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TWF - Tex Willer Forum
Giudice Colt

[378/381] Guerriero Apache

Voto alla storia  

21 voti

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Soggetto e Sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni : Fernando Fusco
Periodicità mensile : Aprile 1992 - Luglio 1992
Inizia a pag. 52 del numero 378 e finisce a pag. 74 del numero 381



I pards sono incaricati di scovare un carico d'oro razziato dagli Apaches ai messicani ed evitare così un incidente diplomatico con la Sonora. Con l'aiuto di Cochise e di una mappa indiana, i lingotti vengono ritrovati, ma la colonna militare guidata dai rangers viene sterminata dai desperados complici del vile capitano Baker. Dietro al diabolico piano ideato per far decifrare a Cochise, grande amico di Tex, la mappa che porta ai lingotti rubati dagli Apaches si cela l'infernale Pedro Cobra Galindez! Tex e Carson vengono impacchettati e trascinati in un villaggio messicano abbandonato, covo della banda di Galindez. Intanto, il capitano Baker, vile traditore in combutta con i bandidos, torna a Fort Huachuca e addossa ai pards la colpa dello sterminio della pattuglia militare. Ma Cochise, avvertito dal figlio Tahzay, conosce la verità e attacca con i suoi guerrieri la tana di Galindez, liberando i due rangers. Sfuggiti a Cobra Galindez grazie agli Apaches di Cochise, mentre i desperados trasferiscono l'oro nella miniera di Maldonado, Tex e Carson si scontrano con i cittadini di Douglas, attirati dalle taglie che pendono sul capo dei rangers. I pards contattano l'amico generale Davis per potersi discolpare e si alleano con i rurales per recuperare i lingotti, ma, quando giungono alla miniera, scoprono che Galindez aveva tradito i suoi compagni, sostituendo l'oro con un mucchio di pietre! Coperti dal generale Davis, Tex e Carson bloccano il vile capitano Baker che aveva provocato l'eccidio di una colonna militare, incolpando i pards e Cochise. Galindez finisce sepolto vivo nella cripta della chiesa dove aveva nascosto l'oro beffando i suoi stessi desperados e rende l'anima al diavolo fra scheletri e spettri!



© Sergio Bonelli Editore

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Come si può immaginare, ho un debole per questa storia :D :D :D ; è vero che non è altrettanto grandiosa de "L'uomo con la frusta", ma è assai ricca di avvenimenti e colpi di scena, sapientemente mescolati con divertenti siparietti comici ( la scena all'ufficio postale ), con alcune finezze formali ( "padre" Venustiano che d' avvio alla vicenda e la porta alla conclusione ) e con qualche citazione ( le ultimissime vignette della storia richiamano irresistibilmente la chiusa di "Per qualche dollaro in più ). Tex e Carson sono in splendida forma; alcuni lettori hanno considerato stonata la ripetizione per due volte consecutive di un espediente narrativo

per due volte Tex riceve indicazioni sulle mosse di "Cobra" Galindez da un suo ex complice tradito e morente ( prima Venustiano, poi il capitano Baker)

ma essa serve ad aumentare l'aspettativa del lettore per i successivi sviluppi della storia e comunque, nel secondo caso, se Tex non facesse lavorare il cervello non ricaverebbe alcun vantaggio dal fatto; in ogni caso, questo schema narrativo ha anche l'ulteriore vantaggio di enfatizzare l'astuzia e la perfidia del grande vilain di questa storia: Pedro "Cobra" Galindez. Il desperado messicano, che già ne "L'uomo con la frusta" aveva dato prova di grande abilità nella difficile arte del doppiogioco, ora ci mostra di essere tutt'altro che impreparato a sostenere il ruolo di "grande burattinaio": l'intrigo che mette in piedi ai danni di Tex, di Carson e degli Apache è perfetto come ideazione ed esecuzione; solo un elemento imprevedibile fa sè che i due ranger ne vengano fuori e possano cercare di risalire la china, cosa per cui, comunque, dovranno fare appello a tutte le loro forze, dato che Galindez riuscirà a fronteggiare tutte le loro mosse, tranne l'ultima; solo allora, irrimediabilmente con le spalle al muro in un ambiente cupo e terrificante al massimo grado, crollerà psicologicamente e fisicamente. Fusco nuota come un pesce nell'acqua negli ambienti messicani e la sua prova è di conseguenza quasi perfetta. A mio avviso, dunque, la valutazione di questa storia potrebbe essere la seguente:

soggetto 8,5
sceneggiatura 9,5
disegni 9,5

 

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Una storia che non regge il confronto con la precendente, anche perchè come ricordato sopra "L'uomo con la frusta" è un vero capolavoro, peraltro anche questa è bellissima! Il personaggio di Galindez è uno dei più riusciti di Nizzi ed anche uno dei pochi antagonisti ad aver messo in seria difficolt? Tex. Una caratterizzazione splendida e profonda! E' da molto che non la rileggo, ricordo poco della trama, eccetto il finale nella cripta...

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Uno dei limiti ( non parlerei di difetti ) di "Guerriero Apache" rispetto a "L'uomo con la frusta" è il sistema dei personaggi, al tempo stesso più semplice e più gerarchizzato. Nella prima storia, infatti, i "cattivi" formavano un gruppo più numeroso e variegato e almeno due o tre di essi ( Olivera, Galindez e Velasco ) avevano la statura di autentici protagonisti; i personaggi minori, inoltre, non solo erano perfettamente caratterizzati, ma, come ha rilevato giustamente Ymalpas nella sua presentazione della storia in questo forum, in più di un caso incidevano parecchio nello sviluppo della vicenda( pensiamo a Conchita, padre Elias, Potrero ). In "Guerriero Apache" invece, sono chiaramente Tex e Galindez a far procedere gran parte dell'azione; solo Cochise, tra i personaggi minori ( peraltro bene individuati ), ha un ruolo autonomo in questo senso; Carson, ovviamente, non può che seguire ( brontolando e ironizzando ) Tex, mentre Venustiano e Baker sono, per quasi tutta la loro presenza sulla scena, gli efficienti strumenti del "Cobra". E' vero che

alla fine è proprio Venustiano, apparendo a Galindez nella cripta, a determinare il crollo psichico e la morte del "Cobra"; ma IMHO l'apparizione non è tanto qualcosa di concretamente oggettivo, quanto il prodotto della paura e del rimorso di Galindez; Nizzi, generalmente un po' a disagio col soprannaturale e col magico( basti pensare al suo Mefisto ) ha brillantemente risolto questo momento sul piano psicologico ( in GLB, invece, l'elemento soprannaturale è palpabile anche in scene che potrebbero essere risolte nella stessa chiave, come dimostrano "Una campana per Lucero" e "La mano del destino")
Sul piano grafico invece, "Guerriero Apache" ha a mio avviso un lieve vantaggio sulla storia più antica, non fosse altro che per il fatto che è stata affidata ad un solo disegnatore

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Una curiosità: salvo errore, "Cobra" Galindez ?, tra tutti i cosiddetti "grandi nemici" di Tex che sono comparsi più di una volta, quello che è riapparso a più breve distanza dalla prima apparizione ( era uscito di scena nel n. 369, vi rientra nel n. 379; tanto per fare qualche paragone, Mefisto, catturato nel n. 3, si rif? vivo con Tex nei nn. 39 - 40, 78 - 80, 93 - 95 e 125; Zhenda viene completamente persa di vista dal n. 72 al n. 346; Proteus, arrestato nel n. 86, ricompare nei nn. 185 - 186 e poi nei nn. 316 - 317; Paul Balder, dato per morto nel n. 219, si ripresenta nel n. 279 ); si tratta di un segno della buona accoglienza di questo personaggio da parte del pubblico, o del fatto che Nizzi, dopo aver creato un vilain di questa taglia come comprimario, ha ritenuto giusto sfruttarlo come protagonista assoluto?

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Da quanto ricordo (perchè gli albi non sono tra quelli che ho attualmente) è una storia interessante proprio per il ritorno a breve distanza di un affascinante cattivo come El Cobra. Non rientra nel gruppo "capolavori", di cui, IMHO, fa invece parte L'uomo con la frusta, ma si difende senz'altro meritando un bel 9. Una lieve pecca, se la memoria non mi inganna, è che un "prossimamente" rivela apertamente l'identit? del nemico (mi pare di ricordare che sia stata pubblicata una futura vignetta con Galindez). Forse si poteva evitare?

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Non ricordo con precisione la cosa, perchè ho comprato questi albi usati molto dopo la loro apparizione ( e dopo aver dato loro più di un'occhiata, sicch? l'"effetto sorpresa" era per me fuori questione ); comunque lo spoiler è verosimile, perchè rientra nelle ( cattive ) abitudini della SBE; ad ogni modo, IMHO, era difficile anticipare qualche vignetta senza far vedere il "Cobra" , ma la storia, a mio modo di vedere, non ci ha perso granch?, e anzi , la ricomparsa inaspettata di un nemico messo fuori combattimento pochi numeri prima potrebbe anche avere attirato l'interesse dei lettori.

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Come ha detto Pedro e sono d'accordo i disegni sono molto belli perchè a dispetto del "L'uomo con la frusta" la storia è stata fatta da un solo disegnatore. Il ritorno del Cobra d' quel tocco in più alla storia e diventa da comprimario di lusso a protagonista.

L'apparizione di padre Venustiano, che poi non era frate ma solo complice del Cobra, fa morire di paura in mezzo agli scheletri proprio lo stesso complice e poi il traditore Baker che era anche lui un complice, muore sempre per colpa di Pedro. Parlando di Baker era un vile, un cattivo che spinto dal ritrovamento del tesoro della mappa fa di tutto per accaparrarsene.
Voto: 9

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Non ricordo con precisione la cosa, perchè ho comprato questi albi usati molto dopo la loro apparizione ( e dopo aver dato loro più di un'occhiata, sicch? l'"effetto sorpresa" era per me fuori questione ); comunque lo spoiler è verosimile, perchè rientra nelle ( cattive ) abitudini della SBE; ad ogni modo, IMHO, era difficile anticipare qualche vignetta senza far vedere il "Cobra" , ma la storia, a mio modo di vedere, non ci ha perso granch?, e anzi , la ricomparsa inaspettata di un nemico messo fuori combattimento pochi numeri prima potrebbe anche avere attirato l'interesse dei lettori.

Beh.... non dico che l'apparizione (sempre che non ricordi male) del brutto ceffo ;):P di Pedro Galindez in un promo non abbia potuto calamitare l'attenzione, però pensa che bella la sorpresa! Vabb? che dopo "Il ritorno del Carnicero", "Il ritorno di Yama", "Il ritorno della Mano Rossa" (che non era la Mano Rossa), e i vari ritorni di Mefisto vivo moribondo o morto.... IMHO questo genere di titolo funziona quando una storia apre un albo. Mi spiego: finisce, ipotesi, la storia di Bourbon Street e deve uscire il n. 579. Allora va bene un titolo tipo "Il ritorno di Tizio", perchè tutti pensavano che Tizio fosse ormai fuori portata, morto o all'ergastolo a Yuma. Hai un bel mese di tempo per pensare a come sarà questo ritorno. Invece, se l'avventura è già iniziata e per tutto l'albo hai "sentito" la presenza di un misterioso nemico la cui identit? sarà svelata nel prox numero, è inutile anticipare le mosse. ;)

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Oltre al ritorno del "Cobra", vi è anche un legame - più sottile - tra questa storia e "L'uomo con la frusta":

il personaggio di "padre" Venustiano, frate che ha buttato la tonaca alle ortiche per diventare desperado ( conservando però una notevole abilità nel "recitare" da frate ), potrebbe essere visto come la versione rovesciata di padre Elias, l'ex compagno d'armi di Galindez che in "L'uomo con la frusta" aveva abbandonato ( almeno in linea generale ;);) ) le armi per il saio. Per suprema ironia della sorte, però, anche Venustiano ( come padre Elias ) avrà un ruolo molto importante ( e, almeno in parte, volontario ) nella positiva risoluzione della vicenda: una sua imbeccata mentre sta spirando metter? Tex e Carson sulla pista del capitano Baker ( anche se forse i due rangers ci sarebbero potuti arrivare da soli, visto che Galindez stesso, all'inizio del n. 379 aveva loro raccontato come e dove avesse conosciuto quel venale ufficiale Usa ), mentre in seguito la visione del suo spettro determiner? il crollo psicofisico e la morte del "Cobra" nella cripta della chiesa del villaggio abbandonato
.

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Solo dopo un anno di distanza dalla sua prima apparizione, ritorna uno dei comprimari piu' riusciti dalla penna di Nizzi:Pedro "Cobra" Galindez. L'astutissimo desperado che nella splendida storia de "L'uomo con la frusta" copri' un ruolo di assoluta importanza nel mega complotto ai danni di Tex e Montales.
Questa storia di ben 349 pagine puo' essere considerata quindi, come il continuo ufficiale del capolavoro di Nizzi uscito nel corso del 1991, anche se, la complessita' della trama e' soprattutto l'epicita' della storia e' ben diversa.
Cio' non toglie che questa storia che vede il ritorno di Galindez sia un vero e' proprio gioiellino, pieno di colpi di scena e con una sceneggiatura ben curata e ben pensata, con la partecipazione fondamentale di Cochise che svolge un ruolo tutt'altro che irrilevante. Tex e Carson sono in gran forma e malgrado siano beffati piu' di una volta dall'ex capitano Baker e da Galindez, e indirizzati sulla buona strada da alcune confessioni come quella di Venustiano e dello stesso Baker in punto di morte, sono sempre loro, due tizzoni d'inferno che non si perdono mai d'animo e che trovano sempre il tempo di beccarsi e di scherzare, anche nei momenti di alta tensione e di difficolta'. La scena finale che vede un Pedro Galindez talmente sopraffatto dal rimorso di coscienza da avvertire la presenza di Venustiano nella cripta e' da applausi e molto glbonelliana.
Sono del parere che Fusco in quegli anni abbia raggiunto il massimo livello del suo stile, sia nella rappresentazione di Tex e sia nell'illustrazione dei paesaggi messicani. E stiamo parlando di un artista che all'epoca aveva gia' superato la sessantina.


Frasi da segnalare:

Carson rivolgendosi a Tex:"sbaglio o mi stai rubando il mestiere?sono io quello che deve fare i complimenti alle belle donne, non tu!"

Tex:"geloso?"

Carson:"Impiccati"



Storia:9
Disegni: 8


Ecco un disegno inedito di Fusco che riprende la fine orrenda di Pedro "Cobra" Galindez, tra teschi e sensi di colpa:


Immagine postata

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Altre battute memorabili di questa storia.
Nel n. 380 Tex e Carson, giunti all'ufficio postale di Douglas per telegrafare al generale Davis, scoprono di avere una taglia sulla testa e si ritrovano assediati da una improvvisata "posse", formata da cittadini ansiosi di intascare i 5.000 dollari promessi; nel frattempo giunge lo sceriffo.
Carson: "Ehi! E' arrivata la legge!"
Tex: Non farti illusioni, vecchio mio, a questo punto l'unica legge riconosciuta è quella delle Colt e dei Winchester!

Sempre nel n. 380; Pedro Galindez osserva al coperto i rurales che, dopo aver sterminato i suoi bandidos con il determinante appoggio di Tex e Carson, ne raccolgono i cadaveri:
Galindez: "Muy bien!... A quanto sembra i miei ex companeros hanno già ricevuto la loro razione di metallo.... ma purtroppo per quei pobrecitos era piombo anzich? oro!

Sempre a proposito di Galindez, Mauro Traversa, nella voce che l'Enciclopedia del fumetto di Ubc gli ha dedicato ( cliccare qui per leggerla ), si è chiesto se il desperado volesse o meno spartire il bottino con il capitano Baker. In realtà, almeno a mio parere, non vi può essere alcun dubbio in proposito: se Galindez, nonostante sia ben conosciuto da donna Ramona, la proprietaria della bisca - locanda di Nasco in cui ha dato appuntamento a Baker, decide di entrare nella stanza del suo complice dalla finestra è perchè vuole liquidarlo senza che nessuno possa ricollegare la cosa a lui, in perfetta coerenza con la sua forma mentis di perfetto traditore, pronto ad abbandonare qualunque causa e qualunque complice o companero in nome del proprio interesse personale. Se ne "L'uomo con la frusta" la cosa lo rendeva alquanto vulnerabile perchè quasi privo di carisma ( Tex non faceva nessuna fatica a portare dalla propria parte i guerrilleros della sua banda esibendo le prove del suo doppio gioco ), qui lo rende un obiettivo molto elusivo per Tex e Carson.

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Anche questa volta mi trovo in disaccordo con il resto del gruppo, questa volta in meglio, nel senso che valuto migliore del racconto "L'uomo della frusta" questo secondo episodio che vede la presenza di Galindez. Ogni tanto consentitemi di fare la parte dell'eccezione che conferma la regola :trapper: Trovo la storia molto ben strutturata e bellissimo il ruolo di protagonista riservato a Cochise. I disegni di Fusco sono ottimi, Fusco non raggiunge le vette di Ticci, di Giolitti o di Villa ma per certe storie come questa o le due ambientate a New Orleans è perfetto. Voto 9 a storia e disegni.

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Anche a me questa storia è piaciuta molto, anche se ho trovato poco adatti i titoli scelti ad eccezzione di Guerriero apache, che allude alla figura di cochise che effettivamente in quell'albo fa una gran bella figura rivelando le sue doti di capo e condottiero, ma lo stesso discorso non vale per la legge della colt, titolo che fa riferimento alla frase pronunciata da tex all'interno dell'ufficio postale, ma che secondo me non rende a pieno con ciò che viene narrato successivamente, neanche il regno del silenzio mi ha convinto, questo titolo infatti sarebbe stato adatto per una storia di sette misteriose che vivono in un luogo spettrale ed abbandonato, invece il confronto con la cripta in cui galindez tira le cuoia a mio parere non regge. Ripeto che la storia è bella e molto ben orchestrata, però io avrei scelto titoli diversi.

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Direi proprio di no; del resto, lo stesso Galindez, quando sorprende Tex e Carson che stanno facendo cantare il capitano Baker, spara a quest'ultimo, ma non si sogna minimamente di aspettare a più fermo i due pards perchè, come lui stesso dice "non vale la pena di rischiare la pelle contro quei due serpentacci"; di conseguenza, se ci fosse stata una bench? minima possibilità di evitare di affrontare Tex a singolar tenzone, l'avrebbe certo colta. Del resto, "El Cobra" tanto ne "L'uomo con la frusta" che in "Guerriero Apache", preferisce il fare agire gli altri ( strumentalizzandoli ) all'agire in prima persona: in queste due ampie storie ammazza in prima persona soltanto Baker e solo perchè non ha più complici ( effettivi o involontari ) da sfruttare all'uopo.

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Finito di leggere quello spettacolo che è L'Uomo con la frusta, mi è subito venuta voglia di rivedere Il Cobra, e sono andato a riprendermi questa storia. Anche questa può dirsi un vero e proprio gioiello: Cobra smagliante più che mai, Cochise protagonista, "Padre" Venustiano che non è solo, come propone il "nostro" Pedro Galindez, il rovescio di Padre Elias: la sua figura mi ha ricordato infatti Padre Carson della Leggenda della Vecchia Missione; come dire, chi di tonaca ferisce... Sul fatto che Galindez volesse tradire Baker, non capisco perchè vi siano dubbi: è evidente dai pensieri che Nizzi attribuisce al Cobra che le sue intenzioni sono proprio quelle.

Non mi convince molto la scena in cui il Cobra ha tutto il tempo di nascondere i lingotti sostituendoli con sassi. Un p? di tempo ce l'avrà messo: i suoi companeros, e soprattutto il sospettoso Matias, non si sono chiesti che cosa ci facesse nella chiesa per così tanto tempo il Cobra? O forse pensavano che pregasse? :D . Scena superlativa è invece quella finale, nella cripta: per riprendere il precedente post, io non trovo sbagliato il titolo, ma la copertina del buon Galep, e non per il disegno in sè, ma per il particolare del serpente che fregia la parete del sepolcro: è chiaro che, se ci metti un serpente, pensi immediatamente a un simbolo orientale, e quindi a qualche setta. Se, al posto del serpente, ci fosse stata la croce, si sarebbe immediatamente capito che il Regno del Silenzio altro non era che una cripta cristiana. La scena ivi ambientata, dicevo, è magnifica, e anch'io, come il sempre ottimo Pedro, credo che Padre Venustiano fosse la proiezione mentale di un già suggestionato Galindez e non un elemento oggettivo, e quindi soprannaturale, che sicuramente qui avrebbe un p? stonato. Non mi è piaciuta, invece, la "fifa" di Carson che fa scendere Tex da solo nella cripta: questo aspetto del Carson di Nizzi mi infastidisce non poco, e purtroppo non è poi tanto infrequente.
Fusco grandissimo: ci ha fatto fare davvero un viaggio nell'old Mexico. Piccolo OT: sul retro dell'albo Il Regno del Silenzio vi è la pubblicit? del Texone Fiamme sull'Arizona, altro capolavoro di quegli anni straordinari, nizzianamente parlando: quando mettiamo in discussione NIzzi (e ci sta, per carit?), ricordiamoci anche quello che ha fatto per Tex. Storie bellissime, che si susseguivano uno dopo l'altra, e scusate se è poco. Modificato da Leo

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In quel periodo, quando venne pubblicata questa storia, ero piuttosto critico con Tex ma dipendeva quasi esclusivamente dal rapporto che in quel periodo avevo con il mondo dei fumetti in generale. Dico questo perchè molti di quegli albi, come questi che compongono questa storia, non mi entusiasmavano affatto ma riletti ultimamente, invece, li sto rivalutando...

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Molto bella questa storia, certo non ai livelli de " l'uomo con la frusta" ma davvero un buon seguito. Galindez non avrebbe avuto la minima possibilità di battere Tex in un regolare duello... e d'altronde non è la sua specialit?... lui è l'emblema del tradimento degli ideali, l'opportunismo ed il cinismo fatto persona. Insomma, " Cobra" mi è proprio antipatico... anche se alla fine mi è dispiaciuto per la sua fine, un suo secondo ritorno ci sarebbe anche potuto stare. Mi è piaciuto anche il ruolo attivo di Cochise al fianco di Tex. Ottimi i disegni di Fusco, che quando si esce dagli USA ( Messico e Canada) d' il suo meglio. Voto: 8

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Penultima storia del Filone messicano del Vecchio Leone...una storia che manca il capolavoro per poco,ma risulta comunque ottima e magnificamente sceneggiata.la storia è articolata in modo eccellente,come solo il Nizzi dei tempi migliori era in grado di fare...

Con la scusa del carico d oro da recuperare,i pard vengono gabbati dal verme di Galindez,coadiuvato da un ufficiale traditore...un vero genio del Male il buon Galindez,in grado di gabbare tutti ma finendo punito dal.destino e da "padre" Venustiano,che non solo in punto di morte rivela a Tex dive si nasconde il Cobra,ma lo uccide facendolo morire di paura nella Cripta!

Un piccolo appunto su Cochise:il grande e glorioso capo apache in questa storia è DAVVERO il re degli apache,un fine stratega e il fratello di sangue di Tex.

Storie così non sono facili da scrivere...

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