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TWF - Tex Willer Forum
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[301/302] La Locanda Dei Fantasmi

Voto alla storia  

31 voti

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Godersi Tex vuol dire anche mettersi comodi sul divano, una sera d'inverno mentre fuori scende copiosa la neve, con la luce soffusa dell'abajours , nessuno che rompe le scatole e cominciare a leggere La Locanda dei Fantasmi. Con un Nizzi ormai a suo agio con il personaggio e un Letteri il cui stile si intona in modo particolare con le trame misteriose, questa storia è stata per me una rilettura scorrevole e piacevole. La diligenza bloccata sulla pista, la locanda isolata in montagna (vicino a Skeleton Pass, il nome è tutto un programma...) dove trovare riparo, la notte con il temporale, fulmini e tuoni, la leggenda di un fantasma, la presenza (per fortuna!) di un gatto nero, un passaggio segreto (tipicamente nizziano) e, naturalmente, un morto, ucciso nella notte con un coltellaccio e conseguente sparizione del cadavere. Tex e Carson (un Carson che riacquista sempre più il suo ruolo, sbiadito negli anni con GLB e quasi mai assunto con Nolitta) si trovano a investigare sul misterioso caso, alle prese con i proprietari della locanda - la famiglia Wallace (padre, madre e due figli) -, il postiglione della diligenza (Robson) e due passeggeri (Keller e Lennock) dal carattere poco socievole. Come quasi sempre in Nizzi, il mistero nasconde poco di soprannaturale e molto di umano: si tratter?, in ultima istanza, di fare i conti con una tragedia familiare con radici nel passato.... Come dicevo all'inizio, pur essendo nel complesso breve, la storia mi è piaciuta. Tex conduce la danza delle indagini in modo molto razionale, senza farsi suggestionare dalle paure di Robson e dai velati timori di Carson; il Vecchio Cammello regge bene il ruolo del partner, con spruzzatine di humour qui e l' (e, in ogni caso, salva la vita, sia pur inconsapevolmente, al Ranger); gli indizi che sembrano puntare tutti in una ben precisa direzione saranno smentiti dal colpo di scena finale. E proprio nel finale, la decisione di Tex di non procedere alla denuncia dei fatti mi sembra nel complesso condivisibile, alla luce del dramma vissuto nella locanda. In sintesi: senza essere un capolavoro, veramente un buon inizio della ?quarta centuria? texiana. ::evvai::

 

 

bella analisi che sento di condividere. Certo Nizzi non dà quasi mai spazio al soprannaturale ma alla fine in questo tipo di storie va bene che dietro a un mistero ci sia una spiegazione razionale.

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