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segnalidifumo

[301/302] La Locanda Dei Fantasmi

Voto alla storia  

38 members have voted

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Godersi Tex vuol dire anche mettersi comodi sul divano, una sera d'inverno mentre fuori scende copiosa la neve, con la luce soffusa dell'abajours , nessuno che rompe le scatole e cominciare a leggere La Locanda dei Fantasmi. Con un Nizzi ormai a suo agio con il personaggio e un Letteri il cui stile si intona in modo particolare con le trame misteriose, questa storia è stata per me una rilettura scorrevole e piacevole. La diligenza bloccata sulla pista, la locanda isolata in montagna (vicino a Skeleton Pass, il nome è tutto un programma...) dove trovare riparo, la notte con il temporale, fulmini e tuoni, la leggenda di un fantasma, la presenza (per fortuna!) di un gatto nero, un passaggio segreto (tipicamente nizziano) e, naturalmente, un morto, ucciso nella notte con un coltellaccio e conseguente sparizione del cadavere. Tex e Carson (un Carson che riacquista sempre più il suo ruolo, sbiadito negli anni con GLB e quasi mai assunto con Nolitta) si trovano a investigare sul misterioso caso, alle prese con i proprietari della locanda - la famiglia Wallace (padre, madre e due figli) -, il postiglione della diligenza (Robson) e due passeggeri (Keller e Lennock) dal carattere poco socievole. Come quasi sempre in Nizzi, il mistero nasconde poco di soprannaturale e molto di umano: si tratter?, in ultima istanza, di fare i conti con una tragedia familiare con radici nel passato.... Come dicevo all'inizio, pur essendo nel complesso breve, la storia mi è piaciuta. Tex conduce la danza delle indagini in modo molto razionale, senza farsi suggestionare dalle paure di Robson e dai velati timori di Carson; il Vecchio Cammello regge bene il ruolo del partner, con spruzzatine di humour qui e l' (e, in ogni caso, salva la vita, sia pur inconsapevolmente, al Ranger); gli indizi che sembrano puntare tutti in una ben precisa direzione saranno smentiti dal colpo di scena finale. E proprio nel finale, la decisione di Tex di non procedere alla denuncia dei fatti mi sembra nel complesso condivisibile, alla luce del dramma vissuto nella locanda. In sintesi: senza essere un capolavoro, veramente un buon inizio della ?quarta centuria? texiana. ::evvai::

 

 

bella analisi che sento di condividere. Certo Nizzi non dà quasi mai spazio al soprannaturale ma alla fine in questo tipo di storie va bene che dietro a un mistero ci sia una spiegazione razionale.

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Storia " di paura" carina e spaventosa al punto giusto, con un notevolissimo  colpo di scena  finale. Ottima tutta la parte dell' omicidio( specialmente  col temporale, prima  che avvenga) , noiosa  invece quella  che riguarda  i due banditi. Ottimi i disegni  di Letteri. Voto 7.5

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Storia particolare, testé riletta. Le giova il ritratto dei personaggi e alcuni buoni momenti che vanno a compensare qualche faciloneria tipo

 

il facile espediente del gatto.

 

La cosa che mi ha intrigato è la concreta possibilità che Nizzi abbia lasciato intendere tra le righe che il senso di protezione non esattamente sano di Jess nei confronti della "sorella" potesse nascondere sentimenti non solo fraterni. Ovviamente è una mia interpretazione e comunque Nizzi nel 1985 non poteva avventurarsi in certi discorsi, ma dopo questa rilettura mi è venuta in mente questa ipotesi.

 

Sul lato delle cose poco plausibili, i due rapinatori sulla diligenza.

 

Letteri ancora un bel vedere, grande creatore di caratteri.

 

Storia da 7 ai testi e 8 ai disegni.

  • +1 1

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Mister P dice:

La cosa che mi ha intrigato è la concreta possibilità che Nizzi abbia lasciato intendere tra le righe che il senso di protezione non esattamente sano di Jess nei confronti della "sorella" potesse nascondere sentimenti non solo fraterni

Stessa mia idea.

 

Storia a tinte gialle tra le più riuscite della serie.

Il senso di inquietudine e di paura che avvolge la locanda è davvero ben reso.

 

  • +1 1

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Qualche tempo addietro, commentando OrroreI, di Medda e Letteri, scrissi che la tematica del serial killer era un unicum nel panorama texiano. L'utente @gilas2 mi segnalò che, in realtà, già ne La locanda dei fantasmi si parlava di un serial killer.

Non avevo mai letto la storia ma, dopo un paio di mesi, ho rimediato.

 

Bisogna dire che è un bel giallo. E' vero che il lettore si accorge prima di Tex del coinvolgimento della famiglia Wallace negli omicidi, ma non mi pare che si tratti di un errore; piuttosto, Nizzi instaura così un rapporto di complicità con il lettore.

 

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, ed anche Tex, nel lasciare i componenti superstiti della famiglia al loro destino, si conferma essere qualcosa di ben diverso da uno sbirro.

 

Solo Carson, che appare intimorito dalle storie di fantasmi, mi sembra meno brillante di quello cui Boselli ci ha abituati negli ultimi anni. Ma, in effetti, nemmeno tra le storie di G.L. Bonelli che ho letto mancano quelle in cui Capelli d'Argento risulta essere un comprimario di qualità chiaramente inferiori a quelle del nostro eroe.

 

Ottimi i disegni di Letteri, ancora in piena forma. E mi è stata ancora più evidente la qualità del suo tratto ripensando a come, invece, giudicai inadatto il pennello dell'Artista romano all'avventura narrataci diversi anni dopo da Medda.

 

 

 

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@F80T anche il Texone "Verso l'Oregon" che ho riletto proprio ieri presenta quello che è a tutti gli effetti un serial killer in una delle due trame principali.

Credo ci siano almeno ancora una o due storie con altri serial killer al centro - oltre a Orrore, La locanda dei fantasmi, e Verso l'Oregon - ma al momento mi sfuggono non so se quella dei due ricconi inglesi che sparavano agli indiani per diletto può essere considerata tale).

Edited by gilas2

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