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Guest Colonnello_Jim_Brandon

[493] La Morte Nera

voto alla storia  

38 voti

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Fabio Civitelli
Periodicità mensile: Novembre 2001

 

Six Mines, un villaggio minerario incassato tra le valli dei Sangre de Cristo. Un posto come tanti, dove, come tante volte accade, la stupidità e la cattiveria hanno trasformato una volgare bravata in un crudele linciaggio. Lo sciamano Pueblo Ala di Corvo è morto tra le fiamme del suo hogan, ma prima di morire ha fatto in tempo a maledire i suoi carnefici. Ora sembra che quell'anatema stia dando i suoi frutti, anche se Tex e Carson non ne sono troppo convinti.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

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Monti sangre de cristo. Tex e Carson, colti alla sprovvista da un violento temporale, si riparano in un piccolo villaggio minerario chiamato Six mines. Appena arrivati al saloon scoprono che i cittadini sono terrorizzata da una misteriosa sequenza di morti inspiegabili attribuite al fantasma di un vecchio sciamano di nome ala-di-corvo, ucciso dalla dobbenaggine dei cittadini di six mines. I cadaveri ritrovati sino a quel momento non mostravano nessuna ferita apparente e la loro pelle aveva assunto il colore dell'ebano. Tex e Carson decidono quindi di indagare sulle misteriosi morti poich? l'ottuso ma onesto sceriffo del luogo non sembra venirne a capo. Ad aiutare i nostri ranger c'è la giovane e sveglia Rosita, la quale si rivelerà una preziosa alleata per smascherare colui che si è macchiato del sangue di molti suoi concittadini.

Una storia nel complesso leggibile, ma a mio parere una di quelle meno avvincenti scritte dal buon Nizzi. L'autore infatti ci regala una ministoria che è più che altro una sorta di clichè delle passate storie imperniate attorno alle "morti inspiegabili" ma alla quale mancha la figura centrale del vecchio Morisco. A parte la giovane Rosita, nessuno dei personaggi presenti nella storia spicca particolarmente per le sue doti o qualità. Tex e Carson, sebbene comincino subito col piede, anzi, "col pugno giusto", dopo un po' seguono inesorabilmente la fine della storia e la loro perfomance va a perdersi nella poco avvincente vicenda.
Una nota positiva sono però i bellissimi disegni del grande Fabio Civitelli, il quale riesce a portare la storia ai "livelli minimi di decenza".... peccato, un'occasione mancata.

Voto : 4

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Storia molto bella

anche se di un solo albo, con morti misteriose, tuoni e lampi. Devo dire che l'atmosfera cupa e spaventosa mi ha fatto un p? rabbrividire soprattutto per la morte dello sciamano che ha lanciato una maledizione che sembra aver colpito la città, anche se è un'altra persona a far morire in modo crudele le persone che hanno appiccato il fuoco alla casa dello sciamano. Interessante anche la parte finale con la scoperta dell'assassino. Voto: 7

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La storia non è un capolavoro, è vero:
un classico "giallo" con un assassino da individuare,
ma, ahimè, arrivati all'ultima vignetta di pagina 34 già si immagina chi sia il colpevole, e si ipotizza pure l'arma, da l' in poi l'avventura si trascina stancamente tra un pranzo e un funerale sino alla fine senza grandi sorprese.
Chissà magari la storia è stata adattata/accorciata a causa del numero 500 alle porte, consideriamo che metà dell' albo serve per organizzare la trappola per il colpevole.


I disegni di sono di un Civitelli davvero in forma, belli, accurati: le strade di Six Mines bagnate dalla pioggia danno una vera impressione di essere fangose
(pagina 18, ultima vignetta), la gelosia e la sofferenza dei due innamorati Linda e Tom è palpabile a pagina 58, tanto che il commento successivo di Carson è addirittura inutile.

Poi Mamy, la "tata", sembra essere appena tornata da "Via col vento",
( peccato che non usi il linguaggio tipico dell'epoca : <<A-ha! beggio che barlare al muro!>> Mamy, pag.80).



Voto

Storia: 5
Disegni 8

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Strana questa storia di un albo, nel senso che non capisco se e' stata "concepita" per la serie regolare o se doveva apparire in qualche almanacco. A Civitelli, essendo uno dei piu' "blasonati" disegnatori texiani, sono affidate storie di una certa importanza, infatti prima di questa aveva disegnato "Il presagio", e non capisco come mai hanno scelto lui per illustrare questa piccola avventura. Comunque il mio parere su "La morte nera" non si discosta molto da quanto detto gia' da Jim Davis. Nizzi poteva svelare l'identita' del colpevole un po' piu' in la', invece di spiattellarcelo troppo prematuramente, facendo abbassare un po' quell'atmosfera da giallo che si respirava dalle prime pagine. L'autore modenese riprende da "Il signore dell'abisso" il mezzo per dare la morte pietrificando il corpo, e questa volta non si sofferma sugli elementi chimici che procurano tale fenomeno una volta colpito la vittima con una cerbottana. Tex e Carson si ritrovano, ancora una volta, a fare i buoni samaritani in faccende di cuore, ma oltre a questo non brillano molto, dato la poca lunghezza della storia. Da notare il sorriso "malizioso" che Civitelli conferisce a Tex quando quest'ultimo, fa conoscenza con la muchacha Rosita, a pagina 18. Una storia senza infamia e senza lode che tutto sommato si legge con piacere. I disegni del maestro Civitelli sono una gioia per gli occhi, specie nelle scene notturne, dove esprime il massimo della sua arte.

Voto alla storia:6

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Come si afferma nel sito di Ubc, probabilmente la ridotta lunghezza di questa storia è dovuta al fatto che mancasse appena un albo per arrivare a colmare tutti gli spazi fino al numero 500: le due storie successive, infatti ( "La maschera dell'orrore" di Nizzi / Ortiz e "La grande invasione" di Boselli/ Marcello ) sono ambedue di 3 albi e probabilmente non si voleva buttare troppo presto nella mischia l'atteso ritorno di Mefisto che, anche con l'annesso riempitivo di "Guerra nel deserto", avrebbe consentito di trovare spazio per una normale storia in due albi se si fosse rinviata la pubblicazione delle 2 storie effettivamente uscite nei nn. 494 -496 e 497 -499. Di conseguenza era necessaria una storia breve che, in quanto tale, poteva essere disegnata anche da uno degli artisti principali della serie come Civitelli, oltretutto abbastanza veloce ( 15 tavole al mese circa, se non erro ). Di conseguenza la vicenda sarebbe stata pronta per la stampa in non più di 7- 8 mesi dall'inizio della lavorazione, cosa assai utile per le necessit? editoriali della SBE.

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Ho finalmente letto anch'io questa breve storia. Si tratta certamente di un riempitivo in salsa giallo - horror ( anche se i disegni sono affidati ad uno degli artisti più titolati della testata ), dall'andamento molto lineare e abbastanza privo di difficolt? per i due pards ( gli elementi generali del plot ricordano in maniera molto chiara "La miniera del terrore" ) , anche se Nizzi cerca di introdurre delle variazioni sul tema (

dato che si parla di facili acquisizioni di concessioni minerarie, ci aspetteremmo che il principale vilain sia il più ricco possidente del paesello, con il medico suo aspirante genero tutt'al più nel ruolo di complice; in realtà invece è quest'ultimo a commettere i crimini, dato che, come sottolinea Tex, i guadagni del suocero finirebbero inesorabilmente alla sua unica figlia; allo stesso modo, potrebbe sembrare strano che la bella Rosita agevoli la felice conclusione del sogno d'amore di Larsen, visto che ne appare attratta, ma poi "sublima" il suo affetto in amore fraterno
), insistendo pure in misura lievemente maggiore del consueto sul motivo sentimentale. Sono inoltre degne di nota alcune reminiscenze di Agatha Christie ( l'arma del delitto, anche se, come lo stesso Nizzi ricorda, non è priva di precedenti texiani, è anche usata in "Delitto in cielo" della scrittrice inglese; più ancora, la maniera in cui Tex inchioda il colpevole, dandosi poi da fare per un felice esito della storia d'amore inserita nella trama rimanda il lettore al modus operandi di Hercule Poirot ). In conclusione, si tratta a mio parere di una sceneggiatura potabile e palatabile, anche se non saporitissima; i disegni di Civitelli, IMHO di ottimo livello, elevano inoltre il livello dell'albo. In sintesi, per me:soggetto 6 +sceneggiatura 6,5disegni 8,5 Modificato da Pedro Galindez

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Quando leggo Tex non voglio ritrovarmi Nick Raider. Civitelli divino dalla prima all'ultima vignetta (da incorniciare la sequenza della rissa, l'unica parte di episodio che ricordo dall'ultima volta -la seconda- che ho letto questa storia).

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Storia contenuta in un solo albo e di conseguenza la trama ne risente(alcuni passaggi risultano troppo velocizzati). Difficile proporre un avventura discreta in sole 114 pagine. GLi aspetti positivi sono che la storia risulta abbastanza leggibile e scorre (velocemente) bene e ha un un poco(ma proprio poco) di mistero che ad alcuni lettori, compreso il sottoscritto, non dispiace di trovare in un fumetto western. Venendo alle noti dolenti... c'è da dire che l'azione E' PRATICAMENTE ASSENTE

Tex si limita a quattro pugni e ZERO colpi di pistola
. Non si capisce neanche il ruolo che ha Carson, non fa praticamente nulla se non aspettare davanti una chiesa Tex che risolve il caso. I disegni sono buoni anche se di Civitelli non gradisco particolarmente il volto che da ai personaggi, sembrano tutte faccie conosciute(anche quella di tex non ho mai apprezzato:troppo "liscia"), tuttavia è unico nel rappresentare l'atmosfera notturna e i paesaggi intorno. Proprio per questo sarebbero potuti essere maggiori la rappresentazioni del paesaggio dove si sviluppa la vicenda. In voti:Storia:6-4Disegni:7-4.5

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Onestamente, ricordo poche storie texiane di valore da un solo albo: 'Vendetta Indiana' , 'Tex 200' e ' Massacro' (contenuto in due albi, ma delle dimensioni di uno) sono gli unici che mi sovvengono adesso... sarà che mi piace il Tex dilazionato(senza raggiungere la prolissit? nolittiana), ovvero il Vero Tex, ma , certamente, 'La Morte Nera' non è tra queste. La sceneggiatura mi sembra un po' raffazzonata, scialba, priva di pathos ( Nizzi era già piuttosto svogliato di Tex ). I disegni non mi dicono nulla: il tecnicamente bravissimo Civitelli non mi dice nulla: bel tratto, curato, ricercato, ma senza anima, senza movimento, senza West. Il West per me è sporco, puzza, sa di alcool come i peggiori bar di Caracas, non è una cartolina: e lo dico col massimo rispetto per un disegnatore affezionato al nostro ranger. Il vero West è Ticci, Ortiz, casomai Fusco, non Civitelli. Non mi sento di dare un voto, non ha senso: tuttavia, niente di che.

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Un buon albo autoconclusivo, uno dei pochi a dire il vero se facciamo eccezione per i centenari:piacevole nella lettura, per me più che buono sia sul piano narrativo che su quello grafico. Tutto incentrato sulla misteriosa "morte nera" provocata da dardi avvelenati, così come avevamo visto in un altro paio di occasioni nella storia del ranger. Disegni ottimi, con un Civitelli nel pieno del suo splendore e della sua maturit? artistica, davvero una delizia per gli occhi. Voto 7,5

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Quello che mi ha lasciato molto perplesso è quando ad inizio albo i cittadini locali dentro il saloon accorgendosi dell'arrivo di Tex e Carson prima si raccomandano di non fare il minimo accenno alla "morte nera", poi non appena i due pard mettono piede dentro il saloon fanno a gara nel "tradirsi". Nizzi poteva trovare un espediente un po' meno sciocco e soprattutto più credibile per far entrare in gioco Tex e Carson.

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Personalmente, invece, ho trovato gradevole questa storia. I disegni di Civitelli sono bellissimi, come sempre. Io la sufficienza gliela darei, alla storia, anche se non è molto emozionante, è comunque leggibile fino in fondo

Concordo in pieno con questa descrizione della storia. I fantastici disegni di Civitelli favoriscono la lettura di questa storia dalla durata di un solo albo. C'è di molto peggio. Voto 7,5 complessivo con una menzione particolare per i disegni

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Secondo me la storia è stata ben sviluppata. L'atmosfera è intrigante, questo paesotto nascosto in una valle tra le montagne. Queste persone impaurite da strane morti. I disegni di Civitelli rendono benissimo l'atmosfera e danno quel tocco irreale che ci sta. Queste casette perfette, l'erba a posto, ma è proprio questo contrasto che deve essere. La tranquillit?, i riti, la devozione e le supertizioni degli abitanti interrotti da queste orribili morti con i cadaveri dal colore nero, misteriose come se fossero una maledizione. Ben fatta. Voto 10 e disegni 10.

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Io trovo che questa sia tutto sommato una buona storia, nonostante la pensi come Don Fabio sulle storie brevi (le storie di un albo difficilmente possono raggiungere vette elevate).

Non ci vedo un Nizzi svogliato, ma un autore esperto di gialli che, una volta tanto, e per lo spazio esiguo di un albo, ci ha proposto una trama gialla e non western. Non è western perchè l'azione, come avete detto in tanti, è praticamente assente, e anch'io mi chiedo, come Carson00, che senso avesse qui la presenza di Carson: ad esempio, qualche giorno fa ho letto "Pioggia", e qui, nonostante la brevit? della storia, a mio parere il Vecchio Cammello ci sarebbe stato benissimo. In questa storia, invece, è poco più di un orpello: o gli si fa fare qualcosa in più, oppure (sia pure con mio rammarico) è meglio lasciarlo a casa.

E' un giallo discreto, anche se è vero che colpevole e arma del delitto sono abbastanza scontati. Il suo punto di forza è probabilmente l'ouverture, con i pochi abitanti del paese asserragliati nel saloon, terrorizzati dai recenti inspiegabili avvenimenti e dalla maledizione del vecchio indiano. In questa prima parte, anch'io come Pedro Galindez, rivedo molto de La miniera del terrore, storia ovviamente di ben altro spessore rispetto a questa.

Tirando le somme, è una storia che si fa leggere bene, un buon riempitivo, senza ambizioni ma senza dubbio onesta.

Sul capitolo disegni: le parole di Don Fabio mi fanno riflettere molto, perchè avrei potuto scriverle io qualche anno fa. Anch'io, pur trovandolo tecnicamente perfetto, non venivo "scaldato" da Civitelli: più da Piccole Donne (come mi pare abbia detto da qualche altra parte lo stesso Don Fabio) che non da West. Al bianco "freddo" di Civitelli preferivo il nero sporco e "puzzolente" di Ortiz, Fusco, Ticci o Font, o il tratto morbido e caldo di Marcello. Da qualche anno a questa parte, invece, Civitelli mi emoziona: le espressioni dei suoi volti sono parlanti, i suoi paesaggi, sè perfetti e puliti, sono anche stupendamente scenografici nel loro realismo.

Storie come Il Presagio, La Grande Sete e La Cavalcata del morto le ricordo anche per il suo determinante contributo.

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certo nizzi non è agatha christie ma per essere una storia autoconclusiva non mi è dispiaciuta, giallo semplice e scorrevole arricchito dai sontuosi disegni di Civitelli che per me ? il migliore disegnatore "moderno" se consideriamo il rapporto velocit?-qualità. I cadaveri che diventano neri è un p? topolinesca ma insomma...voto 6,5

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Raramente in Tex le storie autoconclusive (e/o celebrative, anche se non è questo il caso) sono destinate a passare agli annali, e questa purtroppo non fa eccezione alla regola. Trama interessante, ma troppo raffazzonata, che si conclude troppo in fretta e soprattutto risulta troppo prevedibile: già la prima volta che ho letto questa storia, appena entrato in scena Walker avevo capito che il cattivone di turno era lui (in una vignetta a metà storia, Civitelli illustra Harrison in maniera da tentare di insinuare dubbi nel lettore, ma ormai la frittata era fatta). Certo, lo spazio era quello che era, ma proprio per questo ritengo fosse opportuno sviluppare la vicenda in maniera diversa ed in almeno un paio di albi. Un'altra cosa che mi ha lasciato molto perplesso è stata la non reazione di Tex nei confronti di coloro che avevano causato la morte di un essere umano, per lo più indiano, solamente perchè non sapevano come combattere altrimenti la noia: in situazioni del genere, Tex e soci fanno di tutto per assicurare giustizia alle vittime, in questo caso invece (forse perchè troppo presi dalle prorit? più immediat la morte dell'indiano era avvenuta un anno prima, ma non sono una scusanti plausibili, specie considerati i soggetti e il loro concetto di giustizia) la cosa sembra lasciarli del tutto indifferenti. Per concludere, eccomi ai voti: 7 alla sceneggiatura ed 8 ai disegni di Civitelli, non del tutto concordi con il testo ed il contesto.

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8 ai disegni di Civitelli, non del tutto concordi con il testo ed il contesto.

Perdonami Juan, ma questa non l'ho proprio capita... vuoi dire che i disegni di Civitelli non si adattano alla storia? E perchè? Comunque in questo caso non sarei per niente d'accordo con te! :)

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Piccola curiosità. Ho letto oggi il primo volume di Larry Yuma, acquistato a Milano sabato scorso. Non mi sembra che sia riportato nel libro Tex secondo Nizzi, ma l'autore per creare questa storia di Tex si è chiaramente ispirato all'ultima storia del volume in questione "Il Villaggio del Terrore". Stessi personaggi e situazioni. Cambiano in buona sostanza soltanto due cose: la maledizione è puramente inventata dal cattivo di turno, nel senso che l'indiano morto nella storia di Larry Yuma, è deceduto per stenti e fame non aiutato dagli abitanti del villaggio forse razzisti. Oltre a questo gli omicidi non vengono commessi con la "Morte Nera" ma l'assassino usa arco e frecce. Se avete la storia di Larry Yuma potete leggere e divertirvi a trovare le differenze e i riferimenti. Preciso che dopo averla letta, preferisco di gran lunga l'originale in Larry Yuma, Nizzi era chiaramente più ispirato e libero di muovere i suoi personaggi!

Modificato da Sam Stone

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