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Guest Colonnello_Jim_Brandon

[469/470] Terra Di Confine

voto alla storia  

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Carlo Raffaele Marcello
Periodicità mensile: Novembre / Dicembre 1999

Inizia a pagina 47 del numero 469 e finisce nel numero 470
 

 

Un gruppo di Yaqui agli ordini di "Diablo Rojo" Narvaez fa una breve visita ai Navajos: sembrano andarsene pacificamente, ma nottetempo alcuni di loro rimasti nascosti rubano i cavalli e rapiscono le donne degli Yavapai ospiti della riserva, tra cui Luna, vedova del sergente Torrence. Tex, Novak e Pat Mac Ryan si lanciano subito all'inseguimento. 

 

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

Arizona. Poco lontano dal villaggio della riserva navajo in cui si sono stabiliti gli uomini del fu sergente Torrence e le loro mogli yavapai ( vedi nr 417/418 I cercatori di piste ); un gruppo di indiani Yaqui e messicani, capitanati dal sanguinario Narvaez, soprannominato el diablo rojo, entra in contantatto con Kit Willer, il figlio meticcio del sergente Torrence e un altro indiano. Il giovane Willer, credendo alle parole di pace del crudele Narvaez, scorta il folto gruppo di Yaqui presso il villaggio degli uomini di Torrence per incontrare il grande capo dei navajo aquila della notte. Dopo aver trascorso alcuni giorni al villaggio e aver riempito di parole di pace le orecchie di Tex, Kit, Tiger, Pat McRyan e dell'ex braccio destro di Torrence, il biondo Novak, Narvaez e i suoi tornano verso il loro rifugio arroccato sulla sierra Negra in Messico. Tex, diffidando delle parole di pace pronunciate da Narvaez decide di farlo seguire da Kit e da altri indiani navajo ordinando loro di seguirli fino ai confini della riserva. Il giovane willer, dopo alcuni giorni, torna al villaggio portando la notizia che Narvaez è veramente tornato in Messico; tuttavia i due Navajo hanno deciso di seguire Narvaez sino al confine col messico.
Tex decide allora di lasciare il villaggio assieme a Pat, Tiger e John, il figlio di Torrence, per andare a Flagstaff; qualche giorno dopo, di ritorno da Flagstaff, il fato vuole che Tex, Tiger John e Pat incappino in delle misteriose tracce lasciate probabilmente dagli uomini di Narvaez, tracce che erano sfuggite a Kit e che ora portano dritte al villaggio degli Yavapai; i nostri amici, temendo il peggio si lanciano a spron battuto verso il villaggio, ma quella notta Narvaez e i suoi fanno irruzione nel villaggio rubando i cavalli degli Yavapai, rapendo alcune donne indiane dei soldati tra cui Luna, madre di John e vedova del sergente Torrence, e ferendo il giovane Willer. Il mattino dopo Tex e i suoi compagni, incappano in un appiedato gruppo di soldati e Yavapai guidati da Novak e questi innformano il nostro ranger di quanto accaduto al villaggio. Tex decide allora di mandare Tiger a chiedere aiuto ai suoi Navajo al villaggio centrale della riserva mentre lui, Novak e Pat si mettono sulle tracce del crudele Diablo Rojo, il quale sta cavalcando a spron battuto presso il suo rifugio sulla sierra negra, luogo in cui spera di prendere la vita di Aquila della notte. Ha così inizio un duello psicologico tra Narvaez e Tex, un gioco che vedrà prima l'uno poi l'altro interpretare il ruolo della preda e del cacciatore, finchè non si consumerà la loro tragica sfida sulla sierra negra.

Una bella storia. Boselli ci dipinge un contesto crudele e violento, ambientato nelle aride terre dell'arizona prima e tra le roventi pietre del messico poi; il grande Marcello fa, come sempre, sfoggio della sua arte regalandoci una storia di un livello grafico superiore!!! In questa storia Boselli ci presenta un Tex più cupo ed emotivo del solito, un uomo determinato a distruggere il suo malvagio avversario costi quel che costi. Molto poco sfruttata, a mio parere, la figura del buon vecchio Pat che, non sapendo usare il fucile, risulta essere più un peso che altro per il povero rangers. Anche l'ex soldato Novak non brilla di perspicacia e astuzia, e ce lo mostra chiaramente quando viene catturato come l'ultimo dei novellini vicino ai pozzi... Meno male che c'è Tex a fare il diavolo a quattro e a salvarli tutti!!!!
Una nota di merito va al malvagio e mefistofelico Narvaez, un vero bastardo!!! Un masochista che ama torturare e d uccidere i suoi prigionieri e che soggioga i suoi uomini col terrore della morte!! Un cattivo veramente molto ben caratterizzato che a mio parere alza il livello della storia di parecchi livelli!!! Peccato per il minimo utilizzo di Kit e Tiger... io onestamente li avrei sfruttati un po' di più...

Voto : 7

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Guest Wasted Years

Storia Boselliana nel vero senso della parola. Un Tex strano e diverso, molto umano, che combatte contro una figura, al contrario, malvagia e disumana. Classico gioco degli opposti. Tex si batte come un leone, mentre tutti intorno a lui sono di due categorie inferiori al titano Tex willer. Che dimostra una forza sovraumana contro le sbarre di una gabbia. La storia mi piace, disegnata da un GRANDE Marcello, i testi sono atipici ma si legge congrande piacere.9 complessivo, un pelino meglio i disegni.

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:indiano: una delle storie di boselli piu' gradevoli encomiabili i disegni del compianto marcello ma in queste cover villa avrebbe potuto fare ed impegnarsi meglio visto che di verve ne ha. peccato che non la usi spesso darei un voto pari10 a tutti e tre :colt:

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Una storia assolutamente da leggere. La malvagit? e la crudeltà gratuita del Diablo Rojo fanno da contraltare ad un Tex generoso e giusto, pronto a rischiare la vita per aiutare gli amci in pericolo. Gli indios sono totalmente terrorizzati e asserviti ad un capo sadico e spietato, che proprio nel terrorizzare e torturare a fronte della più lieve mancanza (e a volte senza nemmeno questa scusa) prova il suo massimo piacere. Ne sono la prova figure come quella di

Esteban, l'uomo chiuso in gabbia per aver osato toccare la squaw riservata al padrone, e che denuncia la presenza di Tex con la speranza di essere liberato e forse ricompensato, ma riceve come premio solo una morte orribile
oppure
dell'indio che, nella speranza di accattivarsi la simpatia di Narvaez, gli inventa l' per l' una profezia che purtroppo per lui si rivolta contro lo stesso Narvaez, il quale ordina senza pietà di prepararlo alla tortura
Proprio per questo la caduta di quello che si credeva un capo potentissimo e aveva tutti ai suoi piedi fa particolarmente rumore: Narvaez muore come un codardo qualsiasi, e come ha promesso Tex, tutto il ricordo che resta di lui è di essere stato ucciso da Aquila della Notte. Ottimi i disegni del compianto MarcelloVoto complessivo: 9

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Una avventura da leggere supportata da gli ottimi disegni di marcello che aiutano il lettore a percepire l'aridit? dei paesaggi in cui nel finale si sviluppa la storia. Un tex al massimo della forma che risolve la "questione" praticamente da solo nonostante abbia al fianco novak(ex soldato) e pat l'irlandese. Quest'ultimo(che troviamo per la seconda storia consecutiva), mostra tutte le sue difficolt? in un ambiente non a lui congeniale. Un "cattivo" di prim'ordine he agisce da serpente per tutta la storia e tex gli riseva il giusto "trattamento". Complessivamente darei un 8.

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( Wasted Years@ 24 marzo 2009 ore 16:33 )

Tex si batte come un leone, mentre tutti intorno a lui sono di due categorie inferiori al titano Tex Willer.

In effetti anche a me pare che Boselli abbia perseguito in questa storia l'obiettivo di porre Tex ad un livello eroico irraggiungibile per gli altri personaggi: così mi pare si possano spiegare scelte come quella di affiancargli dei partner come Pat Mc Ryan e l'ex soldato Novak, i quali, a paragone dei pards, fanno la figura dei membri dell'Armata Brancaleone; come quella di eliminare dalla seconda parte della narrazione Kit Willer e Tiger
con il primo messo ko dai dardi avvelenati del braccio destro di Narvaez, Rayo ( e, come da buona tradizione, seguita da tutti i principali autori texiani, salvato dalla morte solo dal sacrificio di uno dei suoi amici navajo ) , ed il secondo, incaricato di raccogliere rinforzi nel villaggio centrale dei navajo, che riappare solo a cose fatte
; o come quella di far divellere a Tex delle sbarre di ferro a mani nude ( un exploit del genere sarebbe stato più facile e prevedibile per Pat, che invece ha la più semplice incombenza di divellere un palo di legno dal suolo.... ;);) ).

Tuttavia, come recita la morale della favola del leone e del topolino di Esopo, "piccoli amici possono rivelarsi grandi amici": con tutto questo abisso tra le sue doti e quelle dei suoi compagni d'avventura, Tex farebbe probabilmente la fine del roastbeef al sangue se non intervenissero successivamente contro Narvaez e i suoi Yaqui Pat e Novak, la vedova del sergente Torrence Luna e ancora Pat; anche se di per sè i loro singoli exploit non sono certo risolutivi ( per quanto

Luna uccida un guerriero a fucilate prima di essere di nuovo impacchettata e Pat, nel suo secondo intervento, fracassi la testa a Rayo col palo da lui divelto ( per suprema ironia della sorte, il guerriero Yaqui la cui subdola cerbottana al veleno aveva consentito loro persino di avere ragione di Tex muore ucciso da un'arma particolarmente elementare )
, danno comunque tempo e modo a Tex di arrivare alla resa dei conti con il "diavolo rosso" Narvaez.

A mio avviso è proprio lui a fare emergere alcuni dei punti deboli della trama: se infatti nella riserva navajo ( dove è lui a rischiare grosso ) si mostra astuto e pieno di risorse tattiche, talch? riesce ad obbligare Tex e i suoi a seguirlo sul suo terreno , proprio quando potrebbe affrontare il nostro ranger con tranquilla lucidit? inizia a perdere colpi e statura agli occhi del lettore. Certo, la sua brutale crudeltà rimane inesauribile, ma questo Yaqui dal nome messicano si rivela volta a volta superstizioso

per quanto Boselli ci dica che i suoi lo ritengono uno stregone, la cosa si sgonfia subito, un po' perchè Novak si dichiara convinto che i poteri magici a lui accreditati siano in realtà basati sull'uso del peyote per abbrutire i suoi, e molto più perchè lo vediamo in preda ad un cieco timore quando il volo notturno di un'aquila sul suo campo gli sembra un infausto prodigio: niente male come esempio di cieca creduloneria
, stupido
Tex lo coglie di sorpresa nel suo villaggio e lo ha alla sua merc? e deve intervenire Rayo con la sua cerbottana per toglierlo dai guai
e vigliacco ( come Tex non cessa di ringhiargli contro per tutta la parte finale della storia e come mostra la prosaica fine che fa ). Pu? darsi che Boselli, come ha detto Wasted, volesse giocare sulla contrapposizione tra Bene Assoluto ( Tex ) e Male Assoluto ( Narvaez ); IMHO, però, il risultato è che Narvaez, all'inizio paragonabile per la sua pericolosit? a Lucero ( o forse anche al Mefisto de "La gola della morte" ), alla fine sembra una versione più meschina e crudele di Cruzado.

Insomma una storia di buon livello ( anche tenuto conto delle sue dimensioni di riempitivo, che forse spiegano pure la parabola discendente di Narvaez, che consente di contenere il numero di pagine dell'epilogo ), ma non un capolavoro assoluto; in compenso, i disegni di Marcello mi sembrano di livello assai elevato.
In sintesi, IMHO:
soggetto 7,5
sceneggiatura 7,5
disegni 8,5

Edited by Pedro Galindez

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L'ho letta pochi giorni fa sul TuttoTex.

Devo ammettere che, dando prima una piccola sfogliata ai due albi, non mi aspettavo molto da questa storia, in quanto composta da solo 1 albo e mezzo. Quindi, quando ho iniziato a leggere, non avevo molte pretese, il che mi ha reso la storia ancora più piacevole, perchè nel vedere cosa è riuscito a fare Boselli in poco spazio mi sono davvero meravigliato. Ma il fatto è che quel poco spazio è stato quello di cui Boselli necessitava, n° più n° meno, il che è un'ulteriore prova del fatto che se gli autori godono dello spazio da loro richiesto, possono sfornare veramente delle buone storie.

Ora, comunque, torniamo alla storia. Il personaggio su cui ruota tutta la vicenda, ?, chiaramente, Narvaez, questo capo così cruento e spietato, tanto da far paura ai suoi uomini( il che mi ricorda la Tigre Nera, non trovate?). Ed è stato bello vedere la reazione di Tex di fronte a tanta crudeltà, dimostrandosi quasi un'entit? superiore, irraggiungibile, tanto da spaventare Narvaez, precisamente in questa scena:

Immagine postata

Ed ecco la reazione di Narvaez:

Immagine postata



Si noti questa espressione di stupore di Narvaez, il quale ormai credeva già di aver trionfato su Aquila della Notte, ed è qui, proprio in questa sequenza, che Narvaez, a mio modo di vedere, capisce che Tex gli è troppo superiore, per poterlo battere.
E da qui, poi il duello breve, e completamente dominato da Tex, ai danni di Narvaez.

In quanto ai disegni di Marcello, non sono n° dei capolavori, ma non sono nemmeno troppo brutti: godibili.

Riguardo le copertine, invece, sono, come al solito, molto belle, sia quella di è Terra di Confine? e sia quella di ?Il Diavolo della Sierra?.

In breve:
Soggetto e sceneggiatura: 8.
Disegni: 7 e mezzo.
Per un totale di: 8.

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Un racconto interessante che si perde nel finale in cui Narvaez viene presentato troppo titubante e anche un p? vigliacco, insomma ben al di sotto di quelle che erano state le premesse dell'inizio. A questo punto la domanda sorge spontanea, come avebbe potuto un uomo di tal genere tenere in pugno sotto un dominio di terrore un'intera tribù?Chi è Narvaez veramente, l'uomo presentatoci all'inizio, astuto, deciso e forte o quello della fine meschino e pauroso? Sta tutto qui il controsenso della storia. I disegni di Marcello come al solito sono molto belli da nove pieno, per la storia a causa del finale un otto stiracchiato.

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Fu una belle prime storie di Tex che lessi circa una decina di anni fa e che negli anni ha risubito svariate letture che me la hanno fatta imparare a memoria o quasi ma nonostante tutto è sempre bella da leggere. Il fatto che sia corta non influisce affatto sulla valutazione finale, anzi va sottolineato come in così poche pagine si sia riusciti a creare una così appassionante storia. Incandescente il finale pieno di colpi di scena e che lascia senza respiro. Peccato che sia un p? corto soprattutto il duello con Narvaez. I disegni di Marcello come al solito tra i migliori in assoluto. Voto 8,5 alla tramaVoto 9,5 ai disegni

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Un racconto interessante che si perde nel finale in cui Narvaez viene presentato troppo titubante e anche un p? vigliacco, insomma ben al di sotto di quelle che erano state le premesse dell'inizio. A questo punto la domanda sorge spontanea, come avebbe potuto un uomo di tal genere tenere in pugno sotto un dominio di terrore un'intera tribù?Chi è Narvaez veramente, l'uomo presentatoci all'inizio, astuto, deciso e forte o quello della fine meschino e pauroso? Sta tutto qui il controsenso della storia. I disegni di Marcello come al solito sono molto belli da nove pieno, per la storia a causa del finale un otto stiracchiato.

Io non vedo alcun controsenso in questo personaggio. Boselli tratteggia, a mio parere, la classica figura del tiranno, che finch? è sulla cresta dell'onda è tronfio e appare astuto e coraggioso, mentre nelle situazioni di difficolt? diviene pavido e tremante. Quante volte la Storia ci ha proposto simili personaggià E così è anche Narvaez, e credo che Boselli abbia voluto, consapevolmente, richiamare con esso la figura del dittatore che si rivela un bluff nei momenti topici. Narvaez a mio parere è una figura ben riuscita e l'ambientazione viene ricreata in maniera molto efficace, prima con le parole (le allusioni alla Sierra Negra quale inferno dominato dal Diablo Rojo) e poi con i sempre evocativi disegni di Marcello. Peccato però che Boselli, a cui spesso rimproveriamo finali un p? accelerati, qui abbia proprio deciso di battere tutti i record di velocit?: troppo improbabile che Tex e company, DA SOLI, riescano a salvarsi da quell'inferno di trappola in cui si erano cacciati. Lo stesso Tex, che riesce a divellere a mani nude le sbarre della gabbia, mi sembra eccessivo: poteva essere un pezzo d'archeologia quella gabbia, va bene, magari arrugginita e quindi non più granch? resistente, ma comunque mi sembra estremamente improbabile che un uomo possa riuscire in una tale impresa. Per non parlare dello sforzo titanico compiuto nel momento immediatamente precedente da Pat, che si libera dai propri vincoli anche qui con una forza sovrumana... Senza questi espedienti, un p? troppo "facili", Tex non sarebbe potuto uscire dal vicolo cieco in cui si era cacciato. Sarebbe meglio, IMHO, che il personaggio non si infili in situazioni senza via d'uscita, se poi per averla vinta gli si consente di prendere simili, poco verosimili, scorciatoie.

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anche secondo me, la storia era buona, finalmente un cattivo crudele e spietato, ch pero' vieni fatto fuori con troppi colpi di fortuna..... tiger arriva a cose fatte potevo capire se insieme a Carson e a Kit erano riusciti a salvare Tex ma cosi' risulta tutto un po' falsato peccato :capoInguerra:

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La trama è interessante, ma il finale è troppo rapido ed il duello con Narvaez che tutto lasciava presagire fosse epico, si risolve in paio di botte. Tra le altre cose, visto che Narvaez teneva in pugno i suoi uomini con il terrore sarebbe stato preferibile

nel finale che i suoi stessi uomini, incitati da lui a sparare a Tex, gli intimassero di affrontarlo senza nascondersi dimostrando il suo valore, e con Tex che avrebbe dovuto creare i presupposti per minare la fedelt? cieca dei suoi uomini in Narvaez.
Ci sono poi delle forzature, Tex porta con sè Pat e Novak sapendo che non gli sarebbero stati di grandissimo aiuto spedendo invece Tiger al villaggio centrale per organizzare i rinforzi, mentre invece la situazione era così drammatica da non potersi permettere la rinuncia a Tiger. Inoltre
quando Tex era di ritorno da Flagstaff, una volta scoperte le mosse della truppa di Narvaez e capito che il villaggio era in pericolo, avrebbe dovuto metterlo in guardia con i segnali di fumo.

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Considero questa storia il seguito di "Cercatori di piste" dove ritroviamo Luna, la vedova del sergente Torrence, e i suoi due figli, oltre a Novak e agli altri disertori con le loro mogli indiane. Ed è per questo motivo, credo, che l'autore abbia voluto renderli protagonisti al fianco di Tex sbarazzandosi subito di Kit (il ferimento di Piccolo Falco per eliminarlo dalla sceneggiatura torner? ancora in futuro, purtroppo :( ) e, incredibilmente, anche di Tiger Jack, che Tex manda al villaggio centrale per cercare rinforzi (inutili, come scopriremo alla fine) quando invece, come dice giustamente Tenente Cordoba prima di me, avrebbe potuto mandarci Novak o uno degli altri. Cmq la storia è piacevole, con la presenza di Pat Mac Ryan che la rende anche divertente :trapper: oltre al fatto che, emulando sansone, spezza le corde e permette anche a Tex di guadagnare tempo e liberarsi.2 note finali:Questa è l'ultima storia alla quale non è applicata la standardizzazione delle 220 o 330 pagine, sciagurata scelta della SBE che roviner? molte storie negli anni successivi. Con l'eccezione di "Mefisto" che però era stata scritta molti anni prima, questa assurda regola verr? derogata 9 anni dopo con "Buffalo Soldiers";Secondo me Luna, sia prima che dopo questa avventura, ha ricevuto la visita di Tex nella sua tenda al villaggio degli Yavapai... :w00t:

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Storia abbastanza gradevole, ma niente di eccezionale. Consiglio a Boselli di non insistere troppo sui sequel dei suoi capolavori... ad esempio " I Sette assassini" sarebbe anche una bella storia, ma il lettore viene portato dall'autore a confrontarla con " Il passato di Carson", un paragone sinceramente impietoso. Qui abbiamo una situazione simile: Narvaez è un ottimo cattivo ( mi piace anche il fatto che alla fine si dimostra vigliacco, segno che la sua crudeltà gratuita nasconde una grande insicurezza di fondo), Novak e Pat Mc Ryan sono due spalle magari non all'altezza dei pards, ma che comunque secondo me non sfigurano affatto, la vicenda in generale è bella eppure... la storia non regge il paragone con "cercatori di piste", forse perchè mancato due ottimi personaggi come Mickey Finn e il sergente Torrence. Preferisco di gran lunga la prima parte della vicenda, con un Tex avveduto che si accorge subito di quanto ingannevoli siano le proposte di pace del sadico Narvaez, piuttosto che il finale un pochino affrettato e tirato via. Mi sbaglier?, ma in questa storia il volto di Tex è troppo simile a quello di Zagor... Marcello farà molto meglio in altre occasioni. Soggetto: 7Sceneggiatura: 7Disegni:6,5Voto globale alla storia: 7

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Riletta da poco,con molto entusiasmo,grazie anche al solito meraviglioso Marcello. Narvaez,duro e spietato,leggermente vigliacchetto alla fine,quando Aquila della Notte reclama solo lui...sembra Charvez,non trovate ? Voto 8.

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Sembra Charvez.

A me però ricorda anche il Cane Giallo di Gianluigi Bonelli e molti altri capi indiani ribelli che alla fin fine son boriosi poi si sgonfiano dimostrando di essere vigliacchi! :)

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Riletta da poco,con molto entusiasmo,grazie anche al solito meraviglioso Marcello. Narvaez,duro e spietato,leggermente vigliacchetto alla fine,quando Aquila della Notte reclama solo lui...sembra Charvez,non trovate ? Voto 8.

 

L'analogia è venuta in mente anche a me, leggendo "Luna insanguinata". ;) Con l'unica differenza che, secondo me, Narvaez è molto più carismatico e "Terra di confine" una storia molto più bella, non foss'altro che per gli splendidi disegni di Marcello. Da qualche anno non la riprendo in mano; dovrò rileggermela, accidenti! 

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il viscido Narvaez, il classico tirannello da quattro soldi, tronfio, vigliacco, crudele,dispotico, che soggioga con la paura i suoi uomini, con il tipico sadismo da satrapo orientale, contrapposto ad Aquila della Notte, l'esatto contrario del Diablo Rojo

ho trovato due soli particolari un po' forzati:

esagerata la scena di Tex che divelle a mani nude la gabbia arrugginita in cui è rinchiuso (mi ha ricordato Aran Banjo in Daitarn 3)

il ruolo di Pat, del tutto a disagio in un'ambientazione troppo western...premesso che a me non è mai piaciuto il personaggio

Detto questo, una storia che si rilegge sempre volentieri 

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Lo sto leggendo adesso e mi sta piacendo veramente tanto: sto trovando un Tex piú umano, non dal punto di vista dei valori o dei sentimenti, ma piú uomo inteso come essere fallace, sempre con una marcia in piú rispetto agli altri, ma non infallibile. Mi piace!

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Che senso ha farla tanto lunga su Narvaez che a parte arroventare i coltelli e far appendere la gente a testa in giù alla fine si rivela un vero bluff, vigliacco e incapace visto che Tex lo liquida con un paio di randellate. In più lo stesso Tex, come in un déjà vu, si fa fregare dal tizio nella gabbia (vedi Goya nella città d'oro del principe nero). In quanto a lui che a mani nude divelle le sbarre della gabbia, ancorché arrugginite (mica è forzuto come Pat!) mi sembra che la scena sia alquanto sopra le righe. Buoni i disegni di Marcello che ho apprezzato in tutte le sue prove con Tex.

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La storia é stupenda, degna del miglior Boselli, che, del resto, su Tex, che mi ricordi, non mi ha mai deluso.
Molto buono il soggetto, anche originale, soprattutto nella prima parte, ed entusiasmante l'inseguimento di Tex ed il suo intervento per salvare Novak. Molto crude le scene in cui i tre pards scoprono i Navajos torturati e, successivamente, il cavallo morto nella pozza.
I disegni di Marcello sono stupendi, come nelle altre storie da lui illustrate.

Voto alla storia: 9,4
Voto ai disegni: 9

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Ho sempre reputato la storia in questione come una delle più deboli composte da Boselli, nel suo brillante lustro di esordio sulla saga. Ciò non vuol star a significare che l'episodio sia insufficiente o da dimenticare, ma rispetto alle altre prove del periodo paga parecchi punti, a mio avviso. Il soggetto si riallaccia alla splendida storia "Cercatori di piste" pubblicata qualche anno prima, difatti assistiamo al ritorno di personaggi come Luna, Novak e il piccolo John Torrence, con l'aggiunta per l'occasione dell'erculeo Pat, che riappare per due avventure consecutive come spesso accadeva durante la gestione di G.L. Bonelli. Fin dall'inizio però si percepisce che l'assenza del ex sergente eroe sarà pesante, infatti, con tutto il rispetto, il pur ottimo Novak, nell'economia di una storia simile, non regge il paragone con il carisma del suo stimato superiore. Anche Luna, sebbene in alcune sequenze ci mostrerà il suo coraggio e l'innata determinazione, servirà all'autore solo come spunto principale per sviluppare la trama, visto che passerà tutto l'arco del tempo prigioniera del crudele Yaqui Narvaez.

La caratterizzazione dello spietato villain è alquanto complessa, ma nell'insieme plausibile. Narvaez è il tipico tiranno mediocre e abbastanza vigliacco, che esercita la sua autorità con il terrore e il sangue. Finché tutto gli va bene recita la parte del leone e del padreterno in terra, dispensando vita e morte a proprio piacimento fra nemici e sottoposti, ma appena trova pane duro per i suoi denti (il nostro Tex nello specifico) evapora come acqua al sole e mostra tutta la sua indole meschina. Boselli si diverte pure a ritagliargli su misura il ruolo di un pavido superstizioso che trema dinanzi ai presunti presagi inviategli dal Grande Spirito e gli riserva una fine rapida e alquanto umiliante, come in fondo merita. Il "ratto delle Yavapai" nell'incipit, con tanto di sfida ad Aquila della Notte, a esser pignoli, può sembrare un pretesto un tantino forzato per dar via alla storia, tuttavia l'episodio si dipana bene, anche se il ritmo narrativo, soprattutto nella marcia di avvicinamento alla Sierra Negra, è un tantino lento e ciò stupisce un po', considerando lo stile compositivo boselliano sempre molto serrato ed effervescente. Anche alcuni snodi narrativi nell'epilogo appaiono un po' al limite, vedi il modo con cui si libera dal palo della tortura Pat, o la gabbia divelta a mani nude da un Tex, che evidentemente avrà ingurgitato una buona dose di spinaci come Popeye per riuscire in una simile impresa. :P Visto l'assenza di Carson e il ruolo marginale del giovane Kit, personalmente non mi sarei sbarazzato di Tiger nella trama, ma l'autore preferì puntare sull'accoppiata Novak-Pat per affiancare Tex, anche se in fin dei conti il loro aiuto risulta marginale e il nostro ranger (in ottima forma), riesce da solo a fare la differenza. Sempre efficaci i disegni di Marcello, destinati stavolta a un episodio nella media qualitativa rispetto alle perle compositive con cui il duo di artisti avevano fin allora abituato i fans, anche se il suo Pat l'ho trovato sempre troppo "longilineo" e con la massa muscolare alquanto asciutta; a mio modo di vedere poco affine alla chiara caratterizzazione di Bonelli, recepita da altri disegnatori sulla saga. Il mio voto finale è 6

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Nel 1989 avevo solo nove anni, ma ricordo ancora bene le immagini che i telegiornali trasmisero nei giorni di Natale: Nicolae Ceausescu, che nell'occasione scoprii essere stato uno dei più feroci dittatori dell'Europa comunista, aveva perso il suo ascendente sul popolo rumeno, era stato catturato mentre vigliaccamente scappava da Bucarest, sottoposto a un processo farsa e sommariamente giustiziato; il popolo che a lungo aveva schiacciato con il suo tallone festeggiava in piazza.

 

On 20/6/2012 at 21:35, Leo dice:

Io non vedo alcun controsenso in questo personaggio. Boselli tratteggia, a mio parere, la classica figura del tiranno, che finch? è sulla cresta dell'onda è tronfio e appare astuto e coraggioso, mentre nelle situazioni di difficolt? diviene pavido e tremante. Quante volte la Storia ci ha proposto simili personaggià E così è anche Narvaez, e credo che Boselli abbia voluto, consapevolmente, richiamare con esso la figura del dittatore che si rivela un bluff nei momenti topici. 

 

E' stata proprio l'osservazione di Leo a farmi riaffiorare l'immagine del dittatore rumeno; Narvaez, in effetti, è un personaggio che richiama la figura del tiranno detronizzato da lui ben tratteggiata.

 

Venendo all'avventura di Tex, mi è risultata, a una nuova lettura, abbastanza gradevole. Ho trovato buona l'idea di variare i pard con cui Tex affronta gli antagonisti.

La presentazione di Tex come uomo dalla potente medicina mi ha invece richiamato alla mente un altro feroce predone indiano, Charvez (Luna insanguinata).

 

Due note critiche: 1) non si contano più gli amici di Kit Willer che finiscono in un modo o nell'altro uccisi; forse sarebbe ora di non utilizzare più questo topos; 2) la forza che dimostra Tex, nel divellere da solo una gabbia in ferro, è veramente eccessiva, tale che nemmeno una accentuata sospensione dell'incredulità riesce a giustificarla.

 

Buoni, come al solito, i disegni di Marcello.

 

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12 ore fa, F80T dice:

stata proprio l'osservazione di Leo a farmi riaffiorare l'immagine del dittatore rumeno; Narvaez, in effetti, è un personaggio che richiama la figura del tiranno detronizzato da lui ben tratteggiata.

In realtà la figura di Narvaez è,a mio soggettivo modo di vedere,più simile a quella di un satrapo orientale,col gusto raffinato per la tortura e la sua incapacità ad esercitare il potere senza violenza: molto simile all immagine del tiranno dell'Antica Grecia,un Dionisio di Siracusa in piccolo...

Ceausescu,di cui anche io ricordo l immagine terribile della fucilazione, fu un leader controverso, stalinista e repressivo,con tantissime ombre e orrori, che ebbe un vero e proprio culto della personalità.Fu anche però l' unico leader comunista del Patto di Varsavia ad opporsi alla repressione della Primavera di Praga... insieme ad Enver hoxha dell'Albania

Edited by Barbanera

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Storia nel complesso valida ma certo non entusiasmante, che poggia in origine su due presupposti di mio gusto: in primis il ritorno della tribù yavapai ed ex giacche blu guidata dal defunto sergente Torrence e, in secundis, la seconda riapparizione consecutiva di Pat McRyan, che di fatto pone tale avventura in una sorta di continuity con la precedente tra le montagne del Colorado. L'evoluzione che presto prende la vicenda fa sì che la presenza degli yavapai, in sostanza, funge solo da pretesto per costringere Tex ad annichilire i sogni di gloria del tirannello yaqui Narvaez, villain di rara gratuita crudeltà ma fatalmente rivelatosi, al momento del dunque, un vigliacco ed un mollusco della peggior specie, del tutto incapace di fronteggiare da pari a pari un vero avversario, abituato com'è da sempre a brutalizzare le proprie vittime ed i suoi stessi uomini con crudeltà gratuite, tenendo soggiogata la propria tribù con appunto il terrore e una buona dose di superstizione.

 

Tex non ha alcuna difficoltà nello sconfiggerlo ed ucciderlo in un veloce duello, degna fine di un avversario che, a mio parere, si è dimostrato inconsistente, meritevole di uscire definitivamente di scena e mai e poi mai, per fortuna, di essere rispolverato in una successiva storia. Le maggiori difficoltà per Tex, di fatto, si concentrano lungo il viaggio dalla Riserva alla Sierra Negra, per via delle asperità del territorio da percorrere e dell'inesperienza dei volenterosi Pat e Novak, che cadono in trappola e costringono Tex a studiare un piano di riserva di difficile realizzazione, che difatti non riesce e costringe anche lui alla prigionia nel campo di Narvaez, dove riesce a capovolgere una situazione apparentemente senza uscita grazie all'inaspettata reazione di Luna e di Pat, mostruosamente in gamba nel liberarsi dai legacci, mettere fuori gioco un buon numero di yaqui e, soprattutto, eliminare il viscido braccio destro di Narvaez, Rayo, una vera spina nel fianco coi suoi dardi avvelenati e vero stratega della banda.

 

Se Tex avesse avuto con sé almeno un altro dei soliti pards (Kit è rimasto convalescente nella Riserva, Tiger si attarda per radunare e seguire Tex con un buon numero di guerrieri navajos, il Vecchio Cammello è probabilmente impegnato in un'altra missione) a me piace pensare che eliminare Narvaez e liberare Luna e le altre donne yavapai sarebbe stato un compito relativamente semplice, ma forse proprio per questo la storia sarebbe stata più sonnacchiosa, in virtù appunto della sostanziale inconsistenza dei nemici di turno.

 

Buonissima prova ai disegni di Marcello, come sempre del resto quando ha lavorato sulle pagine di Tex. 

Edited by juanraza85

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