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ymalpas

[211/213] Tucson!

Voto alla storia  

21 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Maggio 1978 - Luglio 1978
Inizia nel numero 211 e finisce nel numero 265 a pagina 43



Tucson è in mano a una organizzazione criminale di cui fa parte la crema della città: il losco mercante Mark Winter; Fred Stone, proprietario di saloon; il direttore dell'Herald John Stark; il sindaco Brockman e Al Borman, che vende concessioni minerarie. Una cricca di furfanti, il cui scopo principale è quello di fomentare una rivolta apache: decimati dai soldati blu, gli indiani superstiti verrebbero ricacciati nelle riserve, liberando immensi territori pronti per avide speculazioni. Ma non hanno fatto i conti con Tex!



 © Sergio Bonelli Editore

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Complessivamente una delle storie più deboli di Giovanni Bonelli del periodo. La scena è dominata dal "ring" di Tucson, sporchi speculatori, storicamente documentati, di cui Claudio Nizzi si ricorderà nel tessere l'infame intrigo che porterà Tex vicinissimo alla morte nell'avventura L'uomo con la frusta. Presenti in questa storia anche degli indiani rinnegati, che personalmente detesto.

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Guest Wasted Years

UNa storia BELLISSIMA con l'albo più bello della storia di Tex, il primo, Tucson!Delude un po' il terzo, ma è inevitabile!Nell'albo Tucson, Tex è un ciclone, un terremoto, una bomba ad orologeria!Altro che discorsi, altro che filosofia!Mi emoziono ancora, nel rileggerlo. Amori di gioventù...

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Grazie all'edizione a colori di Repubblica ho potuto infine leggere quest'ampia storia ( 3 albi interi ). A mio parere si tratta di una storia che, pur presentando lievi pecche, può essere a ragione definita un capolavoro. La trama è avvincente e complessa: una forte e ben ramificata organzzazione criminale rifornisce di armi e whisky gruppi di indiani per spingerli ad una guerra che aprir? alle speculazioni affaristiche i territori delle loro tribù. Il piano è astuto, e le capacità strategiche degli uomini della gang o "ring" buone, anche se superate dalla loro fredda ferocia di assassini

(la scena dell'avvelenamento del telegrafista ricattatore ad opera di Stone è emblematica )
; tuttavia, per un caso fortuito, Tex
, che intercetta una banda di indiani e apprende da uno di loro in punto di morte dei traffici d'armi del ring con gli Apache ribelli( questa è forse una debolezza della trama, dato che Tex non deve affatto indagare su "chi" commette i crimini, ma solo su "come" vengono commessi )
si accorge della loro esistenza e pezzo per pezzo, smantella l'organizzazione, combattendola anche sul piano politico ( con gli altri pards va a Washington da Ely Parker, smaschernado il loro uomo all'Indian Bureau ) e parando i contrattacchi degli avversari ( tra cui si distinguono Stone e Winter, mentre Borman scompare dalla scena presto
ucciso da Tex, che lo scaraventa svenuto dalla finestra di casa sua; si tratta di una delle azioni più brutali dell'intera carriera del ranger, ma, come in altri casi, GLB ( in maniera IMHO un po' forzata e "costruita" ) fa tutto quanto può per scusarla, mostrando Borman che, dopo aver detto quanto sa a Tex e Carson, terrorizzato dall'idea di perdere i suoi soldi, tenta di farli fuori a tradimento, scatenando la reazione di Tex
e Stark vi rimane solo il tempo sufficiente per farsi massaggiare dal ranger, scomparendo poi dall'azione ) i cui capi subiscono infine una tipica "pena del contrappasso"
uccisi da un gruppo di Apache in una ghost town, proprio come i cacciatori di scalpi della storia omonima; va detto comunque che Winter e Stone si mostrano assai presuntuosi e imprevidenti ad attendere l' il loro sicario Bowie, incaricato di spacciare Tex e i pards con la sua banda; è vero che nessuno a Tucson sa dove si siano diretti, ma essi non possono ignorare la presenza di bande di indiani ribelli armate e rifornite proprio dalla loro organizzazione
. In tutto ciò il ranger si mostra abile e flessibile nella scelta dei mezzi e dei comportamenti da adottare, passando con naturalezza dalla durezza alla diplomazia ( che gli consente di mettere in campo una vasta alleanza, che va da Cochise a Ely Parker passando per lo sceriffo di Tucson Tom Rupert ), dalla ferocia alla magnanimit?
pur di avere le informazioni che desidera, risparmia la vita anche a diversi degli aspiranti sicari speditigli contro dal "ring" e persino a trafficanti incaricati di fornire whisky agli Apache
, in un'azione che non risparmia gli scontri n° i colpi di scena, risultando fluida ma molto articolata. I disegni di Letteri sono per me di livello ottimo e caratterizzano magnificamente diversi dei personaggi maggiori e minori della storia ( in particolare Stone, con la sua apparenza fintamente bonaria e Bowie, con la barba che gli d' un'aria particolamente cupa e patibolare )In sintesi, IMHO:soggetto 9 +sceneggiatura 9,5disegni 10. di Modificato da Pedro Galindez

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Gran bella storia!Peraltro ho sempre trovato interessantissimo l'intreccio tra gruppo criminale (il "ring"), politica (il sindaco e Bill Tipton a Washington), e mezzi d'informazione deviati ( l"Herald" di Stark, dalle cui colonne si invoca a gran voce l'intervento delle Giacche Azzurre per mettere fine alle scorrerie indiane). Temi sempre attualissimi....

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In effetti, come ha detto Cochise, la combinazione di mezzi legali ( entrature politiche, uso della stampa ecc. ) e illegali ( indiani ribelli, trafficanti d'armi e di whisky, sicari ecc. ) è qualcosa che rende questi "cattivi" parecchio attuali per l'epoca in cui Bonelli scriveva e anche per la nostra. Quasi a prevenire la nostra sopresa, però, GLB ci guida con attenzione e pazienza nelle spire dei loro intrighi, cosa che ha attirato alla storia anche l'accusa di verbosit?, ma che a mio parere era necessaria per dare al lettore il modo di prendere le misure a tutti gli attori della complessa vicenda.

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RILETTA!!!Una gran bella storia. A dir la verità non la rileggevo da anni e anni e mi ha lasciato piuttosto sorpreso dato il suo fascino...."il ring", i killer, i trafficanti di armi, i trafficanti di whisky e gli indiani ribelli.. sembra esserci di tutto e di più in questa storia che riesce ad appassionare fino alla fine il lettore. stupendi i disegni di Letteri. Voto 8,5 su 10

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Tucson: storia mitica per tanti motivi!!Prima di tutto ho sempre trovato bellissima l'idea dell'associazione criminale (il ring), che punta ad impadronirsi delle terre su cui vivono ancora gli indiani, incitandoli alla rivolta in modo da far scoppiare una nuova guerra con l'esercito. Cosa già successa e letta altre volte in passato, ma ancora una volta il livelo di come tutto è raccontato è grandioso. Tra i tanti personaggi presenti, spiccano:- Cochise che compare per poche pagine, ma è utilissimo ai pards, soprattutto perchè mette alle loro costole due guerrieri che gli salveranno la vita!! :)- per la prima volta lo sceriffo Tom Rupert, entra subito nelle grazie dei pards, ma dopo un p? ovviamente spera che se ne vadano dalla città per via dei disordini e del gran numero di morti ammazzati!!- Ely Parker, con il memorabile incontro a Washington!Dato che è già stato detto molto, mi limito a citare la perfetta forma dei pards e le tante scene indimenticabili come il trattamento riservato a Borman. Voto: 10Da leggere e rileggere!! :D:trapper:

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Una storia non all'altezza di altre, a tratti non dico noiosa ma un p? "pesante" da leggere. Si parte bene con dei buoni input come

l'apporto di Cochise che stende un ala protettrice sui 4 pard e il doppiogioco di uno degli appartenenti al ring, Stone,
ma in seguito la storia si prolunga in scene già viste e in susseguirsi di soluzioni da parte di Tex poco credibili senza che gli appartenenti al ring, pur numerosi, organizzino contromosse adeguate. Il tutto culmina
nel duello fuori della stazione veramente poco credibile. Il gruppo che organizza l'imboscata è in ottima posizione ed abbastanza riparato ma nonostante questo i 4 pard, completamente allo scoperto, fanno fuori tutti con pochissimi danni. Il tutto viene giustificato dal fatto che uno degli assalitori ha sparato troppo presto... francamente non regge.
La storia nel complesso secondo me vale sette.

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Ho ripreso in mano questa tripla, la ricordavo male, anzi diciamo che ne avevo un ricordo negativo "tout court", chissà poi perchè.... Non che adesso la possa inserire tra le mie dieci più preferite, però qualche perla - in dei dialoghi che ho trovato spesso prolissi - l'ho scovata e mi sono fatto un po' di risate davanti a certe monumentali battute tra i due pards, davvero molto ironiche, che si sono un po' perse ultimamente, non so botta e risposta, come nelle strisce seguenti, dove Carson prepara la battuta e Tex risponde alla grande. Uno dei punti di forza della scrittura bonelliana, non trovate anche voi ?

Vediamo la prima.

E' notte. Tex e Carson aspettano Hal Borman, uno della cricca del "ring" di Tucson. Tex gli ha dato già una spolveratina un po' prima, in un saloon della città. Carson obietta che l'ignobile tipaccio, che non si aspetta la sorpresa, non sarà molto contento della visita che gli hanno fatto a casa sua, non appena finita la partita a carte, torner? a dormire. Risposta impareggiabile di Tex.


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Ci sono modi e modi di trattare i nemici, anche quando sono degli infidi bastardi sempre pronti a sputare veleno. Un altro membro dell'associazione a delinquere, tale Stark, che Tex ha sbatacchiato un po' e sbattuto a calci per strada in apertura di albo, viene a ritrovarsi di fronte a Tex nelle pagine finali: nuovo colossale temporale di sberle e il povero Stark parte nel mondo dei sogni. Carson, a questo punto, obietta a Tex che ormai non può più sentirlo! La risposta di Tex non tarda a farsi attendere... e più dura è difficile immaginarla! Pestaggi epocali a parte che oggi trovano lo spazio di una paginetta, non so, ma è il carattere di questo Tex che mi lascia pensare che il personaggio di oggi si sia un pochino ammorbidito.


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Non ho letto Tex dagli esordi e non so dire quanto Tex per essere Tex debba essere sfrontato. In questa storia lo trovo anche un po' più arrogante del solito (anche se sono comunque memorabili i trattamenti che riserva ai potenti del paese); forse lo preferisco più "ammorbidito" tanto per citare Ymalpas. :indianovestito: In ogni caso trovo che Tex sia anche troppo idealista nell'auspicare un pacifismo indiani e bianchi: se li lasciammo in pace nelle riserve loro se ne stanno calmi e loro stanno buoni, bla bla bla.... Lo stesso Tex deve affrontare ad esempio capi indiani ribelli e quindi in questa storia lo trovo un po' ingenuo. Ritengo quindi che la storia sia un po' sopravvalutata nonostante i disegni di Letteri, che comunque non mi piace molto.

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Una storia davvero bella, che mi ha sempre affascinato, ma che al tempo stesso presenta quelli che secondo me sono alcuni difetti del primo Tex. Come hanno già fatto notare altri utenti, Tex e Carson sono anche troppo risoluti nell'affrontare i vari componenti del "ring" di Tucson ed i loro complici. Alcuni eccessi mi sembrano proprio gratuiti e, se ad esempio con Brennan lo potevo anche capire dato che c'era una questione personale, qui e in altre circostanze mi sembra che i pards vadano un pochino troppo oltre la legge, come nel caso dell'omicidio di Borman ( anche se presentato da GLB come una "legittima" difesa). Insomma, va bene usare metodi non convenzionali, ma Tex deve essere attento a non passare dalla ricerca della vera giustizia ad una situazione di arbitrio della polizia. Ottimo l'utilizzo di Ely Parker, mentre Cochise avrebbe meritato più spazio. Con il passare del tempo mi sembra che Guglielmo Letteri abbia schiacciato maggiormente il volto di Tex, che prima disegnava in modo più allungato come in questa storia, ma forse è solo una impressione... per il resto disegni ottimi. Soggetto: 8Sceneggiatura:7,5Disegni: 8Voto globale alla storia:8

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A me la storia non dispiace eppure mi ha sempre lasciato un retrogusto strano, come se ci fosse un qualcosa di incompleto, la mancanza della ciliegina sulla torta insomma. Il "ring" è forte, fortissimo, eppure ho la sensazione leggendo che Tex sia inarrestabile non tanto per la sua straordinarietà quanto per un ammorbidirsi degli avversari. Concordo sulla descrizione di un Tex più arrogante del solito, linea che non apprezzo particolarmente. Per essere più chiaro.. duri Winter e Borman, però il "ring" di Brooke e Cantrell che stringe accordi con Oliveira trovo sia decisamente di altro livello. Voto 8

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Storia coi fiocchi. Non appartiene al cosiddetto periodo d'oro, ma presenta tutti i crismi del capolavoro. Pards in grande spolvero, con un Tex politicamente scorretto ( e chi se ne frega) e duro forse piu' del solito. C'e la mafia del Ring ( composto dai notabili del paese) ci sono i burocrati corrotti, c'e' il grande Chocise, c'e' lo sceriffo Rupert... c'e' Tex come lo ha modellato il suo creatore. Risulta forse leggermente prolissa nei dialoghi, ma e' un peccato facilmente perdonabile al netto del risultato finale. Da riscoprire.

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Complessivamente una delle storie più deboli di Giovanni Bonelli del periodo. La scena è dominata dal "ring" di Tucson, sporchi speculatori, storicamente documentati, di cui Claudio Nizzi si ricordeà? nel tessere l'infame intrigo che porterà Tex vicinissimo alla morte nell'avventura L'uomo con la frusta. Presenti in questa storia anche degli indiani rinnegati, che personalmente detesto.

 

Vedo che poi con un messaggio più recente ti sei ravveduto... ma in fondo, sono d'accordo con entrambi i tuoi pareri. Vero è che, da un punto di vista narrativo, la storia scorre lenta, calando all'inizio del secondo albo per poi rimanere su un livello tutto sommato costante fino alla fine. Però, per gli esempi che poi illustri esemplarmente nel secondo messaggio, mi rimane impressa come una buona storia.

 

Sarà che, per la prima volta dal settembre 2001, non ho acquistato un Tex inedito, il Color Tex "Stelle di latta e altre storie", e per rinfrescarmi la memoria sono andato a rileggermi GLB, che praticamente da anni non toccavo; ma il primo albo mi ha davvero fulminato. Ho ritrovato un personaggio che appena ricordavo: un Tex massacratore e gaglioffo, capace di ammazzare per sbaglio un uomo lanciandolo giù dalla finestra e poi scherzarci sopra poche pagine dopo ("Mi date la vostra parola, Willer?" "A che servono le parole, sceriffo?" Quando l'ho riletta giuro che ci sono rimasto :Ave:, come in molte altre scene ); nelle 110 pagine del primo albo, "Tucson!", c'è il Tex che amo e che mi fa pensare a come, se pure le sceneggiature si sono mantenute a livelli ottimi (lascio da parte giusto le ultime storie di Faraci e il primo, e fin qui ultimo, Maxi di Ruju), nessuno sia riuscito a eguagliare una simile forza della natura.

 

Che importa che poi la vicenda proceda senza sussulti e la resa dei conti finale alla stazione non abbia gran che per farsi ricordare. C'è la vis del Tex di Gianluigi Bonelli, interpretata da un Letteri semplicemente perfetto nel rendere la psicologia texiana alternando sguardi truci e sorrisi obliqui.

 

Un 8 globale a mio gusto ci sta tutto. La potenza del primo albo e il segno di Letteri sopperiscono abbondantemente alle debolezze di una storia non da periodo d'oro, ma nella sua medietà comunque memorabile.

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questa storia è memorabile proprio per i dialoghi e l'utilizzo che GLB fa di Tex: sfrontato, sbruffone, duro e ironico come non mai! Certo, trama non originalissima ma chi se ne frega davanti a una storia così divertente e bella da leggere. Gli ho dato nove per un motivo puramente emozionale: ricordo di averne comprato tanti anni fa questi tre albi e ricordo ancora mio papà ridere come un matto mentre leggeva questa storia. Beh riflettendoci, oggi capisco ancora meglio perché lui rideva e francamente se "Tucson" non entra nella top ten di storie come "Il Giuramento", "Il Figlio di Mefisto" o "La Cella della Morte" poco importa. E' una storia di GLB degna di questo nome!

 

:colt:

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Non so se sia mai stato fatto notare prima, ma la copertina del terzo albo "Attacco notturno" nella figura del personaggio colpito da Tex ricorda molto quella di una celeberrima foto di Robert Capa. Il miliziano è visto da Galep da una prospettiva diversa ma l'ispirazione mi sembra palese.

 

miliziano.jpg

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una storia fenomenale, una delle migliori della saga

Vengono presentati da Glb tanti bei personaggi, tra cui l'inossidabile Tom Rupert, Il viscido Stone e il commissario indiano Parker.

Il quartetto funziona splendidamente, Cochise qui è reso benissimo. GLB riexe a condensare in una sola storia un mucchio di sottotrame (la puntata a Tucson, la puntata a Washington, i vari scontri con gli Indiani).Il finale è uguale a quello della "Città morta". 

Io penso che Tex non sia in questa storia diverso dai canoni bonelliani classici. Sicuramente, la morte di Borman è un po' "border line", ma non l 'ho mai considerata un omicidio.

Il Ring alla fine si dimostra formato da piedidolci ben più abituati all'ulitilzzo dei dollari che delle colt, e la punzione ad opera degli Apche è da "legge del contrappasso".

avrei apprezzato una punizione coi fiocchi dell'agente indiano di San Carlos.ma la storia per me rimane un capolavoro

 

 

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