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Personalmente ritengo che Mefisto abbia fatto ormai il suo tempo e dopo l'ultima epopea boselliana, che ha messo a posto ciò rimasto in sospeso con la pessima prova di Nizzi, spero di cuore che nessuno degli autori lo recuperi più dall'inferno in cui è finalmente riprecipitato. Anche Yama non ha più nulla da dire, forse Lily potrebbe essere recuperata con una buona idea, e con una storia non magica, ma per il resto, anche basta! Trovo sia più interessante provare a creare un nuovo avversario ricorrente, magari più in sintonia con lo stile degli sceneggiatori attuali, piuttosto che sforzarsi a cimentare con quei personaggi che non potranno più tornare ai livelli di quando in cabina di regia c'erano G.L. Bonelli e Galep.3 points
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Il capitolo in cui Fra Cristoforo va al castello di Don Rodrigo (mi pare sia il quinto) è talmente senza tempo che a rileggerlo oggi e a riflettere sulla sua attualità è quasi sconfortante.1 point
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Conoscendomi, avrei cominciato a parlare dei 4,50€ ad albo chiedendomi se ne valga la pena (come talvolta ho fatto in passato). Invece sto pensando di rimanere a bordo anche per la storia con Mefisto che comincerà a Novembre1 point
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Salgari non l'ho ancora Ri-letto perchè a parte il ciclo della malesia (che mi ero divorato da bambino) gran parte vorrei LEGGERLO, recentemente mi sono letto il primo romanzo del ciclo del far west e contestualizzando il west abbastanza "mitico" dell'epoca (immaginatevi su che fonti poteva lavorare Salgari...) l'ho trovato appassionante. Avendo poco tempo le mie riletture sono soprattutto fumettistiche (ho già parlato di quelle di GL Bonelli), ma pochi anni fa mi sono riletto le storie originali di Conan di Robert E. Howard (finalmente ristampate senza le modifiche di De Camp) e le ho trovate fantastiche, e mi sono comprato le altre edizioni integrali delle sue altre opere nella stessa collana (le riletture portano spesso ad altre letture...). In gran parte, con qualche delusione ogni tanto, molti di quegli autori disprezzati da una certa critica snob perché "troppo pulp" o (in Italia) "per bambini" (e capisci che non li hanno letti, sono di un efferato che oggi li vieterebbero ai minori... ) sono molto meglio di come vengono dipinti. Verne invece non l'ho riletto, ho avuto un "trauma" alle medie leggendo (per la scuola!) un suo romanzo minore (ambientato al polo, non ricordo il titolo) che già all'epoca reputai il più brutto e banale romanzo avessi mai letto (avevo già passato i 300 romanzi, all'epoca li contavo, poi ho smesso di contarli...) e da allora me ne sono tenuto lontano... Un caso in cui la rilettura mi ha fatto cambiare totalmente idea è stato Milan Kundera. Negli anni 80 incuriosito dal bailamme attorno all'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere me lo ero letto... e non l'avevo capito. Non avevo capito quanto fosse "feroce" con i suoi personaggi, ironico e autoironico, e come lo scherzo, l'ironia fosse la chiave di tutta la sua letteratura. Non mi era piaciuto. Poi, pochissimo tempo dopo (quindi non stiamo parlando di rileggere in epoche diverse, ero comunque fra i 20 e 30 anni) ho letto il suo primo romanzo, "lo scherzo", e poi sono andato avanti IN FILA, uno dopo l'altro, in ordine cronologico (sarebbe da leggere così, ogni romanzo costruisce su quello detto dai precedenti), ed è diventato il mio autore preferito per decenni (fino al suo declino negli ultimi anni prima della morte, le ultimissime opere sono un po' deludenti), E quando ho riletto l'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere l'ho adorato, anche se non lo consiglierei mai come opera per iniziare Kundera. Dovrei rileggere Svevo. La Coscienza di Zeno l'ho letto che era davvero troppo giovane (le solite letture "consigliate" a scuola, che partono dall'idea che saranno gli unici libri che leggerai in vita tua e quindi invece di stimolarti a leggere ti vogliono riempire come un tacchino prima che scappi... per fortuna ero già un lettore compulsivo prima di andare a scuola o mi avrebbero fatto passare ogni desiderio di leggere...)1 point
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Dipende. La meraviglia, ce la mettevi solo tu? Cioè, l'opera era in realtà mediocre, derivativa, banale, e solo la tua ingenuità e poca esperienza te lo hanno fatto sembrare un capolavoro? Allora rileggerlo in un certo senso "rovina" il ricordo dell'opera. Ma visto che era un falso ricordo... è tanto un male? I TUOI ricordi personali rimangono, non vengono "rovinati", cosa ti ha dato quel libro, semplicemente non attribuisci più al libro meriti che non aveva. Ma se il libro era davvero valido... rileggerlo con maggiore esperienza consente di leggerlo MEGLIO, capire cose che la prima volta ti erano sfuggite. Per fare il classico esempio "texiano"... io ho sempre adorato le storie di GL Bonelli, sin da bambino. Ma rileggendole adesso... mi rendo conto di quanti dettagli mi erano sfuggiti. Quindi la rilettura è spesso una LETTURA, perché la prima volta non aveva davvero "letto" l'opera. Idem con tanti altri autori validi, da Martina a Barks a D'Antonio. Quindi, in generale direi che rileggere (anche se purtroppo ormai non se ne ha il tempo, schiacciati dalle novità) è sempre una cosa positiva, e in realtà non "rovina" i ricordi, ma li contestualizza.1 point
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Il bagaglio di conoscenza di un fanciullo che si affaccia al mondo della lettura, è come una lavagna pulita; ogni opera, poesia, fumetto che si legge è un piccolo segno che si lascia impresso in quella lavagna. Ovviamente agli inizi, ogni segno è importante e non si vede l'ora di emozionarsi ancora, per lasciare impressi altri segni, man mano più complessi e articolati, per colmare quel grande spazio. Col passare degli anni, gli spazi vuoti nella lavagna diminuiscono, quindi, logicamente, si sceglie con più accuratezza quali segni lasciare impressi e si cerca di evitare doppioni o tracce inutili, tuttavia per un lettore, possono cambiare gli spazi o i segni sulla fatidica lavagna, ma l'amore per la lettura, se scocca in gioventù, non muore. Similitudine da discount a parte, reputo che è naturale che crescendo cambiano i gusti o lo spirito critico di ognuno di noi; le opere sono sempre quelle ma per forza di cosa cambia il nostro punto di osservazione. In parte è vero che si perde un po' di magia (chi dimentica il primo amore!), così come è pur vero che si rivalutano o scartano, a secondo dei casi, opere lette in gioventù, ma di certo chi ha imparato ad amare la lettura, quella lavagna non la abbandona e proseguirà a scegliere i suoi segni finchè le meningi tengono. Nello specifico posso dire che quando ero un tenager la lettura di Tex mi appassionava all'ennesima potenza, era un mondo nuovo che stavo scoprendo e che ho imparato ad amare, sparatoria dopo sparatoria. Ora che davanti allo specchio scorgo i primi fiocchi di neve in testa, magari non riesco più a dedicare tutto quel tempo come in passato e spesso prevedo dove l'autore può andare a parare (anni di esperienza di lettura aiutano in questo caso) ma credetemi, mi emoziono ancora quando esco dall'edicola col nuovo albo in mano e inizio a sfogliarlo. Tex, Carson, Kit e Tiger e tutto il loro universo mi è familiare e ogni volta mi sembra attraversare un varco dimensionale che mi catapulta in una dimensione ove problemi, stress e paranoie quotidiane non esistono. Certamente non tutte le storie mi piacciono, affinando la critica questo capita più spesso, ma l'amore per la lettura rimane radicato. Se così non fosse, non mi troverei qui, a riempire topic e topic di commenti e recensioni del mio personaggio preferito. E questo concetto vale per ogni romanzo, racconto o saggio che mi appresto a divorare. Chiudo con una citazione del grande Umberto Eco: "chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la sua. Chi legge avrà vissuto 5000 anni, perchè la lettura è un'immortalità all'indietro". Puro Vangelo!1 point
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Pratt ha scritto Corto Maltese per 30 anni, nel frattempo cambiando stile, progetti, formati, a me per esempio piace moltissimo nelle prime storie e molto poco nelle ultime (in mezzo purtroppo era arrivata la sbandata italiana per il "fumetto d'autore" e uno pigro e furbo come Pratt c'era andato a nozze, calandosi perfettamente nei panni del "maestro di Malamocco" che faceva solo opere d'arte anche quando pagava il conto al ristorante con uno scarabocchio nel tovagliolo) Quindi, anche se la moderna moda della "lettura cronologica PER IL PERSONAGGIO" (secondo cui per esempio bisognerebbe leggere Nueces Valley prima di ogni altra storia di Tex, una follia) è SEMPRE stupida, assurda insensata e masochistica, nel caso di Corto Maltese è PARTICOLARMENTE stupida, assurda, insensata e masochistica. Di "Corto Maltese" bisogna leggere prima la "Ballata del Mare Salato". Punto. Non ci sono ma o motivazioni sensate per fare diversamente, e quelli che pubblicano serie di Corto in cui non è il primo volume o sono incapaci o vendono specchietti e perline colorate (considerando che quelle storie le vendono anche colorate al computer, ritagliate e tagliuzzate e rimontate malamente direi che è molto probabile la seconda) (e oltretutto... a parte UNA, ignorabile tranquillamente, "la giovinezza", le storie di Corto Maltese di Pratt SONO in ordine cronologico..., e la "ballata" è la prima) Se hai una biblioteca vicino che ce l'ha, il mio consiglio è di leggerti il sacro graal, l'edizione unica e assoluta, pubblicata in occasione dei 40 anni del personaggio nel 2007 (o una delle sue successive ristampe): volumone enorme, tutte le pagine originali riscansionate, carta ottima, tutto originale senza boiate successive, c'era persino la lettera-omaggio ad Ivaldi tolto dalle edizioni successive. Quando uscì non ci credevo: erano ANNI che non usciva un edizione decente di Corto Maltese, le vecchie erano andate esaurite e le nuove erano una peggio dell'altra, ritenevo la Lizard ormai totalmente incapace di ristampare decentemente Pratt, quando escono con questo volume meraviglioso... (purtroppo, fu un caso. Deve averlo progettato qualche quinta colonna in redazione o è stato un colpo di follia, che non si è più ripetuto, dopo hanno continuato a ristamparlo IN-decentemente). Visto il costo del volume non vorrei farti spendere tanti soldi senza sapere se poi ti piace, ma so che appunto per il costo molti l'hanno fatto acquistare dalle biblioteche locali, può vale la pena provarci. Se in biblioteca non c'è (e non c'è nemmeno un altra edizione), e non vuoi spendere tanto, si trovano ancora a buon prezzo le vecchie edizioni in b/n di grande formato della Mondadori, ma si trovano nel mercato dell'antiquariato. Se non trovi manco quelle, guarda cosa trovi, il meglio è in b/n ma al limite il colore è un compromesso accettabile, le edizioni rimpicciolite o rimontate NO Poi, ecco l'ordine di lettura delle storie successive: https://it.wikipedia.org/wiki/Albi_di_Corto_Maltese Come dicevo la pubblicazione originale varia: la "ballata" è un miracolo: un ricco appassionato di fumetti, Fiorenzo Ivaldi, decide di diventare un po' meno ricco pubblicando una rivista di fumetti, "Sgt Kirk" (1967-1978) dedicata soprattutto al suo autore preferito, Pratt (che all'epoca era già tornato in Italia e lavorava con il corriere dei piccoli) e praticamente gli dà un pacco di soldi per fare quello che gli pare. E Pratt tira fuori quella che è considerata la seconda graphic novel italiana (la prima è la Rivolta dei Racchi), "La Ballata del Mare Salato" (poi nelle ristampe successive diventa "Una Ballata del Mare Salato) un opera corale (ci sono almeno cinque protagonisti, di più se contiamo anche i "cattivi" come Rasputin) in cui compare, come personaggio importante ma non protagonista unico (almeno all'inizio, anche se alla fine è lui a dominare la scena) questo "corsaro romantico del xx secolo" chiamato Corto Maltese. il successo è immediato e la Ballata viene subito ristampata anche dal Corriere dei Piccoli (e la maggior parte dei lettori la conosce lì, il Sgt Kirk costava troppo e non era nemmeno distribuito in tutta Italia) , ma in Italia soldi non ce ne sono: come tanti altri par diventare davvero famoso Pratt deve "andare in Francia", dove la Ballata ha avuto un grande successo e la rivista per ragazzi "Pif Gadget" gli commissiona altre storie di Corto Maltese. Solo le 20 famose "storie brevi" che per me sono l'apice di Pratt come autore, pubblicate su Pif Gadget dal 1970 al 1973. La storia lunga successiva di Corto Maltese è invece pubblicata in Italia da linus, dal 1974 al 1977, "Corte Sconta detta Arcana". E questa per me è la parte "indispensabile" di Corto Maltese. Pratt sta diventando sempre più famoso, si diffonde la strampalata idea idiota del "fumetto D'autore" e c'è sempre più fumo e niente arrosto. Non che Corto Maltese diventi una schifezza, tutt'altro, ma comincia a mutare, nei testi e nei disegni, diventando sempre più fiabesco, onirico, nozionistico e manieristico. Ma le opere che ho citato fino ad adesso per me sono tutte capolavori. Se ti piacciono vai avanti con le successive finchè continua a piacerti. (a parte "la giovinezza": quella puoi lasciarla perdere, è una storia abortita perchè prima ancora di iniziare davvero la storia Pratt e il quotidiano "le Matin di Paris" dove veniva pubblicato a strisce hanno deciso di interromperla. Alla Bonelli gli abbozzi come questo rimangono nel cassetto, ma Pratt è un "autore" e si pubblica pure la lista della spesa...)1 point
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Ah, Leo, questa è davvero una grave lacuna! Rimedia primo o poi! (possibilmente con un edizione di grande formato in bianco e nero, l'edizione originale era in b/n su rivista di grande formato, poi per speculazione nel corso dei decenni l'hanno ristampata colorata, rimontata, rimpicciolita, o massacrata in ogni maniera per infilarla in qualunque formato... per fortuna è una delle poche opere di Pratt di cui si trovano anche edizione ottime e fedeli a costo relativamente basso) Visto che non l'hai letto non ti faccio spoiler, racconto solo l'inizio. Nizzi prima di tutto sostituisce l'oceano pacifico con un deserto. (la "Ballata" è ambientata nel Pacifico durante la prima guerra mondiale, fra moderni "pirati" che saccheggiano le navi Inglesi per conto dei tedeschi). Leggi questa descrizione tenendo davanti le prime pagine del Texone di Brindisi: All'inizio della "Ballata", vediamo una barca di pirati comandata dal capitano Rasputin (che ha la stessa identica faccia di Monkey) e il suo sottoposto Cranio (qui Kirby) durante una azione di pirateria, per cui si "travestiranno" da inglesi (nella Ballata mettono semplicemente la bandiera inglese, nel Texone si devono travestire da soldati), ma prima di raggiungere il loro obiettivo trovano un naufrago alla deriva, Corto Maltese (Kit Willer) Rasputin vorrebbe lasciarlo in mare, ma Cranio praticamente lo obbliga a salvarlo (nella Ballata, Corto Maltese è già loro complice, e Cranio ricorda a Rasputin che il loro capo, il Monaco, non sarebbe contento se Rasputin lasciasse a morire uno dei suoi capitati. Nel Texone la cosa è più buttata là, Kirby lo salva perchè sì e Rasputin si lascia convincere a portarlo con loro perchè l'hanno riconosciuto come figlio di Tex) Comunque, nel corso della scena, in entrambe la storie "Rasputin" giura che un giorno ucciderà "Cranio" Successivamente i pirati raggiungono il loro obiettivo (una nave inglese / una carovana), il trucca della bandiera funziona, la nave li lascia avvicinare indisturbati. Rasputin uccide a sangue freddo il capitano (il capo-carovana) e fa massacrare il resto dell'equipaggio dai suoi uomini. Senza stare a raccontare tutto il resto scena per scena, i banditi (i pirati) sono comandati da una figura incappucciata chiamato il Monaco (il Predicatore) che si scoprirà essere.... [censura antispoiler, ma è identica al texone] Ovviamente con l'intervento di Tex e Carson le due storie divergono man mano sempre di più, e molte scene della "Ballata" sono eliminate (la ballata ha meno di 200 pagine, ma sono pagine di rivista su quattro strisce con una narrazione più rapida di quella moderna, non ci stava tutto in un Texone), ma fino alla fine un sacco di scene sono prese pari pari dal fumetto di Pratt (pandora/liza che graffia il volto di Rasputin/Monkey, il viaggio nella notte di Pandora e Tarao, etc), anche se i personaggi non interpretano sempre lo stesso "ruolo" (Kirby a volta fa Cranio a volte fa Corto Maltese, Kit Willer a volte fa Corto Maltese e a volte fa Cain, a volte fa Tarao) Insomma: anche se appena vedi Monkey lo riconosci SUBITO come Rasputin, il fatto che fosse la "Ballata" sarebbe stato palese comunque. Ci sono scene iconiche, dialoghi che sono rimaste nell'immaginario dei lettori per decenni e che si riconoscono immediatamente, la figura del Predicatore e del Monaco, con lo stesso identico segretoi... Come potevano pensare che non se ne sarebbe accorto nessuno? L'unica spiegazione che posso darmi, dal punto di vista della Bonelli, è che l'albo sia stato riletto frettolosamente e senza fare molta attenzione a quegli elemento, e che Bonelli o Canzio o tutti e due per qualche motivo non abbiano potuto rileggerlo. Oppure, magari, non hanno detto nulla per evitare "l'Effetto Spoiler". Sì, perchè anche questa cosa è assurda: Nizzi copia anche il mistero del Monaco, il destino dei personaggi... nel momento in cui riconosci che è la "Ballata", la lettura diventa un mero esercizio da settimana enigmistica, "trova le differenze", ma la trama non presenta alcun mistero, sai già come andrà a finire e chi è chi. Le "citazioni" e gli "omaggi" non funzionano così, non sono fatte in maniera che se le riconosci ti rovini la storia. Questo invece è il funzionamento dei plagi, in cui speri che non se ne accorga nessuno. Ora, va bene che Nizzi non frequenta molto il mondo del fumetto, ma come poteva pensare che non se ne accorgessero tutti? È forse sfiducia e disprezzo nei confronti dei lettori di Tex, immaginava che quei lettori "bassi e popolari" in gran parte non conoscessero Pratt? O forse non si era reso conto della capacità dei social di connettere i lettori e pensava che anche chi se ne sarebbe accorto non avrebbe potuto farlo sapere in giro? Contava sul leccaculismo della cosiddetta "critica" italiana, che era sdraiata supina ad adorare qualsiasi cosa pubblicata da Bonelli ed esaltava le peggiori schifezze di Nizzi (e non solo)? Si sentiva intoccabile? O magari, era semplicemente menefreghismo, avrebbe abbandonato la serie pochi anni dopo, e aveva visto che tanto ormai gli pubblicavano davvero di tutto, poteva fare quello che voleva?1 point