Guest Wasted Years

[51/53] Sangue Navajo

Voto alla storia  

21 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Immagine postata - Immagine postata




Willer scatena una rivolta indiana per ottenere giustizia: cinque pellerossa, infatti, sono stati uccisi senza motivo da Sam Hope e Bart Barlow, due gradassi bianchi con amici altolocati, protetti dal governatore Blister e dal colonnello Elbert. Il giornalista Martin Floyd, pestato a sangue per aver detto la verità, viene arruolato da Tex come corrispondente di guerra. Con azioni di guerriglia volte a ottenere giustizia, Tex sfianca e ridicolizza l'esercito: il fanatico colonnello Elbert viene catturato, degradato, denudato, rapato e spedito senz?acqua nel deserto! Intanto, grazie al putiferio scatenato dagli articoli del giornalista Floyd pubblicati dal "Washington Post", parte dalla capitale l'ordine di sospendere le azioni militari contro i Navajos. La poltrona del governatore Blister traballa ed è lui stesso a comandare l'arresto dei suoi protetti Sam Hope e Bart Barlowi, che si uccidono a vicenda nel deserto come cani rabbiosi!



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Storia miticissima, una guerriglia indiana che spiazza l'esercito, un colonnello rapato e invasato, un governatore corrotto, una assurda strage, una campagna di stampa ad effetto per una storia memorabile, tra le piu' amate.
Io do 10 e non mi dilungo piu' di tanto, anche se avrei tanto da dire.
Ma lascio spazio alla discussione.

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Esatto amico Wasted, una delle storie più amate dai lettori di Tex, un capolavoro assoluto, probabilmente la storia più riuscita nel suo genere insieme alla successiva "Vendetta indiana". Secondo molti questo racconto segna l'inizio del Tex epico, il passaggio di GLB dall'adolescenza alla maturit?. "Se nel 1961 un uomo riusciva a dare ai fumetti una storia del genere dobbiamo meditare sulla grandezza di quest'uomo..."

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Riletta.

Metto tutto sotto spoiler, dato che ho intenzione di svelare molto della storia.

L'impressione è sempre la stessa. Una storia grandiosa, che farà epoca, visto che Claudio Nizzi si ispirer? ad essa a più riprese, ed anche Vendetta indiana ha grandi punti di contatto con la vicenda in questione.
Tex non ottiene giustizia dal borioso colonnello Elbert, e nemmeno dal governatore, che decide di proteggere i due assassini di cinque giovani indiani che desideravano solo gareggiare con il treno. Allora diventa inevitabile scendere sul sentiero di guerra. E la guerra non avrà un solo caduto. Aquila della notte riesce nell'impresa di mettere in iscacco le giacche azzurre, di distruggere un forte e di catturare tutta la guarnigione, rimandando il furente , scalpato ed Ustionato Elbert tra i bianchi.
A questo punto, la storia diventa ancora più originale. Una campagna di stampa metter? in crisi molte teste, prima fra esse quella del governatore, che farà marcia indietro. Tex, in questa storia, indosser? i panni del mecenate (con Floyd) del razziatore, dello stratega, del paladino dei deboli e financo dell'astuto calcolatore, quando asserisce di essere certo che i bianchi scenderanno a patti con i Navajos.

L'impressa di Tex è grandiosa. Riesce a raddrizzare il torto in maniera incruenta, riesce a dare una lezione ai soldati e al loro borioso futuro "coltivapatate" , riesce anche ad aggiungere qualcosa alla sua fama.

Cosa dire di più di questa storia? Un classicissimo, che tratta un argomento spinoso senza retorica e luoghi comuni, mostrando che la giustizia, a volte, non è altro che il risultato di rapporti di forza.
Questo Tex che non adopera la violenza, che rimette tutto a posto dopo la fine delle ostilit?, che riesce a ripristinare un equilibrio che sembrava irrimediabilmente compromesso, è un uomo che incarna la giustizia e non la legge, la quale nei confronti degli indiani, è una autentica legge da Kad'.
Ho sempre amato questa storia, perchè concede una speranza ai più deboli trattati ingiustamente, purch? sappiano agire con mano delicata e grande astuzia.
E, naturalmente, annoverino Aquila della Notte tra le proprie fila.

:inch:

Ribadisco il 10 e aggiungo

Immagine postatastella d'oro

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Non ho molto altro da aggiungere alla bellissima analisi di Wasted, che quoto tutta. Veramente una storia epica, che segna l'inizio delle guerre e scontri tra Aquila della Notte e l'esercito. Belle in particolari le battaglie dei Navajos contro i soldati, per farli sprecare più cartuccie possibili. Poi stupendo, quando Tex

prende in ostaggio intere colonne militari e all'arrivo di Carson, preoccupatissimo della situazione, trova Tex e qualche ufficiale intenti a giocare a carte, e i soldati che oziano tranquillamente all'ombra.
Piccola curiosità: in un punto della storia, Carson lo troviamo al Quartier Generale dei Rangers, e sembra indossi lo stesso camiciotto di Kit Willer. Chi ha la versione a colori, può dirmi se si tratta di una camicia o della divisa dei Rangers. Voto massimo alla storia. :indianovestito:

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Come ha detto Jim Davis, si tratta certamente della divisa dei Rangers ( anche se attribuirgliene una, tanto più di foggia così marcatamente militare, è probabilmente un anacronismo da parte di GLB, che forse aveva in mente le gendarmerie europee o le Giubbe Rosse canadesi; in ogni caso, per quanto mi risulta, i Texas Rangers furono sciolti subito dopo la guerra di Secessione, alla quale gran parte di loro aveva partecipato nelle file sudiste e non vennero riattivati fino al 1870, sicch? la vicenda dovrebbe essere collocata dopo quell'anno ), la cui giubba è comunque di taglio analogo rispetto al camiciotto di Kit Willer, sicch?, leggendo l'albo in bianco e nero, è inevitabile avere qualche incertezza come Wasted.

Nota di Wasted: Veramente il dubbio era sorto a Sam Stone!

Mi pare di ricordare che sia attribuito in questa storia a Carson il grado di maggiore nel corpo; poich? invece in "Grido di Guerra" Carson è definito colonnello, si è accusato Nolitta di avere introdotto una contraddizione con la storia più antica, ma IMHO a torto: il grado di colonnello si riferisce all'esercito Usa nel corso della Guerra di Secessione ( si tratta del resto del grado con cui il Carson storico condusse la sua campagna contro.... i Navajo ;);) ), quello di maggiore ai Texas Rangers ( non si fermeranno del resto qui i galloni conseguiti dal "vecchio cammello", giacch? in "Matador" verr? pure nominato capitano dei Rurales )

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Se non vado errata, il grado di maggiore è attribuito a Carson diversi albi prima, sicuramente il 27 "Assedio al posto n. 6" dove Capelli d'argento d' una bella strigliata al capitano che ha disubbidito agli ordini mettendo in pericolo tutta la guarnigione, ma probabilmente ancor prima (L'enigma dell'ippocampo, nn. 16-17), dove troviamo Kit di stanza al forte.

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un dieci meritatissimo a una storia che è un vero capolavoro!

? una storia scritta ottimamente, con un forte carico emotivo. Qui Tex si mostra come un capo CONTRO LA GUERRA, ma alla fine i cattivi vengono puniti lo stesso. La figura di Elbert era, aim?, una figura molto difusa nel west, quella di chi considera gli :capoInguerra: :indiano: meno di nientesoggetto 10sceneggiatura 10disegni 10

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Semplicemente una delle più belle storie di Tex di sempre, uno dei capolavori di Gianluigi Bonelli. Un capolavoro che segna la raggiunta maturit? del personaggio. Rimangono a lungo impresse nella memoria i dialoghi e la trama attraverso situazioni che si susseguono con ritmo incalzante.

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Mi aggrego anch'io al coro di consensi. La storia è bellissima ed anche i disegni sono all'altezza. Nel complesso forse un pelino sotto "Vendetta indiana" ma se si considera che è la prima del suo genere e che fu scritta nel 1961 merita sicuramente un dieci.

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Una curiosità, anzi due, dopo aver votato ho visto che i dieci conteggiati sono nella classifica sono meno di quelli assegnati tramite i commenti dei vari forumisti. Ovviamente non voglio fare critiche a nessuno ma mi sembrerebbe corretto votare dopo aver espresso il proprio giudizio. Inoltre ho visto che qualcuno ha votato sei, dai giudizi scritti tutti sembrano d'accordo sull'affermare che sia una storia fra le più riuscite, mi piacerebbe leggere il perchè di questo giudizio fuori dal coro, cosa non è piaciuto nella storia per assegnare solo un sei.

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Forse ci sono tante storie molto più belle di questa. Ma poche possono essere considerate paradigmatiche della serie e della sua filosofia, come questa straordinaria "Sangue navajo". Le si possono amputare perfino i soliti difetti di quel periodo texiano:il finale affrettato e un bel p? anonimo, per esempio. Ma qui c'è tutto (o quasi):c'è Tex, c'è il Tex maturo che non esita a mettersi in gioco per difendere la Giustizia;c'è il disprezzo verso ogni sorta di autoritarismo, sia esso militare o del riccone di turno. C'è soprattutto la più compiuta formulazione di quell'elemento cardine che ha fatto la storia della serie e che ne testimonia la gloria:la rivalutazione dei "selvaggi", il riconoscimento e la difesa dei loro diritti;l'equiparazione, in quanto membri dell'umanit?, ai bianchi portatori di civilt?. Non credo ci sia bisogno di dire altro;superfluo elencare le scene emozionanti (l'uccisione dei ragazzi e la presentazione dei cadaveri a Tex), epiche, indimenticabili. Se voto si deve dare non può che essere il più alto possibile.

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Forse ci sono tante storie molto più belle di questa. Ma poche possono essere considerate paradigmatiche della serie e della sua filosofia, come questa straordinaria "Sangue navajo". Le si possono amputare perfino i soliti difetti di quel periodo texiano:il finale affrettato e un bel p? anonimo, per esempio. Ma qui c'è tutto (o quasi):c'è Tex, c'è il Tex maturo che non esita a mettersi in gioco per difendere la Giustizia;c'è il disprezzo verso ogni sorta di autoritarismo, sia esso militare o del riccone di turno. C'è soprattutto la più compiuta formulazione di quell'elemento cardine che ha fatto la storia della serie e che ne testimonia la gloria:la rivalutazione dei "selvaggi", il riconoscimento e la difesa dei loro diritti;l'equiparazione, in quanto membri dell'umanit?, ai bianchi portatori di civilt?. Non credo ci sia bisogno di dire altro;superfluo elencare le scene emozionanti (l'uccisione dei ragazzi e la presentazione dei cadaveri a Tex), epiche, indimenticabili. Se voto si deve dare non può che essere il più alto possibile.

Hai fatto bene a sottolinearlo, in questa storia c'è tutto Tex, o meglio tutto GLB, nel leggere il tuo commento mi sono reso conto che io, pur avendo dato il massimo per gli stessi motivi non lo avevo scritto dandolo per scontato limitandomi a dire che la storia è bellissima. Son contento che tu lo abbia fatto, tanto di cappello paco ordonez non potevi farlo meglio :trapper:

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CURIOSITA':Non lo avevo ancora mai notato ma l'immagine di Tiger Jack, mostrata nella classica pagina splash (non sè se si chiama così ) di inizio albo,? stata tratta da una vignetta di questa storia. La vignetta in questione si trova a pagina 76. ::evvai::

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Il disegno è comunque molto diverso,Piero :indianovestito: Quasi sicuramente Galep ha preso ispirazione proprio dalla vignetta che dicevi tu;magari l'ha anche copiata. Però il segno è proprio diverso:quello della "pagina splash" mi sembra più maturo, come Tiger, più maturo anche lui.

Si è vero cambia leggermente il volto da guerriero giovane a più maturo, ma la vignetta è quella: i capelli al vento, le tende indiane, la cintura indiana e tante altri particolari che è quasi impossibile disegnare in maniera uguale per ben due volte in due disegni separati. Sfiderei Galep, se fosse ancora vivo, a dimostrare il contrario... :soldaton:

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e tante altri particolari che è quasi impossibile disegnare in maniera uguale per ben due volte in due disegni separati.

E chi l'ha detto??Non hai idea di quanti quadri e disegni ben più complessi di questa vignetta sono stati falsificati nel corso della Storia!Ci sono un sacco di particolari che dimostrano che questi sono due disegni diversi, di cui il secondo si rif? al primo. Ma i disegni sono comunque due e realizzati in due momenti successivi e più o meno distanti! ::evvai::

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Riletta. Una storia addir poco EPICA, soprattutto per il fatto che "Sangue Navajo" f? da capostipite ad innumerevoli storie-capolavoro del genere Tex i soldati, basti pensare a storie come "vendetta indiana oppure "sioux" per rendersene conto, e come se quest'ultime fossero tutti figli legittimi di "Sangue Navajo". La trama e grandiosa se si pensa che f? scritta nel 1961,Tex è addir poco il "vero Tex" che tutti conosciamo, quello granitico, sicuro di sè e perchè no addirittura sfacciato e prepotente. Ottimi e ben manovrati anche Tiger e Kit che hanno ruoli all'infuori del marginale, come spesso accade di vedere. Mentre per Galep in quegli anni C'è POCO DA DIRE:? una bomba!!disegna tavole su tavole senza stancarsi mai, un vero e propio eroe se si pensa che manteneva da solo la serie. Chi non la MAI letta non sè ce si perde. CAPOLAVORO

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Letta per la seconda volta a distanza di un bel po' di tempo dalla prima, posso dire che ricordavo una bella avventura : ebbene, posso dire che "Sangue Navajo" ha IMHO tutti i crismi del capolavoro. Anche limitandosi alla pura azione la storia sarebbe di ottimo livello: Tex, tostissimo, mette sotto scacco l' esercito con un capolavoro di strategia, arrivando a radere al suolo Fort Defiance ( ripagato peraltro in oro ! ) e a catturare intere guarnigioni messe poi a pascolare nella Valle Della Luna !Diversi elementi, tuttavia, fanno sè che "Sangue Navajo" abbia un valore aggiunto : si potrebbe in primis citare tutta l' attualissima riflessione sul marciume politico ( il governatore Blister che non agisce contro Hope e Barlow per motivi elettorali ) e il ruolo della stampa ( che qui rappresenta la parte 'buona' , a differenza di storie successive - di cui "Sangue Navajo" anticipa molti temi - come " In Nome Della Legge" e " Tucson! " ) . Il genio di GLB è però nel delineare le figure di Hope e Barlow, il cui atto criminale contro i giovani e innocenti navajo è totalmente privo di logica. Non sembra muoverli n° l' odio razziale ( di cui tuttavia sono affetti) n° una malvagit? profondamente insita nel loro animo : sembra si tratti proprio di quella 'banalit? del male' di cui negli stessi anni ( l' albo a striscia è del 1961 ) parla Hannah Arendt a proposito del criminale nazista Eichmann: l' uccisione dei ragazzi indiani sembra essere compiuta per noia e sembra un atto consuetudinario. L' atmosfera cupa della storia ( neppure scevra di elementi crudi , come la 'tosatura' del guerrafondaio Elbert) è tuttavia alleggerita da scene cariche di ironia ( Carson, incaricato dal comando dei rangers di fermare Tex, trova il suo pard impegnato in un ' gran consiglio di guerra' a base di poker con alcuni soldati catturati) e da buffe didascalie ( " Agile come un gattopardo, Tex si inerpica verso la sommit? degli spalti", si narra mentre Tex sta andando in 'visita di cortesia' a Fort Defiance) . Abbastanza curiosa la scena dell' incontro tra Carson - altrettanto curiosamente chiamato 'lunghi capelli d'argento' da un navajo a pag.107 di "Guerriglia" - e il comandante dei Rangers Merrival : quando quest'ultimo gli ordina di trovare Tex in quanto 'era vostro amico, e come tale forse vi dar? il tempo di parlargli, prima di tagliarvi la gola', il nostro Kit sembra essere realmente spaventato da questa eventualit? !Ottima la gestione di Kit Willer e Tiger ( che talvolta si lamenta dell' ordine di Tex di non mietere vittime tra i soldati ) , forse un po' affrettato ( come spesso accadeva nelle prime storie di GLB ) il finale. Quanto a Galep, è il solito discorso : l 'umanit? dei suoi volti e la bellezza dei suoi paesaggi lo rendono un artista insuperabile. In sintesi, IMHO:Soggetto: 10Sceneggiatura: 10Disegni: 10

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Chiariamo subito una cosa: questa storia entra di diritto tra i capolavori texiani. Poche storie riassumono in se tutta la poetica texiana e sono così semplicemente innovative al tempo stesso. :inch: -ave_ clap

1) Lo spunto potr? anche derivare da ?Il cavallo di ferro? di Cecil B. De Mille, ma GLB prende subito un'altra strada ed ancora una volta dimostra quanto chiare sino le sue idee su razzismo e giustizia. :inch:

2) Tex dimostra, se ce ne ancora fosse bisogno, di possedere notevoli doti di stratega, che padroneggia come pochi tutte le tecniche di guerriglia ed arriva perfino a catturare un intero forte senza colpo ferire. Il suo scopo è ridicolizzare l'avversario e rendergli estremamente difficile scongiurare un conflitto sempre più impopolare, il tutto senza fare vittime innocenti. Un gioco di capacità ed equilibrio decisamente avvincente.

3) Una menzione va fatta per il colonnello Elbert, prototipo dell'ufficiale ottuso ed incompetente. Elbert cade nei tranelli tesigli da Tex come un vero pesce lesso, giungendo ad un comportamento contrario ad ogni convenzione civile (e sicuramente indegno di un ufficiale e di un gentiluomo) come sparare su Kit Willer che avanzava sotto la bandiera bianca. Per contrasto, gli ufficiali inferiori si dimostrano decisamente pieni di buon senso.

4) La punizione di Elbert è ben meritata. Sicuramente insolita e forse anche crudele, ma è difficile dar torto a Tex. Se Kit fosse rimasto ucciso non credo che il nostro eroe sarebbe stato tanto generoso. Alla fine Elbert si ritrover? congedato. Non farà la fine di Arlington in ?Vendetta Indiana", ma in fondo Elbert non è un assassino, è solo stupido.

5) Interessante e singolare l'atteggiamento di Kit Carson, che sembra davvero credere che Tex possa essere impazzito. In seguito, quando raggiunger? il campo di Tex, per il suo atteggiamento ironico sembra far ritenerne che abbia sempre pesato che Tex fosse tutt?altro che pazzo. Il suo ruolo sarà certo più marginale nella vicenda, ma mi è piaciuto non poco che ci fosse anche lui. Evidentemente scrivendo la storia, GLB deve aver correttamente ritenuto che in una storia di questo respiro (forse la sua più ambiziosa sotto molti punti di vista). -ave_

6) Un'altra cosa da notare è la visione molto moderna del potere della stampa, decisamente anticipatrice, se si pensa a che sarà proprio la stampa ad avere un ruolo importante nella caduta di Richard Nixon nell'ambito dello scandalo Watergate. In questo caso il personaggio paradigmatico è il giornalista Martin Floyd, ispirato sicuramente a tante figure di giornalisti coraggiosi non solo dei western, ma del cinema di denuncia in senso lato. Sarà proprio il ruolo di Floyd come corrispondente di guerra a scatenare una campagna di stampa che porter? i politici a cambiare atteggiamento. Floyd è uno di quei personaggi che mi piacerebbe rivedere prima o poi.

7) Decisamente realistico il comportamento sia dei giornalisti di Washington, che dei politici ritratti in questa storia. I primi si buttano sulla notizia anche per poter attaccare un'Amministrazione che non gradiscono; i secondi, con assoluto cinismo ed opportunismo, prendono le decisioni più opportune per salvarsi le poltrone? il che era esattamente quello che Tex voleva.

8) Tex si dimostra molto disinvolto in fatto di denaro,: non solo finanzia la ricostruzione del New Gallup Dispatch, ma si dichiara disposto a finanziare anche la ricostruzione di Fort Defiance.

9) Una cosa va comunque rimarcata ed è proprio la condanna senza appello del razzismo che viene da questa grande storia. Tex non esita a schierarsi per una giustizia che non deve conoscere alcun colore della pelle. Questo in un'epoca, il 1961, in cui il ruolo degli indiani nelle storie e film era molto spesso quello di puri e semplici antagonisti. Vorrei chiarire che io non ho mai sposato le teorie del "buon selvaggio? che vogliono vedere i nativi americani come ?buoni? ed i bianchi come ?cattivi?, atteggiamento manicheo altrettanto deleterio di quello opposto. . Proprio per questo apprezzo l'atteggiamento equanime di Tex, teso a colpire i colpevoli effettivi e risparmiare chi è invece innocente.

10) Il finale in cui Hope e Barlow finiscono con l'uccidersi tra loro appartiene al filone ?Giustizia Divina? a cui GLB ricorre spesso. Confesso che mi sarebbe piaciuto vederli umiliati ed in prigione, ma alla fine va bene così.

11) Curiosità: in ?Tex Willer: il romanzo della mia vita? Boselli (molto attento nell'opera a storicizzare gli eventi della vita di Tex) pone questa storia durante il periodo in cui il Generale Lew Wallace (noto come autore del libro ?Ben Hur?) era governatore del New Mexico, ovvero tra il 1878 ed il 1881. Io l'avrei collocata intorno al 1884. Del resto la cronologia del romanzo è diversa da quella del fuetto.

12) Nulla da dire sui disegni di Galep, decisamente ottimi. clap

Modificato da Carlo Monni

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