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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
ymalpas

[171/175] Il Laccio Nero

Voto alla storia  

18 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Gennaio 1975 - Maggio 1975
Inizia nel numero 171 a pag. 105 e finisce nel numero 175 a pag. 36


La bella e astuta Ah-Toy, la Figlia del Drago, è ai vertici di una nuova e potente thong, un'associazione segreta che ha asservito più della metà della popolazione cinese di Frisco.

Se la gestione delle numerose case da gioco è affidata direttamente a intermediari come il viscido Wong-Ah-Gum, ogni anno l'affascinante donna fa ritorno col suo veliero nella nativa Hong Kong e risale con una giunca il fiume Peikiang, fermandosi nei diversi villaggi per comprare le figlie dei poveri, che sono quindi messe all'incanto nel mercato di Portsmouth Square [ notizia storica tratta dal San Francisco Chinatown di Charles Dobie ].

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Da Canton, dove viveva con la sua famiglia commerciando merci di ogni genere con il suo disadorno sampang, una tipica imbarcazione orientale larga e piatta, giunge nella cittadina portuale americana il giovane Ho-Nan, che ha seguito in tutti i suoi spostamenti la Figlia del Drago, che ne ha rapito la sorella Min-Ly. Il giovane cantonese spera di ricomprare la sorella evitando così di scontrarsi apertamente contro la potente organizzazione criminale.

Ma Ah-Toy e il suo fedele alleato Lao-Tan, l'Artiglio Nero, hanno occhi che vedono molto lontano e il suo piano fallisce miseramente nell'umida viuzza dei bassifondi del porto, dove un sicario, l' hatchet man ( l'uomo con la scure, nella parlata gergale cinese ), lo aspetta nell'ombra con il suo laccio di seta nera, dai lunghi pendagli a forma di serpente alato, pronto a soffocarlo.

Dopo aver trascorso una piacevole serata in uno dei tanti ristoranti di Chinatown, i quattro pards texani e l'amico Tom Devlin sono però testimoni dell'aggressione di Wei-Ho sul suo compatriota, che fallisce grazie al provvidenziale intervento del nostro tizzone d'inferno.

? la quarta volta che una storia di Tex è ambientata a Frisco e curiosamente riprende e amplifica un singolo episodio dell'avventura precedente [ si veda San Francisco # 155 ] che vedeva nella parte iniziale il ranger alle prese proprio con i cinesi, sempre nei sotterranei della città portuale.

Anche la gang cinese del ?Drago? non è del tutto nuova agli appassionati di Tex, apparendo per la prima volta addirittura nel lontano 1949 nella cittadina di Maricopa, dove gestisce un imponente traffico di oppio [ si veda L'eroe del Messico # 4 e Satania # 5 ]. La setta del ?Drago Nero? risorge dalle sue ceneri a Galveston. Quando i quattro pards attaccano il covo della banda, nessuno dei micidiali trabocchetti sotterranei dello spietato Wang, capo della setta di trafficanti d'oppio che tiene in pugno Texas City, riesce a salvarlo dal piombo di Tex Willer! E nemmeno Espinosa, referente messicano della thong cinese, vedrà più la luce del sole! [ si veda Il sicario # 46 ]. Tre anni dopo, sempre a Texas City, ritroviamo un nuovo Drago Nero a capo di una nuova banda di trafficanti d'oppio. Il lugubre covo del nuovo avversario è stavolta in una cripta sotterranea. Il Drago Nero, braccato dai pards, torna nella sua tana per appiccarvi il fuoco, nel tentativo di distruggere le prove della sua losca attività di trafficante. Ma è troppo tardi! Quando la sua vera, insospettabile identit? viene scoperta, il Drago Nero tenta un'ultima sortita, finendo schiacciato sotto le ruote di una diligenza! Alla piovra è stata tagliata la testa, ora tocca ai tentacoli: così Kit Willer e Tiger Jack puntano su Hermosillo, in cerca di don Manuel Benavides, ricco hacendero custode dei depositi di droga [ si veda Chinatown # 110 e ss ]. Non dimentichiamo quindi la storia che vede protagonista Mefisto e il Drago Rosso, seppure estranea a questo filone.

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Wong-Ah-Gum è il primo ?nemico? di questa storia a fare la conoscenza dei quattro pards. Gestisce la casa da gioco di Dupont Street, la meglio frequentata di Frisco, dove fornisce ai clienti cibi e vini raffinati e li rallegra con danze eseguite dalle migliori ballerine cinesi. è un uomo che non cammina sulla retta via e deve raccontare molte menzogne, contraddicendo uno dei suoi tanti proverbi, per questo motivo Tex, che ne sospetta l'appartenenza alla thong e la complicità nella mega rissa di Chinatown che ha visto protagonista il ranger e i suoi pards, lo tratta con estrema durezza e sono parole roventi quelle sospirate dalle sue labbra che non mancano di allarmare il biscazziere:

- Che vi dispiaccia non ci giurerei troppo, mister Wong , a meno che alle vostre parole non si debba dare il valore che meritano le frasi che si dicono in simili circostanze!

- Se mi conosceste meglio, usereste con me un tono diverso, mister Willer.

- Probabile, mister Wong, e poich? questa è una lacuna che intendo colmare al più presto, vi prometto che farà di tutto per imparare a conoscervi molto bene e molto a fondo!

Da Wong si mangia bene, per la gioia di Carson ( peraltro del tutto assente il consueto siparietto sul famelico appetito del vecchio ranger ), che poco dopo al tavolo, questa volta della roulette, è protagonista di una delle più geniali scenette mai concepite dalla mente di Gianluigi Bonelli.

Nel tentativo di scatenare una rissa, che assumer? proporzioni epiche ( ben tredici pagine ), il vecchio cammello inizia infatti provocando l'ignaro e malcapitato croupier:

- Cosa devo giocare ?

- E lo chiedete a me ?

- E a chi diavolo dovrei chiederlo, se non a voi è Dovete sicuramente conoscere tutti i trucchi della macchinetta che sta girando in questo momento, perciò potete dirmi su quale numero puntare per vincere!

E poco dopo ecco una delle frasi - storiche - dell'intera saga:

- Mancherebbe altro di dover perdere dei soldi sacrosantamente guadagnati portando a spasso un mucchio di dannati vitelli?

Per tutti i lettori che non lo hanno conosciuto, questo era il vecchio Carson. Se un pazzo ti insulta, dice Wong, non adirarti e lascia che prosegua per la sua strada, sarà la sua stessa pazzia che lo spinger? alla perdizione. Niente di più sbagliato. Questo gesto di magnanimit? nel vecchio cinese, accecato dalla rabbia, che sembra perdonare i suoi avversari che in Dupont Street gli hanno appena demolito il locale è una condanna a morte.

Fatalmente la Figlia del Drago è meno generosa nei suoi confronti, la morte di Wong è ineccepibile e si pone sulla scia di quella di Wei-Ho, il mancato assassino di Ho-Nan. La thong è implacabile con coloro che falliscono la propria missione e mettono in pericolo l'esistenza dell'associazione, nessuno è intoccabile al suo interno eccetto la stessa Ah-Toy e il suo fedele cane da guardia Lao-tan. L'Artiglio Nero tenta di sottrarlo alla morte, ma la carismatica e intelligente Ah-Toy è inflessibile nella sua crudeltà. Wong si è comportato come uno stupido inetto, dopo tutti gli errori commessi si è giocato la reputazione e l'onore, dice la Figlia del Drago, con la stessa freddezza che caratterizza il suo gesto del tirare il cordone rosso che pende dal soffitto, l'ordine di esecuzione per i fidati uomini della scure. La thong sopprime i suoi membri con estrema facilit?, la sorte di Wong, strangolato in una viuzza poco distante è però invidiabile, perchè di solito l'Artiglio Nero precipita quelli che commettono un errore direttamente nelle fogne di Clay Street.

Lim-You, l'uomo che a Canton dirigeva una catena di fumerie, il figlio segreto di Wong, morto quest'ultimo, diventa l'alleato ideale e insperato di Tex, che permette di svelare tutti i misteri della Figlia del Drago e della sua organizzazione. Questo è uno dei punti deboli della storia, d'altronde l'intero albo L'ora della violenza ? nel suo insieme piuttosto mediocre, perchè suggerisce ai nostri tizzoni d'inferno la soluzione su un piatto d'argento. Vengono così le missioni punitive, a Yreka, sulla Costa dei Barbari, da parte dei muscolosi amici guidati dalla nostra vecchia conoscenza, Lefty Potrero ( peccato siano assenti Bingo e Angelo ), vigilantes improvvisati ( a differenza di quelli che ritroviamo nell'omonimo albo # 63 ), che dopo un ennesimo epico pestaggio, mettono a ferro e fuoco il locale della thong e provocano la tragica morte di un altro biscazziere della setta, Yat-Sing, intrappolato tra le fiamme. I cappucci che celano le loro identit? simbolicamente sono la risposta ideale a quello che copre il volto dell'artiglio nero.

Con un'altra memorabile scorribanda viene distrutto l'altro locale, quello di punta San Pedro, fatto saltare in aria con la dinamite. Mentre la rete si chiude implacabile sull'associazione, non manca però l'ultimo, bellissimo, colpo di coda del drago moribondo. Va in scena dunque il caratteristico carnevale cinese, con la sfilata del drago cinese che si snoda sulle vie di Chinatown e quindi in quelle dell'Alameda Hotel, dove Carson viene rocambolescamente fatto prigioniero e trasportato nei sotterranei di Clay Street, dove l'associazione ha il suo covo. è l'ora della violenza e della vendetta, tra gli artigli del crudele Lao-Tan. La "camera delle torture" non è la ?casa delle regine? immersa tra i fumi dell'oppio, il vecchio cammello viene legato a una trave e frustato, mentre le sue ferite sono immediatamente cosparse di sale. La reazione del "vecchio cane dal pelo grigio" è furente, Carson riesce a impossessarsi della frusta e a farne le spese sono ben presto i suoi aguzzini, i guardiani del Drago. Lo stesso Lao-Tan, marchiato nel volto da una scudisciata, furibondo, promette la più dura delle vendette e mostra la botola, quella che i cinesi chiamano con il nome poco rassicurante di "pozzo delle mille morti" e attraverso la botola viene calata la gabbia con il suo macabro inquilino: uno scheletro! L'apertura da infatti su uno dei canali delle fogne di San Francisco, popolato da torme di famelici topi. Coloro che hanno osato sfidare la collera della Figlia del Drago, vengono prima sottoposti alle più raffinate torture e poi rinchiusi nella gabbia che viene calata fino ad immergersi di poche dita, quanto basta perchè i piedi della vittima siano a portata dei denti dei topi. Poi la si riporta su per dare il tempo al condannato si recuperare forze e coraggio e si riprende il giochetto fino a quando il cuore del malcapitato regge?

Nel numero 174, a pag. 78 fa la sua drammatica ed emozionante comparsa il famoso orologio che scandisce, lentamente, il tempo che precede la liberazione del vecchio cammello. Le lancette del tempo corrono veloci verso l'ora del drammatico scontro.

Mentre il capitano Markam dirige in superficie le operazioni di rastrellamento nel quartiere cinese, Kit e Tiger perlustrano le fogne col signor Brent, che le conosce come le sue tasche. Giungiamo così finalmente alla liberazione di Carson. Con i quattro pards finalmente riuniti insieme, niente è impossibile e i nostri riescono persino a catturare l'Artiglio Nero.

Lao-Tan cade però nella botola che da sulle fogne, sotto Clay street. Inutile il disperato tentativo di salvataggio, con migliaia di topi che l'assalgono: un ultimo disperato grido ripiomba nelle nere acque del canale ormai pullulante di topi. Una fine che ci ricorda quella di Mefisto.

La Figlia del Drago non si d' per vinta e prepara la sua fuga, allagando i sotterranei dove si trovano i quattro pards e le sventurate ragazze destinate al mercato di Portsmouth Square. Mossa inutile.

Ho-Nan riabbraccia la sorella e la polizia mette le mani sulla "bellezza color zafferano".

Ah-Toy, una delle più grandi avversarie di Tex, è assicurata alle mani della giustizia e un lungo soggiorno l'attende in qualche penitenziario della Costa dei Barbari, dal quale nessun autore si è ancora permesso di farla evadere.

Tom Devlin è tenuto per buona parte della storia all'oscuro dei metodi, non del tutto ortodossi, usati dai quattro pards e dalla banda di Lefty per debellare la piaga della thong cinese. Lo vediamo così, giornale in mano che avanza perplesso, ci godiamo la simpatica espressione nel volto di Tex, incredulo e bugiardo. Sembra quasi offendersi davanti alle ?insinuazioni? del capo della polizia, supportato in questa divertentissima scena anche dal comune amico Mike Tracy:

- Se ti sembra giusto e logico tentare di mettere in gabbia un lupo feroce che cerca di azzannarti lla gola, sei liberissimo di farlo. Io preferisco puntargli una 45 e gonfiarlo di piombo!

Non lasciamoci ingannare però dal gioco di parole, alto è il grado di complicità che anima l'irreprensibile capo della polizia di San Francisco, che favorisce giustamente e nessuno ne dubitava, il trionfo della giustizia.

Una parola sugli autori di questa storia.

Un Gianluigi Bonelli ispiratissimo, che giganteggia nei dialoghi, moltissimi da antologia.

Tom Devlin chiede a Tex se ha bisogno di una scorta.
- Scherzi ? gli risponde lui.
- Come non detto, continua Tom, era una proposta fatta a fin di bene.
- Kit, hai un fazzoletto ?

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Proprio attraverso i dialoghi, Bonelli sottolinea la complicità affettuosa di Tex e suo figlio.

Il ruolo svolto da Kit Willer in questa storia è assai interessante ed è trattato con infinita accuratezza dallo sceneggiatore. Piccolo Falco è sempre in primo piano e per una volta mette in ombra Tiger.

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Un grande elogio va speso anche per l'immenso lavoro di Guglielmo Letteri, di cui potete vedere sopra una vignetta che esemplifica la cura prestata dal disegnatore nel dare un volto e un corpo, se non addirittura un'anima a due ?cattivi? della storia, che hanno lasciato una tanto profonda impressione nella nostra memoria. Semplicemente grandissimo!

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La storia del laccio nero è un autentico affresco. Non è di sicuro una storia singola, data la ricchezza di spunti e di situazioni. Tex è aggressivo come non mai nella lotta contro la tong cinese, ed è il Tex poco ortodosso e spiccio nei sistemi, il quale adopera contro i criminali sistemi non meno discutibili dei loro. In nome della giustizia. I personaggi che si affollano sono uno più memorabile dell'altro. Mitico l'intervento di Lefty e compagni, ad esempio, terribile la sorte che sembra toccare al vecchio cammello e che invece va a colpire un personaggio di quelli che ho definito prima memorabili. Il fatto che Carson venga rapito non appesantisce la storia, anzi, la riscossa di Tex è come un fiume in piena che spazza via quello che il ranger stesso definirebbe "un nido di vipere". Sotterranei, incendi, zuffe fanno da contorno ad una storia con un tema anomalo, il commercio delle schiave. Non voglio essere più analitico nel giudizio, perchè ho amato molto e amo molto questa storia, e i ricordi mi si affollano nella mente. Non l'ho letta in ordine, quando ero bimbo non mi era possibile, no, ho aspettato anni e anni per poterla mettere insieme tutta. Sono legatissimo alla copertina del "laccio nero" e ho provato grande dolore quando l'ho rivista in edicola completamente stravolta. I disegni di Letteri sono uno spettacolo, forse non si è ancora detto a sufficienza (e se n'? detto) su quanto questo disegnatore abbia dato alla serie, particolarmente in termini di fascino nelle storie con gli orientali e nelle storie fantastiche. MA non solo. Di certo tranquillamente questi albi possono essere definiti leggendari. Il tuo avversario è ricco e potente ma lo è diventato con mezzi disonesti? Un bel fal' catartico, e una sparatoria stile repulisti per fiaccare la sua potenza. Vengono toccati i tuoi affetti? Diventi uno schiacciasassi e ne approfitti per ripulire per bene dal fondo una città affetta dal marciume. Sento la nostalgia in maniera molto, molto acuta.

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Chiedo scusa in anticipo se quello che sto per dire è una stupidaggine, solo che in questo momento non posso controllare; però mi pare che ci sia un'incongruenza in questo episodio, che peraltro amo non poco in quanto mi piacciono molto le storie con sette segrete. Correggetemi se sbaglio, ma nel primo racconto del Drago (quello con Wang e don Manuel Espinosa) c'era uno dei sicari cinesi uccisi da Tex che si chiamava Ho-Nan ed era fratello di Min Ly, la giovane che poi diventer? alleata di Tex & co. Ne "Il laccio nero" ricompare un Ho-Nan fratello di Min-Li. Volutamente, o per distrazione?

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Nonostante io non sia un amante delle storie texiane ambientate nelle grandi città (ad eccezione di Washington) e preferisca i "sentieri selvaggi" del classico West, questa storia che ho letto ieri è risultata particolarmente avvincente, forse anche grazie ai titoli e alle copertine che mi hanno invogliato a leggerla. Di sicuro è un gioiello della saga texiana. Ho trovato curioso in questa storia il fatto che si ricorra poco all'uso delle armi da fuoco..

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Probabilmente i due casi di ( quasi ) omonimia sono una distrazione ( oppure, ma meno probabile, un caso di riuso dovuto all'effettto fonico piacevole di questi nomi; l'Honan è comunque.... una regione cinese ;);) ) di GLB.

Glazie pel il coltese chialimento, molto onolevole Cobla! :P

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Non fosse che non trovo più la puntata in mezzo (l'Artiglio ha colpito)... comunque me la ricordo bene... proprio una piacevole storia... Ah tra le scenette d'autore avete dimenticato il dialogo tra Tex e il tenente di polizia che va a recuperarli al locale di Wong, che culmina in un "Verreste a fare lo sceriffo dalle noste parti, tenente?"-"Grazie tante, preferisco tenermi la mia patacca da poliziotto".

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"Il laccio nero" , tra le storie coi cinesi come antagonisti, è indubbiamente la migliore. La trama occupa ben tre albi e ben poche sono le vignette che Letteri e GLB lasciano alle parole, sfogliando anche solo distrattamente le pagine dei tre albi, chiunque si accorgerebbe di quanto questa storia dal ritmo serratissimo trabocchi di pestaggi, esplosioni e inseguimenti per i viottoli di quello che è forse il quartiere più conosciuto di San Francisco, ossia Chinatown. La trama, a livello superficiale, è sostanzialmente semplice: Tex e pards che sventano un tentato omicidio, scoprono che una tong cinese che comanda a chinatown ha organizzato una tratta delle schiave, decidono di smantellarla e alla fine ci riescono. Semplicissima. Eppure questa storia ha una verve tutta sua, particolare, una grinta innata che sembra trasudare tento dai bellissimi disegni di Gugliemo Letteri quanto dalle memorabili battute che caratterizzano tutta la storia! Il Laccio nero è una storia che si appoggia completamente ed assolutamente sui quattro pards, con un Tex più duro e deciso che mai, che non esita a far crollare "il pavone azzurro" a suon di candelotti di dinamite, un Carson in splendida forma che sebbene frustato a sangue riesce a mostrarsi per l'osso duro che è mettendo al tappeto i suoi aguzzini e prendendo a frustate il perfido artiglio nero, Kit e Tiger, un po' più "invisibili" rispetto al solito, riescono comunque a mettersi in mostra in un paio di occasioni ( soprattutto durante l'esplorazione delle fognature di San Francisco ). Ma non sono i soli pard a battere la scena in questa storia. Un ruolo importantissimo lo hanno anche i comprimari, primi su tutti Lefty Potrero e la sua scalmanata banda di culturisti che aiuteranno Tex e pard letteralmente a demolire la Tong della perfida Ah-Toy, Il "povero" Tom Devlin che Tex e compagni tengono quasi completamente all'oscuro delle loro azioni di guerriglia per non rovinargli fegato e carriera, così come molto importante è la figura dell'ex-poliziotto Mike Tracy ( ora proprietario dell'Alameda Hotel" che in più occasioni regger? il gioco a Tex e pard ( bellissima l'idea di andare a teatro con Carson e Tiger e 2 sosia di Tex e Kit... ).
Per quanto concerne gli antagonisti, ossia la mefistofelica e bellissima Ah-Toy, il lugubre e spietato Lao Tan e il poco onorevole ristoratore e biscazziere Whong-ah-gum, ognuno di essi, oltre che a dare il suo significativo contributo allo svolgimento della trama, mostra in più punti una sottile psicologia di fondo che permette al lettore di capire quanto siano malvagi i tre personaggi.
Come hanno detto molti utenti prma di me questa storia straripa letteralmente di battute memorabili... la mia preferita è sicuramente questa...

Tom Devilin : Voi all'opera?
Tex : E perchè no? Siamo forse dei selvaggi con l'anello al naso?"

ma anche quella che viene pronunciata poche vignette dopo...

Tex : Vergognati! Dubitare di noi!
Tom Devlin : Figurati! Tu saresti capace di spergiurare sulla tomba di tua madre!
Tex: Sentito?
Carson : Semplicemente disgustoso!"

Ma anche molte delle scene che compongono questo piccolo capolavoro sono tantissime, e su tutte a mio parere spiccano la distruzione del pavone azzurro, la corsa in carrozza per le strade di Frisco e l'assalto di Lefty e compagni alla lavanderia.
Insomma che dire un capolavoro assoluto, sicuramente una delle storie che ha fatto si che i numeri compresi tra il 100 e il 200 venissero soprannominati "il centinaio d'oro"!!!

VOTO COMPLESSIVO : 10 e lode

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Grandissima storia

per la thong cinese del Drago e per la partecipazioen di Tex. Mi è piaciuta moltissimo la copertina di "Il laccio nero", con quello sfondo giallo e le due ombre di Tex e del cinese che lo sta strozzando appunto con il laccio nero. Torner? ancora molte volte nella saga di Tex. Voto: 8

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Una delle "storie mito" della mia infanzia, copertine di Galep straordinarie, sopratutto quella del Laccio Nero con quello sfondo giallo che drammatizza , scene indimenticabili come il cinese che viene condannato a morte e la ragazza che lo sa butta via la moneta prima di farlo uscire dal retro oppure il capo della setta che muore divorato dai topi aggrappato alla gabbia che lui stesso usave per uccidere i nemici , bellissimi i disegni di Letteri anche se si avverte un calo tra le prime e le ultime tavole, con il volto di Tex che diventa più rotondo quasi infantile...

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Questa è di sicuro una delle storie più belle di sempre. Per me ha un fascino particolare, perchè mi sono sempre piaciute moltissimo le storie nelle quali sono implicate sette segrete cinesi e perchè Letteri è uno dei miei disegnatori preferiti... Come ha giustamente detto il Colonnello prima di me, la trama è molto semplice, ma nonostante la storia si sviluppi in un numero consistente di pagine l'attenzione del lettore è sempre coinvolta con i numerosi dialoghi e le frequentissime scazzottate tra i sicari cinesi di turno e la banda di Tex e dei palestrati di Lefty Potrero!E' bello vedere come tutti i numerosi personaggi siano gestiti alla perfezione e venga ritagliato per ciascuno uno spazio adeguato al personaggio, da Tom Devlin a Mike Tracy a Lefty Potrero e ai tre pards, oltre a Tex. La trama fila alla perfezione, peccato però

che il braccio destro di Ah-Toy, Lao-Tan, ci rimetta la pelle... Infatti secondo me sarebbe bello vedere il ritorno della banda, che comunque sarebbe ancora possibile visto che Ah-Toy è solo stata arrestata e non è morta per la 'mano del destino' come succede di solito... Chissà, magari GLB intendeva tenere aperta una porta per il suo possibile ritorno?
Ci sono anche un paio di cose che non mi sono sembrate molto chiare:
perchè Ah-Toy non si è limitata a comprare (come faceva di solito) la sorella di Ho-Nan anzich? farla rapire?E poi, nella lista dei locali sotto il controllo della 'Thong', c'erano soltanto i due che Tex e i suoi hanno demolito?
In definitiva, un 10 ci sta tutto!

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Ormai è già stato detto moltissimo su questa storia, quindi non mi rimane granch? da dire. Forse è la più bella tra quelle dello stesso filone, scritte da Bonelli padre. Intanto la lunghezza è perfetta, nulla è affrettato o tirato via, tutto è perfettamente gestito. I dialoghi sarebbero da incorniciare, ne troviamo di mitici quà e là sparsi nella storia. I quattro pards sono in formazione perfetta, come molto spesso faceva GLB nelle sue storie, sapeva gestirli tutti al meglio. Nessuno era inutile o ingombrante. Forse forse l'unico un p? in ombra in questa storia è Tiger, ma c'è anche lui quando è ora di agire, quando è il momento di sparare, di usare i pugni e nella bellissima scena di salvataggio di Carson. Sarebbero moltissime le scene da citare, come ad esempio rimane indimenticabile la parte in cui Tex e pards si costruiscono un alibi, per non essere tempestati di lamentele da parte del povero Tom. Cosè ecco che i nostri sono contemporaneamente all'opera :D e in procinto di distruggere i covi della Thong Cinese. GLB sapeva introdurre tante situazioni, tanta azione e sottotrame, con risultati eccellenti. In questa storia c'è spazio anche per il rapimento di Carson, che mostra tutta la sua forza e il suo coraggio anche da prigioniero, impadronendosi di una frusta e sfregiando numerosi avversari. Non mancano risse, mega scazzottate, naturalmente non potevano mancare gli energumeni della palestra di Lefty (peccato siano però assenti Bingo e Angelo), e come già detto tantissime scene indimenticabili che hanno reso questa storia un capolavoro. Letteri è per me il migliore, nessun altro riesce ad eguagliarlo quando nella trama sono presenti le sette cinesi. Voto: 10!!! :trapper:

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Ci sono anche un paio di cose che non mi sono sembrate molto chiare:

perchè Ah-Toy non si è limitata a comprare (come faceva di solito) la sorella di Ho-Nan anzich? farla rapire?E poi, nella lista dei locali sotto il controllo della 'Thong', c'erano soltanto i due che Tex e i suoi hanno demolito?
In definitiva, un 10 ci sta tutto!
Secondo me:? normale che Ah-Toy invece di comprare le ragazze cinesi, le fa rapire. Alcune forse le avrà pagate alle famiglie povere in cambio di pochi spiccioli, altre invece le avrà rapite perchè ci saranno state sicuramente molte famiglie che non approvavano di separarsi dalle ragazze. E' il caso ad esempio della sorella di Ho-Nan, portata negli Stati Uniti senza l'approvazione della famiglia. Per quanto riguarda i locali, ad un certo punto si parla di una lista, di diversi ritrovi della setta. Citando Tex (da un colloquio con Devlin): è come se ci trovassimo di fronte ad una piovra, per renderla meno pericolosa occore tagliarne i tentacoli. Quindi non esistono solo i due locali distrutti da Tex, ad essere sotto il controllo di Ah-Toy, ma forse sono i due principali e maggiormente redditizi, oltre che servire a Tex e pards per dare un duro colpo alla Thong Cinese. :trapper:

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Vedo che questa storia è stata molto apprezzata ed anche commentata. Non mi dilungher? ancora io nel ripetere passi già citati. Anche a me la storia è piaciuta anche se non è da 10, io le do un otto pieno, memorabile la sceneggiata di Carson al tavolo da gioco per provocare la rissa.

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A proposito di questa storia avete notato questa piccola incongruenza di Letteri nelle tavole che ho postato sopra.
Nelle prime due vignette Ah-Toy sta facendo il bagno ed ha i capelli sciolti, nella vignetta successiva, la terza, Ah-Toy che ancora si trova immersa nell'acqua ha già i capelli raccolti cosa che non avrebbe potuto fare nei pochi attimi che sono passati fra l'annuncio della cameriera e la sua risposta.

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Ho riletto questa bellissima storia di recente(era da molto che non lo facevo e pertanto mi è risultata graditissima)Che dire se non che è un vero capolavoro!L'episodio si svolge su una lunghezza giusta di albi per una storia simile, senza forzature nella trama e chiusure affrettate. Poi nella storia stessa lo sviluppo degli eventi è un risultato"armonico"di fatti che si concatenano tra loro, non rari i momenti di distensione e anche piuttosto"comici" (epico il salvataggio da parte dei due marinai, la folle corsa per il quartiere cinese, le battute del vetturino)Poi per quanto riguarda i disegni troviamo un Letteri al meglio delle Sue capacità, a proprio agio nell'ambiente urbano, tra scazzottate, cene al ristorante, sale da gioco, inseguimenti, sparatorie, con tavole di questo Grande che sembrano "istantanee", si percepiscono le sensazioni, i sentimenti. Tutto questo in un connubio ancora una volta vincente con il Patriarca GLB al massimo come sempre. VOTO 10

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Innanzitutto consiglio il dabbenuomo che,bontà sua,ha regalato una sufficienza stiracchiata a codesta avventura,di non farsi più correggere al mattino il caffè con lo Stravecchio Branca....predispone ad encefalopatia e cirrosi epatiche,nonchè ad un costante ottundimento del sensorio.

 

Fatta la doverosa premessa,che dire di una delle avventure più belle di sempre ? Solo che è una delle dieci avventure più belle di sempre. GLB non si poneva molto il problema del "politically correct",con tutti quei "scimmioni e scimmie gialle","bellezza color zafferano","omettini,ranocchioni,tortorelle,teste gialle", e spazzolate gigantesche alla comunità cinese di San Francisco. Sarebbe possibile oggi ?  Spero vivamente in un ritorno di Ah-Toy,una delle villain più conturbanti ,pericolose e...vive di sempre,   Voto 10 su tutta la linea.

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Stuzzicato dalla recente uscita del brossurato "Quartiere cinese" ho riletto dalla mia collezione gli albi che contenevano questa meravigliosa avventura scritta da GL. Bonelli e disegnata da un Letteri in splendido spolvero.

Che dire? Leggendo le recenti diatribe su chi era Tex e su chi è oggi Tex, mi è venuta molta, ma molta nostalgia del tempo che fu (non solo di Tex, ma anche del mio.....).

E' troppo evidente che storie come questa oggi non avrebbero più il sapore di quegli anni andati. Oggi occorre sondare nuove ambientazioni, nuove situazioni più aderenti, forse, ai gusti dei nuovi lettori. Lo stesso Tex deve indossare, forse, abiti e gestualità più comprensibili ed appetibili alle nuove generazioni.

Si tratta, come più volte ho ribadito, di contestualizzare la produzione delle storie di Tex. Ci riusciranno Boselli e compagnia? Io spero di sì, quello che è certo è che la Casa Editrice sta facendo di tutto (ed anche di più) per riuscirei.

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