, che fanno sì che le parti comiche di Bonelli fossero più lunghe mentre quelle di borden sono più brevi, spesso a livello di poche battute (il contrario avviene con i combattimenti, se ci pensi: sono molto più brevi in Bonelli, anche le storie dove all'apparenza ci sono un sacco di combattimenti, tipo "tragico assedio"... sono molti combattimenti ravvicinati, ma ciascuno è molto breve)

 

7 hours ago, valerio said:

Volevo fare una domanda a tutti i pard del forum. Una cosa che mi è venuta in mente chiacchierando in questo topic di confronto tra gli autori e GLB.

La domanda è la seguente:

 

Considerate lecito che, magari qualcuno, possa preferire il Tex di Sergio, o di Nizzi o di Borden a quello di GLB o lo considerate una cosa assurda?

 

Sono due domande diverse...  :lol:

 

Il fatto che io, personalmente, consideri assurdo preferire il Tex  di Nolitta a quello di GLBonelli...  non lo rende "non lecito". I gusti sono gusti, e a ciascuno piace ciò che gli piace.

 

Quindi la (doppia) risposta è semplice: sì, è lecito.  E sì, è assurdo...  ma gli esseri umani sono spesso assurdi!  :lol:

 

7 hours ago, valerio said:

Ammetto che a questa domanda sono giunto anche dal fatto che ho un collega e amico che considera il Tex di GLB indigesto e preferisce caratterizzazioni più fallibili (aveva un debole per Nolitta e anche per Nizzi. Non so che pensi di Boselli perchè non glielo ho chiesto.)

 

Ne conosco uno anch'io. Un nolittiano di ferro, che a tutt'oggi dice che le storie più belle di Tex sono quelle di Nolitta.

 

Ma sai che c'è? Che c'è una logica nelle sue opinioni: lui NON LEGGEVA TEX. Non gli piaceva. Ma era un "nolittiano di ferro", che seguiva fedelmente sia Zagor che Mister No. Quando ha saputo che Nolitta scriveva anche Tex, ha letto le sue storie...  e quelle gli sono piaciute, ovviamente, perchè ci ha ritrovato il tipo di "poetica" che amava in Zagor e Mister No.

Semplicemente... gli piacciono le storie di Nolitta perchè NON GLI PIACEVA TEX! (e nemmeno a Nolitta, suppongo, visto come lo descriveva)

 

Questo caso è più frequente di quanto sembri. Frequentando forum di fumetto "generalisti", mi capitava ogni tanto di leggere commenti che criticavano il fatto che Tex vinceva troppo, che non veniva mai sconfitto, battuto, etc... poi quando gli chiedevo perchè leggevano Tex nonostante questo... rispondevano che NON lo leggevano, appunto perchè non gli piaceva. (in generale, tutto il movimento per rendere gli eroi "più fallibili" nella speranza di attirare più lettori si basa su questa fantastica "ideona": "Ehi, perché non facciamo arrabbiare i lettori che ci comprano, per accontentare quelli che non ci comprano e che comunque non ci compreranno?"  :laugh:

 

All'epoca di GLBonelli, uno che preferiva Nolitta...  leggeva Zagor. Non leggeva Tex. Dopo, si è tutto mescolato e "imbastardito", oggi chi legge Tex può preferire quello di Bonelli, quello di Nolitta, quello di Nizzi, quello di Segura, quello di Boselli e pure quello di Manfredi... e vedere in ciascuno di essi il "vero Tex".

 

Anche per questo, insisto che esiste un solo "Tex Classico", quello di GLBonelli, l'unico Tex che abbia monopolizzato la serie per quasi trent'anni. Nizzi è sempre stato in "condominio" con autori diversi, la sua è sempre stata un'interpretazione personale che condivideva la serie con altre, molto diverse. Se basta il tempo a rendere qualcuno un "classico", allora dovremmo ormai parlare del "Tex Classico di Segura", o di quello di Medda...

(o, per fare un'altro esempio, i fan dell'Uomo Ragno da sempre si combattono su quale sia il periodo classico, quello scritto da Stan Lee e disegnato da Ditko (1963-1966) o quello scritto da Stan Lee e segnato da Romita (1966-1972).  Ma nessuno, mai, direbbe "classico" dell'uomo ragno dell'epoca in cui ha iniziato Nizzi, scritto da Tom DeFalco e disegnato da Ron Frenz...)

 

7 hours ago, valerio said:

Insomma, è lecito preferire un Tex diverso da quello originale o debbo dare una botta in testa al buon Fabio (così si chiama) per offesa alla divinità?

 

Anche questa, sono due domande diverse:

1) Sì, è lecito preferire il Tex di Nolitta.

2) ...ma la botta in testa a Fabio dagliela lo stesso!  :laughing:

 

 

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D'accordo sulla storia Boselliana a New York, tra l'altro storia che ho decisamente apprezzato. Però sono casi davvero sporadici (se non ricordo male mi complimentai addirittura con Borden qui, dopo quella storia, per l'uso finalmente dei dialoghi ironici tra Tex e Carson, cosa che ci ha fatto vedere assai raramente, almeno a quel livello).

Il mio gusto personale apprezza moltissimo l'elemento ironico e divertente su Tex. Anzi, direi che è uno dei motivi principali per il quale ho adorato GLB, che trovava sempre il modo di inserire il momento divertente su Tex, vuoi con una rissa, vuoi con un battibecco tra Tex e Carson, vuoi con le lamentele di Carson, vuoi con pestaggi conditi di epiteti e scambi di battute tra Tex che pesta il cattivo e Carson che commenta.

Ed è anche uno dei motivi, se non IL motivo principale per il quale apprezzo molte storie del primo Nizzi.

Con Borden, del quale apprezzo moltissime cose, questo aspetto confesso che mi manca moltissimo.

Edited by valerio
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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, valerio dice:

D'accordo sulla storia Boselliana a New York, tra l'altro storia che ho decisamente apprezzato. Però sono casi davvero sporadici (se non ricordo male mi complimentai addirittura con Borden qui, dopo quella storia, per l'uso finalmente dei dialoghi ironici tra Tex e Carson, cosa che ci ha fatto vedere assai raramente, almeno a quel livello).

Il mio gusto personale apprezza moltissimo l'elemento ironico e divertente su Tex. Anzi, direi che è uno dei motivi principali per il quale ho adorato GLB, che trovava sempre il modo di inserire il momento divertente su Tex, vuoi con una rissa, vuoi con un battibecco tra Tex e Carson, vuoi con le lamentele di Carson, vuoi con pestaggi conditi di epiteti e scambi di battute tra Tex che pesta il cattivo e Carson che commenta.

Ed è anche uno dei motivi, se non IL motivo principale per il quale apprezzo molte storie del primo Nizzi.

Con Borden, del quale apprezzo moltissime cose, questo aspetto confesso che mi manca moltissimo.

Credo che, come soluzioni narrative, ci sia una certa differenza tra l’utilizzo di scene divertenti e l’uso dell’ironia da parte di un personaggio. Di scene divertenti, con dialoghi pieni d’umorismo se ne vedono anche nelle storie dell’ultimo Boselli, come, ad esempio in “Doc” e “Tex L’inesorabile”, sempre con Carson protagonista, mentre, sempre con Borden, Tex è molto meno ironico rispetto alle storie di GLB, e Nizzi.

L’uso dell’ironia verbale deve far parte del carattere del personaggio che l'autore vuole rendere, appunto, ironico e deve essere fatta da un soggetto nei confronti di un altro e, quindi, Tex che fa del sarcasmo nei confronti di Carson o Tex che ridicolizza con l’ironia il farabutto di turno sono esempi di scene ironiche. Infatti l'autoironia altro non è che prendersi in giro facendo del sarcasmo su se stessi, non fare battute divertenti o umoristiche, quelle le fa il comico e, proprio per questo motivo, Carson, con l'ultimo Nizzi, è diventato una spalla comica alla CIco. Con GLB e Nizzi, ma, direi, anche con Nolitta, Tex era molto ironico o sarcastico, con Boselli, e qui sono d’accordo con Valerio, molto meno. Questo perché, tra uno scrittore e l’altro, c’è sicuramente differenza di stile di scrittura, ma c’è anche la differenza caratteriale degli stessi che influisce, inevitabilmente, sulla riuscita della caratterizzazione di un personaggio seriale che, evidentemente, nel corso di oltre 70 anni non poteva essere scritto sempre dallo stesso autore.

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27 minuti fa, Bob Rock dice:

Credo che, come soluzioni narrative, ci sia una certa differenza tra l’utilizzo di scene divertenti e l’uso dell’ironia da parte di un personaggio. Di scene divertenti, con dialoghi pieni d’umorismo se ne vedono anche nelle storie dell’ultimo Boselli, come, ad esempio in “Doc” e “Tex L’inesorabile”, sempre con Carson protagonista, mentre, sempre con Borden, Tex è molto meno ironico rispetto alle storie di GLB, e Nizzi.

L’uso dell’ironia verbale deve far parte del carattere del personaggio che l'autore vuole rendere, appunto, ironico e deve essere fatta da un soggetto nei confronti di un altro e, quindi, Tex che fa del sarcasmo nei confronti di Carson o Tex che ridicolizza con l’ironia il farabutto di turno sono esempi di scene ironiche. Infatti l'autoironia altro non è che prendersi in giro facendo del sarcasmo su se stessi, non fare battute divertenti o umoristiche, quelle le fa il comico e, proprio per questo motivo, Carson, con l'ultimo Nizzi, è diventato una spalla comica alla CIco. Con GLB e Nizzi, ma, direi, anche con Nolitta, Tex era molto ironico o sarcastico, con Boselli, e qui sono d’accordo con Valerio, molto meno. Questo perché, tra uno scrittore e l’altro, c’è sicuramente differenza di stile di scrittura, ma c’è anche la differenza caratteriale degli stessi che influisce, inevitabilmente, sulla riuscita della caratterizzazione di un personaggio seriale che, evidentemente, nel corso di oltre 70 anni non poteva essere scritto sempre dallo stesso autore.

Si, chiaramente mi riferivo soprattutto all'ironia del personaggio Tex (e anche di Carson, di riflesso).

Che il Tex di Borden sia musone mi pare evidente. E rischia di risultare, talvolta, antipatico.

Cosa che non mi succedeva nè con GLB, nè tantomeno con Nizzi dove la componente umoristica era persino troppo marcata forse (ma quanto bella e divertente all'inizio), e direi nemmeno con il Tex di Ruju (lascerei Nolitta nel suo empireo qui, perchè davvero troppo sui genereis il suo Tex, su tutto e non solo su questo).

Con Borden Tex è l'eroe a 360 gradi, eroe che non ha tempo di star li a far battute o creare situazioni un pò più leggere. Benissimo, da questo punto di vista Borden è insuperabile, ma Tex ha una lunga storia di elementi ironici alle spalle e sarei molto felice se scene come quelle di "Manhattan", correttamente citata da Diablero, si ripetessero più spesso.

 

Edited by valerio

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Allora devi proprio rileggere "Tombstone Epitaph" e "Il segreto del giudice Bean", @valerio. Io mi sono riletto il primo albo della prima e ho riso parecchio; ora attacco il secondo.

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