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[Romanzi A Fumetti 12] L'ultima missione


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Un’audace missione per tre Rangers del Texas!

 

Tex Romanzi a Fumetti

N° : 12

Periodicità: semestrale

L'ultima missione

uscita: 20/02/2021

Formato: 22,5x30 cm, colore

Pagine: 52

Soggetto: Giorgio Giusfredi

Sceneggiatura: Giorgio Giusfredi

Disegni: Alfonso Font

Copertina: Alfonso Font

Colori: Matteo Vattani


Ai tempi della “Grande Invasione”, Tex e Carson cavalcarono con Lucky Joe Beauregard per salvare il Texas dai Comanche. Oggi il vecchio Joe non ha più niente da perdere e vuole cacciarsi da solo nei canyons delle Sacramento Mountains per affrontare la banda di El Morado e i suoi spietati comancheros… Ma Tex Willer e Kit Carson saranno ancora al suo fianco!

 

 

 

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Veramente interessante! Giusfredi nelle storie che ha scritto, si riallaccia sempre a Boselli. Nella storia di Tex Willer, c'è Hutch (e il mitico Arkansas Joe) e qui si gira intorno a

"La Grande Invasione". Le Tavole che hanno messo sul sito, sembrano essere tutte in Flashback. Cover incredibile, la migliore della serie. Visto che Giusfredi ha scritto una storia con Arkansas Joe, perchè non fare una storia con il mitico Jeff Webber? Personaggio sfruttato poco, lo vediamo in una sola storia, e poi Glb decide di ammazzarlo.

 

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La copertina di Font è spettacolare, e non posso che aspettarmi grandi cose anche dalla sceneggiatura di Giusfredi. Il fatto, poi, che questa storia sia strettamente connessa ad un capolavoro come La grande invasione, non può che stimolare ulteriormente la mia voglia di leggerla... Apprezzo moltissimo la scelta assunta dalla SBE - e soprattutto da Boselli - da ormai alcuni anni di legare ad una più stretta soluzione di continuità, benché non assoluta, poiché anzi rischierebbe di snaturare la serie ed il personaggio.

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Anch'io  sono curioso di vedere come se la cava Giusfredi con una storia  di Tex,  (l'abbiamo  già visto in un color breve con Gros Jean, e non mi era dispiaciuto). Scrivere un cartonato penso non sia per niente banale. Per quanto riguarda la copertina , è molto bella, ma per me la migliore dei cartonati e quella di De vita, Sfida nel montana.🙋‍♂️

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  • 2 weeks later...

"La grande invasione" è la mia storia preferita, per cui sono curioso di vedere come se la caverà Giusfredi con questa storia:)

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  • 3 weeks later...

Acquistato e letto anche da me stamani. Fino a non molto tempo fa ero solito lamentarmi poiché era frequente che le uscite SBE da queste parti giungessero in ritardo anche di 3/4 giorni, ultimamente invece non solo escono puntuali, ma negli ultimi 2/3 mesi le uscite previste per il sabato vengono anticipate al venerdì (in precedenza, slittavano al successivo martedì o addirittura al mercoledì).

 

Sbrigato questo excursus, non esito a dire che L'ultima missione è forse, per quanto mi riguarda, il migliore tra i cartonati di Tex sinora editi dalla Bonelli. Devo davvero rivolgere un convintissimo plauso a Giorgio Giusfredi per aver delineato una storia emozionante e molto western, dal sapore forse anche un po' "brutto, sporco e cattivo", ma che si lascia leggere tutta di un fiato. Azzeccatissima la scelta di raccontare la storia dalla prospettiva di Joe Beauregard, personaggio complesso e per molti aspetti crepuscolare, tagliato su misura per questa storia (o, probabilmente, è stata la storia ad essere costruita - anche - attorno a lui, questioni prospettiche). Ciò non significa che Tex e Carson hanno un ruolo marginale, al contrario sono e dimostrano di essere i soli in grado di aiutare Beauregard a realizzare il proprio obiettivo.

 

Eccellente, infine, anche la prova di Font ai disegni. Come da me sostenuto in altre occasioni, il suo tratto è fatto su misura per le storie dal sapore "brutto, sporco e cattivo", e questa non è certo l'eccezione a tale regola. A colori, poi, i disegni del disegnatore spagnolo acquisiscono forse un'incisività ancora più marcata.

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Preso e letto. Gran bel volume, forse il miglior cartonato finora uscito, non voglio anticipare nulla per non guastare e far gustare anche a tutti voli la lettura. Davvero coinvolgente, ti tiene incollato dalla prima all'ultima pagina, gran bel western, gran ritmo ed emozione. Davvero bravissimo Giusfredi, complimenti vivissimi.

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Finito di leggere poco fa. Cartonato di ottima fattura (non solo per i materiali utilizzati), Lucky Joe è un bel personaggio ed anche il Flashback che prende gran parte della storia è bello. Tutta la parte dell'invasione Comanche mi è piaciuta, mi chiedevo in che parte della cronologia si collocasse questa storia, avevo ipotizzato prima de: "La Grande Invasione" poichè Joe Beauregard non viene ovviamente nominato. Alla fine la collocazione si trova facilmente, dove finisce questa (il Flashback intendo) inizia l'altra, infatti Tex tornato a Santa Concepcion dice di esser diretto ad Ovest verso il Rio Concho mentre Carson andrà da Marshall ed Arkansas Joe, ne "La Grande Invasione" nelle prime pagine si vede Tex che arriva al Trading Post di Rio Concho e nel 498 Carson con Marshall e Joe. Spero che Tex Willer arrivi al periodo di Tex Ranger, anche per rivedere Lucky Joe nella sua forma migliore. La copertina di Font è incredibile, tra le migliori della serie ed anche i disegni non scherzano. A questo punto mi aspetto una serie di stelle da Ranger prodotte dalla Bonelli con le patacche di tutti i Texas Ranger apparsi nella saga. Tex (la sua sta già nel cofanetto), Kit Carson (la sua l'abbiamo vista nel 695 ed in una tavola inedita del numero zero di Tex Willer), Lucky Joe, Jeff Webber (l'agente zero), Arkansas Joe e tutti gli altri che vengono nominati in altre storie. Infatti queste stelle con al centro i nomi del Ranger (cosa assurda), sono molto belle. In definitiva un ottimo cartonato, tra i migliori della serie.

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Concordo con coloro che hanno accolto favorevolmente questa bella e crepuscolare storia di Giusfredi (giovane promessa che lascia ben sperare per le sue prossime avventure su Tex Willer). Aggiungo solo qualche considerazione critica.

Se il personaggio di Joe Beauregard è il vero protagonista de “L’ultima missione” (suo il punto di vista, sue tutte le riflessioni importanti, suo lo scavo psicologico), non si può non notare, al confronto, la scarsa caratterizzazione di Tex e Carson, quasi pure funzioni narrative nella vicenda.

 

Sia chiaro, io ho sempre criticato chi rimprovera a Boselli la poca centralità di Tex o l’eccesso di personaggi nelle sue storie che metterebbero in ombra il nostro ranger. Sono giudizi sbagliati perché Boselli riesce sempre a dare una grande importanza a Tex, anche quando gli mette al fianco comprimari di spessore.

Qui, però, Giusfredi decide di assegnare a Tex e a Carson il ruolo per lo più di “accompagnatori” di Joe Beauregard nella sua ultima missione, scegliendo, tra l'altro, di usare nei loro dialoghi uno stile secco, laconico, probabilmente per accentuare l’atmosfera malinconica.

Così facendo, però, finisce per sviluppare poco il legame d’amicizia tra il vecchio ranger sul viale del tramonto e i nostri Tex e Carson, i quali hanno, sì, il loro spazio narrativo, tra torme di Comanches e spietati comancheros, ma di fatto sono trattati come puri personaggi di sola azione.

Non c’è un dialogo interessante di Tex (o di Carson), una sua riflessione, un cenno all’antica amicizia o, non so, al passato, alla morte o a un qualsiasi contenuto che non sia: “Li seguiamo…”, “Tieniti alla larga dalle piste battute”, “Verso quelle rocce, presto”, “Io andrò a Ovest”, “Buttate le armi”, “Prendi il winchester”, “Attenti alle vostre spalle…” ecc.

 

La cosa di per sé non sarebbe poi così insolita, se questa fosse una semplice storia d’azione come ne abbiamo viste tante, ma siccome Giusfredi punta più in alto, vuole dare alla vicenda uno spessore maggiore, succede che i monologhi interiori molto belli di Joe Beauregard finiscono per  stridere un po’ - a mio parere - con la “piattezza” di Tex e Carson, troppo limitati a semplici pistole che sparano.

 

Tra l’altro, le varie riflessioni di Beauregard sono tutte per la moglie, per il giovane che ha preso una brutta strada, il padre, il suo cappello, ecc, ma neanche una riservata a Tex e Carson.

Per spiegarmi meglio, pensiamo alla famosa storia di Ken Parker, “Adah”. Lì Berardi adotta il punto di vista della schiava di colore Adah e fa comparire Ken Parker solo alla fine, per poche pagine, eppure sufficienti per darci un bel ritratto dello scout, visto dalla prospettiva inedita di un altro personaggio, visto e giudicato, cioè, con gli occhi di Adah, in modo che, paradossalmente, mai come in questa storia - in cui Ken appare pochissimo - noi lo conosciamo meglio.

Qui Giufredi non fa fare a Beauregard una mezza riflessione su Tex e Carson che non sia l’iniziale e stereotipata frase: “Nel west non esiste un solo, dannato figlio di coyote più in gamba di quei due”.

Insomma, risolve il problema della centralità di Tex facendolo semplicemente sparare per molte pagine, senza però dargli quello spessore caratteriale che meriterebbe.

 

Comunque, nonostante questo, “L’ultima missione” la giudico una gran bella storia.:deserto:

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Il 20/2/2021 at 13:30, MacParland dice:

pero che Tex Willer arrivi al periodo di Tex Ranger,

 

Boselli ha detto più volte che sono in lavorazione storie che arrivano a coprire intorno al n. 70 e che in quel periodo ci sarà l'incontro con Montales, quindi hai già la tua risposta.

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<span style="color:red">56 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Boselli ha detto più volte che sono in lavorazione storie che arrivano a coprire intorno al n. 70 e che in quel periodo ci sarà l'incontro con Montales, quindi hai già la tua risposta.

Sarebbe anche interessante mostrare il primo incontro di Carson con Montales, visto che - se non ricordo male - ne Il ritorno di Montales - i due sembrano conoscersi già.

Lo stesso dicasi per Carson e Jim Brandon: nel numero 100 SuperTex sembrano già amici...

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<span style="color:red">9 minuti fa</span>, james dice:

Sarebbe anche interessante mostrare il primo incontro di Carson con Montales, visto che - se non ricordo male - ne Il ritorno di Montales - i due sembrano conoscersi già.

 

Ricordi benissimo e "Patagonia"  mostra anche brevi flashback in cui siu vedono Montales e Carson entrambi con i capelli neri.

 

<span style="color:red">12 minuti fa</span>, james dice:

Lo stesso dicasi per Carson e Jim Brandon: nel numero 100 SuperTex sembrano già amici...

 

Se èper questo, nel numero 75 Gros Jean dimostra di conoscere bene Carson.

Certo, può darsi benissimo che tutto dipenda dal fatto chemagari GLB no ricordava che nelle precedenti apparizioni di Montales, Brandon e Gros Jean Carsion non c'era ma in ogni caso ciò che conta è ciò che risulta dalle storiee non l'intenzione dell'autore.

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In conclusione, si tratta solo di una serie di sparatorie, dall’inizio alla fine, sia in flashback che in diretta, con l’aggiunta dell’introduzione di un personaggio che a me, tra l’altro, non ha neanche fatto simpatia. Punticino in meno rispetto alla media della serie.

Per quanto riguarda Font, onore alla carriera.

Voto alla storia: 6,8

Voto ai disegni: 7

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La storia sarà anche interessante (ma tendo ad essere d'accordo con il giudizio di Andrea67 e con quello di Poe) ma i disegni non l'aiutano di certo. Font è ormai in visibile declino, lontanissimo parente di quello che disegnò capolavori come Gli Assassini, Nei territori del Nordovest e Colorado Belle. Magari con gli ambienti se la cava ancora bene ma per quanto riguarda le figure mi sembra proprio di no. Peccato.

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A me i disegni, sporchi come si addice a una storia del genere, sono piaciuti molto, e penso che siano valorizzati assai dalla colorazione di buona fattura.

Anche la storia, nervosa, aspra, amara, mi ha preso. La secchezza dei dialoghi di Tex e Carson non mi sembra fuori contesto.

Insomma, a mio giudizio sono promossi sia Giusdfredi che Font.

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Giudizio positivo per questa storia. Anche io ho qualche problema con i volti  che disegna Font, sopratutto quelli di Tex e Carson, ( non tutti pero alcuni mi vanno bene). Mi piacciono invece tantissimo le ambientazioni e i suoi paesaggi. E con  i colori di Vattani sono ancora più belli. Giudizio positivo anche per Giusfredi. Storia che va benissimo per questi  cartonati alla Francese, per la regolare ci vuole qualcosa di diverso.  Intanto non vedo l'ora  di leggere la sua storia su Tex  Willer che uscira a fine anno.🙋‍♂️

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Ottimo cartonato!
In meno di 50 tavole non è semplice scrivere una bella storia, eppure il giovane ma talentuoso Giusfredi ci riesce, sceneggiando impeccabilmente una vicenda alquanto appassionante. La narrazione e la sceneggiatura sono strepitose; in particolare, la profonda narrazione in prima persona di Joe, dal taglio molto cinematografico, è assai riuscita e coinvolgente.
Per me, che ritengo "La grande invasione" la più bella storia mai scritta di Tex, non può aver fatto altro che piacere il flashback su un episodio (comunque abbastanza scollegato dal resto della storia) durante, appunto, la grande scorreria dei Comanches, con un Tex e un Kit esplosivi come sempre. Ottima la parte nel presente, con un finale movimentato e tesissimo davvero bello (e tragico). Nel complesso, quindi, ci troviamo di fronte a una storia mozzafiato, dal ritmo sempre serrato e incalzante, molto coinvolgente e, per di più, sceneggiata benissimo. Complimenti al talentuoso Giusfredi, che è un giovane autore da tenere assolutamente d'occhio. Se un giorno dovesse prendere le redini della testata, Tex sarà in buone mani.
Font non mi ha mai convinto del tutto. Anche qui, infatti, non mi piacciono la maggior parte dei volti (in particolare quelli di Tex e Carson). Molto belle, invece, le ambientazioni, le atmosfere e i paesaggi.
Stesso discorso per la copertina: bella nel complesso, ma i volti di Tex e Kit non mi convincono.
Ottima, non dimentichiamolo, la colorazione della storia: complimenti quindi a Vattani.

Soggetto/Sceneggiatura: 8,5
Disegni: 7

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<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Magico Vento dice:

In meno di 50 tavole non è semplice scrivere una bella storia, eppure il giovane ma talentuoso Giusfredi ci riesce,

Intendi una storia di Tex o una storia in generale? Sulla prima ti do ragione, ma sulla seconda no. Basti pensare agli autori Franco-Belga, che hanno da sempre il limite delle 50 pagine o agli autori Disney e persino gli autori Marvel, che (anche nei cicli narrativi lunghi) in poche pagine devono far accadere qualcosa sennò il lettore ti abbandona.

<span style="color:red">14 minuti fa</span>, Magico Vento dice:

(comunque abbastanza scollegato dal resto della storia)

Era prevedibile. Tex per ovvie ragione non può nominare Joe Beauregard. Il Flashback come detto in precedenza è di poco antecedente all'inizio della Grande Invasione. Tex infatti a Santa Concepcion dice di essere diretto verso il Rio Concho (e guarda un po' dove inizia il Flashback della storia Boselliana) mentre Carson da Marshall e da Arkansas Joe (e guarda caso nel 498 c'è un momento in cui li vediamo tutti insieme nell'ufficio di Marshall).

Comunque... Bella recensione! Concordo in tutto (tranne nel punto evidenziato sopra).

 

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, MacParland dice:

Intendi una storia di Tex o una storia in generale?

Per un fumetto Bonelli.

 

<span style="color:red">7 minuti fa</span>, MacParland dice:

Bella recensione!

Molte grazie:)

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Dico la mia sulla questioni della conoscenza fra Carson, Brandon e Gros Jean. La serie Tex Willer propone storie si collocano temporalmente prima della stragrande maggioranza di quelle della serie per così dire "regolare", quindi mi aspetto - e non credo sia solo un'idea mia - che proprio qui assisteremo al primo incontro del Vecchio Cammello con gli altri due.
Giudizio sul cartonato molto positivo, anche per la figura tormentata del vecchio ranger, piena di dubbi soprattutto nel finale, anche se è chiaro che al centro del sistema solare c'è la moglie scomparsa e che per salvare il suo fratello minore si barcamena fra bene e il male. La morte l'accoglie come una vera liberazione. 

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Il 20/2/2021 at 13:30, MacParland dice:

 A questo punto mi aspetto una serie di stelle da Ranger prodotte dalla Bonelli con le patacche di tutti i Texas Ranger apparsi nella saga. Tex (la sua sta già nel cofanetto), Kit Carson (la sua l'abbiamo vista nel 695 ed in una tavola inedita del numero zero di Tex Willer), Lucky Joe, Jeff Webber (l'agente zero), Arkansas Joe e tutti gli altri che vengono nominati in altre storie. Infatti queste stelle con al centro i nomi del Ranger (cosa assurda), sono molto belle.

 

A rigor di logica, le stelle di fabbrica (o meglio, di pressa) erano 'numerate' ma poichè non si potevano certo sapere prima i nomi dei destinatari, sarebbe più verosimile che fossero questi ultimi ad inciderci il proprio nome sopra con la punta del bowie :D

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Io vado un po' controcorrente nel giudicare questo cartonato. Intendiamoci le storie brutte sono altre,ma tutta l'avventura sa un po' di già visto.Giusfredi adotta furbescamente il punto di vista di Lucky Joe per conferire alla storia un'epicitá che però non riesce mai a raggiungere veramente. Tutte le motivazioni che ammantano di malinconia il personaggio(la morte della moglie,il senso di caducità della vita)sono dei cliché.Non voglio essere eccessivamente severo però la mia impressione è un tentativo mal riuscito di emulare lo stile di Boselli. Per me lui è l' unico sceneggiatore che può permettersi di rendere Tex un po' più laterale nella trama per favorire l' immedesimazione con un altro personaggio.Tralasciamo poi la fine di beauregard ,scontata sin dall' inizio.Sui disegni io non sono obiettivo amando sempre il tratto di font anche con le sue irregolarità che tendono talvolta al grottesco. Infondono alle storie quel qualcosa in più ,un atmosfera onirica e sospesa che adoro .

Un'altra piccola nota a margine ,anche a rischio di passare per rompipalle :nel Tex che io ho sempre letto non sgorgano fiumi di sangue dal collo di un personaggio .Non sono assolutamente un purista di Tex ma la regola aurea di Sergio secondo cui il cattivo doveva cadere dopo uno zip o un bang senza una goccia di sangue mi è sempre piaciuta .Non capisco questa scelta a favore del gusto di oggi ,tutto sangue e fango,Tex non è il trono di spade.

  • +1 1
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I would not die in Summer time
When hearts are light and free,
And joy is borne from every clime
O'er mountain, stream and lea.
I would not leave the friends I know,
Beguiled of hope and cheer,
To lose in burning tears of woe
The glad time of the year.

I would not die in Summer time

 

"Lucky" Joe non avrebbe mai voluto morire d'estate, eppure il suo destino era già segnato dalla colonna sonora della storia, e dal titolo "L'ultima Missione".

Nononostante questo il giovane Giusfredi imbastisce un avventura avvincente, tutta imperniata sui  ricordi e sui  pensieri del vecchio ranger al crepuscolo della propria carriera.

Compagni d'azione di Lucky Joe, i nostri Tex e Carson, micidiali e implacabili contro indiani e banditi!  I dialoghi tra i due appaiono però  un po troppo stringati e freddi..

 

Giusfredi:7

Font::6 Un po meglio su questo Cartonato rispetto alla regolare, ma niente di eccelso.

 

 

 

 

 

 

 

 

Edited by laredo
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