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TWF - Tex Willer Forum
Guest Kerzhakov 91

[109/113] Chinatown

Voto alla storia  

27 members have voted

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Su questa storia sarà una voce fuori dal coro. Nonostante un'OTTIMA prima parte (mi è piaciuta davvero e non poco), non riesco comunque ad esprimere un giudizio positivo. Probabilmente, se, come dice Don Fabio, la storia fosse finita con la morte di Janet, sarebbe stato meglio, senza quell'inutile appendice messicana che a mio parere ha solo allungato il brodo. Ma, anche se fosse finita con Janet investita dalla diligenza, comunque io non avrei potuto dare un apprezzamento pieno. Ciò perchè ritengo, come Cheyenne, che GLB avesse chiaro fin dall'inizio quale dovesse essere il ruolo della bella Janet, e la stessa frase incriminata è da intendersi, per me, nel senso che le da' Cheyenne. Ma, a mio parere, questa identit? tra Janet e il Drago, oltre ad essere totalmente inverosimile, come sottolinea Pedro (come fa ad avere tutto quell'ascendente sui cinesi, che addirittura si suicidano pur di non tradire il Drago!?!), è del tutto infelice. Si capisce immediatamente dove GLB vuole andare a parare (l'ho capito pure io, che non sono un giallista e ho capacità intuitive prossime allo zero...), ma, nonostante tutto, l'autore continua a tenere il lettore sulle spine (si fa per dire...) facendo recitare a Tex la parte del misterioso che non vuole dire nulla neanche ai suoi fidatissimi pards (accampando pretesti risibili). Carson, rimbecillito, non capisce nulla di quanto gli sta attorno, non fa che chiedere a Tex "Chi è il Drago?" pendendo dalle sue labbra, si arrabbia con lui per il suo stare abbottonato e infila una gaffe dopo l'altra dovute proprio alla sua ignoranza circa la reale identit? del Drago. GLB, alla ricerca quasi esasperata del sensazionalismo (tenere desta l'attenzione del lettore sulla fantomatica identit? del Drago che solo il grande Tex è riuscito ad intuire) d' vita a un personaggio (quello di Janet) e a situazioni a mio parere troppo artificiali, posticce, assolutamente incongruenti e inverosimili. Per le ragioni sopra esposte, proprio non me la sento di dare un giudizio positivo su questa storia. Salvo solo la prima parte, per il suo ritmo serrato, per i suoi dialoghi godibilissimi, per la spettacolare scena della devastazione delle fumerie d'oppio, per gli straordinari disegni di un superlativo Letteri, qui in forma smagliante.

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Ma, a mio parere, questa identit? tra Janet e il Drago, oltre ad essere totalmente inverosimile, come sottolinea Pedro (come fa ad avere tutto quell'ascendente sui cinesi, che addirittura si suicidano pur di non tradire il Drago!?!),

E' possibile che Janet abbia una certa conoscenza della cultura e della psicologia cinese, senza dimenticare che di solito le comunit? cinesi, dove compaiono le varie tong alla "Drago nero", vengono sempre presentate come un corpo separato, chiuso nelle proprie superstizioni e tradizioni, e pronto a fare fronte compatto contro ogni tentativo di penetrazione occidentale. Evidentemente Janet capisce e parla anche il cinese, cosa insolita forse ma non certo impossibile (non è detto che ad una signora di allegri costumi debba per forza mancare il cervello :D ). In più si mostra ai suoi accoliti sempre mascherata. E supponendo anche, ma non credo, che i cinesi sappiano che è una donna bianca, se i navajos hanno accettato un bianco come capo perchè ne hanno compreso il valore, e addirittura Zagor viene reputato un inviato di Manito per rendere giustizia a Darkwood, perchè no in quel caso? Se Janet li avesse convinti di essere, che so io, una messaggera di Confucioè :lol:

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Ma, a mio parere, questa identit? tra Janet e il Drago, oltre ad essere totalmente inverosimile, come sottolinea Pedro (come fa ad avere tutto quell'ascendente sui cinesi, che addirittura si suicidano pur di non tradire il Drago!?!),

E' possibile che Janet abbia una certa conoscenza della cultura e della psicologia cinese, senza dimenticare che di solito le comunit? cinesi, dove compaiono le varie tong alla "Drago nero", vengono sempre presentate come un corpo separato, chiuso nelle proprie superstizioni e tradizioni, e pronto a fare fronte compatto contro ogni tentativo di penetrazione occidentale. Evidentemente Janet capisce e parla anche il cinese, cosa insolita forse ma non certo impossibile (non è detto che ad una signora di allegri costumi debba per forza mancare il cervello :D ). In più si mostra ai suoi accoliti sempre mascherata. E supponendo anche, ma non credo, che i cinesi sappiano che è una donna bianca, se i navajos hanno accettato un bianco come capo perchè ne hanno compreso il valore, e addirittura Zagor viene reputato un inviato di Manito per rendere giustizia a Darkwood, perchè no in quel caso? Se Janet li avesse convinti di essere, che so io, una messaggera di Confucioè :lol:
Mah,Cheyenne, la bella ragazza americana, giovane e di facili costumi, sia pure con un cervello di prim'ordine (ammettiamo che conosca pure il cinese), che diventa capo di centinaia di fanatici (quasi una vera e propria religione), che hanno costruito per lei passaggi segreti e una fitta rete di protezione, senza averla mai vista ma lasciatisi impressionare da una maschera, per me è davvero troppo inverosimile. Diversi i casi di Tex e Zagor (situazioni senz'altro improbabili, per carit?) che consolidano col tempo, e dando prova del loro valore, la stima che le popolazioni indiane sono sempre pronte a tributare nei confronti degli uomini valorosi. Tex, poi, ha sposato la figlia di un capo, che era cresciuta in una missione tra i bianchi... Sono situazioni improbabili, ma, ripeto, consolidate dal tempo e dalle speciali capacità di Aquila della Notte e dello Spirito con la scure. Ma che Janet abbia avuto la capacità, solo con la propria sottigliezza psicologica, e ad un'età non certo veneranda (e quindi non deve aver avuto solo le capacità, ma anche il TEMPO), di asservire a sè un'intera comunit?, ce ne vuole... non riesco a mandarla già. Cosè come non riesco a mandar già l'atteggiamento di segretezza di Tex, la sua estrema piccionaggine nel farsi impiombare dalla maliarda, e l'incredibile incapacità della stessa, in una stanza di pochi metri quadri, di sparare all'impazzata senza far secco proprio nessuno... Mi sembra che GLB abbia proprio esagerato, in questa storia.

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In controtendenza rispetto ai giudizi altrui, questa storia non mi sembra nulla d'eccezionale, e l'identit? del Drago quasi scontata dopo un quarto della storia, non vorrei sembrare saccente, ma già dopo poche tavole ho avuto un'idea su chi potesse celarsi dietro la sua maschera

nel momento in cui Benton aveva riconosciuto la sua voce era evidente che si trattava di una persona molto vicina a lui e quindi leggere qualche altra pagina per scoprirlo. Al momento dell'entrata in scena di Jane, mi è sembrata anche molto puerile la trovata della scritta 'I am'
Al di l' di questo, concordo con le altre incongruenze evidenziate in questa discussione, ma ce n'? un'altra non rilevata e ricorrente in altre avventure: quando Tiger e Kit sono a 25 miglia da Hermosillo decidono di fermarsi e proseguire il giorno dopo contando di arrivare poi in serata. Quando poi dal fortino di Benavides l'agente Vidal propone di andare ad avvisare i Rurales, deve sobbarcarsi 20 miglia per andare in una città in cui ci sia un telegrafo e da l' avvisare le guarnigioni che a questo punto non saranno vicinissime... nonostante tutto impiegano meno di mezza giornata per arrivare e portare soccorso. :malediz...

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dopo un paio di anni, ho riletto questa storia in questi giorni. Un Tex molto "detective", quasi un Sherlok Holmes. Sinceramente non ho capito del tutto perché Jane ha scelto di fare il drago. Per soldi? Per il potere? Boh..

 

Comunque la storia mi é piaciuta abbastanza, dialoghi piacevoli, azione, anche se comunque nel complesso niente di memorabile. Come già detto da Leo, non mi é piaciuto l'atteggiamento di segretezza di Tex alla fine della storia. Sopratutto perché non aveva senso.. perché l'ha fatto? Per proteggere i suoi pards? Ma quando mai...

Vorrei fare un paio di considerazioni su Letteri. Mi ricordo che da bambino le storie disegnate da lui non é che le leggevo tanto volentieri. Anzi, proprio non le leggevo. Letteri l'ho scoperto e ho iniziato ad aprezzarlo da adulto. Fantastico!!!

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Sarà perchè la prima volta l'ho letta a 9 anni,sarà perchè disegnata da uno strepitoso Letteri,sarà perchè ritornano Tip,Rudy e Min Li,sarà perchè è una storia dannatamente bella,fatto sta che si merita da me un bel 10. E chissenefrega se qualcuno di voi alla seconda vignetta sapeva già chi era il Drago oppure come faceva un'occidentale gran gnocca essere a capo di una Thong (poteva benissimo avere ascendenze asiatiche,visto anche il taglio orientale dei suoi occhi)... I cinesucoli,come spiegato da Vidal nello splendido ed importante "La rete si chiude",non contavano un piffero nel traffico dell'oppio,dal momento che quest'ultimo veniva prodotto in Messico,vera e propria base di smercio della droga e centro nevralgico di un'organizzazione estesa e ramificata (ricordate il taccuino "pieno zeppo di nomi ? ). Grandissimi albi !!!!!!!!!!!!!!

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È  un' ottima storia,  ricca di azione e con ottimi dialoghi, disegnata in modo ottimale da Letteri, bravo in particolare nel rendere bellissima Jane. L' identità del drago l' ho intuita abbastanza facilmente, ma non ne ero sicuro al 100%.

Mitica la scena  in cui l' avventore razzista è costretto a bere " alla salute degli indiani". Leggermente meno efficace la parte ambientata in Messico, un po' più  lenta e prevedibile, ma anche questa è molto godibile.

Voto 8.5

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Purtroppo non posso parlare bene di questa storia che, allora, mi ha fatto "soffrire" per tre giorni, tanti ce ne sono voluti per leggerla. Mi scocciavo di andare avanti, non avevo voglia di prendere in mano il noiosissimo fumetto che ripresentava, questa volta senza alcun mordente, il solito canovaccio: i 4 pards si presentano in una città (Texas City) dove una ""pericolosissima"" setta, comandata dal Drago, ha già fatto fuori alcuni rangers e agenti governativi. In quattro (e quattr'otto) riusciranno a ripulire la città per poi spostarsi in Messico e sconfiggere i complici messicani.

Il copione è sempre quello, Tex si avvale di forzuti (questa volta non sono i culturisti di Potrero, ma degli scaricatori di porto) che, pagati a suon di dollari (mi sono sempre chiesto: ma Tex viene poi rimborsato di tutti i soldi che spende oppure é mosso solamente da propositi filantropici?), distruggono i locali degli affiliati alla setta che, udite udite, è comandata da una donna bianca (ma come mai i cinesi si fanno comandare da una bianca?), una ballerina addirittura, che ha come braccio destro un soggetto che, a prima vista, sembra un troglodita, ma che, invece, é il capo condottiero che, quando é incappucciato, sembra anche possedere un cervello fino.

Dopo la morte del troglodita, tutti (io l'avevo capito a 10 anni) avrebbero capito che il Drago era Jane, visto che erano stati visti insieme il giorno precedente, ma quelle "volpi" dei pards non lo sospettano minimamente. Solo Tex lo ha capito, ma perché, dalla feritoia, ha potuto notare il singolare braccialetto (che Jane non toglieva - molto intelligentemente per essere a capo di una siffatta setta che aveva tenuto in scacco le Autorità Statali - quando indossava i panni del Drago) che aveva già visto al polso della donna. Altrimenti si pensa che avrebbe continuato a credere alle menzogne della donna come quei gonzi dei suoi pards.

Poi, nonostante abbia capito chi fosse il Drago, il novello Poirot decide di convocare una riunione, alla quale fa partecipare i protagonisti della vicenda (mancava solo il capo degli scaricatori), spiegando in che modo é riuscito ad arrivare all'identità del terribile capo. Ma, nonostante abbia capito che il capo è così terribile, non prende nessuna precauzione e rischia di lasciarci la pelle facendosi ferire, unitamente agli incolpevoli Nielsen e Durbin.

Tralascio la seconda parte, sulla quale pure ci sarebbe tanto da dire, perché è già tanto ridicola la prima.

A tutto ciò ci aggiungiamo i disegni di Letteri che fanno peggiorare, se pur si poteva, il mio personale gradimento per questa storia. Con quel Tiger ragazzino (lì avrà 18 anni) e con un Tex, in alcuni casi, giovanissimo (guardare le scene in cui si rimette dallo svenimento). Ottimi, devo ammettere, i primi piani di Tex (con cappello).

Per finire, basta con sceriffi che si lamentano di Tex e dei suoi pards che gli stanno facendo il favore di ripulirgli la città, basta con locali distrutti da pseudo-delinquenti, basta con sparatorie interminabili e basta con chi osa criticare Boselli che, per fortuna, storie così non ne ha mai scritte.

Voto alla storia: 6 (per l’impegno)

Voto ai disegni: 6

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Invero le scazzottate che portano alla distruzione quasi integrale di locali sono probabilmente la cosa migliore dell'intera saga di Tex. Come scrissi nel mio primo messaggio anni addietro, chissenefrega se la storia è molto debole e non sta in piedi (non è comunque questo il caso), il Gianluigi Bonelli dell'epoca avrebbe potuto sceneggiare trecento pagine di forzuti che sfasciano locali sparando battutacce e sarebbe stato un capolavoro in grado di cacare in testa al 99% del fumetto mondiale.

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Non rileggo queste storie da parecchio tempo (dovrò trovare il tempo per farlo), ma devo premettere una cosa. Sono le prime storie che ho letto da bambino e sono quelle che mi hanno conquistato. Quando le rileggo non posso avere l'occhio critico di un ultacinquantenne, ma devo ritornare bambino. Per questo non sono mai daccordo con chi le critica.

In genere sono i più giovani che naturalmente confrontano le storie vecchie con quelle attuali e trovano pregi e difetti in entrambe. Io trovo difetti solo a quelle che ho letto da adulto. A 10 anni non mi aveva neanche sfiorato il dubbio che una giovane donna potesse avere delle difficoltà a diventare il capo supremo, riverito e temuto, di una tong cinese.

Mi aveva colpito solo l'eccessiva fortuna avuta da Tex in questa storia, prima viene preso di striscio da un colpo di fucile sparato dal drago, dopo riesce ad azionare un meccanismo segreto per aprire una porta con un calcio casuale, rimane solo ferito da una pallottola sparata da pochi metri da Jane e un sogno premonitore gli fa capire che Kit è nei guai. Concordo però che la storia doveva finire con la tragica morte di Jane, il resto è superfluo.

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<span style="color:red;">29 minuti fa</span>, Tim Birra dice:

A 10 anni non mi aveva neanche sfiorato il dubbio che una giovane donna potesse avere delle difficoltà a diventare il capo supremo, riverito e temuto, di una tong cinese.

 

Purtroppo è proprio quello che non piace a me, perché lo trovo molto improbabile. Per la stessa ragione non ho apprezzato anche altre storie recenti, ad esempio Winnipeg, in cui c'era, anche lì, un Drago a capo di un pugno di cinesi, anche se in quel caso l'elemento cinese della storia non era predominante.

 

Però capisco perfettamente quello che provi quando dici di essere molto legato a storie che hai letto da bambino, verso le quali prevale una componente affettiva che investe la nostra sfera personale, noi bambini, i nostri primi entusiasmi, il nostro affacciarci alla scoperta di cose nuove e per questo spesso bellissime, come poteva essere anche la collana di Tex.  

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Leo dice:

Però capisco perfettamente quello che provi quando dici di essere molto legato a storie che hai letto da bambino, verso le quali prevale una componente affettiva che investe la nostra sfera personale, noi bambini, i nostri primi entusiasmi, il nostro affacciarci alla scoperta di cose nuove e per questo spesso bellissime, come poteva essere anche la collana di Tex.  

Esatto. Quando ho letto che i disegni dei primi 30 numeri di Tex sono i peggiori di tutta la serie, è come se avessi ricevuto un cazzotto. E' vero. Però per me sta nella semplicità la bellezza di quei disegni, che in me hanno suscitato tante emozioni. Io non li cambierei neanche con i disegni del bellissimo Texone di Villa. Semplicemente non si possono paragonare cose così diverse. Senza nulla togliere all'eccellente lavoro del maestro Villa.

  • Thanks (+1) 1
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<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Tim Birra dice:

Quando ho letto che i disegni dei primi 30 numeri di Tex sono i peggiori di tutta la serie, è come se avessi ricevuto un cazzotto.

 

Io considero una frase del genere una vera bestemmia e pretenderei le scuse di chi lo ha scritto o pensato (non certo dal buon Tim Birra)

Sapete perché? La leggenda narra che Galleppini disegnava Tex dopo un'intera giornata a curare maniacalmente le

tavole di Occhio Cupo e che quindi tirasse via nelle strisce per ottenere qualche ora di sonno.

Sicuramente il formato minuscolo dava poco spazio per la cura dei dettagli, ma se confrontate i due lavori io tutta questa

diversa qualità io non la vedo mica. Galep all'epoca lavorava così e Bonelli scriveva così.

Semmai il paragone lo farei tra prodotti simili della concorrenza o altre testate Audace e allora alla fine si direbbe

che il Tex degli esordi non era affatto male.

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Posted (edited)

Si, comunque vorrei sommessamente dire che non è obbligatorio incensare GBL e Galep quinci e quivi. Siamo tutti loro "fans", ma c'è anche uno spirito critico di fronte al quale gli autori sono tutti uguali, ed è lecito muovere una critica motivata a qualunque autore/artista.

Edited by valerio

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, valerio dice:

Si, comunque vorrei sommessamente dire che non è obbligatorio incensare GBL e Galep quinci e quivi. Siamo tutti loro "fans", ma c'è anche uno spirito critico di fronte al quale gli autori sono tutti uguali, ed è lecito muovere una critica motivata a qualunque autore/artista.

 

Qui siamo al vecchio dilemma:

queste avventure "mitiche" possono davvero essere valutate secondo la mentalità odierna?

Sono storie ingenue, troppo corte, disegnate grossolamente, senza uno straccio di documentazione, stampate malissimo

in un formato minuscolo. Ma non era poi diverso dai film in bianco e nero anteguerra che giravano nei cinema,

o i dozzinali fascicoli illustrati o meno che si potevano trovare all'epoca nelle edicole.

E si tratta dell'inconsapevole creazione di un mito, quindi ancora più preziose.

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<span style="color:red;">15 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Qui siamo al vecchio dilemma:

queste avventure "mitiche" possono davvero essere valutate secondo la mentalità odierna?

Sono storie ingenue, troppo corte, disegnate grossolamente, senza uno straccio di documentazione, stampate malissimo

in un formato minuscolo.

Tutto vero. Ma senza di quelle noi oggi seremo su qualche altro forum a discutere di chissà cosa

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, Tim Birra dice:

Tutto vero. Ma senza di quelle noi oggi seremo su qualche altro forum a discutere di chissà cosa

 

Si è vero quanto dici. Però anch'io faccio un po' di fatica a leggere il primo centinaio, o meglio i primi 50 numeri. I primi 10 è doveroso leggerli per conoscere il personaggio e comunque anche tra questi ci sono storie sorprendentemente moderne (El Rey, una su tutte), poi io francamente fatico un po'. Gia nella seconda cinquantina troviamo un Tex meno datato, che già si appresta a quella compiuta fioritura che avverrà col secondo centinaio...

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Io il primo centinaio fatico moltissimo a rileggerlo. Comincio dalla fine del centinaio.

Poi concordo con Dix Leroy, chiaramente siamo nel mito, e nella sua creazione. Quindi ci si deve sempre accostare con deferenza. Però c'è anche uno spirito critico e una onestà intellettuale, che ci dovrebbe impedire di fare discorsi tipo "Eh ma è Galep, eh ma è GLB e allora va tutto bene, capolavoro!". Non credo sia lo spirito di un forum propositivo. Ovviamente va fatta una valutazione rispettando i canoni dell'epoca della scrittura e cercando di calarci nel periodo, ma non va spenta l'onestà intellettuale.

 

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Leo dice:

Si è vero quanto dici. Però anch'io faccio un po' di fatica a leggere il primo centinaio, o meglio i primi 50 numeri. I primi 10 è doveroso leggerli per conoscere il personaggio e comunque anche tra questi ci sono storie sorprendentemente moderne (El Rey, una su tutte), poi io francamente fatico un po'. Gia nella seconda cinquantina troviamo un Tex meno datato, che già si appresta a quella compiuta fioritura che avverrà col secondo centinaio...

Credo che sia una questione di età e di abitudine. Chi ha cominciato con Nizzi (non voglio entrare nella polemica, per carità) e Boselli ha conosciuto un Tex diverso dal primo.

Intanto per voi era normale una rotazione continua dei disegnatori, dunque siete stati abituati a vedere sempre un Tex diverso dall'altro.

Per noi vecchi, c'era Galep, poi Letteri, un Ticci straordinario qualche volta e Nicolò. Ho già detto della perplessità che ho avuto con il Tex di Fusco, soprattutto con una storia "particolare" come Caccia all'uomo.

E' chiaro che parliamo di gusti, ma io ho sempre trovato molto belle alcune storie dei primi 50. Il fuoco, la fine di lupo bianco, Sabbie mobili, Il coyote nero, la mesa verde e altre, le leggo sempre volentieri e nella loro semplicità non mi sembrano affatto inferiori alle successive.

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, Tim Birra dice:

Il fuoco, la fine di lupo bianco, Sabbie mobili, Il coyote nero, la mesa verde e altre, le leggo sempre volentieri e nella loro semplicità non mi sembrano affatto inferiori alle successive.

 

Magari dopo questa mia rilettura del primo centinaio torno a leggere queste, che ricordo francamente pochissimo :) 

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A parte il fatto che, se non ci fosse il Tex dal n. 1 al n. 99 e il successo riscontrato dai lettori, oggi non saremmo qui a discuterne, ma ci sono un altro paio di considerazioni da fare.

All'epoca Tex non solo non era la priorità di GLB e Galep, che preferivano Occhio Cupo, ma la testata subiva una spietata concorrenza da parte della Mondadori.

E poi in questi 99 numeri è successo tutto quello che ha plasmato il Tex che conosciamo adesso.

Senza quegli eventi Tex sarebbe un cowboy come ce ne sono tanti.

Non sarebbe vedovo di una Navajo, non avrebbe un figlio, non sarebbe ranger, non sarebbe amico di Kit Carson, non sarebbe amico del Puma asiatico, non sarebbe il capo bianco dei Navajo e chi più ne ha più ne metta.

E forse, senza il successo strepitoso dei vecchi numeri, sarebbe morto "di povertà".

Quindi guardiamoli con altri occhi questi 99 numeri.

Ma perché 99?

Perché il numero zero non esiste e il secondo centinaio va da 100 al 199.

 

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, Leo dice:

Magari dopo questa mia rilettura del primo centinaio torno a leggere queste, che ricordo francamente pochissimo :) 

Quando hai tempo prova a rileggerle. Poi ci confronteremo anche su quelle.. Io intanto riprendo la lettura dal 100 al 200.

  • +1 1

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Posted (edited)
4 minuti fa, Letizia dice:

A parte il fatto che, se non ci fosse il Tex dal n. 1 al n. 99 e il successo riscontrato dai lettori, oggi non saremmo qui a discuterne, ma ci sono un altro paio di considerazioni da fare.

All'epoca Tex non solo non era la priorità di GLB e Galep, che preferivano Occhio Cupo, ma la testata subiva una spietata concorrenza da parte della Mondadori.

E poi in questi 99 numeri è successo tutto quello che ha plasmato il Tex che conosciamo adesso.

Senza quegli eventi Tex sarebbe un cowboy come ce ne sono tanti.

Non sarebbe vedovo di una Navajo, non avrebbe un figlio, non sarebbe ranger, non sarebbe amico di Kit Carson, non sarebbe amico del Puma asiatico, non sarebbe il capo bianco dei Navajo e chi più ne ha più ne metta.

E forse, senza il successo strepitoso dei vecchi numeri, sarebbe morto "di povertà".

Quindi guardiamoli con altri occhi questi 99 numeri.

Ma perché 99?

Perché il numero zero non esiste e il secondo centinaio va da 100 al 199.

 

 

E' lo stesso discorso che fa Tim, sul quale personalmente mi dico d'accordo. Infatti ogni tanto vado a rileggere qualcosa per queste ragioni, perché queste strisce sono le fondamenta del Mito, per una questione di "affetto", quindi. E sono consapevole dell'artigianalità di quei tempi pioneristici, delle difficoltà di Galep, del fatto che sono storie scritte negli anni '50. Però, parlando del puro piacere della lettura, ammetto che queste storie, come Valerio, non sono spinto a riprenderle. 

Edited by Leo

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, Tim Birra dice:

Esatto. Quando ho letto che i disegni dei primi 30 numeri di Tex sono i peggiori di tutta la serie, è come se avessi ricevuto un cazzotto.

Dai Tim, anche se ti capisco,non te la prendere.

Io quando l'ho letto, mi son fatto una grossa risata. Gente così non merita neanche una risposta. Tanto non capirebbe.

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<span style="color:red;">33 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Dai Tim, anche se ti capisco,non te la prendere.

Io quando l'ho letto, mi son fatto una grossa risata. Gente così non merita neanche una risposta. Tanto non capirebbe.

Hai ragione.

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