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TexFanatico

[351/353] La Banda Del Teschio

Voto alla storia  

20 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Jesus Blasco
Periodicità mensile: Gennaio 1990 - Marzo 1990
Inizia nel numero 351 a pag. 95 e finisce nel numero 353 a pag. 114

 

Una banda di pirati abborda, rapina e fa saltare in aria sul Mississippi il battello Natchez, lasciando come firma una carta da gioco con teschio e tibie incrociate. Tex e i suoi pards, incaricati da Mac Parland della Pinkerton, devono mettere il sale sulla coda dei feroci predoni.

 


© Sergio Bonelli Editore
 

 

 

 

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Queste parole solo l'introduzione di quella che è stata la mia prima storia, storia quindi che m'appresto a commentare di parte e, data la sofferta assenza dei miei Tex qui in Germania, a memoria.

Una storia del ancor grande Nizzi, ottimamente disegnata da Blasco, che vede Tex e pards nuovamente coinvolti con un affare piuttosto rognoso ed in un territorio a loro assai sconosciuto.

D'una parte si ritrovano in una città (New Orleans), territorio ben differente sia per morfologia che per "il significato della parola legge", e dall'altra nelle paludi intricate che si trovano poco distante.

Un Tex deciso, che si f? guidare da uno del posto per la caccia finale, ben sapendo che da solo non potrebbe mai districarsi tra i ventimila canali che offrono riparo ai pirati.

I disegni, inoltre, ricreano molto bene, a mio giudizio, l'atmosfera della palude, offrendo al lettore un Tex completamente immerso nella realtà locale.

Che dire, una storia che m'ha sicuramente colpito a fondo.

Il mio voto è quindi un 8 (riconosco che altre storie son nettamente superiori).

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Una bella storia fluviale non molto valorizzata, purtroppo, dai disegni di Blasco, qui comunque più a suo agio rispetto ad altre storie disegnate in passato.

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Una curiosità statistica: a quanto mi risulta, è l'unica storia disegnata da Jesus Blasco a contare più di 220 pagine. Non so per quale motivo l'artista spagnolo abbia realizzato soltanto storie medio - corte su "Tex"; crredo però di potere azzardare un paio di ipotesi:a) è possibile che, malgrado potesse contare sulla collaborazione dei suoi fratelli ( lo ha ricordato Ymalpas nel suo articolo sui ghost - artists texiani ), Blasco, come altri disegnatori non italiani, facesse fatica a produrre storie delle dimensioni usuali in "Tex" a scadenze prefissate; del resto, Sergio Bonelli ha ricordato varie volte come le sue trattative con noti disegnatori stranieri per la realizzazione di Texoni siano naufragate di fronte all'esigenza di disegnare albi di 240 tavole. b ) è possibile pure che la casa editrice lo vedesse come un disegnatore adatto in particolar modo ai riempitivi ( un po' come era capitato a Nicol' in precedenza ).

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Ho finalmente potuto leggere nella sua integrità questa storia: mi è parsa molto gradevole e dotata di un buon ritmo narrativo, anche se le situazioni presentate non erano molto nuove ( la sparatoria durante il poker, la rissa in taverna, gli ammiccamenti di Carson alla bella Nadine, lo scontro risolutivo nella tana dei banditi ecc. ). La gang pirata è ben organizzata, ma Tex e Carson sono sempre in campana, e, dove non sono loro a fiutare il pericolo, interviene la buona sorte:infatti senza la spiata del vecchio Mac ( un altro degli "origliatori" nizziani, anche se lo sceneggiatore modenese si preoccupa di spiegare questo comportamento con il carattere del personaggio in questione, classico marinaio di vecchio stampo, malcontento dei suoi subdoli e sleali capi) sarebbe stato difficile per loro scoprire che il capitano Travis era uno dei criminali e agiva in collaborazione con Nadine ( di cui, viceversa, Tex aveva sospettato fin dal principio; inoltre, quando si trovano sull'"isola degli spiriti" e affrontano la banda, rischiano ad un certo punto di finire le munizioni e soltanto l'inopinato ( e stavolta gratuito ) intervento del pescatore - contrabbandiere - informatore dello sceriffo Mouse consente loro di risolvere la situazione usando in abbondanza "madama dinamite" . La partecipazione di Nat McKennet, pur limitata, è fondamentale dal punto di vista logistico ( è lui a procurare ai pards Mouse ), mentre Mac Parland si limita quasi solo al ruolo di "procacciatore di missioni" uscendone solo per collaborare con Tex nel colpo di scena finale, che mette alle strette il capo della gang. I disegni di Blasco sono di livello molto buono, ricreando in maniera piuttosto vivida ambienti e personaggi della storia ( Tex e Carson compresi ). In sintesi, a mio giudizio:

 

soggetto 7,5

scenggiatura 7,5

disegni 8,5.

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Una curiosità: è in questa storia che compare

, pronunciata da Mr Coleman, il "cattivo" della vicenda
la famosa frase che illustra l'effetto della presenza di Tex e Carson in un luogo: "Al loro apparire i becchini si fregano le mani e i costruttori di lapidi si mettono a ballare dalla contentezza".

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Storia che segna l'ennesimo ritorno a New Orleans e dintorni da parte di Tex e Carson, chiamati da McParland per risolvere uno strano caso di pirateria moderna. Scritta nel periodo d'oro di Nizzi e' un avventura che scorre via che e' un piacere. Abbiamo i due pards in forma smagliante, con un Tex che non esita a confermare il suo brutto carattere durante il colloquio avvenuto con i tre proprietari delle tre compagnie di navigazione:

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E' il Tex deciso e duro che piace a me. Quello che al sentire una piccola frase non gradita, reagisce istintivamente senza nessun problema e senza curarsi minimamente chi gli sta davanti. E' il periodo in cui Nizzi sottolinea la grande intesa e la grande amicizia che c'e' tra Tex e Carson. Durante una tesa partita al poker,Tex vista l'atmosfera pesante che si stava creando tocca con il suo stivale quello di Carson e lo sguardo che c'e' tra di loro parla piu' di ogni parola. Sono due persone che si capiscono al volo, che si conoscono da anni e sanno a memoria ogni atteggiamento da intraprendere nel caso di uno scontro a fuoco. Bellissima la scena al ristorante, dove i due pards affamati dichiarano guerra alle classiche bistecche alte due dite, per poi essere giudicati dal cameriere come due pazzi, sia per la loro fame e sia per il loro modo un po' anomalo di comportarsi. Vi e' la presenza anche di Nat McKennet, scerifo di New Orleans e amico di vecchia data dei due rangers, anche se appare nel finale della storia.
Cio' che si puo' notare leggendo questa storia e' l'eccessiva intuizione da parte di Tex nell'immaginare certe situazioni o i piani dei nemici. E' uno dei difetti di Nizzi che ho sempre rivendicato. La storia si conclude con uno scontro finale spettacolare avvenuto "nell'isola degli spiriti" dove il covo dei pirati e' costituito da un battello in rovina mezzo affossato e in balia di erbacce. Bella anche la vignetta che conclude la storia, con un quartetto di amici del tutto inedito.

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I disegni di Blasco(disegnatore che ho sempre molto apprezzato)sono di buona qualita' e rendono perfettamente l'atmosfera della storia.

Storia 7.5
Disegni 7
_______________________________________________________

Ecco un disegno inedito di Civitelli che riprende proprio lo scontro finale della storia in questione:

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Per quanto impossibile potesse sembrare, quel mondo morto rigurgitava di vita. Vita nei suoi tronchi ricoperti di muschio, di funghi parassiti, di insetti, di vermi e di larve. Vita nel suo gorgoglio lugubre delle sue acque malsane, negli schianti violenti, nei tonfi sordi, nel frusciare improvviso e incomprensibile.... Qualcosa frusciava silenziosamente fra foglie viscide e fredde, fra fiori belli e orrendi. Li vicino una farfalle enorme, variopinta, spaventosa, si posava sulla carcassa di un animale in decomposizione. Qua e la' grappoli di orchidee bianche pendevano dai rami;il loro candore, in quella massa verdastra e sporca, aveva un che di sinistro, d'irreale. Si', la palude della Lousiana pulsava di vita come un cuore verde, umido, gigantesco. Vita vorace e ingorda anche fra i legni di quella vecchia imbarcazione, quasi interamente rivestita di pianti rampicanti e di licheni, che la divoravano a poco a poco. Quel relitto, a vederlo illuminato dalla luna, offriva uno spettacolo al tempo stesso orrido e affascinante. Ed era il covo segreto della Banda del Teschio, verso il quale si mossero guardinghi ma decisi due nostre vecchie conoscenze:Tex Willer e Kit Carson.

Descrizione di Giovanni Battista Verger, tratto da "Cavalcando con Tex".

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Finito questa sera. E' il primo Tex che leggo disegnato da Jesus Blasco e ho trovato i disegni molto belli e adatti alla storia. La vicenda come detto da altri scorre via che è un piacere e in maniera molto lineare; tra scazzottate (ovvero Tex che picchia e gli altri che le buscano :lupos: ) e soffiate al momento giusto, i nostri 2 eroi ben presto arrivano alla tana dei cattivi e fanno piazza pulita non senza il loro solito humor. Mi è piaciuto il passaggio con la dinamite usata per demolire la nave, un p? meno il suo utilizzo per estorcere informazioni da Mathieau. Anche il buon Carson pensa "Tex sta esagerando".. ed in effetti mi è parso proprio un Tex un pelo troppo lanciato in certe pagine, scazzotta, tira dinamite, minaccia di far esplodere un uomo legato ad un albero, da ordini al beone e all'amico sceriffo, ordina a bacchetta "legatelo!", "slegatelo" e dio mio, caklmete! :capoInguerra: :capoInguerra: Storia divertente e leggera nel complesso. Disegni voto 8Storia voto 6Media sondaggio 7 :trapper:

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Era una storia che attendevo di leggere da parecchio tempo perchè mi intrigava molto e finalmente dopo averla acquistata tramite gli arretrati sono riuscito a leggerla. Devo dire che non sono rimasto affatto deluso anzi, questa storia mi è piaciuta davvero tanto. Innanzitutto l'ambientazione sui battelli fluviali e nelle paludi è davvero spettacolare ed è resa ancora più interessante dai disegni di Blasco che ben si adattano a questa ambientazione. La presenza di Nat è un altro punto a suo favore. Da brividi invece lo scontro finale nelle paludi e sul battello arenato. E' davvero spettacolare e non ho parole per descriverlo. Tex molto deciso e intraprendente. Bella la copertina di Galep di "Il covo nella palude". Da urlo la rappresentazione di Civitelli su questa storia. Voto 9 alla tramaVoto 8,5 ai disegni

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E' vero che le storie vanno prese per quello che sono, ovvero delle storie. E non si può stare a guardare la singola pecca (o meglio, ciò che personalmente riteniamo una pecca) di ognuna, perchè servono anche a contraddistinguere e differenziare i diversi episodi. In questa occasione, c'è un Tex che agisce risoluto è vero, GLB maniera oserei dire, senza nessuna misera figura o piccionata e tutto quello che si vuole... ma riceve così tanti aiuti esterni che neanche se stessimo parlando di Gastone Paperone.

Mi riferisco all'origlione e all'aiuto del pescatore con la dinamite. Si concentrano entrambe nell'albo conclusivo ma se la prima è solo noiosa (10 pagine di discorsi che spiegano a Tex tutto quello che c'è da sapere) la seconda è addiritura comica imho :veder sbucare dalla foresta un tizio (che si dichiarava terrorizzato/intimorito all'idea di metterci piede) con in mano decine di candelotti per correre i aiuto dei rangers mi ha fatto sorridere.(tinipic fa le lagne, ma guardate pag.83 del n.353 per credere)
Per il resto trattasi di una gran bella storia, mi accodo agli altri pareri forumistici, dalla partita a carte allo scontro finale sull'isola. Belli anche i disegni naturalmente(anche se, per il personaggio di Nadine ho qualcosa da rimproverare a Blasco :D :quando viene presentata viene disegnata in modo egregio ma poi man mano viene sempre più "imbruttita" ). Ma quanto detto precedentemente fa perdere alla storia 3 punti tondi tondi:voto:7

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Una delle più belle avventure del quarto centinaio. Come ricorda Nizzi nel libro intervista di Guarino, le storie fluviali sono ricorrenti nella serie e anche affascinanti. E' proprio l'ambientazione - il Mississipi, i battelli a vapore, la zona portuale con le stamberghe come il Perroquet, il delta del fiume con una straordinaria vegetazione e fauna, per finire con il fatiscente vascello che funge da covo per la banda del fiume, che suscitano il nostro maggiore interesse, Poi ci sono Tex e Carson che sbatacchiano gli avversari, bisticciano tra loro e non lesinano piombo (e dinamite)  sbrogliando la matassa di un "giallo" su cui l'autore modenese per fortuna non insiste troppo, Convincenti anche gli avversari, sgherri che peraltro non ambiscono mai alla pretesa di apparire super nemici ( chi lo dice che in una bella storia dev'esserci, da contraltare, un antagonista di rilievo? ), tra cui figura anche la bella e esotica Nadine, una gonnella come quelle che Nizzi spesso inserisce nelle sue avventure, che ha una parte attiva nell'avventura e aggiunge un po' di colore rosa alla vicenda. Beh, è vero che Nizzi sembra abusare nella storia un po' troppo degli origlioni ma ci si soprassiede volentieri dato il ritmo indiavolato della narrazione. Da applausi anche la commedia finale che viene inscenata per incastrare il capobanda Coleman. La storia è penalizzata dal fatto che inizi a metà albo del n. 351 e come dicevo in un mio vecchio messaggio ci sono poi i disegni di Blasco, un autore che mi è sempre piaciuto poco, qui comunque quasi gradevole ( da notare peraltro diversi interventi redazionali correttivi, per esempio, in una vignetta del terzo albo si nota la mano di Galleppini!): disegnata da un altro artista, come il Civitelli dell'illustrazione postata sopra da Steffen, sarebbe indubbiamente ricordata  come una delle cose migliori mai sceneggiate da Nizzi.

 

Voto: 8.

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Questa storia è una delle mie preferite...l ambientazione fluviale è molto suggestiva:qui Blasco mi è piaciuto molto!tra i personaggi creati da Nizzi in.questa storia mi sono piaciuti sia l origlione Mac (che svela ai pard il doppio gioco del.capitano Travis)sia il piccolo contrabbandiere Mouse.li cito perché Nizzi ha il "vezzo" di inserire nelle sue storie dei personaggi macchietta funzionali alla narrazione.lo faceva anche in Larry Yuma.ad ogni modo.una storia davvero ben.scritta,ritmo ad alti livelli che rileggo sempre volentieri.e humour e affiatamento tra i pard semplicemente perfetto!!!

Edited by Barbanera

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Variazione sul tema "avventura a New Orleans", città che, in questo caso, i nostri vedono di sfuggita visto che il grosso della storia si svolge a Baton Rouge, sul battello o su un isolotto stregato. Ce n'é, comunque, per tutti i gusti: dalle risse nelle bettole alle sparatorie con tanto di dinamite, dal nemico nell'ombra alla bella donzella traditrice. Il tutto arricchito dalle  
comparse di Mac Parland e Mac Kenneth.

Disegni di Blasco eccellenti.

Voto alla storia: 6,8

Voto ai disegni: 9

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Storia che presumibilmente fu concepita senza grandi pretese; un riempitivo, ma di gran classe! 

Nizzi, raggiunto l'apice creativo, sfornò un episodio molto gradevole e divertente, ambientando nuovamente l'azione tra gli acquitrinosi canali della Louisiana (a distanza di pochi albi dalla precedente escursione dei nostri nei dintorni di New Orleans). Il soggetto prende spunto dalla tradizionale guerra tra compagnie fluviali, con una banda di inafferrabili pirati del fiume che, destabilizzando le concorrenti, fa il gioco del bieco Coleman, che conta di rimanere padrone incontrastato dei trasporti sul Mississippi. Come al solito, l'intervento deciso di Tex e Carson, convocati da Mc Parland nell'occasione, farà tramontare i progetti criminali del villain e contribuirà a ristabilire la giustizia. L'ambientazione, la presenza di Mc Parland, le sparatorie sui battelli, le carte da gioco rilasciate sulle vittime, ricordano vagamente la celebre storia "L'asso di picche" composta da G.L. Bonelli sul primo centinaio. Nella sceneggiatura di Nizzi non mancano né l'azione, né  siparietti ironici. Molto ben riuscita la scena dell'assalto dei nostri al covo della banda di Matieu nel cuore della palude, nei pressi del battello arenato in disuso. Una sequenza ben scritta, che si legge ben volentieri, con i due pards in forma strepitosa. Ottimi i dialoghi e la carrellata di personaggi che sfilano tra le pagine, ognuno con una ruolo ben definito e funzionale alla trama. Forse manca quel pizzico di originalità e qualche colpo di scena a effetto, ma tutto sommato sono sottigliezze. Non posso esimermi dal notare il primo insorgere di due debolezze nizziane, che nell'episodio in questione incidono poco, ma diverranno zavorra nelle storie del centenario seguente: la presenza risolutiva dell'origlione di turno, e l'eccessivi brontolii di Carson che rischiano di sconfinare nella fifa. La prima origliata la fa il bandito sul battello che scopre subito il bluff dei rangers in merito all'abbandono delle indagini e gli permette di organizzare l'agguato. Molto più importante come snodo narrativo, quello del vecchio Mac, che serve praticamente sul piatto d'argento la soluzione dell'enigma. Azzeccata la scelta di Blasco ai disegni. L'artista spagnolo, ciò che paga in resa anatomica dei personaggi, lo recupera con ottimi sfondi e splendide scene fluviali, fra battelli e liane. Mi par di aver scorto pure un ritocco redazionale apportato da Galep in un viso di Tex verso la fine dell'episodio, oltre ai consueti interventi di Monti, ma potrei pur sbagliarmi. Molto carina la caratterizzazione grafica di Nadine, Blasco d'altronde se la cavava abbastanza bene nella realizzazione di affascinanti fanciulle, peccato che incappasse pure lui nella trappola della ripetitività di fattezze, tanto è vero che a memoria, mi sembra di ricordare che in "Topeka", Molly venne disegnata come la gemella della fascinosa complice dei pirati del teschio. :D Il mio voto finale è 7

Edited by Condor senza meta

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la storia in questione è un fulgido esempio della bravura del miglior Nizzi di costruire trame mai banali e intriganti...in questa storia c'è tutto il repertorio di Tex, molto Glbonelliano: 

sparatorie, dinamite, scazzottate, partite a poker,bistecche e patatine, belle fanciulle e ...origlioni nizziani :lol: (va beh, ma in questa storia non disturbano più di tanto)

 

ma, soprattutto, una simbiosi tra i due pard, tra Tex e Carson che il miglior Nizzi riusciva a rendere in modo perfetto...

Due esempi: il dialogo tra le menti dei pard durante la partita a poker...splendido

oppure quando Carson vorrebbe ammirare da vicino la bella Nadine e Tex gli chiede "E cosa le racconterai per ammaliarla?le fiabe del nonno" :D:lol: splendido

 

questa storia è una delle mie preferite tra le "normali" perchè, pur non essendo un capolavoro, riassume in sè il Tex che adoro...e la rileggo almeno una volta all'anno proprio per l'ambientazione suggestiva e per clichè che sono presenti

 

disegni di Blasco discreti

Edited by Barbanera

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11 ore fa, Condor senza meta dice:

del centenario seguente

Il centenario  seguente è  forse quello con meno origliate nizziane, e salvo un paio di storie Carson non è  mai una macchietta. Direi che la tua definizione si adatta più al centinario 500 600.

Per quel che mi riguarda, in questa storia anche io ho notato una certa retrosia, fifa da parte di Carson, un po troppo macchietta. Per il resto la storia fila bene, anche se non è  un capolavoro. A differenza di voi io lo scontro nella palude l' ho trovato noiosetto, piu pathos e tensione non avrebbero guastato. Vanno ricordate tre sequenze: la partita a poker( e qui sono d'accordo che Carson ci faccia una bella figura) quella in cui Tex all' offerta di denaro caccia via i tre tromboni, lo stratagemma finale e quello sulla nave(  una delle caratteristiche che più adoro di Nizzi sono proprio gli astuti stratagemmi psicologici che Tex mette in atto per fregare gli avversari). Per il resto è ordinaria amministrazione, un po' al di sotto rispetto alle altre nizziane del periodo. Belli i disegni.

Voto 7

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<span style="color:red;">22 ore fa</span>, Barbanera dice:

ma, soprattutto, una simbiosi tra i due pard, tra Tex e Carson che il miglior Nizzi riusciva a rendere in modo perfetto...

Due esempi: il dialogo tra le menti dei pard durante la partita a poker...splendido

oppure quando Carson vorrebbe ammirare da vicino la bella Nadine e Tex gli chiede "E cosa le racconterai per ammaliarla?le fiabe del nonno" :D:lol: splendido

Perfettamente d'accordo. Nizzi fin dalle prime prove, crea un rapporto speciale fra i due pards. Un'amicizia solida e preziosa più del diamante. Come reciterà Sam Brennan nell'albo seguente: "Di amici così s'è perso lo stampo! 

 

<span style="color:red;">11 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Il centenario  seguente è  forse quello con meno origliate nizziane, e salvo un paio di storie Carson non è  mai una macchietta. Direi che la tua definizione si adatta più al centinario 500 600.

Hai ragione Grande Tex, erroneamente ho citato il centenario 400-500, ma realmente intendevo alludere a storie più recenti. Gran Matusalemme ballerino, la senilità avanza. :D

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