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TWF - Tex Willer Forum
Guest Wasted Years

[103/106] Il Giuramento

voto alla storia  

35 voti

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si vendica di Tucker per la morte di Lilyth, non per i lutti causati al suo popolo.

Anche su questo non ci giurerei. Ovviamente, il fatto che gli sia morta la moglie è un motivo in più per vendicarsi, forse è il motivo principale... ma non certo l'unico. Nel finale della storia,Brennan viene ucciso non in nome di Lililth, ma in nome del popolo navajo sterminato dal vaiolo:"Non toccate le coperte!","Sono infettate da viruelas!"La vendetta è compiuta, fin dall'inizio, non solo in nome di lilith, ma anche in nome dei navajos sterminati. Credo anche che la vista del campo infettato a Tex lo abbia colpito molto, e che ANCHE quella vista sia stata una molla per far scattare in lui il sentimento di vendetta. Infatti, fin dall'inizio del racconto,Tex parla con partecipazione di quei giorni in cui erano tanti "gli ululati dei coyotes e dei lupi che vagavano a decine intorno ai villaggi navajos [e che] chiamavano la morte".
Non v'? dubbio che la vendetta contro Brennan e Teller risponda all'infamia commessa contro i Navajos e non solo al lutto familiare di Tex. Io mi riferivo in modo specifico a Tucker, e non tanto alla vendetta in sè, quanto al non rispetto della parola data : fatto incredibile per Tex, il campione dell'onest?.

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S?, ma c'è un motivo se Tex non rispetta la parola data!Di solito il nostro lascia andare i banditi per la loro strada.... ma solo se si tratta di pesci piccoli o ruba galline! In questo caso abbiamo uno stragista, che non è proprio un raba galline... Se Tex lo aveva lasciato andare è perchè ancora non aveva idea dell'entit? dei danni anche da lui provocati.... un'errore di valutazione (?) che il nostro commetter? anche con il gambler di "Massacro"-ma per fortuna Tex è uno che sa ritornare sui suoi passi!

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S?, ma c'è un motivo se Tex non rispetta la parola data!Di solito il nostro lascia andare i banditi per la loro strada.... ma solo se si tratta di pesci piccoli o ruba galline! In questo caso abbiamo uno stragista, che non è proprio un raba galline... Se Tex lo aveva lasciato andare è perchè ancora non aveva idea dell'entit? dei danni anche da lui provocati.... un'errore di valutazione (?) che il nostro commetter? anche con il gambler di "Massacro"-ma per fortuna Tex è uno che sa ritornare sui suoi passi!

Anche ammesso che Tex non abbia valutato bene la terribile portata dell' epidemia ( cosa strana, visto che non si tratta di influenza ma di vaiolo ) , la parola data è intoccabile : questa è la regola fondamentale del nostro Willer. Il crimine commesso è atroce, ma Tucker ne è solo l'esecutore materiale. Rileggi la storia, Paco: mi risulta evidentissimo che il motore per cui Tex non rispetta la promessa è la morte di Lilyth ( che, peraltro, Tex poteva anche supporre nel momento in cui ha promesso la fuga a Tucker) : ciò non toglie che la vista del campo dilaniato dall'epidemia non l' abbia fortemente scosso: ma non al punto da rinunciare ai propri valori fondamentali .

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Insomma, ritornare sui propri passi e far la pelle a una bastardaccio stragista è un rinunciare "ai propri valori fondamentali"?... boh!Pag.63. Tex sta già per dimenticare la sua promessa, tanto che Tucker gli grida:"Ehi!... LA PROMESSA!", e questo senza che Tex sappia ancora della moglie. Tra l'altro Tex aggiunge:"Sarà mantenuta ma tu non perdere tempo nel correre lontano da qui [e fin qui ci siamo]... perchè se mai mi capitasse di rivederti, ti tratterei come un cane idrofobo!":quindi Tex, senza ancora saper niente della moglie, già sembra quasi pentito della promessa. E quando giunge al villaggio e lo vede per la prima volta pensa:""Gran Dio!... mi si stringe il cuore, nel vedere com'? ridotto il villaggio!". Quindi,Lilith è forse il movente primo, ma non certo l'unico (anche per la giustamente mancata promessa). E comunque io credo che Tex non vada contro i suoi valori rimangiandosi la promessa. Perchè Tucker è un verme della specie peggiore, e Tex quei vermi li calpesta (specie quando sono responsabili di una strage come quella!).

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E' però un fatto, ben noto a tutti i texiani, che Tex è un duro, uno che non si fa camminare sopra, uno che i suoi conti li regola sempre... ma la cui parola è sempre stata sacra, per lui e per chiunque lo conosca. Dicendo che in questa occasione il dolore lo stravolge al punto da girare le spalle a questo che è un fondamento della sua vita non lo si vuole condannare (almeno, così la penso io e suppongo anche Don Fabio), ma dire per l'appunto che la sofferenza lo ha fatto scendere dal piedistallo che il suo ruolo di eroe lo obbligava a mantenere.

Tex, pur nel dolore, non è un'uomo come gli altri;lui non piange come fanno gli altri uomini, perchè lui è una spanna sopra gli altri uomini.

Non so se queste parole sono tue o le attribuisci al pensiero di Freccia Rossa. Comunque - scusate l'OT - credo che gli uomini "una spanna sopra gli altri" siano proprio quelli che piangono.

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in questa occasione il dolore lo stravolge al punto da girare le spalle a questo che è un fondamento della sua vita non

Più che il dolore, l'odio e la sete di vendetta. Ad ogni modo, se mettiamo in discussione che la parola data sia sacra per Tex, non capisco di cosa stiamo parlando !

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In questa storia c'è un particolare atteggiamento di Kit che ripensandoci ora mi lascia un po' perplessa. Quando chiede al padre di lasciare a lui il compito della vendetta. Ma Kit era piccolissimo quando la madre è morta, e per quanto possa averle voluto bene il ricordo che ha lasciato in lui non può essere forte e marcato come quello che è inciso da sempre nel cuore del marito (Kit deve chiedere al padre se sua madre era molto bella). E' possibile che faccia una simile richiesta, pretendendo che il padre consegni nelle sue mani una vendetta che per Kit non può avere lo stesso significato?

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IMHO la cosa potrebbe spiegarsi con il fatto che Kit, proprio non ha mai potuto conoscere sua madre, sia cresciuto con un'acuta ( e dolorosa ) consapevolezza della propria condizione di orfano, che ha sempre avuto una persona cara in meno su cui contare ( cosa tanto più grave in quanto suo padre, aveva acquisito ai suoi occhi un status mitico che non sempre rendeva [ o rende; quante volte Kit Willer, specie nelle sceneggiature di Boselli si chiede cosa avrebbe fatto suo padre nella situazione in cui lui stesso si è venuto a trovare è ] facile a Kit confrontarsi con lui nella maniera in cui un figlio ordinariamente si confronta con suo padre ). Questo può spiegare - almeno in parte - la sua richiesta di liquidare Brennan in prima persona, anche se poi GLB , fedele alla sua logica narrativa basata sul primato dell'azione sull'introspezione psicologica, non insiste ulteriormente sul punto.

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http://texunofficialsite. interfree.it/recensioni/tex103. htmlVorrei segnalare questo intervento, che mi sembra straordinario, illuminante anche sui dettagli di questa storia. Sottilissima la riflessione sul parallelo Tex/ GLB, il primo impietoso, il secondo partecipe della sofferenza dei vari Tucker, Higgins, Sherman e Brennan. Se leggete un mio precedente intervento, ho parlato del fatto che la 'mente' del piano criminoso, Teller, sia l' unico a subire una morte non dolorosa, evidenziando il punto come un difetto della storia; ebbene, questo articolo mi ha indotto a riflettere, a rileggere il tutto in altra chiave. Leggete , che poi ne parliamo !Non conosco l' autore della recensione, ma è memorabile! Modificato da Don Fabio Esqueda

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Questa storia è indubbiamente una pietra miliare della saga. Ha dei momenti che sono vero e proprio capolavoro, sequenze indelebili per ogni appassionato di Tex.

In questa storia il Tex che siamo soliti conoscere (duro, ma giusto) scompare per lasciar posto ad un uomo spietato, implacabile, appunto.

Ma ciò che più mi colpisce non è tanto la sua reazione a caldo, quando non perdona Tucker o Higgins perchè sconvolto dalla perdita della moglie (come dice Don Fabio) o perchè ha ancora nelle narici il sentore di putrefazione e le immagini di desolazione di quel villaggio che era il suo mondo (come sottolinea Paco), quanto la sua determinazione omicida anche molti anni dopo, quando il tempo avrebbe dovuto lenire il dolore, e la maturit? e gli anni passati a servire la giustizia avrebbero dovuto renderlo non più distaccato, questo no, ma meno sanguinario. Questo, francamente, mi ha colpito.

Certo, ci sono delle attenuanti: Brennan è un bastardo omicida, e Tex, nonostante gli anni, ha ancora nella mente quello che definisce il periodo più bello della sua vita. Anche qui, sono stato colpito da un aspetto: mentre Carson parte in missione per il Nord, Tex, invece di accompagnare l'amico-collega, sceglie di tornare a casa e di vivere per due anni ininterrotti nel villaggio navajo, passandoli a cacciare con i guerrieri e a godersi la sua bellissima moglie indiana. Ecco il Tex umano, che tante volte ci lamentiamo di non vedere. Un Tex che se ne infischia del lavoro e degli amici impegnati in situazioni magari pericolose, e che preferisce stare a casa con la sua donna. E' un uomo giovane, Tex, e questi sono i suoi anni più belli... questa affermazione mi è rimasta impressa, perchè, forse per la prima volta, ho provato un sentimento che ritenevo non si potesse provare per il ranger: la tenerezza... Ecco il Tex uomo, e non solo e sempre super-uomo. E sicuramente anche quanto dice Don Fabio sul mancato rispetto della parola data è un altro aspetto di quell'umanit?, così messa a nudo in questa storia: in un caso, è l'umanit? delle piccole cose, e della serenit? domestica, in un altro è l'aspetto deteriore dell'essere umano: il desiderio di vendetta e di distruzione...

Ecco perchè questa storia è straordinaria: per quanto detto sopra, ma anche per la dolce Lilyth che saluta (per l'ultima volta) il suo uomo, e per quello stesso uomo disperato che giura vendetta su una gelida tomba di pietra, e per quella lancia che si spezza, e per il volto del nemico sopraffatto dal terrore nel finale...

Momenti capolavoro, indimenticabili, ma (e so di rischiare la lapidazione), non tutta la storia è capolavoro, a mio parere. Come ben dice Pedro Galindez, la seconda parte perde quella splendida e vibrante tensione emotiva della prima, e cede il passo ad inseguimenti ripetuti e di cui si conosce già la fine.

Quindi, a mio parere, storia immensa per le sue scene madri e per l'unicit? di Tex, ma non un capolavoro in tutte le sue parti.

PS una piccola curiosità: avete notato che in un paio di occasioni Tex fa delle domande e si risponde da solo? Sono (almeno credo) errori di attribuzione del fumetto al personaggio. Si tratta di due vignette, nello specifico, che ora non posso indicare con precisione...

PPS Come si può leggere l'articolo di "Bila"? Il link non è più attivo...

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Questa storia è indubbiamente una pietra miliare della saga. Ha dei momenti che sono vero e proprio capolavoro, sequenze indelebili per ogni appassionato di Tex.

In questa storia il Tex che siamo soliti conoscere (duro, ma giusto) scompare per lasciar posto ad un uomo spietato, implacabile, appunto.

Ma ciò che più mi colpisce non è tanto la sua reazione a caldo, quando non perdona Tucker o Higgins perchè sconvolto dalla perdita della moglie (come dice Don Fabio) o  perchè ha ancora nelle narici il sentore di putrefazione e le immagini di desolazione di quel villaggio che era il suo mondo (come sottolinea Paco), quanto la sua determinazione omicida anche molti anni dopo, quando il tempo avrebbe dovuto lenire il dolore, e la maturit? e gli anni passati a servire la giustizia avrebbero dovuto renderlo non più distaccato, questo no, ma meno sanguinario. Questo, francamente, mi ha colpito.

Uhm? non mi ricordo quanti anni tu abbia o da quanto tu legga Tex, ma noi giovani lettori del 1969 trovammo la cosa decisamente naturale. Già in altre occasioni Tex aveva preso la giustizia nelle mani eliminando personalmente un cattivo o, al contrario, lasciandolo andare libero.

Quello che colpisce in questo frangente casomai è la freddezza con cui elabora la vendetta. Se in casi precedenti aveva lasciato all'avversario una sia pur minima probabilità di cavarsela (vedi il compare di Higgins lasciato nel deserto con una borraccia) in questo caso non lascia scampo all'avversario e gli lascia solo la scelta tra tre modi di morire (annegato, bruciato vivo o divorato dagli squali) tutti abbastanza atroci. Quest?aspetto di Tex ha finito con il perdersi nel corso nel tempo per far posto talvolta ad un Tex fin troppo legalista e secondo me andrebbe recuperato.

Certo, ci sono delle attenuanti: Brennan è un bastardo omicida, e Tex, nonostante gli anni, ha ancora nella mente quello che definisce il periodo più bello della sua vita. Anche qui, sono stato colpito da un aspetto: mentre Carson parte in missione per il Nord, Tex, invece di accompagnare l'amico-collega, sceglie di tornare a casa e di vivere per due anni ininterrotti nel villaggio navajo, passandoli a cacciare con i guerrieri e a godersi la sua bellissima moglie indiana

Forse non te lo ricordi (ma nella storia è comunque detto) ma al termine de ?Il patto di sangue" Tex si era dimesso dal corpo dei Rangers perchè tranne Carson tutti avevano creduto che lui fosse un assassino. Per questo i due amici si separano. In fondo perchè Tex doveva seguire Carson° Che senso avrebbero avuto le sue dimissioni allora?

Quanto ai due anni in questione, oggi sappiamo che oltre che a cacciare e rilassarsi, Tex ha trovato il modo di cacciarsi ni guai, come in ?Sul sentiero dei ricordi", ?Furia rossa?" e ?La grande invasione".

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Questa storia è indubbiamente una pietra miliare della saga. Ha dei momenti che sono vero e proprio capolavoro, sequenze indelebili per ogni appassionato di Tex.

In questa storia il Tex che siamo soliti conoscere (duro, ma giusto) scompare per lasciar posto ad un uomo spietato, implacabile, appunto.

Ma ciò che più mi colpisce non è tanto la sua reazione a caldo, quando non perdona Tucker o Higgins perchè sconvolto dalla perdita della moglie (come dice Don Fabio) o? perchè ha ancora nelle narici il sentore di putrefazione e le immagini di desolazione di quel villaggio che era il suo mondo (come sottolinea Paco), quanto la sua determinazione omicida anche molti anni dopo, quando il tempo avrebbe dovuto lenire il dolore, e la maturit? e gli anni passati a servire la giustizia avrebbero dovuto renderlo non più distaccato, questo no, ma meno sanguinario. Questo, francamente, mi ha colpito.

Uhm? non mi ricordo quanti anni tu abbia o da quanto tu legga Tex, ma noi giovani lettori del 1969 trovammo la cosa decisamente naturale. Già in altre occasioni Tex aveva preso la giustizia nelle mani eliminando personalmente un cattivo o, al contrario, lasciandolo andare libero.

Quello che colpisce in questo frangente casomai è la freddezza con cui elabora la vendetta. Se in casi precedenti aveva lasciato all'avversario una sia pur minima probabilità di cavarsela (vedi il compare di Higgins lasciato nel deserto con una borraccia) in questo caso non lascia scampo all'avversario e gli lascia solo la scelta tra tre modi di morire (annegato, bruciato vivo o divorato dagli squali) tutti abbastanza atroci. Quest?aspetto di Tex ha finito con il perdersi nel corso nel tempo per far posto talvolta ad un Tex fin troppo legalista e secondo me andrebbe recuperato.

Sono un po' più giovane di te, caro Carlo :D (1978) e il Tex che ho conosciuto all'inizio è stato il Tex, senza dubbio più legalitario, di Nizzi. Poi, ma molto poi, ho recuperato anche gran parte delle storie del passato, ma il mio Tex è rimasto quello di Nizzi: ecco perchè il Tex sanguinario di questa storia per me era del tutto inedito. Ripeto, non dico che la cosa stoni: dico che non ero abituato, e la cosa non poteva non colpirmi.


Sul secondo punto, so che Tex si era dimesso, ma l'amicizia che già lo legava a Carson poteva comunque farlo restare al suo fianco, data la pericolosa missione che il futuro Vecchio Cammello si apprestava ad iniziare. Ma questa resta comunque un'inezia, più una curiosità che avevo voluto sottolineare.

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Storia dai momenti leggendari come avete già detto, ad esempio il giuramento sulla tomba : nella storia "Il passato di Tex" Bonelli sembrava quasi indifferente a trattare il rapporto di Tex con il padre e il fratello; l' non si avvertiva molta partecipazione alle sorti dei parenti di Tex e di conseguenza la ricerca di vendetta del nostro non coinvolgeva molto; forse Bonelli temeva di essere troppo sentimentalista ma in questa storia dimostra di saper benissimo scrivere scene drammatiche senza rendere tutto il troppo patetico o sdolcinato. Poi ancora altre scene da antologia : Tex che con i segnali di fumo ordina ai suoi Navajos di uccidere! Momento da brividi, stranissimo e inconsueto leggere di Tex che adotta questo spietato atteggiamento. Tutto è ben perfettamente ben scritto, dall'attacco dei Navajos a Tucker (non è un qualche bang bang, è una scena d'azione ben congegnata) al destino misero che Tex lascia ai due condannati al deserto. Un po' di perplessit? nel fatto che Tex rinunci a inseguire Brennan anche se ferito. Il finale però è altrettanto spettacolare e rientra di buon diritto tra le migliori pagine scritte da Bonelli. Diverse scene straordinarie ma non sono sicuro se definirla come un capolavoro (le mie valutazioni sono diventate più pretenziose); più che altro non mi ha colpito al massimo quanto le mie storie preferite. Un altro punto con cui non concordo è la prova di Galep : non mi sembra così straordinaria o comunque non tra le sue migliori.

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Mi ero dimenticato di citare una cosa che mi ha lasciato perplesso. Non è un po' strano che Freccia Rossa non chieda ne insista per unirsi a Tex nella ricerca della vendetta? Insomma non lo si vede molto addolorato e non mi sembra molto credibile che nemmeno voglia dare la caccia ai responsabili della morte della figlia.

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Mi ero dimenticato di citare una cosa che mi ha lasciato perplesso. Non è un po' strano che Freccia Rossa non chieda ne insista per unirsi a Tex nella ricerca della vendetta? Insomma non lo si vede molto addolorato e non mi sembra molto credibile che nemmeno voglia dare la caccia ai responsabili della morte della figlia.

Freccia Rossa è già vecchio... forse preferisce lasciare tutto nellemani salde di un giustiziere come Tex! Però anch'io mi posi la domanda all'epoca... ma la vendetta era e doveva essere di Tex. La scena davanti alla tomba di Lilith è forse quella con più pathos dell'intera serie (la metterei a livello della morte di Mefisto dilaniato dai topi mentre grida vendicami a suo figlio Yama nel capolavoro "Il Figlio di Mefisto"). Questa storia resta un capolavoro per l'impatto che ebbe nei lettori e che ha tutt'ora... naturalmente è una storia sulla vendetta come ce ne sono tante. Ma qui si tratta di Lilith, la moglie di Tex, l'unica donna della sua vita. Quindi ogni giudizio cambia. Il tratto di Galep, vero, forse è meno convincente... nella storia successiva "Tra Due Bandiere" e soprattutto in "Il Figlio Di Mefisto" trovo il suo segno molto più dettagliato. Ah, notiamo che Galep in quel periodo disegna tre storie consecutive tra le più importanti insieme a GLB. Mitici!Per @Leo: molti lettori odierni hanno cominciato con Nizzi. Ricordo che io ho cominciato a leggere Tex dal 1989... avevo sette anni... e cominciai con quello di GLB, ma nelle edicole mio padre cominciò a comprare la serie inedita con le storie del miglior Nizzi. E' curioso come uno si leghi a un autore con cui ha cominciato un percorso. Nizzi per questo, e per quelle storie, merita tutto il rispetto. Io aggiungo solo che fui fortunato perchè, a dieci anni e tramite bancarelle e negozi (ce n'erano ancora!) di fumetti avevo recuperato tutte i primi cento numeri leggendo il Tex "sanguigno" del suo autore, per poi proseguire con Tutto Tex in edicola. Bei tempi! Quando ogni quindici giorni usciva l'albo e c'era Sergio Bonelli con le sue rubriche di posta... i primi numeri di Nathan Never, il fenomeno Dylan Dog (come dimenticare il primo, leggendario, albo Gigante?), Martin Myst?re e i suoi enigmi impossibili... bah!! Un po' di nostalgia canaglia mi viene sempre quando penso a quel periodo. Fine off topic!

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Un po' insoddisfatto di quello che leggo ultimamente su Tex, ho deciso di andare a rileggermi i numeri da 100 a 200, i grandi classici. Orbene questo è un altro Tex, è un Tex che non esista a lasciare morire nel deserto chi si è comportato in maniera ignobile, che concede a chi lo è stato un po' meno, la scelta di spararsi un colpo, invece di morire di stenti. Che lascia solo il tempo di rendersi conto della sua presenza prima di sterminare la banda che ha causato materialmente l'epidemia fra il suo popolo. Tex che dice "contro certa gente l'unica legge che conosco è questa", mostrando la sua Colt. Qualsiasi sceneggiatore pretenda di scrivere anche una sola riga di Tex, deve tenere presente che Tex è questo, quello voluto dal "padre" Bonelli. Ogni altra intepretazione, personalmente, la ritengo arbitraria.

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Landi dice:

Un po' insoddisfatto di quello che leggo ultimamente su Tex, ho deciso di andare a rileggermi i numeri da 100 a 200, i grandi classici. Orbene questo è un altro Tex, è un Tex che non esista a lasciare morire nel deserto chi si è comportato in maniera ignobile, che concede a chi lo è stato un po' meno, la scelta di spararsi un colpo, invece di morire di stenti

 

 

Calma, calma... il Tex sopra le righe ed estremo che descrivi lo trovi solo in questa storia, eccezionale perché eccezionali sono le circostanze.

 

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