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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[250/252] Giungla Crudele

Voto alla storia  

34 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta

Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Agosto 1981 - Ottobre 1981
Inizia nel numero 250 e finisce nel numero 252

 

 

Un branco di Apaches evasi compie massacri ai confini della riserva navajo! Kit Willer, visto uccidere il suo migliore amico indiano, cade in uno stato di malinconia: per risollevarlo, il fotografo O'Sullivan lo esorta a seguirlo in una spedizione scientifica diretta all'istmo di Panama con una scorta di marines per studiare la possibilità di aprire un canale. Tempo dopo, informato dall'amico colonnello Turner che la missione potrebbe subire dei sabotaggi, Tex raggiunge Kit, in tempo per scatenare una rissa al ricevimento consolare di Cartagena! La spedizione scientifica è oggetto di atti di sabotaggio e di aggressioni già prima di inoltrarsi nella giungla. Poi, nel pericoloso inferno verde è fra sciami di insetti, vedove nere e serpenti velenosi è il gruppo di esploratori al quale si sono aggregati Tex e Kit Willer viene ripetutamente attaccato dai Guaym, sanguinari indios bravos che scagliano frecce avvelenate! E il tradimento si annida anche tra i marines di scorta alla missione? Pur decimata dagli indios bravos e rallentata dai sabotatori, la spedizione nell'istmo di Panama riesce ad abbandonare il regno dei feroci Guaym. Il territorio dei Cuna di Cayapa non è meno pericoloso: Tex e Kit, per uscire vivi dal villaggio dove erano andati a parlamentare, devono prendere in ostaggio il capo della tribù, venendo a sapere che era stato colmato di doni dai misteriosi nemici, proprio per ostacolare la missione. Ma giunge alla fine il momento della resa dei conti, quando Tex scopre il volto dell'insospettabile traditore!


© Sergio Bonelli Editore

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Sotto l'impenetrabile volta della foresta panamense, il caldo dell'aria irrespirabile e i tronchi, le liane e i cespugli che moltiplicano per dieci la fatica di ogni movimento ( prendo questa descrizione da Nolitta), Tex e suo figlio devono fronteggiare avversari infidi come gli indios bravos e i cuna ma anche traditori insospettabili che si celano tra le fila della stessa spedizione scientifica e militare che ha il compito di sondare il territorio per lo scavo dell'istmo.

Un tipo di nemico inusuale per Tex che pur essendo grande conoscitore di anime si lascia ingannare. Non gliene facciamo una colpa, nel west ci sono dei valori in cui si può credere, che la civilt? ( dell'est ) che avanza non ha ancora distrutto: è lo stesso Phil Turner ad affermarlo, ma sono valori che si possono anche perdere e questo Tex lo scoprirà solo alla fine della storia e pagando a caro prezzo la sua "ingenuità". Il legame affettivo dell'amicizia gli impedisce infatti di leggere la verità negli occhi dell'antagonista.

Se dei quarantaquattro uomini che formano la comitiva, in teoria chiunque potrebbe essere sospettato, lungo il corso della storia è lo stesso Turner a suggerirgli, ripetutamente e lo sottolineo, la chiave del mistero. Phil Turner è un essere ambiguo, disgustato dal mondo corrotto della politica, che rimpiange amaramente il west assolato che si è lasciato alle sue spalle, dove i nemici quando ti affrontano ti guardano negli occhi. Uno che assomiglia molto agli eroi negativi nati dalla penna di Boselli, a metà strada tra il bianco e il nero, ma che alla fine propende e non poteva essere diversamente per l'inferno, l'unica via di uscita per il crimine di cui si è macchiato.

Correva la calda estate del lontano 1981 quando questa storia apparve in edicola. La data è impressa indelebilmente nella mia mente perchè in quei giorni per la prima volta mi sono avvicinato al mondo avventuroso di Tex.

Una storia dal ritmo serrato, storia di sudore, passioni e tradimenti, fortemente evocativa nei paesaggi, quelli dell'Arizona, delle scene portuali e marittime, della città di Cartagena o della baia di Portobelo, il villaggio dei pescatori e ultima la giungla, che si anima e diventa protagonista come ad esempio nelle scene della vedova nera o in quella ancora più emozionante in cui Tex uccide il serpente, tutto questo è la nona storia di Nolitta.

Erano gli anni in cui lentamente iniziava il declino della vena creativa di Bonelli, anni in cui egli lasciava campo libero alle sperimentazioni del figlio e non mancavano le critiche da parte di molti lettori che abbandonarono la serie. Possiamo dire a torto. Perchè il Tex di Nolitta è certamente diverso da quello di GLB, ma lo supera per certi versi. In ogni caso abbiamo in questa storia un eroe duro e tosto, se pensiamo che sono addirittura sei le scazzottate che si susseguono lungo i tre albi, memorabili le prime due ( entrambe ne Il solitario del West ) contro i marinai della Sea Glory ( 40 vignette su 9 pagine ) e contro gli ufficiali colombiani durante il ricevimento ( 53 vignette su 12 pagine ). La rissa durante la festa nel palazzo, tra i pappagalli impomatati, è epica e unica nel suo genere. Ma la festa si segnala anche per l'irresistibile scena comica del diverbio con l'ambasciatore, dove si sente fortemente la mano del guascone Nolitta: assolutamente da rileggere!

Un breve appunto, tanto per restare in tema, è il ruolo svolto da Kit Willer. All'inizio della storia, la morte del navajo Tawaska conferma la tesi che non è molto prudente essergli amico. Sorprende l'esitazione e la preoccupazione del padre, restìo a farlo partire alla volta di Panama per accompagnare la spedizione, le rimostranze di O'Sullivan sono anche le nostre, ma Tex se ne esce alla grande con una battuta che ci mostra un lato insospettabile della sua umanit?. Peccato per Carson, che compare all'inizio della storia, ma non riesce ad imbarcarsi sulla nave diretta a Cartagena. Se proprio devo citare una nota negativa, è questa.

I disegni di Ticci sono come sempre stupendi e sorprende la sua capacità grafica di adattamento ad ambienti come quello tropicale, che sembra affrontare con la stessa familiarità del soggettista, che ricordiamo è pur sempre il creatore di Mister No, evidentemente qui a suo agio. Belle anche le tre copertine di Galep.

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Riporto dal vecchio forum il messaggio di risposta di Mister P.


La rissa durante la festa nel palazzo, tra i pappagalli impomatati è epica e unica nel suo genere. Ma la festa si segnala anche per l'irresistibile scena comica del diverbio con l'ambasciatore, dove si sente fortemente la mano del guascone Nolitta: assolutamente da rileggere!

:D:D


Tra l'altro, in questa scena, Nolitta fa scoprire un altro lato che Bonelli padre non aveva, se non indirettamente, quasi mai affrontato: il patriottismo di Tex, non quello di tipo ottuso, ma quello di chi s'è trovato in mezzo ad una guerra civile, quello di chi lotta perchè la giustizia trionfi, quello del pioniere (o, nel caso di Tex, del figlio di pionieri) abituato a spaziare e a sopravvivere in un territorio vasto come quello del Sud Ovest. A cui non piace che il suo Paese sia definito quello die 'vaccari'.
Phil Turner, dalla fattezze di Kirk Douglas, è diventato uno dei cattivi storici della saga di Tex. Da notare la differenza tra GLB e Nolitta quando avviene la morte di un nemico "grigio": nel caso di un Lucero è il Destino a compiere Giustizia, nel caso di Turner tutto è riportato su toni meno epici e progressiti (l'indio che ha imparato ad usare le armi e che cerca una sorta di emancipazione dall'uomo bianco).

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Guest Wasted Years

Vorrei che rileggessero questa storia tutti coloro che pensano che Nolitta non scirvesse grandi Tex. Ci sono molte scene avventurose, colpi di scena, scene cichiane come quella del discorso dell'ambasciatore eppoi i disegni, ah i disegni di Ticci, che meraviglia. Ambientazione strana, Kit depresso, storia marinara, gli spunti atipici, la giungla. Ingredienti di una storia tra le mie preferite in assoluto.10, manco a dirlo.

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Ma la festa si segnala anche per l'irresistibile scena comica del diverbio con l'ambasciatore, dove si sente fortemente la mano del guascone Nolitta: assolutamente da rileggere!

Il diverbio di cui parli è quello in cui Tex cerca disperatamente di informare l'ambasciatore della salute di una sua vecchia conoscenza e viene continuamente interrotto dall'arrivo di personaggi più "importanti" di lui, finch?, quando l'illustre personaggio decide di ascoltarlo, gli dice tutto compunto che il tizio deve essere ormai morto di vecchiaia?Mitico! :lol:

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Guest Wasted Years

In questa storia bellissima, nonostante la figura da piccione che ho postato :D (tipicamente nolittiana :capoInguerra: ), ho notato una particolare curioso.

Boruca insegna Tex una cosa che il nostro agente indiano dovrebbe sapere bene!

Immagine postata

Appare spesso nelle storie di Tex il particolare del sacchetto della medicina che costringe chi muore senza alla dannazione...
Svista o cosa?

:lupod:

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Bisognerebbe vedere qual'? il primo caso in cui Tex minaccia di strappare il "sacchetto della medicina" a un indiano; d'altronde, il nostro ranger non è obbligato a sapere che in questo caso le usanze degli Indios Bravos di Panama sono identiche a quelle degli indiani che conosce; se Tex pensasse che indios e indiani sono tutt'uno, potrebbe anche provare ad esibire il "sacro wampum" per togliersi dai guai... ;);)

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Guest Wasted Years

In effetti i rilevi mossi da Pedro sono più che logici. A questo punto la questione si riduce ad una semplice curiosità, anche se Tex non dice a fatto a Boruca di conoscere un usanza simile negli indiani del nord America, e sembra cadere dalle nuvole. Diciamo anche che sarebbe curioso anche sapere se Tex adopera quel sistema in Arizona o Messico prima di quel numero...

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Grazie ad una cartolina di Claudio Villa postata da The Lord, sono riuscito a ricordarmi che un sistema del genere per estorcere informazioni a un indiano era stato usato da Tex in "Sulle piste del Nord"; la cosa comunque non indica una svista di Nolitta perchè gli indiani canadesi ( come quello della storia in questione ) sono ancor più distanti ( e non solo geograficamente... ;) ) dagli Indios Bravos di Panama di quanto non lo siano gli Apache o i Navajos.

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Guest Wasted Years

Non implica contraddizione ma è piuttosto singolare che Tex non faccia cenno di riconoscere l'argomento. Sembra che Boruca insegni al nostro bravo ranger qualcosa di nuovo. Magari non è stonatissimo, ma nemmeno attonatissimo, il particolare...

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Storia molto bella, avventurosa e misteriosa al punto giusto. Una storia che ha un inizio molto originale ma poco sviluppato... si parte con tex che osserva delle tracce ma che fa capire poco al lettore

c'è un trio di indiani ma non si capisce ne da dove scappano ne come hanno fatto, lo stesso tex si esprime dubbioso, tuttavia non ci sarà una risposta
. Anche tex è diverso dal solito inizialmente (tex che si mette ad osservare interessato delle fotografie???) e anche molto "scherzoso" anzi tutta la storia fornir? al lettore scene con battute che rubano una risata...
per citare due esempi basta vedere la scena al porto con carson e la scena tra tex ed un giovane navajo
. Tuttavia gia dal primo albo si comincia a prospettare una storia ricca, come gia detto, di avventura che verr? confermata anche in quelli successivi. Nel secondo e terzo albo si ha la seconda e ultima parte della storia con i personaggi continuamente messi sotto pressione dai pericoli che offre la foresta colombiana. Un bellissimo finale con tanto di sorpresa chiude un avventura che consiglio di leggere a chi non ancora l'ha fatto. Mi unisco a chi avrebbe voluto vedere carson nell'impresa, secondo me sarebbe stato proprio adatto, ma forse l'albo ha voluto privileggiare il rapporto padre figlio tra tex e kit. Belli anche i disegni di Ticci che descrivono egregiamente la fauna e le bellicose tribu indigene.voto:8

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Uhm.
Oltre l'ultima pagina non mi sembra ci sia un grande lavoro di Monti , forse ha solo inchiostrato qualche particolare, niente di più...
Oltretutto, l'ultima pagina di quest'aventura mi ha sempre incuriosito perchè non sembra l'ultima pagina; sembra "aggiunta": infatti, pag.113 de " il volto del traditore" sembra essere l'ultima pagina vera, e questa vignetta quella conclusiva dell'avventura:

Immagine postata
(tratta da Collezione storica a colori,104)

Cosa può essere successo?
Che sergio Bonelli abbia sbagliato i conti delle pagine mi sembra improbabile, allora ipotizzo che per qualche ignota ragione,
qualche tavola sia stata rimossa...
A questo punto perchè, in che punto?..

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Ci sono sorie che hanno profondamente segnato la saga del nostro ranger, e sicuramente quella che iniza ne Il solitario del west è una di quelle. Una storia, se vogliamo, profondamente atipica, ambientata nella giungla panamense, una storia profondmente Nolittiana ( tant'? che gli "sfondi" ricordano tantissimo quelli di Mistr No) ma con un tex veramente d'annata.
Una storia epica dove il legame padre-figlio ( spesso presente nelle storie nolittiane ) è più forte che mai, una storia ricca di azioni, colpi di scena, agguati, ambieti ostili... Una storia UNICA nel suo genere. Come ha detto giustamente Wasted prima di me, questa storia è un vero e proprio INNo alla texianit?, Nolita ci regala infatti un ranger grintoso, duro come il granito, capae di mettersi alla guida di uomini disperati e di portarli verso la salvezza. E' una storia dove l'assenza di Carson (qui costretto a poco più che un cammeo ) è più che egregiamente colmata dal giovane Willer ( anche se, va detto, il giovanotto è scevro di quella "vena comica" che caratterizza da ormai lungo tempo il vecchio ranger ).
Una storia costellata di "mitiche" scene come ad esempio il free for all al ricevimento indetto dall'amabasciatore statunitense. Fantstica la sequenza dell'assedio nella giungla e spetacolare l'uccisione della mantide da parte del nostro durissimo ranger.
Bellissimi i due principali presonaggi di contorno ossia il viscido Phil Turner e il caparbio Timothy O'Sullivan. Due personaggi che, vuoi per la sua cattiveria il primo e per la sua spericolatezza giornalistica il secondo!!

Grandiosi i disegni di Ticci ( inarrivabili tanto nel classico B/N quanto nella versione a colori di repubblica ) capaci di are alla storia quel tocco di "claustrofobia" di cui necessita.

Un solo voto per questa storia : 10 e LODE

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COMMENTO CHE PUO' CONTENERE SPOILERAppena finita di leggere sul cartonato del 2000 "nell'inferno verde",.. che dire... su questa storia Nolittiana di tex ci sarebbe tanto da scrivere e commentare, sopratutto per le numerose novità che vengono apportate in questo episodio a cominciare dalle ambientazioni, del tutto insolite nel tex tradizionale,.. con foreste impenetrabili, temporali tropicali, giungle enormi è animali velenosi. Un altra novità in cui viene sottoposto il lettore e indubbiamente lo svolgimento della storia.. di cui si passa dal tex solitario, sulle tracce dei soliti predoni apache nel territorio dell'Arizona, al tex insolito.. impegnato a far vivere un gita di piacere al suo kit in mezzo ai geologi e minerologhi... Inutile nascondere che la storia è sicuramente tra le più belle dell'intera saga texiana.(mi associo in pieno ai commenti di Wasted e il Colonello)Una storia imprevedibile piena di tradimenti e misteri.. ? sopratutto piena di situazioni esilaranti e simpatiche come la scazzottata al ricevimento del console, oppure la scazzottata al porto.. DIVINE!!Sui disegni poco da dire se non PERFETTI Ticci in questa avventura riesce a trasmettere il meglio di sè con ambientazioni straordinarie e ben curate.. non sè quanti di voi abbiano il cartonato ma vi assicuro che vedere questa storia in formato maxi e tutta a colori è un'opera d'arte!!VOTO 10 E LODE!!!!!!

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Credo che alcune tavole, sia per il tema che per le ambientazioni trattate, nascano appositamente per il tradizionale formato bianco-e-nero.. altre invece lasciate in bianco e nero risulterebbero storie alquanto spente. Nel senso che questa storia a colori,(sia mondadori o repubblica), abbia raggiunto vette che il bianco e nero all'epoca non aveva raggiunto.

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Questa è la miglior storia scritta da Nolitta per Tex, o almeno io l'ho sempre considerata come la migliore!!L'inizio è drammatico, Tex e Tiger in apprensione per la sorte di Piccolo Falco che si trova sulla stessa pista percorsa da tre pericolosi e feroci Apaches evasi da un penitenziario. Nessuno da un simile inizio poteva immaginare dove ci avrebbe condotto l'autore nel proseguo dell'avventura. Il giovane Kit assiste impotente alla morte del giovane amico e ne rimane profondamente colpito, tanto che giunge in uno stato di depressione rifiutandosi di "giocare" con i coetanei Navajos. Un ruolo fondamentale è giocato dal personaggio di O' Sullivan, fotografo realmente esisitito che Nolitta si diverte ad inserire nell'universo Texiano e che diventa subito simpatico agli occhi dei lettori. Il fotografo che gira a zonzo con il suo carrozzone per il West, fotografando ambienti e caratteristici indiani, viene salvato da Kit durante lo scontro con i tre evasi Apaches. Durante una specie di vacanza che si prende al villaggio Navajo, propone e descrive con gran fervore a Tex la difficile missione in cui si sta per imbrancare, pensando di coinvolgere il giovane Willer che naturalmente accetter? sotto lo sguardo apprensivo e un p? titubante del padre. La seconda parte della storia val la pena ricordarla per il bellissimo pestaggio dopo il ricevimento a cui Tex e Kit devono assistere di malavoglia. Ricchissimo di gag esilaranti e personaggi divertenti come il Console! :DMa è la terza parte che rimane nella memoria dei lettori ed innalza notevolmente il valore della storia. Già l'ambientazione originale della Foresta aiuta a ricreare un atmosfera angosciante: il caldo, animali pericolosi, i pericolosi indigeni, traditori e sabotatori della spedizione vanno ad arricchire uno schema perfetto. Una storia che ho riletto tante volte fino a consumarne le pagine!! Il finale con lo smascheramento del traditore, la prima volta che lo lessi fu un bel colpo di scena. :inch: Voto 10I disegni di Ticci sono un capolavoro, anche in un ambientazione che di Western ha ben poco!! :):trapper:

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Oggi ho letto un classico zagoriano scritto proprio da Nolitta,"I ribelli della Louisiana", nn.101-103. Nel secondo albo, una scena molto bella e divertente non poteva non farmi tornare in mente "Il solitario del West", e uno dei suoi momenti texianamente migliori!Ricordate quando Tex, mediante schiaffetto sul viso, viene sfidato da un tenentino spocchioso e patriottico? E ricordate quando Tex sceglie come arma i cazzotti, e fa volare il tenentino sulla tavola imbandita?Ecco, questa scena è puro autocitazionismo! :D Perchè nel secondo albo della trilogia zagoriana avviene la stessa cosa. Zagor viene sfidato a duello da un giovane aristocratico, anche lui fervente patriota, sempre con uno schiaffetto sul viso-solo che questa volta non c'è il guanto del tenentino texiano. Al che anche Zagor fa volare con un pugno poderoso il giovanotto sulla tavola imbandita. Quindi, pur con le dovute differenze (duello con fioretto per Zagor, mega scazzottata per Tex), le scene sono quasi identiche, anche per la vicinanza caratteriale (entrambi giovani, spocchiosi, e fortemente patriottici) degli avversari dei due Eroi. Sempre in questa storia di Zagor, e sempre nella scena con l'aristocratico giovane patriota, ho visto un altra cosa molto vicina a quella che Nolitta farà in seguito con "Il segno di Cruzado"... ma l'analogia fra le due storie non ?, secondo me, forte come nel caso precedente.

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Mitica storia, c'è dentro tutto, avventura, tensione, umorismo, suspence e sorpresa finale. La storia si svolge in uno scenario inconsueto per Tex ma non ne risente affatto anzi dimostra che si può uscire dagli ambienti consueti facendo ugualmente delle ottime storie. Nonostante la storia sia caratterizzata da un alto tasso di tragicit?, basta contare il numero di morti finali, non mancano i momenti umoristici, ai già citati aggiungo il siparietto in cui Tex fa volare il giovane navajo nell'identico modo fatto dal figlio tra l'ilarit? dei compagni. Bellissimo il modo come fino a pochi attimi prima SB riesce a non far capire l'identit? del traditore. Non posso finire prima di dare il giusto omaggio ai disegni di Ticci, magari mi ripeter? ma anche in questo caso sono assolutamente STUPENDI. Voto 10+

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Scusate ma chi ha dato 6 a questa storia?Rispetto l'opinione di tutti naturalmente e ovviamente ammetto che a qualcuno possa non essere piaciuta ma non riesco a non domandarmi come non si possa amare una storia del genere. Mi piacerebbe sapere cosa non è piaciuto al misterioso amico che ha assegnato questo sei visto che non ha lasciato nessun commento (tutti i post prima del mio sono positivi). Boh...

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Trattasi di una storia memorabile poich? contiene tre diversi scenar?: il primo riguarda il West americano ossia la morte dell'amico di Kit e l'incontro col simpatico fotografo, il secondo il viaggio verso la Colombia e il ricevimento con i personaggi più in vista della società colombiana e l'ultimo la giungla con i suoi pericoli sia naturali (la fauna), sia umani (le tribù ostili, il traditore). Una scena che ho gustato assai è stato il ricevimento: in primis Tex tratta in modo secco l'ambasciatore, dopo aver cercato di intrattenere una conversazione con il diplomatico, e che dire del pestaggio? La fama di Tex è diventata internazionale, sotto questo punto di vista. Bellissimi i disegni di Ticci, specialmente i paesaggi. Il suo Tex è stupendo: ha il volto di un uomo duro ma giusto, e così deve essere. C'è tuttavia una vistosa ma comunque piccola incongruenza: a pagina 69 de "Il solitario del west" Phil Turner parla del maggiore Martin e Tex chiede se lo conosce domanda alla quale il colonnello risponde dicendo di non averlo mai visto. A pagina 78 Martin chiama Turner per nome e i due si parlano come se si conoscessero piuttosto bene, anzi il maggiore lo chiama "vecchi mio". A pagina 21 di "Giungla crudele" Turner si rivolge a Martin dando del voi e il maggiore dice "certo, mister Turner, certo!Questa incongruenza, è bene evidenziare, non toglie qualcosa al fascino della storia, che rester?, a mio parere, intramontabile.

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riletta dopo una vita questa storia ieri notte, e che dire:il miglior Tex di Nolitta di sempre :inch: Il buon Sergione ha voluto spedire il nostro ranger in alcuni posti a lui cari e che son più familiari ad un'altro suo ''amore'', e cioè Mister No sisi Ps:Le ambientazioni straordinarie, i personaggi secondari molto ben caratterizzati(ah poi Turner è la copia spoutata del Douglas caro a Kubrick e visto nel film Spartacus) e i disegni mitici di Ticci, fanno di questa storia l'apoteosi del Tex anni Ottanta e di una generazione:ai quei tempi non c'era di meglio del ranger, poco ma sicuro :old: voto 10 e con lode pure ::evvai:: Ps:alcuni personaggi visti in quella storia li avrei riproposti ancora oggi dopo trent'anni eh sisi

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Voto massimo per questa storia del duo Nolitta-Ticci, indimenticabile avventura caratterizzata non solo dall'avvincente storia, ma dai luoghi incantevoli e pericolosi dove il nostro ranger si inoltra. Personaggi ben caratterizzati e un Tex di una vivacit?, un intuito ed una freschezza incomparabili. Sicuramente se non l'assoluta,? la migliore storia di Tex che abbia mai letto e rileggendola,(pur conoscendo già il sussegursi dei fatti), scorre velocemente e con un interesse pari alla prima volta che l'ebbi fra le mani. Incomparabile.

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cavolo leggendovi mi pento di non avergli dato dieci!Gli do nove e mezzo... per me è un capolavoro. Poi è la prima storia di Tex che lessi, i primi tre albi comprati da mio padre in una bancarella... quanti ricordi... certo che leggere una storia del genere a sei anni può essere meraviglioso e a tratti inquietante. Inquietante perchè non avevo mai letto qualcosa di simile. Troppo, troppo adulto Tex! Che differenza con i miei tanto amati fumetti di Blek, Miki, Mark, Il Piccolo Sceriffo, che leggevo a cinque anni. Leggere Tex fu un'iniziazione. La storia parla da sè. Discorsi a parte sull'atipicit? di Nolitta, sul Tex bonelliano o meno, questa storia si legge che è una goduria. Innovative sono le ambientazioni. La giungla è un elemento raro nelle storie di Tex. Inoltre Nolitta riversa in queste storia parte della sua magia di narratore di luoghi esotici che già si era vista nelle sue storie più mature per Mister No. Certo che Nolitta ha scritto secondo me dei capolavori assoluti. La curiosità per questa storia è che per anni ho creduto fosse di Gianluigi Bonelli. Come saprete tutti, cari pards, nessuna ha firmato le storie di Tex prima degli anni novanta, Per anni ho letto questa storia con sospetto. Da piccolo non capivo, non potevo vedere le differenze ma da "grande" mi accorsi che qualcosa "stonava", che la caratterizzazione dei personaggi era diversa e insolita rispetto ai modi bonelliani. Quando scoprii su una rubrica di Tutto Tex la verità, che l'autore di molte storie texane era lo stesso Sergio fu una vera emozione. Da allora rivedevo gli albi della mia collezione per cercare di capire quali numeri potessero essere, quali le storie sceneggiate da lui. Per esempio "La Vendetta di Tiger Jack" mi fu subito chiara l'impronta nolittiana. La curiosità stava nel fatto che nel frontespizio non compariva la scritta testi di G. L. Bonelli. Considerazioni e ricordi a parte, credo che questa di "Il Selvaggio West" sia una pietra miliare sia per la saga di Tex sia per le storie nolittiane, uno dei punti più alti della sua produzione. Anzi, nell'ottica dell'affezionato lettore e cultore di Tex, credo che le storie di Nolitta vadano rilette (dai profani e nuovi lettori) con una attenzione in più, vadano riscoperte e discusse per quelle gemme preziose quali sono, per quel riuscito e azzeccato mix di avventura, caratterizzazione più umana del personaggio Tex, atipiche dimostrazioni di stile e sceneggiatura esemplare, di profondit? nella trattazione di dialoghi, temi e paesaggi sai del west e non. Storie con la S maiuscola come questa che abbiamo tutti unanimemente votato come tra le migliori di tutti i tempi nella saga pluridecennale del nostro amatissimo ranger.

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