Guest Wasted Years

[51/53] Sangue Navajo

Voto alla storia  

21 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Non posso fare altro che unirmi al coro entusiasto di lettori per questa storia. Vorrei aggungere una nota di valore per il simpatico giornalista Floyd

racconta senza paura la verità sull'omicidio dei Navajos; Hope e Barlow per ritorsione gli scaglieranno una folla inferocita, poi quasi lo uccidono di persona. Bonelli sceglie apposta di risparmiarlo: un personaggio così sarebbe veramente tristissimo vederlo morire
Una figura di valore, determinato ad affermare la verità e che si conquista pienamente il rispetto di Tex e anche quello del lettore.

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Storia interessantissima che rappresenta il crocevia tra il Tex ruspante degli albori e quello più moderno che conosciamo attualmente. La sceneggiatura è molto più romanzata rispetto alle precedenti e si denota una grande cura nei dettagli, oltre a personaggi comprimari descritta con grande accuratezza. Credo che a partire da Sangue Navajo nasca l'evoluzione strutturale di Tex, con gli albi a strisce che iniziano a stare stretti. Il finale lo avrei immaginato differente con una resa dei conti con i due cattivi, ed in più avrei sceneggiato anche la degradazione ufficiale del Colonnello Elbert. Nel complesso ritengo che sia appena al di sotto del massimo che tuttavia non esito ad assegnare per quanto ha significato nella crescita futura del nostro beniamino.

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storia epica e disegni straordinari.

 

Ricordo che acquistai Sangue Navajo in un vecchio negozietto di fumetti. Avevo sette- otto anni e rimasi folgorato dalla scena iniziale quando i corpi dei giovani indiani uccisi vengono mostrati al nostro eroe.

 

Albi così hanno fatto la storia di Tex! Sui disegni del Maestro che cosa si può dire??? Unico.

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Letta per la seconda volta a distanza di un bel po' di tempo dalla prima, posso dire che ricordavo una bella avventura : ebbene, posso dire che "Sangue Navajo" ha IMHO tutti i crismi del capolavoro. Anche limitandosi alla pura azione la storia sarebbe di ottimo livello: Tex, tostissimo, mette sotto scacco l' esercito con un capolavoro di strategia, arrivando a radere al suolo Fort Defiance ( ripagato peraltro in oro ! ) e a catturare intere guarnigioni messe poi a pascolare nella Valle Della Luna !Diversi elementi, tuttavia, fanno sè che "Sangue Navajo" abbia un valore aggiunto : si potrebbe in primis citare tutta l' attualissima riflessione sul marciume politico ( il governatore Blister che non agisce contro Hope e Barlow per motivi elettorali ) e il ruolo della stampa ( che qui rappresenta la parte 'buona' , a differenza di storie successive - di cui "Sangue Navajo" anticipa molti temi - come " In Nome Della Legge" e " Tucson! " ) . Il genio di GLB è però nel delineare le figure di Hope e Barlow, il cui atto criminale contro i giovani e innocenti navajo è totalmente privo di logica. Non sembra muoverli n° l' odio razziale ( di cui tuttavia sono affetti) n° una malvagit? profondamente insita nel loro animo : sembra si tratti proprio di quella 'banalit? del male' di cui negli stessi anni ( l' albo a striscia è del 1961 ) parla Hannah Arendt a proposito del criminale nazista Eichmann: l' uccisione dei ragazzi indiani sembra essere compiuta per noia e sembra un atto consuetudinario. L' atmosfera cupa della storia ( neppure scevra di elementi crudi , come la 'tosatura' del guerrafondaio Elbert) è tuttavia alleggerita da scene cariche di ironia ( Carson, incaricato dal comando dei rangers di fermare Tex, trova il suo pard impegnato in un ' gran consiglio di guerra' a base di poker con alcuni soldati catturati) e da buffe didascalie ( " Agile come un gattopardo, Tex si inerpica verso la sommit? degli spalti", si narra mentre Tex sta andando in 'visita di cortesia' a Fort Defiance) . Abbastanza curiosa la scena dell' incontro tra Carson - altrettanto curiosamente chiamato 'lunghi capelli d'argento' da un navajo a pag.107 di "Guerriglia" - e il comandante dei Rangers Merrival : quando quest'ultimo gli ordina di trovare Tex in quanto 'era vostro amico, e come tale forse vi dar? il tempo di parlargli, prima di tagliarvi la gola', il nostro Kit sembra essere realmente spaventato da questa eventualit? !Ottima la gestione di Kit Willer e Tiger ( che talvolta si lamenta dell' ordine di Tex di non mietere vittime tra i soldati ) , forse un po' affrettato ( come spesso accadeva nelle prime storie di GLB ) il finale. Quanto a Galep, è il solito discorso : l 'umanit? dei suoi volti e la bellezza dei suoi paesaggi lo rendono un artista insuperabile. In sintesi, IMHO:Soggetto: 10Sceneggiatura: 10Disegni: 10

 

Rileggendo questa storia oggi (complice un'influenza) ho avuto modo di fare le stesse considerazioni di Don Fabio, qui proposte in un'analisi impeccabile che ripercorre punto per punto gli aspetti salienti della trama e i punti di forza e di originalità della sceneggiatura: anch'io sono rimasto piacevolmente colpito dall'attualità di simili testi, che spaziano dalle logiche della politica (spesso marce, come in questa storia) al ruolo dei media, dalla "banalità del male" (eccellente, pard, solo questa citazione rende il tuo contributo di estremo valore) all'ironia che coinvolge soprattutto il vecchio Carson. E qui mi riallaccio ad altre considerazioni:

 

 

5) Interessante e singolare l'atteggiamento di Kit Carson, che sembra davvero credere che Tex possa essere impazzito. In seguito, quando raggiunger? il campo di Tex, per il suo atteggiamento ironico sembra far ritenerne che abbia sempre pesato che Tex fosse tutt?altro che pazzo. Il suo ruolo sarà certo più marginale nella vicenda, ma mi è piaciuto non poco che ci fosse anche lui. Evidentemente scrivendo la storia, GLB deve aver correttamente ritenuto che in una storia di questo respiro (forse la sua più ambiziosa sotto molti punti di vista). -ave_

 

Anch'io sono stato felicissimo di vederlo apparire in questa storia, e anche a me piace pensare che GLB volesse troppo bene a Carson per lasciarlo fuori da una storia della cui importanza lo sceneggiatore doveva essere ben consapevole. Una storia da far leggere a tutti coloro che, non conoscendo Tex, volessero farsi un'idea del personaggio. In questa storia vediamo un Tex archetipico, un Tex puramente texiano.

 

Sui disegni: sono tutti di Galep? In alcune vignette, ho la sensazione che lui abbia disegnato solo la testa di Tex, e ciò deriva da alcune pose non del tutto naturali. Questa era una pratica diffusa all'epoca, pratica che IMHO non sempre ha avuto esiti felici, come per l'appunto le vignette a cui facevo riferimento prima. Non so se anche questa storia, come molte di quel periodo, oltre a Galep abbia avuto altri ghost writer. Penso di sì.

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