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Guest Colonnello_Jim_Brandon

[483/484] A Sangue Freddo

voto alla storia  

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

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Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Gennaio / Febbraio 2001

 

 

È tempo di riposo per il maggiore Owen Wingate del Quinto Cavalleria, distaccato a Fort Grant, nella regione dei Gila Cliff, Arizona. O per lo meno è quello che il vecchio ufficiale, in procinto di ritirarsi in un piccolo ranch, crede. Ma ci sono uomini per i quali combattere è un destino più che una scelta, e a Federation, dove l’ex maggiore si è stabilito insieme al fido Nantay, regna la violenza! Cos’altro fare, se non rivolgersi a Willer e Carson per mettere un po’ d’ordine in paese?

 

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

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Arizona. Pendici dei Gila Cliffs. Il vecchio e stanco maggiore Wingate, sta facendo la sua ultima cavalcata sul finire del giorno prima di smettere per sempre la divisa e potersi godere la meritata pensione. Assieme a lui ci sono il giovane ed imberbe tenente Peters e il vecchio scout Nantay, anche lui al suo ultimo giorno di servizio. I tre uomini, all'improvviso, scorgono il fumo di un fuoco poco lontano, insospettiti dal fatto che degli uomini preferiscano bivaccare all'aperto anzichè rifugiarsi a fort Grant, distante poche miglia, i tre vanno a controllare. I due uomini attorno al bivacco però non sono dei malviventi, bensì Tex Willer e il suo inseparabile pard Kit Carson, i quali stavano aspettando proprio il loro vecchio amico Wingate per salutarlo prima che si ritiri a vita privata assieme al vecchio Nantay. Il progetto di Wingate è infatti trasferirsi in California, nella piccola città di Federation dove ha acquistato coi risparmi di tutta una vita un piccolo ranch, e assieme a lui porterà il vecchio scout indiano che ha condiviso assieme a lui polvere e sudore. Quando i cinque giungono a fort Grant, il maggiore Wingate viene salutato dalla truppa con tutti gli onori e poco co manca che il vecchio Carson, coetaneo di Wingate, si metta a piangere. Il mattino dopo, di buon'ora, Tex, Carson, Wingate e Nantay si allontanano dal forte diretti verso le loro mete, Federation per i due "neopensionati", il villaggio centrale della riserva per i due rangers.
Qualche tempo dopo, a Federation, il solito gruppetto di teste calde e poco di buono è radunato nel saloon locale a fare ciò che gli riesce meglio : Bighellonare. Essendo tediati dall'ozio, e vedendo arrivare il vecchio Nantay sul suo carro per fare provviste, due di loro, Donovan e Boyd, decidono di ingannare il tempo insultando l'indiano. Ma i due vengono interrottidal viscido Stevens, il proprietario del saloon e dell'emporio, i quale, essendo interessato solo al colore dei dollari, impone ai due perdigiorno di lasciar perdere Nantay e porta l'indiano sul retro per vendergli i materiali che gli occorrono. Purtroppo però Donovan e Boyd sono due autentici idioti, tornano a importunare il fiero Nantay e ne scoppia una rissa furiosa, dalla quale Nantay esce vincitore. A questo punto interviene Leroy, il gambler del paese, il quale sfida Nantay e dopo alcune mani gli vince tutti i soldi. Nantay prova a reagire, ma tutti gli uomini presenti nel saloon, Donovan, Boyd, Leroy, Dameron e Stockon aprono il fuoco su di lui e lo crivellano di colpi. Per dare una giustificazione di questo omicidio a sangue freddo agli occhi dell'incapace sceriffo Dobson , il viscido Stevens mette in mano a Nantay una pistola e propone a tutti di sostenere la tesi della legittima difesa. Il maggiore Wingate si vede quindi costretto a chiedere aiuto a Tex e Carson, i quali tre settimane dopo, arrivano a Federation e si fanno subito riconoscere scatenando una furiosa rissa nel saloon di Stevens. Nottetempo Leroy e Dameron si recano al ranch di Wingate per dargli una lezione e, una volta tornato in paese, Leroy organizza una trappola per uccidere Tex e Carson. I due rangers però riescono a sfuggire all'attacco di Leroy, lo uccidono e catturano uno dei suoi sgherri. Ma quando si rendono conto dell'incapacità del semi-alcolizzato sceriffo Dobson, il nostro rangers decide di appuntarsi sul petto la stella di sceriffo e di aprire la caccia agli assassini di Nantay aiutati dalla lista fornitagli dai bravi cittadini di Federation. I killers hanno le ore contate.

Una buona storia dal sapore molto classico e che tratta un tema molto amato dagli amanti del genere western, ossia la vendetta/giustizia! Boselli ci regala una storia tragica dalle tinte fosche, una storia popolata di uomini crudeli e privi di scrupoli, come Donovan, Boyd, Leroy e Stevens, ma anche da uomini retti e coraggiosi come il bellissimo personaggio del maggiore Wingate. E proprio Wingate ?, amio parere, il personaggio meglio riuscito di questa storia. Un uomo retto, onesto e indefesso lavoratore, ricco di ideali profondi e dotato di un forte senso di giustizia con un "retrogusto" malinconico. Tex e Carson, come in tutte le storie di Boselli, danno il massimo a livello di azione e riescono ad essere molto convincenti. Molto bella la scena dell'attentato di Leroy all'albergo. I disegni di Letteri, magistrali come sempre, riescono a rendere ancor più "malinconica" questa storia cruda e violenta. Epica anche la bellissima copertina dell'inimitabile Claudio ( a sangue freddo ) una copertina evocativa ed unica per tutti gli amanti del genere western!!

Voto : 7

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Una bellissima storia, un Tex giustiziere presentato in maniera magistrale anche grazie ai disegni dell'inimitabile Letteri. Il gruppo dei "cattivi" è dettagliato stupendamente: dal verminoso Stevens agli arroganti vagabondi Donovan e Boyd, raramente ho visto un coacervo di personaggi tanto odiosi. Il Tex giustizialista e giustiziere di cui sopra campeggia su costoro come il Bene sul Male. Voto: 8

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-Chi sei? Cosa vuoi?--Sono la giustizia, e presto torner? a prendervi!-(Tex ai responsabili dell'omicidio di Nanthay).

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Guest Wasted Years

-Chi sei? Cosa vuoi?--Sono la giustizia, e presto torner? a prendervi!-(Tex ai responsabili dell'omicidio di Nanthay).

Citazione interessante, ma sarebbe interessante sapere a che fine l'hai riportata, che cosa pensi della storia eccetera. Riportare un passaggio, così, senza commento, è inutile ai fini della discussione.

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Incuriosito dalle vostre recensioni, mi sono andato a leggere questa storia. Lineare com'?, non sembra di Boselli: anzi, nella sua semplicit?, ricorda un po' certe storie degli albori di Tex, modello che, quasi sempre, lo scrittore milanese fa finta di ignorare (la lista degli assassini, credo non a caso, ricorda proprio "La Mano Rossa" ). Storia molto lineare, e forse troppo: ma finalmente Tex è Tex, vero protagonista della storia, vero motore dell'azione. Belli i personaggi di Wingate e Nantay. Peccato per i disegni, che - mi spiace dirlo, perchè Letteri mi è sempre piaciuto moltissimo - trovo veramente inguardabili, sgradevoli soprattutto nella rappresentazione dei visi: il calo del disegnatore romano mi sembra ben più evidente anche di quello di Galep.. diciamo che l'ho preferito ai tempi de "Il laccio nero" :indianovestito: .

Edited by Don Fabio Esqueda

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Questa storia la trovo discreta, ma con un'incongruenza: l'eccessiva ingenuità di Nanthay che si fa convincere - da sobrio - a giocare a poker, pur avendo ben compreso la provocatorietà della proposta... diamine, è descritto come un uomo navigato, vissuto a contatto coi bianchi, nell'esercito.... non un giovane ed ingenuo pellerossa mai uscito da un villaggio... comunque buon ritmo e, come sempre con Boselli, "cattivi" davvero intriganti e ben definiti!

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ho trovato questa storia da 10... in quanto inizia così, quasi da una cosa normale e banale... una licenza, una nuova vita... un amico che ha bisogno di loro per un omicidio che sembrava "banale" fino ai risvolti più tosti! Qui Tex è arcigno, allo stesso tempo altruista ma braccatore.... fa cambiare testa allo sceriffo e molti altri, conferma il suo legame col pard Kit Carson e allo stesso tempo si fa vendicatore spietato, sfruttando tutta la sua professionalità (lui stesso lo dice in una vignetta "? ora che entrino i professionisti") fa di tutto pur di colpire, soprattutto psicologicamente i suoi nemici.... a primo impatto è una storia di stalking davvero forte se ci pensate.... tanto da portare alla pazzia l'ultima preda! ma lui non se ne cura ed è li la sua certezza! Lui è di granito! Anche quando Stevens lo ammonisce "Tutti questi morti per uno solo?" Lui arriva a lasciare il lettore in uno stato di quiete e tranquillit? in quanto quell'indiano andava vendicato e questo è il suo lavoro! Direi... storia che mi ha lasciato tutto in sospeso e inaspettato (vedi anche la frana verso la fine...) e che tanto mi ha fatto pensare sulla figura e il carattere stesso del nostro ranger!

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Non vorrei sbagliarmi ma mi ricorda "Topeka". Se non erro anche in quella storia Tex e Carson facevano i vendicatori per l'assassinio di un amico. I disegni di Letteri sempre in calo come negli altri albi di questa fascia numerica. Forse un p? meglio del solito in questa storia. Tratto più preciso in alcune occasioni e più definito delle ultime prove. Voto 7+ ai disegniVoto 7,5 alla storia

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Si, Tigre Nera, ma la faccenda è diversa... Nella storia di Nizzi l'assassinio dello sceriffo è successivo all'entrata in scena di Tex e Carson, che si trovano ad agire nel paese "per caso": la vendetta non è il movente principale. Qui invece l'omicidio dell'indiano è il motivo scatenante dell'avventura: i nostri agiscono principalmente per vendicarlo :trapper:

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Forse mi confondo con un altra storia della fascia tra i numeri 400-420 di cui al momento mi sfugge il nome in cui la faccenda era simile se non sbaglio. :s

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Storia non memorabile ma buona. Soggetto lineare ma ben sceneggiato, ci regala la buona figura dello sceriffo ubriacone che raddrizza la schiena dopo la cura di Tex. Piacevole lettura estiva, senza infamia e senza lode. Anche a me è venuta in mente La Mano Rossa per via della lista e per il piglio di vendicatore di Tex.

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D'accordo con Leo, storia sicuramente non memorabile ma di buona qualità. Ho tutto sommato apprezzato abbastanza, in particolare, le figure degli antagonisti principali, non i classici personaggi senza scrupoli spinti dall'avidit?, ma un branco di sbandati che hanno ucciso il povero Nantay esclusivamente perchè hanno il cervello bacato. Unica pecca: non hanno mai messo in seria difficolt? Tex e Carson.7,5 sia alla sceneggiatura che ai disegni

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Una bellissima storia, anche per la citazione di un grande classico del cinema western, e precisamente de I cavalieri del Nord Ovest, di John Ford. In quel film, John Wayne offre una delle sue migliori e più misurate interpretazioni, nei panni dell'anziano ufficiale alle soglie della pensione. Toccante la scena della cerimonia di saluto... Inoltre, tornando alla storia di Boselli, c'è un passaggio - durante un dialogo tra Tex e Carson, al fuoco di un bivacco - in cui il vecchio Carson descrive i sentimenti di vendetta come se li conoscesse molto bene. E' vero che, letteralmente, sta immaginando ciò che proverebbe se dovesse capitare qualcosa a Tex, ma si potrebbe anche pensare - e sperare - che in verità ci sia un cenno ad una storia futura che ci racconter? una qualche tragica vicenda del passato di Carson.

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sto rileggendo per la prima volta i tex dal 2000 ad oggi, devo dire che passati 10 anni mi ricordavo poco, su questa storia intervengo per dire che non mi è piaciuta in particolare i disegni di letteri (che io adoro) qui mi sembrano in caduta liberavoto 4

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A me invece è piaciuta perchè si tratta di un tipo di storie che adoro di Tex, cioè quelle sul Tex giustiziere.
Basta vedere l'intera scena dei cinque assassini (più il complice Stevens) per capire che razza di gentaglia sia; l'omicidio del povero Nantay è una scena piuttosto triste e che fa venire rabbia contro quei criminali, ma contemporaneamente viene subito sentimento di rivalsa perchè sappiamo ( e non vediamo l'ora) che la giustizia di Tex e Carson sarà implacabile.

Il settore disegni non brilla ma è abbastanza sufficiente.

Per chiudere cito il dialogo finale tra Stevens (dietro le sbarre) e Tex:
Stevens : La vita di un muso rosso valeva tutto questo?
Tex: Io ho fatto il mio dovere, Stevens! E' mio dovere, se posso, assicurare alla giustizia delinquenti e assassini. Quello che voi chiamate "muso rosso" era un uomo molto migliore di voi!... Ma sarei pronto a fare lo stesso per chiunque altro!

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E' stata la prima storia di Tex (assieme a Nuvola Bianca) che ho letto: mi è piaciuto il modo in cui Tex riporta la giustizia, ed è uno dei motivi per cui son diventato lettore di Tex :colt: E' una storia piacevole, mi aveva interessato la figura dello sceriffo ubriacone e buono a nulla e i pestaggi di Tex. Son passati diversi anni (era l'inverno del 2001), ho letto storie che mi son piaciute di più, però questa mi rester? in mente.

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Una storia gradevole... sinceramente non mi è chiarissimo il motivo di fondo alla base dell'omicidio collettivo di Nantay... la noia? il razzismo? i due fattori combinati?Mi sembra che il gruppo degli assassini cerchi un qualsiasi pretesto per commettere il delitto e mettersi di conseguenza in un sacco di guai... o pensavano che nessuno avrebbe indagato?Fatto sta che Tex come al solito è un giustiziere implacabile e non guarda in faccia a nessuno. I disegni di Letteri sono a livelli abbastanza buoni. Soggetto:7,5Sceneggiatura:8Disegni:8Voto globale alla storia:8

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Secondo me lo uccidono per ambo i motivi: per divertirsi un po' ammazzano l'ex scout indiano seguendo il detto un indiano è buono quando è morto e quindi non se l'aspettavano che l'uccisione di un indiano fosse difesa da dei bianchi.

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Una delle poche storie di Boselli che non mi è piaciuta. Neanche brutta, ma é  molto noiosa, stanca, e non ha niente che si faccia ricordare, salvo il personaggio del maggiore e la toccante scena dell ' orologio. Cattivi inconsistenti, ma bella l' idea della lista. Letteri non il massimo, ma ancora se la cava. Voto 6, ma niente di più .

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Boselli omaggia GLB adottando soluzioni narrative a quest'ultimo molto care. E così abbiamo:

- Tex che sveglia un bandito accendendogli un fiammifero tra le dita del piede;

- la lista manoscritta dei cattivi da catturare recante la cancellazione progressiva di quelli eliminati, espediente usato dal creatore di Tex in una delle sue primissime storie, "La mano rossa";
- Tex che manda a fuoco il ranch del boss del paese;
- la fine degli ultimi due banditi per mano del destino (anche se poi l'ultimo non muore, ma impazzisce).

Il tutto condisce una buona storia, che avrebbe meritato ben altro disegnatore per essere meglio valorizzata.
Ma, dopo gli elogi, una piccola critica: il cd. boss Stevens, all'inizio, altri non è se non un normalissimo barman. Poi, nel corso della storia, diventa il boss del paese, proprietario dell'emporio, dell'hotel, del ristorante, del saloon ed anche dell'unico ranch della zona. Ma, nella prima scena in cui compare, due scalzacani minacciano, alle sue spalle, addirittura di volerlo far fuori e, successivamente, mentre lui inizialmente difende l'indiano, gli altri (compresi i due che, successivamente, si scopre lavorassero per lui) neanche lo prendono in considerazione, dando vita ad una rissa che distrugge varie suppellettili del suo emporio. E poi, da quando in qua, nella saga di Tex, un boss se ne sta nel suo negozio a servire i clienti con tanto di camice. La mia idea é che Boselli abbia deciso in un momento successivo di elevarlo al rango di boss del paese. A suffragare questa tesi anche la presenza dei suoi due cowboys nel saloon a giocare a carte come due vagabondi, piuttosto che a stare sui pascoli con gli altri loro compagni.
Voto alla storia: 8

Voto ai disegni: 6

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Ehm... Sei in errore. L'intenzione è proprio far vedere un perosnaggio nè buono nè cattivo tirato dentro poi in tutto  il peggio. Niente di strano che nel West un padrone lavori!

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Non intendevo questo, ma il fatto che all'inizio sembra un normale barman, che tra l'altro, se non ricordo male, viene anche minacciato dagli avventori mentre cerca di difendere l'indiano. Poi, invece, senza alcuna premessa, e senza che ce ne fossimo accorti, si rivela come il boss del paese. Il che é in contraddizione, a mio parere, con ciò che si era visto prima.

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Beh, questa era la trovata di sceneggiatura. Boh, non ti è piaciuta

 

 

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Non tanto. L'ho trovata forzata. La storia, però, molto bella.

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Per una particolare coincidenza, la triste notizia della morte di Gian Luigi Bonelli arrivò mentre era in pubblicazione questo episodio, uno dei più Gbonelliani scritto da Boselli fino a quel momento. Un segno del destino a voler consacrare un simbolico passaggio di consegne? L’episodio in se è efficace, sebbene non trascendentale e una curata sceneggiatura colma uno spunto di soggetto non del tutto originale. La mia impressione è che Boselli in quegli anni, destinasse a Letteri i suoi soggetti minori e non è un caso che anche la storia in questione sembra scritta per portare a casa il compitino. Inconsueto e poetico il preludio, con il maggiore Owen Wingate che prende congedo dalla sua amata Arizona per andare in pensione. Non male il ritmo e lo sviluppo narrativo che porta al dipanarsi della trama, con una cricca di scavezzacollo che trucidano il povero Nantay per noia e razzismo e un Tex duro e deciso nelle vesti dell’inflessibile giustiziere. Non manca, nella migliore tradizione bonelliana, il boss di turno e la lista di colpevoli da punire, come non si fatica a trovare omaggi al grande Gianluigi, uno fra tutti la scena finale con la fuga nel deserto degli ultimi due banditi superstiti con le nubi a forma di morte con tanto di falce (vedi una Campana per Lucero) e la follia di Donovan che ricorda l’epilogo di Rio Verde con il complice di Proteus che dà di desta durante la fuga. Prova che si attesta abbondantemente sopra la sufficienza, non avvalorata purtroppo dai disegni di Letteri, ormai giunto a un livello grafico troppo debole e altalenante rispetto ai suoi passati canoni. P.s. Con la storia non c’entra nulla ma mi va comunque di esprimere una considerazione, che si è insediata tra i miei pensieri rileggendo il vecchio albo: quanto mi manca l’elenco degli arretrati stampato in quarta pagina! Capisco che l’era di internet ha stravolto molte delle vecchie abitudini, ma era comodo consultare i titoli passati direttamente sull’albo (poi quando per riempire eventuali spazi vuoti nella lista si inseriva lo splendido disegno di Galep, oltre all’utile ci si lustrava pure gli occhi). Il mio voto finale è 6

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