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bressimar

[Texone N. 12] Gli Assassini

Voto alla storia  

35 voti

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ma dove hai trovato questa foto?... e sopratutto come diavolo hai fatto ad accorgerti dell ' uguaglianza?... :generaleN:

La foto si trova in giro per il web... Mi sono accorto perchè ho una tonnellata di foto di saloon sul pc e le ricordo tutte... quindi mi è stato facile associare il disegno con la foto ;)

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Ragazzi, riprendo una mia curiosità che avevo postato aprendo una nuova discussione sull'albo speciale"Gli assassini", perchè non mi ero accorto che c'è ne era già una. L'ho riletto poco tempo f?, bellissima storia che mi ha procurato una curiosità. Non so se è lecito parlarne qu?, ma in una vignetta dello speciale,Tex riferendosi al comportamento vendicativo di Mitch Anderson, ricorda al ragazzo che molti anni prima anche lui si mise contro la legge per vendicare il padre...., sarebbe bello saperne di più, a meno che non sia un risvolto nascosto della vita del ranger!!

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Ragazzi, riprendo una mia curiosità che avevo postato aprendo una nuova discussione sull'albo speciale"Gli assassini", perchè non mi ero accorto che c'è ne era già una. L'ho riletto poco tempo f?, bellissima storia che mi ha procurato una curiosità. Non so se è lecito parlarne qu?, ma in una vignetta dello speciale,Tex riferendosi al comportamento vendicativo di Mitch Anderson, ricorda al ragazzo che molti anni prima anche lui si mise contro la legge per vendicare il padre...., sarebbe bello saperne di più, a meno che non sia un risvolto nascosto della vita del ranger!!

Ecco una questione interessante. Non so se hai letto il primissimo numero di Tex. Se sè, ricordi che era un bandito? Ma un fuorilegge buono, costretto a mettersi contro la legge. Bonelli ci spiega magistralmente il perchè nella storia "Il passato di Tex" (#83-85): recuperala, se puoi (se non riesci, vai nel topic dedicato all'avventura; se non c'è, aprilo). :indianovestito: Oppure apri un topic "La vita di Tex da bandito". Io ti consiglio comunque caldamente di leggerti gli albi sopra citati. :indianovestito:PS: non rispondere qui, ma nei topic più adatti. In questo si parla del texone di Boselli e Font. Casomai metti un link a dove ti sposti. :generaleN:

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devo essere sincero: questa storia davvero non mi ha molto entusiasmato; forse per via dei disegni di Alfonso Font che non mi convincono fino in fondo, o forse perchè Tex non è molto centrale. Parliamoci chiaro: a me è piaciuta molto l'originalità del soggetto, ma Tex è così estraneo nelle vicende che legano Mitch con la banda di assassini, che sembra non c'entri niente con la storia. La presenza forzata di tex è ridotta solamente a qualche comparsa, tanto che senza di lui la storia filerebbe lo stesso, e forse più fluidamente, perchè sembra che l'autore abbia "usato" la figura di tex come scorciatoia per uccidere velocemente uno dopo l'altro tutti gli assassini che compaiono nella storia

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Un' opportunità per chi non lo possiede.

Ragazzi, dal 14 settembre, sarà nuovamente in edicola la ristampa "stella d'oro"di Tex.
Il texone conterr? la storia "gli assassini" di Boselli e Font del 1998.

In seguito la copertina ed alcune tavole.(dal sito della SBE)

Immagine postata

Immagine postata

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Un' opportunità per chi non lo possiede.

Infatti ho assaltato l'edicola alle sette e mezza del mattino sotto una pioggia a dirotto per poterlo finalmente leggere. E che opportunità, ragazzi! In un vecchio intervento, commentando questa storia Ymalpas disse "quando scrivere è una passione": non c'è espressione con la quale potrei trovarmi più d'accordo. Le migliori storie di borden sono sempre sceneggiate ed architettate con una tale cura da favorire lunghe riflessioni sui particolari apparentemente meno significanti, ma questa ha qualcosa in più di molte altre. La preferisco, indubbiamente, a "Il passato di Carson". Ciò che rende la storia indimenticabile ?, a mio avviso, l'incredibile equilibrio fra le diverse componenti: che sia un episodio votato all'azione mi pare chiaro, ma ciò non impedisce minimamente una fine indagine psicologica nei confronti di molti personaggi, cosa che a propria volta non guasta in alcun modo lo splendido ritmo della vicenda. Amo molto le avventure d'azione nelle quali i personaggi non sono semplici tipi, ma hanno psicologie intense e mai banali, dunque questa storia sembra scritta apposta per me! Ogni cosa è studiata perfettamente, eppure non si ha mai l'impressione di personaggi con reazioni fasulle o affettate. Assai semplicemente, Boselli dispiega tutta la propria abilità e i propri artifici narrativi per raggiungere la massima naturalezza: una spontaneit? che non è svaccata e zoppicante come quella di un principiante, ma raffinata e studiata con cura. Soprattutto, dalla lettura appare evidente come borden "ci creda", quanto egli abbia lavorato. Spendere cinque euro e ottanta e ritrovarsi con un prodotto realizzato con tale ingegno, sinceramente fa bene al cuore. Ho trovato particolarmente affascinante, infine, la figura di Lisa Logan, proprio in quanto gioca (e rifugge intelligentemente) col topos della donna assassina: anzitutto, è interessante notare come apparentemente non invecchi mai, tanto che prima può sedurre il padre, poi tenta di fare lo stesso col figlio una volta cresciuto, ma ciò che è maggiormente interessante è come borden l'abbia caratterizzata psicologicamente, senza appiattirsi sugli scontati canoni del genere. Anche la fine che fa, invece di essere topica (come in superficie ?) risulta quantomai adeguata. Insomma, per farla in breve in questo texone ogni cosa è al posto giusto: c'è anche un po' di sana archeologia texiana, con i ritorni di Angelo, Bingo e Lefty, che apparendo nella mia storia preferita in assoluto mi ha fatto piacere rivedere qui, resi efficacemente senza tradire le caratterizzazioni originali. C'è Frisco, c'è una spruzzata di quartieri cinesi... gli elementi della serie che maggiormente amo, assieme al tema della "cattle war". Una sola cosa non riesco a capire: perchè molti (addirittura Nizzi) si affannino a dire che in questa storia Tex non sia il protagonista. Qui l'ho trovato deciso, incisivo ed eroico come ai tempi di GLB, affiancato da un Carson esplosivo che non disdegna spolverate ironiche (memorabile la battuta "Be', non credo che anche il nome del cavallo fosse falso, no?"). Poi c'è Mitch, un grande personaggio ottimamente caratterizzato, ma che certamente non mette in dubbio l'eroismo di Tex: è bravo con la pistola, sè, ma è impulsivo, anche gratuitamente violento... non ha la stoffa dell'eroe positivo, è soltanto un ragazzo in cerca di vendetta, seppur mostruosamente abile a sparare. Ecco, forse l'unica cosa che rimprovero a Boselli è un'eccessiva presenza di "fenomeni" nelle sue storie, non perchè mettano in secondo piano Tex, ma perchè non amo molto i personaggi dotati di particolari abilità fisiche o mentali (e allora perchè leggo Tex? Me lo chiedo da nove anni, ma ancora non ho trovato risposte :D). Tuttavia bisogna considerare che, avendo un protagonista eroico come Tex, per creare tensione e incertezze questa è una delle poche vie percorribili. Passando al capitolo disegni, devo dire che Font non ha fatto un cattivo lavoro. Certo, secondo me raggiunger? il suo vertice texiano con "Nei territori del Nord Ovest", ma nonostante alcune vignette siano affrettate o mal riuscite, globalmente vi è una certa cura. Da notare che gli onnipresenti retini delle prime pagine si diradano un poco lungo la storia per poi sparire quasi del tutto nelle ultime tavole: non amo eccessivamente i retini (a parte quelli di Civitelli), quando sono usati soltanto per riempire gli spazi bianchi come faceva Kubert, ma devo dire che l'utilizzo che ne faceva Font non mi dispiaceva. Anzi, trovo arricchissero di sfumature i suoi disegni spogli, soprattutto perchè applicati con gusto. Infine, che dire? Voto 9 pienamente meritato, secondo me! Dopo "Matador!" ed "Eroe per caso", un'altra storia che vorrei aver scritto io. E mi chiedo perchè invidio sempre Boselli invece di Gianluigi Bonelli o Nizzi. Forse perchè è stato il primo a sdoganare nella serie una raffinatezza costruttiva praticamente letteraria? Modificato da virgin

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Poi c'è Mitch, un grande personaggio ottimamente caratterizzato, ma che certamente non mette in dubbio l'eroismo di Tex

MMMMM...... Il mio problema con questa storia ha proprio il nome di Mitch Anderson. Non metto in dubbio che, in quanto storia a fumetti, questo texone sia un capolavoro;non metto nemmeno in dubbio che qui Tex e Carson siano assolutamente fantastici. Ma Mitch, come Juan Raza,? non solo personaggio ruba-scena, ma anche pistolero-superman!!E quando Boselli dota un personaggio di queste caratteristiche, allora per me nasce il problema:il problema che, per quanto Tex e Carson siano scatenati, non lo saranno mai quanto il "personaggio ruba-scena+pistolero-superman" di turno. Esempio:Mitch che sblocca la situazione lanciandosi aggrappato al lampadario senza sbagliare un colpo:Tex una cosa del genere non l'ha mai fatta (e forse nemmeno Rambo). ps. ottimo commento,Virgin! :trapper:

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Paco, sai che sto cominciando a pensare che ciò che alcuni definiscono "personaggio rubascena" sia proprio ciò che mi fa piacere le storie di Boselli? Mi spiego: io sono abituato a leggere le storie di Tex dando per assodato il suo eroismo, il fatto che egli sia per natura il più figo di tutti, dunque non mi d' nessun fastidio se un altro personaggio si mette a compiere azioni mirabolanti. S?, è vero, Mitch si lancia oltre un parapetto appendendosi ad un lampadario... ma cose del genere Tex non le ha mai fatte, anche al tempo di Gianluigi Bonelli. Tex non è mai stato personaggio da esibirsi in cascades rompicollo, semmai il figlio Kit. Ho sempre visto Tex come un combattente eccezionale, dalla mira infallibile e dalle capacità fisiche notevoli, ma certamente non tarzanesche come quelle di Zagor, e in ogni caso sempre lontano da una spettacolarit? coreografica becera che trovo più adatta a Chuck Norris che non ad un eroe "signore" come Tex. Un simile atto di avventatezza mi sembra adatto ad un giovane scavezzacolo, molto meno a Tex. Poi quando, nella seconda parte, Tex e Mitch si incontrano, è evidentemente Tex ad avere il carattere più forte, a comandare e a dominare l'alleato. Non dimentichiamo, poi, che Mitch si fa turlupinare da Lisa e, se non fosse per l'intervento di Bingo e Angelo (dunque degli amici di Tex), farebbe una brutta fine. Cose simili sono capitate anche a Tex... ma quando lo sceneggiatore era Nizzi. Ripeto, credo si tratti di sensibilit? differenti, ma a me Mitch sembra tutt'altro che migliore (o uguale) rispetto a Tex.

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Questa storia potrebbe tranquillamente appartenere ad un altro mondo, il mondo di un qualsiasi altro personaggio..? una storia che può non c'entrare assolutamente niente con tex, talmente lui e i suoi pards rivestono un ruolo superfluo. Incomprensibile questa scelta di incentrare tutta la attenzione su Mitch e le sue vicissitudini ed usare Tex e pards praticamente come personaggi di contorno.. cioè, ai fini della storia, a cosa sono serviti Tex e gli altri?Praticamente,Tiger Jack e Kit Willer sono stati messi giusto per farli comparire, così. Tex e Carson fungono praticamente da guardie del corpo di Mitch [anche se è quest'ultimo a spalleggiare loro, in qualche occasione]. Boh, storia carina ma.. non è Tex, poteva essere qualsiasi altra cosa.. una storia con degli assassini, in cui un qualsiasi altro personaggio poteva entrarci. Fa venire il voltastomaco, dall'inizio, tutto quell'insieme di vignette in un contesto urbano.. l'ambientazione è proprio off-suited rispetto al normale e la cosa per me è mal riuscita.. le polverose piste del West cadono un p? troppo in disuso o, quelle volte che vengono utilizzate, capitano in momenti transitori e per niente coinvolgenti. Discreta nel complesso, ma non d' più di 6.. finale che non mi piace per niente.

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Questa storia potrebbe tranquillamente appartenere ad un altro mondo, il mondo di un qualsiasi altro personaggio..? una storia che può non c'entrare assolutamente niente con tex, talmente lui e i suoi pards rivestono un ruolo superfluo.

Concordo in pieno. E' una tipica storia del Boselli di questi ultimi anni che, a me, piace proprio poco. Ho come l'impressione che, anzich?, "piegarsi" a Tex l'autore milanese stia portando il nostro Ranger ad "assomigliare" a "Dampyr" ( naturalmente mi riferisco al modo in cui vengono costruite le storie su quest'ultima collana dove, sovente, il protagonista non si vede addirittura che per poche pagine e c'è un affollamento di personaggi peggio che sulla tangenziale di Torino all'ora di punta... ! ) :colt: :capoInguerra:

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Scusatemi se mi permetto un'illazione... ma questa storia è talmente caratteristica del Boselli dell'ultimo periodo che risale al 1998 ed è stata scritta non pochi anni prima dell'uscita del primo numero di Dampyr. :rolleyes:Inoltre, le sue ultime storie di Tex non hanno praticamente niente di Dampyr, in quanto a ritmo e strutture narrative.

Modificato da virgin

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A fasi alterne ed in modo piu' o meno accentuato, l' affollamento di comprimari ( che spesso fanno ombra al Nostro ), una certa tendenza a "nascondere" il personaggio principale e una trama, a volte, fin troppo intricata, siano sempre state ( e lo sono tuttora ) caratteristiche comuni ed incontrovertibili del Tex e del Dampyr targato Boselli. Fin dagli esordi io ho criticato allo stesso la mancata "centralit?" di Tex in numerose sue storie e, una volta, glielo dissi pure direttamente. Dampyr è un personaggio boselliano, Tex è bonelliano: c'è una "n" di differenza. :trapper:

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A fasi alterne ed in modo piu' o meno accentuato, l' affollamento di comprimari ( che spesso fanno ombra al Nostro ), una certa tendenza a "nascondere" il personaggio principale e una trama, a volte, fin troppo intricata, siano sempre state ( e lo sono tuttora ) caratteristiche comuni ed incontrovertibili del Tex e del Dampyr targato Boselli. Fin dagli esordi io ho criticato allo stesso la mancata "centralit?" di Tex in numerose sue storie e, una volta, glielo dissi pure direttamente. Dampyr è un personaggio boselliano, Tex è bonelliano: c'è una "n" di differenza. :trapper:

Concordo totalmente !
Allo stesso tempo, 'Gli Assassini' mi sembra un po' un'eccezione a questa regola ( che dovrebbe essere invece l'eccezione! ) boselliana. Certamente Mitch è un personaggio centrale, ma è solo coprotagonista con Tex ; il quale ha una motivazione forte per mettersi alla caccia di Boydon & Co., ovvero vendicare Kit e Tiger, lasciati in fin di vita dalla congrega di giustizieri.
Dunque, Mitch affianca Tex senza oscurarlo, anche se i flashback soggettivi ( molto leoniani e molto poco western ) vertono alla tendenza opposta.

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Conoscevo Tex solamente di nome e di abbigliamento, quando iniziai a scoprirlo meglio con il primo volume della collezione storica a colori di Repubblica. Un tratto grafico ancora primordiale, se vogliamo definirlo così, ma di certo Galep sapeva il fatto suo. Ammettiamolo, in alcune vignette tralasciavamo Tex ed ammiravamo la bella indana Tesah!
Ho da sempre ammirato il West, ed ovviamente i film ispirati a questo periodo. Fumetti in bianco e nero non ne leggevo, salvo qualche sporadica eccezione. E' stato proprio il Tex a colori a spingermi ad indagare di più nell'universo della china e dell'inchiostro.
Ecco perchè, collezionando uno dopo l'altro i volumi di Repubblica, parallelamente acquisto vecchi albi di Tex, nonchè i mitici Texoni!
"Gli Assassini" l'ho trovato al Romics 2010, il prezzo della copertina recita "L. 8000". In ottimo stato!

Premetto che Font rimane uno dei disegnatori che preferisco, e per il tratto caratteristico che riesce a regalare all'azione, sia per l'impostazione e l'angolatura di ogni singola scena. Insomma, mi piace =D
Le sceneggiature di Boselli le ho apprezzate da subito. Le considero innovative, e mai banali. Un giudizio che mi sento di rimarcare appieno per questo Texone.
Il ruolo di "spalla", se così vogliamo chiamarlo, dei pards riesce ad avanzare parallelamente e con la stessa importanza della storia travagliata di Mitch. Pur essendo spinto da propositi di vendetta (ma d'altronde Tex non era diverso quando si mise all'inseguimento degli uccisori di Lilith), Mitch risulta quasi il secondo Kit Carson della situazione, un valido pards, umanamente e manualmente (vista la rapidit? nello sparare).
Dopotutto, Mitch e Tex non potevano non incontrarsi, dato che, come sottolineato da Don Fabio Esqueda, entrambi cercavano gli stessi individui.
Ho apprezzato che, per una volta, non sia Tex il protagonista. Mi sono stufato di vederlo in prima linea, dite? Neanche per sogno! Ma sono convinto che ogni eccezione, come questa storia, confermi la regola: Tex rimane sempre il migliore.
Morale della favola, visto che mi sono dilungato anche troppo, ho particolarmente apprezzato Gli Assassini e per la sceneggiatura boselliana, che personalmente ho sempre ammirato, e per la maestria grafica di Font (ed il B/N è sempre intrigante, diciamolo!). I flashback di Mitch e lo sguardo frequente alla congrega dei Regolatori conferiscono all'opera un quid diverso dalle altre sceneggiature che, nel mio piccolo, ho avuto modo di apprezzare fino ad ora.




P. S. E' il mio primo intervento "serio". Essendo dunque ancora un novizio, spero di non aver "peccato" in qualce cosa (OT, mi sono dilungato, etc..). Apprezzo dunque critiche, suggerimenti e, perchè no, complimenti (sempre che ne sia degno xD)!

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Quoto quanto detto da El Gringo 89 (a proposito... benvenuto fra noi, amigo!) e faccio mie le parole di Paco Ordonez: onestamente, le accuse a Boselli di scarsa centralit? del personaggio di Tex mi sono sempre parse poco motivate, ma da un paio d'anni a questa parte sono diventate oggettivamente anacronistiche. Piaccia o meno, i personaggi in grado di "rubare spazio" (come dicono alcuni) o "aggiungere interesse" (come sostengo io) nelle storie di Boselli si sono assai ridimensionati. Paco non si sbaglia affatto. Se invece vi prendete un Dampyr, l' troverete ancora il protagonista sovente (ma non sempre) defilato, e personaggi secondari di spessore... che sono i motivi che mi stanno facendo interessare sempre più a quella serie, nonostante le storie soprannaturali siano decisamente in fondo alla mia scala di preferenze. Però c'è l'interesse per i problemi d'attualit?, l'approfondimento di zone e realtà geografiche lontane... Se giustapponete una storia di Dampyr e una di Tex (scritte entrambe da Boselli, ovvio), le somiglianze sono molte meno rispetto a quanto si potrebbe sospettare.

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Sensa nemmeno voler prendere in esame storie come "Una campana per Lucero", ho recentemente riletto e analizzato "Diablero". Ebbene, l' non soltanto i veri protagonisti sono Mitla, Diablero ed El Morisco, ma Tex non è mai al centro degli avvenimenti e incontra i cattivi solo alla fine e da lontano. Eppure è un capolavoro glbonelliano!Borden

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SPOILER10 e lode.. Mauro Boselli e Alfonso Font sono un'accoppiata davvero vincente.. storia avvincente, intricata, coinvolgente, sorprendente, piena d'azione e scene che lasciano col fiato sospeso.. disegni grandiosi..? vero che i nostri cari pards sono in secondo piano rispetto a Mitch, ma ho apprezzato comunque Gli assassini così com'?.. Mitch è un degno protagonista.. stupenda la scena in cui a sorpresa sbucano gli uomini con la gatling nascosti nel carro cinese per far fuori i nostri.. poi la sparatoria finale nella villa del capo dei regolatori è memorabile e interminabile.. sbucano uomini armati da ogni angolo, da ogni porta e finestra.. pura adrenalina! :inch::inch::inch:

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questo texone è uno dei miei preferiti!Voto 10 e lode alla storia e 7 ai disegniCerte scene mi sono rimaste impresse come SPOILERquando tex e kit viaggiano nella locomotiva e passano in un viale dove ci sono carri cinesi, a uno tolgono il telo e c'è una mitraliatrice (WOW)Oppure quando mitch si arrampica sul lampadario e spara!!!! :colt:

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Paco, sai che sto cominciando a pensare che ciò che alcuni definiscono "personaggio rubascena" sia proprio ciò che mi fa piacere le storie di Boselli?

Concordo perfettamente con quanto dice Virgin sui personaggi "ruba-scena": Mitch indubbiamente ha un ruolo centrale in questa bellissima storia, più di quanto non lo abbiano gli stessi Tex e Carson:
per larghi tratti agisce da solo, toglie d'impaccio i pards in più di un'occasione, è lui che vive i "flashback" (molto suggestive quelle luci confuse nel ricordo che si riveleranno essere gli speroni degli assassini), lui viene avvicinato dalla fatale Lisa ed è a lui che la stessa, morente, fa la rivelazione decisiva della storia (il nome del capo e mandante dell'assassinio del padre di Mitch).
Anche secondo me, quindi, se c'è un protagonista, in questa storia, allora quello è più Mitch che non Tex e Carson. Ma questo, a mio parere, arricchisce la saga di Tex, perchè offre al lettore personaggi di rilievo, non facilmente dimenticabili. Quando sarà passato qualche anno dalla lettura di questa storia, io la ricorder? per la sua bellezza ma anche per il personaggio di Mitch,
per il suo desiderio di vendetta nato in quella notte tragica vissuta da bambino, per la sua abilità con le pistole e come detective, per il suo destino di solitudine che lo porta a parlare al cavallo Lenny...
E sarà contento di questo, perchè è un'altra bella storia nel carniere, una storia con Tex, di Tex, ma non "monoliticamente" incentrata su Tex. Ritengo che proprio in ciò stia la grandezza di Boselli, nell'ampio respiro delle sue storie dato proprio da questa varietà di personaggi. Anche mio padre è un appassionato Tex (tra l'altro, come me, adora Carson): ebbene, quando parliamo delle storie, non parliamo di Tex e Carson (i cui comportamenti conosciamo a memoria e il cui ruolo è obbligato ad essere quello dei vincenti della storia, senza possibilità di sorpresa); parliamo invece dei comprimari, dello Sceriffo Clemmons e della sua nobile fine, di Shane 'O Donnell e dei ragazzi dell'Oca Selvaggia, del Sergente Torrence, dei detenuti della Grande Invasione... Personaggi che possono concludere la loro vicenda da vincenti ma anche da perdenti, il cui destino comunque non è segnato ma aperto ad ogni situazione... ciò, questa loro "fragilit?", li rende umani, e qui sta la loro grandezza, che fa da contraltare all'obbligato superomismo dei protagonisti Tex e Carson (che, comunque vada, non possono ovviamente n° fallire n° morire...)In un altro commento, Ymalpas ha scritto che il capolavoro degli anni '80 è stata Fuga da Anderville: sono d'accordo, e infatti, anche qui, Tex è co-protagonista, ma i veri protagonisti sono i due cugini legati dal sangue ma divisi dalla guerra fratricida... In definitiva, forse non sarà molto "texiano", ma io spero che Boselli continui così...

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A proposito di questa storia, solo io ho notato diverse analogie, nel soggetto e nella figura di Mitch, con il gran film che è Da Uomo a Uomo di Giulio Petroni e da cui, tra l'altro, è stato tirato fuori Kill Bill di Quentin Tarantino?Mitch assomiglia molto al personaggio principale (uno spiritato e pessimo John Philip Law) e come lui ha i flashback dei "particolari" degli assassini quando li rivede (qui sono il sorriso, l'eleganza, la faccia, li erano più caratteristiche esasperate come un tatuaggio, la cicatrice, la collana). COme lui, anche Mitch viene salvato da uno degli assassini (nel film è Lee Van Cleef, qui Lisa, che permette a Boselli di sviluppare una bellissima figura) e come lui Mitch ha bisogno dell'aiuto di qualcuno (Tex e Carson, che fanno il ruolo di Lee Van Cleef del film che, se magari non è protagonista, di sicuro fa la parte della LEGGENDA, come anche Tex e Carson qui, forse non protagonisti, am sono loro la LEGGENDA; loro che fanno tremare i cattivi di paura). Detto ciò, bellissima storia e Font irriconoscibile rispetto ciò che è divenuto ora.

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A proposito di questa storia, solo io ho notato diverse analogie, nel soggetto e nella figura di Mitch, con il gran film che è Da Uomo a Uomo di Giulio Petroni e da cui, tra l'altro, è stato tirato fuori Kill Bill di Quentin Tarantino?Mitch assomiglia molto al personaggio principale (uno spiritato e pessimo John Philip Law) e come lui ha i flashback dei "particolari" degli assassini quando li rivede (qui sono il sorriso, l'eleganza, la faccia, li erano più caratteristiche esasperate come un tatuaggio, la cicatrice, la collana). COme lui, anche Mitch viene salvato da uno degli assassini (nel film è Lee Van Cleef, qui Lisa, che permette a Boselli di sviluppare una bellissima figura) e come lui Mitch ha bisogno dell'aiuto di qualcuno (Tex e Carson, che fanno il ruolo di Lee Van Cleef del film che, se magari non è protagonista, di sicuro fa la parte della LEGGENDA, come anche Tex e Carson qui, forse non protagonisti, am sono loro la LEGGENDA; loro che fanno tremare i cattivi di paura).  Detto ciò, bellissima storia e Font irriconoscibile rispetto ciò che è divenuto ora.

Non avendo visto il film in questione, non so dire quanto Boselli nme sia stato influenzato, conoscendolo, però, credo che lo abbia influenzato soprattutto il film western noir del 1947 "Notte senza fine" di Raoul Walsh. Nel suddetto film il protagonista, Robert Mitchum, a cui hanno sterminato la famiglia, è ossessionato dalla sola cosa che ricorda di quella notte: gli speroni tintinnanti di uno degli assassini, da lui visti mentre era nascosto. Questo particolare Boselli lo ha sicuramente ripreso da questo film. _ahsisi P. S Pur non essendo tra i miei preferiti, a me Font piace tuttora. ::evvai:: Modificato da Carlo Monni

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