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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[203/207] I Ribelli Del Canada

Voto alla storia  

39 voti

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Immagine postataDixit:

Mi sforzavo di imitarlo, il mio illustre genitore, ma spesso le nostre reali differenze caratteriali si riproponevano anche nel comportamento del personaggio "inventato". Di conseguenza, più di una volta, dopo la pubblicazione delle avventure firmate dal mio alter-ego Guido Nolitta, mi sono sentito rimproverare da qualche lettore di avere attribuito - seppure involontariamente - ad Aquila della Notte un comportamento lontano dall'immagine stabilita in tanti anni da "pap?" Bonelli. In alcuni casi, inutile negarlo, le critiche avevano un fondamento di verità; in altri casi, almeno secondo me, erano un po' troppo frettolose e persino ingiustificate. Tipico esempio la vignetta tratta dal numero 203 e abilmente illustrata da Ferdinando Fusco in cui il nostro eroe, capitando in un saloon per "togliersi la polvere dalla gola", si vede costretto ad assistere all'esibizione di un prestigiatore. La spontanea invocazione per un cambio di "scena" in favore dell'ingresso delle ballerine non rivela un'improvvisa vocazione "all'erotismo" da parte del sempre compassato Tex, ma soltanto il "fastidio" provocato dalla vista di un prestigiatore il cui abbigliamento gli ricorda il primo incontro con il nemico di sempre, il malvagio negramante (ed ex illusionista) Mefisto. Sensazione, questa, che viene espressa chiaramente da l' a cinque pagine. E con questo, dopo un "processo" durato quasi trent'anni, spero di essermi meritato la piena assoluzione!




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Ymalpas dice che Nolitta, in questa storia, è l'antesignano di Boselli: sono d'accordo, questa è una storia CON Tex, ma dove Tex non è affatto il protagonista, semmai un filo conduttore. Ciò non mi dispiace affatto: sono un fan di Boselli, sono un fan di Berardi (il cui figlio prediletto, Ken Parker, spesso è solo il filo conduttore di storie che riguardano altro e che vedono lui semplice testimone e non fulcro della vicenda) e mi piacciono molto i personaggi definiti "ruba-scena" che lasciano Tex un p? al margine. E qui Tex è totalmente al margine: anzi, salvo la cattura di Pierre Goudret, non gli riesce davvero nulla!!!- Si reca nel Montana per prendere in consegna Roger Goudret, e se lo fa soffiare da sotto il naso facendosi mettere immediatamente fuori combattimento, e se non muore è solo per l'intervento del sergente Donovan. - fa da guida alle reclute delle Giubbe Rosse, ma non riesce ad impedire che le stesse cadano in una sciocca trappola, per poi abbandonare il terreno quando diviene troppo scottante lasciando i giovani e pivelli mounties morire nell'agguato (cosa che Jim non avrebbe fatto, e per questo Tex lo tramortisce).- tenta di infiltrarsi tra i ribelli attraverso il reclutamento, ma è subito riconosciuto e (sia pure dopo una rocambolesca fuga) catturato. Insomma, fallisce qualunque cosa faccia, ma , ripeto, ciò a me non dispiace neanche tanto; la sua fallibilit? lo rende solo più umano, più verosimile, in definitiva più credibile, e va bene così. Il protagonista, quindi, non è lui; addirittura, per larga parte della vicenda, farà da spettatore costretto com'? al palo della tortura. Non è lui a sconfiggere i ribelli, ma sono questi ultimi a sconfiggersi da soli, vittime delle proprie contraddizioni interne. Protagonista è Roger Goudret, la faccia "pulita" della rivolta (ch? chiamarla Rivoluzione sarebbe troppo), con i suoi ideali astratti ma al tempo stesso concreti; protagonista è suo cugino Pierre, l'altra faccia della rivolta, quella del bieco profittatore che si tuffa nel torbido per ricavarci qualcosa, fosse anche il piacere di uccidere (quasi) impunemente; protagonista è Donovan, il sergente traditore che si riscatta alla fine salvando Tex e Jim. Protagonisti sono gli altri, e Tex ?, suo malgrado, semplice spettatore dopo averle sbagliate tutte: ha ragione Ymalpas, nell'accostare Nolitta a Boselli. E questa storia, come quelle di Boselli, sarebbe una grande storia se non ci fossero quelle macroscopiche, a mio parere, incongruenze che sono state ottimamente riassunte da Wasted Years le cui parole riporto integralmente: "Il sognatore idealista che chiude gli occhi davanti alle belle mascalzonate salvo cambiare idea repentinamente è già poco credibile, se non col criterio dei prosciutti sugli occhi. Gli indiani si sacrificavano per la loro causa perorata dal "profeta" e non per IL PROFETA."La rabbia di Roger e l'abbandono del campo sono forzature evidenti, sopratutto l'abbandono da parte degli indiani: combattono per una causa, o per un uomo? Wasted Years è efficace con l'esempio del preside :trapper: Ma la figura per me meno riuscita è proprio quella del sergente Donovan: "la regina Vittoria non può chiedermi di puntare le armi contro la mia stessa gente", dice. D'accordo, sacrosanto, condivisibile. Peccato che non abbia alcuna remora a puntarle contro i suoi ex colleghi, macchiandosi di un atroce massacro!Il suo orrore per i mounties torturati è sincero. Peccato che poi consenta che anche Brandon e Tex vengano torturati. Una cosa è essere un personaggio contraddittorio, complesso, sfaccettato, una cosa è essere completamente "dissociato" come è questo Donovan: i suoi comportamenti sono troppo incoerenti, è un caso patologico di sdoppiamento della personalit?. Uno che ha servito tanti anni, e con orgoglio, a suo dire, nella polizia di sua Maest? Britannica poi non può associare il proprio nome alle imprese di un Big Bear e degli altri che addirittura sono entusiasti quando gli indiani scalpano dei mounties. Certi gesti dovrebbero essere intollerabili, per un rivoluzionario idealista, e se lui li tollera evidentemente è solo una canaglia. Salvo riscattarsi nel finale: che artificio! Sa di posticcio, questa redenzione... In definitiva, la storia mi piace paradossalmente per la vulnerabilità di Tex (e per il fatto che una volta tanto non ne imbrocca una!) ma i personaggi, che pure si prestavano a diventare grandi (facciamo un paragone con l'altro grande ribelle Shane 'O Donnell, visto che abbiamo paragonato Nolitta a Boselli) non riescono a crescere e restano un p? "legnosi" nei voltafaccia un p? troppo artificiosi di cui si rendono protagonisti.

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Beh, sul fatto che Tex non ne imbrocchi una non mi trovi d'accordo.1) Certo, il predicatore riesce a fuggire, ma solo perchè Donovan tradisce: di questo Tex non ha nessuna colpa, anzi, lui era riuscito a liberarsi e a sgominare l'intera banda!2) Questione giubbe rosse. E' colpa sua se il tenentino idiota di turno non gli vuol dar retta, se nel suo dannato fanatismo non da retta nemmeno a Jim Brandon° Anche di questo Tex non ha colpe.voglio dire: non è che Tex sia fallibile (anzi, secondo me il suo superomismo viene sottolineato dalle azioni spettacolari che gli fa compiere Nolitta) ma sono i suoi avversari a essere traditori, fortunati, e sicuramente molto in gamba- oltre a essere spesso idioti (il tenentino) quelli che lo circondano.

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Beh, sul fatto che Tex non ne imbrocchi una non mi trovi d'accordo.1) Certo, il predicatore riesce a fuggire, ma solo perchè Donovan tradisce: di questo Tex non ha nessuna colpa, anzi, lui era riuscito a liberarsi e a sgominare l'intera banda!2) Questione giubbe rosse. E' colpa sua se il tenentino idiota di turno non gli vuol dar retta, se nel suo dannato fanatismo non da retta nemmeno a Jim Brandon° Anche di questo Tex non ha colpe.voglio dire: non è che Tex sia fallibile (anzi, secondo me il suo superomismo viene sottolineato dalle azioni spettacolari che gli fa compiere Nolitta) ma sono i suoi avversari a essere traditori, fortunati, e sicuramente molto in gamba- oltre a essere spesso idioti (il tenentino) quelli che lo circondano.

Sono d'accordo, Paco: stavolta è soprattutto la sfortuna, a mettere i bastoni tra le ruote a Tex, ed è solo per la sorte avversa che non riesce (mai) nel proprio intento. Anche quando viene catturato nel villaggio del reclutamento, in fin dei conti, è stato sfortunato ad essere riconosciuto. Ma nelle storie di Nizzi (e a volte anche in quelle di Boselli) il Nostro riesce a piegare la fortuna ai suoi voleri, e a volte le imbrocca tutte, al contrario, potendo contare su una fortuna sfacciata (e abusata dagli sceneggiatori...). Quindi, passi che Tex non ha colpe specifiche, ma di sicuro ha una sfiga che fa finir male qualunque cosa egli faccia: e questo non è tanto da Tex (anche se è da Tex nolittiano, senz'altro). Ti faccio però una domanda, visto che non ti sei espresso: cosa ne pensi di Donovan° Io ci ho riflettuto un p?, sulla sua figura, prima di dare quel giudizio non proprio lusinghiero. Quello che ho scritto è frutto delle sensazioni "a pelle" che ho provato durante la storia. Forse, mi sono detto, ri-ragionandolo un p? (anche sulla scorta dei commenti positivi riportati sul forum dagli altri pards), questo Donovan non è poi così male. Ma, anche dopo averci riflettuto, ho dovuto riconfermare la sensazione che avevo avuto a pelle durante la lettura. Posso chiedere il tuo contributo su questo aspetto specifico? Spesso non siamo d'accordo, ma ti leggo sempre con interesse. E chiedo anche, se ne avete voglia, eventuali repliche a Anthony, Sam, Carson00, West, Cheyenne, The Lord, Ymalpas (riporto le sue parole dell'altro forum: "E' un'anima tormentata, dalla psicologia difficile e tuttavia, un personaggio che trasmette simpatia... è un feeling tutto particolare che il lettore instaura con lui e che non sono in grado di descrivere a parole") a cui questa storia è molto piaciuta: ribadisco, è una bella storia, ma la figura di Donovan non vi sembra un p? "forzata", soprattutto nella fase della sua redenzione (da cui però dipende la salvezza di Tex, ed è quindi decisiva per il finale della storia)? E' un personaggio non manicheo, d'accordo, ma a uno che fa quel gesto nobile nel finale non puoi fargli fare quelle autentiche scelleratezze nel corso della storia, che lo marchiano in modo infamante per sempre e tolgono la possibilità (almeno a me) di farmelo stare simpatico dopo. Un buon fine settimana "lungo" a tutti.

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Devo premettere, caro Leo, che io a questa storia sono molto legato perchè è stata una delle prime "vecchie" di Tex che lessi. Quindi ho per lei una vera e propria adorazione- per dirti, la metto, tra le storie canadesi, sullo stesso livello del capolavoro "Sulle piste del Nord" (ovviamente le due storie sono molto diverse). :trapper: Quindi io, personalmente, in Donovan non ci vedo niente che non vada: è proprio un personaggio complesso e tormentato, sicuramente contradditorio, ma proprio per questo più vivo e reale. Mi sembra che Nolitta lo abbia creato proprio per mediare tra la figura di Pierre, l'assassino sanguinario approfittatore e senza scrupoli, e Roger, il rivoluzionario vero, idealista e sognatore, forse ingenuo ma soprattutto sincero. Infatti Donovan subisce un'evoluzione: fino alla fine della storia sembra un secondo Pierre, per poi riscattarsi nel finale, avvicinandosi all'onest? e all'idealidsmo di Roger. insomma, una bella polarit? caratteriale lo contraddistingue. E' quindi un personaggio che a me piace molto, addirittura credo sia uno dei migliori comprimari creati da Nolitta per Tex- di certo è un comprimario nolittiano tipico.

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Siamo di fronte ad un piccolo GIOIELLINO della saga Texiana. Il profeta,Big Bear, il traditore Donovan, ll canada, i trapper, la tortura.. Rileggendo questi albi riesci a capire perchè, anni f?, ti sei innamorato di TEx e nn di Zagor o Mister No :DTroppo bella, troppo scorrevole.... troppa nostalgia del vecchio Tex... Voto 9Gioiellino

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E' la storia ambientata in Canada che preferisco. Sono ben caratterizzati i personaggi: Big Bear, assassino e molto brutale, suo cugino, intellettuale e oratore, Donovan traditore ma che alla fine riesce a redimersi. Una storia che è memorabile, in cui Jim Brandon non è ancora stato relegato a una funzione da scaldasedie (come lo sarà una volta raggiunto il grado di colonnello). Ma sbaglio o Fusco era piuttosto giovane? Una cosa strana è che non compare Gros Jean, in quanto è un m?tis, anche se si sarebbe messo dalla parte di Tex e Jim.

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storia meravigliossa che sto rileggendo nel formato "best sellers". il canada, le giubbe rosse, i traditori, gli idealisti, gli indiani. c'è veramente tutto. Grande Fusco. Ma da intenditori: non mi sembra il solito Fusco. dopo ha cambiato un p? lo stile o sbaglio? sempre grande cmq..........

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Grande Fusco. Ma da intenditori: non mi sembra il solito Fusco. dopo ha cambiato un p? lo stile o sbaglio? sempre grande cmq..........

lo stile particolare che ritrovi nel fusco di questa storia potrebbe dipendere forse dal fatto che è stata sceneggiata da nolitta, infatti in molti hanno notato che pure galep quando disegnava storie scritte da nolitta tendeva a cambiare un po' il suo stile rispetto alle storie scritte da GLB ;)

probabilmente ciò è dovuto al fatto che le storie di nolitta sono più curate a livello di soggetto, invogliando quindi i disegnatori a curare meglio certi dettagli, ad esempio in questa storia mi ricordo che mi aveva incuriosito molto la pistola particolare (che sembra una via di mezzo fra una colt e un fucile) usata da big bear, segno che c'era dietro appunto una volont? di arricchire gli scenari anche solo per qualche dettaglio insolito :D

a parte questo, credo comunque che nell'insieme il tratto di fusco non abbia mostrato ulteriori modifiche in quel periodo, il vero cambiamento (che lo ha portato a seguire un po' lo stile di ticci, rendendo però i personaggi più legnosi) mi pare sia arrivato dopo il numero 300 :old:

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Big Bear lo vedrei in un epico scontro con Tex, che ne pensate ?Mi dispiace che Fusco si sia ritirato senza disegnare un Texone :malediz... Una storia breve a colori la potrebbe fare penso e spero :inch:

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Una storia troppo lunga e che, partendo da uno spunto storico e molto intrigante,tradisce un po' le attese...

Cosa mi è piaciuto:i disegni di Fusco,i paesaggi del Grande Nord, il finale con l'attacco dell esercito inglese,il massacro alla Rupe Nera...

Cosa non mi è piaciuto:il sergente Donovan,troppo ambiguo,troppo grigio:da un lato fa massacrare con l inganno un intero fortino facendo scalpare le vittime,dall' altra si scandalizza per le torture inflitte ai prigionieri inglesi dai suoi alleati Irochesi.da un lato mette Tex e Jim nelle mani di Big Bear,dall' altra libera i due con le ultime forze rimaste...

Il profeta,anche se sembra un po' hippy, è tutto sommato una vittima più che un carnefice: perdutamente innamorato della causa francoindiana, non esita a denunciare le malefatte del cugino e a criticare la spirale di violenza da lui portata avanti.

Tex un po' in secondo piano,divide la scena con Jim (lui sì protagonista).Big Bear armato con un Winchester a canna corta è un chiaro omaggio a Wody Strode in "c era una volta il West":D

Finale affrettato.cosa mi è sempre piaciuta è la figura del tenentino arrogante e incapace che manda a morire in modo criminale il suo reparto preso in trappola dai Coureurs de Bois

 

Modificato da Barbanera

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Altro capolavoro di Nolitta che ne sforna uno dopo l'altro (le prime 4 storie sue su Tex sono una più bella dell'altra).
In alcuni passi sembra di leggere una storia di Zagor: del resto uno sceneggiatore non può mica cambiare il suo stile; certo, lo adatta al nuovo personaggio, ma gli scappa sempre qualche frase o addirittura un discorso che starebbe bene anche su un'altra testata (come esempio, vedasi il discorso fatto dal sergente "traditore", subito dopo la cattura di Tex e Jim, mentre sono sulle canoe o, alla fine, la redenzione dello stesso ex sergente).
Comunque, storia magnifica con un Tex che, nelle scene finali, ricorda tanti film western nei quali l'eroe si allontana vincitore dopo aver portato a termine la sua difficile missione.
Disegni eccezionali, probabilmente i migliori di Fusco in tutta la serie.
Voto alla storia: 9,7
Voto ai disegni: 9,5

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Su questo episodio si è già detto quasi tutto, tuttavia proverò anch'io a dire la mia, basandomi sui disordinati ricordi delle mie passate letture.

Le storie ambientate nel grande nord hanno sempre il loro fascino, poi se illustrate da Fusco (vero maestro in simili ambientazioni) assumono ancora più valore. Nolitta per l'occasione, opta per un soggetto davvero notevole e fin dall'incipit si riscontrano tutte le premesse per un possibile capolavoro. La rivolta indiana, la figura del "profeta" Roger Goudret, lo scontro contro le giubbe rosse, canaglie ben caratterizzate come "Big Bear", in pratica lo sceneggiatore sfoggia sulla scacchiera pedine importanti per dare lo scacco matto al lettore esigente, purtroppo sul più bello, dopo aver messo molta carne sanguinolenta sul fuoco, l'ingranaggio s'inceppa e il presunto capolavoro nolittiano si tramuta in una lunga storia piacevole ma a tratti "tirata per i capelli" e contraddittoria. Piccola parentesi fuori contesto: anche il sottoscritto ha notato delle somiglianze del "Profeta" con John Lennon, ma da appassionato di rock progressive, mi piace credere che Sergio abbia voluto omaggiare David Jackson dei Van Der Graaf Generator! :D Scusandomi per la breve divagazione, torno alla storia. A mio avviso l'epicità non manca, però la lentezza della sceneggiatura influisce parecchio nell'esito finale. Altro nodo dolente (peculiarità narrativa di Nolitta), l'assenza dei pards, sostituiti da Brandon per l'occasione , è vero, ma in una storia fiume di questo spessore, la loro mancata presenza si sente eccome. Pure la caratterizzazione di Tex convince poco: un'eroe troppo crepuscolare e verboso per non disorientare il lettore, abituato alla vulcanica verve narrativa di Bonelli padre. Poi nell'episodio, la presenza del nostro ranger è troppo ai margini e poco incisiva per i miei gusti; tolta la cattura di Big Bear sul finale (nata da una forzatura che descriverò in seguito) la sua azione risolutiva è quasi impalpabile. Suona come una palese incongruenza l'abbandono della rivolta degli indiani dopo la morte del profeta, più che una rivolta sembra un castello di carte che viene giù facilmente sotto un soffio e poi reputo illogica la caratterizzazione di Donovan. Dovrebbe essere un patriota ribelle, ma non si indigna dinanzi agli eccidi e le imboscate ai danni dei suoi ex commilitoni, opera di volgari assassini suoi complici. Sembrerebbe una canaglia, ma di colpo (ecco la forzatura sopra citata) libera Tex e Jim dal palo della tortura in nome di chissà quale conversione interiore, che puzza tanto di stratagemma dello sceneggiatore per mettere una pezza dopo aver troppo a lungo tenuto fuori dai giochi i protagonisti. Tirando le somme per non tediare oltre: l'episodio presenta molte luci e ombre (oltre alcuni passaggi a vuoto), ma si riscatta con scene degne di nota e personaggi ben riusciti come il simpaticissimo scout Soubrette. Pazienza se Tex nelle mani di Nolitta "indossa la casacca rossa e afferra la scure", storie come i "Ribelli del Canada", con tutte le loro controindicazioni, rimangono comunque delle piacevoli letture. Concludo, con il mio apprezzamento ai disegni di Fusco, che tra le numerose tavole realizzate nell'episodio, mostra grandi progressi grafici e comincia ad affinare il suo inconfondibile stile personale. Il mio voto finale è 7

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Donovan è un personaggio senza senso, forse il peggiore uscito dalla penna di Nolitta. Ho detestato questa storia proprio per lui, e non mi capacito di come uno sceneggiatore come Nolitta non si sia reso conto dell'assurda incoerenza del suo personaggio. Io Nolitta su Tex o lo amo o lo odio, non conosco mezze misure: in questo caso l'ho proprio odiato... 

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<span style="color:red;">38 minuti fa</span>, Leo dice:

Io Nolitta su Tex o lo amo o lo odio, non conosco mezze misure: in questo caso l'ho proprio odiato... 

Il Tex di Nolitta non mi ha mai tanto entusiasmato a essere sinceri. Alcune storie sono piacevoli e ben strutturate, ma a mio avviso hanno il "piccolo" (per usare un eufemismo) difetto, di essere ciò di più distante possa esistere dalla caratterizzazione del personaggio creata dall'illustre padre. 

  • +1 1

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Nolitta non aveva Tex nelle sue corde... Neanche Nizzi all' inizio,ma Claudio aveva maggiore capacità nel tessere le trame e, soprattutto, un talento straordinario nel creare i dialoghi tra Tex e Carson.Il Tex di Sergio è solitario,un disincantato eroe che a volte è troppo dubbioso nelle azioni da intraprendere.Tex invece è puro istinto razionale,agisce dopo un ragionamento ultrarapido.In questo Boselli è il più simile a Glb.

Ma,c è poco da fare,il Tex di Nizzi del terzo centinaio è quello a me più caro, probabilmente perché sono cresciuto insieme a lui.chiudo l off topic;)

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Per il sottoscritto è una pietra miliare della storia di Tex, soprattutto per l'afflato cinematografico che lo pervade dall'inizio alla fine. 

Non dimentichiamoci che una delle ispirazioni per il Tex di Galep è Giubbe Rosse con Gary Cooper ;)

(e, probabilmente, anche per il personaggio di Jim Brandon)

 

Voto: 9.

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Lo spunto della storia è davvero intrigante e interessante,ma sono i comprimari a deludere,e anche Tex stesso ridotto a mero coprotagonista...il protagonista vero della storia è Donovan,con il suo (vero,falso,boh?)dramma interiore e una personalità complessa e contraddittoria divisa tra l amore per la causa francofona e la fedeltà alle leggi di Sua Maestà britannica;Roger Goudret invece è un visionario,a tratti pure simpatico:ma anche qui la psicologia del personaggio è poco chiara...

L'impianto della storia è sbagliato, perché Tex sta sullo sfondo e non incide se non in minima parte nello svolgimento della trama...Big Bear è l unico cattivo ben definito.

Piccolo appunto:Nolitta fa un po' di confusione pure con i militari britannici.Le giubbe Rosse sono una cosa,l esercito britannico un'altra...nella storia si sovrappongono gli uni con gli altri.

 

In conclusione:se non ci fosse stato Soublet a fare intervenire l esercito britannico,Tex e Brandon sarebbero morti al palo della tortura...Tex è 

Troppo spettatore,non incide.e il gesto finale di Donovan è incomprensibile

Modificato da Barbanera
  • +1 1

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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Barbanera dice:

In conclusione:se non ci fosse stato Soublet a fare intervenire l esercito britannico,Tex e Brandon sarebbero morti al palo della tortura...Tex è 

Troppo spettatore,non incide.e il gesto finale di Donovan è incomprensibile

 

Personalmente non mi pare chissà quale problema se Tex non è sempre immancabilmente in primo piano o sempre immancabilmente deus ex machina.

Anzi una delle caratteristiche delle (per me) migliori storie di Boselli son proprio quelle dove i co-protagonisti non sono necessariamente i pards ma 'altri' personaggi, e cito sempre ad esempio I Lupi Rossi, altra storia dal sapore e dall'afflato cinematografico 'classico'.

Ogni tanto qualche variazione ci vuole, proporre sempre immancabilmente la stessa zuppa, per quanto prelibata, alla fine 'stufa'.

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, gilas2 dice:

Anzi una delle caratteristiche delle (per me) migliori storie di Boselli son proprio quelle dove i co-protagonisti non sono necessariamente i pards ma 'altri' personaggi

Giusto,ma Boselli non perde mai di vista che il protagonista è Tex...

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<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Giusto,ma Boselli non perde mai di vista che il protagonista è Tex...

 

Molto banalmente, credo che la differenza sostanziale consista nel fatto che Boselli non è l'editore di sé stesso... :D

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Giusto,ma Boselli non perde mai di vista che il protagonista è Tex...

 

Non credo che nemmeno ne I Ribelli del Canada SB si sia mai 'perso di vista' Tex come protagonista... :)

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53 minuti fa, gilas2 dice:

 

Non credo che nemmeno ne I Ribelli del Canada SB si sia mai 'perso di vista' Tex come protagonista... :)

Non dico certo che Sergio lo abbia fatto di proposito,ma Tex in questa storia è solo un comprimario...non è mai risolutivo.nel finale Nolitta ne riscatta un po' l'immagine facendogli acchiappare Big Bear,ma nelle fasi cruciali della storia è ben poco presente.

Detto questo,ci sono alcune parti della storia che sono piccoli capolavori:

Per esempio,il discorso del capo indiano dopo la morte del profeta è davvero toccante.

Reso molto bene l' attacco dei marmittoni inglesi al campo dei metis.

La storia non demerita assolutamente, partendo però dal presupposto che al posto di Tex avrebbe potuto esserci un qualsiasi altro personaggio...;)

Uno dei villain meglio riusciti della storia è il folle tenentino inglese che sacrifica un intero reparto in nome della gloria... ecco,sono questi personaggi negativi, di potere, irresponsabili e arroganti a farmi piacere le storie e lo stile di Nolitta.ma il suo Tex non mi ha mai convinto

 

Modificato da Barbanera

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La sto rileggendo  in questi  giorni  e per me questa storia è un assoluto capolavoro, la migliore storia di Nolitta per Tex e la migliore del centinaio.

I disegni di Fusco, pur essendo a tratti un po'stilizzati , sono magnifici nella rappresentazione  degli ambienti  e anche a caratterizzare i vari personaggi.

Ho questa  storia nella versione Oscar Mondadori e leggendola tutta di fila la sua epicita risulta ancora maggiore.

Premesso che adoro Nolitta e le storie  lunghe, questa è  veramente il massimo. 

É  piena di comprimari interessanti , dal cattivo con i controfiocchi Big Bear, al simpaticissimo Roger Goudret, allo scout Soublette, protagonista  di un divertente  siparietto in cui è  ubriaco fradicio( sarebbe interessante vederlo in un'altra storia. )  Anche Jim Brandon  fa una gran bella figura in un ruolo coprotagonistico ed essendo il mio personaggio  preferito  questo non puo non contribuire ad aumentare il mio gradimento  verso la storia. 

Superba la parte finale, con un crescendo  di avvenimenti  uno più  drammatico e coinvolgente  dell' altro.

Molto toccante  la scena in cui un ribelle  elogia davanti a Big Bear  la figura del defunto  Profeta definendolo un uomo saggio. 

L' elemento più  interessante della storia è  pero il tanto dibattuto personaggio fi Donovan. Personaggio che personalmente io ho adorato, grazie al suo essere un uomo idealista e tutto sommato  anche  simpatico, ma nel contempo  un traditore  e un assassino, anche se lo è  per una giusta causa.

Vediamo di esaminare  un attimo gli elementi  che hanno portato altri utenti a criticarlo:  viene accusato di essere in personaggio contradditorio. Proviamo a seguirlo lungo la storia. A Great Falls non vuole che Big Bear uccida Brandon e Tex perché  sarebbe  un assassinio inutile e poi soprattutto perché  JIM BRANDON PER LUI È  UN AMICO. Poi si macchia di un massacro di Giubbe Rosse, ma   questa per lui è  un  azione di guerra. Fa il suo dovere di combattente e di patriota. E non lo fa poi tanto volentieri, visto che in seguito confessa a Tex e a Jim di disapprovare  i metodi da fuorilegge di Big Bear e compagni. Le operazioni militari le comanda Big Bear. Lui ha fatto quello che Big Bear gli ha ordinato di fare. Non l' ha fatto volentieri, ma siamo in guerra e l' ha fatto. Poi rimane colpito dai Mounties torturati. Perché  un conto è  uccidere semplicemente il nemico, come ha fatto lui, un conto è  torturarlo. 

E poi libera Tex e Jim, rischiando la vita, che infatti perde. Ma lo avrebbe fatto se ci fosse stato solo Tex? Nossignore. Lo ha fatto perché , come già  detto prima,Jim Brandon é  per lui un amico.

Allora, chiederete, perché  lo ha precedentemente catturato? Ma perché  in quel caso non gli restava altra scelta. Lo avrebbero sicuramente  fatto fuori se avesse provato  a difenderlo. E  di sicuro non lo ha catturato volentieri.  Poi con Big Bear aveva la possibilità  di essere più  veloce di lui e ha deciso di correre il rischio, anche perché  in quelle ultime ore aveva forse avuto un certo rigurgito di coscienza. In conclusione, per me questo personaggio  non è  contradditorio, ma" Grigio" , e per me é  semplicemente  fantastico.

Un assoluto  capolavoro quindi. Voto 100000 e lode!!! :wub::wub:

Grandissimi Fusco e Nolitta!:clapping:

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Per me il personaggio di Donovan è dosato malissimo, invece. Quanto di più schizofrenico possa esserci. I personaggi grigi di Boselli sono grigi, non sono bianchi che diventano neri per poi tornare bianchi, in un vortice allucinogeno che di fatto mina la credibilità del personaggio. Un personaggio grigio deve comunque mantenere un certo livello di coerenza (l'unico errore in questo senso di Boselli è quello del Tenente Parkman alla sua seconda apparizione), sennò è un personaggio sprecato. Come per me lo è Donovan.

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