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TWF - Tex Willer Forum
Guest Wasted Years

[106/108] Gilas!

Voto alla storia  

14 voti

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Guest Wasted Years

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Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Erio Nicolò

Periodicità mensile: Agosto / Ottobre 1969

 

 

Barba incolta e una benda nera sull'occhio sinistro: così camuffato e sotto il falso nome di Gilas, Willer riesce a penetrare a Robber City, recondito e imprendibile covo dell'infernale cricca di Johnny Lingo, e a guadagnarsi. con i suoi spicci modi da duro, le simpatie del boss. Organizzata una falsa rapina a Dennison, Tex segnala a Kit Carson e a Tiger Jack la posizione della tana dei fuorilegge e poi fomenta dissidi all'interno della gang, fingendo di volersi tenere il bottino. L'arrivo a Robber City di Carson e Tiger Jack, in testa ai volontari di Dennison, cala una pietra tombale sulla marmaglia di Johnny Lingo, già compromessa da risse intestine e dagli incendi appiccati da Tex al loro covo.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

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A proposito di travestimenti di Tex, ecco uno semplicissimo: Da bandito orbo.

La storia è affascinante, ma IMHO non è delle più mitiche. Sarà che a me non fa impazzire Nicolò.
In ogni modo scorre bene, ed è sempre un piacere rileggerla, magari se fatta da Ticci... :inch: .. ma i gusti restano gusti.
Tex lontano dai pards, che organizza una finta rapina, che si spaccia per bandito, che fa l'infiltrato ma duro e rissoso. Appare quasi in cattività... controllato a vista.
L'ho riletta a colori e devo dire che questi ultimi le giovano.
A voi la parola...

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Secondo me è da annoverare tra le migliori storie scritte da GLB ! :inch::inch::inch: !! Anche a me Nicol' non è mai piaciuto molto, ma questa storia sono riuscito a godermela comunque. E' una storia che ci mostra un Tex cupo e cinico, in grado di architettare una rapina perfetta!!! Bellissima l'idea ( ai tempi originale ancora praticabile per il nostro ranger ) di spacciarsi per un bandito per agguantare quel maledetto serpentaccio di Jonny Lingo!!! Ricordo che quando la lessi per la prima volta ( vi parlo di circa 10 anni fa ) rimasi col fiato sospeso per tutti e tre gli albi!!! Peccato che Tiger e Carson siano poco più di un "contorno"... Voto complessivo : 8

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Guest Kerzhakov 91

Non tra le migliori in assoluto di GLB, ma comunque parecchio godibile, affascinante l'idea di vedere Tex nei panni di un bandito, per certi versi mi ha ricordato un p? quando Clint Eastwood fece lo stesso in "Per qualche dollaro in più" :D

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:aquila: per me una grande storia dove ha fatto un po di tenerezza la perdita di Juan Ortega nel finale. il capo dei banditi Lingo non mi sembrava un grande avversario però l'atmosfera dove si svolge l'azione -la città di Robber City- è molto suggestiva. gli altri pards sono marginali e Tex agisce da solo; duro e con la faccia ben messa da bandito mi pare che abbia fatto un bel caos nella comunit? dei Banditi. La partita a carte è abbastanza originale ma ho visto altre scene al tavolo da poker che hanno fatto più colpo di questa. ho dato 9 a questa bellissima avventura di Tex e mi sono piaciuti molto anche i disegni di Nicol': noi qui a casa abbiamo una tavola originale della storia ed è ben migliore di come viene in stampa. :aquila:

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La trovo una delle storie migliori, con disegni di un Nicol' IMHO in forma smagliante. Mi sono sempre chiesta se siano davvero esistite città totalmente abitate da fuorilegge, come Robber City, ma GLB è riuscito a renderla comunque vera e viva; il nostro eroe si trova davvero a suo agio nei panni dell'infiltrato, è incredibile come una barba incolta e una benda schiaffata sull'occhio possano trasformare una fisionomia (certo, con l'aiuto dell'espressione da duro che a Tex è comunque congeniale). Spiacevole l'epilogo per quanto riguarda la fine del simpatico Ortega. Voto: 10

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Come è stato ripetutamente sottolineato, il Tex di quest'avventura è davvero molto atipico, visto che "recita" da fuorilegge per tre quarti dell'intera vicenda e, più ancora, lo fa in maniera molto convincente, mettendo al servizio dell'( apparente ) illegalit? tutte le sue doti di stratega, uomo d'azione e capo carismatico e imponendosi nel difficile ambiente di Robber City ( perfino i banditi che lo vedono maggiormente di malocchio devono riconoscere la sua abilità ). Anche così, comunque, Tex si trova sempre in una situazione di estrema difficolt? ( cosa che conferisce pathos alla vicenda e spiega anche una piccola "piccionata"

quando, mentre sta minacciando Clem, uno dei luogotenenti del "grande capo" Johny Lingo, volge le spalle a Red Aspen, che aveva precedentemente "spazzolato", facendosi stendere da costui con una bottigliata in testa
), per uscire dalla quale gli è necessario non soltanto l'intervento dei suoi pards alla testa delle forze della Legge ( curiosità: uno dei due gruppi con cui attaccano Robber City è guidato da Tiger, e nessuno ci trova nulla da ridire, malgrado tutta la diffusa avversione per gli indiani ), ma anche di Juan Ortega, simpatica e patetica figura di "buon diavolo" che la sfortuna ( unita ai pregiudizi antimessicani ) ha portato in mezzo a questo gruppo di fuorilegge, e che diventarapidamente amico dell'unica persona che, oltre a mostrare abilità e carisma, non lo tratta come un cane. I rimanenti fuorilegge non sono quel che si dice troppo pittoreschi, ma vengono presentati in maniera convincente nelle loro meschine rivalit? e discordie, che il loro capo Lingo, pur tutt'altro che dotato di carisma, riesce tuttavia a tenere a freno con indubbia abilità di "amministratore", almeno finch? la venuta di "Gilas" non interviene a compromettere le dinamiche interne della piccola comunit? di fuorilegge. Carson e Tiger, per esigenze di sceneggiatura, hanno a disposizione uno spazio relativamente limitato; pure GLB è riuscito a riservare loro un "momento di gloria" nelle battute iniziali della vicenda, evitando di confinarli ad una funzione puramente decorativa. I disegni di Erio Nicol', anche nella versione "colorata" di Repubblica in cui ho letto la storia, mi sono apparsi di buon livello, sebbene ( dato anche che si tratta della prima storia completa realizzata dal disegnatore fiorentino ) il suo Tex paia spesso nelle prime vignette ( in cui IMHO sono forse pure presenti alcuni ritocchi redazionali che tendono ad accostare al massimo il volto del nostro eroe al modello di Galep ) un po' troppo giovanile e riveli la sua derivazione dal personaggio di Jimmy Laramy, realizzato precedentemente da Nicol' ( proprio come il Tex del primissimo Fusco ricorda un po' il suo Lone Wolf ). In sintesi, IMHO:soggetto 9sceneggiatura 8disegni 8 +.

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Questa storia mi è sempre piaciuta, fin dalla prima volta che la lessi una decina di anni fa ormai. Piccola curiosità: dopo la storia Il Giuramento, per qualche altra seguente vi è una sorta di continuity, infatti c'è scritto dopo qualche tempo dall'ultima avventura..... come se GLB volesse riportare un p? quell'atmosfera degli inizi quando una storia era praticamente legata alla successiva. Nella storia manca il giovane Willer, mentre Carson e Tiger, attivissimi all'inizio fanno come già detto prima di me quasi da contorno. Il vero protagonista qui è proprio Tex, raffigurato con barba e benda sull'occhio, sembra davvero un bandito. Si infiltra così nel nascostissimo covo di Johnny Lingo e da l' la storia per me acquista ancora più fascino. Vediamo Tex addirittura rapinare una banca, anche se rimangono in lui i soliti valori, non esita infatti nell'aiutare Juan Ortega. Un Tex che mantiene tutta la sua caratteristica grinta, il suo carattere duro, la sua abilità nell'uso del cervello e delle armi. Il tratto di Nicol' personalmente mi è sempre piaciuto, sia nella raffigurazione dei vari pards e personaggi, sia nell'ambientazione tipicamente Western. Da ricordare che la storia (come detto molte volte) è stata usata da Nizzi per l'ispirazione di Morte di un Amico, molto più avanti. Voto alla storia: per quanto mi riguarda è 9. :D

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Storia davvero difficile da dimenticare, in quanto punto di partenza per un vero e proprio filone che vede i pards infiltrati in una banda criminale, affrontato sia da Nizzi che da Boselli sempre strizzando l'occhio a questa storia. Nonostante non sia certamente una delle migliori creazioni GLBonelliane, si fa ricordare con grande piacere, non foss'altro per le frasi a effetto che Tex spara a raffica quando si trova nei panni di Gilas. Se paragoniamo il carattere del ranger con la caratterizzazione da omuncolo lamentoso vista in "Fort Sahara"... ecco, credo possiamo fare a meno di un lungo discorso, ch? ricordare le sventure recenti non è mai piacevole. Il personaggio che meglio si fa ricordare, di tutta la schiera di delinquenti, è il simpatico Juan Ortega, personaggio molto prosaico e per nulla eroico nel quale è facile identificarsi: un uomo capitato nella propria situazione quasi per caso e senza realmente volerlo. Non c'è alcun tipo di psicologia, tutto è molto semplice e piano, il che significa discreto divertimento, ma anche ben poco pathos e potenziali scene drammatiche non sfruttate, come ad esempio

la morte di Juan
: subito dopo mi sono un po' riguardato "Il cavaliere solitario", e non ci sono storie, Nizzi ha fatto un lavoro di gran lunga migliore, rendendo drammatico anche il pestaggio di un personaggio secondario, grazie all'ausilio dei disegni straordinari di Kubert. L'unica caratteristica di GLB che non mi ha mai convinto a pieno è proprio questa: grande avventura, ma in molte storie l'emozione non c'è proprio. E quando c'è, ha un non so che di compassato. Poi forse è soltanto colpa del fatto che ricordo male: non ricordo a memoria tutte le storie di Bonelli (come invece ricordo quasi tutte quelle di Nizzi e tutte quelle di Boselli), e potrei anche sbagliarmi... in ogni caso, la sensazione che ho addosso è questa. Sui disegni, be'... Nicol' non era ancora il maestro che sarebbe arrivato di l' a poco, ma la differenza sta tutta nelle espressioni e nella finezza del tratteggio. In ogni caso, la grinta di Gilas è davvero indimenticabile! Ogni tanto c'è qualche arma con una prospettiva balorda, ma rispetto agli strafalcioni offertici recentemente dalla premiata ditta Mastantuono siamo miglia avanti... Come voto globale, direi VII. Non tanto perchè la storia sia epocale (per questo le darei VI, non di più), quanto per il segno lasciato nella serie. E nei miei sogni di bambino, anche.

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Ho appena riletto questa storia che per la prima volta lessi circa quindici anni fa. La ricordavo come una storia emozionante, con un Tex strepitoso nei panni sempre avvincenti dell'infiltrato. Ma devo ammettere che oggi mi sono un p? annoiato. Tex è in forma strepitosa, intendiamoci, e le sue battute sono gustosissime. Ma la trama è poca cosa, Lingo è un cattivo per niente convincente, i dialoghi alla lunga mi sembrano un p? ripetitivi. E' straordinario come la percezione di una storia possa cambiare a seconda del momento (e forse della maturit??) in cui la leggi.

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Beh, sul fatto che Lingo non sia poi un gran nemico sono d'accordo. Ma come sempre, questo per me non è un gran problema- e credo che Bonelli, almeno in questo caso, abbia voluto puntare più sulla quantit? dei nemici che sulla loro qualità. Non rileggo questa storia da tanto tempo, però almeno una cosa di molto positivo la ricordo: il rapporto che si instaura tra Tex e Ortega, personaggio "sfigato" e proprio per questo simpatico, che reputo davvero moderno- ovvero, mi ricorda le storie di Boselli.

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Non rileggo questa storia da tanto tempo, però almeno una cosa di molto positivo la ricordo: il rapporto che si instaura tra Tex e Ortega, personaggio "sfigato" e proprio per questo simpatico, che reputo davvero moderno- ovvero, mi ricorda le storie di Boselli.

D'accordo su Ortega: lui non è un fuorilegge, si trova a Robber City solo dopo una lunga serie di traversie che gli sono accadute e che l'hanno rovinato economicamente. Da messicano, gli altri fuorilegge non lo stimano granch?, e lo fanno partecipare solo a qualche razzia. E il suo sogno è quello di rifarsi un p? di dinero per riprovare ad avviare un ranch. Anch'io ricordavo bene Ortega, e l'ho ritrovato effettivamente come lo ricordavo: sfigato, simpatico, alla fine eroico: ricorda in effetti i personaggi di Boselli...

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Ho sempre ricordato con piacere "Gilas ! ", sia per la presenza di Erio Nicol', sia per l'atipicit? della storia che iniziava, un po' come "Gli schiavisti", con i tre pards già in piena azione intenti ad assediare tre bandidos in un canyon. E poi quel magnifico Tex con barba lunga(mai visto sino ad allora) e benda nera sull'occhio... sono quelle cose che ad un bambino di otto anni rimangono impresse nella memoria !Negli anni a venire mi dispiacque che Galep, nella copertina di "Inferno a Robber City, non avesse raffigurato Tex con benda e barba, come invece fui molto soddisfatto quando Kit Willer, in "I lupi del Colorado"(428), pagina 66, ricord' a suo padre l'espediente utilizzato per entrare nella banda di Lingo.

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