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[301/302] La Locanda Dei Fantasmi

Voto alla storia  

29 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Novembre e Dicembre 1985
Inizia col n.301 e finisce a pag 69 del 302




Tex e Carson, sono sorpresi da un forte acquazzone ad ovest del New Messico. Stanno cercando un posto asciutto quando incontrano una diligenza che ha subito un incidente. Si fermano ad aiutare i malcapitati e chiedono loro se conoscono un riparo da quell' inferno che sta cadendo dal cielo. Il postiglione, lingua lunga per tutta la durata della storia, gli indica la vecchia locanda di Wallace.... ma c'è un problema... sembra che quella vecchia stamberga immezzo al nulla sia abitata dal fantasma del vecchio padrone morto. Tex, come al solito tutto di un pezzo e scettico, accompagnato da un Carson tutt'altro che allegro a dirigersi a tale dimora così nefasta, incontrer? una piccola famiglia... madre, padre e due figli grandi.
Un omicidio sconvolge l' inizio della loro permanenza alla casa, inizia per Tex un' indagine che lo porterà tra deduzioni e piste diverse alla soluzione più tragica.... nessuno spirito ha commesso quell' omicidio, ma qualcosa di impesabile e più orribile.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Che storia strana.... ma che spiega molto parte del carattere del nostro ranger... nonostante anche Carson venga suggestionato dalla storia dello spirito, Tex non barcolla mai, segue indizi e si lascia prendere da ogni pista... anche da quella più improbabile! alla fine riuscirà a trovare la soluzione per ogni sovranaturalità!
La maestria di GLB in questa storia ha un suo carattere particolare, anche se è insolita come trama... più da Dyd e Mystere che da Tex, comunque piacevole e coinvolgente, tiene con interrogativi fino alla fine!

Solo un particolare: anche qui ... Tex e Carson vengono salvati dal morire avvelenati... da un gatto!
 

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La maestria di GLB in questa storia ha un suo carattere particolare, anche se è insolita come trama... più da Dyd e Mystere che da Tex, comunque piacevole e coinvolgente, tiene con interrogativi fino alla fine!solo un particolare: anche qui ... Tex e Carson vengono salvati dal morire avvelenati... da un gatto!

La storia è di Claudio Nizzi! Un giallo ben orchestrato. Bellissime le prime pagine del temporale, l'arrivo alla locanda, l'atmosfera "noir" dove è latente la tensione e... la paura, per quello che si sospetta stia per accadere. Un gradino sotto le migliori storie di Nizzi del periodo a mio parere, godevole comunque nel suo intreccio, abbastanza dinamica, il mistero tiene inizialmente in sospeso il lettore ma alla lunga risulta prevedibile, anche se fino alla fine non si arriva mai a sospettare della ragazza. Mesi fa avevo aperto una discussione sul giallo e Tex, colpevolmente lasciata a un punto morto. Serve tempo per scrivere, mannaggia! però dovr? per forza riprenderla...

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adesso Ym... scusate l' Ot poi smetto... ma come di Nizzi?c'è scritto testo di GLBonelli in prima pagina... mi è sfuggito qualcosa?tipo che tutte le storie andavano in mano al gran capo e lui le spacciava per sue? o solo per motivi di "nome" e per non creare problemi al lettore? (comunque in effetti il lato poliziesco che emana fa nascere il dubbio che la storia non sia Glb)ps vengo a darti una mano sul "giallo in Tex"

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Direi di si, ti sei persa qualcosa Daniela! Nizzi ha incominciato a firmare le sue storie solo dal numero 338, ma le scriveva già da alcuni anni, esattamente la sua prima storia risale al numero 273. Rileggiti l'incipit della discussione "ghost writers", anzi leggitela tutta... Quindi consulta la sezione autori texiani del sito www.sergiobonellieditore.it dove ogni storia è attrinuita al suo reale sceneggiatore.

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"La locanda dei fantasmi" è IMHO un secondo bell'esempio di "giallo western" di Nizzi dopo "Un ranger del Texas". A differenza del precedente esempio, tutto centrato sull'intreccio e sulla sua sorprendente risoluzione, questa volta la vicenda "gialla" si arrichisce, venendone permeata, di connotazioni apparentemente paranormali ( la leggenda dello spettro della locanda, che crea un clima lugubre fin dalle prime battute della vicenda, quando ancora non è stato cmmesso il delitto ), dietro le quali però, come si apprender? dopo il colpo di scena finale, vi è un triste caso umano ( presentato sobriamente, ma in maniera psicologicamente credibile e abbastanza approfondita ). Come in "Un ranger del Texas", Tex apprende la vera identit? del colpevole dell'omicidio nella locanda soltanto alla fine; come ha però sottolineato Segnali, però, il caso verr? da lui inquadrato con una certa precisione abbastanza rapidamente, liquidando gli aspetti soprannaturali e inquadrando l'ambito da cui proviene il colpevole(

dopo la perquisizione che gli farà ritrovare i ritagli di giornale dedicati ad analoghi delitti avvenuti a Boston, da cui provengono i Wallace, capir? che l'assassino è uno della famiglia, anche se non si accorger? che si tratta della figlia Terry Wallace
). Anche gli episodi secondari della vicenda ( lo scontro tra Tex e Blackton e la caccia di Tex e Carson ai banditi ), pur nel loro carattere apparentemente di digressioni, si collegano saldamente al tema centrale della storia ( il primo prepara il delitto, mentre il secondo, dopo aver messo i due rangers su di una falsa pista, contribuisce ad indirizzarli verso quella giusta
in quanto il proprietario della locanda, meravigliandosi per il furto dell'orologio dell'ucciso Blackton, farà capire a Tex di sapere più di quanto non abbia detto della dinamica e del responsabile dell'assassinio
). Nella loro indagine, Tex e Carson rischiano la pelle in modi non molto usuali n° facilmente evitabili per loro ( coltello e veleno ), cosa che conferisce tensione alla vicenda nel primo caso
Tex, penetrato da un'entrata segreta nella rimessa della locanda sta per essere accoltellato alle spalle dal giovane Wallace, deciso a proteggere la sorella adottiva cui è morbosamente legato, quando entra Carson
mentre nel secondo caso si ha un siparietto tragicomico perchè la carne avvelenata è mangiata dal gatto di casa, benedetto perciò da Carson. Il finale della storia è stato ritenuto singolare da alcuni in quanto Tex e Carson, pur non potendo più punire il colpevole principale, lasciano liberi coloro che lo hanno coperto, uno dei quali ha anche cercato di spedirli all'altro mondo; la cosa tuttavia non è priva di precedenti ( lo scioglimento de "La voce misteriosa" non è affatto diverso ), ed è comunque IMHO accettabile per il lettore, dato che, per quanto discutibile sia stato il loro comportamento, esso non era privo di scusanti e comunque la perdita da essi subita era una pena già più che sufficiente, come osserva Tex. I disegni di Letteri sono ottimi, specie nella resa dei componenti della famiglia Wallace ( soprattutto per i due fratelli adottivi Jess e Terry ). In sintesi ( e IMHO ):soggetto 9sceneggiatura 9,5disegni 9,5.

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Questo giallo-western non mi è piaciuto molto sebbene non disprezzi questo tipo di storie. L'unica parte gradevole risulta essere quella iniziale, che grazie ai più che buoni disegni di Letteri, riesce a trasmettere una atmosfera inquietante e misteriosa. La storia di giallo, però, ha ben poco... non si capisce subito chi è il colpevole ma da che parte stia è evidente fin dall'inizio. E' normale che alcuni lettori rimangano non indifferenti al finale,

il fatto che Tex lascia libera la famiglia della colpevole è discutibile almeno per quanto riguarda Jess Wallace, che definire complice è poca cosa. Nonostante tenti DUE volte di uccidere i ranger non gli viene rinfacciato alcun che. Sorte diversa invece è capitata ai due cavalieri che sono rimasti a "mordere la polvere" solo per aver rubato un orologio ad un morto...
I dialoghi sono buoni soprattutto grazie ai siparietti tra Tex e Carson. Voto:Storia:6/10Disegni:8/10

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Altro giallo firmato Nizzi, con il quale la serie di Tex continua la sua corsa verso il 400, dopo il numero celebrativo di GLB - Galep. Anch'io sono del parere che sia di un gradino più basso rispetto alle altre storie dello stesso autore del periodo. Però la storia si mantiene su un buonissimo livello fino alla fine. Soprattutto si nota particolarmente in questa storia che Claudio si sforzava di utilizzare al meglio il linguaggio e il carattere dei pards impostato da GLB, anche se il Tex di questa storia si rivela più simile ad un Sherlock Holmes che al ranger che tutti conoscevano. L'atmosfera iniziale cupa è resa ancora migliore dagli stupendi disegni di Letteri, in grado di trasmettere emozioni ad ogni vignetta. Stupendo il comportamento di Carson mentre ascolta la storia misteriosa della Locanda. Ad un certo punto la storia subisce però uno scossone e la risoluzione del giallo risulta facilmente intuibile al lettore

parlo del momento in cui il padrone della locanda tergiversa davanti alla porta inchiodata, ecco in quel momento il lettore comincia ad annusare che qualcosa non torna, mentre Tex continua a fidarsi delle parole del locandiere.
Ottimi anche i vari personaggi inseriti per movimentare la vicenda: come pure la scena in cui si ha il furto dell'orologio. Buona storia e anche parecchio originale per il tema trattato. Il racconto della ragazza ricorda poi la base della storia di Medda nei primi numeri della fascia 400-500. Venendo ai voti, direi che siamo sull' 8 e mezzo!! :inch::trapper:

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Nonostante non la rilegga da molto, la ricordo ancora bene. Come del resto mi colp? quando la lessi sull'inedito. Una buona storia, fuori dai canoni cui siamo abituati, ma non più di tanto. Bello l'inizio con il temporale in corso, la cena e successiva"discussione"in sala, l'apparente calma il mattino successivo con l'imposta che sbatteva creava un'atmosfera che lasciava capire che era successo qualcosa. Belli anche i dialoghi tra i due pards e conseguenti"uscite"di Carson. Lineari le inevitabili indagini, con sorprese da parte dei Nostri, sino alla conclusione dell'episodio. Una più che buona sceneggiatura e degli ottimi disegni. Voto 8

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Altra storia di Nizzi appartenente più al filone giallo che al western. La vicenda dei due ladri di banche sembra messa li più per impolpare la storia che per altro. Comunque tutto sommato niente male anche se non eccelsa con colpo di scena finale quando tutto sembra già stabilito. Voto 8 meno meno.

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Soggetto buono, con una tipica sceneggiatura "nizziana" (veloce, coinvolgente e piena di colpi di scena); concordo sul fatto che siamo di fronte ad una storia dalle caratteristiche più da "giallo", ma a mio giudizio è stata ben realizzata e ben adattata a personaggi come Tex e Carson. Bene anche Letteri, tratto perfetto per questo tipo di storie.

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E' normale che alcuni lettori rimangano non indifferenti al finale,

il fatto che Tex lascia libera la famiglia della colpevole è discutibile almeno per quanto riguarda Jess Wallace, che definire complice è poca cosa. Nonostante tenti DUE volte di uccidere i ranger non gli viene rinfacciato alcun che. Sorte diversa invece è capitata ai due cavalieri che sono rimasti a "mordere la polvere" solo per aver rubato un orologio ad un morto...
Mah, Carson00, secondo me
Tex lascia libera la famiglia e soprattutto Jess perchè la pena più grossa l'avevano già dovuta scontare negli anni precedenti, quando avevano dovuto sopportare la malattia della figlia adottiva, e negli anni a venire, quando dovranno sopportarne invece la perdita. Inoltre, anche se dalla storia non traspare, credo che Jess fosse innamorato della ragazza (non vedevano altra gente, e loro due, dice il padre, si erano sempre voluti bene, quando sin da piccoli giocavano insieme) e questo, in qualche modo, pur non giustificandolo, rende almeno più comprensibile l'atteggiamento protettivo del ragazzo, che avrebbe potuto spingersi addirittura all'omicidio in nome di un amore purtroppo tormentato. Credo che Tex avesse intuito questo, ed infatti consiglia al padre di portare suo figlio in una città, in mezzo alle luci e ad altra gente, per dimenticare: ed è significativo che pensi di più al figlio che non ai genitori. I due cavalieri che hanno morso la polvere, invece, l'hanno morsa non per un orologio rubato, ma per il tentativo di omicidio (nell'agguato, dopo la fuga) perpetrato nei confronti di Tex e Carson, con lo scopo di non farsi beccare, vista la precedente rapina di cui si erano resi colpevoli.
Non vedo quindi incongruenze nella trama, ma anzi una storia gialla che mi ha davvero appassionato, e che mi ha molto sorpreso nel finale. Sicuramente poi i disegni di un Letteri in formissima hanno inciso anch'essi nell'alto gradimento da me provato per questa storia.

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Si tratta di una storia alla quale sono affezionato in modo particolare,. Sottoscrivo l'analisi di Leo, secondo me Nizzi in questo caso ci regala un giallo dove tutti i pezzi del puzzle si incastrano alla perfezione. L'intreccio è originale e ricco di diversivi, il finale sorprendente anche se non mancher? chi grider? al più classico dei "si capisce subito il colpevole". Era il caso semmai dell'avventura dei delitti del lago ghiacciato, quella sè più prevedibile nell'individuazione del colpevole, perlomeno per i lettori più smaliziati. Letteri contribuisce con disegni eccellenti che regalano un'atmosfera sinistra quanto mai appropriata.

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Storia che al contrario delle opinioni precedenti, non mi piace molto. L'inizio è in effetti buono con Letteri che ci mette del suo. COMMENTO CHE PUO' CONTENERE SPOILERIl problema secondo me sta nel fatto che Tex e Kit non risolvano granch?: non si fanno certo impressionare da storie di fantasmi e scoprono il passaggio segreto; ma il fatto che scampino agli attentati contro di loro, solo per fortuna, è una cosa che non gradisco (per di più vengono salvati dal gatto e dal padrone di casa) . Insomma, preferirei i pards più decisivi nel scioglimento della situazione. La storia è vista generalmente bene, ma se fosse stata tra le uscite recenti, ci sarebbe stato più occhio sui difetti. VOTO: 5/10

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letta... carina ma non eccelsa. un giallo che parte piuttosto bene, ma che poi si perde con il passare delle pagine... tra l'altro, ho un deja-v?... il gatto che mangia il cibo avvelenato non l'ho già visto da qualche parte? mi pare una storia in canada con grosse jean (ok, forse però questa è cronologicamente antecedente) comunque voto 7 :)

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Questa storia la considero di ottima fattura e davvero piacevole da leggere. E' davvero interessante questo sconfinamento del western nel giallo. Ciò, a mio avviso, è un piacevole evento che porta alla lettura di una storia diversa dal solito e che ho trovato davvero molto interessante. I colpi di scena non mancano e effettivamente del finale sono rimasto stupito visto che mi aspettavo tutt'altro epilogo. Forse un po forzata la vicenda del gatto con il cibo avvelenato ma comunque ci può stare. La lettura di questi albi mi ha davvero appassionato. A mio avviso da questi numeri inizia uno dei migliori centinai di Tex che segna la sua rinascita dopo un centinaio di alti e bassi. I disegni di Letteri sono davvero buoni. Soggetto 8Trama 7,5Disegni 7,5

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Devo ammettere di aver trovato davvero interessante e ben riuscito questo sconfinamento di Tex in un tipico contesto da "giallo". Non ricordo di aver mai letto altre avventure in cui il Ranger si fosse trovato ad indagare in uno spazio così ristretto come quello di una locanda e dei suoi dintorni, e soprattutto dovendo fare ricorso alle armi da fuoco in una sola occasione, peraltro ininfluente ai fini della risoluzione del mistero, affidandosi al contrario ad un paziene lavoro di indagine alla Sherlock Holmes.8 sia alla trama che ai disegni del compianto Letteri, il cui tratto essenziale e al contempo mai banale resta sempre il più adatto per le avventure di Tex con venature di orrore o semplice mistero.

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E' normale che alcuni lettori rimangano non indifferenti al finale,

il fatto che Tex lascia libera la famiglia della colpevole è discutibile almeno per quanto riguarda Jess Wallace, che definire complice è poca cosa. Nonostante tenti DUE volte di uccidere i ranger non gli viene rinfacciato alcun che. Sorte diversa invece è capitata ai due cavalieri che sono rimasti a "mordere la polvere" solo per aver rubato un orologio ad un morto...
Mah, Carson00, secondo me
Tex lascia libera la famiglia e soprattutto Jess perchè la pena più grossa l'avevano già dovuta scontare negli anni precedenti, quando avevano dovuto sopportare la malattia della figlia adottiva, e negli anni a venire, quando dovranno sopportarne invece la perdita. Inoltre, anche se dalla storia non traspare, credo che Jess fosse innamorato della ragazza (non vedevano altra gente, e loro due, dice il padre, si erano sempre voluti bene, quando sin da piccoli giocavano insieme) e questo, in qualche modo, pur non giustificandolo, rende almeno più comprensibile l'atteggiamento protettivo del ragazzo, che avrebbe potuto spingersi addirittura all'omicidio in nome di un amore purtroppo tormentato. Credo che Tex avesse intuito questo, ed infatti consiglia al padre di portare suo figlio in una città, in mezzo alle luci e ad altra gente, per dimenticare: ed è significativo che pensi di più al figlio che non ai genitori. I due cavalieri che hanno morso la polvere, invece, l'hanno morsa non per un orologio rubato, ma per il tentativo di omicidio (nell'agguato, dopo la fuga) perpetrato nei confronti di Tex e Carson, con lo scopo di non farsi beccare, vista la precedente rapina di cui si erano resi colpevoli.
Non vedo quindi incongruenze nella trama, ma anzi una storia gialla che mi ha davvero appassionato, e che mi ha molto sorpreso nel finale. Sicuramente poi i disegni di un Letteri in formissima hanno inciso anch'essi nell'alto gradimento da me provato per questa storia.
Ho riletto la storia ed effettivamente il particolare della rapina mi era sfuggito. Anche se comunque è un po forzata l'intera sequenza (rapina, orologio rubato e fuga) la loro morte ci sta (nel senso che se la vanno a cercare). A suo tempo però, vidi la cosa in maniera totalmente diversa, con una disparit? di trattamento notevole, forse perchè "odiavo" Jess: potere del calarsi all'interno della storia :P
Modificato da carson00

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e qua scatta la solita frase.... storia buona ma che si poteva sviluppare meglio, dai dove si sono mai visti 2 rapinatori che per scappare pigliano al diligenza????poi le motivazioni della ragazza psicolabile..... lasciano un po' il tempo che trovano..... in sintesi povero gattino.......... :snif:

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Una storia efficace e drammatica, senza il minimo dubbio uno dei tanti capolavori texiani del grande Nizzi, ben equilibrata e molto avvincente, gradevole da leggere. :indianovestito:

Tipica dello stile nizziano la situazione iniziale,

in cui Tex e Carson, in viaggio verso lo Skeleton Pass, vengono sorpresi da un furioso temporale e trovano riparo, insieme ai passeggeri di una diligenza, in una locanda gestita e abitata dalla famiglia Wallace, originaria di Boston. :soldatoS: La vicenda si intrica sempre di più, ma prosegue speditamente, segnata da molte scene e avvenimenti salienti che donano un ulteriore tocco di azione e di originalità alla storia, come l'omicidio di Blackton e il suo ritrovamento nel torrente poco lontano, l'agguato di Keller e Lennock, banditi reduci da una rapina, il tentato avvelenamento ai due rangers per mano di Jess Wallace, e il tragico quanto inaspettato epilogo, in cui la bella Terry finisce al creatore dopo aver confessato le sue colpe... :snif: Finale che assume inaspettatamente un bagliore di profonda tristezza e umanit? grazie al racconto di Wallace della travagliata giovinezza della ragazza... :snif:


I punti forti di questa bellissima storia, sono da ricercarsi in una pressoch? ottima caratterizzazione dei personaggi, in una narrazione abbastanza semplice e scorrevole, senza intoppi n° pause brusche, in una azzeccatissima ambientazione e in una trama molto ben delineata, avventurosa e accattivante, priva di incongruenze, non tipica del Western classico, ma tendente al giallo, tipologia narrativa altamente vincente di cui Nizzi era un maestro.
Impeccabile la sceneggiatura, composta da dialoghi freschi e avvincenti e da una suddivisione delle situazioni precisa e ben strutturata. ::evvai::

Di questa storia ho apprezzato tantissimo la ferrea determinazione di un Tex più tosto del solito, ragionevole e rapido, capace di risolvere un complicatissimo giallo senza farsi minimamente influenzare da pareri altrui, come ho avuto modo di constatare da pagina 62 del primo albo, in cui

Wallace cerca deliberatamente di depistare il nostro (che rimane tuttavia impassibile) tirando in ballo la storia del fantasma del vecchio proprietario...


Piccolo difetto del racconto, come evidenziava John, l'eccessivo affidamento dei due pards alla fortuna per la risoluzione del caso. La "scena del gatto"? Tipica trovata nizziana, ma non per questo meno affascinante... :trapper::rolleyes:

Gli inimitabili disegni del compianto Letteri, adatti alla trama e all'ambientazione della vicenda, fungono da contorno sublime e saporito nel bel mezzo di una cenetta coi fiocchi...

VOTO: 8 ai testi, 9 ai disegni.
P. S. Vi sarete chiesti: Perchè m? sto parlando di cibo? Perchè sono ore che non metto qualcosa sotto i denti!!! _thia- Vado di corsa a farmi uno spuntino... Hasta luego! ::evvai:: :lol2: laughing

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Buona. La ricordo con affetto perchè risale al periodo in cui cominciai ad appassionarmi a Tex, e mi colp? per l'inserimento dell'elemento giallo. Mi piacque allora e la considero valida ancora adesso ( anche se è parecchio che non la rileggo, me la ricordo molto bene ). Il giallo risulta divertente, e Letteri va bene per questo tipo di ambientazioni. Non posso esimermi dal sottolineare con rammarico come - al solito - un incolpevole felino venga sacrificato per esigenze di narrazione. Nel complesso, direi 7.

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Salve, ma quanta impressione fa la scena cinematografica dell'imposta che sbatte: "TAC TAC" ed il letto in secondo piano macchiato di sangue? Un brivido mi percuote. Sono arrivato a qualche pagina dopo... la trama sembra ispirata a "Psycho" del buon Alfred Hitchcock. Non ho letto i vostri commenti per non incontrare spoiler... spero di aver visto giusto sulle mie impressioni. A presto, notte.

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Godersi Tex vuol dire anche mettersi comodi sul divano, una sera d'inverno mentre fuori scende copiosa la neve, con la luce soffusa dell'abajours , nessuno che rompe le scatole e cominciare a leggere La Locanda dei Fantasmi. Con un Nizzi ormai a suo agio con il personaggio e un Letteri il cui stile si intona in modo particolare con le trame misteriose, questa storia è stata per me una rilettura scorrevole e piacevole. La diligenza bloccata sulla pista, la locanda isolata in montagna (vicino a Skeleton Pass, il nome è tutto un programma...) dove trovare riparo, la notte con il temporale, fulmini e tuoni, la leggenda di un fantasma, la presenza (per fortuna!) di un gatto nero, un passaggio segreto (tipicamente nizziano) e, naturalmente, un morto, ucciso nella notte con un coltellaccio e conseguente sparizione del cadavere. Tex e Carson (un Carson che riacquista sempre più il suo ruolo, sbiadito negli anni con GLB e quasi mai assunto con Nolitta) si trovano a investigare sul misterioso caso, alle prese con i proprietari della locanda - la famiglia Wallace (padre, madre e due figli) -, il postiglione della diligenza (Robson) e due passeggeri (Keller e Lennock) dal carattere poco socievole. Come quasi sempre in Nizzi, il mistero nasconde poco di soprannaturale e molto di umano: si tratter?, in ultima istanza, di fare i conti con una tragedia familiare con radici nel passato.... Come dicevo all'inizio, pur essendo nel complesso breve, la storia mi è piaciuta. Tex conduce la danza delle indagini in modo molto razionale, senza farsi suggestionare dalle paure di Robson e dai velati timori di Carson; il Vecchio Cammello regge bene il ruolo del partner, con spruzzatine di humour qui e l' (e, in ogni caso, salva la vita, sia pur inconsapevolmente, al Ranger); gli indizi che sembrano puntare tutti in una ben precisa direzione saranno smentiti dal colpo di scena finale. E proprio nel finale, la decisione di Tex di non procedere alla denuncia dei fatti mi sembra nel complesso condivisibile, alla luce del dramma vissuto nella locanda. In sintesi: senza essere un capolavoro, veramente un buon inizio della ?quarta centuria? texiana. ::evvai::

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