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TWF - Tex Willer Forum
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[289/292] I Dominatori Della Valle

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Soggetto e sceneggiatura : Guido Nolitta
Disegni: Fernando Fusco
Periodicità mensile: Novembre 1984 è Febbraio 1985
Inizia nel numero 289 a pag. 71 e finisce nel numero 292 a pag. 39




Una contea del Wyoming è dominata dal Cheyenne Club, covo di ricchi allevatori capeggiato dal colonnello Watson. L'associazione foraggia una cricca di sedicenti giustizieri per montare false prove di furti di bestiame ai danni dei proprietari terrieri più deboli per poi sterminarli e arraffarne i ranch! Tex, in missione da quelle parti per arrestare il bandito Mills, prende le difese delle piccole fattorie...



© Sergio Bonelli Editore

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A Longmont, un piccolo centro del Colorado non si fa economia di cravatte di canapa. I vigilantes, l’ultima trovata dei “cattle barons” del Cheyenne Club, l’associazione degli allevatori del Wyoming, in un solo giorno hanno catturato e giustiziato due uomini. Ogni volta che è saltato fuori il loro nome, considera assorto Tex, non sono finiti nei guai soltanto i furfanti, ma anche un mucchio di brava gente. C’è da credergli.

Qualche ora dopo sulla pista che a nord conduce nel Wyoming, nella main street di Greeley, un altro inquietante ricordo del loro passaggio in un drappo che minaccioso avverte i viandanti:

Ladri di bestiame, truffatori, furfanti di ogni risma, tenetevi alla larga da questa città…"

Una presenza oscura quella dei vigilantes che incombe grave sul ranger, nonostante il rassicurante sorriso di Frankie Harriman, ex sergente dell’esercito, minatore della Utah Mining Co e operaio della Pacific Railway, che dietro il bancone del saloon riconosce il nostro tizzone d’inferno e gli offre un paio di birre. Non si fa economia di piombo, i becchini non hanno lavorato mai come in questi ultimi sei mesi, dice il simpatico barman. I ricconi del Cheyenne Club fanno davvero sul serio, rincara mestamente Tex.

Seduto ad un tavolo vicino, Barry Sheen osserva pensieroso la scena. Il nome e la fama del ranger lo hanno perseguitato per anni e anni. Uno dopo l’altro ha affrontato i più noti tiratori del sud-ovest ma ogni volta, dovunque fosse, si è sentito anteporre il nome di un personaggio che ha finito per diventare il suo fantasma. Finalmente il destino gli ha fatto incontrare Tex Willer! Alle dipendenze del Cheyenne Club, con una lauta paga di mille dollari alla settimana, Barry Sheen ha una sola idea in testa, quella di aggiungere ai suoi trofei la preda più ambita di tutto il sud-ovest, che potrebbe valergli un facile e sostanzioso aumento da parte del colonnello Watson.

- E allora che ne pensi Willer ? Non sei curioso anche tu di sapere se sei davvero il più svelto di tutti? 
- Al diavolo! Sai cosa ti dico Sheen ? Questo tipo di curiosità è già costata la pelle a un mucchio di idioti del tuo stampo…

Niente più di un inutile duello per irritare i nervi del ranger, sicuro e sprezzante dell’ avversario. Il povero Sheen non ha però i minuti contati, non è destinato cioè a raggiungere i suoi defunti colleghi. Per lui il Tex di Nolitta ha in serbo un’umiliazione ancora più sottile, quasi presuntuosa, con le due pallottole che forano irrimediabilmente entrambe le mani del pistolero e dimostrano ancora una volta l’infallibilità del ranger del Texas.

- Le tue zampacce guariranno sicuramente, prima o poi, ma dubito che possano ancora servirti a usare decentemente una pistola…

Barry Sheen dovrà cambiare mestiere e dal buon Harriman, come lavapiatti, forse riuscirà a raccattare una dozzina di dollari alla settimana.

Inforcato il suo cavallo Tex punta deciso verso il Wyoming. Quando mancano poche ore al tramonto e prima ancora di essere giunto nella città di Cheyenne, dove lo porta la sua missione che è quella di mettere le mani sul furfante Lester Mills, il rumore di alcuni spari richiamano l’attenzione del ranger. Risalito un lungo pendio e superata una piccola valle, dall’alto di una collina Tex osserva un gruppo di quattro vigilantes che assediano un piccolo ranch. C’è da divertirsi per tutti, quassù! grida uno di loro. La solita vecchia storia, nella mandria dei Powell, come tempo prima in quella di Virgin Haler, di Elmer Morris e di tanti altri, sono stati ritrovati una dozzina di capi di bestiame rubati al colonnello Watson… I Powell stanno per avere quello che si meritano, il rumore delle ruote di un carro annuncia infatti l’arrivo di Latimer, largo all’artiglieria, questi pazzi assassini vogliono addirittura usare un howitzer! Matt, uno dei vigilantes, stordisce Tex colpendolo a tradimento col calcio della pistola mentre Latimer, il miglior sergente puntatore del III° reggimento dell’artiglieria nordista durante la battaglia di Bull Run, si appresta ad essere promosso capitano sul campo…

Più tardi, lo sceriffo Patrick Tobin e Tex possono solo contemplare le macerie della casa dei Powell, tutti finiti appesi ai rami di un albero vicino. Quegli sudici assassini hanno portato a termine il loro sporco lavoro… tra le esili figure che la luce fiocca del sole ancora riesce a rischiarare, c’è purtroppo anche quello di una donna: Loretta Powell.

 

 

Lo sceriffo avverte il ranger che Lester Mills, che nella riserva Hopi aveva ucciso due donne indiane, non potrà comparire davanti al giudice di Phoenix dove Tex contava di sbatterlo. Un altro giudice, il prezzolato Siel Bernan di Denver, l’ha prosciolto da ogni accusa in merito all’omicidio che gli era valsa la reclusione nelle prigioni di Cheyenne, grazie anche alla deposizione di due testimoni oculari che l’hanno scagionato attestando la legittima difesa dell’uomo. Mills è ora un rispettabile sorvegliante del ranch del colonnello Watson, uno dei tanti intoccabili.

Immerso in cupi pensieri Tex si lascia alle spalle il teatro della tragica vicenda. Il sole è ormai tramontato quando si ritrova sulla pista che si snoda verso il nord, quando all’improvviso uno sparo echeggia nell’aria. Il cavallo colpito mortalmente, si abbatte al suolo e nella caduta, il nostro satanasso si procura una distorsione alla gamba. Dall’alto il gran figlio di cane che gli ha sparato, continua a far cantare il suo winchester senza lasciargli tregua, ma alle spalle dell’attentatore, un’ombra amica viene in soccorso del ranger: è Danny Macon, che ha riconosciuto nel misterioso aggressore Patrick Tobin, l’esimio sceriffo di Cheyenne, che guarda caso figura sul libro paga di Watson!

Macon è uno dei tanti piccoli allevatori che hanno subito i soprusi del Cheyenne Club. Qualcuno di loro prende qualche capo di bestiame col marchio di Watson o di un altro pezzo grosso del club, spiega a Tex mentre lo aiuta a salire sul suo carro, e lo porta di nascosto sul terreno di un piccolo allevatore. Poco più tardi, il branco di quegli assassini che si definiscono vigilantes piomba nel ranch del malcapitato, dove finge di scoprire quella che viene definita la “prova del furto” e senza fare troppi complimenti passa alle vie di fatto, mettendo mano ai nodi scorsoi. I Powell non erano degli stinchi di santo, ma neanche dei volgari ladri di bestiame, la gente del Cheyenne Club vuole disfarsi dei piccoli allevatori per impadronirsi a buon mercato delle loro terre. La solita vecchia storia ( si veda I cavalieri del Wyoming n° 483 ).

La moglie di Macon, la bella Marta, sempre più impensierita dal ritardo del marito, vedendo il carro approssimarsi al loro ranch, imbraccia il fucile e lascia partire un colpo. Tex la cui gamba ha ormai assunto le dimensioni di una zampa d’elefante si lascia sfuggire un classico “peste”. Marta è in realtà una donna assai mite e sensibile, ma il clima di violenza che avvolge come una cappa soffocante i piccoli allevatori del Wyoming, ha fatto in modo che anche gli esseri più deboli e indifesi si adeguassero, con quell’aggressività tipica che solo la disperazione più cupa può sprigionare. La signora Macon ha i nervi a pezzi e il figlio che sta per nascere ha il diritto di avere altre cose oltre che un padre… ha il diritto di vivere in un paese libero! parola di Tex Willer. Le angherie stanno per avere un termine, la resa dei conti è sempre più vicina.

Nei giorni seguenti il ranger divide la semplice vita dei Macon, in attesa della guarigione che tarda a venire, fino a quando una notte la quiete del piccolo ranch è turbata dall’arrivo di alcuni cavalieri che mettendo mano ai loro winchester, danno la sveglia alla famigliola, senza sospettare che Tex Willer dorme nel ripostiglio poco distante …

Sono gli stessi spregevoli vigilantes che il ranger ha conosciuto al ranch dei Powell e con i quali ha un conto aperto e il dente maledettamente avvelenato. Uno dopo l’altro i quattro pistoleros cadono colpiti dalle pallottole calibro 45 della sua colt, sotto lo sguardo implacabile del ranger e quello atterrito dei suoi ospiti. Marta Macon può respirare di nuovo, mentre Tex commenta con soddisfazione che la sua gamba è ormai completamente ristabilita… L’indomani potrà così andare ad augurare la buona domenica ai signori del Cheyenne Club!

Quella domenica sotto il sole cocente di mezzogiorno, un carro sale lungo la pista che si arrampica sulla collina, nella cui sommità si intravede la sagoma dell’esclusivo Cheyenne Club e si arresta davanti a un severo muro di cinta. Cole e Kellermann sorvegliano il gigantesco cancello, nel club c’è una festa in corso e se il conducente del carro ha della merce da consegnare al cuoco, che ritorni il giorno successivo! Ma il destinatario, avverte il ranger, è il colonnello Watson e la merce è deperibile ( e quindi va consegnata subito ). Si è fatto una gran brutta sudata il nostro satanasso per arrivare fin lassù, i due sorveglianti sono tipi testardi, ne nasce una piccola scazzottata, come dire che con le buone maniere si ottiene tutto, ed ecco che il carro con il suo pesante carico supera il cancello e imbocca un viale che si snoda tra eleganti aiuole fiorite, fino a quando, dopo un’ultima svolta, Tex si ritrova davanti all’immensa sede del Cheyenne Club.

 

 

Cole e Kellermann avevano ragione, i soci sono in festa con le loro famiglie, ma qualcosa ci dice che non sarà tanto difficile guastargliela! Tex spinge deciso i cavalli sopra le aiuole… i fiori, quell’uomo sta distruggendo tutti i nostri fiori! grida inviperita una delle tante signore. Watson, stringendo rabbiosamente il calice in mano, per liberarsi dell’importuno visitatore, chiama a gran voce Lester Mills, l’assassino… Finalmente i due uomini sono uno di fronte all’altro, ma dalla veranda a differenza di Barry Sheen, il pistolero si irrigidisce come se avesse visto un fantasma: Tex Willer qui a Cheyenne!

Watson, scoperta l’identità dell’impudente “bifolco”, cerca di ammansire il ranger.

- In fondo ci assomigliamo Willer: sono gli individui come noi che con la loro volontà, la loro capacità, hanno fatto grande questo paese.

Ma la sorpresa che Tex ha in serbo per il colonnello non sarà una delle più gradite. Il ranger non si trova lassù per trovare un accordo, ma solo per restituirgli qualcosa che gli appartiene … anche se si tratta di materiale ormai irrimediabilmente deteriorato e che quindi non potrà più servirgli! Con un rapido gesto Tex scosta violentemente il telo che copriva il cassone del carro, dove sono adagiati i corpi dei quattro vigilantes che ha ucciso la sera prima, sollevando un coro di grida di raccapriccio e di rabbia negli sbalorditi ospiti del club.

La sfida è aperta signor colonnello.

- Qui a Cheyenne non siamo soliti permettere che i nostri amici vengano assassinati… ve la farò pagare, quanto è vero che mi chiamo George Watson, e vi faro pagare anche l’ignobile gesto con cui oggi avete voluto sconvolgere delle donne… delle signore! 
- Mm… a proposito di donne… giorni fa ne ho veduta una che era ancora più sconvolta delle vostre gentile consorti, credetemi,
 replica sarcastico il ranger, mi hanno detto che si chiamava Loretta Powell e che era una persona onesta e inoffensiva. Tuttavia i vostri disinvolti amici, che ora giacciono su questo carro, l’hanno appesa a un albero… impiccata, Colonnello Watson! Avreste dovuto vederla gentili signore: avreste dovuto vedere il bel volto di Loretta Powell… Sapete ? Le facce si gonfiano dopo l’impiccagione…

Tra i mormorii di orrore delle donne e le imprecazioni dei manichini vestiti a festa del Cheyenne Club, il nostro tizzone d’inferno monta su un cavallo e si dirige verso il centro abitato. La lunga tirata gli ha messo sete, nel saloon ai margini del paese, incontra Danny Macon che lo informa che ormai anche gli individui più miti ne hanno fin sopra i capelli dei soprusi e delle sopraffazioni dei cattle barons, e sono pronti a combattere la violenza con la violenza. Gli animi sono eccitati, ma Tex invita l’amico alla calma. Pochi minuti più tardi lo ritroviamo infatti nell’ufficio del telegrafo, pronto a spedire un messaggio al commando dei rangers di Austin, con una richiesta di intervento dell’esercito che ristabilisca la pace nel martoriato villaggio di Cheyenne. Ma in quell’ufficio, oltre al telegrafista, c’è anche una sua vecchia conoscenza, l’esimio Latimer, l’ultimo sopravvissuto dei vigilantes che attaccarono il ranch dei Powell. Tex, noncurante della sua presenza, scrive un messaggio cifrato e finge di allontanarsi mentre il pistolero, con le solite “buone maniere”, ottiene dal piccolo Skinny, il telegrafista, il foglio contenente la comunicazione seguente:

L’autunno è la stagione delle foglie morte. Aspetto l’arrivo dello zio Tom.

Latimer non è reputato per la sua intelligenza ma capisce che il messaggio non deve comunque arrivare a destinazione. Lo trasforma quindi in una piccola pallottola che finisce poco dopo dritta nella sputacchiera, proprio mentre il ranger varca la porta. Nel paese intanto un cavaliere proveniente dal club sparge la voce della morte di Greg Porter, Randy Cotton, Bruce Walcott e Matt Bogart… Bastardo, sei stato tu bastardo! grida Latimer sentendo la notizia della morte dei suoi amici. Mette quindi mano alla colt ma Tex evita il proiettile gettandosi su un fianco e quindi fulmina con una fiammata della sua pistola il rivale. Con questo fanno cinque: IL CONTO CON GLI ASSASSINI DEI POWELL E’ SALDATO!

Lo sceriffo Patrick Tobin, richiamato dagli spari, non può che constatare, con grande disappunto, la morte dell’amico Latimer. Se la testimonianza di Skinny mette il ranger al riparo delle accuse, davanti ad una folla che si intanto radunata intorno a loro, lo sceriffo tenta un colpo gobbo. Willer è troppo pericoloso per la comunità, dice, troppo pericoloso per lasciarlo in circolazione fosse anche per un solo giorno. Il giudice della contea lo processerà l’indomani e lo invita pertanto a costituirsi.

- E allora Willer, vi do venti secondi per slacciarvi il cinturone e seguirmi fino alla prigione… 
- Venti secondi? E io ve ne do soltanto dieci, sceriffo! Dieci secondi per dirmi che avete cambiato idea… che avete rinunciato a sbattermi al fresco. Dieci secondi al termine dei quali dovrete estrarre la pistola, sempre che riusciate a farlo prima di me! 
- Brutto bastardo! 
- Uno… due… 
- Maledetto… maledetto figlio di un cane! 
- Tre… quattro… cinque… sei…sette…

[ Tobin appare scosso da un tremito ]

- E va bene, Willer, non voglio coinvolgere tutto il paese in una faccenda che tutto sommato, riguarda più il giudice che me: potete andare all’albero, al saloon, dove vi pare…

Magari in un posto dove fa molto più caldo. Umiliato e avvilito, dileggiato sotto gli occhi di tutta la popolazione di Cheyenne, lo sceriffo Tobin è un vigliacco che non può tollerare un secondo di più l’affronto di un Willer sempre più beffardo e non appena il ranger gli volge le spalle, estrae la pistola e senza il provvidenziale avvertimento di Skinny, che quasi si scusa per l’unico atto di coraggio che si sia mai concesso in tutta la sua vita di miserabile verme, lo sceriffo avrebbe potuto saldare tutti i conti con il rivale aprendogli la via verso una poco allegra fossa di sei piedi, su nella boot hill dell’abitato.

Olivier Granville è l’eroe del giorno, quella sera all’Oriental Saloon, un locale che dietro il pomposo nome nasconde l’abituale atmosfera di cento altri ritrovi del far west, Skinny beve il suo bicchiere di menta al fianco del famoso ranger, il premio per la lezione di dignità e di coraggio che ha impartito ai suoi concittadini e che ha permesso che sul tavolo del becchino, con un paio di confetti calibro 45 in corpo, ci finisse lo sceriffo Tobin! Il piccolo telegrafista consegna il messaggio di risposta pervenuto da Austin e si accomiata dal ranger, che quasi si sente male per il profumo della menta che ancora ammorba l’aria… lo saluta cerimoniosamente non sapendo che sono le ultime parole di un addio. Skinny paga infatti di lì a poco l’unico gesto di coraggio della sua vita e nella main street, proprio davanti al locale, viene deliberatamente travolto da un carro guidato da uno degli sgherri del Cheyenne Club. Lester Mills e l’amico Warner, nascosti nell’ombra sono pronti ancora una volta a testimoniare che si è trattato solo di un incidente. Sporchi figli di cani, addio Skinny, addio coraggioso piccolo uomo!

Un altro giorno trascorre senza che alcun particolare avvenimento turbi l’abituale vita di Cheyenne. Nelle prime ore del pomeriggio del sabato, Tex riceve un misterioso invito da parte dell’illustre colonnello Watson e mezz’ora più tardi si inerpica lungo il colle che conduce al club.

La bellissima Ella Watson, l’unica cosa di buono che il colonnello abbia fatto nella sua vita, è raro vedere il nostro satanasso così galante, si intrattiene un attimo con il ranger. La ragazza studia in una scuola dell’est, a Baltimora e torna solo in occasione delle vacanze. Per anni i genitori sono riusciti a tenerla lontana dalla realtà del paese, dalla pesante atmosfera che grava su Cheyenne. Ma la giovane è cresciuta, ha maturato una certa conoscenza dei fatti, ha parlato con la gente e seppure di nascosto, anche con Loretta Powell, quella povera donna che hanno impiccato l’altro giorno… la testimonianza sincera di quella che era un’amica d’infanzia, benché appartenesse ad una famiglia assai povera, l’ha aiutata a completare il quadro che si era già andato formando nella sua mente, facendola profondamente vergognare del nome che porta… Sono parole che in quel nido di serpenti il ranger non si sarebbe mai aspettato di udire, ma il colonnello Watson, che appare poco dopo, lo riporta brutalmente sul piano della realtà dominante in quella valle.

 

 

Davanti a un tavolo da biliardo, dove Tex si dimostra ancora un maestro, pur confessando di sapere fare meglio con la sua colt ’45, il colonnello fa la sua proposta e chiede al ranger quale sia il suo prezzo. Da quando ha dovuto rinunciare personalmente a risolvere certe faccende, si è circondato di tipi che si sono presentati preceduti da una fama che spesso si è rivelata del tutto immeritata, il migliore di loro vale solo la metà di quello che era lui da giovane. Se a quei tempi non avesse saputo usare ugualmente bene la vanga e la pistola, il laccio e il winchester, a quest’ora indiani e fuorilegge sarebbero ancora padroni di quelle terre. Watson ha bisogno di un uomo vero, uno con la personalità di Tex, che poco attratto dalle lusinghe del denaro, rifiuta l’invito.

L’arrivo dell’amico Henry, con una faccia stravolta che annuncia grossi guai, li interrompe nel bel mezzo della discussione. Mentre l’agitazione si fa più frenetica lungo i viali del club e il ranger sente ormai sempre più una gran puzza di bruciato, che gli fa venire una gran voglia di uscire, di andarsene… sopraggiunge il colonnello ( che si era momentaneamente allontanato ) il cui volto tradisce la gravità della situazione. Nel ranch di Brett Haley i piccoli allevatori si sono riuniti per preparare la rivolta contro la potente associazione degli allevatori. Tra qualche ora scoppierà il finimondo… Watson stordisce a tradimento Tex, tutti i mezzi sono leciti per questo galantuomo, e lo fa rinchiudere nei sotterranei del club, si prepara quindi a una serena festicciola in famiglia con i suoi amici, che servirà da alibi perfetto per l’inevitabile inchiesta che deriverà dall’eccidio che i suoi sgherri, guidati dall’esimio Lester Mills e dal lestofante Warner, si apprestano a compiere…

I minuti trascorrono lenti e interminabili, fino a far perdere la cognizione del tempo al prigioniero, ma il rumore dei passi che si avvicinano, gli lasciano alla fine intravedere una possibilità di fuga. Più che mai deciso ad avventarsi sul nuovo venuto non appena aprirà la porta, il furibondo ranger riesce a malapena a bloccare il suo slancio… è Ella Watson, che ha sottratto le chiavi al carceriere e viene provvidenzialmente a liberarlo. Pochi minuti dopo, messe le mani su un buon cavallo, Tex sfreccia tra gli eleganti giardini del club, questa volta sotto lo sguardo allibito del giardiniere, fino all’ultimo ostacolo rappresentato dai due cani da caccia di guardia al cancello, i soliti due hombres che sono una perfetta coppia di testoni, ma con loro gli incontri sono destinati a finire per sempre…

Il crepitare della sparatoria, avverte Tex che si sta approssimando al ranch di Haley. Un ranch trasformato in un fortilizio al cui interno Macon e una dozzina di uomini non risparmiano le munizioni contro i vigilantes del Cheyenne Club, che appostati tra le piante di un vicino boschetto, sembrano decisi più che mai a chiudere la partita con i piccoli allevatori. Il clima è rovente, Tex si chiede cosa diavolo potrebbe fare per evitare un bagno di sangue, ma all’improvviso il suono della tromba dell’esercito annuncia i rinforzi che aveva richiesto. L’arrivo tempestivo dei soldati mette fine alle ostilità, nessuno tocchi il grilletto della sua arma… avverte il capitano che nella tasca della sella ha tutte le scartoffie che gli concedono ampia facoltà di intervenire nelle faccende poco chiare di quella contea. Lester Mills, sentendosi perduto, si dà alla fuga, ma Tex riesce comunque a mettere le mani sul compagno Warner, che riceve una dura strigliata che lo spinge ad una rapida confessione. I giorni della violenza sono finiti. Mills fugge come un animale braccato, ma prima di raggiungere il Canada ha deciso di vuotare le tasche del colonnello.

Ancora una volta la festa di Watson è rovinata:

- Ventimila dollari, colonnello! Datemi soltanto ventimila e poi sarete libero di continuare la festa con i vostri amici.

Il colonnello sembra cedere al ricatto quando Tex irrompe nella sala dalla finestra. Nella sparatoria che segue il pistolero ha la peggio, un proiettile gli buca la mano come già era successo a Barry Sheen. Mills minaccia di rivelare tutti gli sporchi affari del Cheyenne Club, Watson dovrà comparire davanti ad una commissione governativa. Il suo dominio nella vallata è finito, poco lontano una cinquantina di giacche azzurre stanno togliendo ogni velleità bellicosa al suo esercito privato. Il colonnello è un uomo rovinato, in un attimo di follia estrae la sua derringer e fulmina Mills, ma la via di salvezza gli è preclusa da Tex che con un balzo gli è addosso. Poco dopo Ella ringrazia Tex per aver risparmiato il padre, ma il ranger la guarda e gli dice che non dovrà farsi illusioni, da quelle parti la giustizia spesso sembra sonnecchiare ma quando si sveglia diventa dura e implacabile. Cosi poco dopo, con le lacrime agli occhi la giovane fanciulla guarda il padre, che sembra aver riconquistato tutta la sua dignità, allontanarsi cavalcando al fianco del ranger, verso un cupo destino patibolare… che il cielo lo perdoni!

 

Una storia drammatica e intensa, d’una straordinaria violenza. Come in altre sue sceneggiature, Nolitta prende spunto dalla storia del West e non esita a servirsi di immagini dal forte impatto visivo per sottolineare la dura realtà degli allevatori del Wyoming. Nel 2001, Claudio Nizzi ha ripreso in mano il soggetto dando vita a una storia dove gli aspetti più crudi sono apparsi notevolmente mitigati, un'attenuazione che risulta sicuramente più rispettosa della tradizione texiana ma anche assai lontana dalla verità storica. Il colonnello Watson, una delle figure più originali ideate dall'autore, un uomo che simboleggia a tutto tondo la prevaricazione e gli abusi del forte sul debole, ricalca in parte la figura storica di Albert Bothwell, l'istigatore del linciaggio di Cattle Kate, all'anagrafe Ella Watson, così come in parte si rifà anche alla figura dell'eccentrico John C. Coble, membro dell'aristocratico Cheyenne Club. Lester Mills sarebbe invece parzialmente riconducibile al pistolero Tom Horn, figura celebrata in qualche film western, che era stato al servizio di Coble. Sergio Bonelli gioca con i nomi e con i personaggi. Se la storica Ella Watson era una piccola allevatrice del Wyoming ( conosciuta da tutti, come si è appena visto, col nome di Cattle Kate ), accusata ingiustamente del furto di alcuni capi di bestiame e per questo motivo linciata insieme al marito Jim Averell, impiccata al ramo di un albero di pino, come la Loretta Powell della storia di Nolitta, vittima dei sopprusi dei "cattle barons" di Cheyenne campeggiati da Albert Bothwell al quale aveva rifiutato di vendere la propria terra... la Ella Watson di Nolitta diventa invece la candida fanciulla figlia di quel Watson che storicamente ne era stato il di lei carnefice. 

Nolitta rispetta quindi sostanzialmente i fatti storici nella loro crudezza, inserendo un solo atout: il "lone ranger" Tex Willer. Anche se colpito più volte a tradimento, il nostro satanasso riesce sempre a risollevare il capo, reagendo con una durezza rara alle crudeltà del Cheyenne Club, che lo porta a lasciare dietro di lui una lunga scia di sangue. Un Tex deciso, a tratti sbruffone e sprezzante, ma anche insospettabilmente dolce e comprensivo con la candida Ella Watson che lo seduce con la sua femminilità e la sua dolcezza, ma non lo disarma, perché il ranger è il difensore dei deboli, spietato con gli assassini, inutile dirlo, come sempre lo vorremo vedere. 

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Mister P

Storia che a volte ho riletto con piacere perchè ottimo racconto western, ma non ?, come il grosso delle storie di Nolitta, un episodio di Tex. In altre storie il buon Sergione riusciva a inserire vicende anche poco consuete in un'atmosfera texiana, pur non precludendosi l'originalità, qui abbiamo un Tex talmente sbruffone che sfiora l'antipatia, spesso al Ranger di Nolitta manca l'ironia (difetto che spesso s'imputa al solo Boselli). Il Tex di GLB, nel peggiore dei casi era "antipatico" (non so se m'avete capito...). Ci sono alcune proto-nizzate (come Tex che volta le spalle allo sceriffo carogna), anche se in Nolitta servono per focalizzare certi personaggi e mettere un po' di pepe in più alla trama, anche se si può trattare di cose non necessarie ai fini del racconto (come il riscatto del telegrafista). Curiosa e ancora poco texiana la scena del biliardo.
Apprezzabile lavoro di Fusco, che all'epoca aveva modificato il proprio stile, ormai lontano da quello di CACCIA ALL'UOMO o de LA MASCHERA DI FERRO.

Voti in sesti:

SOGG: 5
SCENE: 5,5
DIS: 4,5
TEXIANITA': 2



Anthony Steffen

Una buonissima storia con un Tex orfano dei suoi pards che sprizza energia da tutti i pori.
Memorabile la scena dove Tex rovina la festa al Cheyenne Club con il suo carro funebre.
Negli anni '80 Nolitta era molto prolifico a scrivere storie per Tex, soprattutto per necessita'. Infatti G. L. Bonelli gia' in la' con gli anni e prossimo al crepuscolo non poteva piu' sostenere il ritmo di qualche anno fa.
Ed ecco Nolitta venire in aiuto del padre scrivendo delle buone storie come questa.
I Dominatori della Valle fu' l'ultima scritta da Nolitta negli anni '80.



Rimatt

Questa storia mi è sempre piaciuta molto, tant'? che fra le "nolittiane" la considero una delle mie preferite. Tex è indubbiamente sbruffone e piuttosto arrogante, ma è anche in gambissima. E personalmente non l'ho mai trovato antipatico (mentre a tratti, in Caccia all'uomo, lo ?). Insomma, un ottimo Nolitta per una sceneggiatura veramente brillante. Fusco è sempre vigoroso ed energico, ma qui era nella fase che meno mi piace (quella con un Tex testone e taurino decisamente sgraziato): comunque, in senso assoluto i suoi disegni non mi dispiacciono affatto.



Tex76

Ri-letta recentemente! La metto idealmente nel podio nolittiano, insieme a "il giudice Maddox" e "El Muerto". A chi pensa che il Tex di Nolitta sia troppo "umano" e troppo poco "Bonelliano" rispondo di rileggersi la scena in cui Tex fa fuori da solo quattro pistoleri che volevano incediare il fienile dove dormiva o la scena dove "riconsegna" i cadaveri di questi nella villa del colonello Watson. Un Tex che agisce da solo, duro, energico, senza paura, che non si ferma dinanzi a nessun ostacolo, di cui quello attualmente in edicola ?, purtroppo, solo una pallida controfigura!

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Nel volume di repubblica nr.119, Luca Raffaelli, soffermandosi su quest?avventura, scrive di un presunto colpo di fulmine tra Tex ed Ella, giovane figlia del colonnello Watson, colpo di fulmine non da parte di Ella, ( magari possibile: la ragazzina cresciuta nell' est che vede l'eroe "rude" del West ), ma, udite udite, da parte di TEX...

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IMHO, è difficile negare che Tex si comporti con Ella in maniera molto galante ( prima che il colonnello Watson gli giochi il suo tiro birbone; dopo invece il ranger si mostra molto più freddo - e talora sgarbato

come quando Ella va a liberarlo e lui, lungi dal ringraziarla, la invita bruscamente a sbirgarsi a slegarlo
-); la cosa, tuttavia, può essere spiegata non tanto con l'effettiva volont? di Nolitta di mostrarci il nostro ranger innamorato, ma con la sua inclinazione ( già vista nella scena delle ballerine ne "I ribelli del Canada" ) a prendersi gioco della tradizione per cui Tex ( dopo la morte di Lilyth ) non possa sentirsi attratto da una donna, pur senza effettivamente violarla. Del resto, a mio avviso, un po' di galanteria ben si inserisce nel carattere spesso alquanto sbruffone del Tex nolittiano.

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Guest Wasted Years

Riletta e rigustata. Le figure da piccione di questo albo sono degne di figurare nella hall of fame. Due colpi ben assestati da parte di cattivi dichiarati a cui TEX d' OSTENTATAMENTE le spalle mettono al tappeto lo stupendo piccione di Nolitta, portando ad un massacro e quasi ad uno più grosso. Nonostante questo il ranger ha carisma e si rende protagonista di episodi memorabili, quale ad esempio l'arrivo alla festa col carro, il quale ha un carico "avariato". Bella storia nolittiana, il duo Nolitta Fusco è una bomba!

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I Dominatori Della ValleMah... resto senza parole. Qu? nessuno ha capito che siamo di fronte ad un capolavoro. In primo luogo, come non esaltare la capacità di Nolitta/ Bonelli junior di raccontare Tex in solitaria? E' la sua prerogativa, ed è una cosa rarissima in Bonelli senior. Ma quant'? moderna questa storia? Quanto violenta ( l'impiccagione di Loretta Powell, la scena dei quattro cadaveri, la morte del telegrafista), quanto 'sporca' ( straordinario Fusco), quanto pungente(la critica della società delle donnine che si scandalizzano) è Come è possibile , di fronte a questo ben di Dio, che qualcuno pensi a quanto è cretino Tex a dare le spalle ben due volte? E chi se ne frega! Evidente il riferimento a ' I Cancelli del Cielo' di Cimino, uscito nelle sale quattro anni prima ( non a caso la figlia di Watson si chiama Ella, come la prostituta interpretata da Isabelle Huppert nel film). Rifletteteci cari amici texiani, prima di perdervi questo capolavoro!

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Guest Wasted Years

Come è possibile , di fronte a questo ben di Dio, che qualcuno pensi a quanto è cretino Tex a dare le spalle ben due volte? E chi se ne frega! Evidente il riferimento a ' I Cancelli del Cielo' di Cimino, uscito nelle sale quattro anni prima ( non a caso la figlia di Watson si chiama Ella, come la prostituta interpretata da Isabelle Huppert nel film). Rifletteteci cari amici texiani, prima di perdervi questo capolavoro!

EHM EHM EHM EHMEgregio signor Marchesini, la invito ufficialmente a moderare i toni, anzi, meglio, a cambiarli e subito. Quello che ho scritto è la mia opinione, che lei è tenuto a rispettare, non perchè è mia ma perchè da queste parti le opinioni si rispettano, SUL SERIO. Conosco perfettamente quella storia, direi financo a memoria, e quelle figure da piccione sono BRUTTE, IMHO. Spero che nel futuro prossimo il suo tono diventi un tantino diverso, altrimenti quel rompiscatole dell'admin, che poi sarei io, potrebbe a sua volta diventare irrispettoso.

Qu? nessuno ha capito che siamo di fronte ad un capolavoro.

Meno male che c'è lei che capisce tutto, per fortuna. Qundi non avrà problemi a capire quello che intendevo più sopra. Occhio, è AVVERTITO. Con osservanza.

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Accidenti, Wasted Years, qu? non si può parlare! Ho semplicemente espresso il mio parere in modo un po' focoso - e volevo essere simpatico- e non mi sembra di avere insultato proprio nessuno! Ho riletto il mio post, e confermo. Comunque puoi darmi del tu!Volevo semplicemente invitare coloro che non hanno apprezzato la storia a rileggerla, perchè credo sia strepitosa: non posso? Mi sembra di aver dato solo un consiglio da texiano autentico e sincero...

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

NOTA DI MODERAZIONECiao GIacomo ( approfitto della concessione del "tu" che hai fatto a wasted sperando di non abusare di tale concessione :D :D ). Quello che il nostro buon admin voleva intendere col suo messaggio e ti ha rivolto un semplice invito ad essre "meno focoso". In questo forum vige il più totale ed assoluta libertà di pensiero e di parola ma anche il più totale ed assoluto rispetto per le opinioni altrui. Wasted probabilmente ha percepito nel tuo post una sorta di "disprezzo" nei confronti di coloro i quali manifestano opinioni contrarie alla tua, tutto qui. Continua pure a dire la tua, le discussioni "accese" tengono in piedi questo forum, e gli utenti pronti a diendere le proprie opinioni con le unghie e con i dnti sono quelli che solitamente tengono VIVE le discussioni, ricordati solo di essre un pochino più morbido con utenti che, magari per inesperienza nel mondo texiano, non la vedono come te. ;)Un salutoColonnello Jim Brandon

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Guest Wasted Years

Accidenti, Wasted Years, qu? non si può parlare! Ho semplicemente espresso il mio parere in modo un po' focoso - e volevo essere simpatico- e non mi sembra di avere insultato proprio nessuno! Ho riletto il mio post, e confermo. Comunque puoi darmi del tu!Volevo semplicemente invitare coloro che non hanno apprezzato la storia a rileggerla, perchè credo sia strepitosa: non posso? Mi sembra di aver dato solo un consiglio da texiano autentico e sincero...

Ribadisco quello che ha detto quella vecchia volpe di Jim Brandon. Voglio che sia ben chiaro che qua esiste la libertà di parola più assoluta, e voglio anche rimarcare che deve esistere il rispetto più assoluto per le altrui opinioni. Avevo intuito il tono del post, ma ho inteso essere molto molto chiaro. Non voglio essere frainteso, la tua (:lol:) permanenza è molto bene accetta, e aspetto di leggere i tuoi post, ma quel modo "simpatico" di porsi, in assenza di specificazione, non era simpatico ai miei occhi. Mi sembrava un modo di fare spavaldo e presuntuoso, più che il contrario. Lieto di essermi sbagliato, e a presto. Fine OT

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Ragazzi, non volevo scatenare questo putiferio!In verità mi ero risentito anch'io, ben sapendo di non aver avuto la minima intenzione di essere offensivo con nessuno... Il mio era solo un tono simpaticamente focoso per consigliare, ai molti cui questa storia non è piaciuta, di rileggerla per capire quanto è bella... almeno io la trovo strepitosa. Nel merito, Tex ci fa effettivamente una figura da pollo ( soprattutto con Watson, che porta a termine i propri propositi belligeranti), ma -quel che volevo dire io- la storia è talmente bella che la cosa diventa trascurabile. Buon Colonnello Watson a tutti! Ah, già che ci sono, come faccio a personalizzare il mio profilo ( come ha fatto Wasted col Carson di Magnus, per intenderci)?

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Questa è tra le mie preferite di quelle scritte da Nolitta. Nonostante ricalchi un tema non proprio originale e più volte rivisitato nel corso della serie, l'autore riesce a "condire" il tutto abbastanza sapientemente, imho senza mai rendere noiosa la lettura. Naturalmente Tex è in solitaria: come più volte scritto, Nolitta ha spesso preferito seguire questa strada, forse perchè si rendeva conto di non riuscire a gestire alla perfezione gli altri pards, anche se ha dato prova in realtà di saperlo fare benissimo (Il Solitario del West è un esempio di come sia riuscito ad utilizzare il giovane Willer). Venendo alla storia in questione, qui c'è un p? di tutto quello che il lettore si aspetta da una storia classica di Tex: la congrega di cattivi riunita in un club di Dominatori appunto, lo Cheyenne Club, capitanata dal borioso Colonnello Watson alla cui greppia mangiano pistoleri e criminali di ogni tipo. Abbiamo le solite famiglie indifese e alla merc? dello Cheyenne Club, che ogni giorno tenta di allargare il suo impero nel territorio. Nolitta riesce ad inserire al solito una nutrita schiera di personaggi, oltre al Colonnello: la figlia che avrà un ruolo fondamentale nella vicenda; Loretta Powell che ogni Texiano ricorder? per quella cruenta scena in cui la vediamo penzolare da un ramo d'albero. Poi lo sceriffo corrotto, pistoleri e non meno importante il simpatico telegrafista (tristissima la sua fine!). Tex, come al solito nelle storie firmate da Nolitta, si ritrova in numerose scene veramente nei guai e viene salvato più volte grazie all'intervento di qualcun'altro (la figlia del Colonnello e il telegrafista ad esempio). A me sinceramente non danno fastidio queste situazioni, anche se ammetto che devono essere comunque ben dosate e non ripresentarsi troppe volte. Da antologia le pagine in cui vediamo il nostro abbattere gli sgherri del Colonnello, ma soprattutto quando col carro carico di morti, infila il giardino della villa dello Cheyenne Club. Qui i disegni di Fusco riescono perfettamente a rendere la scena ancora più divertente. Vedere i boriosi Dominatori sbeffeggiati in quel modo, è ancora più liberatorio di una bella sparatoria. Imho siamo sul 9. :trapper:

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Nolitta riesce ad inserire al solito una nutrita schiera di personaggi, oltre al Colonnello: la figlia che avrà un ruolo fondamentale nella vicenda; Loretta Powell che ogni Texiano ricorder? per quella cruenta scena in cui la vediamo penzolare da un ramo d'albero. Poi lo sceriffo corrotto, pistoleri e non meno importante il simpatico telegrafista (tristissima la sua fine!).

L'inserimento di una nutrita schiera di personaggi di contorno ben amalgamati e perfettamente inseriti nella storia credo sia la forza principale di questo racconto.

Tex, come al solito nelle storie firmate da Nolitta, si ritrova in numerose scene veramente nei guai e viene salvato più volte grazie all'intervento di qualcun'altro (la figlia del Colonnello e il telegrafista ad esempio). A me sinceramente non danno fastidio queste situazioni, anche se ammetto che devono essere comunque ben dosate e non ripresentarsi troppe volte.

Sono d'accordo, inserire di tanto in tanto situazioni in cui Tex si trova in momentanea difficolt? rendendolo più umano secondo me arricchisce la saga di Tex. Queste situazioni ricordano un p? il Clint Eastwood di Sergio Leone in "Per un pugno di dollari" in cui il personaggio impersonato da Clint si trova anche a dover momentaneamente soccombere in qualche parte del film anche se la vittoria finale sarà sua. In conclusione la storia è molto bella da 9.

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siamo di fronte ad un capolavoro. In primo luogo, come non esaltare la capacità di Nolitta/ Bonelli junior di raccontare Tex in solitaria? E' la sua prerogativa, ed è una cosa rarissima in Bonelli senior. Ma quant'? moderna questa storia? Quanto violenta ( l'impiccagione di Loretta Powell, la scena dei quattro cadaveri, la morte del telegrafista), quanto 'sporca' ( straordinario Fusco), quanto pungente(la critica della società delle donnine che si scandalizzano) ?

La trama è trita e ritrita, e ci sono due piccionate grosse come una casa (le già citate spalle che consentono agli avversari di Tex di metterlo fuori combattimento...) Nonostante questo, non posso non quotare Don Fabio: che storia, ragazzi!!! Anche per me è un CAPOLAVORO!


Queste situazioni ricordano un p? il Clint Eastwood di Sergio Leone in "Per un pugno di dollari" in cui il personaggio impersonato da Clint si trova anche a dover momentaneamente soccombere in qualche parte del film anche se la vittoria finale sarà sua.


Quoto anche la frase precedente, ripresa da West10, per sottolineare che anche a me questa storia ricorda molto gli spaghetti western di Sergio Leone, anche se, curiosamente, non per i momenti di difficolt? sottolineati da West, ma anzi per i momenti in cui il Nostro è più in forma:

- il duello col pistolero all'inizio della storia
- la scena in cui fa fuori gli uomini del colonnello Watson alla fattoria dei Macon (qui Tex dice che non vuole che gli si incendi il carro col fieno, che in quei giorni è anche il suo letto: questa scena mi ricorda tanto quella in cui, in Per un pugno di dollari, Clint Eastwood fa fuori i pistoleri dicendo che il suo mulo se la prende a male, se ridono di lui: divertentissima)
- la scena capolavoro in cui porta i cadaveri sul carro alla festa del Colonnello, rovinando i fiori passandoci sopra con le ruote e turbando le anime candide delle mogli degli allevatori
- la scena capolavoro in cui Watson gli offre di lavorare per lui alternando le parole ai tiri al biliardo


Ma non solo le scene mi entusiasmano: qui Nolitta mette in piedi una squadra di comprimari che restano impressi nella memoria:

in primis, ovviamente, la splendida figura del Colonnello Watson, anima nera ma raffinata, il cui epilogo è indimenticabile

(in due fasi: la prima, quando, prima di sparare a Tex e davanti a tutti i suoi ospiti, roso dalla rabbia, dice che sta "difendendo il lavoro di tutta una vita": frase che fa entrare in maniera viva nella psicologia del personaggio; la seconda, quando segue Tex a cavallo e non in calesse, ostentando la fierezza e l'orgoglio di un vecchio combattente, quale lui è stato, che si piega ma non si spezza).


Poi, Ella, la figlia del Colonnello, elemento risolutore della storia (che mi ricorda tanto il figlio di Bascomb in Rio Hondo di Nizzi, altra storia di questo filone che io ho amato molto)

Loretta Powell, nella sua breve e tragica apparizione, e la Sig. ra Macon, nella sua comparsata più leggera

E poi, ultimo ma assolutamente non ultimo, la poetica figura di Skinny, con la sua ministoria nella storia che è un capolavoro nel capolavoro.

Tutta questa superba struttura, di scene e di personaggi, è sostenuta:

- da grandi dialoghi: vorrei sottolineare la scena, secondo me molto significativa, in cui il contadino Macon si dispera per aver ucciso un uomo, lamentandosi con il destino per averlo reso una belva sanguinaria, salvo poi scoprire che ad uccidere è stato Tex: "sono io la belva sanguinaria" dice Tex, con Macon imbarazzato e con Tex che rincara che è inutile parlare, che considerazioni di tal genere se le è sentite ripetere per tutta la vita... quant'? significativa questa frase, secondo me è un momento che rivela tanto della psicologia del nostro ranger...

- da disegni perfetti, che rendono alla perfezione un grande, sporco, maledetto, Ovest Americano.

IMHO, una sola parola per definire questa storia: CAPOLAVORO

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Ho riletto questa storia domenica e non posso che confermare quanto già sinteticamente espresso. Aggiungerei che ho trovato estremamente positivi e piacevoli:1) lo spazio che Nolitta ha dato ai legami familiari (Macon e Loretta, Il colonnello Watson e la figlia). 2) la scena del carro dei morti portato al Cheyenne Club, che come ha detto Sam Stone è da antologia;3) la scena in cui Tex sfida Tobin e lo costringe a rimangiarsi la sua meschina arroganza (altro momento da antologia).4) la figura di Skinny che lascia un p? di amaro in bocca perchè era più uomo lui dei beceri sgherri di Watson;5) I disegni di Fusco che esprimono bene sia la dinamicit? dei movimenti, sia gli stati d'animo dei personaggi.

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Riletta in questi giorni, da ragazzo mi aveva entusiasmato molto, ma ora mi rendo meglio conto che e' una storia veramente epica,Tex da solo riesce a sconfiggere il club dei ricconi, li sfida li umilia, gli spiattella i cadaveri sotto casa.... bellissima quella scena le ruote dei carri che sfasciano i vasi del giardino, lo sfregio della ricchezza... leggo qua sul forum che alcuni di voi notano una cotta di tex per la figlia del colonnello????uhmmmmmmmmmmm me la devo rileggere quella parte..... tanto amaro in bocca per le scene crude delle impiccaggioni e per il povero telegrafista, i disegni sono semplicemente meravigliosi....

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COMMENTO CHE CONTIENE SPOILERUna delle massimi storie di Nolitta con scene assolutamente mitiche (i cadaveri mostrati alle ricche donne sconvolte, che goduria questa scena :D ) ma anche con alcune incongruenze e forzature:1) l'attenzione eccessiva al telegrafista Skinny, perchè avverte Tex dello sceriffo che voleva colpirlo alle spalle. Se avessimo dedicato tanta attenzione a ogni personaggio che avverte Tex come in queste circostanze, saremmo già al numero 1000 (ovviamente sto esagerando)2) non mi convince molto l'atteggiamento del colonello Watson, che invita Tex nel suo ranch semplicemente per offrirgli mostruose somme di denaro per averlo dalla sua parte. Si può spiegare come la delineazione di un personaggio che vede tutto nell'ottica del denaro; nell'albo precedente però, il colonnello dice chiaramente di voler sbarazzarsi di lui (a meno che la somma di denaro sia solo un temporeggiamento)3) dopo aver imprigionato Tex, Watson dice di farlo scomparire. Sempre nell'albo precedente dice al contrario che Tex è troppo importante per farlo scomparire4) Nolitta, nonostante gli errori di Tex, cerca di farlo apparire come duro. Ma a mio parere il risultato è un po' forzato (ad esempio quando Ella libera Tex e questo fa anche l'incazzato) anche se non lo trovo affatto arrogante come è stato detto, ma semplicemente un "simpatico sbruffone" :trapper: Eppure, alla faccia di questi difetti, la storia è di una goduria e di grande spessore. La lotta di Tex contro gli spietati baroni del Cheyenne Club è così mitica. Con l'aggiunta anche del personaggio di Ella Watson, la storia aggiunge anche un po' di tristezza per la giovane ragazza e il suo rapporto con il padre. Evviva Guido Nolitta, che qui dimostra le sue grandi potenzialità di autore anche in un fumetto non concepito da lui. -ave_ -ave_

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E' una delle prime storie di Tex che lessi. Attenzione: SPOILERStoria che definisco capolavoro :inch: Per certi versi è una storia un po'atipica, che vede un Tex solitario. Contiene tantissimi elementi: prepotenze e ingiustizie ai danni della povera gente, sgherri senza nessuno scrupolo, i vigilantes, lo sceriffo (e probabilmente, non è menzionato esplicitamente anche il giudice )corrotto, l'opulenza e la ricchezza ostentata dai membri dello Cheyenne Club, l'omino pavido ma che rivela coraggio (cosa che gli è costata la vita), differenti rapporti familiari come già scritto da Ted, l'entrata in scena della cavalleria in extremis. Trovo che Tex sia piuttosto duro e deciso, sebbene si faccia colpire alla testa per due volte: Ho apprezzato lo scambio di battute con lo sceriffo Tobin che vorrebbe arrestare Tex, che invece da al corrotto tutore della legge dieci secondi per ritirare il suo proposito, dopodich? avrebbe lasciato cantare la colt :colt: . Le prepotenze espresse dagli sgherri del colonnello Watson sono ai massimi livelli: mettono dei manzi di un qualche membro dello Cheyenne Club nella proprietà del povero malcapitato per poi piombare al ranch del suddetto malcapitato intimandogli di abbandonarlo pena la vita. Sono sgherri senza scrupoli e anche vigliacchi: Pur di averla vinta, decidono di bombardare con un cannone un piccolo ranch e poi di impiccare tutti i membri, inclusa una donna. I vigilantes impiccano i presunti ladri di bestiame come si può vedere all'inizio della storia senza neppure un processo. Pure il corrotto Tobin è vigliacco, infatti decide di sparare alla schiena del ranger, cosa che però non gli riesce proprio. E' ben caratterizzato il divario fra la ricchezza e la povert? degli allevatori più piccoli come i Macon: la sede del club e la casa del colonnello Watson sono delle proprie e vere regge con tanto di giardini ben curati, mobilio pregiatissimo, camerieri in livrea, mentre la casa dei Macon è modesta, costruita appunto per soddisfare le esigenze primarie di una persona ossia avere un tetto sotto cui dormire. Da notare poi che la sede del club sorge sulla collina di Cheyenne, rendendola di fatto il simbolo della ricchezza e del potere. Ben caratterizzati sono i diversi personaggi, cominciamo con Watson: graficamente da l'aria dell'uomo importante a volte con tratti altezzosi, Fusco l'ha rappresentato bene. E' un uomo che tutela i propr? interessi con ogni mezzo a sua disposizione e non esita a colpire lui stesso il nostro ranger, sebbene alle spalle. Anche alla fine non esita a sparare a Mills e a Tex pur di difendere il lavoro di tutta la sua vita: Da una conversazione con Tex apprendiamo che pure Watson è stato da giovane un colono o un piccolo allevatore. Sicuramente tiene alla propria figlia Ella, la quale aiuta il nostro ranger sperando che la giustizia non colpisca troppo forte il potente padre. Anche il telegrafista Skinny è un personaggio da ricordare: un piccolo ometto, astemio, che si lascia comandare dagli altri. Ma si dimostra coraggioso quando avverte Tex sul fatto che Tobin gli sta sparando alle spalle. E' presente una scenetta abbastanza comica quando Tex e Skinny stanno brindando al saloon. Qualche pagina più in l' il lato comico lascia spazio invece all'amaro in bocca poich? Skinny è letteralmente travolto da uno degli sgherri. Ottimi i disegni: Fusco sa rappresentare piuttosto bene le diverse tipologie di personaggi da Skinny ai pistoleros, dai barman a Watson e compagnia. Una cosa che non sono mai riuscito a capire e se Watson era stato un colonnello dell'esercito oppure è un nome che si è dato una volta divenuto potente. Voto: 10+

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Una buona storia, più aderente alla tradizione texiana rispetto ad altre di Sergione.Parla di fatti reali,lo strapotere dei Cattle Baron del Wyoming.andandola ad analizzare:

 

Tex inizia la sua avventura bucando le zampe ad un pistolero presuntuoso in un saloon (molto Glbonelliano,forse eccessiva verbosità ma è lo stile Nolittiano). il primo di diversi duelli che il Nostro avrà nella storia :)

La storia continua con il bombardamento con l' howitzer della casa dei Powell,piccoli allevatori cui gli uomini del Cheyenne Club imputano il furto di bestiame.Tex cerca di prevenire l' omicidio ma si busca un bel bernoccolo sulla zucca (un un cliché che si ripete troppo spesso nelle storie di Nolitta  ;))

Tex in questa storia è più giustiziere rispetto ad altre ma denota una buona dose di ingenuità (non capisce subito che lo sceriffo Tobin è prezzolato dal Club e rischia di farsi uccidere dallo stesso con l' agguato).

Forse un po' leziosa la figura di Skinny, l'ometto del telegrafo assassinato con un incidente simulato da un uomo del Club.

Mi è invece molto piaciuta la "presentazione"di Tex al club con i cadaveri dei suoi avversari sul carro e la distruzione dei vasi, con la volontà di dimostrare il proprio menefreghismo nei confronti dell'opulenza e arroganza dei Cattle Baron.

 

Il colonnello Watson è un duro "made self man",che si è costruito un impero partendo dal nulla.

Un cattivo tout court, che nel finale si vedrà portato via da Tex per essere giudicato da un giudice e da una giuria non prezzolata.

 

La storia,con i soliti limiti di sceneggiatura di Nolitta,in ogni caso si rilegge volentieri e denota una certa originalità e un degno avversario, che nel finale vede crollare il suo mondo.

 

 

Modificato da Barbanera

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<span style="color:red;">31 minuti fa</span>, Barbanera dice:

 

 

La storia,con i soliti limiti di sceneggiatura di Nolitta,in ogni caso si rilegge volentieri e denota una certa originalità e un degno avversario, che nel finale vede crollare il suo mondo.

 

 

 

Da molti è considerata uno dei capisaldi dell'intera serie... non un capolavoro assoluto, ma una storia tra le più memorabili sicuramente si :)

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Una bella storia di Mister No. Mancano giusto un paio di garotas e qualche bevuta goliardica e sarebbe perfetta per il pilota amazzonico, senza dubbio meglio che per Tex.

Spettacolosi i disegni di Fusco.

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Una delle più  belle storie di Tex che io abbia mai letto, e la mia nolittiana preferita insieme ai " Ribelli del Canada." 

L' accoppiata  con Fusco funziona a meraviglia: il mio disegnatore preferito asseconda alla perfezione la sceneggiatura, offrendo dei disegni che sono dei veri e propri capolavori, forse i suoi migliori.

Anche la sceneggiatura è  perfetta: ricca di scene drammatiche( e a mio avviso le piccionate di Tex non fanno altro  che aumentare  la drammaticità  di queste scene, come quando non riesce a impedire l' impiccagione dei Powell),  con dei cattivi veramente carogne, e con la divertentissima sequenza del carro dei morti, con cui Tex scandalizza le mogli dei bastardi del Cheyenne Club. Memorabile e molto  cinematografico  anche il duello iniziale.

Epoi personaggi  memorabili , primo fra tutti il piccolo grande eroe Skinny, la cui morte porta un grandissimo  amaro in bocca, ma anche il contadino Macon, molto realistico  nel suo senso di colpa per l' uccisione  di un uomo, e il colonnello Watson,  spietato e canaglia  ma a cui nel finale viene data un' ombra di umanità.  Veramente adrenalico ed emozionante  l' inseguimento  finale. Va detto inoltre che io ho sempre  amato la scrittura di Nolitta, con i dialoghi dilatati e il forte realismo  nelle battute dei personaggi.

In conclusione, CAPOLAVORO ASSOLUTISSIMO 

Voto: 1000 e lode.

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