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Gli Antagonisti... Quelli Che Non Ci Sono Pi?!

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Questo topic nasce nel mio forum come spazio di approfondimento su una serie di personaggi, grandi personaggi che non ricompariranno mai più nella serie, lasciando con la loro morte violenta un vuoto enorme nell'animo di noi lettori. In questo topic non si dovrebbe parlare ne della storia, ne del personaggio ( ci sono le sezioni dei classici per questo ), dovreste invece proporre uno o più ritratti di personaggi dei quali rimpiangete la prematura scomparsa. Con la viva speranza che il topic sia interessante e non troppo impegnativo, inizio io che ho avuto l'idea. Il primo della galleria è un certo El Muerto.

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Il primo grande duello della storia texiana è quello della celebre sconfitta, quello con Ruby Scott, un avversario che con un vile trucco ferisce, ma non umilia Tex.

Anche se il desiderio di rivalsa del pistolero Paco Ordonez, in arte El Muerto, icona della vendetta, non va a buon fine, su nella boot hill della ghost town di Pueblo Feliz, dove accanto a quella dei suoi fratelli Diego e Fernando ha scavato una tomba per il ranger, la storia, che presenta tutti gli ingredienti tipici di un western alla Sergio Leone, è per molti versi indimenticabile, perchè a differenza del sopraccitato Scott, il protagonista è uno di quelli memorabili, che si insinuano facilmente nella fantasia e nell'immaginario comune dei lettori.

Innanzitutto l'uomo è un vilain atipico, che a Sunsetville ha la possibilità di uccidere Tex quando è disarmato e non lo fa, tormentato com?? dall'idea che la vendetta non sarà completa se non avverr? nel luogo e con le modalit? che lui stesso ha architettato.

Animato da un odio implacabile, ostinato nell'assoluta fedelt? al suo codice d'onore, freddo come il ghiaccio, il messicano, in un tramonto infuocato, al tintinnio sinistro del carillon che dar? il via al duello, si umanizzer? sudando copiosamente davanti al nemico, sparer? sbagliando il colpo più importante della sua vita, cadendo infine lui stesso nella fossa che aveva preparato per l'avversario.

Un grande avversario degno di Tex, con un passato straziato nell'anima e nel corpo, cosa che non manca di impietosire il lettore, forse l'unico più veloce nell'estrarre la pistola? L'epilogo non poteva essere diverso, eppure questa triste epopea ci consegna comunque un personaggio da antologia, immortale nei nostri cuori.

Mauro Boselli è stato l'unico degli autori a riproporre un personaggio simile, quel Jack Thunder, sgraziato come la morte, malvagio, violento e disumano, cieco eppure abilissimo con la sua colt malgrado la menomazione visiva, ma questa storia ( forse non bella ma certamente intensissima e vissuta quanto la precedente di Nolitta ), è stata lontana dal placare la sete dei lettori, avidi di personaggi di questa portata, antagonisti con un'anima vera, per i quali vale bene il detto: ?si è perso lo stampo!

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Proteus

Prima comparsa: IL MISTERIOSO MISTER "P" (# 35-38 serie Cobra, 1966, ristampata nei Tex Gigante # 86/7 RIO VERDE e YUMA, dicembre 1967/gennaio 1968)
Ultima comparsa: IL DELITTO DI KIT CARSON (Tex Gigante # 316/7, febbraio/marzo 1987)

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Perry Drayton, alias Proteus da L'INNAFFERRABILE PROTEUS ©SBE

Proteus è uno dei nemici storici di Tex, antagonista in tre brevi episodi, i primi due sceneggiati da Bonelli padre e l'ultimo da Nizzi e disegnati sempre da Letteri.
Perry Drayton, vero nome di Proteus, che si firma con un P greco, è lo scapestrato nipote del giudice Lindon, ha causato la morte di crepacuore alla madre, s'è esibito in un circo come trasformista, poi la sua abilità a trasformarsi l'ha favorito nelle sue opere criminose.
Nonostante ciò, Proteus, persona di buona cultura (lo si cpaisce già dalle ascendenze classiche del 'nome di battaglia') e di fine cervello, risulta maledettamente simpatico, una canaglia di cui si leggono le imprese con un filo di compiacimento; Mister P è anche la prova che GLB sapeva creare nemici di prim'ordine che facevano brillare ancor maggiormente la stella di Tex e dei pards, vittime dei suoi trasformismi.
Tex che sa sfruttare l'anello debole della catena, i suoi complici, reclutati dall'amico Miky Welt che è barman nel Silver Horn Saloon, dimostra che con la sua caparbietà può fAarcela con un nemico davvero imprendibile, senza dover ricorrere a presunti superomismi. E' una sfida, più che di pistole, di cervelli, nonchè di fortuna (ma certamente non quella facilona a cui c'ha abituati l'ultimo Nizzi).
Proprio Nizzi con L'INNAFERRABILE PROTEUS, cade nella prima storia no della sua carriera texiana, anche se lo scontro finale al buio del tendone del circo non è male. Deturpato dagli artigli di una tigre inferocita, cosa ne sarà stato di mister P?

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Janet Brent, con la maschera de il Drago

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Lola Fuente


L'apparenza spesso induce in errore, illude e raggira.

Janet Brent e Lola Fuente sono le protagoniste di due indimenticabili storie di Tex, Chinatown e Il Clan dei Cubani.

Entrambe perverse e spietate, nascondono il loro volto sotto due maschere, quella del Drago e quella della Maschera di Ferro.

La prima maschera ricalca i tradizionali camuffamenti asiatici che tanta fortuna hanno avuto nelle storie del ranger ( l'ultima tanto per citare un esempio è stata quella del maxi di Letteri ).

La maschera di Lola Fuente invece rappresenta un omaggio più sottile e delicato a quella celeberrima del romanzo di Alexandre Dumas. Il travestimento serve all'abile maliarda ( che pur essendo cubana e non francese, vive comunque nella francofona New Orleans, capitale dello stato della Louisiana, che prende il suo nome dal re di Francia Luigi XV ) per non farsi riconoscere dai membri della suo clan, quello dei cubani, che rimanda invece alle sue origini caraibiche.

Quando Lola porta Tex in giro per New Orleans a bordo della propria carrozza per esporgli ciò che sa a proposito del "Clan dei Cubani" e gli racconta di essere ricattata dalla malavita locale, che a suo dire ne avrebbero rapito il figlio ( che in realtà non è mai esistito ), la donna assume lo stesso atteggiamento da vittima che anni prima aveva avuto la stessa Janet Brent in occasione del suo incontro sfortunato con il ranger.

Entrambe bionde e angeliche, seducono con il loro fascino e quell'apparenza di donne emancipate e oneste, per meglio incantare e ingannare il loro nemico, che comunque non tarder? a scoprire la loro vera identit? e la loro natura malvagia.

Sono donne decise a tutto e per questo sono le peggiori nemiche di Tex. Per loro non ci può essere una via di fuga, la morte è la paga ideale per i loro misfatti, perchè il loro crimine, essendo donne, è poco comprensibile e quindi più perseguibile in una realtà di frontiera come l'ovest americano ottocentesco.

La ?vera? Lola ci viene presentata ormai morente, il suo bel viso appare in tre sole vignette, quando si toglie la maschera che, a detta sua, la sta soffocando. Non è Tex che l'ha uccisa ovviamente, ma il fato riparatore, facendola volare da uno dei suoi trabocchetti al ?Lafayette? e morire col morso di un serpente velenoso.

La stessa Janet Brent, smascherata, muore anche lei lontana dalle bocche fumati delle colt del ranger, schiacciata sotto le ruote di un carro davanti al Paradise saloon, dopo aver cercato una precipitosa e infelice fuga.

Un triste destino accomuna quindi entrambe le donne, le storie di G. L. Bonelli hanno forse questo unico difetto, quello di contemplare la presenza di donne bellissime, che rientrano di diritto solo nell'olimpo dei cattivi, di cui sentiamo, inutile dirlo, comunque la mancanza.

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La discussione è riservata esclusivamente a personaggi la cui morte è stata accertata. La sorte di Perry Drayton è avvolta nel mistero, ma puzza ( non di cadavere ), anzi io sono certo che un giorno o l'altro riapparir? sulle pagine di un albo di Tex. Comunque invito Mister P ( di Sassari ), per una legge chiamata par condicio, a postare il suo intervento anche nel mio forum B)!

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La discussione è riservata esclusivamente a personaggi la cui morte è stata accertata. La sorte di Perry Drayton è avvolta nel mistero, ma puzza ( non di cadavere ), anzi io sono certo che un giorno o l'altro riapparir? sulle pagine di un albo di Tex. Comunque invito Mister P ( di Sassari ), per una legge chiamata par condicio, a postare il suo intervento anche nel mio forum B)!

Oops, sbagliai... per par condicio posto sul tuo foro.

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Vita e miracoli di Ho-Kuan.


Venduto dai suoi ai missionari di Saskatoon che gli diedero una buona educazione, scapp? da loro a quindici anni per seguire un ciarlatano che campava alla faccia dei gonzi esibendosi con trucchi da prestigiatore... Poi fin° in un circo americano da cui se ne and' dopo molti anni per tornare tra la sua gente, presentandosi agli irochesi come uno stregone capace di strabilianti prodigi ( ... tanto che numerosi guerrieri e cacciatori delle altre tribù accorrevano anche da lontano pur di vederlo e ascoltarlo! ).

Ho-Kuan, lo sciamano con il corvo sulla spalla che appare nella mitica Sulle piste del Nord, è in realtà un autentico furbone pieno di trucchi, che sfrutta la sua abilità di ventriloquo e l'esperienza acquisita, per alimentare più che i sogni di ricchezza, quelli della gloria e della fama personale, segnato com'? dalla tragica e bruciante esperienza dell'abbandono.

Le sue doti attecchiscono tra l'ignoranza e il fanatismo della sua gente, la sua frustrazione si trasforma in arroganza e ambizione, la sua perfidia si sfoga nel macabro rito delle croci, una strana fusione di cristianesimo e paganesimo che convive in lui dai tempi in cui i missionari lo allevarono, educandolo ma anche sottraendolo al suo mondo.

Segnato da una profonda ingiustizia, Ho-Kuan, come Lucero anni dopo, rinnega la religione dei bianchi, senza più riavvicinarsi ad essa, tanto che nel suo aspetto fisico ( vedi il suo abbigliamento e la su fisionomia ) ci appare come un perverso e diabolico monaco ( con le sataniche corna del suo copricapo in bella evidenza ). Per questo motivo anche la sua morte è meno violenta e emblematica di quella di Lucero, lo stregone infatti non è mai stato plasmato nella sua anima dalle idee cristiane che i missionari hanno cercato di inculcare in lui, mostrando precocemente una mente aperta invece al crimine.

E' un antagonista di tutto rispetto per il ranger, che emana un aura di magia e cattiveria nel suo ghigno irriverente.

Tratteggiato con una grande maestria da G. L Bonelli e graficamente da uno stratosferico Giovanni Ticci, Ho-Kuan è un personaggio unico per la sua atipicit? nella lunghissima saga texiana....

... tanto che è stata davvero una grave perdita quella che noi lettori abbiamo subito in quel lontano mese di giugno del 1974!

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Mickey Finn

Una delle prime storie di Tex che ho letto nella mia vita, alla tenera età di sette/otto anni,? stata "Cercatori di piste" della magnifica coppia Boselli-Marcello. Una storia magnifica, emozionante, piena di azione e con un finale tragico, animata da personaggi fantastici, tridimensionali.
Tra questi, quello che più mi è rimasto nel cuore è il magnifico Mickey Finn!
Personaggio complesso:sicuramente è un' assassino sadico e spietato che-per usare le parole di Tex- "ha ucciso donne e bambini indiani e messicani per vendere i loro scalpi!". Una autentica belva umana, dunque, che ha dalla sua una gran dose di intelligenza e scaltrezza, dimostrata tutta nel finale, quando non esita a sparare sui propri complici per mettersi in salvo, cogliendo di sorpresa anche i navigati Tex e Tiger. Una autentica carogna, senza dubbio!
Ma Tex dice anche un altra cosa:"Quel che ha sofferto lui è stato nulla in confronto a ciò che ha fatto soffrire!"... ecco,Finn è uno che ha sofferto. Forse uno psicologo potrebbe dirci che i suoi crimini nascono da quella sofferenza infantile? Forse dobbiamo "perdonarlo"?
Non lo so:quel che è certo è che proprio tale passato, che lo ha visto vittima, rende Finn il personaggio sottilmente tragico e meravigliosamente complesso che ?. Il racconto delle sue sofferenze, i segni della sua pelle, l'odio per il padre e per tutti gli indiani, fanno di Finn uno dei migliori personaggi boselliani... e uno dei più grandi rimorsi:quanto mi piacerebbe venire a sapere che in realtà non è morto!!

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El muerto-la collina degli stivali è stata una delle prime storie che ho letto. Il personaggio di el muerto rimane uno dei miei preferiti, le cicatrici che portava sul volto, oltre ad averlo reso una leggenda e il soprannome stesso, erano il simbolo incancellabile del suo passato e del motivo che lo spingeva a vivere:la vendetta. Poi la scena del duello sulla collina, il cui tex e el muerto si sfidano di fronte ad una fossa già scavata per il perdente è una delle scene che preferisco. A parte questo... un "cattivo" che mi è rimasto impresso è uno dei più recenti La Tigre Nera. Al più presto posto un ritratto :)

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Non saprei davvero se elencargli tra gli antagonisti, visto che tutto sommato il finale li ha visti invece come preziosi e fedeli alleati, tuttavia - avendo appena riletto l'avventura - elenco tra gli indimenticabili la chain-gang di forzati de "La grande invasione". E su tutti, o forse è meglio dire in rappresentanza di tutti, quel Glenn Corbett che fino all'ultimo viene guardato con sospetto anche dal lettore, perchè è il vero "cattivo soggetto" in mezzo a un gruppo di personaggi che sotto certi aspetti sembrerebbero più sventurati che malvagi. Glenn è quello che non ha esitato a massacrare durante una rapina, Glenn è quello che ha sparato alle spalle, Glenn è quello che continua a progettare la fuga con apparente indifferenza alla sorte di chi rimarr? nel forte assediato, Glenn è quello che fugge con l'odiato - ma utile - soldato Madsen, sacrificando anche lui, per quanto questi possa meritare tutto il disprezzo del mondo, per scrollarsi di dosso i Comanche. E Glenn è quello che, arrivato davanti al Rio Bravo, torna indietro con i rinforzi, tardi per salvare il suo amico Kirby Doyle e altri compagni di prigionia, ma in tempo per liberare gli assediati da una fine orribile. Della chain-gang rimane vivo Jethro, l'ex schiavo nero che del padrone non ha voluto tenere nemmeno l'odiato cognome. Anch'egli un personaggio notevole, omicida per vendetta, vittima del razzismo imperante; e naturalmente non va dimenticato il terribile Ogre che poi terribile non era, doveva solo fare uscire dal suo cuore il dolore che vi era stato sepolto per anni. Ma alla fine a emergere - prima nel male e poi nel bene - è proprio Corbett, che la morte avvenuta anni dopo fa protagonista dall'inizio alla fine (ma questa volta non a danno della figura di Tex, bensì arricchendo la storia di cui il Ranger resta comunque indubbio mattatore).

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La Tigre Nera è un personaggio, di cui sentir? la mancanza. Lui aveva alcune caratteristiche con altri nemici storici -Mefisto e Proteus- ossia odio profondo verso Tex e il travestimento per agire in mezzo alla gente. Un altro personaggio, secondo me molto importante, è stato Howard Walcott (albi 297-299), un personaggio calcolatore, freddo e spietato a modo suo visto che ammazza direttamente uno dei suoi due nipoti. E' una gran canaglia Walcott, solo alla fine della sua vita, minacciata da un cancro, rivela a Tex (lungi dal sospettare qualcosa) la verità su di lui e sui nipoti. E' da menzionare anche Macredy de "L'uomo nell'ombra", e secondo Tex è uno dei peggiori farabutti che abbia incontrato poich? ha usato l'arma più pericolose di tutte ossia la mente. E' infatti un personaggio molto furbo e riesce a conquistarsi la fiducia di Tex e dei pards.

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