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TWF - Tex Willer Forum
Guest Kerzhakov 91

[151/154] Una Campana Per Lucero

  

29 voti

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Guest Kerzhakov 91

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Maggio 1973 - Agosto 1973
Inizia nel numero 151 a pag. 63 e termina nel numero 154 a pag. 62


I quattro pards indagano su una banda di Apaches Mescaleros del tutto particolare: dopo ogni sanguinaria rapina, si travestono da innocui pecorai messicani e il loro capo, Lucero, assume l'identit? di Don Fabio Esqueda, rispettabile e ben educato uomo di affari, tra i più potenti della regione.
Per bloccare le scorrerie dei Mescaleros di Lucero, un sanguinario capo indiano che si cela sotto l'identit? del facoltoso ranchero Esqueda, Tex e i suoi pards ricorrono all'aiuto dei Chiricahuas di Cochise. Intanto, Lucero decide di sbarazzarsi di chiunque possa smascherarlo: fa eliminare da uno sgherro un conducente di diligenza sopravvissuto all'attacco dei suoi predoni rossi e poi soffoca nel sonno il povero padre Michele della missione di San Xavier, che aveva come uniche colpe quelle di averlo educato da piccolo e di conservare una sua foto.
L'odio per i bianchi invasori delle terre apache aveva spinto Lucero sul sentiero delle scorrerie, verso il sogno di una sorta di piccola e ricca nazione indipendente per il popolo mescalero. Ma tutto il sangue versato adesso grida vendetta: Tex e i suoi pards, agganciato con un trucco Nico Medranos, braccio destro di Lucero, tendono una trappola al fiero pellerossa, ferendolo mortalmente prima di vederlo cavalcare via. E ben presto tutta l'organizzazione crolla: i predoni rossi, camuffati da pastori messicani, vengono finalmente smascherati.
Gravemente ferito, Lucero brucia il suo ranch e parte per la missione di San Xavier. I frati lo soccorrono moribondo e l'indiano, sulla tomba di padre Michele, da lui stesso ucciso, chiede perdono!



? Sergio Bonelli Editore




CAPOLAVORO!!! In assoluto una tra le storie che adoro di più, insieme all'ultima con Mefisto come protagonista (501 e seguenti) è quella che ho letto maggiormente, la conosco praticamente a memoria.
La storia di per sè è bellissima, con alcune geniali trovate (come appunto quella di camuffarsi come degli innocui pastori), ma è inutile dire che a fare la differenza e la fortuna di questi albi - considerati tra i migliori nella storia di Tex - è la particolare, intrigante personalit? di Lucero, tra i personaggi più azzeccati da Gianluigi Bonelli. Dura una sola storia, ma intensissima.

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Da quanto mi ricordo è un'ottima storia che mostra in modo egregio la natura dei nativi americani. I nativi, che avevano ben accolto i bianchi, vedendosi sempre più racchiusi nelle riserve e veder i trattati mai rispettati dai bianchi, spesso si decidevano a combattere l'invasore, anche se ciò non era una loro idea all'inizio. Lucero infatti si porta sul sentiero di guerra proprio per quelle ragioni, ed alla fine, quando ormai sè che non gli sarà possibile continuare a lottare, chiede perdono per quanto non avrebbe fatto in altre circostanze. Non posso dare un voto alla storia in quanto non l'ho abbastanza in mente, ma la trama mi ha sempre colpito.

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Guest Wasted Years

Mi ha sempre colpito la figura di Lucero, un cattivo diverso dagli altri, sospinto da un ideale patriottico pur essendo un ricco possidente. Tra i personaggi negativi texiani che sono morti dopo una storia sola, è quello che rimpiango di più. La storia è bellissima, e grandiosi i disegni. Bello e tragico il finale, che non svelo a chi non ha letto la storia, mentre chi la conosce mi capir? senz'altro. per me merita un bel 10 tondo tondo!

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Guest Kerzhakov 91

Quoto, 10 pieno (o **** nelle mie valutazioni). La morte di Lucero è quella tra i cattivi che anch'io rimpiango di più, ma forse è stato meglio così, con un finale che ha contribuito a rendere ancor più mitica questa bellissima storia.

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Un particolare curioso di questa storia: i frati che hanno allevato Lucero sono inquivocabilmente francescani, come mostrano i disegni di Letteri ( e la cosa concorda con il gran numero di missioni francescane edificate nel Messico settentrionale e nel Texas fino al XVIII secolo ); tuttavia ( se non ricordo male ) nel testo si parla di gesuiti. Ignoro il motivo di questa discordanza tra testo e disegni ( anche se forse GLB, parlando di gesuiti, voleva sottolineare l'educazione raffinata ricevuta da Lucero ).

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Questa vicenda sarebbe sicuramente già di buon livello se ci si limitasse al suo canovaccio narrativo: Lucero è infatti un nemico abile, sfuggente e inafferabile, anche se, per sua disgrazia, Tex comincia ad interessarsi a lui proprio quando nel ben oliato meccanismo dei suoi "colpi" si insinua un minuscolo granello di sabbia

il postiglione della diligenza per Tubac, bench? ferito, sopravvive abbastanza per rivelare il suo nome, cosa che potrebbe fornire un filo per risalire alla sua identit? di copertura di Don Fabio Esqueda
. Non è però questo a renderla un capolavoro ma, come quasi tutti i lettori hanno affermato, la personalit? dell'antagonista di Tex, del tutto diverso dal cattivo monocorde che ci si potrebbe aspettare in una vicenda del genere. Lucero compie infatti i suoi crimini per ricavare abbastanza denaro da poter comprare terre in cui vivere insieme ai suoi Mescaleros, vendicandosi allo stesso tempo dei bianchi che hanno sterminato gran parte della sua tribù, come dice nei dialoghi con sua madre, in cui mostra una sincerit? e una convinzione che non può non impressionare il lettore. Il lettore soltanto, però, e non Tex, che, nonostante apprenda qualcosa della storia di Lucero già in uno stadio relativamente iniziale della vicenda, non mostra la bench? minima perplessit? ( a differenza di quanto capiter? in seguito, non si dice con Andy Wilson, ma persino coi Tuareg e con Apache Kid, che pure si lasciano dietro una scia di sangue non inferiore a quella di Lucero e dei suoi ) e, se mostra un po' di rispetto per il mescalero, è solo sul piano dell'intelligenza e dell'abilità ( "se non fosse un furfante .... ci sarebbe da fargli tanto di cappello" dice a Carson); stesso discorso vale per i complici di Lucero, in particolare per il mercante girovago Nico Medranos, in sè non peggiore di altre figure di subdoli tirapiedi viste prima o dopo in "Tex" , ma che Kit Willer e Tex vogliono vedere morto ad ogni costo ( riuscendo nello scopo ). I quattro pards mostrano in questa indagine ( e nelle complicazioni accessorie che si trovano ad affrontare cercando di risolverla
[lo scontro tra Tex e il colonnello di Fort Bayard, la zuffa nel saloon scatenata dagli insulti a Tiger]
)la loro consueta abilità e anche la loro intelligenza strategica ( specie Tex e Tiger ); tuttavia Lucero risponde colpo su colpo, con abilità e ferocia, sicch? il lettore, mano a mano che la rete si stringe intorno al capo apache, inizia a convincersi che il suo destino sia stato segnato da qualcosa di arcano e non da Tex, come del resto confermano le battute finali della vicenda, con la comparsa in piena luce dell'elemento soprannaturale e con il senso di catarsi che lascia l'uscita di scena di Lucero ( Tex, comunque, mantiene nei suoi confronti l'atteggiamento assunto in precedenza ). I disegni di Letteri sono ottimi, come in genere negli albi di quel periodo. La mia valutazione:soggetto 9,5sceneggiatura 10disegni 9,5.
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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Beh visti i post precedenti, non posso far altro cha associarmi in toto alle opinioni della maggioranza. Una storia davvero bellissima. Una trama spettacolare dominata da un cattivo d'eccezione, Lucero, che col cuore gonfio d'odio e risentimento decide di mettere un atto un piano diabolico col quale riesce a mettere in scacco le "pance blu" che pattugliano la frontiera tra arizona e messico. Lucero è un antagonista forse unico nel suo genere, un mescalero mosso dal desiderio di vendetta che veste i panni di un ricco haciendiero di giorno e depreda le carovane di notte con l'intento di raggranellare abbastanza denaro per comperare una terra degna di questo nome per il suo popolo. FANTASTICO!!! Per quanto riguarda i pards... beh ceh dire... super come sanno essere solo i pards GLBonelliani... Bellissima e memorabile la lotta all'ultimo sangue tra Tiger e Griego. Molto bella anche l'idea di mostrare le accoppate Tex-Carson e Tiger-Kit che si muovono parallelamente. Un finale da brivido... Il febbricitante Lucero che chiede il perdono sulla tomba di padre Michele è davvero fantastica!!!!Per quanto riguarda i disegni, beh Letteri ha sempre prodotto grandi storie nulla da eccepire, e ad essere sincero è una storia che si gusta piacevolmente anche coi colori di "repubblica"!!!Da leggere più e più volte!!! Voto complessivo : 10

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Che dire? E' un capolavoro assoluto. Con buona pace di chi ritiene Bonelli padre un manicheista. Il personaggio di Lucero è il più lirico , forse, di tutta la saga texiana, permeato com'? dall'ombra di un futuro già scritto, da un fato, come nella tragedia greca, da cui non si può sfuggire. Un personaggio allo stesso tempo crudele e capace di pentimento, furbo e ricco di dignit? morale, un personaggio che sfugge alla punizione dei pards, seppure non a quella del Padreterno. E quel finale senza Tex è da brividi...

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Concordo con quelli che parlano di cavolavoro a proposito di questa storia. La grandezza sta nella caratterizzazione psicologica di Lucero, nelle sfumature che emergono nella sua personalit?. E' poi una storia originale, per la ragione che non ci sarà mai un incontro tra lucero e i quattro pards, che si limiteranno ad inseguire un personaggio enigmatico e recante con sè la tragedia del suo popolo... un vero capolavoro bonelliano...

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Riletta ancora una volta!!!Anche a me, avendo letto i post precedenti, non mi resta molto da dire. Questa storia l'ho sempre considerata tra le migliori uscitte dalla penna di Bonelli padre. Soprattutto indimenticabile il personaggio di Lucero, sicuramente un gran cattivo, che alla fine della storia riesce a far pena al lettore. Un cattivo micidiale e spietato, non lascia vittime dietro alle sue razzie, ma è anche un personaggio che lotta per un suo "valore", ossia far ritrovare al suo popolo quella libertà che gli è stata tolta. Originale il finale, forse tra i più tragici dell'intera serie, e per me tra i più belli che GLB poteva creare. Voto 10 :trapper:

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Questo è uno dei più grandi Capolavori dell'intera saga. Storia eccezionale per costruzione, intreccio, personaggi e situazioni;ma quel che la rende straordinaria è il magnifico cerchio simbolico che si conchiude in se stesso, incarnato dalla figura di Lucero. Lucero è personaggio simbolico, allegorico;? colui che parte da un punto, che poi ripudia e abbandona, per tornare infine a esso e al suo insegnamento. Complice e motore di tutto il circolo è il Destino, che gioca con Lucero in maniera sadica, come per dargli un insegnamento che però l'alunno non potr? mai mettere in pratica... Lucero infatti ha imparato la lezione tragica che il Destino gli ha dato:ha capito che la strada della violenza e del peccato è sbagliata e impercorribile... ma tale insegnamento rimarr? da lui impraticato , perchè l'ultima lezione del Destino dice che alla fine della pista del peccato può esserci, oltre alla penitenza e al ravvedimento, anche la Morte;Morte che infatti sè bene che è venuto il suo momento di prendere in mano le redini della vita di Lucero, per disporne a piacimento suo e del terribile insegnante. Lucero ha imparato la lezione, ma troppo tardi... e seppur tragicamente, il cerchio si è chiuso:Lucero torna al luogo da cui era partito, recuperando così quel passato che aveva distrutto nel sangue e nel fuoco, nel nome di una nuova vita infine anch'essa ripudiata:quella dell'assassino... Lucero è oltremodo personaggio affascinante-e un personaggio rivestito di tale simbolismo non poteva che esser tale... non poteva spettare a Tex il ruolo di giustiziere, perchè neanche Tex poteva intromettersi in un tal gioco simbolico;anzi, rimane il dubbio che Tex non sia stato "usato" dal Destino quale servitore inconscio del gioco... Detto questo,? chiaro che ci sono altri mille motivi per giudicare questa storia un Capolavoro:dalla maestria con cui Bonelli fa agire i quattro pards e tutti i personaggi di contorno, alla bellezza di tante scene, d'azione e non. E la storia, più che dominata dall'azione,? dominata dai dialoghi;dialoghi splendidi, in cui Bonelli dispiega tutta la sua grandezza:lui è il solo che riesce a costruire vignette stracolme di parole, ma di parole che non stancano mai, dosate sapientemente, che mai scadono nel manierismo e nel già sentito, e che anzi sorprendono, divertono senza mai annoiare, che tengono incollati alla pagina. Bonelli con questa storia mette in chiaro alcune cose:1)si possono costruire storie complesse con personaggi complessi, senza per questo mettere in ombra Tex;2)si possono costruire storie tese, drammatiche, adulte sotto ogni punto di vista, con un Tex che rimane ironico, divertente,"leggero";3)che certo ricordare il Giallo o il poliziesco, non è stata innovazione di Nizzi, ma caratteristica del puro western texiano. Letteri è stato straordinario, maestro come al solito nella resa dei personaggi e delle ambientazioni:Lucero non sarebbe stato Lucero con un'altra matita. E' ovviamente giustissimo osannare i vari Galep,Ticci,Civitelli,Villa, ma credo fermamente che sia necessaria e doverosa un'opera di seria rivalutazione di Maestri un p? dimenticati come Letteri,Fusco,Niccol',Monti... i disegni di questa storia lo chiedono a gran voce!-piccola nota:a pag.48 de "I predoni della sierra", Tex e Kit Willer sono stati certamente invertiti... Per chiudere:Capolavoro assoluto che non ha alcun bisogno di voti:voglio ricordare solo una scena, tra le più belle dell'intera saga, che dimostra tutta la grandezza del fumetto Tex:quella presente nelle ultime due vignette di pag.40 in "Una campana per Lucero"...

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Ottima recensione, Paco :)In particolare condivido, oltre a... tutto :D , quello che dici sulla scena che si trova a pag. 40 del n. 154. Soprattutto perchè c'era il rischio di scivolare nel patetico, mentre GL Bonelli e Letteri ne hanno fatto qualcosa di indimenticabile. E non meno si può dire delle vignette e delle pagine che seguono. Lucero, come è già stato commentato, è un cattivo di genere tutto particolare e forse irripetibile. E Tex,

così come rimane estraneo alla sua fine, lo resta anche riguardo alle sue vere motivazioni, perchè non sapr? mai qual era il piano di Lucero/Don Fabio per acquistare nuova terra per il suo popolo
Interessante anche un altro punto: la causa primaria della morte di Lucero è
una ferita da pallottola infettata durante una fuga disperata
e tuttavia quando la fine arriva
tutto questo è dimenticato, e tutto ciò che il lettore vive è la giustizia e contemporaneamente la purificazione del mescalero, che chiede e ottiene il perdono a nome della sua vittima più innocente, ma forse di tutte le sue vittime

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E con grande piacere che ti porgo i complimenti per la recensione, caro Paco!Penso tu abbia colto il succo di questa storia memorabile, cui - come il mio nome dimostra inequivocabilmente - sono legatissimo. E' forse uno dei rarissimi casi di storia bonelliana in cui Tex non è il vero protagonista: qu? pare - come nella successiva 'Apache Kid' - spettatore, più che motore, degli eventi. E' un Tex che, anzi, capisce molto poco di ciò che accade: addirittura non comprende, se non al termine dell'avventura, che Lucero e Don Fabio Esqueda sono la stessa persona. E mai conoscer? i veri progetti di Lucero, i sogni di libertà del mescalero-illuminista, il sincero anelito di riscatto per un popolo - quello dei nativi - condannato dalla Storia alla sconfitta, alla sottomissione ad un mondo - quello dei bianchi - estraneo e corruttore. Neppure l'immagine di Lucero è a conoscenza dei pards: un nemico sognatore, che ha scelto il male per trovare il bene, che non può non sottrarsi alla punizione di Tex, privilegio di pochissimi, seppure non a quella del Destino. Tutta la storia è pervasa da quel senso di fatalit? che è tipico della Tragedia Greca : ciò che deve accadere non può non accadere: mai come in questa storia è chiara, sin dall'inizio, la sorte di un personaggio, che corre verso la morte: ma la suspence è tutta nel capire, nell'immaginare, come sarà la sua morte: riuscir? Tex a carpire anche solo un frammento della grandezza di Lucero? No, ed è una Sconfitta per Tex e i nostri pards, altro che Ruby Scott !Per chi è appassionato di letteratura, vorrei ricordare un personaggio che presenta una forte similitudine con il nostro Apache: la Monaca di Monza de 'I Promessi Sposi' di Manzoni. Due destini condannati, due scelte di peccato, due lotte impari. Capolavoro inarrivabile, senza se e senza ma.

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Un'altra storia appartenente al magnifico filone dei grandi capolavori degli anni 70. Godibilissima dall'inizio alla fine, bella la trovata di come far perdere le tracce mescolandosi via via con i pastori sulla via del ritorno. Molto bello il finale in cui i disegni all'altezza della storia si esaltano. E' fantastica ad esempio la morte che viaggia sopra Lucero o il cavallo spolpato dagli avvoltoi, piccolo OT certo che per GLB gli avvoltoi non avevano mai pace sempre a pistolettate venivano presi. Interessante la figura di Lucero cattivo per vendicare un sopruso subito nell'infanzia. Forse qui GLB avrebbe potuto indagare di più l'episodio inserendo dei flashback sull'episodio che aveva segnato l'infanzia di Lucero. Questo piccolo neo mi fa dare un 9 alla storia anzich? 10.

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Se dovessi scegliere tra cinque storie da portarmi su un isola, questa sarebbe tra queste. Al di la della storia avvincente e ben orchestrata dalle prime vignette, il personaggio chiave, come già detto, è Lucero. Uomo determinato dotato di forte carisma e non comune intelligenza che, comunque anche se disonesto, sembra quasi giustificato a fare quello che fa. Lo stesso Tex nella storia mai in ombra pare non prevalere del tutto sul Mescalero, che anche se travolto dal destino, ha una parte attiva nell'epilogo della storia ottenendo quanto scelto già alla partenza del suo ultimo viaggio. I disegni sono quanto di meglio si poteva fare e il Maestro Letteri con queste ambientazioni non era secondo a nessuno. Soggetto - sceneggiatura - disegni : 10 pieno

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CAPOLAVORO!!!!Non mi sento di aggiungere molto a quanto già detto su questa storia. Bonelli senior ha sfornato una bella storia, soggetto abbastanza originale, ritmo avvincente, Tex nella sua forma di grazia tipica della golden age. Il vero valore aggiunto che la fa assurgere al livello del capolavoro è il personaggio di Lucero, antagonista molto diverso da quelli a cui ci aveva abituati, co-protagonista assoluto della vicenda con una caratterizzazione molto più sfumata a complessa rispetto a quella dei comprimari a cui GLB ci aveva abituati sino ad allora. Una storia che ti costringe a leggerla tutta di un fiato tanto ti appassiona.10 e lode.

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Da 1 a 10 darei un bel 11! E non si discute...! Bella, bella, bella...! Non mi stancavo mai di leggerla e rileggerla, all'epoca. Davvero devo averli consumati all'inverosimile i quattro albi della storia! E vi rivelo un segreto: se dovessi essere un nemico di Tex vorrei essere proprio il grande, astuto, e coraggioso Lucero...!

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La storia è molto bella, ho una sola perplessità sul trattamento riservato a Medranos: una volta che Tex a scoperto le carte in tavola con lui, avrebbe dovuto torchiarlo per avere notizie su Lucero, Medranos era tutt'altro che un duro ed avrebbe parlato sicuramente, invece tutto si risolve con una semplice sberla.

Modificato da ymalpas

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Condivido in toto quanto detto da tutti gli utenti che hanno già scritto.
Una nota su Medranos e Griego: anche se inferiori (per forza! ) a Lucero, non sono i soliti tirapiedi del cattivo, bensì efficientissimi anche loro. Tra l'altro la scena di pura azione migliore della storia è il drammatico duello tra il nostro Tiger e Griego dentro l'acquitrino, sceneggiata e disegnata da dio. E' solo il destino a far sì che vengano scoperti (e a far fare quella fine a Medranos).
Un'altra cosa: è Carson, non Tex, a colpire Lucero. Anche stavolta, non dev'essere il Ranger titolare ad essere la mano diretta, pur inconsapevole, del Destino.
 
Comunque
 
TESTI & DISEGNI: 10 e lode.
 
Ho detto.

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Che dire... Molto banalmente, la mia storia preferita di Tex. In assoluto. 

 

La storia è appassionante e coinvolgente, fila che è una meraviglia, ma è grazie a Lucero - il vero protagonista - se viene ancora oggi ricordata come uno dei più grandi capolavori dell'intera saga texiana. Un villain assolutamente unico nel suo genere, impossibile da replicare, insieme a Mefisto secondo me il meglio caratterizzato da GianLuigi Bonelli. Il principale punto di forza di Odio senza fine è proprio lui. 

 

Un nemico furbissimo, un cervellone, che sotto le mentite spoglie di Don Fabio Esqueda nasconde quelle del terribile e spietato capo Mescaleros Lucero. 
Basta vedere come fa sempre perdere le tracce dei suoi uomini con un abile stratagemma, che la prima volta inganna anche dei mastini come i quattro pards, gente che di caccia all'uomo è veterana e ne conosce tutti i trucchi. Fa eliminare il tipo sopravvissuto all' attacco, facendo nascondere nel carro del commerciante uno dei suoi sicari. E non esita a sporcarsi le mani andando di persona nel convento di San Xavier per eliminare il povero padre Miguel, colpevole solo di essere l' unico frate rimasto vivo che si ricorda di lui; ne approfitta poi per far sparire anche la foto che lo ritrae ragazzino. Ma Lucero non è solo un nemico spietato, è sfaccettato, ha profonde motivazioni che lo spingono a comportarsi in quel modo, è in bilico tra bene e male, non è un banale cattivo a tutto tondo. Il lettore entra inevitabilmente in empatia con lui, quasi fai il tifo per l'Apache, sperando che riesca a farla franca. 
 
Lucero è un nemico particolare, talmente inafferrabile che Tex non avrà mai il piacere di avvicinarlo faccia a faccia. Il ranger è solo uno strumento del destino, il suo merito è quello di aver giocato un pressing asfissiante, aver ordito la trappola, ma altrettanto fondamentali sono Tiger e Carson (è lui a sparare la "pallottola del destino"). 
 
Ciliegina sulla torta il memorabile finale, nel quale GLB raggiunge dei vertici di poeticità e lirismo difficilmente raggiungibili: ormai sconfitto e in fuga, devastato dalla febbre, dove va a morire Lucero? Sulla tomba del frate che aveva ucciso, chiedendogli perdono. Antologia del fumetto. 
 
Tex e i pards, che arrivano in ritardo su ogni tappa del calvario personale del Mescalero, arrivano in ritardo anche sul giudizio finale, quello divino sottolineato dai funebri rintocchi della campana. 
"L'avresti mai immaginata una fine del genere?" chiedono Carson e GLBonelli. 
"Nemmeno sognata" rispondono Tex e il lettore. 
 
 
Signori, giù il cappello. 

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Che dire... Molto banalmente, la mia storia preferita di Tex. In assoluto. 
 
La storia è appassionante e coinvolgente, fila che è una meraviglia, ma è grazie a Lucero - il vero protagonista - se viene ancora oggi ricordata come uno dei più grandi capolavori dell'intera saga texiana. Un villain assolutamente unico nel suo genere, impossibile da replicare, insieme a Mefisto secondo me il meglio caratterizzato da GianLuigi Bonelli. Il principale punto di forza di Odio senza fine è proprio lui. 
 
Un nemico furbissimo, un cervellone, che sotto le mentite spoglie di Don Fabio Esqueda nasconde quelle del terribile e spietato capo Mescaleros Lucero. 
Basta vedere come fa sempre perdere le tracce dei suoi uomini con un abile stratagemma, che la prima volta inganna anche dei mastini come i quattro pards, gente che di caccia all'uomo è veterana e ne conosce tutti i trucchi. Fa eliminare il tipo sopravvissuto all' attacco, facendo nascondere nel carro del commerciante uno dei suoi sicari. E non esita a sporcarsi le mani andando di persona nel convento di San Xavier per eliminare il povero padre Miguel, colpevole solo di essere l' unico frate rimasto vivo che si ricorda di lui; ne approfitta poi per far sparire anche la foto che lo ritrae ragazzino. Ma Lucero non è solo un nemico spietato, è sfaccettato, ha profonde motivazioni che lo spingono a comportarsi in quel modo, è in bilico tra bene e male, non è un banale cattivo a tutto tondo. Il lettore entra inevitabilmente in empatia con lui, quasi fai il tifo per l'Apache, sperando che riesca a farla franca. 
 
Lucero è un nemico particolare, talmente inafferrabile che Tex non avrà mai il piacere di avvicinarlo faccia a faccia. Il ranger è solo uno strumento del destino, il suo merito è quello di aver giocato un pressing asfissiante, aver ordito la trappola, ma altrettanto fondamentali sono Tiger e Carson (è lui a sparare la "pallottola del destino"). 
 
Ciliegina sulla torta il memorabile finale, nel quale GLB raggiunge dei vertici di poeticità e lirismo difficilmente raggiungibili: ormai sconfitto e in fuga, devastato dalla febbre, dove va a morire Lucero? Sulla tomba del frate che aveva ucciso, chiedendogli perdono. Antologia del fumetto. 
 
Tex e i pards, che arrivano in ritardo su ogni tappa del calvario personale del Mescalero, arrivano in ritardo anche sul giudizio finale, quello divino sottolineato dai funebri rintocchi della campana. 
"L'avresti mai immaginata una fine del genere?" chiedono Carson e GLBonelli. 
"Nemmeno sognata" rispondono Tex e il lettore. 
 
 
Signori, giù il cappello.

condivido tutto! Grande storia e disegni.

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