Vai al contenuto
il 17° Numero del TWF è online! Leggi di più... ×
TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[297/299] Fuga Da Anderville

Voto alla storia  

59 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

Meravigliosa!!!!!!La migliore di Nizzi (per me). Mi piace il periodo della guerra di secessione e l'idea (non nuova per la verità) di raccontarne una parte attraverso le gesta di Tex. Il flashback gestito con grande equilibrio tra passato e presente. L'intreccio "giallo" che non toglie nulla all'epopea del west e della guerra civile. L'interazione tra i due pard a livelli eccelsi, con giusta miscela di ironia e serietà. I personaggi delineati in modo finemente "nolittiano". Le tavole di Ticci non solo impeccabili stilisticamente (per quel che può valere il mio giudizio tecnico), ma direi magistrali da un punto di vista della capacità di trasmettere le sensazioni che voleva far passare l'autore attraverso le vicende narrate. Concordo con Shane su tutto. Aggiungo la bella figura dello schiavo e il rapporto che si è instaurato con Tex nel corso del viaggio. Rispondo parzialmente all'interrogativo di Shane sul perchè cercare il potere a 70 anni quando sei in parabola discendente. Forse perchè aveva la coscienza troppo sporca per fermarsi e pensare a ciò ce aveva fatto alla sua famiglia, ai suoi nipoti, alla sua gente e a se stesso.10 e lode a trama e disegni.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Meravigliosa!!!!!!La migliore di Nizzi (per me). Mi piace il periodo della guerra di secessione e l'idea (non nuova per la verità) di raccontarne una parte attraverso le gesta di Tex. Il flashback gestito con grande equilibrio tra passato e presente. L'intreccio "giallo" che non toglie nulla all'epopea del west e della guerra civile. L'interazione tra i due pard a livelli eccelsi, con giusta miscela di ironia e serietà. I personaggi delineati in modo finemente "nolittiano". Le tavole di Ticci non solo impeccabili stilisticamente (per quel che può valere il mio giudizio tecnico), ma direi magistrali da un punto di vista della capacità di trasmettere le sensazioni che voleva far passare l'autore attraverso le vicende narrate. Concordo con Shane su tutto. Aggiungo la bella figura dello schiavo e il rapporto che si è instaurato con Tex nel corso del viaggio. Rispondo parzialmente all'interrogativo di Shane sul perchè cercare il potere a 70 anni quando sei in parabola discendente. Forse perchè aveva la coscienza troppo sporca per fermarsi e pensare a ciò ce aveva fatto alla sua famiglia, ai suoi nipoti, alla sua gente e a se stesso.10 e lode a trama e disegni.

quel "finemente nolittiano" riferito ai personaggi della vicenda l'avevo notato anch'io quando lessi questa storia circa un annetto fa (mentre ripercorrevo tutte le sceneggiature nizziane dalla prima in poi) e avevo usato proprio questo termine. Però quest'avventura la lessi la prima volta nel 1990 credo, avevo otto anni ma non mi accorsi che era una storia un po' diversa nello stile. Mi capit? invece di accorgermi delle diverse sfumature autoriali con "Sasquatch": l' davvero mi venne il dubbio che Bonelli padre avesse un aiutante. Poi scoprii che si trattatava di suo figlio Sergio. In merito a questa stupenda storia ricordo che è una delle preferite di Boselli. Non male come dato. Inoltre penso di non sbagliare quando dico che "Fuga da Anderville" è un'avventura che avrebbe potuto sceneggiarla lo stesso Boselli per come è gestita. E qui ritorna quel"finemente nolittiano": non a caso tra i suoi numi tutelari in campo fumettistico Borden cita sempre Sergio Bonelli (a parte GLB s'intende). Peccato che Nizzi non abbia insistito a presentarci più storie di questo tipo perchè ha dimostrato che sapeva gestire bene anche le psicologie dei vari personaggi e non limitarsi soltanto a tratteggiare un Tex perfettamente bonelliano. Ok fine dello sproloquio. Anzi no: Ticci qui è ai massimi livelli. Anche nella successiva storia, sempre su testi di Nizzi, dimostrer? tutta la sua arte. Mi riferisco a "Il Ragazzo Selvaggio". Decisamente da "Fuga da Anderville" in poi Nizzi ha inanellato una serie di storie una più bella dell'altra. Che sceneggiatore! Onore a lui!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Si hai ragione Ulzana. Io lessi questa storia nel 1985 all'epoca della sua uscita. Ricordo che ero al mare ad Alassio (Liguria) nella quindicina tra fine luglio e inizio agosto e acquistai "Gli avvoltoi" in cui si concludeva la storia di Nizzi e Monti e iniziava questa. Poi acquistai "Territorio nemico" il secondo albo della storia. A settembre rientrato a casa, poco prima di riprendere la scuola acquistai dopo quasi un mese di trepidazione il terzo e ultimo albo della storia, appunto Fuga da Anderville. Che bei ricordi. Anche di Sasquatch penso un mondo di bene, magari ne parliamo nell'apposita sezione. Quanto a Nizzi un assaggio delle sue doti migliori lo aveva dato esattamente un anno prima con la bella tripla (Un Ranger del Texas, I delitti del lago ghiacciato, L'uomo nell'ombra). Con questa inizia la lunga sequenza di avventure scritte quasi esclusivamente da lui. In effetti visti i risultati di Fuga da Anderville, mi chiedo anch'io perchè non abbia insistito su una sceneggiatura di questo tipo. Non dico sempre, ma ogni tanto. Avrebbe potuto osare di più, sono sicuro che non ci avrebbe rimesso ne lui ne noi. Comunque storie ottime da anche dopo questa. Il ragazzo selvaggio, come dici tu l'ho trovata molto toccante. E i disegni di Ticci anche in quell'occasione hanno espresso perfettamente gli stati d'animo.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ultima cosa, anche se non in ordine d'importanza: Roi fa impugnare a Tex, Carson, i coloni, i contadini e i seguaci di Vladar dei fucili che sembrano bastoni e delle colt che paiono di legno, dimenticando che Tex non risulta caratterizzato graficamente solo dal fazzoletto nero, dal cappello calato sul capo in un certo modo e dalla sigaretta in bocca, ma anche - e forse soprattutto - dalle sue armi, a partire dalla foggia del cinturone e dal modo di portarlo fino al calibro delle armi, al modo di impugnarle e, naturalmente, di usarle (si veda anche lo strano effetto, tipo "puntatore laser", dei segni grafici che rappresentano le linee di tiro nelle scene d'azione).

Su questo UBC ha perfettamente contare, senza contare che per quanto malamente abituato a vedere colt 1873 aprirsi come delle Smith&Wesson Schofield, per sopportare le "pistole" di Roi, rozze vie di mezzo tra una pistola finta ed una del 900, ho dovuto far finta di NON vederle.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
insieme al passato di carson e sangue navajo la migliore storia di sempre per me.mi è sempre piaciuta questa trama quasi cinematografica ,ci potrebbero fare un film.bellissimo pure il sacrificio di tom e la scena al ristorante.l antipatia iniziale che suscita leslie poi è in parte infondata perché è un personaggio che anche sbagliando crede in quello che fa ed è coerente con se stesso.paradossalmente john è più opportunista e calcolatore.l unica cosa che non mi piace è il finale, io avrei fatto gonfiare lo zio da tex

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On 9/1/2009 at 23:22, Pedro Galindez dice:

Una curiosità per quanto riguarda lo sfondo storico della vicenda: bench? ( forse per motivi di eufonia, ) il nome sia stato leggermente cambiato nella sceneggiatura, la prigione da cui Tex fa evadere John Walcott è chiaramente Andersonville, il più duro dei campi di prigionia sudisti durante la Guerra Civile, in cui, tra il 1864 e il 1865 ( quindi proprio nei mesi in cui è ambientata la sceneggiatura di Nizzi ) morirono quasi 13.000 dei 45.000 militari nordisti che vi finirono dentro.

Bravissimo Pedro.infatti il campo di Andersonville fu il peggiore della guerra di secessione.il comandante del campo a fine della guerra fu condannato a morte dagli Jankees per torture.se vi ricordate viene citato anche in Soldati a Cavallo di John Ford,come un luogo simile all.inferno...d altra parte il Sud era in ginocchio per la guerra,né aveva cibo a sufficienza per sfamare i propri soldati,per cui figurati se ne avevano da dare ai progionieri

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Tornando alla storia,penso che sia in assoluto la migliore del filone della Guerra Civile.La riproposizione del Campo di Andersonville,la dicotomia Leslie/John, due rampolli di buona famiglia imbevuti di ideali antitetici ma comunque onesti e retti,rispetto allo zio corrotto e vigliacco,i magnifici disegni di Ticci, il colpo di scena finale:insomma,tutto questo fa della storia un vero e autentico capolavoro.Una chicca:l idea del lasciapassare fasullo a firma del Generale Lee aggiunge quel tocco di classe ad una sceneggiatura perfetta e senza sbavature.da cornice lo splendido assalto unionista al carro dell oro magnificamente reso da Ticci.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Capolavoro Nizziano da prime tre (se la gioca con L'uomo senza passato e Furia rossa) con tanta azione, capovolgimenti di fronte e sorpresona finale. Il tutto illustrato da gran bei disegni di Ticci. Che si vuole di più?
Voto alla storia: 9,5
Voto ai disegni: 9

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.