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Guest Colonnello_Jim_Brandon

[493] La Morte Nera

voto alla storia  

41 members have voted

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Una storia senza infamia e senza lode, con una sceneggiatura probabilmente tagliata in alcuni punti per ottenere la lunghezza desiderata... invece a mio avviso sarebbe stato meglio ridurre la storia successiva, quella del Teschio, ed allungare questa. Il personaggio di Rosita come già sottolineato a volte si comporta in maniera incoerente, inoltre gli antagonisti di Tex non hanno chissà quale spessore... insomma, per il nostro ranger una ordinaria amministrazione, quasi una passeggiatina. Bello invece l'inizio con il mistero creato attorno alle morti inspiegabili. Carson semplice spettatore.. almeno a differenza nostra non ha sborsato soldi per comprare l'albo (vabb? che a me lo hanno regalato...). Stupendi i disegni di Civitelli, che impreziosiscono il tutto. Soggetto:6Sceneggiatura:6Disegni: 9Voto complessivo alla storia: 7

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Anche io sono dell'idea che la durata sia la pecca principale di questa storia;alcuni passaggi avvengono molto rapidamente e Tex sembra non avere mai il minimo ostacolo, tutto il mosaico si compone molto rapidamente, persino troppo!Forse un mezzo albo in più avrebbe contribuito a mantenere un po' di più il velo sul mistero e a far emergere un po' per volta la figura di Rosita (che mi ricorda molto la Juanita di "Orrore" ). Civitelli fantastico come sempre, trovo che sia in assoluto il miglior disegnatore di tex nel rendere omaggio alla bellezza femminile.

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Sicuramente una quantit? maggiore di pagine avrebbe permesso di creare un'atmosfera più profonda, ma da quello che ho letto in precedenza mi sembra di aver capito che è stata programmata di proposito per poter arrivare alla storia del 5° centenario senza lasciare nulla in sospeso delle storie fino al 499. Però per essere una storia breve sono comunque riuscito ad apprezzarla, anche se effettivamente il finale un p? troppo sbrigativo. I disegni di Civitelli sono molto belli apprezzo molto gli ambienti i momenti notturni. Un p? mi ha deluso invece la caratterizzazione grafica di Rosita guardando gli altri personaggi femminili creati da Civitelli mi aspettavo qualcosa di un p? più elaborato. Storia: 7 Disegni: 8

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La storia che mi fece chiedere per la prima volta: "che c...osa sta accadendo a Tex?". Ben presto avrei avuto la risposta :(.

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non e' cosi' male questa storia

  • Confused (0) 1

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Storia a tinte gialle e a tinte horror,senza infamia senza lode...

Il "canovaccio"è simile a quello dell'"Uomo Serpente",sempre di Nizzi: vale a dire la cittadina mineraria abitata da bietoloni grattaterra,un po' creduloni un po' ignoranti un po' razzisti.un mistero molto "terreno",in realtà',che ha nel dottore il diabolico assassino che arricchisce il suocero "futuribile" tramite l'eliminazione dei cercatori proprietari di ricche concessioni aurifere...

 

Cosa funziona: il mistero sulla reale identità dell'assassino rimane abbastanza celato,non male l'inserimento della trama "rosa" tra piccioncini,che "allegerisce" un po' la storia.simpatica la figura della ragazzina del saloon che aiuta Tex a scoprire il reale assassino.la maledizione dell'Indiano è abbastanza inquietante e funziona.

 

Cosa non  funziona: a parer mio il fatto che non viene spiegato l origine del veleno con cui la "morte Nera"viene inferta (è anche vero che la storia è di un albo solo); 

Non mi è piaciuto il fatto che il povero indiano sia stato ucciso anche dal ricco magnate minerario,una figura tutto sommato negativa ma che Nizzi,per esigenze di trama e di "quadratura" della storia,tiene un po' nell'ombra...

 

Una storia discreta,un compitino tutto sommato più che sufficiente.

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Dopo averla nominata in topic, qualche settimana fa, sono andato a rileggermela: da bambino mi piacque e ne serbavo un buon ricordo.

Purtroppo, a una rilettura in età matura poco si salva: bello il personaggio di Rosita, che tra l'altro riceve da Civitelli una caratterizzazione grafica abbastanza particolare, ma è un po' poco per salvare il tutto. Storia moscia e senza mordente, non mi ha lasciato nulla nonostante non ricordassi nemmeno l'identità dell'assassino; identità che si impiega anche poco a intuire, ma ciò non sarebbe neanche male, se la storia offrisse qualcosa all'infuori degli splendidi e sempre d'effetto disegni di Civitelli che rendono diverse scene impressionanti (la morte di Ala di corvo da bimbo mi impressionò parecchio).

Un po' stonato anche Tex che all'inizio tira un cazzotto allo sceriffo e poi molto goffamente si scusa. Ma scherziamo? Non una grossa macchia, per carità; ma nel piattume generale si nota.

Facendo una media fra sceneggiatura e disegni, direi che una sufficienza stiracchiata ci sta, ma la porta a casa tutta Civitelli.

 

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Stimolato dai commenti aggiunti da poco, sono andato a rileggermi la storia. Senza essere un capolavoro, a me è piaciuta, anche ad un'ulteriore lettura.

Uno degli aspetti che ho maggiormente gradito è stato lo sforzo fatto da Nizzi per descrivere la comunità di un villaggio relativamente sperduto, molto piccola e chiusa, in cui avvengono morti misteriose. Fin dall'inizio si nota quanto in un ambiente così angusto anche la mentalità delle persone sia in gran parte suggestionabile, e in questo contesto emerge la figura del dottore (che per tutto l'Ottocento e anche in Italia) rappresentava nei paesi una vera autorità, riverita e soggetta a grande rispetto (in quanto costituiva una sorta di barriera fra la vita e la morte). Per di più, il dottore in questione (di cui poi emergerà il volto più malvagio) conosce bene i suoi "polli", ossia concittadini e ne sfrutta biecamente ignoranza e credulità. L'ingresso di Tex e Carson fin dall'inizio porta una ventata di novità e di apertura in quell'ambiente chiuso e asfittico. Chiaro che per una storia di questo tipo (di certo, anomala, ma non brutta, per me), il fattore essenziale è proprio la capacità di indagare e di leggere la realtà senza pregiudizi o timori, magari indotti da chi vuole mantenere un alone di mistero nel rapporto dell'uomo con la realtà (tipo il pastore Madigan, con la sua fede un po' superstiziosa - anche questo, elemento molto diffuso, non solo fra gli "indiani creduloni"). Per questo, le vere armi di Tex e Carson non saranno le colt, e non c'è da stupire che non le usino, quanto (soprattutto per il primo) la capacità di conoscere gli uomini e di cogliere la loro vera natura, nel trovare fra loro dei possibili appigli (Tom Larsen e Rosita) e per giungere infine a smascherare chi si dedica al crimine. Ci sono poi degli spunti gradevoli (come Carson che, di fronte al sacerdote che invoca ad altissima voce il perdono divino, si tappa un orecchio e pronuncia una battuta gustosa). Certo, Tex più che ranger o uomo d'azione qui è un investigatore particolarmente attento -  in fondo, agevolato dall'aver già incontrato morti che avvengono per punture quasi invisibili - vedi la storia del "fiore della morte" (nn. 160-162), oppure quella della "Nave perduta" nel deserto (nn. 328-330) - e riesce a cogliere quello che sta sotto gli occhi di tutti gli altri, che però sono incapaci di vedere, oscurati da pregiudizi e dalla paura. Ecco, questo dato della lotta contro la paura mi sembra il dato saliente di questo albo, contro la quale le armi tradizionali poco possono operare e il pregio umano di Tex emerge proprio nel saperla affrontare e vincere. A questo proposito, i disegni di Civitelli sono a mio avviso capaci di inserirsi bene in questo tipo di trama e di enfatizzare i contrasti fra le persone: le sue scene notturne sono magistrali, con la sua tecnica sopraffina (mentre a me convince di meno quando si tratta di disegnare situazioni diurne). Qui però è la notte a farla da padrona e quindi la forza evocativa dei disegni di Civitelli emerge in tutto il suo valore. Poi ci sarebbero tanti dettagli così curati (come le bottiglie diverse fra di loro nel saloon, a p. 97, di cui pare si possa quasi riconoscere i diversi tipi di Bourbon che contengono...) ;)

Il fatto che Tex prenda inizialmente a pugni lo sceriffo e poi gli tenda una mano (non chiede scusa!), conferma semmai la sua capacità di "leggere" al meglio gli uomini, in quanto capisce che lo sceriffo non è un cattivo elemento, va solo fatto rinsavire per superare le sue paure con una moderata cura di sganassoni (che peraltro puniscono anche la sua maleducazione nei confronti della giovane Rosita). Quest'ultima è forse il personaggio (di contorno ai due rangers) meglio riuscito della storia: ragazzina giovane, chiaramente invaghita del più maturo Larsen, ma intraprendente e generosa. E carina, tanto che stavolta si merita l'ammirazione non solo del "vecchio gufo"...

Ben congegnati i tempi, con Tex che approfitta della riunione di tutti i membri della comunità per un funerale per completare senza intralci la sua indagine e per avere in mano gli elementi che faranno scattare la trappola finale.

Insomma, una storia breve e atipica in un solo album, ma ci sono altri esempi per me più forzati o condizionati da questo limite di spazio. Uno su tutti, proprio "A sud di Nogales", che sta per essere riproposto ora a colori, che a mio discutibile avviso è una storia ben più stiracchiata di questa.

In definitiva, una prova di Nizzi tutt'altro che disprezzabile, con i disegni di Civitelli che sono sempre un gran bel vedere e che fanno salire decisamente le quote di questo episodio.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, virgin dice:

Un po' stonato anche Tex che all'inizio tira un cazzotto allo sceriffo e poi molto goffamente si scusa. Ma scherziamo? Non una grossa macchia, per carità; ma nel piattume generale si nota.

 

Dopo aver mandato a tappeto lo sceriffo Madison, che per primo aveva tentato di prenderlo a pugni, Tex non gli chiede scusa, bensì si limita ad offrirgli "senza rancore" (cit.) una mano per rialzarsi: un'azione da rimarcare, che denota la grande dose di buonsenso di cui Tex è dotato, nonché la sua capacità di inquadrare immediatamente l'indole di chi ha di fronte. Lo sceriffo ha iniziato, Tex si è difeso con la consueta prontezza, poi ha aiutato lo sceriffo a rialzarsi e tutto si è chiuso lì. Lo scontro è stato leale ed i due contendenti si sono chiariti, non si è certo trattato del primo caso simile nella lunga saga texiana.

 

L'elemento davvero inconsueto, e che ogni qual volta ho riletto questa storia ho faticato un bel po' a digerire, sta nel fatto che Tex e Carson non abbiano preso alcun provvedimento contro gli assassini ancora in vita - tra cui il ricco Harrison - del povero ed inerme Ala-di-Corvo. In altre storie, abbiamo visto Tex prendere a pugni o peggio gente per molto meno, ed invece in questa occasione non si è minimamente preoccupato di punire i responsabili dell'omicidio di un essere umano, che ubriachi avevano dato fuoco alla sua capanna. Decisamente un comportamento non da Tex...

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<span style="color:red;">17 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

 

L'elemento davvero inconsueto, e che ogni qual volta ho riletto questa storia ho faticato un bel po' a digerire, sta nel fatto che Tex e Carson non abbiano preso alcun provvedimento contro gli assassini ancora in vita - tra cui il ricco Harrison - del povero ed inerme Ala-di-Corvo. In altre storie, abbiamo visto Tex prendere a pugni o peggio gente per molto meno, ed invece in questa occasione non si è minimamente preoccupato di punire i responsabili dell'omicidio di un essere umano, che ubriachi avevano dato fuoco alla sua capanna. Decisamente un comportamento non da Tex...

 

 Rilievi più che legittimi. Credo peraltro - oltre al dato sottolineato da tanti, ossia la "necessità" di chiudere la storia in un albo solo - l'attenzione di Nizzi fosse focalizzata altrove (come ho già detto nel mio lungo post precedente) :zzzzzzz: . Oltretutto, nel momento in cui Larsen e la figlia di Harrison concludono il loro idillio d'amore dopo la messa fuori gioco del dottore criminale, una punizione del padre di lei sarebbe stata un elemento narrativo molto difficile da gestire, per di più con poche pagine. Tex lo ha già bollato come un uomo con due dita di pelo sul cuore, ma di fatto si ferma lì...

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Certo, Tex è uomo di buon senso e sa guardare nel cuore degli uomini; ciò non toglie che la sua reazione nel caso a me paia troppo zuccherosa. L'avrei preferito un po' più duro, tutto qui.

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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, virgin dice:

Certo, Tex è uomo di buon senso e sa guardare nel cuore degli uomini; ciò non toglie che la sua reazione nel caso a me paia troppo zuccherosa. L'avrei preferito un po' più duro, tutto qui.

 

Tex che "pesta" qualcuno in un saloon e poi gli porge la mano per rialzarsi è una costante vista forse decine di volte nel corso dei settant'anni di storia, fin dai tempi di GLB.

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, gilas2 dice:

 

Tex che "pesta" qualcuno in un saloon e poi gli porge la mano per rialzarsi è una costante vista forse decine di volte nel corso dei settant'anni di storia, fin dai tempi di GLB.

Sei mai stato a Nacogdoches?

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40 minuti fa, gilas2 dice:

Tex che "pesta" qualcuno in un saloon e poi gli porge la mano per rialzarsi è una costante vista forse decine di volte nel corso dei settant'anni di storia, fin dai tempi di GLB.

 

Ciò che dicevo; ma non in quella maniera, appunto. Il dialogo a me dà una certa impressione di ridicolo e la frase di Tex è di una goffaggine immane.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Letizia dice:

Sei mai stato a Nacogdoches?

 

Fanno dei buoni tacos?

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, gilas2 dice:

Fanno dei buoni tacos?

Non lo so, non ci sono mai stata.

Dovresti chiedelo a John Wayne, o meglio al Grande Jake.

Ma, attento, non chiederlo all'energumeno della rissa al bar e questo per due motivi: primo perché anche lui non c'è mai stato, secondo perché è  un po' manesco.;)

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Letizia dice:

Non lo so, non ci sono mai stata.

 

E allora che ci vado a fare ;)

 

"Avete pesci?
Non abbiamo pescato, dottore.
Avete pani?
No, doveva portarli lui!
E allora che me moltiplico io?!"

 

(cit.)

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