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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
due

[05] [Almanacco 1998] Glorieta Pass

Voto alla storia  

10 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Alarico Gattia
Matite: Maurizio Dotti
Periodicità annuale : Febbraio 1998



Dopo le rubriche dedicate ai film, i video e i libri dell'anno, questo quinto Almanacco del West propone un articolo sul regista Howard Hawks, uno sullo scrittore Zane Grey e uno sulle gesta della celebre Agenzia Pinkerton. Nella storia a fumetti, i quattro pards sono radunati in un bivacco notturno all'imbocco di Apache Canyon, presso le rovine del Johnson Ranch, dove si concluse l'epico scontro di Glorieta Pass. Il ritrovamento di un'elsa di sciabola in argento con inciso sopra il un nome, fa tornare in mente a Tex un episodio avvenuto nel 1862, durante la Guerra di Secessione, quando con "Damned" Dick era scout delle truppe nordiste E stroncò un traffico d'armi destinate agli indiani, a fianco di un valoroso tenente della Confederazione chiamato Beau Danville!

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Una delle particolarità di questo almanacco sono le matite di Dotti poi inchiostrate da Gattia. Come mai ? La risposta è molto semplice e ci arriva da un'intervista allo stesso Dotti che disse che nel 1996, il disegnatore incaricato dalla Bonelli, cioè Gattia, essendo pieno, sommerso di lavoro, lo pregò di occuparsi appunto della realizzazione delle matite!

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Questa è, secondo me, una delle storie più belle mai apparse su un almanacco. Storia che, purtroppo,è limitata dall'esiguo numero di pagine, e che se si fosse potuta sviluppare su un secondo albo sarebbe risultata molto migliore. Alcuni elementi della vicenda infatti avrebbero richiesto un maggior approfondimento, a cominciare dai personaggi:su tutti il tenente Danville, la cui personalità avrebbe potuto dispiegarsi ulteriormente; personaggio che tuttavia, anche in questo numero limitato di pagine,è ottimamente caratterizzato da Boselli (e lo sappiamo tutti che nella caratterizzazione dei personaggi Boselli è maestro). Storia in ogni caso da ricordare:bellissimo l'incipit con il ritrovamento della sciabola che da l'avvio al racconto di Tex, ben raccontate le scene d'azione e l'assedio alla diligenza;inoltre è stata una gradita sorpresa rivedere il grande Damned Dick. Come già ricordato da Ymalpas, la particolarità di questa avventura è quella relativa ai due disegnatori, che tra l'altro offrono disegni abbastanza buoni, che ben si addicono alla storia, essendo "scorrevoli" e senza fronzoli;buona anche la caratterizzazione di Tex. Voto che oscilla tra 7,5 e 8.

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Questa è, secondo me, una delle storie più belle mai apparse su un almanacco. Storia che, purtroppo,è limitata dall'esiguo numero di pagine, e che se si fosse potuta sviluppare su un secondo albo sarebbe risultata molto migliore. Alcuni elementi della vicenda infatti avrebbero richiesto un maggior approfondimento.

 

Concordo sul fatto che questa sia una delle migliori, se non la migliore, storia mai apparsa su un almanacco. Il mio giudizio non può essere definitivo perchè ne posseggo pochi di almanacchi ma di sicuro questa è un ottima storia soprattutto perchè costretta in un esiguo numero di pagine. Sono entrato in possesso di questo almanacco casualmente svuotando una soffitta e l'ho subito letto perchè l'ambientazione durante la guerra si secessione mi affascinava e difatti non sono rimasto affatto deluso. L'inizio della storia, dopo il ritrovamento della sciabola, è sensazionale e misterioso. Davvero avrebbe meritato di più questa storia. Ottimi i personaggi come il tenente Danville e i passeggeri della diligenza. Ottimo il ritorno in una storia del grande Damned Dick. I disegni invece non mi sono piaciuti, troppo confusi e con un tratto poco delineato. Una storia di questa caratura meritava di più.

 

Voto 9 alla trama.

Voto 6+ ai disegni

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Appena letto a colori nel TEX GOLD. Non conoscevo la storia e no ha tutti gli almanacchi. Molto bella, la migliore fra quelle che conosco. Ben caratterizzati i personaggi e lo svelamento del colpevole è tipico del giallo: il meno sospettato. Bel personaggio Danville, mi ricorda un altro confederato protagonista di un Texone, Butler. Anche in questo caso vi è una chiara condanna della guerra e i cattivi e i bravi sono su ambedue le sponde anche se una causa è sbagliata, quella del Texas. Ho letto che le matite sono di Dotti, molto meglio adesso ne "El supremo", mentre in "Glorieta pass" il volto di Tex giovane è da giovane!

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Appena letto a colori nel TEX GOLD. Non conoscevo la storia e no ha tutti gli almanacchi. Molto bella, la migliore fra quelle che conosco. Ben caratterizzati i personaggi e lo svelamento del colpevole è tipico del giallo: il meno sospettato. Bel personaggio Danville, mi ricorda un altro confederato protagonista di un Texone, Butler. Anche in questo caso vi è una chiara condanna della guerra e i cattivi e i bravi sono su ambedue le sponde anche se una causa è sbagliata, quella del Texas. Ho letto che le matite sono di Dotti, molto meglio adesso ne "El supremo", mentre in "Glorieta pass" il volto di Tex giovane è da giovane!

 

Storia sicuramente molto bella che si inserisce nel filone dei flashback che rievocano episodi legati alla guerra civile come una delle più poetiche. La differenza che si nota con i disegni attuali di Dotti è legata non solo alla evoluzione stilistica del disegnatore, ma soprattutto alla inchiostrazione realizzata da Alarico Gattia che ha naturalmente impresso il suo stile al disegno finale. I colori sulla versione Gold non rendono un gran servizio alla storia che IMHO è assai più gradevole nella versione originale in B/N

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Storia intensa e piacevole anche se sviluppata in un numero di pagine esiguo. Emerge ancora una volta la grande capacità di caratterizzazione dei personaggi che ha Boselli (vedi ad esempio la figura del Tenente Danville). Anche la parte "gialla" della storia è ben sviluppata, con la figura del rinnegato non facilmente individuabile. Di fondo resta comunque la condanna della guerra, da qualsiasi parte giusta o sbagliata si sia scelti di stare.

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Le storie ambientate durante il periodo della guerra civile hanno tutte un fascino particolare, sia che a scriverle sia Gianluigi Bonelli ("Tra due bandiere"), oppure Claudio Nizzi ("Fuga da Anderville", "L'uomo di Atlanta", "L'ultimo ribelle"), oppure Segura ("L'oro del sud"), oppure ancora Mauro Boselli ("Glorieta pass"). Eppure è un filone, dopo settant'anni ininterroti di avventure, tutto sommato poco sfruttato e che meriterebbe sicuramente di essere più spesso presente nella serie.

"Glorieta pass" è una delle migliori storie che siano state consegnate all'almanacco e questo in virtù di una serie di trovate tra le  più riuscite.

Boselli approfondisce uno degli aspetti che erano rimasti più in ombra, il ruolo di scout di Tex e dell'amico Damned Dick  al servizio dell'Unione, ma anche il loro essere, quando capitava, sopra le parti.

In poche pagine l'autore riesce a far diventare Tex risolutivo per l'Unione nello scontro tra le parti nel sudovest che sembrava ormai in mano ai confederati.

Se le battaglie rischiavano di annoiare il lettore, lo sceneggiatore è anche bravo a tessere i fili di una seconda vicenda, cioè l'assedio indiano a un manipolo di disperati cui non tardano a sommarsi anche Tex e Dick, pagine altamente drammatiche in cui si freme per la vita dei nostri eroi ad ogni scoccare di frecce che cadono alla cieca dal cielo facendo ogni volta qualche vittima.

Non mancano anche i personaggi degni di nota e Beau Danville, nonostante la giubba grigia, è proprio un bel personaggio, un gentiluomo con cui Tex si scontra dapprima e fraternizza poi, combattendo al suo fianco, un eroe la cui carriera è presto interrotta da una lancia che gli trafigge inesorabilmente l'addome. Come personaggio, non ha niente da invidiare ai nizziani John Walcott o Johnny Butler, anzi sembra ricalcare lo stesso lignaggio di uomini del sud, di cavalieri aristocratici e schiavisti, com'è stato tramandato dalla letteratura  e dal cinema.

Non manca anche l'elemento giallo: un traditore che vende le armi dei nordisti agli indiani. Boselli è bravo a sviare i nostri sospetti su un uomo che avrà occasione, nelle pagine finali, di riscattare pienamente un passato vile.

La storia è pura avventura, scorre liscia senza nessun intoppo, su toni che appaiono da subito tragici e c'è un po' di amarezza nel chiudere l'albo, che spesso si è colta in storie di questo tipo. Il nostro sguardo si sofferma in ultimo sull'elsa d'argento della sciabola spezzata, ritrovata da Kit e Tiger nelle pagine iniziali, che Tex restituirà alla tomba del suo proprietario, chiudendo dopo tanti anni un doloroso cerchio ed è un tocco di magia che avrebbe meritato qualche pagina in più e gli albi della serie regolare.

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On 19/5/2016 at 19:48, ymalpas dice:

Le storie ambientate durante il periodo della guerra civile hanno tutte un fascino particolare, sia che a scriverle sia Gianluigi Bonelli ("Tra due bandiere"), oppure Claudio Nizzi ("Fuga da Anderville", "L'uomo di Atlanta", "L'ultimo ribelle"), oppure Segura ("L'oro del sud"), oppure ancora Mauro Boselli ("Glorieta pass"). Eppure è un filone, dopo settant'anni ininterroti di avventure, tutto sommato poco sfruttato e che meriterebbe sicuramente di essere più spesso presente nella serie.

 

Di Boselli ricordiamo anche la splendida "Missouri", in cui tra l'altro fa la sua prima apparizione proprio Damned Dick. Sono d'accordo che sia un filone poco sfruttato, ma fino ad ora è stato almeno sfruttato bene, con tutte storie memorabili.

 

On 19/5/2016 at 19:48, ymalpas dice:

Non mancano anche i personaggi degni di nota e Beau Danville, nonostante la giubba grigia, è proprio un bel personaggio, un gentiluomo con cui Tex si scontra dapprima e fraternizza poi, combattendo al suo fianco, un eroe la cui carriera è presto interrotta da una lancia che gli trafigge inesorabilmente l'addome. Come personaggio, non ha niente da invidiare ai nizziani John Walcott o Johnny Butler, anzi sembra ricalcare lo stesso lignaggio di uomini del sud, di cavalieri aristocratici e schiavisti, com'è stato tramandato dalla letteratura  e dal cinema.

 

Secondo me non avrebbe nulla da invidiare, ma solo potenzialmente. Per essere paragonabile ai due giganti da te citati (sì, considero un "gigante" anche Butler, anche se non alla stregua di John Walcott, uno dei più grandi) Beauville avrebbe avuto bisogno di più pagine. Mi chiedo perché Boselli abbia confinato un soggetto così bello in un Almanacco, mi sembra francamente uno spreco. La storia, e il suo personaggio Beauville, avrebbero meritato un altro approfondimento, un altro respiro; certo, la trovata finale dell'amico che torna a salvare gli altri richiama troppo da vicino la vicenda di Glenn Corbett, e forse nella serie regolare non poteva essere riproposta a cuor leggero.

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