Vai al contenuto
il 17° Numero del TWF è online! Leggi di più... ×
TWF - Tex Willer Forum
TexFanatico

[201-202] L' Oro Del Colorado

Voto alla storia  

26 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

pQGvva3Lh2uuLTreK--.jpg  01it61+cWk--.jpg

 

 

Soggetto e sceneggiatura: Gian Luigi Bonelli
Disegni: Giovanni Ticci

Periodicità mensile: inizia nel numero 201 e finisce nel numero 202 a pagina 49.


In un pueblo della riserva di Aquila della Notte, alcuni malfattori, guidati dall'avido Jimmy Benson, fanno strage di indiani. Il criminoso piano è rapirne un paio, da costringere a far loro da guide verso un giacimento d'oro su cui vogliono mettere le mani. Tex viene subito allertato e, insieme a Piccolo Falco e a Kit Carson, si mette sulla pista degli assassini. E mentre gli altri pards discendono in canoa le rapide del Colorado, Tiger Jack, in testa a una schiera di fidi Navajos, raggiunge i banditi nel Deserto Dipinto!


 © Sergio Bonelli Editore

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
Guest Wasted Years

E' la storia in cui il vecchio cammello viene costretto a discendere le rapide del Colorado in canoa, nonostante non voglia e cerchi ogni scusa ed ogni escamotage. La storia si basa sul ritrovamento di certe pepite da parte di un Navajo, che le propone a Big Cisco del trading post. questo provoca il rapimento del Navajo e del sua donna e un orribile massacro in un pueblo. Aquila della notte deve precedere i banditi e vendicare il massacro. Io la trovo simpaticissima, piena di passaggi emozionanti e divertenti ed illustrata da Dio. GLB metteva sempre un tocco di classe, ed in questa storia Carson immusonito è da morire dal ridere. Sta tutto lì, nella necessità di precedere i banditi e nella scelta di una strada difficile ma suggestiva ed emozionante, il fascino della storia. Ed io lo trovo magnetico.

9

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

IMHO "L'oro del Colorado" è una storia in un certo senso illuminata dalla sua fine; Tex e i suoi pards, infatti, non appena apprendono delle scelleratezze compiute dai "cattivi" della storia ( una banda di balordi, ma feroce e bene armata ), iniziano subito a tessere la tela nella quale questi andranno inesorabilmente ( e con totale incoscienza, dato che non prendono nemmeno in considerazione la presenza di Tex, ed arrivano al confronto con lui soltanto quando lui stesso lo vuole ) a cadere. Queste canaglie di mezza tacca, però, hanno sparso il sangue di molti navajos; di conseguenza Tex li tratta come aveva un tempo trattato Fraser o Brennan, sicchè la loro fine è terribile e spettacolare, anche a causa dell'ambiente in cui avviene ( vengono imbarcati su una canoa priva di pagaie e sospinti verso le rapide del Colorado, cosa che lascia loro una possibilità su mille di cavarsela, come dice Tex stesso). Come al solito, Tex dimostra carisma e strategia, mentre Tiger funziona bene come suo luogotenente e braccio destro; più marginale è invece il ruolo di Kit Willer, mentre Carson, come sottolineato da Wasted si ritaglia il ruolo di "spalla combattente - mugugnante" ( con effetti divertententissimi, un po' come capiterà in tante storie successive di Nizzi ;) ;) ;) ; GLB, comunque, si preoccupa di non farlo scadere nella considerazione del lettore facendolo definire "valoroso guerriero" dal capo navajo che affianca Tex e i due Kit nella navigazione sul Colorado ). Ben tratteggiato, ma del tutto secondario nello sviluppo della trama ( a differenza della sua successiva riapparizione ne "Il cerchio di sangue" ) il subdolo trafficante meticcio Big Cisco. Ticci si trova come un pesce nell'acqua disegnando ambienti come questi e la sua prestazione è maiuscola ( specie quando le canoe dei pards e dei "cattivi" affrontano le rapide del Colorado ).A mio parere, insomma:

 

soggetto 8

sceneggiatura 8,5

disegni 10

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
Guest Colonnello_Jim_Brandon

Un solo aggettivo. BELLISSIMA!!! Una storia che, seppur tratti un argomento già sfruttatissimo, riesce comunque a regalarci emozioni da cadiopalma in ogni vignetta!!! Memorabile la sequenza in cui Tex, Kit e Carson discendono il Colorado in canoa! Sequenza resa ancor più memorabile dalle innumerevoli battute di Carson ( fantastica quella in cui afferma che quel maledetto fiume non gli piacerebbe neppure se vi scorresse la birra!!! ). Molto interessante la frase con cui Tex "brucia" la proposta del riluttante Carson di guidare lui i Navajo sulle tracce della banda di Gilas al posto di Tiger... "Mi spiace ma è una questione di ascendente. Penso che Tiger sia più adatto per tenerli a freno" ( più o meno, non la ricordo a memoria...). La frase in sè racchiude al 100% la cieca fiducia che Tex ripone nel suo pard indiano... frasi a cui oggi siamo disabituati purtroppo... Ma torniamo alla storia, vi parrà strano, ma, oltre alla "classica" sequenza delle rapide, ho sempre adorato la sequenza in cui Tiger e i Navajo gettano il serpente a sonagli tra i cavalli dei ladroni. Un escamotage originale che non viene utilizzato molto spesso, ma che mette in luce, una volta tanto, le straordinarie doti "guerrigliere" dei Navajo. Bellissimi i disegni di Ticci, soprattutto nella versione a colori!!!!

 

VOTO COMPLESSIVO : 8

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace moltissimo questa storia, dove le ombre più cupe vengono spezzate dai brontolii del contestatore Carson costretto a scendere in canoa un fiume non certo "tranquillo" come il Colorado. Tex recita da par suo la parte dell'angelo vendicatore abbandonando senza pietà i massacratori dei Navajos ad una morte orribile, ma - in apparenza - lasciando la decisione sulla loro sorte ad una forza maggiore e trascendente. Sarebbe stato bello, IMHO, che essendo la storia ambientata in gran parte in un sito spettacolare come il Colorado, i disegni di Ticci avessero avuto l'onore del colore, benchè io abbia detto in altra occasione di preferire comunque il bianco-nero. Voto: 8

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Anch'io trovo questa storia indimenticabile. Certo la trama è stata sfruttata già varie volte (anche all'epoca): il solito gruppo di delinquentelli che si mette in testa di arraffare oro dalla riserva dei Navajos. Banditi crudeli, che non esitano a massacrare un intero pueblo di pacifici Navajos, ma non tanto intelligenti, dato che la loro carriera finisce con estrema facilit?. Il massacro del pueblo con l'unico superstite che si rifugia nel pozzo per avvertire Aquila della Notte, ricorda un p? la situazione vista all'inizio della storia "I cavalieri della Morte" (Morte di un soldato e seguenti). Naturalmente ciò che rende mitica la storia, è la scena della discesa delle rapide, un puro concentrato di divertimento, per chi come me ama i siparietti comici tra Tex e Carson: Intramontabili!!!I disegni di Ticci sono da incorniciare, soprattutto nelle scene delle rapide. Sembra che l'acqua ti schizzi in faccia! :)Il finale è durissimo: Tex sfrutta le rapide per la vendetta, chiaramente non ci è dato di sapere se i banditi si sono salvati, per me no!!!Voto: 9 :trapper:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Davvero una gran bella storia, in alcuni momenti sicuramente entusiasmante-basti citare la scena della discesa nell rapide del Colorado. Una delle cose che più mi sono piaciute sono i dialoghi. Sappiamo tutti che Bonelli era un maestro nel far recitare i suoi personaggi, e quindi dovremmo essere abituati a questa peculiarità del suo stile; però non si può che rimanere a bocca aperta di fronte alla sua capacità di saper sviluppare una storia con il sostegno quasi esclusivo di questa impalcatura. Una impalcatura spesso instabile che bisogna saper gestire, poiché può diventare, nelle mani di un cattivo maestro, noiosa;e se diventa noiosa, soprattutto se essa risulta essere l'elemento portante della storia(come in alcuni dei migliori casi bonelliani), ecco che anche la storia non potrebbe che risultare noiosa, e quindi brutta. Non è il caso di "L'oro del Colorado": i dialoghi brillano per la loro durezza e scorrevolezza, e anche quando Bonelli si sofferma sui discorsi dei nemici o su dialoghi più statici, non viene mai la voglia di saltare le pagine a più pari. Inoltre la storia è molto dura:il massacro iniziale al pueblo dei Navajos non solo è raccontato splendidamente, ma è anche molto crudo; ma di una crudezza, però, molto particolare: nulla di più lontano dalla crudeltà gratuita di un Segura - non ci vengono mostrate vignette splatter con corpi bruciati vivi e cristiani appesi per il collo e mangiati dai corvi. Bonelli non ha bisogno di colpire il lettore con queste cose:gli orrori del massacro non vengono descritti con sadico compiacimento, ma vengono solamente evocati, evocati da scarne didascalie che lasciano la certezza di quello che è avvenuto, senza per questo inorridire gratuitamente il lettore. E i nemici di questa storia sono davvero degni di questo nome, sono veramente dei gran bastardi:non esitano ad attaccare con la dinamite facendo strage di indiani alla fin fine inermi;e non esitano a ricattare vigliaccamente Moqui minacciando di violentare la moglie -mi sembra che qui ci sia uno dei pochissimi tentativi di violenza carnale su una donna visti nella saga texiana. Tra tutti, per bastardaggine, spicca Gilas, alla cui caratterizzazione contribuisce in maniera determinante il pennello di Ticci, anche questa volta in stato di grazia. Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è l'aver sottolineato lo status di Tex: lui è Aquila Della Notte, il capo grande e riconosciuto di tutti i Navajos, colui che li protegge ad ogni costo e che non esita a punire coloro che ne minacciano l'esistenza pacifica. Non c'è scampo per i massacratori del pueblo, non c'è scampo per i mercanti che vendono sottobanco armi o whisky:magistrale la lezione data al mercante del trading post., belle le parole diTex all'indiano superstite e bello il fatto che ci siano segni convenzionali che indicano la sua presenza come un fatto rassicurante per ogni navajo!Kit Carson:il vecchio cammello che agisce in questa storia è straordinario! Ma mentre leggevo mi dicevo: Bhe, questa volta Nizzi ha davvero esagerato! Forse gli antinizziani hanno ragione! Perchè questo Kit Carson è in certi frangenti davvero una palla al piede, non fa altro che brontolare e lamentarsi! Di più, addirittura questo Carson si comporta quasi da vigliacco: pagine e pagine in cui il nostro fa di tutto per non andare sulla canoa, in cui cerca di convincere i pards a prendere un'altra strada. E' vero, questa volta Nizzi ha esagerato: il Carson vero, quello di Bonelli, si sarebbe gettato senza farsi troppi problemi nelle rapide; il vero Carson non si sarebbe lamentato per pagine e pagine;il vero Carson non sarebbe stato così macchiettistico, così è alla Cico! Per una volta do ragione agli antinizziani, coloro che davvero sanno cosa è o non è il vero Kit Carson, quali sono e quali non sono i metodi di scrittura autentici del grande Bonelli! :inch: :inch: :inch:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Bellissima storia, un quasi capolavoro. Molto interessante l'inizio con alcuni spunti degni di nota, l'ingenuità del navajo nell'attirarsi i guai addosso con lo scambio di pepite, la risolutezza del vecchio navajo nell'obbligare un giovane guerriero a nascondersi per far in modo che il massacro non resti invendicato, la violenza degli assalitori che non esita a massacrare donne e bambini per cupidigia; ma anche in seguito con il lungo inseguimento, il ruolo che Tex riconosce a Tiger, la vena umoristica di Carson, la coppia di indiani presi in ostaggio molto ben delineati dal grande Ticci, i paesaggi del Colorado ed il finale veramente epico che ti lascia sempre nel dubbio... si saranno salvati... ovviamente no ma come e quando saranno morti.

Nel complesso assegno 9 alla storia e 10 ai disegni.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Una BELLISSIMA ed INDIMENTICABILE storia!! Se si cercano prove lampanti che confermino la teoria, che per essere definita una Grande storia (con la G maiuscola non a caso) non bisogna soffermarsi solo sulla lunghezza di essa ma bensì in altre sfaccettature, beh questa ne è la prova più lampante!!!La lunghezza di questo episodio è circa di 160 pagine. Contiene tutti gli ingredienti necessari per essere ricordata nel tempo:

- Il ritmo: che riesce sempre a nn stancare il lettore

- Lo svolgimento: che pur molto semplice e lineare non stanca mai

- I dialoghi: vero punto forza della storia

- La trama: semplice ma allo stesso tempo stimolante.

Tra fior fiori di capolavori che si sono succeduti nell'ultra 60ennale carriera di Tex, questa riesce ha conquistarsi un posto più che onorevole tra le storie più belle ed indimenticabili del nostro ranger... La storia, come già detto,è di stampo classico: in cui un gruppo di banditi, casualmente scopre, nel trading post di Cisco Bill, un indiano che baratta le sue pepite d'oro in cambio di coperte e tabacco da portare nel suo villaggio. Dopo aver seguito le tracce dell'indiano per risalire al luogo di provienenza di queste pepite, i banditi decidono di trucidare tutto il suo villaggio, con il chiaro scopo di non lasciare scomodi testimoni. Il piano dei banditi è quello di lasciarsi guidare dall'indiano fino alle rive del fiume in cui si trova il giacimento di pepite per poi sbarazzarsene una volta per sempre giunti al luogo. Per premere ulteriormente sulla vulnerabilità dell'indiano decidono di trascinarsi con loro anche la sua squaw. L'unico sopravvisuto al massacro del villaggio indiano riesce ha contattare tex, che decide subito di intervenire.. Il piano diTex è molto semplice, sarebbe quello di precedere i banditi sul luogo delle pepite, e preparare così un piano che non lasci scampo a questi ultimi. Per far si che questo si compia, l'unico modo per precedere i banditi è attraversare il fiume del Gran Canyon in canoa. Dopo non poche peripezie il fiume viene guadato e la trappola per i banditi è pronta per scattare...

 

VOTO 7,5

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Tex e Carson e loro imminente "gita" nel Colorado river 

 

Carson: "Sentirti parlare così, mi fa venire in mente la storia del coyote che, scoperta in fondo a un burrone una pecorella smarrita, le grida di non muoversi che arriva lui a salvarla."

Tex: "E tu saresti la pecorella!" 

 

 

La trama è semplice :Tex e i suoi pards alla caccia di una banda di assassini, autori di un massacro a un villaggio Navajo,  per salvare anche le vite di Moqui e della sua squaw!

Avventura entusiasmante! La parte migliore è sicuramente quella della discesa nelle rapide del Colorado River con un Carson più brontolone del solito! Nel finale sorprende la decisione di Tex, ma  il vecchio Bonelli non era nuovo a tali colpi di scena!

Belli i disegni di Ticci!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Storia indimenticabile soprattutto per la mitica "cavalcata" nel Colorado, una delle scene che rimangono scolpite nella memoria dei lettori. Tutto ruota attorno a questo episodio che e` il vero centro focale della storia e da` originalita` e vivacita` a un soggetto per il resto del tutto ordinario. Merita una menzione anche la prima - se non sbaglio - apparizione del mitico Big Cisco del trading post di Oraibi. Grazie ai dialoghi straordinari di GL Bonelli e ai disegni superlativi di Ticci, si lascia sempre rileggere che e` un piacere :D

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.