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Guest Colonnello_Jim_Brandon

[458/460] Sulla Pista Di Fort Apache

Voto alla storia  

48 voti

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Josè Ortiz

Periodicità mensile: Dicembre 1998, Gennaio e Febbraio 1999


Arizona. Un grosso battello scende lungo il Gila River con a bordo il vecchio capitano, il suo secondo ed una bellissima ragazza venuta dall'est di nome Elizabeth. La giovane ragazza, figlia di un colonnello dell'esercito si sta recando a Fort Apache, dove l'attende il suo fidanzato, il tenente Parkman, un bellimbusto gallonato assetato di gloria e promozioni, che ha lungamente provocato gli apache scatenando in loro un grosso malcontento.



 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

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Albo passato tristemente "alla storia" per la famosa incitazione all'uso di Alcolici e Tabacco denunciata dal Codacons... Ma Sulla pista di Fort Apache è molto di più!! E' una bellissima storia, composta da personaggi davvero interessanti e poliedrici. Innanzitutto le figure di Laredo, riservato, silenzioso e misogino, e la bella Elizabeth coraggiosa, solare e determinata. Due figure bellissime create dalla penna di Mauro Boselli. Tex e Tiger sono in gran forma, il nostro ranger dimostra in più occasioni di essere un vero duro, ma anche di possedere un profondo senso di giustizia. Molto bella la scena in cui si mette al comando della colonna per fermare gli apache. Molto suggestiva anche la tortura di Tiger e Lobo ad opera dell'apache Alchesay... l'indiano ferito a morte che mira ad uccidere i due prigionieri prima di morire egli stesso... Discerata anche la figura di Parkman, un vero beota da oscar, ma che riesce in parte a riscattarsi nel finale. Bellissime anche le ultime vignette della storia in cui si vede il grande Chunz ormai caduto in disgrazia. Ottimi i disegni di un Josè Ortiz davvero molto ispirato e capace di rappresentare ottimamente la crudezza della vicenda. Voto complessivo : 8

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Bellissima storia e una delle piu' riuscite di Boselli. Una classica avventura filoindiana alla Tex e forse quella che piu' si avvicina allo stile di G. L. Bonelli. Molto "fordiana" e con personaggi e comprimari ben caratterizzati, dall'ufficiale arrogante all'indiano in cerca di gloria e assetato di sangue, dalla fanciulla del West allo scout impavido e solitario. Quest'ultimo(Laredo) e' uno dei protagonisti assoluti della storia, oltre a un Tex versione Aquila della Notte e a un Tiger in splendida forma. Laredo e'uno dei personaggi piu' riusciti dalla penna di Boselli conquistando subito il lettore per il coraggio che dimostra in tutto l'arco dell'avventura che lo vede in buona parte protagonista. Pero' a differenza delle future storie dell'autore milanese, questa volta nessuno ruba la scena o mette in ombra Tex, che in questi tre albi che racchiudono la storia, e' rappresentato in modo impeccabile e assoluto primo attore. Certo, qua e la', ci sono gia' alcuni cliche' che in futuro leggeremo troppo spesso e abusati fino alla nausea dall'autore, come i continui complimenti e la parola "angelo custode". In piu' mi son sembrati un po' esagerati i continui apprezzamenti sia di Tex che di Laredo su quanto e' in gamba miss Liz Starrett, un po' eccessivi direi. Per quanto rguarda Tiger, in questa storia e' impiegato in maniera perfetta e non fa' rimpiangere l'assenza del vecchio cammello. Fa' riflettere il fatto che in questa vicenda sia Tex che Tiger vengono a turno considerati dei rinnegati e traditori dal popolo di appartenenza. Tex e' molte volte additato da Parkman come un rinnegato bianco a favore del popolo rosso, mentre Tiger e' preso di mira da Chunz come un pellerossa che lotta a fianco dei bianchi non sposando la causa del popolo rosso. Pur non amando particolarmente il tratto di Ortiz, devo dire che e' azzeccato per questa storia e ritengo che sia la sua miglior prova nella pagine di Tex.

 

Storia.8,5

Disegni 6,5

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Anche a mio parere "Sulla pista di Fort Apache" è una delle migliori sceneggiature di Boselli. Come già detto da Anthony, in essa lo sceneggiatore milanese riesce a contemperare la centralità di Tex nella storia con la creazione di un buon numero di personaggi nettamente individuati. La storia d'amore tra Elizabeth Starrett e lo scout Laredo non è magari di una originalità assoluta ( riprende infatti un topos del cinema western e avventuroso, quello dell'amore "impossibile" o quasi tra il rude soldato - avventuriero e la nobile e delicata fanciulla ), ma è comunque presentata in maniera efficace e sobria ( anche i continui elogi fatti al coraggio della ragazza servono IMHO a farla percepire al lettore come l'ideale compagna di Laredo ), senza prevaricare sulle altre componenti della storia. Ancor più riuscito mi pare però il tenente Parkman, IMHO uno dei più originali personaggi boselliani: non il solito ufficiale fanatico, ma un isterico insicuro le cui crudeltà non sono tanto dovute ad una intrinseca malvagità ma alla sua volontà di mostrarsi un ufficiale capace ed energico, cosa che per lui ( e per la sua vacillante autostima ) conta più di qualunque cosa ( emblematica mi pare la scena del suo primo incontro con Liz, alla quale vieta di abbracciarlo e baciarlo perchè la cosa gli pare disdicevole di fronte ai suoi uomini ); di conseguenza, il crollo dei suoi sogni di gloria lo distrugge moralmente, anche se non fisicamente, e, dopo aver perduto tutto, egli esce di scena appropriatamente in sordina. Chunz, l'irriducibile ribelle Apache, viene presentato in maniera convincente e anche storicamente accurata per quanto riguarda le crudeltà che commette; unica nota IMHO non del tutto precisa dal punto di vista storico ( ma non se ne può fare una colpa a Boselli, dato che tutti gli sceneggiatori texiani tendono a vedere gli Indiani in genere e ancor più le singole tribù come un blocco unico ) è il fatto che consideri Tiger e Lobo dei "traditori" e dei "collaborazionisti" coi bianchi; la cosa però permette di conferire alla morte del fido scout di Laredo ( che nelle sue ultime parole tende a far propria questa visione ) un'appropriata tinta malinconica. I disegni di Ortiz mi sembrano di eccellente livello, malgrado alcuni volti di Tex e Tiger non siano troppo in linea con la tradizione grafica texiana; va però rilevata la perfetta rappresentazione degli ambienti naturali dell'Arizona e la resa pressochè perfetta dei personaggi minori.

 

In sintesi, IMHO:

soggetto 8,5

scenggiatura 9

disegni 9,5.

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Straordinaria ed esaltante. E perfetta, ma mai al punto di narcotizzare i sentimenti.

Purissima storia di frontiera, dove il West parla attraverso deserti e canyons, frecce e fucili e tomahawk, volti scavati nel buio e nella polvere, gente dura, decisa e spietata, parole rare ma pesanti, donne coraggiose, uomini senza troppi fronzoli e indiani nemici, ma con onore.

Difficile stabilire chi prevalga fra sceneggiatura, disegni, caratterizzazione dei personaggi e dialoghi; di certo però, l'equilibrio del tratto di Ortiz nel calibrare ruvidità, risolutezza e profondità nel volto di Tex hanno pochi eguali.
Raramente ho visto un Tex così azzeccato, in sintonia con la storia e con sè stesso: su tutte, forse la sequenza del cazziatone iniziale a Parkman scolpisce più ancora delle altre la personalità di Tex, con quelle parole così sferzanti, la sigaretta fra le labbra, l'atteggiamento al tempo stesso sprezzante ed impassibile. Grande, grande, grandissimo.

Boselli poi si supera anche in un altro suo cavallo di battaglia, cioè i personaggi secondari: su tutti il (finto?) cinico e pratico scout Laredo, certo, ma come dimenticare Quincannon, "sergente irlandese del terzo cavalleria" dalla stazza possente quanto tenero d'animo, o l'ambizioso e ottuso tenente Parkman, felicissima variazione sul tema del militare con più medaglie sul petto che materia grigia nel cervello?
Per non parlare di Chunz e Cardona, che incarnano due tipi di indiano uniti per fierezza ma divisi per saggezza: anche in questo caso, archetipi classici ma per nulla banali all'interno della leggenda texiana.
E come ciliegina sulla torta, Boselli ci offre un Tiger Jack non solo abilissimo nelle sue abilità di punta, come seguire le tracce, o di compiere imprese "alla Tex" senza che Tex lo accompagni per forza, ma anche così coraggioso e spavaldo da ridere in faccia all'indiano che lo sta torturando.

Infine, piccole perle "minori" di sceneggiatura impreziosiscono la storia un pò ovunque, donandole alternativamente realismo e retorica: le prime che mi vengono alla mente sono il dialogo fuori dal saloon fra Tex e Laredo, dove si nota tra le righe che il nervosismo del secondo è in parte riflesso delle sue attenzioni verso Liz, e la figura del proprietario del ranch scampato al massacro grazie all'intervento di Tiger Jack e Lobo, il quale trova modo di apprezzare quegli indiani nei confronti dei quali prima provava solo disprezzo senza distinzione.


Insomma, trovare difetti a questa storia è impresa disperata, meglio rinunciarvi e dedicarsi piuttosto alla rilettura.


Voto: 10 e LODE.

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Dopo aver letto questa storia non si può non ammettere che Boselli è davvero un grande sceneggiatore!... e soprattutto un grande sceneggiatore di Tex. La storia è perfetta in ogni sua parte:dai comprimari, tutti ottimamente delineati come nella miglior tradizione beselliana, al modo di agire di Tex e Tiger:questa storia dimostra che Boselli sa far agire i nostri al meglio, perchè ne mette in risalto le caratteristiche inarrivabili e il loro saper agire anche autonomamente, in maniera indipendente dal pard di turno. Ma è sui comprimari, secondo me, che Boselli raggiunge il top;un top che non solo ha a che vedere con la loro caratterizzazione, che li rende tridimensionali e realmente umani, ma che soprattutto ha a che vedere con il loro ruolo all'interno della storia. Infatti Boselli molte volte esagera:molte volte cioè, per eccesso di caratterizzazione, rende i suoi comprimari i veri protagonisti della storia, relegando Tex in un ruolo decentrato:Juan Raza mi sembra l'esempio paradigmatico di questo atteggiamento boselliano che io personalmente trovo inaccettabile. Non è così in questi tre albi:Laredo è infatti un personaggio stupendo, non a caso unanimemente amato;? un personaggio a tutto tondo, che ha nel suo essere un mix affascinante di cinismo e romanticismo:credo che lui sia uno dei personaggi migliori di Boselli. Tutto ciò senza che Laredo diventi il solito personaggio ruba-scena:infatti il ruolo da protagonista di Tex non è mai messo in discussione;così come non è mai messo in discussione il fatto che è Tex il capo, quello a cui vengono le idee migliori, quello che conduce il gioco, quello che si getta a capofitto all'attacco mentre Laredo è al riparo delle rocce(pag.94 e 95 di "Mescaleros"). Questa storia ci dice dunque che Boselli sè realizzare personaggi memorabili pur lasciando a Tex il sacrosanto ruolo di protagonista(peccato che di questo Boselli alcune volte se ne è dimenticato). Citazione obbligata per gli altri comprimari:Lobo, scout apache combattuto e pieno di dubbi;Quincannon, il sergente irlande del terzo cavalleria(spero che ricompaia nel seguito di questa storia);Liz, uno dei personaggi femminili più belli apparsi su Tex. Anche i cattivi sono da ricordare:Parkman, classico tenentino idiota odioso, che coi suoi metodi attizza e causa la rivolta;Chunz, uno che mi sembra apache fino al midollo, spericolato e crudele(bellissima la scena del rapimento), smanioso di gloria e scalpi bianchi. E su tutti emergono le figure di Tex e Tiger:credo che il Tiger di Boselli sia straordinario!Ortiz... non c'è niente da fare:Ortiz proprio non riesco a farmelo piacere. Anche se oggi il suo "tirar via" è sotto gli occhi di tutti, tanto è giunto a livelli estremi, a me sembra che tale atteggiamento sia sempre stato nel dna del suo segno. Indubbiamente i suoi pards sono tosti e grintosi, perfino statuari, ma questo non basta per farmelo anche solo accettare;forse il suo tratto sintetico, essenziale, privo di fronzoli, aiuta la leggibilità delle pagine.... ma a me questo non basta:non c'è altro da dire, semplicemente non mi piace... In definitiva, mi sento di usare senza problemi per questa storia il termine"Capolavoro"!... questo ?, soprattutto, lo stile boselliano che sempre vorrei vedere su Tex:estremamente personale e "ricco", ma pur sempre "al servizio dell'eroe".

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10 e lode.. soprattutto nell'ultimo albo "All'ultimo sangue" assistiamo a scontri improvvisi e assedi apache senza un minimo di tregua.. e adoro la confusione della mischia che ha rappresentato magnificamente Ortiz.. una storia appassionante da leggere con piacere senza annoiarsi un minuto! :inch:

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Riletta dopo tanto tempo, e che dire? Forse, dopo "Il passato di Carson", la storia migliore di Boselli dall'inizio sino alla fine :inch: La caratterizzazione di ogni personaggio ''chiave'' è stata fatta molto bene (e di personaggi sta storia ne ha tanti) e i disegni di Ortiz mi son piaciuti più del solito (pur non essendo un suo fan).

Voto: tra il 9 e il 9,5 per Borden, mentre i disegni 8,5/9

Ps:personaggi come Laredo vanno ripresi più volte comunque.

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Che dire, storia stupenda bellissimi disegni si merita un 10 -10 Parkman ogni volta che entra in scena fa' venire il nervoso.... molto , molto toccante il momento intimo tra Lobo e Laredo, secondo me c'e piu' di un momento, in cui hai nostri eroi va' troppo liscia me e' cosi' quando vedremo liz e laredo ancora???

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Splendida storia. Nell'anteprima sul num precedente vidi che i protagonisti erano Tex e Tiger Jack, quindi mancava carson e per me una storia senza carson non poteva essere una bella storia, e non la comprai. Sciocco pregiudizio, ma avevo solo 14 anni :capoInguerra: , che ho abbandonato presto, e meno male che c'è la ristampa tre stelle! :inch: L'ho riletta di recente e le do un 8. Ritmo frenetico e tanta azione e tensione, forse l'unica pecca è il duello finale tra Tex e Chunz, IMO un pò troppo rapido. E come hanno fatto i nostri ad arrivare a Maverick prima degli apache? Poi c'è una cosa che io ho trovato divertente: quando Laredo entra nella tenda dove liz è prigioniera, "addormenta" la donna indiana che è con lei, Ortiz l'ha disegnata in modo tale da farla sembrare un uomo e può darsi che l'abbia fatto per... evitare che la Bonelli prendesse una denuncia per istigazione alla violenza sulle donne :old: dopo quella del Codacons per il consumo di alcol e tabacco :lol2:

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Non ricordo molto questa storia. Diciamo che la classica rivolta indiana mi ha un po' stufato in Tex. Però dovrebbe essere uno dei colossi boselliani. Volevo fare due appunti che forse non tutti sanno:La storia si basa sicuramente su un fatto storico, cioè la rivolta dei Coyoteros del Tonto Basin, in Arizona, nel 1872 è 1873, comandata dal capo Chunz (infatti nella storia di Tex abbiamo i Coyoteros, abbiamo pure il capo Chunz), contro il generale Crook (qui abbiamo Parkman e Laredo). Il secondo è una sorta di constatazione che magari Boselli dovrebbe spiegare: ma se Liz viene dall'est perchè diavolo si trova sul fiume Gila in direzione Fort McDowell e poi verso Fort Apache, cioè navigando da ovest verso est? Ha fatto il non esistente canale di Panama (anche se in Tex più o meno c'è ahah) per poi partire da Yuma sul Gila River??? Va bene che uno se ne può fregare delle questioni geografiche, però mi sembrava interessante spiegarlo ?

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Non ricordo molto questa storia. Diciamo che la classica rivolta indiana mi ha un po' stufato in Tex. Però dovrebbe essere uno dei colossi boselliani. Volevo fare due appunti che forse non tutti sanno: La storia si basa sicuramente su un fatto storico, cioè la rivolta dei Coyoteros del Tonto Basin, in Arizona, nel 1872 è 1873, comandata dal capo Chunz (infatti nella storia di Tex abbiamo i Coyoteros, abbiamo pure il capo Chunz), contro il generale Crook (qui abbiamo Parkman e Laredo). Il secondo è una sorta di constatazione che magari Boselli dovrebbe spiegare: ma se Liz viene dall'est perchè diavolo si trova sul fiume Gila in direzione Fort McDowell e poi verso Fort Apache, cioè navigando da ovest verso est? Ha fatto il non esistente canale di Panama (anche se in Tex più o meno c'è ahah) per poi partire da Yuma sul Gila River??? Va bene che uno se ne può fregare delle questioni geografiche, però mi sembrava interessante spiegarlo ?

 

Oh, diamine! Perchè il Gila è NAVIGABILE da Phoenix a Yuma e a quel'epoca le vie d'acqua erano STRADE: Molto più facile stare su un battello che farsi duecento miglia a cavallo, no? E a Yuma si arrivava in treno da San Francisco. O non lo sai che il tragitto New-York Frisco si faceva via Capo Horn?  Ammesso che Liz arrivi da Yuma e non da Phoenix perchè non ricordo, a dire il vero. Ci avrà riflettuto ai tempi.

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Oh, diamine! Perchè il Gila è NAVIGABILE da Phoenix a Yuma e a quel'epoca le vie d'acqua erano STRADE: Molto più facile stare su un battello che farsi duecento miglia a cavallo, no? E a Yuma si arrivava in treno da San Francisco.

 

Non lo contesto, infatti è giusto.

 

O non lo sai che il tragitto New-York Frisco si faceva via Capo Horn°

 

Ecco, appunto, escludendo Panama, se navighi il Gila devi per forza passare di lì. Però volevo dire che magari un classico viaggio lungo le coste del Texas e poi in diligenza magari era più comodo per quella destinazione ... non volevo contestare.

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CAPOLAVORO!.. a volte invece di guardare un film di John ford rileggo questa entusiasmante avventura! Laredo(grazie x il nickname borden :) ) è in assoluto uno dei migliori coprotagonisti visti su tex!.. e ogni volta è bellissimo rivedere, anche sulle pagine del nostro ranger preferito, il Sergeante Quinncannon(Victor McLaglen)!.. questa storia mi trasporta nel vero e proprio selvaggio west.. a Fort Apache!

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Per me questa rimane la miglior avventura di Tex, sceneggiata impeccabilmente e con un ottimo abbinamento del tratto. Forse nemmeno Ticci sarebbe stato più adatto!La cosa che mi ha più impressionato è la continua guerra di nervi, il filo del ragionamento nel prevedere le mosse avversarie, insomma la sfida tra grandissimi giocatori di scacchi della frontiera!

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Grazie al post di Chunz, ho riletto questa storia che giudico, senza ombra di dubbio, davvero eccellente. Ottimo il tratto di un Ortiz all'apice della forma. Stupenda la sceneggiatura di Boselli, anche lui in grande spolvero. Stiamo ragionando di un'avventura scritta da oltre quindici anni e, confrontata con la recentissima "Il Supremo", dispone di un andamento lineare, senza un finale " velocizzato". Mi chiedo (e chiederei a Borden): sono cambiati i tempi, oppure si tratta di una scelta editoriale obbligata dalla necessità di incastrare due storie in pagine predefinite?

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Bella avventura puro film western. E Tex conclude un duello in modo insolito: uccide l'avversario; di solito lo tramortisce di pugni, lo scalpa, oppure la morte avviene per colpa dello sfidante che non rispetta le regole come Orso Veloce. Anche nei corpo a corpo, magari sottacqua, uccide l'avversario, ma in duello non lo ricordo, comunque in questo caso ci voleva proprio! Mi riferisco a duelli indiani con il coltello, non a quelli con le pistole.

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E Tex conclude un duello in modo insolito: uccide l'avversario; di solito lo tramortisce di pugni, lo scalpa,

 

Non ricordo duelli di Tex finiti con lo scalpo dell'avversario, azione peraltro in netto contrasto con il personaggio. Forse ti riferisci alla umiliazione del taglio dei capelli spesso inflitta da Tex al presuntuoso sfidante di turno. Relativamente alla storia veramente eccellente, come trama, disegni e caratterizzazione dei personaggi.

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E Tex conclude un duello in modo insolito: uccide l'avversario; di solito lo tramortisce di pugni, lo scalpa,

Non ricordo duelli di Tex finiti con lo scalpo dell'avversario, azione peraltro in netto contrasto con il personaggio. Forse ti riferisci alla umiliazione del taglio dei capelli spesso inflitta da Tex al presuntuoso sfidante di turno. Relativamente alla storia veramente eccellente, come trama, disegni e caratterizzazione dei personaggi.

 

Ne "Gli eroi di Devil Pass" Tex scalpa Cane Giallo capo degli Utes.

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Ne "Gli eroi di Devil Pass" Tex scalpa Cane Giallo capo degli Utes.

 

Grazie tigre, bisogna che mi rilegga quella epica storia. Ricordavo che era Cane Giallo, che voleva togliere lo scalpo ad Aquila della Notte, ma veniva sconfitto in duello, rasato a zero e poi abbandonato in mezzo al deserto. Forse ho rimosso l'atto cruento dello scalpo......

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