Guest Colonnello_Jim_Brandon

[449/450] Gli Uomini Che Uccisero Lincoln

Voto alla storia  

33 voti

  1. 1. Voto alla storia

    • 10 - 6
      2
    • 9 - 5.5
      9
    • 8 - 5
      13
    • 7 - 4.5
      4
    • 6 - 4
      3
    • 5 - 3.5
      0
    • 4 - 3
      0
    • 3 - 2.5
      0
    • 2 - 2
      0
    • 1 - 1.5
      0


Messaggi consigliati/raccomandati

C8LWC9C--.jpg  QLLPJXw5EcuRvy+zoz+fT7saBhiPNIKdJFzFZmYc
 

 


Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Josè Ortiz

Periodicità mensile: Marzo / Aprile 1998


L'avvocato Stoppard, che vive a Denver sotto falso nome, viene barbaramente ucciso da due agenti segreti mentre si trova sul treno su cui viaggiano anche Tex e il suo fedel pards Kit Carson. Prima di esalare il suo ultimo respiro però, Stoppard riesce a sussurrare qualcosa al nostro ranger e gli confida un segreto. Nella sua cintura è nascosta una chiave di una cassetta della stazione di Washington, in quella cassetta è custodito un plico contenente un segreto di stato che è pura dinamite. Quel plico, scritto da Booth in persona, contiene il nome dei veri mandanti dell'omicidio del presidente Lincoln, deve essere consegnato al presidente in persona. I nostri due rangers, braccati da due biechi agenti del servizio segreto al servizio del corrotto senatore Wallace e del potente ranchero Regan, si mettono quindi in marcia per Washington, un viaggio che si riveler? ben pieno di trabocchetti e trappole trappole mortali messe in atto dagli spietati agneti dei servizi segreti.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 





Un avvocato che vive a Denver sotto falso nome, servizi segreti deviati, cospirazioni politiche, rancheri e senatori corrotti. Una bellissima storia, un ottimo Nizzi che, sebbene assegni a Tex un compito un po' "insolito" rispetto ai soliti canoni, riesce a far vivere al lettore un'esperienza intensa ed emozionante. Molto belle le figure dei due agenti segreti, uomini spietati e violenti che non esitano ad uccidere e torturare uomini inermi pur di raggiungere il loro scopo. Bellissimo lo "spunto storico" preso dall'omicidio di uno dei più grandi presidenti della storia americana. Violenta e tragica la cattura e la tortura di Tex e Carson, molto attivi e dinamici in quest'albo. Storico anche l'errore commesso da Ortiz che confonde la casa bianca col campidoglio... vabbè ad uno come lui la possiamo anche perdonare.

Voto complessivo : 9

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Anch'io la giudico positivamente, diciamo un bel 7. E' anche una delle poche di Nizzi - fascia 400 - a poter figurare dignitosamente accanto ai lavori migliori di Mauro Boselli. L'Ortiz fascia 450, molto ticciano, in questa storia era ancora guardabile, poi il suo tratto è cambiato e attualmente non mi soddisfa più!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Tutto sommato una buona storia... anche se non mi ha entusiasmato molto... Non mi sembrano molto azzeccati i disegni di Ortiz in una storia di intrighi tra politici. Ortiz va bene abbinato alle storie ambientate in messico, ma in questa non mi ha molto convinto. Qui ci volevano i disegni di un buon Civitelli!!! 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

"Gli uomini che uccisero Lincoln" non è la prima storia texiana che porta il nostro ranger a scontrarsi col mondo dei "politicanti di Washington", ma presenta ( almeno a mio giudizio ) indubbi caratteri di originalità. In primo luogo, la varietà e la successione delle ambientazioni: le precedenti storie legate a vicende politiche americane si svolgevano generalmente in un ristretto ambito cittadino ( anche "Intrigo a Santa Fe", che rappresenta il precedente cronologico e narrativo più vicino a questa storia, si concentrava soprattutto sugli avvenimenti in New Mexico, confinando in un paio di scene secondarie all'inizio e alla fine gli avvenimenti di Washington ), mentre questa è tutta giocata sugli spostamenti che avvicinano sempre più i personaggi a Washington, dove i nodi della vicenda verranno sciolti. Anche il modo in cui si arriva a Washington è abbastanza originale: generalmente, nelle storie in cui Tex e i suoi pards dovevano percorrere grandi distanze, il viaggio era pieno di incidenti, tranelli e assalti, che venivano affrontati con baldanza e ardimento dal ranger e mettevano in luce il valore suo e dei suoi compagni. Stavolta invece Tex e Carson finiscono per ritrovarsi nella situazione del protagonista di "Intrigo internazionale" di Hitchcock: quella di chi rischia di essere schiacciato da una forza più grande di lui, che è incapace non solo di fronteggiare, ma persino di percepire chiaramente . Per puro caso sono presenti nel luogo e nel momento in cui viene commesso un delitto che avrebbe dovuto seppellire definitivamente la verità sulla morte di Lincoln ( Nizzi riprende abilmente alcune ipotesi che attribuivano l'uccisione del presidente a un complotto dei suoi stessi compagni di partito ) e, come tante altre volte, si assumono l'incarico di punire il colpevole assicurandolo alla giustizia. Senonchè i loro avversari, anche se presi singolarmente non sono troppo significativi ( due presuntuosi agenti del servizio segreto e un gruppo di cowboy che sono messi a disposizione di questi ultimi; sullo sfondo un potente senatore e un ricco ranchero, non troppo diversi dai tanti subdoli uomini di potere affrontati da Tex in precedenza ), hanno dalla loro la potenza dello Stato cosicchè ( anche se Tex tiene la guardia abbastanza alta ) riescono senza eccessivi problemi a metterli in trappola e solo l'astuzia e l'imprevisto stoicismo di Carson salvano i due ranger da una brutta fine e fanno capire loro con chi hanno a che fare e perchè. Tenendo conto di ciò, Tex conduce nel secondo albo un magistrale gioco a rimpiattino coi servizi segreti e riesce a beffarli arrivando a Washington. Nello spazio relativamente ristretto della capitale Usa, però, lui e Carson si ritrovano subito nel mirino dei loro avversari e, malgrado tutto il loro coraggio e la loro abilità, verrebbero probabilmente eliminati se, come deus ex machina, non comparisse il presidente Grant a salvarli. Anche un eroe come Tex, insomma, sembra dirci Nizzi, non può fronteggiare la potenza dei poteri occulti dell'apparato statale e la sensazione di amarezza e scacco, malgrado il successo apparentemente ( e faticosamente ) raggiunto, viene riconfermata nelle ultime pagine della storia: infatti come Grant assicura a Tex e Carson, i congiurati che avevano armato la mano di Booth contro Lincoln verranno puniti, ma ufficialmente per altri motivi, in quanto rivelare la verità avrebbe riaperto le ferite della guerra di secessione;come compenso per quanto fatto, Tex chiede al presidente di prendere a cuore il miglioramento delle condizioni degli indiani, ma non si fa illusioni sulle possibilità che il pur beneintenzionato Grant possa ottenere grossi risultati in tal senso, perchè, come afferma, "gli indiani hanno perso". I disegni di Josè Ortiz sono abbastanza buoni: certo, come capita a tanti disegnatori di scuola iberica, vi è una certa tendenza al caricaturale ( che talora si sposa bene con la sceneggiatura, come nel caso del tratteggio del subdolo e servile sceriffo cui Tex consegna i due agenti segreti da lui catturati ) e una rappresentazione di Tex e Carson un po' troppo aguzza e tendente all'acido, nonostante che per il nostro eroe vi siano alcuni espliciti riferimenti al modello di Ticci; tuttavia, a differenza di altri casi, il risultato è complessivamente godibile.

 

La mia valutazione personale è dunque:

soggetto 9

sceneggiatura 8,5

disegni 7,5

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

La storia è piacevole, aiutata dal fatto che sono presenti fatti storici realmente accaduti(assassinio di Lincoln). Tex e Carson affrontano mille pericoli, pur di far avere al loro amico presidente un plico contenente preziose informazioni riguardo l'omicidio del suo predecessore. Dall'essere uccisi per mano dell'organizzazione segreta presente all'essere arrestati dalla polizia americana. In merito a tali pericoli sono da ricordare un paio di situazioni epiche

Carson che si libera delle corde rischiando di rimmetterci le mani e la corsa con il calesse lungo le strade di washington
. E' bello vedere che in questa avventura nel momento del bisogno è il vecchio cammello a prendere l'iniziativa dimostrando tutto il suo valore. Risultano comunque numerose i momenti da ricordare che non fanno altro che esaltare le qualità dei due pards. Tutta la storia è arricchita da dialoghi stupendi non solo tra i due protagonisti ma tra tutti i personaggi. I disegni di Ortiz li trovo adatti, soprattutto nelle scene iniziali all'interno del treno perche aiutano a creare quell'atmosfera cupa presente nell'albo. voto:8

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Questa storia è una delle migliori di Nizzi nella fascia 400-500. La trama ha tutti gli elementi di un western puro:la ferrovia, i banditi, l'azione e il ragionamento, arricchiti da congiure e intrighi internazionali. Nizzi riesce ad alternare con abilità momenti di riflessione a momenti di pura suspence come l'inseguimento della polizia al nostro eroe nelle vie di Washington(si scrive cosi?). Pur non essendo un ammiratore di Ortiz i disegni di questa storia li ho trovati adattissimi per le scene di azione e i fantastici paesaggi. Storia che merita un 9 tondo tondo!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Quando la realtà storica si va ad incrociare con quella fittizia del fumetto....... Prendendo spunto dall'omicidio di Abraham Lincoln Claudio Nizzi sforna una storia piena di suspense corse e scontri, ciò che però non mi ha convinto è stata la parte in cui il ranchero rivela ai lettori le verità nascoste sull'omicidio di lincoln avrei preferito che fossero i due rangers a scoprirle man mano che si procedesse con la storia....... per il resto gli elementi giusti ci sono...... anche i disegni sono molto lodevoli....

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Riletta nella versione a colori di Repubblica, con la VERA Casa Bianca che ha preso il posto del Campidoglio (e conseguenti ritocchi a parte dei testi in alcune vignette). Non so se avessero già provveduto in altre ristampe precedenti a correggere il "celebre" errore (..... a proposito dell'attualissimo tema sulla "rilettura" delle storie prima di mandarle in edicola :D).

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Questa storia è, a mio modo di vedere, davvero ottima.

I personaggi sono ben caratterizzati, e ben approfonditi, come per esempio i due del servizio segreto.

L'azione è dominante, come la cavalcata finale con la diligenza, il salto dal treno; ma, soprattutto, la scena in cui i due pards vengono praticamente torturati. Quel Carson che ficca le mani nel fuoco per liberarsi, è qualcosa di fantastico, in cui vengono esaltate le doti del Vecchio Cammello.

C'è anche l'ironia: divertentissima la scena della diligenza, quando Carson dice "Stiamo andando a prendere té e pasticcini con il presidente." :D

Ma, comunque, vorrei un pò soffermarmi sui disegni.

Innanzitutto, devo sottolineare che questa storia l'ho letta sul Tex di Repubblica, il che significa che i disegni li ho visti a colori.

 

Ecco, Ortiz è stato, ed è tuttora, un artista osannato da alcuni e criticato da molti. Io stesso lo criticavo, e i suoi disegni non li potevo proprio vedere.

Però con i colori è tutta un'altra cosa. Darei almeno un 8 a questi disegni.

 

Ogni vignetta è davvero spettacolare, piena di particolari, che il colore esalta, dando vita ad un selvaggio west spettacolare.

Sia chiaro, non è il mio disegnatore preferito, però i disegni di questa storia sono davvero molto belli.

Comunque, posso dire che Ortiz è quello che, con i colori, ci guadagna di più.

I voti:

Storia: 8,5.
Disegni+colori: 8,5



P. S : ma dove sarebbe questo celebre errore??
Scusate la mia ignoranza, ma non ho mai letto la storia, se non qualche giorno fa! 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

P. S : ma dove sarebbe questo celebre errore??
Scusate la mia ignoranza, ma non ho mai letto la storia, se non qualche giorno fa! 


Nell' albo originale si assiste a una svista storica: nel momento in cui Tex e Carson sono in fuga sulla carrozza verso la Casa Bianca ( pag.95) , ecco che questa viene disegnata come il Campidoglio ( sede del Congresso) !

Ritengo da idioti totali la correzione effettuata: quell' errore è parte integrante della storia, che sarà ricordata anche per questo! E come se rigirassero
'Spartacus' con i legionari senza orologio da polso!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ragazzi la finirò di leggere oggi... ma qual è questa celebre svista???

 

Come ho già spiegato in un intervento precedente, la svista ( poi - in modo IMHO ingiusto e inopportuno - corretta nella versione a colori di Repubblica; non so se anche nelle ristampe bonelliane ) si ha nel finale: viene disegnato il Campidoglio (sede del Congresso) facendolo passare per la Casa Bianca. Curiosamente, l' ho appena (ri)letta anch'io : forse non un capolavoro, ma certo non priva di elementi interessanti. IMHO ottimo il paragone proposto da Pedro con la situazione di Cary Grant / Roger Thornhill / George Kaplan , che in "Intrigo Internazionale" si trova sballottato dal nulla in un ingranaggio più grande di lui senza poterne uscire (oltrech? naturalmente avendo in comune la location ferroviaria). Un altro richiamo potrebbe essere anche a " Agente 007 - Dalla Russia con amore" , in cui James Bond affronta un viaggio a ostacoli (sempre su un treno) da Istanbul a Venezia. Vabb? che la compagnia della bella Tatiana ( Daniela Bianchi) lo ha ampiamente consolato :trapper: . A più tardi per un commento più ricco!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Nizzi in grande spolvero per una storia notevole e molto particolare. La trama da spy-story, gli intrighi dei politici e dei servizi deviati (noi italiani ne sappiamo qualcosa), la Storia che ancora una volta si intreccia con le avventure di Tex... insomma, un mix esplosivo che Nizzi agita con sapienza e serve a momento giusto per scatenare una detonazione finale degna del Capodanno cinese. L'inseguimento sulla Main street di Washington per me rester? nel Pantheon delle scene di genere texiane, dialogo col Presidente compreso. Belli i disegni di Ortiz, errore finale compreso :indianovestito: Voto: 10.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Un altro richiamo potrebbe essere anche a " Agente 007 - Dalla Russia con amore" , in cui James Bond affronta un viaggio a ostacoli (sempre su un treno) da Istanbul a Venezia.

 

Intendi dire questo meraviglioso film, Don Fabio? :trapper:

 

007%20-Dalla%20Russia%20con%20amore.jpg


:lol2:

Non l'ho mai visto, purtroppo... uno dei miei più grandi rimpianti cinematografici assieme a "The Getaway" e "Voglio la testa di Garcia". 

Tornando alla storia, stuzzicato anche dal film di Robert Redford di prossima uscita (ribattezzato da un critico "L'assassinio della storia per mano del codardo Robert Redford" :lol2: ), che tratta della medesima vicenda, mi sono riletto questa storia, alla quale ero particolarmente affezionato "Missione speciale" era il primo Tex che presi in edicola, in Tre Stelle, assieme all'inedito "Congiura contro Custer".

L'ho trovata bella come me la ricordavo! Certo, alcune estremizzazioni dell'ultimo Nizzi cominciano a notarsi, come un Carson a tratti decisamente sul rimbambito, ma che poi si riscatta ampiamente, tuttavia l'insieme fila via che è un piacere, e la stessa sceneggiatura è realizzata molto meglio di alcune sue storie coeve come "Springfield calibro 58". I momenti di ironia sono impagabili, come la corsa finale verso la Casa Bianca con i due elegantoni sulla diligenza.

Un Tex più spionistico del solito che intriga davvero, senza contare il fatto che il viaggio ferroviario con relativi contrattempi-agguati-imprevisti è un tema affascinantissimo e molto poco sfruttato. Bella anche la penultima scena con Tex e Carson che si allontanano dalla Casa Bianca, nella quale Nizzi dà sfogo a una sconsolata malinconia che, come ha già detto Pedro, svela i veri significati della vicenda.

Ortiz non mi ha mai convinto a fondo, questa storia paragonata agli ultimi orrori fa un'ottima figura. La sparatoria finale alla Union Station, poi, è realizzata divinamente, con inquadrature davvero notevoli.

In sintesi, darei un sette e mezzo... massì, dai, arrotondiamo a otto, visto l'affetto che mi lega a questa avventura, che non è un capolavoro, ma che ricordo e rileggo sempre con grandissimo piacere. Similmente a "La nave perduta", anche se non rientra nella mia top10 e nemmeno nella mia top20 è una delle storie che più mi sono rimaste impresse.

EDIT: ho guardato bene la mia copia in Tre Stelle confrontandola con la vignetta postata da Ymalpas... e già nella mia edizione il Campidoglio è stato sostituito dalla Casa Bianca... peccato che la prospettiva dell'originale sia andata a farsi benedire! Perchè questo dissennato interventismo? Perchè? 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Secondo me è una buona storia di Nizzi anche se a ben guardare c'è già qualcosina che poteva essere evitato. Non che i nostri si trovino in difficolt? sia chiaro, anzi se gli avversari sono in gamba anche la storia ci guadagna. Quello che mi ha sempre lasciato perplesso è che proprio a Cheyenne il senatore Wallace aveva le origini e che proprio a Cheyenne si trovi chi può dargi una mano e che sa tutto quello che è successo al presidente Lincoln. E che costui spieghi con un po' troppa fiducia dei "segreti di stato" a due che non conosce e che vede per la prima volta è qualcosa che mi sembra difficile da credere. D'accordo che in qualche modo si doveva far capire a noi lettori tutti i retroscena dell'omicidio del presidente ma questa è una scorciatoia che non mi è piaciuta, avrei preferito che fosse scoperta in qualche modo dai nostri pards. Poi c'è sempre il Carson un po' tonto e che se anche si riscatta togliendo i due nostri da una situazione disperata resta sempre quello che spesso e volentieri fa delle domande evitabili e "stupide". Diciamo che l'idea non è male, anzi, però se fosse stata svolta con qualche passaggio diverso avrebbe potuto venirne fuori una grande storia. Sui disegni di Ortiz non vorrei spendere troppe parole perchè non è mai stato tra i miei preferiti. Il suo tratto troppo carico d'inchiostro mi rende difficile la lettura e alcuni suoi personaggi sono troppo grotteschi (in questa storia lo sceriffo per esempio)

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace!!! Storia molto gradevole! Appassionante il viaggio di Tex e Carson verso la capitale tentando di sfuggire agli agguati degli uomini del senatore. Personalmente sono molto attratto da tutte le avventure ambientate nelle grandi città come San Francisco, Boston, Washington eccetera. In questa storia nei disegni che raffigurano Tex trovo una certa somiglianza nel suo volto con quello disegnato da Ticci. Ho solo io questa idea?Voto 8 alla storiaVoto 8 ai disegni

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Storia abbstanza rapida, molto belli i disegni di Ortiz, ho trovato molto bello quando disegna i vagoni del treno in penombra dentro la galleria, il vecchio cammello si libera come gia' hanno detto altri in maniera veramente coraggiosa..... pero' potevano farci vedere la scen in cui fanno la zuppetta coi pasticcini alla casa bianca no???sarebbe stato troppo esilarante!!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Quello che mi ha sempre lasciato perplesso è che proprio a Cheyenne il senatore Wallace aveva le origini e che proprio a Cheyenne si trovi chi può dargi una mano e che sa tutto quello che è successo al presidente Lincoln. E che costui spieghi con un po' troppa fiducia dei "segreti di stato" a due che non conosce e che vede per la prima volta è qualcosa che mi sembra difficile da credere. D'accordo che in qualche modo si doveva far capire a noi lettori tutti i retroscena dell'omicidio del presidente ma questa è una scorciatoia che non mi è piaciuta, avrei preferito che fosse scoperta in qualche modo dai nostri pards. Poi c'è sempre il Carson un po' tonto e che se anche si riscatta togliendo i due nostri da una situazione disperata resta sempre quello che spesso e volentieri fa delle domande evitabili e "stupide".

 

Quella quotata è una delle tre forzature che, IMHO, presenta questa storia. Le altre due sono:

1) la più importante, il fatto che gli agenti del Servizio uccidano Stppard senza fargli rivelare nulla: e se Stoppard avesse disposto che alla sua morte il memoriale doveva essere reso pubblico? Idiozia forte, questa dei due agenti, che di fatto innesca la storia. Un vizio d'origine che mi dispiace.

2) Tex e Carson, ormai prigionieri della polizia, si fanno salvare dal Presidente in persona affacciato alla finestra della Casa Bianca (o Campidoglio...).

Forzature non da poco, vizi della sceneggiatura non proprio lievi. Eppure, io considero questa storia una delle più belle di Nizzi, se non (forzature a parte) un capolavoro. Sono entusiasta del suo svolgimento, dell'originalissimo intrigo architettato da Nizzi, del ponte saltato, della baracca in cui il mio Carson fa la parte del leone, del lungo viaggio in treno ad anticipare le mosse dei servizi segreti, delle stupende sequenze cittadine (Ortiz magnifico), dell'ironia dei nostri, dell'amaro finale. Già, l'amaro finale. Quando tutto sembra essere finito, e la vicenda finalmente dipanata, ecco che Nizzi ci regala qualche pagina di riflessione su un tema da sempre a cuore dell'autore, vale a dire la sorte degli indiani. Ed è bellissima la frase finale di Tex, in cui il ranger, pur non dubitando della buona fede del Presidente, è consapevole che nel sottobosco della politica i perdenti avranno sempre la peggio. Le cose possono migliorare, se interviene il Presidente, ma prima o poi la storia riavrà il sopravvento sugli sconfitti, al di là della buona volontà degli uomini, fossero anche il primo cittadino d'America. Pagine che, pur non centrando nulla con la storia, sono a mio parere una significativa ciliegina su una torta di per sè già buonissima. I disegni di Ortiz, infine: per me sono semplicemente entusiasmanti, e contribuiscono a farmi definire questa storia un piccolo capolavoro.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Alle tue forzatue, caro Leo, ne aggiungerei un'altra. Mi riferisco al momento in cui Tex e Carson eliminano i due agenti segreti e si ritrovano dietro la polizia. Tex dice di darsela a gambe per evitare rogne; peccato però che proprio in questa maniera la polizia interpreta i loro gesti in maniera sbagliata. Oltretutto con la polizia alle calcagna, mi domando come pensavano i Rangers a entrare alla Casa Bianca e arrivare dal presidente. Ancora più come mai Tex cerca di difendersi dicendo di essere Ranger in missione speciale, quando ha scorazzato con una carrozza per tutta la città e ha tentato di introdursi nella Casa Bianca (chi crederebbe a quello che dice?). Altra curiosità: davvero il presidente può ordinare agli agenti di lasciare due che erano dei pieni sospetti, così semplicemente parlando? Intendo dire, gli agenti non mettono in guardia il Presidente o parlano di ciò che pensavano (un attimo prima sono ansiosi di sbattere dentro i pards). Comunque non importa, si tratta di una grande storia, con Nizzi e Ortiz ben ispirati. Il bello di questa storia è già stato detto.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.