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TWF - Tex Willer Forum
bressimar

[515/517] Il Lungo Viaggio

Voto alla storia  

37 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Josè Ortiz
Periodicità mensile: Settembre 2003 - Novembre 2003
Inizia nel numero 515 e finisce nel numero 517

 

 

Il favoloso tesoro di Cuauhtemoc, l'ultimo difensore della capitale dell'impero azteco dalla brama di oro e sangue della soldataglia di Cort?s, è un affascinante mistero dell'archeologia messicana. Un mistero cui il professor Doberado vuole strappare i veli che l'avvolgono. Per questo, Tex e Carson, su invito del governatore Montales, varcano il confine e raggiungono lo stato di Chihuahua?




© Sergio Bonelli Editore
 

 

 

 

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Ho riletto recentemente questa storia, e devo dire che non mi è mai dispiaciuta..
storia classica, si va alla ricerca di un tesoro con i cattivi di turno che cercano di approfittarne.. i dialoghi forse sono un po' troppo prolissi, ma secondo me la questione si bilancia con gli ottimi disegni di ortiz, che sa rendere molto bene gli arcipelaghi e le giungle che i nostri eroi si trovano costretti ad esplorare... simpatici i siparietti causati dal mezzo di locomozione principe di questa storia: il pallone areostatico!...

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Mah, come storia continuo a ritenerla passabile. Non sarà un granché, ma IMO è ben lontana da certi orrori passati e futuri. L'ho addirittura riletta senza troppi sbadigli, e già questo la dice lunga. Certo, per farsela piacere occorre dimenticare che il protagonista è Tex... Ortiz è ancora su buoni livelli, da qui in poi ha iniziato un lento declino dovuto IMO alla troppa fretta con cui disegna.

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Ma come? Dopo l'introduzione abbiamo Carson che dice quelle cose su Montales, i due pards che non fanno secchi subito i bandidos, il topo che provoca il disastro nella galleria ( :wacko: ) e per Tex e Carson è un gioco liberarsi degli ultimi avversari grazie a tale botta di c*lo. Vogliamo continuare? Siamo ancora a metà del primo albo e la storia (che poi "migliora" - :rolleyes: -, lo ammetto) ne dura tre.

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Mah, come storia continuo a ritenerla passabile. Non sarà un granché, ma IMO è ben lontana da certi orrori passati e futuri. L'ho addirittura riletta senza troppi sbadigli, e già questo la dice lunga. Certo, per farsela piacere occorre dimenticare che il protagonista è Tex... Ortiz è ancora su buoni livelli, da qui in poi ha iniziato un lento declino dovuto IMO alla troppa fretta con cui disegna.

 

Si in effetti non è malaccio come storia... non è tra le migliori, ma è sempre leggibile.

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Guest Wasted Years

Io la trovo orribile, questa storia. I ranger pavidi nel treno, il fatto che tengano la guardia abbassata al momento dello sbarco sull'isola che li fa prendere in castagna ( in realtà Tex e Carson si fanno sempre sorprendere, in questa storia, anche dagli yaqui!), la cattura di Tex come un pollastro e Montales che tira fuori Tex accusato di aggressione in maniera semplice e lineare (non ci sono giudici in Messico?), la non previsione dell'aggressione del professore di chimica, la figura da pollo vicino al tesoro, quando Tex, contro un solo avversario, lo deve salvare la trappola azteca. Mammasaura, dove saranno finiti i nostri mitici eroi?

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Davvero una buona storia almeno a mio modesto parere. Buono il soggetto e sviluppato bene. Non è un capolavoro ma di certo non annoia ed è molto facilmente leggibile. E' piena di avventura e azione vedi l'assalto al treno e relativa fuga, sparatoria nella cripta, avventura in mongolfiera, scoperta dell'isola del tesoro. Insomma una storia piacevole, interessante e per certi versi originale. Buoni i disegni di Ortiz anche se pendo che disegnata da altri artisti avrebbe potuto rendere ancora di più. Molto belle le tavole iniziali che narrano la leggenda del tesoro perduto. Una menzione alle copertine. Bellissime tutte e in particolare quella de "La cripta". Chissà se i pregiudizi anche su questa storia nascono per via del nome del suo autore?

Voto 9 alla storia

Voto 8 ai disegni

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R esto un po' basito da questi commenti, in quanto piu' volte sono stato ripreso per aver fatto interventi troppo brevi... mah veniamo alla storia molto bella ben distribuita sui 3 albi, con tanti personaggi interessanti, e molti colpi di scena... molto belli i disegni io avrei anche fatto tavole intere specie quella a pag.41 del il serpente piumato

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Storia dal soggetto classico (i nostri e i cattivi si contendono un tesoro) ma in realtà abbastanza inusuale: belle le trovate alla Indiana Jones nella caverna del tesoro e bella altresè la mongolfiera col suo simpaticissimo padrone. Ma a questa storia rimprovero diversi aspetti: innanzitutto la "pesantezza" iniziale: il primo albo soprattutto non decolla mai, troppo verboso e troppo "spiegazionista". Anche il fatto che Buchanan dapprima cerchi di uccidere Ruidoso per poi cambiare repentinamente idea non mi convince granché, e non ho amato nemmeno l'odiosissimo Tex che malmena con la sua solita prepotenza un povero infermiere (non un criminale, che può e deve essere malmenato, ma un semplice infermiere colpevole solo di aver fatto quanto gli chiedeva il suo superiore). Per non parlare degli Yaquis che in quell'isola sperduta conoscono Aquila della Notte: un abuso madornale delle probabilità e della pazienza del lettore. E' una storia che comunque si fa ricordare per l'ambientazione ma soprattutto per i superlativi disegni di un Ortiz ancora in grandissima forma (stupefacenti, come al solito, i suoi paesaggi naturali).

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Ottima storia, soprattutto Ortiz migliore del solito... Trama molto ben costruita e mai scontata. Personalmente ho persino riscontrato un po' di humour macabro nel momento della morte di Harry, braccio destro di Buchanan, infilzato da due lance fuoriuscite dalle zinne di una divinità azteca...

Voti: 8,5 alla sceneggiatura e 9 ai disegni.

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Una storia più che discreta, che non si propone di essere un capolavoro ma non sfigura affatto. La trama a tratti risulta scontata (ancora Tex in prigione in Messico, ancora Montales che lo libera... almeno stavolta non c'era nessun plotone di esecuzione), però i personaggi di Buchanan e del suo braccio destro Harry sono molto convincenti e l'azione non manca. Mi è piaciuto anche il fatto che Nizzi abbia rispolverato il personaggio del Prof Doberado, che fin dalla sua prima apparizione avevo particolarmente apprezzato. Devo fare i complimenti ad Ortiz per come ha disegnato Buchanan... me lo ha fatto rimanere impresso nella memoria... per il resto però, il suo tratto seppur buono non mi ha mai fatto impazzire.

Soggetto:7

Sceneggiatura:6,5

Disegni:7,5

Voto globale alla storia:7

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Degli innegabili difetti insiti in quest'avventura si è già ampiamente parlato nei messaggi che precedono il mio.

 

Riguardano a dire il vero un paio di sequenze al massimo:

 

a ) i pards sorpresi sul treno che nascondono le armi;  

b ) i pards sorpresi sul limitare della foresta sull'isola del tesoro dai miliziani, che si liberano con estrema facilità dei cinturoni e delle pistole.

 

Inoltre c'è il discorso iniziale sul treno di Carson a proposito di Montales. Che sembra posto lì, preventivamente, per arginare le critiche dei lettori sul ruolo marginale assunto dallo "scaldasedie" Montales nel corso della storia.

 

Con un'accurata supervisione redazionale si sarebbe indubbiamente sforbiciata e riscritta la scena del treno, poi si sarebbe riscritto il dialogo su Montales. Poche pagine in tutto in una storia di 330 tavole!!!

 

Ad essere onesti fino in fondo ci sarebbe da sottolineare, come pecca, anche l'atteggiamento tutto sommato remissivo di Tex nei confronti di Buchanan nel corso di tutta l'avventura. Mi spiego meglio: se hai qualcuno alle costole e sai che ti segue con cattive intenzioni, non ti fai pedinare per tutta l'avventura ma tenti invece di scrollartelo di dosso con le buone o le cattive. Specialmente se ti chiami Tex Willer.

 

Dal secondo albo le cose vanno già nettamente meglio e si profila una bella avventura in terra messicana, con ambientazione esotica e marina e una bella caccia al tesoro nel più classico modello stevensoniano. Nella parte conclusiva si omaggia, al'interno della grotta, anche il ciclo di film di "Indiana Jones", particolarmente cari all'autore( i trabocchetti e le insidiose frecce sparate dai muri non appena si mette il piede su una lastra di pietra sbagliata, erano già presenti nella prima storica avventura della Tigre Nera).

 

Di particolare fascino sono le prime pagine stilizzate che raccontano l'antefatto sul tesoro, classico prologo già visto in altre storie texiane, in cui Ortiz strappa più di un applauso. Che il disegnatore si sia divertito, almeno quanto lo sceneggiatore, a disegnare quest'avventura è intuibile dall'impegno profuso sulle tavole, alcune delle quali mostrano inquadrature veramente degne di nota.

 

Certo contribuisce efficacemente anche la sceneggiatura, che contempla l'uso di un pallone aerostatico, con una visione dall'alto panoramica che, come ricorda l'autore Nizzi nel libro "Tex secondo Nizzi", è certamente meglio sfruttata rispetto alla precedente storia nolittiana dove il viaggio in mongolfiera appariva più pretestuoso. Nel commento alla storia, nel sopra citato e fondamentale volume, Nizzi ammmette la sua ignoranza sulla conformaziione dell'arcipelago della baja California, con delle isole che potevano apparire anche pianeggianti rispetto a quelle montagnose disegnate da Ortiz. Per una volta è andata bene, in effetti, come si deduce dall'immagine sottostante, quelle isolette sono proprio come le ha disegnate l'artista iberico!

 

 

 

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Nizzi, dicevo, afferma di essersi particolarmente divertito a scrivere questa storia. Lo si capisce anche dalla citazione per esempio dell'isola di Tiburon e all'avventura vissuta in compagnia della bella Lupe.  L'isola in questione funge da supporto logistico per gli avversari e non mi dispiacerebbe che Boselli ne tenesse conto nell'avventura che sta scrivendo sul ritorno della messicana.

 

Tutto il secondo albo ha il suo particolare fascino: è l'albo della vecchia missione diroccata e della cripta. Alzi la mano chi non apprezza queste situazioni in un albo di Tex. A dire il vero un paio di appunti si possono fare: Ortiz in questo frangente non eccelle nella rappresentazione grafica delle rovine, che non ricordano neppure da lontano le vestigia di un antico monastero. E Nizzi avrebbe potuto escogitare qualcosa di più emozionante per l'incontro con i crotali nella cripta, purtroppo spilerato dall'immagine della copertina (come spesso accadeva, assurdamente, all'epoca, sacrificando il piacere della lettura a ragioni strettamente commerciali ). Stupisce anche in negativo la perdita di memoria quando, assediati, i nostri pards non si ricondano più della possibilità di fuga attreverso il cunicolo  che dà sulla seconda uscita segreta.

 

Da notare infine la galleria di personaggi posti a corredo di quest'avventura che riprende dal passato la figura stramba di Doberado e aggiunge una serie nuova di ritratti presentando i suoi amici studiosi dell'università. E' l'occasione per scrivere diverse pagine intrise di fine umorismo, per me particolarmente divertenti e che certo segnano un deciso stacco con le storie "musone" che dominano in questi giorni.

 

Insomma una storia che, nonostante tutti i difetti di cui si è parlato, si lascia comunque leggere con vivo piacere, per cui il mio voto complessivamente è 8 (otto).

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Nell'ammettere una certa pesantezza del primo albo e nel condividere la sorpresa per un atteggiamento antipolitico di Carson un po' fuori luogo, trattandosi di Montales, devo dire che la storia decolla velocemente nel secondo albo. Trovo che per potersi sviluppare come abbiamo visto una parte iniziale fatta di avvenimenti apparentemente slegati tra di loro e di difficile collocazione sia necessaria. Seconda parte di gran livello,una vera partita a scacchi tra i pards e gli avversari. Sono di parte perchè Ortiz mi ha sempre esaltato però..la tavola dove Tex  non trova il serpente perchè ci è sopra è una meraviglia assoluta.

8 pieno,anzi pienissimo

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Non la rileggo da anni e anni (da quando è uscita, credo), ricordo solo figuracce, ratti che salvano i nostri nelle gallerie abbandonate di una miniera, un secondo albo un filo discreto, ma un Tex iper remissivo, una gita in mongolfiera e il fallito recupero di un character come Doberado.

Un pelo meglio di certe nizzate precedenti, ma comunque una storia, da quel che ricordo, mediocre.

Ortiz, però, mi era piaciuto.

Le ho dato 4.

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