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GiubbeRosse

[183/185] - Caccia all'uomo

Voto alla storia  

36 members have voted

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

Sì, me lo ricorda sempre anche il mio amico Nolittiano...  :rolleyes:

Trascurando però di considerare che (1) era appena uscita, molti che l'hanno votata magari di Tex avevano letto si e no qualche storia, e (2) il voto dei "Bonelliani" era diviso fra decine e decine di storie bellissime, disperdendosi in mille rivoli, mentre quelli che preferivano Nolitta hanno tutti votato quella...

Sommando i voti di chi aveva votato una storia di Bonelli, erano molti, molti di più di quelli che votarono Nolitta. E anni dopo nelle varie votazioni "con spareggio" sulle storie migliori, le storie di Nolitta raramente arrivavano alle finali...

 

 

Io non votai proprio. Credo che anche quello fu una discriminante, quelle erano le percentuali fra i votanti, e credo che sia l'idea del voto che il gadget attraessero di più il pubblico più giovane...

 

[edit: Pecos, se sono partiti con quella, forse ho capito perchè rimase l'unica...  :laughing: ]

Comunque credo che sia l'unica storia di Nolitta che davvero adoro. Anche perchè piuttosto agile e non lunghissima.

Poi certo, ce ne sono altre che ho apprezzato, ma anche molte che ricordo con estrema noia.

Per esempio "il segreto del Morisco", la storia credo più lunga della serie, e senz'altro la più noiosa. Un polpettone assurdo.

Ma comunque spesso Nolitta si dilungava troppo, a parte tutto il resto.

El Muerto, invece, a me pare indubbiamente una storia bellissima, per quanto simile a uno spaghetti western.

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On 23/4/2020 at 23:12, Diablero dice:

Soprattutto, provai un indicibile DISGUSTO per il protagonista. Perché il problema principale, di questo Tex, è che è DISGUSTOSO. E lo era SPECIALMENTE negli anni 70! Oggi, un sacco di lettori anche di Tex tendono molto a "legge e ordine", votano a destra, vorrebbero molta più polizia nelle strade. Ma quella storia è uscita nel 1976! Quando l'argomento di punta nei dibattiti era la brutalità della polizia. Era stata appena istituita la Legge Reale, era stato introdotto il fermo di polizia, solo due mesi prima dell'uscita in edicola un diciottenne era stato ucciso dalle revolverate della polizia durante una manifestazione di sinistra, e due mesi prima ancora un ventiseienne era stato travolto e ucciso da una camionetta dei carabinieri. C'erano manifestazioni praticamente tutti i giorni contro la brutalità della polizia!

 

Io all'epoca ero troppo giovane per seguire la politica e la cronaca, probabilmente se mi avessero chiesto cos'era la legge Reale non avrei saputo rispondere, ma ero influenzato dal clima culturale come tutti: oggi, forse qualcuno potrebbe pensare che Nolitta descrivendo Tex in quel modo volesse rappresentarlo come "integerrimo", ma è una lettura che non trova riscontro in come è scritta la storia: è chiarissimo, e all'epoca lo era ancora di più, che Tex è descritto come un personaggio NEGATIVO, Uno SBIRRO ODIOSO CHE ABUSA DEL SUO POTERE PORTANDO ALLA MORTE UN GIOVANE INNOCENTE. Il disprezzo dell'autore tracima da ogni pagina, nella maniera arrogante di parlare, accentuata dal fatto che subito dopo venga piccionato. Dal disprezzo che TUTTI in questa storia provano per lui, con tutto un primo albo in cui tutti quanti (non solo i delinquenti) quando lo vedono gli augurano di morire ammazzato al più presto.

 

Davvero, non capisco come qualcuno, leggendolo all'epoca, non avvertisse come venga posto in "negativo" il personaggio. Il TEMA della storia è che questo personaggi, alla fine, PRENDE COSCIENZA DELLA SUA IMPOTENZA, DEL FATTO CHE NON SERVE A NIENTE E FA SOLO DANNI! (`e questo viene ribadito anche nel "cappello" finale con il commerciante,)

 

Non sono d'accordo con questa lettura della storia. Non sono per nulla d'accordo con l'immagine del "Tex sbirro" che ormai è comunemente associata a "Caccia all'uomo" - io in tutta onestà questo Tex sbirro non ce lo vedo proprio. Tex è "disgustoso" e "abusa del suo potere" perché si mette sulle tracce di un uomo che HA SPARATO AL SUO AMICO SCERIFFO, RIDUCENDOLO IN FIN DI VITA proprio davanti a lui??? Qui partite tutti dal presupposto che Andy Wilson sia innocente e che Tex, dotato di chissà quale capacità di preveggenza e gran conoscitore di uomini, dovrebbe intuirlo PRIMA DI CONOSCERLO DAVVERO!

Quali elementi ha a disposizione Tex per formarsi un giudizio sul giovane faccia d'angelo? 1) Gli è stato detto che è un assassino, e non da una persona qualunque, ma da un suo vecchio amico sceriffo che si è messo sulle sue tracce. 2) Il giovane stesso non esita a sparare al vecchio sceriffo, quasi ammazzandolo. Stop. Cosa c'è di strano nel fatto che si metta in caccia del giovane assassino, forse anche con un impeto maggiore del solito (è stato toccato sul personale, d'altra parte)?

 

Qui la capacità di Nolitta è quella di COSTRUIRE il rapporto tra il ranger e il fuggiasco. C'è chi dice che l'albo centrale è del tutto inutile, un allungamento del brodo in puro stile Nolitta che non serve a niente ai fini della trama. Al contrario: è una serie di episodi che fanno nascere un sospetto in Tex, che via via diventa certezza che il ragazzo che ha di fronte non sia un assassino. Da questo punto di vista, è una storia costruita bene; ed è anche meglio narrata di tutti quegli episodi in cui Tex si rende conto al primo sguardo se un uomo è un dritto o un farabutto, solo perché è un infallibile "giudice di uomini".

 

Le manette. È vero, sono strane, antitexiane. Ma non vi è venuto in mente che forse Nolitta ha inserito il dettaglio delle manette per costruire la scena ad effetto in cui Tex LIBERA DALLE MANETTE il giovane Wilson, una volta capito di che pasta è fatto? E questo sarebbe uno "sbirro odioso che abusa del suo potere"? Uno che LIBERA DALLE MANETTE un delinquente che si porta dietro perché ha capito che è innocente (e di nuovo, non dimentichiamo che faccia d'angelo ha comunque sparato su uno sceriffo...). Sarebbe uno "sbirro odioso che abusa del suo potere" uno che presenta Wilson come un "suo amico", che dorme con lui nella stalla lasciandogli una pistola? No, la trovo una lettura sbagliata.

 

Che poi siamo lontani anni luce dalle storie di GLB, siamo d'accordo; che sia una storia poco "texiana", è palese; che sia una storia di merda, proprio no. È uno spaghetti-western con un Tex iroso, lontana anni luce dalle storie di GLB, questo sì.

Ma non venitemi a dire che Tex è uno sbirro in questa storia.

 

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Posted (edited)
48 minutes ago, pecos said:

Ma non venitemi a dire che Tex è uno sbirro in questa storia.

 

Le manette sono già indicative, e la tua obiezione...

 

48 minutes ago, pecos said:

Le manette. È vero, sono strane, antitexiane. Ma non vi è venuto in mente che forse Nolitta ha inserito il dettaglio delle manette per costruire la scena ad effetto in cui Tex LIBERA DALLE MANETTE il giovane Wilson, una volta capito di che pasta è fatto?

 

...non ha molto senso in una serie in cui Tex ha tranquillamente legato e liberato dai legami centinaia di persone, per decenni, senza aver mai avuto bisogno delle manette...

 

Come dicevo nei post che citi... forse oggi è impossibile, a decenni di distanza, rendersi conto del POTENTISSIMO SIGNIFICATO SIMBOLICO di quelle manette.

 

Non è un caso se GL Bonelli, a Tex, per quanto "al servizio della legge", non le ha fatte usare MAI...

 

Inoltre, sono un chiarissimo anacronismo.  Le manette fatte in quella maniera che si "agganciano" sono state inventate nel 1912. All'epoca di Tex erano da avvitare, ed erano un attrezzo più da carcerieri che da ranger. Mettere in mano a Tex manette così "moderne" voleva dire usare un simbolo chiarissimo.  Tanto per capirsi, al livello di mettere a Andy una maglietta di Black Lives Matter.

 

Ma le manette, così incongrue e anacronistiche (e possibile che Nolitta non sapesse che Tex non le aveva mai usate?), sono solo il simbolo più evidente delle stranezze di questa storia, quello che puoi mostrare a chiunque e dirgli "guarda" senza bisogno di fargli un megaspiegone.

 

Devo proprio fare il megaspiegone?

 

Devo spiegare come la scena a pagina 90 del numero 183 è UNICA in tutta la saga texiana, nel far vedere il classico "pestaggio" di Tex fatto per far parlare un bandito... trasformato nella violenza di un poliziotto che tortura un testimone inerme per fargli tradire un amico?  E a sottolineare che Tex qui è una carogna, al livello di un torturatore di Pinochet, gli astanti fuori che lo dicono per il lettore, "che carogna", "è una carogna", e l'amico torturato che dice "puoi anche ammazzarmi ma non tradirò il mio amico" e Tex che continua a picchiarlo?

 

E devo spiegare che anche il finale della scena, con Tex che se ne va ridendo e irridendo tutti quanti, dopo aver minacciato la donna in lacrime che ha parlato per non far ammazzare di botte il ragazzo che ama, dicendole che se non troverà Andy tornerà a picchiarlo di nuovo? Questo non è il Tex furente de "Il giuramento", Tex sa già che il suo amico sceriffo è fuori pericolo, Tex RIDE perchè gli piace un sacco picchiare la gente e minacciare le donne.  E mentre se ne va, gli astanti, la gente comune, NON I DELINQUENTI, che dice al suo passaggio "Razza di carogna, troverà pure qualcuno che lo faccia secco una volta o l'altra", DAL PUNTO DI VISTA DEL LETTORE?

 

Nolitta con questa storia anti-Tex vuole "farci capire", per la prima volta nella saga, chi sarebbe Tex nel mondo reale: un assassino, un torturatore, una persona odiosa. Come probabilmente lo vedeva lui. Ma è assurdo l'assunto di base, il mondo di Tex NON È il mondo reale, e una delle basi della saga, è che lui non userebbe mai quei metodi su qualcuno che non lo merita...

 

Pagina 100, Tex deve affrontare una pista difficile, dove è facile morire di sete... e si fa riempire una borraccia di Whisky per "scaldarsi la notte"? Quando mai si è visto? (visto che oltretutto è una cosa di incoscienti o da piedidolci, l'alcool disidrata...)

 

E l'inizio del numero 184, quando Andy SI È GIÀ ARRESO, e dice barcollando "basta, basta"... e TEX CONTINUA A PICCHIARLO?

 

E poche pagine dopo, quando PICCHIA UN UOMO LEGATO, solo perchè l'ha chiamato "sbirro"? (e cosa sarebbe, uno che si comporta così e gira con le manette?)

 

Ma la "distruzione totale" del "mito" di Tex non finisce qui: poche pagine dopo, anche l'immagine di Tex che guida saggiamente in pace i Navajos viene distrutta:  si scopre che, mentre lui va in giro per il mondo, i "suoi Navajos" uccidono, torturano e saccheggiano, da bravi ubriaconi, per un po' di Whisky.  Nemmeno come capo riesce a farsi rispettare!

 

E sarebbe ammazzato da quegli stessi Navajos come un pirla, visto che gli gira le spalle, e viene salvato solo dal grido di avvertimento di Andy...

 

E una roba incredibile, Nolitta davvero non riesce a reggere poche pagine senza demolire un altro pezzo di Tex, mostrandolo o come una carogna, o come uno sbirro, o come un incapace, o come un ubriacone, o come uno sbirro ottuso... per fortuna che non ha messo Kit nella storia sennò lo faceva vedere anche come un padre degenere e manesco che picchia il figlio...

 

 

 

 

 

Edited by Diablero
  • +1 4

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Boselli dovrebbe scrivere il seguito di questa storia, non fosse altro per cercare di rimettere un po' le cose a posto. Un bel "giallo" da risolvere per punire i veri colpevoli e riabilitare un innocente, una memoria da riscattare. Le basi della storia sono sulfuree.

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@Diablero, è già la terza volta che rileggo il tuo messaggio e vorrei mettere un bel "mi piace", ma purtroppo l'ho già messo la prima. Non è giusto. :D

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Premesso che, come già detto, dovrei rileggerla. Troppi anni sono passati...e troppe cose non mi ricordo. Ma, se l'impressione che questo Tex lascia è quella detta da Diablero, è possibile sapere cosa ne pensava GLB di questa opera?

E' risaputo che GLB diede giudizi sprezzanti su "i ribelli del Canada" del figlio Sergio.

Per il resto non ricordo grandi dichiarazioni sulle opere del figlio.

GLB era vivente e operante all'epoca di questa storia. Se davvero il suo personaggio ne esce distrutto, non avrebbe avuto la forza di imporre al figlio la strada maestra?

Ecco, non mi è mai stato chiaro il rapporto dei due Bonelli in relazione alle opere di Sergio.

Chi ne sa qualcosa?

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io devo dire di essere d' accordo con Pecos, e contesto le obiezioni di Diablero:

a) le manette: come puoi affermare con sicurezza che Nolitta volesse dare un simbolo? Potrebbe benissimo averlo fatto senza pensarci, no? Notare che in effetti e' sempre stato uno scrittore piuttosto distratto.

b) il pestaggio: Tex picchia violentemente un uomo.E allora? E'  forse la prima volta? E tu credi davvero che quell' uomo, che protegge uno che ha appena sparato a uno sceriffo, non se le meriti quelle botte? E la ragazza? Lei non vuole che Tex pesti il suo uomo.Questo dovrebbe impedire a Tex di pestare uno che se lo merita? 

c) i commenti dei cowboys " che carogna", ecc. Succede sempre , nelle storie di Nolitta per Zagor e Tex che il protagonista sia preso a male parole.Ma questo l' autore lo fa non per discriminare lui, ma bensi per mettere in cattiva luce i personaggi che glieli danno quegli insulti. E' ovvio che dei cittadini onesti non lo farebbero, ma quella e' feccia. Lo dice lo stesso sceruffo a Tex, prima di andare al ranch.

d) Tex picchia un uomo che gli dice basta, e secondo te questo dovrebbe fermarlo? Se uno implora basta allora Tex in automatico smette di pestare uno che ha sparato a un amico? 

e) Tex da' una sberla ad Andy Wilson legato. Ma non lo pesta, si limita a dargli una sberla. Se ogni volta che Tex si arrabbia con qualcuno legato dovesse slegarlo, picchiarlo e poi legarlo di nuovo...

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, pecos dice:

Gli è stato detto che è un assassino, e non da una persona qualunque, ma da un suo vecchio amico sceriffo che si è messo sulle sue tracce. 2) Il giovane stesso non esita a sparare al vecchio sceriffo, quasi ammazzandolo.

Hai detto BENE: è un suo "vecchio" amico...per giunta,appena tornato in servizio dalla pensione di rimette a fare il cacciatore di uomini... inverosimile e Nolittiano

Andy si difende da uno sbirro OTTUSO che cerca di catturarlo,si sente braccato,e gli spara...non lo sto difendendo,ma cerco di comprendere la reazione.

Come ha detto bene Diablero,Tex esce distrutto da questa storia...

  • +1 1

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Si rischia grosso a parlar bene di questa storia :lol2:

Intanto aspetto che ci arrivi anche @Leo con la sua rilettura del centinaio, a vedere se conferma il suo giudizio entusiasta di qualche tempo fa :lol:

 

ps: che per molti aspetti il personaggio che compare in questa storia non sia Tex, non lo metto in dubbio, è evidente. Così come è evidente che la storia è agli antipodi dall'estetica glbonelliana. Quello su cui continuo a non essere d'accordo è la visione di "Tex sbirro" e la lettura politicizzata di Diablero (affascinante, ma a mio avviso tirata per i capelli).

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Lungi dall'essere un capolavoro, ed al netto dello stile relativamente poco texiano di Nolitta, a mio parere questa storia è nel suo complesso più che dignitosa. Tralasciando il fatto che il Tex di Nolitta appare come in altre occasioni assai più fallibile di quello canonico, in questa storia ho molto apprezzato il rapporto che, pagina dopo pagina, si viene a creare tra il Ranger ed Andy Wilson, con quest'ultimo che poco a poco si rivela per quello che è, ossia tutt'altro che un freddo e glaciale killer ma semplicemente un tipo impulsivo e dal sangue caldo, incastrato con una falsa accusa di omicidio.

 

Da incorniciare, nel finale, la logica indignazione e la conseguente reazione di Tex all'impiccagione di Andy, fatta eseguire dal fanatico e sbrigativo giudice Maddox e dallo sceriffo Lonnegan suo tirapiedi. Pur sempre nel suo contesto nolittiano, ritengo che tale sequenza sia una delle più rappresentative del concetto di Giustizia di Tex.

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Non mi manca molto, ci arriverò presto ;)

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6 hours ago, ymalpas said:

Boselli dovrebbe scrivere il seguito di questa storia, non fosse altro per cercare di rimettere un po' le cose a posto. Un bel "giallo" da risolvere per punire i veri colpevoli e riabilitare un innocente, una memoria da riscattare. Le basi della storia sono sulfuree.

 

Preferirei una storia in cui si scopre che il protagonista di questi albi non era Tex...  :lol:

 

(la cosa ha dei precedenti. Negli anni 70 Capitan America era di sinistra, come fare con le storie degli anni 50 - pochissime, avevano tentato di rilanciare il personaggio dopo la chiusura della serie negli anni 40, ma il rilancio era fallito subito - in cui Capitan America era un reazionario maccartista? Semplice, fecero una storia in cui compariva un secondo capitan America che era "l'impostore" degli anni 50!)

 

Ma probabilmente la cosa migliore è dire che ogni Tex vive in un suo universo parallelo (così risolviamo anche il problema del fatto che ormai i pards hanno ucciso migliaia di avversari), e il Tex di Terra-2, l'universo Nolittiano, era la versione negativa di quello di Terra-1 (probabilmente in Terra-2 Mefisto era buono...)

 

6 hours ago, virgin said:

@Diablero, è già la terza volta che rileggo il tuo messaggio e vorrei mettere un bel "mi piace", ma purtroppo l'ho già messo la prima. Non è giusto.

 

Fa niente, li metterai la prossima volta...  :lol:

  • Haha (0) 1

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Ho finalmente riletto questa storia, stuzzicato dai commenti qui, e devo dire di essere vicino alla visione di Diablero.

Non è tanto il pestaggio nel fienile (non è certo la prima nè l'ultima volta che Tex pesta un avversario), e nemmeno gli epiteti che si becca dai vari cow boys. E' proprio che questo Tex è irriconoscibile.

Intanto le manette. Assurdo. Mai si erano viste le manette su Tex e poi questo tipo di manette. E poi Tex che schiaffeggia il ragazzo ammanettato, cosa antitexiana e abbastanza scandalosa.

Ma poi è tutto il comportamento di Tex a non tornare. Non si chiede minimamente chi sia il ragazzo, non si premunisce di accertare se sia davvero colpevole (ok, ha quasi ucciso il vecchio sceriffo, ma non dovrebbe bastare a Tex per comportarsi così), si esprime anche in modo non Texiano e poi becca un sacco di botte in testa ed è salvato continuamente da altri (il ragazzo, il tipo che alla fine lo mette in guardia sul tipo alla finestra...e Tex dice che non ci avrebbe mai pensato. Figuriamoci se Tex non ci avrebbe mai pensato, suvvia...).

Davvero uno sbirro ottuso come dice Diablero.

E anche la storia, pure chiudendo gli occhi sull'antitexianità, è tutt'altro che appassionante.

Al netto del fatto che questa, come tutte le storie dell'epoca, ha su di me un alone mitico, alla rilettura non regge proprio il ricordo.

Fusco algi inizi su Tex, ancora un pò immaturo. Migliorerà molto col tempo.

Nolitta 5

Fusco 6:50

  • +1 2

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Ma infatti non capisco come fra gente civile si possa dare vita a una discussione di tre pagine in cui qualcuno addirittura difende questa roba. Si tratta di una storia di Nolitta? Molto bene: concordiamo sul fatto che faccia cagare e poi tutti al bancone a berci una bella birra, offre lo sceriffo! :D

 

21 ore fa, valerio dice:

Fusco algi inizi su Tex, ancora un pò immaturo. Migliorerà molto col tempo.

 

Quello che è straordinario di Fusco è che, a differenza di molti altri autori (quasi tutti) che hanno avuto una parabola ascendente per poi vivere una decadenza, col tempo è andato sempre migliorando! Per me, addirittura, le sue storie migliori sono quelle del suo ultimo quindicennio di attività. Un artista senza tempo, in tutti i sensi.

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, virgin dice:

Quello che è straordinario di Fusco è che, a differenza di molti altri autori (quasi tutti) che hanno avuto una parabola ascendente per poi vivere una decadenza, col tempo è andato sempre migliorando! Per me, addirittura, le sue storie migliori sono quelle del suo ultimo quindicennio di attività. Un artista senza tempo, in tutti i sensi.

Quoto, per me è stato sempre un grande, che si è difeso bene fino alla fine. 

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Posted (edited)
On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

Devo spiegare come la scena a pagina 90 del numero 183 è UNICA in tutta la saga texiana, nel far vedere il classico "pestaggio" di Tex fatto per far parlare un bandito... trasformato nella violenza di un poliziotto che tortura un testimone inerme per fargli tradire un amico?

 

Il problema è che Tex crede che Andy Wilson sia un assassino. E l'uomo che sta pestando è colui che, bloccando Tex mentre Andy fuggiva, ha consentito all'assassino di portarsi in salvo. Inoltre il pestato è il migliore amico di Wilson e quindi, per quanto ne sa Tex, potrebbe essere un pendaglio da forca anche lui. Però concordo che qui il ranger si faccia prendere un po' troppo la mano, perché in definitiva il cowboy non aveva fatto granché se non favorire un amico.

 

On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

E devo spiegare che anche il finale della scena, con Tex che se ne va ridendo e irridendo tutti quanti, dopo aver minacciato la donna in lacrime che ha parlato per non far ammazzare di botte il ragazzo che ama, dicendole che se non troverà Andy tornerà a picchiarlo di nuovo? Questo non è il Tex furente de "Il giuramento", Tex sa già che il suo amico sceriffo è fuori pericolo, Tex RIDE perchè gli piace un sacco picchiare la gente e minacciare le donne.  E mentre se ne va, gli astanti, la gente comune, NON I DELINQUENTI, che dice al suo passaggio "Razza di carogna, troverà pure qualcuno che lo faccia secco una volta o l'altra", DAL PUNTO DI VISTA DEL LETTORE?

 

I cowboys non hanno il punto di vista del lettore: non si tratta infatti di stinchi di santo, la loro animosità verso gli uomini di legge la si vede già nell'accoglienza riservata allo sceriffo, quando uno di loro dice, con malevolenza, che lui non ha mai avuto guai con la legge, ma che gli sbirri non gli piacciono ugualmente. Il loro punto di vista è quindi quello di balordi che sono contro i rappresentanti della legge, siano essi sceriffi o ranger, non già quello del lettore.

 

On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

Pagina 100, Tex deve affrontare una pista difficile, dove è facile morire di sete... e si fa riempire una borraccia di Whisky per "scaldarsi la notte"? Quando mai si è visto? (visto che oltretutto è una cosa di incoscienti o da piedidolci, l'alcool disidrata...)

 

Tex chiede il whisky OLTRE all'acqua, lo dice chiaramente. Il whisky lo aggiunge all'acqua e gli serve per scaldarsi visto che le notti nel deserto sono abbastanza fredde.

 

On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

E l'inizio del numero 184, quando Andy SI È GIÀ ARRESO, e dice barcollando "basta, basta"... e TEX CONTINUA A PICCHIARLO?

 

Un'esagerazione, è vero. Anche qui, come all'inizio, il ranger si fa prendere la mano, risultando violento oltre il ragionevole e divenendo, qui come nella scena sopra citata, oltremodo sgradevole.

 

On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

E poche pagine dopo, quando PICCHIA UN UOMO LEGATO, solo perchè l'ha chiamato "sbirro"? (e cosa sarebbe, uno che si comporta così e gira con le manette?)

 

Cosa che gli fa fare anche Boselli nei confronti dell'Ute Blackbird in Colorado Belle: l'indiano è legato, e Tex gli tira un calcio mi pare. L'attenuante è che in entrambi i casi il ranger è molto incavolato. 

 

On 9/7/2020 at 08:54, Diablero dice:

Ma la "distruzione totale" del "mito" di Tex non finisce qui: poche pagine dopo, anche l'immagine di Tex che guida saggiamente in pace i Navajos viene distrutta:  si scopre che, mentre lui va in giro per il mondo, i "suoi Navajos" uccidono, torturano e saccheggiano, da bravi ubriaconi, per un po' di Whisky.  Nemmeno come capo riesce a farsi rispettare!

 

Sono solo una dozzina di balordi, di teste bacate. Non è certo una ribellione, parlare di Tex che non sa farsi rispettare come capo, o addirittura di "distruzione totale" del mito mi pare un'esagerazione. 

 

Piuttosto, ciò che è insopportabile è il Tex che si fa sorprendere nel fienile: solo nelle storie di Nolitta il nostro è un vero e proprio pollo che si fa sempre fregare: ricordo ad esempio come si fa infinocchiare dal Colonnello Watson, che lo tramortisce mentre giocano a biliardo. In entrambi i casi, ne I Dominatori della Valle come in Caccia all'uomo, Tex viene messo fuori combattimento per precise esigenze narrative: qui per "consentire" che Andy venga catturato e poi ucciso, lì affinché il nostro possa essere liberato da Ella, la figlio del Colonnello: Nolitta vuole proporre storie forti e drammatiche, con alto tasso di pathos, e lo fa per il tramite di personaggi deboli, qui la povera vittima Andy e lì la ragazza coraggiosa figlia del mostro. Il problema è che per assecondare questa sua idea, non si fa scrupoli a stravolgere le caratteristiche del nostro, proponendo, in entrambi i casi, un Tex "eretico", un personaggio non facilmente riconoscibile per chi ben conosce il character glbonelliano.

 

Detto ciò, io sono un fanatico de Il Colonnello Watson, e continuo ad amare anche Caccia all'Uomo. So in partenza che il Tex di Nolitta non è il personaggio di GLB, quindi quando leggo le storie di Sergio mi dispongo, già "rassegnato", a leggere una bella storia western, con un Tex che è il fratello più "umano" del nostro super-eroe.  

On 9/7/2020 at 08:07, pecos dice:

Qui la capacità di Nolitta è quella di COSTRUIRE il rapporto tra il ranger e il fuggiasco. C'è chi dice che l'albo centrale è del tutto inutile, un allungamento del brodo in puro stile Nolitta che non serve a niente ai fini della trama. Al contrario: è una serie di episodi che fanno nascere un sospetto in Tex, che via via diventa certezza che il ragazzo che ha di fronte non sia un assassino. Da questo punto di vista, è una storia costruita bene

 

Vero, l'albo centrale non a caso mi piace molto

Edited by Leo

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Io avrei qualcosa da ridire anche sul fatto che si tratti di belle storie in senso lato, passando sul fatto che Tex è completamente sbagliato (e io NON ci passo): insomma, le trame di Nolitta sono spesso abborracciate, con scompensi e lungaggini evidenti, personaggi che oscillano senza soluzione di continuità, né credibilità, fra lo sguaiato, il depresso e lo sterminatore; che parlano a profusione, con una retorica spesso e volentieri dozzinale, come attori scarsi che recitano dialoghi vuoti o enfatici o le due cose assieme (i famigerati: "Sai che ti dico?" ripetuti a piè sospinto, fra le mille altre cose); ma, soprattutto, parlano come rincoglioniti.

Davvero, fateci caso: leggete i dialoghi di Nolitta, immaginatevi qualcuno che parla così e ditemi se non vi sembrerebbe un ritardato.

Su Mister No (lo Zagor nolittiano mi manca completamente) questi difetti erano molto leniti da una serie costruita secondo le logiche dello stesso Nolitta (ad esempio: il Mister No di Nolitta è statutariamente un coglione, normale che parli e agisca come un coglione): affioravano, ma spesso non erano fastidiosi. Ma in Tex... santo cielo.

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A parte le caratteristiche tipiche dei personaggi di Nolitta (che definirli "fallibili" è un eufemismo, Mister No ha fatto del farsi fregare dai clienti una vera e propria carriera, e Zagor nasce come personaggio proprio dall'aver sbagliato tutto nella vita e aver fatto danni irreparabili che ora deve espiare con la sua "missione", e in ogni caso, nelle storie di Nolitta viene fregato tante di quelle volte che ti chiedi se non abbia sbagliato mestiere), c'è un altro aspetto da non sottovalutare: a quanto ne so, o quanto posso dedurre, Nolitta non aveva nessuna voglia di scrivere Tex!

 

Quando ha iniziato (nel 1975) stava scrivendo sia Zagor che Mister No, e anzi era in un periodo di ottime storie di entrambi (su Zagor era appena uscita la prima storia con Supermike, e Mister No era iniziato da poco), e mettersi a scrivere storie di Tex inevitabilmente portava via tempo a queste due sue "creature" di sua creazione.

 

All'inizio Sergio Bonelli aveva proposto al padre altri nomi (Grecchi per esempio) e solo l'insistenza del genitore che "tutto rimanesse in famiglia" l'aveva spinto a scrivere lui quelle storie (e forse questo è anche il motivo per cui GL Bonelli non è intervenuto più pesantemente sulle storie del figlio: già lo fa di malavoglia e gli vai anche a rompere le scatole? A parte che poi alla fine la decisione finale l'aveva l'editore, cioè Sergio...).  Dopo pochi anni, Nolitta abbandona Zagor, chissà se senza l'impegno per Tex non avrebbe potuto proseguirlo più a lungo...

 

in ogni caso, Sergio Bonelli continua cercare altri autori per Tex (lo chiede a D'Antonio e a Nizzi, poi non so se lo chiese anche ad altri in quel periodo), e non appena Nizzi gli garantisce una quantità di storie sufficiente, molla Tex come una patata bollente,  (la prima storia pubblicata di Nizzi è del 1983 ma per quell'anno è l'unica,  entra "a regime" solo nel 1984... e nel 1984 c'è l'ultima storia di Nolitta di quel periodo! Il cambio è così repentino da "a parte GLBonelli, solo Nolitta" a "a parte (pochi) GLBonelli, solo Nizzi" da far pensare che appena trovato qualcuno a cui rifilare il lavoro, Nolitta gli detto "mo so' ***** tuoi" e si sia defilato fischiettando...  :lol:

 

Nolitta ritorna a scrivere Tex (praticamente obbligato, visto che Nizzi non ce la fa) solo diversi anni dopo, per tenere impegnato Letteri (che prima aveva cercato di tenere impegnato con vecchie storie nel cassetto di GL Bonelli e dopo aver persino provato Berardi, che su Tex non gli piaceva (anche se piaceva ai lettori).

 

Durante la crisi di Nizzi "arruola" Canzio, Medda e Boselli e appena Nizzi ritorna, lui smette di nuovo di scrivere Tex (se non ho sbagliato i conti, in quel periodo nonostante la crisi di autori su Tex scrive solo 2 storie e ne inizia una terza lasciandola incompiuta, sarà finita da Boselli.

 

Insomma, mi pare chiaro che Nolitta di sceneggiare Tex non ne aveva nessuna voglia, l'ha fatto solo se costretto dalle circostanze, e ogni volta ha smesso al più presto possibile...

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, virgin dice:

insomma, le trame di Nolitta sono spesso abborracciate, con scompensi e lungaggini evidenti, personaggi che oscillano senza soluzione di continuità, né credibilità, fra lo sguaiato, il depresso e lo sterminatore; che parlano a profusione, con una retorica spesso e volentieri dozzinale, come attori scarsi che recitano dialoghi vuoti o enfatici o le due cose assieme (i famigerati: "Sai che ti dico?" ripetuti a piè sospinto, fra le mille altre cose); ma, soprattutto, parlano come rincoglioniti.

 

Io sono sostanzialmente d'accordo con te, e posso fare mie queste parole, MA solo per alcune storie, quali Cruzado, Fort Whoop Up, in un certo qual modo anche I ribelli del Canada. Di altre ancora ho un ricordo troppo vago per poterle giudicare mentre per altre tre continuo a credere che Nolitta abbia scritto grandi storie: Caccia all'uomo, Il Colonnello Watson, El Muerto. Queste tre storie sono tra le letture più belle per me, e se Tex non c'è, o se è lo sbiadito fratello dell'originale, vabbe, me ne faccio una ragione, ma resto appagato dalla lettura.

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Fino ad oggi ho sempre detto che le storie di Nolitta fanno cagare; celiando, in realtà sono andato molto vicino alla verità, una verità della quale lo stesso autore era consapevole.

Che le sue storie suscitassero stimoli escretori era infatti cosa a lui non ignota. Considerate il titolo di questa discussione: "Mingo il ribelle". Bene; qual è la prima parola? MINGO. Un segno del destino? Un caso? Penso piuttosto che Nolitta volesse metterci in guardia. Certo sarebbe stato meglio e più rispondente alla qualità della storia scegliere, anziché la prima persona singolare dell'indicativo presente del verbo "mingere", la corrispondente del verbo "cagare"; ma "Cago il ribelle" come titolo non si può proprio sentire, mentre il risultato così ottenuto è indefettibilmente più signorile, tanto che nessuno, prima di me, se n'era accorto*.

Insomma, ha ragione @Leo: le storie di Nolitta non fanno cagare, ma ci vanno vicinissimo.

 

*= la scelta operata da Nolitta potrebbe altresì essere dovuta al minor stigma sociale gravante sull'azione della minzione rispetto alla più imbarazzante defecazione (vedasi l'arcaico costume nomenclatorio designante la prima "atto piccolo" in contrapposizione alla seconda, insignita del ben più rutilante titolo "atto grande"). Solo così si spiega come mai, in una scuola in cui insegnavo quando ero ancora supplente, una collega che era solita lasciare le classi incustodite per decine di minuti annunciando agli studenti: "Scusatemi, ma devo andare a fare la pippi" non suscitasse scandolo alcuno, mentre il sottoscritto che si assentava durante il collegio docenti proclamando coram populo l'imminente, salutifera e per soprammercato inderogabile necessità fecale fosse scrutato con sospetto da più d'uno.

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<span style="color:red;">36 minuti fa</span>, virgin dice:

Fino ad oggi ho sempre detto che le storie di Nolitta fanno cagare; celiando, in realtà sono andato molto vicino alla verità, una verità della quale lo stesso autore era consapevole.

Che le sue storie suscitassero stimoli escretori era infatti cosa a lui non ignota. Considerate il titolo di questa discussione: "Mingo il ribelle". Bene; qual è la prima parola? MINGO. Un segno del destino? Un caso? Penso piuttosto che Nolitta volesse metterci in guardia. Certo sarebbe stato meglio e più rispondente alla qualità della storia scegliere, anziché la prima persona singolare dell'indicativo presente del verbo "mingere", la corrispondente del verbo "cagare"; ma "Cago il ribelle" come titolo non si può proprio sentire, mentre il risultato così ottenuto è indefettibilmente più signorile, tanto che nessuno, prima di me, se n'era accorto*.

Insomma, ha ragione @Leo: le storie di Nolitta non fanno cagare, ma ci vanno vicinissimo.

 

*= la scelta operata da Nolitta potrebbe altresì essere dovuta al minor stigma sociale gravante sull'azione della minzione rispetto alla più imbarazzante defecazione (vedasi l'arcaico costume nomenclatorio designante la prima "atto piccolo" in contrapposizione alla seconda, insignita del ben più rutilante titolo "atto grande"). Solo così si spiega come mai, in una scuola in cui insegnavo quando ero ancora supplente, una collega che era solita lasciare le classi incustodite per decine di minuti annunciando agli studenti: "Scusatemi, ma devo andare a fare la pippi" non suscitasse scandolo alcuno, mentre il sottoscritto che si assentava durante il collegio docenti proclamando coram populo l'imminente, salutifera e per soprammercato inderogabile necessità fecale fosse scrutato con sospetto da più d'uno.

:o

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, virgin dice:

Insomma, ha ragione @Leo: le storie di Nolitta non fanno cagare, ma ci vanno vicinissimo.

 

Ma io NON ho detto questo!!! :D :D :D 

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Io avrei una domanda magari stupida: perché questo topic si intitola "Mingo il ribelle" che è il titolo del secondo albo in cui peraltro Mingo rappresenta solo una parentesi iabbastanza breve in tutta la vicenda? Non sarebbe più logico che si chiamasse "Caccia all'uomo" o al limite "Il Giudice Maddox"?

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Bella domanda: me la sono posta anch'io prima di partire con la supercazzola di ieri. Anche per me questa storia è sempre stata "Caccia all'uomo".

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

Io avrei una domanda magari stupida: perché questo topic si intitola "Mingo il ribelle" che è il titolo del secondo albo in cui peraltro Mingo rappresenta solo una parentesi iabbastanza breve in tutta la vicenda? Non sarebbe più logico che si chiamasse "Caccia all'uomo" o al limite "Il Giudice Maddox"?

Sono daccordo. Ho sempre pensato che l'incontro con Mingo fosse solo un riempitivo per allungare la storia. E anche sbagliato. Fossero stati di altre tribù, ma non Navajos.

Loro non infrangono la legge e l'autorità del Capo per un po' di pessima acqua di fuoco

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