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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

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Messaggi pubblicato da Diablero

  1. 27 minutes ago, frank_one said:

    Sono d'accordo con @Diablero, stesso personaggio, ma due fumetti diversi. "Tex Willer" prende le storie di "Tex" e ne riorganizza la cronologia al fine di renderla più storicamente e geograficamente coerente, accurata, verosimile forse, apportando piccole correzioni dove necessario. Questo lavoro di revisione però è da intendersi funzionale esclusivamente internamente alla testata "Tex Willer", ovvero non agisce retroattivamente anche sulla testata "Tex". I due fumetti sono indipendenti.

    Secondo me, la maniera più sicura e più rispettosa per i lettori è il lasciare la scelta a loro. Proprio come con il sesso: in passato GL Bonelli diceva che "Tex a donne ci va, ma fra una storia e l'altra", ma in realtà ciascun lettore era libero di crearsi il suo "canone" da solo, immaginarsi Tex castissimo che non ha toccato una donna in maniera "peccaminosa" da vent'anni, o immaginarselo avere brevi avventure romantiche fra una storia e l'altra, o addirittura immaginarlo come abituale frequentatore dei bordelli locali: il fumetto non ne parlava, e questo soddisfaceva tutti. (Poi si è scelto di rendere praticamente "ufficiale" la castità, scegliendo per noi, dando ragione solo ai più bacchettoni e mettendo a dura prova la sospensione dell'incredulità degli altri: un errore, come sempre quando non si seguono le buone pratiche passate...)

     

    Allo stesso modo, se nella serie "Tex" non vengono mai citate le retcon di Tex Willer, ogni lettore è libero e soddisfatto: chi non legge Tex Willer può continuare a farlo, rispettato dall'editore e non obbligato a doversi leggere (e comprare) altri albi per capire le storie nuove (se succedesse, per me sarebbero di più quelli che smettono e basta), chi invece legge e gradisce Tex Willer può immaginarselo come il vero passato di Tex.

     

    Proprio per il fatto che Boselli sta cercando di restare il più vicino possibile alle storie di GL Bonelli, è perfettamente possibile fare storie che citano il passato di Tex senza citare esplicitamente Tex Willer, non sarebbe difficile.

     

    Il problema è il nerdismo acuto che spinge non solo i fan ma anche gli autori a voler dire "ho ragione io!" e a dire che se Kate Warne è apparsa su Tex Willer iniziano a pigolare "adesso la vogliamo anche su Tex serie regolare!". Con il bel risultato che sempre più lettori si rompono i co####ni di questa continuity interserie e decidono di mostrare verso l'editore lo stesso tipo di rispetto, lasciandogli gli albi in edicola e usando i soldi per comprasi qualcosa di meno nerdato... :rolleyes:

     

    [Kate Warne non è un esempio a caso, visto che la sua apparizione sul Texone è una chiara rottura di questa "distanza": ma lì tutto il Texone era un episodio di Tex Willer. Avrebbero dovuto per onestà chiarirlo già in copertina, ma questo avrebbe voluto dire che chi non compra Tex Willer non l'avrebbe forse preso. E invece ti vogliono obbligare a leggere Tex Willer, mica lasciarti decidere da solo...  :rolleyes:]

     

    Personalmente compro tutti i Tex Willer e da quando è uscita è sempre stata costantemente la serie con le storie migliori (è ovvio che anche Boselli ormai la preferisce), e quindi CONSIGLIO di leggerla, ma se la mettono come un OBBLIGO per capire le storie di Tex... beh, girerebbero le scatole anche a me.

     

     

    • +1 2
  2. 8 minutes ago, Carlo Monni said:

    1) Rock Spring in Texas non esiste e non è mai esistita . Esiste una una Rocksprings fondata nel 1891 che non ha nulla a che vedere con la Nueces Valley da cui è anche abbastanza lontana.

    Il punto è che nella versione di GL Bonelli Tex NON VENIVA dalla Nueces Valley...  B)

     

    "Tre miglia a Est di Rock Spring, nel sud del Texas, poco lontano dalle sorgenti del Nueces"

     

    "Sorgenti", non "vallata".

     

    Vedere mappa esplicativa su dove sono le sorgenti:

    th?id=OIP.PYnflr24KLvhkOlgLRQQlwHaM5%26p

     

     

    GL: Bonelli guardava i nomi dei luoghi dalle mappe e dalle cose che leggeva, ma avrà avuto mappe moderne, non dell'epoca (quante volte hanno raccontato che all'epoca manco avevano buoni riferimenti per le pistole?), quindi è irrilevante quanto è stata fondata Rock Spring (o se esiste o meno)

     

    Boselli ha "spostato" il ranch verso la foce di diverse centinaia di miglia. E ha pure spiegato uno dei motivi: dal posto indicato CON PRECISIONE da GL Bonelli, non si poteva raggiungere il confine del Messico nei tempi indicati dalla storia "il passato di Tex" (e un altro possibile motivo è che era poco credibile avere una fattoria lì in un epoca in cui era territorio Comanche e non c'erano uomini bianchi...)

     

    È una differenza importante? No. Fra il cambiare la trama de "il passato di Tex" e cambiare un piccolo dettaglio citato in una vignetta, ha fatto la scelta giusta. Ma è molto importante il MOTIVO per cui era necessaria questa scelta:

     

    Il motivo è che Tex Willer non è Tex.

     

    Sono sì lo stesso PERSONAGGIO ma non è lo stesso FUMETTO. Come quando fanno un fumetto molto più "storicamente corretto" su Calamity Jane e la presentano com'era veramente rispetto ad un fumetto degli anni 50 dov'è una sventola da paura: il personaggio è lo stesso, ma sono fumetti diversi.

     

    Tex Willer ha una continuity stretta, con tanto di date, tipo Ken Parker. Su Tex a parte quando torna qualcuno le storie potrebbero anche non essere nemmeno avvenute nell'ordine di pubblicazione. Tex Willer è il più possibile "storicamente corretto", Tex no, su Tex ci sono i dinosauri e il Messico ha fatto guerra agli stati uniti per avere l'oro recuperato da Tex.

     

    Tex Willer è un interessante "esperimento letterario", cercare di incastrare la vita e le storie di Tex (che nella serie regolare erano raccontate con la "storicità" dei film western anni 50...) nel west "storico". un "esperimento" che richiede adattamenti della storia di Tex (che non può più stare tre anni fermo a lavorare nel rodeo) e adattamenti alla "storia" (Cochise nato più tardi, Juan Cortina che inizia la sua "guerra" anni prima, i Texas ranger che non vengono mai sciolti e hanno un "servizio segreto", etc. etc.)

     

    Lo vedo che Boselli sta cercando di rendere "canonico" Tex Willer anche in PRATICA su Tex (lo è già "formalmente", visto che si è sempre detto che è proprio lo stesso personaggio, non una versione di un universo alternativo), ma per me fare riferimento agli avvenimenti avvenuto su Tex Willer nella serie regolare è un grave errore:

    1) Non tutti i lettori leggono Tex Willer (anzi, sono più quelli che non lo leggono) e non è mai bene far incavolare i lettori...

    2) uno dei motivi per cui Tex è sopravvissuto fino ad adesso è che ogni lettore può prenderne un numero, iniziare a leggerlo, e gli basta sapere chi è Tex e cosa fa. O può prendere un numero ogni tanto senza preoccuparsi di avere "perso le storie in mezzo". Iniziare a dirgli troppo spesso "vedi Tex Willer xx" rendendo Tex una serie con una continuity più stretta... lo farà chiudere prima. Perché come tutti i fumetti in continuity, diventerà ostile verso i nuovi lettori.

     

    È per questo che le ret-con fatte da Boselli sulla serie regolare ultimamente mi hanno fatto inxxxxare a bestia (eufemismo) perchè andavano ad alterare in parti SOSTANZIALI (non il nome di un posto, ma proprio avvenimenti fondamentali in storie fondamentali) le cose CHE NON DOVEVA TOCCARE di avventure "mitiche" nell'immaginario di milioni di lettori. (E per questo le rigetto completamente: potete dire quello che vi pare sul fatto che hanno il "bollino ufficiale" dell'editore, conta un xxxxx rispetto a milioni di lettori che hanno letto quella storia nel corso degli anni, e che le robe attuali non le leggono neanche più: per me quelle storie di Boselli sono "canoniche" tanto quanto la Calver City in Texas di Nizzi, cioè ZERO). Mentre invece le modifiche (molto piccole per ora, ne ha fatte di gran lunga peggiori nella serie regolare) fatte su Tex Willer le accetto proprio in nome di questo "esperimento collaterale".

     

    Ma solo finché rimane un collaterale e una "sfida letteraria" avvincente: se fa l'errore di Burattini che ha reso "canoniche" citando nella serie regolare le sue insensate "origini" di Zagor che tolgono a Zagor qualunque senso... finirà (de)trattato come Burattini dagli stessi lettori che oggi lo osannano.

    • +1 1
  3. Ruju non ha resistito, e ha messo le sue solite "sboronate" tarantiniane da film action anni 80. Per me è chiaro che vuole scrivere storie come quelle, con personaggi di cartapesta che dicono frasi stupide passando da un colpo di scena senza senso al prossimo dicendo battute sceme...  :rolleyes:

     

    E non è l'unico: non so che cavolo gli è successo agli autori di fumetti italiani di quella generazione ma sembra che abbiano visto solo storie come quelle, e un film di John Ford o Hawks non sappiano nemmeno che esistono...  (o non li capiscono, come ha confermato tempo fa Colombo dimostrando di non aver mai capito Sentieri Selvaggi...). Non saprebbero scrivere un personaggio intelligente e non tamarro manco sotto tortura...  :laugh:

     

    Non mi sto riferendo al duello finale, quello ci sta benissimo, il fuggiasco si ferma e lo aspetta, ovvio che Tex non gli spara con il fucile da lontano anche se sarebbe la cosa più sicura, per fare piuttosto uno scontro faccia a faccia. E infatti non capisco perchè Ruju abbia sentito il bisogno di metterci PRIMA un insensato "doppione" del duello finale (due duelli in dieci pagine?) sotto forma di uno strambo "ottello" in cui Tex e i due indiani vedono una rapina con ostaggi CHE STANNO PER SALTARE IN ARIA e la prima cosa che pensano è andare LORO ad offrire "un duello leale" (???) ai cinque rapinatori...  Boh, non bastava il duello finale a saziare la mania di Ruju per le sboronate? Vedi criminali ALLONTANARSI da una casa piena di ostaggi che hanno minato con l'esplosivo, e la prima cosa che ti viene in mente non è staccare le micce approfittando del fatto che i criminali si devono allontanare parecchio per non saltare anche loro (e in questa maniera poi hai anche gli ostaggi, a cui puoi dare qualche arma, a darti una mano quando i banditi tornano per vedere che succede. No, tu con gli ostaggi che vedono la miccia bruciare, vai a "fare lo sborone" sfidando in singolar tenzone (in tre) ben 5 rapinatori armati fino ai denti, andandogli incontro ALLO SCOPERTO per lanciargli il cavalleresco guanto di sfida (e uno degli indiani ovviamente muore da patacca: la stupidità della scena ha tolto ogni pathos alla sua morte).

     

    E pensare che davvero, questa volta c'era quasi riuscito: per due albi e gran parte del terzo aveva abusato un po' di vari colpi di scena improbabili, ma vabbè, quello è il suo stile, si perdona, la storia era avvincente e non c'erano "sboronate" tamarre, e poi... ZACCHETE! Non riesce a resistere e a meno di 20 pagine dal traguardo sbraga... :azz:

     

    Ma non voglio infierire: per quasi tre albi c'era riuscito. Forse si sta impegnando a "disintossicarsi". Ed è comunque ancora la sua storia migliore da anni a questa parte. Se non avesse sbragato sul finale avrei potuto persino definirla una bella storia, ma anche così, non è pessima e non mi ha fatto venire voglia di scaraventare lvia l'albo (ma solo perchè la scena della sboronata è breve e a quel punto tanto ero vicino alla fine...). Dovrebbe solo impegnarsi di più...

     

    Ruju, dai, facciamo il tifo per te! Disintossicati! Non lasciarti dominare dalla scimmia! La prossima volta vedrai che ce la farai a passare i tre albi!! :clapping:

     

    (non ce la farà mai, non ce la farà mai...  :angry: )

  4. 18 minutes ago, Hellingen said:

    (io l'incongruenza dei ranger e del capitano che vanno a dormire pur essendo in potenziale pericolo me la sono spiegata così: ci sono già dei marinai di guardia, siamo stati a giocare a poker fino a tardi, abbiamo bevuto e mangiato tanto, ci sta andare a dormire perché domani ci aspetta una lunga giornata)

    Ma visto che i pard hanno fatto MIGLIAIA di Km per essere lì PROPRIO QUELLA NOTTE perchè erano totalmente sicuri (fonte i soliti origlioni) che PROPRIO QUELLA NOTTE i malvagi avrebbero agito...

     

    ... il ragionamento sarebbe "possiamo pure dormire, che domani ci aspetta una lunga MANGIATA di bistecche e patatine, e dobbiamo essere riposati. Poi tanto domani la nave o è affondata o no e quindi abbiamo la giornata libera in ogni caso"

     

    Ma quel punto non era più sensato dire: "ci sono già dei marinai di guardia, siamo stati a giocare a poker qua al villaggio Navajo fino a tardi, abbiamo bevuto e mangiato tanto... macchissenefrega di quei banditi, tanto ci sono le guardie! Dormiamo che domani ci sono bistecche e patatine, chissenefrega di Gros-Jean! Il viaggio di migliaia di km non lo facciamo!"

     

    23 minutes ago, Hellingen said:

    Fastidiosa la vignetta fotocopiata, non è giustificabile in nessun modo purtroppo. 

    È giustificabile perchè nella scena originale di Nizzi si vede solo Tex xxgarsi addosso e rispondere sinceramente intimorito "mi scusi" ai banditi prima di ritirarsi. Hanno messo la vignetta farlocca per cercare di dargli un minimo di giustificazione dicendo che li vuole ingannare, cosa che non c'era nella versione originale.

     

    (non so quanto tempo avevano per fare qualcosa a quel punto, ma per me sarebbe stato molto meglio far ridisegnare la scena completamente. E licenziare Nizzi.)

  5. Finora le votazioni stanno mostrando quanto sia stato distante il livello del Tex "regolare" da quello di Tex Willer...  sono in testa a pari meri due cicli apparsi su Tex Willer e un Texone che in pratica come protagonista ha Tex Willer...

     

    A prendere voti per il Tex "regolare" solo due storie (un voto ciascuno, su 9 votanti) e sono un magazine e un cartonato. Penso che questo sia emblematico dei problemi che sta avendo la serie regolare (la qualità di Tex Willer è stata alta dall'inizio, ma finora non era mai riuscito a superare nei voti la serie regolare)

    • +1 1
  6. Solo tre scene? Accidenti, mi metti in crisi...

     

    Facciamo così: io mi faccio una lista sommaria di scene inaccettabili, una cosa rapida con le prime 50-100 scene di Nizzi che mi vengono in mente, poi prima di selezionarne tre aspetto di vedere se qualcun altro nomina una delle mie "scene preferite"...  :laugh:

     

    (però adesso non mi fregate l'idea, altrimenti non funziona!)

  7. 8 hours ago, AmnesiaVivace said:

    Non c‘è un morto di troppo nella sparatoria all'uscita dal saloon? I killer sono tre, al fondo di pag. 19 già due sono stesi, subito dopo ne stendono altri 2!

    I morti sono sempre 3: quello di fine pagina 17 e inizio pagina 18 è lo stesso (guarda come è vestito, non ha la pistola - caduta nella vignetta prima - e si appoggia perchè già ferito) impiombato da Carson praticamente in contemporanea a Tex

  8. 3 hours ago, Poe said:

    Berardi, come è stato ricordato, ha SEMPRE inserito personaggi omosessuali nei suoi fumetti, in Ken Parker (non solo in "Dritto e rovescio")

     

    Sì, ma delle prime se ne vergogna tanto da "censurarle" nella ristampa Mondadori!  :P

     

    Ecco cosa Berardi non vuole più che leggete! Ecco cosa scriveva nel numero 13 Ken Parker del luglio 1978, tre anni prima di "Diritto e Rovescio" che è del 1981... :laugh:

    Ken-Parker-013-La-Citt-Calda-78.jpg
    Ken-Parker-013-La-Citt-Calda-79.jpg

     

    Ed ecco come è stata cambiata nella ristampa Mondadori:  :laughing:


    Ken-Parker-7-La-Citt-Calda-Ranchero-Mond
    Ken-Parker-7-La-Citt-Calda-Ranchero-Mond

     

    Non mi piace chi vuole "rifarsi una verginità" cancellando le cose per poi vantarsi di essere stato sempre perfetto e sempre nel giusto. Preferisco chi ammette di avere sbagliato. (o chi semplicemente dice "erano altri tempi" e basta)

     

    3 hours ago, Poe said:

    Ma poi quali mode? Non dimentichiamo che il fenomeno letterario (e politico) dell'ultimo anno in Italia è stato il libro di un certo generale che sostiene che i gay non sono normali e che andrebbero convinti a diventare etero, ecc. ecc. E a quanto pare sta avendo molto seguito. Quindi, ripeto, quali mode?

    Non confondere le vendite "al grande pubblico" che magari legge solo quel libro quest'anno per curiosità (o non lo legge nemmeno e lo compra per fedeltà "politica", o anche per "trasgressione", il gusto del "proibito"...  :P ) con i movimenti culturali che dominano le scelte di "cosa bisogna fare".

     

    Altrimenti la prossima volta mi dirai che Geronimo Stilton è più influente di tutti riguardo a "cosa va nei giornali" :laugh:

     

    O, per fare un esempio opposto: nessuno in Italia vende, regolarmente, quanto Zerocalcare. (Tanto per fare un esempio, Vannacci nella prima settimana pare abbia venduto 22.000 copie. Molto, ma un libro di Zerocalcare vende ormai regolarmente 240.000 copie, praticamente tutte nella prima o seconda settimana: eppure Zerocalcare non viene invitato nei dibattiti TV, non se ne parla tutti i giorni: in gran parte Vannacci è stato "trainato" dalla TV, e solo dopo che è diventato un "caso televisivo" ha venduto il grosso delle copie, e quindi più che dire "Vannacci vende" io direi "La TV fa vendere"). Eppure se guardi cosa va in TV e nei quotidiani, NESSUNO appoggia le posizioni di Zerocalcare (che lo portano, per esempio, a difendere la legittimità delle reazioni anche violente allo sventramento insensato Torino-Lione e a rinunciare ad andare a Lucca per il patrocino di Israele)

     

    Alla fine, a "fare tendenza", non è "chi vende" (cioè, non è il pubblico. O gli elettori) ma "chi piace alla gente che piace". È normalissimo vedere sempre in TV gente che non vende un tubo (o che non vota nessuno. Tipo Renzi) mentre autori molto più venduti vengono ignorati.

     

    3 hours ago, Poe said:

    Kit Willer che vuole seguire la moda? In un fumetto conservatore come Tex? Con lettori che sono in gran parte tradizionalisti? E a che scopo? Per farli irritare? Per provocarli? :lol: 

    Ma quella era una battuta! Non credo che nessuno abbia seriamente pensato che Boselli volesse rappresentare un amore gay! :lol:

     

    (piuttosto, direi che gli è venuta un po' male, quell'amicizia così repentina tipo "colpo di fulmine" e questo ha dato luogo alla satira sul rapporto fra i due)

     

    P.S.: quella rappresentazione degli omosessuali nel 1978 era già "vecchia", Berardi non può invocare a sua difesa "erano tempi così " nel 1978:  le strisce di Lupo Alberto Con Enrico la Talpa Gay sono del 1977. Nel 1981 quando pubblica "diritto e Rovescio" era già uscito persino Frigidaire con eroi dei fumetti dichiaratamente omosessuali

     

    D'altronde basta vedere il cinema.. "la patata bollente", film di cassetta di grande successo con Renato Pozzetto e Massimo Ranieri, che in una trama comica faceva una rappresentazione non macchiettistica del co-protagonista gay, è del 1979.

     

    All'epoca di "Diritto e Rovescio", il 1981, al cinema c'era persino "nessuno è perfetto" sempre con Renato Pozzetto e Ornella Muti, in cui Ornella Muti è (un abbastanza improbabile) transessuale! E fu il sesto incasso cinematografico del 1981, subito dietro a "i predatori dell'Arca Perduta"

     

    Quindi: Diritto e Rovescio è una storia splendida scritta e disegnata benissimo, che probabilmente qualunque autore di fumetti avrebbe voluto scrivere: ma quando Berardi si atteggia a "pioniere" che "per primo" parla di questi temi fa un po' ridere (forse è il primo per i fumetti Bonelli, ma non con Diritto e Rovescio: con le due strisce viste sopra...).

     

    Semplicemente allora come oggi Berardi tiene le "orecchie dritte" sui temi che interessano al pubblico e li mette nei suoi fumetti, come fa oggi con Julia. Ma ne parla solo quando sono già abbondantemente "sdoganati": vuole avvicinare il pubblico presentandogli cose con cui è già d'accordo, non scandalizzarli (cosa assolutamente non riprovevole, è il suo mestiere far vendere fumetti)

    • +1 1
  9. Fino agli anni 80 certe tematiche alla Bonelli arrivavano perchè interessava agli autori parlarne. E infatti sono venute fuori le storie migliori.

     

    Diritto e Rovescio è stata scritta in un momento in cui si parlava molto di omosessualità (le proteste degli omosessuali nel USA che per la prima volta hanno dato rilevanza "politica" alle loro richieste sono arrivate alla fine degli anni 60 - inizio 70, come reazione alle violenze della polizia, e negli anni 70 il boom delle Disco ha visto il passaggio culturale di una cosa prima tipicamente gay, come erano le prime discoteche, ad un fenomeno di massa. E le rockstar che iniziano a vestirsi da donne o in modo strambo, che nel mondo anglosassone c'erano dagli anni 60, arriva anche in Italia, per esempio con Renato Zero), ma non c'era una "pressione sociale per parlarne" o per mettere personaggi gay: era un tema dibattuto e "caldo" al momento (chi leggeva Lupo Alberto si ricorda la lunga serie di strisce con Enrico la Talpa gay? Sono di quegli anni...), ma la maggior parte dei fumetti ne stava lontana.

     

    Su Dylan Dog non mi pare ci sia "una storia sui gay", ma da subito o quasi vengono ritratti nella serie, di solito in maniera positiva e/o ironica (almeno da Sclavi: pensate alla breve scena in "Dopo mezzanotte), ma nei "fumetti popolari" (e DD non fa eccezione) negli anni 80 i gay vengono SEMPRE associati all'AIDS

    (mentre per esempio su Frigidaire, che fu una delle primissime riviste a fare articoli "sulla strana malattia che colpiva il mondo gay in California ma non aveva ancora un nome" già nel 1980 - e pensare che poi gli negarono il finanziamento perchè secondo quei sepolcri imbiancati della politica "non era di interesse culturale" - c'erano personaggi gay che non ne facevano menzione)

     

    Legs invece è puro fan service (e abbastanza dichiarato). È lesbica solo per titillare il lettore maschio. Ma visto il tono generale della serie, è in tema.  E all'epoca era la tipica rappresentazione "popolare".

     

    In generale, sono rappresentazioni che erano "al passo con i tempi" in Italia (cioè all'epoca circa 5-6 anni in ritardo sugli USA), mentre oggi ho l'impressione che ci si uno scollamento maggiore, lettori ed autori sono sempre più vecchi, e vengono rappresentati in storie che vorrebbero essere a loro favore in maniere che negli USA sarebbero definite ormai omofobe, o ableiste o qualche altro crimine contro l'umanità).

     

    Associata alla spinta "politicamente corretta" a mettere il più possibile gay a vanvera (citando South Park: "Make it lame and gay!") potrebbe generale la tempesta perfetta: una marea di gay in tutte le storie Bonelli, ma rappresentati in maniera omofoba... :lol:

    • +1 2
  10. 49 minutes ago, Tom Doniphon said:

    Vedo che con Nizzi c'è una divergenza di opinioni.

    Può essere che i suoi numeri migliori siano stati prima dei 500, e dopo i 500 è Boselli a dominare?

    Sul forum se vuoi sbizzarrirti a leggerle troverai un sacco di discussioni sull'argomento! :laugh:

     

    Questo è proprio uno schemino molto breve, con le cose abbastanza condivise e in più qualche commento mio fra parentesi.

     

    1) Periodo 1948-1975 (corrispondenti ai Tex 1-182 attuali), periodo Giovanni Luigi Bonelli, l'epoca mitica: per 28 anni GL Bonelli non solo è l'unico sceneggiatore di Tex, ma in pratica È TEX, c'è una immedesimazione nel personaggio tale da dare a Tex un carattere e caratteristiche tanto distintive da essere uniche e riconoscibili...e inimitabili. Questo è quello che in tanti (io compreso) chiamano "il vero Tex", e dovrebbe (in teoria) essere il "modello" a cui tutti gli altri si dovrebbero ispirare. Il problema è che di GL Bonelli ce n'è stato uno solo...

    (la collana attuale di Tex non è nata nel 1948, ma alcuni anni dopo, ristampando all'inizio le collane precedenti in un altro formato e poi proseguendo con storie inedite)

    Per questo 28 anni GL Bonelli è sempre stato "in crescendo", con storie via via più originali e avvincenti: non a caso l'anno migliore di Tex nel referendum è risultato il 1973, ma ad un certo punto ha un grave incidente e inizia ad avere problemi a scrivere (problemi che prima ne rallentano la produzione e fanno calare la qualità delle storie, e poi in pochi anni lo porteranno a smettere di scrivere e ritirarsi)

     

    2) Il periodo 1976-1983 (corrispondente ai Tex 183-278), periodo dei "due Bonelli", all'inizio GL Bonelli si fa aiutare dal figlio (e suo editore) Sergio Bonelli, l'autore di Zagor e Mister No con lo pseudonimo di Guido Nolitta (mentre su Tex per molto tempo le storie sono comunque sempre firmate "GL Bonelli" per non turbare i lettori)

    La scelta di un autore così diverso (praticamente agli antipodi) nasce probabilmente dal desiderio di tenere tutto "in Famiglia", ma Nolitta non ama Tex e ancora meno ama scrivere Tex, ha uno stile totalmente diverso, tanto che la diversità nei comportamenti di Tex è plateale ed evidente a tutti anche se non firma le storie.

    Il giudizio sulle storie di Nolitta è controverso: TUTTI riconoscono che è un Tex totalmente diverso da quello del padre, moltissimi lettori mollano, fra quelli rimasti molti (me compreso) ritengono quelle storie pessime per i vari "tradimenti" del carattere consolidato di Tex, altri pur ammettendo che è un Tex irriconoscibile apprezzano le storie di Nolitta come "storie a sè", e altri ancora pur vedendone la diversità lo considerano comunque un Tex accettabile.

     

    3) Periodo 1984-1993 (corrispondente a Tex 279-400): periodo "Nizzi": man mano che le storie di GL Bonelli diventano più rade e meno pubblicabili (l'ultima è stata pubblicata nel 1991 ma era chiaramente una storia rimasta nel cassetto perchè impubblicabile da tempo, probabilmente dal 1984-1985, e "sistemata" da altri) il "peso" di scrivere Tex diventa sempre più gravoso per Nolitta, che chiama in soccorso un autore del "Giornalino" (il suo ipercattolicesimo si vedrà in futuro quando farà sposare in chiesa persino avversari di Tex satanisti...  :P ), Claudio Nizzi, e appena Nizzi dimostra di essere in grado di reggere la produzione di Tex (all'epoca era circa un terzo di quella attuale), molla anche Nolitta (con alcuni ritorni estemporanei per cause di forza maggiore in futuro)

    Arrivando dopo Nolitta (che proprio non riusciva a fare un Tex riconoscibile), Nizzi che ci riusciva certamente meglio fu accolto tipo "salvatore della Patria" (anche da me), ma in seguito dimostrò (almeno secondo me) che anche lui era molto diverso dal "modello" e molto più simile a Nolitta (che rimaneva l'editore che doveva approvargli le storie)

    Questo è il periodo su cui ci scanniamo di più! :lol:

    Se vuoi divertirti a vedere uomini adulti e di una certa età praticamente scannarsi per dei "giornaletti" puoi andare a vedere il thread su "fuga da Anderville" :P

    Il giudizio su queste storie varia da "totale ciofeca" a "capolavoro assoluto" (io propendo più per il primo giudizio, sui motivo ho scritto CENTINAIA di post nel forum...), in generale Nizzi rende Tex molto meno "western classico" e più "poliziesco" o (nelle storie più ispirate) addirittura "comico" (il fatto che a Nizzi piaccia il "giallo-comico" sarà dimostrato dal fatto che in seguito crea un personaggio giallo-comico chiamato Leo Pulp). Inoltre aumenta a dismisura il cu...  la FORTUNA SFACCIATA di Tex (nelle sue storie non si preoccupa di giustificare il fatto che 9 banditi sparino 150 colpi a distanza di pochi metri da Tex e Carson mancandoli: li mancano e basta. Ogni volta. E Tex non se ne accorge mai prima, cade sempre in ogni agguato), mentre in compenso rende Tex molto meno intelligente (nelle storie di GL Bonelli Tex era sempre più astuto dei suoi avversari, tranne rarissimi casi, mentre con Nizzi si rovescia il rapporto, Tex è sistematicamente meno intelligente dei suoi avversari e verrebbe sconfitto un sacco di volte senza la sua fortuna sfacciata).

    Rispetto a Nolitta (che tendeva al depresso-triste logorroico, forse perchè era il sentimento con cui scriveva Tex) Nizzi è sicuramente più divertente (pure troppo, ha reso Tex una macchietta troppe volte...), ha dialoghi più secchi e ritmati (o almeno le aveva all'epoca, poi divenne prolisso pure lui) e riuscì comunque non tanto a rallentare l'esodo (praticamente la fuga...) dei vecchi lettori, quanto a prenderne di nuovi che apprezzavano le sue storie, compensando il calo (e da questo differente "imprinting" fra GL Bonelliani e Nizziani accaniti nascono le flames)

     

    4) Periodo 1994-2011 (corrispondenti a Tex 401-620) Periodo post-crisi di Nizzi con altri autori in soccorso: in corrispondenza circa del numero 400, Nizzi "schianta psicologicamente", forse per lo stress di scrivere un personaggio che non gli piace, ha una grave crisi psicologica e per MESI non riesce più a scrivere nemmeno una riga! L'editore agisce in due maniere: prima cerca di "guarire" la crisi di Nizzi offrendogli sempre più soldi (ottenendo che alla fine Nizzi si sforza comunque anche se proprio non ne ha voglia) e dall'altra comincia per la prima volta ad "aprire" Tex a diversi altri autori, in pochi mesi provano a scriverlo Medda, Canzio e Boselli. Per "aiutare" Nizzi viene scelto alla fine il solo Boselli.

    In questo periodo, la differenza fra un Nizzi in caduta libera (anche molti suoi fan ammettono che è in netto calo, anche se il punto esatto in cui "diventa troppo scarso" varia molto, Grande Tex (uno dei più "nizziani" del forum) come hai visto, lo mette attorno al numero 500, per me era già scarso prima della crisi...) e un Boselli ispiratissimo che sforna un capolavoro dietro l'altro è abissale, non sembrano nemmeno dello stesso pianeta (e non sembra lo stesso personaggio).

    Però, nonostante questo (e il fatto che praticamente da subito la maggior parte dei lettori preferisce Boselli), forse per "conservatorismo", per anni Boselli fa solo da "supplente", con i disegnatori con cui Nizzi non vuole lavorare per vari motivi, mentre la maggior parte delle storie le scrive ancora Nizzi (peggiorando storia dopo storia, le ultime persino i fan più accaniti non osano difenderle...)

     

    5) Periodo attuale, dal numero 621 (2012): nel 2012 con Nizzi ormai in pensione (anche se tornerà poi per scrivere ancora alcune storie) e l'arrivo di diversi nuovi sceneggiatori (soprattutto Ruju), Boselli diventa il curatore editoriale di Tex, in un periodo però in cui la casa editrice, morto Sergio Bonelli, aumenta smodatamente il numero di uscite mettendolo in difficoltà per trovare abbastanza sceneggiatori (per questo Nizzi per un po' torna dalla pensione)

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  11. 42 minutes ago, Tom Doniphon said:

     

    Infatti recentemente ho acquistato "Sulla Pista di Fort Apache" in cartone, proprio per quello che hai detto; adoro John Ford. Non vedo l'ora di leggerlo, ma credo di aver sbagliato con questa edizione, dato che è a colori, e anche se amo i fumetti a colori, penso che Tex sia migliore in bianco e nero.

    Concordo. Per me Tex a colori è un obbrobrio! (pagine e pagine a vedere un tizio cercare di essere invisibile di notte con una camicia giallo canarino...  :lol: quel colore va bene per le copertine perchè fa contrasto e lo si nota subito), e il motivo per cui non ho quella storia in volume è perchè non l'hanno ancora fatta in b/n...

     

    La recente collana delle "grandi storie Bonelli" sta ristampando un sacco di storie di Tex in b/n in volume unico, ma il formato è identico all'originale, quindi sono ottimi per chi non ha quegli albi o per chi vuole un edizione in un volume unico, ma altrimenti se hai già gli albi non ha senso comprarli...

     

    13 minutes ago, Tom Doniphon said:

     

    Una domanda, il tipo di carta in Grandi Storie Bonelli è lo stesso che nei fumetti della serie regolare?

     

    Paragonabile. Non credo che la carta di Tex sia rimasta sempre la stessa negli ultimi 20 anni, ma non c'è grande differenza (negli anni precedenti c'è stato un periodo in cui la carta era troppo sottile, ma è durato poco). Mettendo di fianco gli albi probabilmente quella delle Grandi Storie Bonelli è più sottile ma non fa molta differenza in pratica.

     

    Se vuoi una bella storia di Tex, molto "western classico" e disegnata divinamente e su ottima carta, ti consiglio questo volume (la copertina è bruttina e mi sa che lo hanno fatto per spingere le vendite delle più costose limited edition, ma guarda i disegni all'interno:

    https://shop.sergiobonelli.it/tex/2019/10/29/libro/tex-l-inesorabile-1007209/

     

    Qui c'è una comparazione fra il formato di quel volume e un Texone:

    https://texwiller.ch/index.php?/topic/5006-texone-n-35-tex-linesorabile/&do=findComment&comment=151035

     

     

  12. Se ami il western "classico" tipo John Ford ti consiglio decisamente "Sulla Pista di Fort Apache" (numeri 458-459-460)

     

    Se ti piacciono i western ambientati in messico fra desperados e rivoluzionari ti consiglio "Gli invincibili" (numeri 438,439,440) recentemente ristampato nelle Grandi Storie Bonelli.

     

    Molto bello anche "Il passato di Carson" (407-408-409) e "La grande invasione" (tex e un pugno di uomini fra cui alcuni condannati ai lavori forzati, assediati da un invasione di Comanches e altre tribù, numeri 497-498-499)

     

    In generale, cerca i numeri sceneggiati da Boselli ed evita come la peste quelli sceneggiati da Nizzi.

     

     

  13. 2 hours ago, Mister P said:

    Nella parte gialla della storia ci sono dei particolari che ben presto inducono il lettore a pensare a una terza persona e per forza di cose è lo zio. Certo, ci potrebbe essere un colpo di scena finale, ma lo svolgimento dell'ultimo albo toglie ogni residua possibilità che ciò avvenga.

    Ma ripeto, la storia è godibile anche se si sospetta dello zio. Non considero più FdA un capolavoro come facevo sino a diversi anni fa, ma come western bellico continua a piacermi. Al netto delle sue evidenti magagne antitexiane, beninteso.

     

    Infatti, la cosa che fa sembrare "storta" a me la storia, è proprio che sia una storia di TEX. Che sia Tex quello rappresentato in quella maniera e ridicolizzato.

     

    Mettici un altro personaggio, "Mex Tiller", e appena vedi quanto è pasticcione, non ti incavoli, dici "OK, questo personaggio è pasticcione", lo accetti. e vai avanti. E gran parte delle magagne che ho elencato cadono (Mex Tiller non è un bugiardo spergiuro perchè non è lui che ha giurato di non combattere più, e ci sta che Mex Tiller non creda MAI a John nonostante gli abbia salvato la vita)

     

    Alcuni problemi ci sono ancora (la rappresentazione della guerra, la retorica, il nero messo apposta per morire, etc.) ma non sono quelli che fanno incavolare di più.

     

    ----------------

     

    Detto questo, per non continuare a rivangare sempre le stesse scene e le stesse cose, stavo riflettendo su una cosa.

     

    Nelle storie ambientate in quel periodo, Boselli ci mette sempre Damned Dick. E andando a controllare Tramonto Rosso, Tex usa il plurale quando parla di "cos'hanno fatto" fino alla fine della guerra.

     

    Stavo pensando che Tex non solo ad inizio storia sta facendo la spia dietro le linee nemiche, ma è da solo. E non nomina mai Dick. Inoltre, il discorso "non fa fuori nessuno" è troppo ridicolo quando lo vedi sparare, al buio, su una folla di soldati.

     

    E su un altra cosa che ho scritto tempo fa su Nizzi: che visti i numerosi errori che ha fatto, evidentemente non è vero che si sia letto tutti i Tex di GL Bonelli. (Pensiamo come autori con meno ego di lui hanno reagito all'invito di Boselli di leggersi una piccola selezione di storie...). È molto probabile che Sergio Bonelli abbia dato anche a Nizzi solo qualche albo, almeno all'inizio (e Fuga da Anderville è una delle prima storie).

     

    Dovendo dare una selezione del "tipico Tex", mi pare probabile che storie come "Fra Due Bandiere" non fossero fra quegli albi.

     

    Anche perchè... possibile che subito, così all'inizio, Nizzi abbia subito fatto rinnegare a Tex tutto quanto aveva detto in quella storia?

     

    Ecco come penso sia andata: (il dialogo è ovviamente romanzato, probabilmente non è avvenuto di persona e non tutto in una volta)

     

    Nizzi: "Ho un idea fantastica: una storia di intrighi e tradimenti familiari, ambientata durante la guerra di secessione, in cui Tex ovviamente combatte per i buoni. Ci saranno inseguimenti, sparatorie, Tex farà fuori un sacco di sudisti. Ma contro gli intrighi politici di uno più sveglio di lui non ce la fa, e alla fine Tex viene sconfitto"

     

    Sergio Bonelli: "il finale mi piace! Ma c'è un problema: in una vecchia storia GL Bonelli ha fatto giurare a Tex che non avrebbe più ucciso nessuno in guerra"

     

    Nizzi: "accidenti! Sai che ti dico? Non cambio una virgola, basta che ogni volta che spara Tex li ferisca solo o gli faccia volare via il cappello, e tutto può restare uguale!"

     

    E così nacque "Fuga da Anderville"....:rolleyes:

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  14. 7 minutes ago, Grande Tex said:

    Quindi tu credevi che il piano fosse di entrare ad Anderville usando i documenti falsi? :dubbioso:A me é sempre sembrato ovvio che quelli servissero solo per infiltrarsi in territorio nemico.

    Infiltrarsi con una copertura che gli avrebbe consentito di agire con più tranquillità. Oltretutto nella sua copertura "procurava vettovagliamenti" e quindi avrebbe potuto entrare nel campo semplicemente per vendere provviste e rifornimenti alla direzione del campo.

     

    In ogni caso, anche se fosse stato necessario entrare lo stesso come soldato travestito (ma è un rischio folle, è assurdo che nessuno si accorga che non l'hanno mai visto...), avrebbe potuto procurarsi una divisa altrove, senza mettere in allarme il campo. Quello che mettono in atto invece è un "piano" disperato e raffazzonato praticamente suicida...

     

    31 minutes ago, Grande Tex said:
    4 hours ago, Diablero said:

    è chiaro che lo "arruola" nella missione SENZA MANCO CHIEDERGLIELO, glielo chiede dopo..

    É chiaro da cosa? :blink:OVVIAMENTE gliel' ho chiesto.

    tex-e-tom.jpg

     

    Tom va in missione come spia solo perchè Tex gli ha salvato la vita, non per altri motivi "nobili", in pratica ora è "lo schiavo" di Tex. Che l'ha arruolato senza chiederglielo nemmeno (e poi per tutta la storia IGNORERÀ COMPLETAMENTE ogni cosa che gli dice Tom... :lol:)

     

    Tom qui si comporta con Tom appunto come se, avendogli salvato la vita, possa disporre di lui a piacimento. Come di uno schiavo.

     

    P.S.:

    17 minutes ago, Grande Tex said:

    A parte il fatto che noto con interesse che hai un po' glissato sul messaggio con cui ti ho risposto

     

    No, non ho "glissato", è invece il soluto discorso: tu per dire una cosa ci metti un secondo scrivendo poche righe, e a me invece tocca spendere invece un sacco di tempo per smentirti postando le immagini del fumetto...  :rolleyes:

     

     

  15. 5 hours ago, Grande Tex said:
    5 hours ago, Diablero said:

    il lettore ha capito il colpevole

    Ci andrei piano.Io non l' avevo capito affatto e non credo di essere il solo.

    Ma tu non sei Tex...  :lol:

     

    È un esperienza abbastanza normale in un giallo sia il capire prima chi è l'assassino (Ellery Queen ad un certo punto della storia metteva direttamente la "sfida al lettore" prima che Ellery risolvesse il caso, dicendo "avete già tutti gli elementi necessari"), sia il non capirlo, non è di solito così importante, tranne nei casi in cui è tanto banale che non sta in piedi che non lo capiscano subito.

     

    Ma quando NON il lettore, ma persino l'investigatore (se è rappresentato come abile) non capisce chi è l'assassino... beh, bisogna che il colpevole sia DAVVERO diabolico. Ben più di quanto serva a vincere la "sfida al lettore" per Ellery Queen.

     

    In questo caso LO DICE IL COLPEVOLE STESSO CHE SE JOHN PARLA, LUI È SPACCIATO!

     

    Il "giallo" in realtà...non è un giallo! È una FILA!

     

    Quando è stata aperta la cassa, l'aveva John. Che l'ha sottratta a Leslie. Che l'ha avuta in custodia dallo zio.

     

    John - Leslie - Zio. Il colpevole deve essere uno di questi tre. PER QUESTO lo zio deve per forza "buttare la colpa" su John: se sia John che Leslie risultassero innocenti, il colpevole sarebbe subito scoperto: lui.

     

    Nizzi cerca di "nascondere" la banalità del mistero NON dando tutte le informazioni al lettore (tacendo il ruolo dello Zio nel trasporto della cassa), e quindi il lettore non ha gli elementi necessari per collegarlo al furto (facile così, "ingannare il lettore" :lol: ) ma si "frega" prima con la sua "pigrizia" (chi altri potrebbe essere il colpevole? Non ha messo altri personaggi a parte lo zio...) e poi con l'uccisione di Leslie (e lì...  se solo lo Zio sa che sono lì, o è stato lo zio o è stato John...)

     

    Se il piano dello zio fosse così "diabolico", se fosse così "insospettabile"... non avrebbe bisogno di un capro espiatorio. Il piano dello Zio si basa sul fatto che TUTTI SIANO TANTO CONVINTI CHE È STATO JOHN che NESSUNO vada ad indagare oltre (scoprendo molto facilmente chi è stato l'ultimo ad avere in custodia la cassa prima della partenza)

     

    Ma lo Zio non ha agito abbastanza in fretta. C'è QUALCUNO CHE SA. Qualcuno che ha parlato con John, e sa che John non è stato (e glielo ripete anche in punto di morte John, l'uomo che gli ha salvato la vita...). Qualcuno che ha parlato con Leslie, e sa che Leslie non è stato, e che sa che Leslie è stato ucciso da qualcuno che conosceva.

     

    Per fortuna dello Zio... questa persona è il Tex non molto sveglio (eufemismo) di Nizzi!  :lol: :rolleyes:

     

    BASTEREBBE CHE TEX CREDESSE A JOHN. Se Tex avesse creduto a John, automaticamente "a cascata" tutto diventa chiaro: la cassa era GIÀ piena di sassi (e scoprire da chi l'aveva avuta Leslie sarebbe stato un gioco da ragazzi, c'erano tutti i documenti ufficiali...), avuto il nome dello Zio bastava fare 2+2 anche con il fatto che Leslie conosceva il suo assassino (ma purtroppo, anche per quello il fiuto raffreddato di questo Tex incolpa John :rolleyes: )

     

    Come si dice "non esiste il delitto perfetto, esistono investigatori scarsi". Lo zio ha fatto di tutto per incolpare John perchè senza un colpevole "pronto", sarebbero subito arrivati a lui. Anche l'investigatore più scarso avrebbe capito che la cassa era piena di sassi già alla partenza.

     

    Lo Zio non si salva perchè fa un piano "diabilico", è un piano in effetti raffazzonato e pieno di buchi (bastava che Tex non si fermava da lui a raccontargli tutto e non avrebbe potuto fare quella corsa affannosa per chiudere la bocca a Leslie), per sua fortuna ha di fronte un investigatore scarsissimo. Il suo piano funziona perchè TEX NON CREDERÀ MAI A JOHN.

     

    Non è questione di "dubbi": se hai dei dubbi, se non sei un idiota integrale, te li togli indagando: Tex non lo fa. Il fatto che non sappia, nemmeno 20 anni dopo, che era stato lo Zio a consegnare la cassa a Leslie indica che NON È MAI ANDATO A CONTROLLARE. Quando parla di "dubbio" in realtà quello che intende dire che è MAI, NEMMENO PER UN ISTANTE, HA RIFLETTUTO SULLA POSSIBILITÀ CHE JOHN AVESSE DETTO LA VERITÀ

     

     

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  16. 6 minutes ago, Grande Tex said:

    Ancora sta storia? Mi pareva di averlo già spiegato: Tex e Tom arrivano ad Anderville,fanno evadere John e scappano,vengono scoperti e Tom muore.Niente di tutto quello accaduto prima c' entra.

     

    Se Tex non avesse "bruciato" i documenti falsi con la sua "sboronata" che non era nel piano (riguardati la scena), non avrebbe avuto nessun bisogno di catturare e legare un soldato sudista, e quindi il soldato non si sarebbe slegato.

     

    Cosa c'è di tanto difficile?

     

    Tom muore perchè sono costretti a improvvisare un impresa disperata dopo che Tex ha già fatto fallire, da subito, il vecchio piano "bruciando" la sua copertura e i loro documenti falsi..

     

     

     

  17.  

    5 hours ago, Grande Tex said:

    Se il punto,come dice qualcuno,é il fatto che il "salvato" sia magari rappresentato come ingenuo,e questo sia offensivo, mi viene però da dire...cosa lo salvi a fare?

    Forse ti è sfuggito il punto che Tom viene UCCISO in pratica da Tex, non viene salvato! :lol:

     

    (certo, all'inizio lo salva...  ma poi sarebbe ucciso insieme a lui se non interveniva John, quello a cui Tex poi non crede manco in punto di morte. Poi è Tex che insiste per portarlo con lui in missione, cosa non prevista, è Tex che fa saltare il piano per le sue "sboronate", e alla fine Tom muore per salvare quel pasticcione di Tex...)

     

    Parlare di "white savior" qui si può fare solo per una cosa: l'atteggiamento di Tex. Si comporta dall'inizio alla fine come tale, trattando Tom... beh, da schiavo (è chiaro che lo "arruola" nella missione SENZA MANCO CHIEDERGLIELO, glielo chiede dopo...), e il suo fallimento in questo si aggiunge ai suoi tanti fallimenti in questa storia.

     

    Il "trope" usato qui è più quello del "nero che muore per primo e i suoi commilitoni giurano che vinceranno la guerra per lui". Per decenni (anche all'epoca di questa storia) è stato un clichè così abusato che ne ha fatto la parodia pure Leo Ortolani su RatMan. La cosa da sottolineare qui è che è UN CLICHÈ TIPICO DEI FILM DI PROPAGANDA BELLICA... 

     

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  18. On 1/14/2024 at 10:33 AM, Mister P said:

    Scusa @Diablero, ma pure se il giallo è stratelefonato (e in parte ti do ragione) chi se ne impippa? Hai presente i libri di Mickey Spillane? Dopo due pagine dalla sua comparsa capisci o perlomeno ti viene il sospetto che il personaggio X è il killer. Ti passa la voglia di leggere il resto del romanzo? Certo che no.

    Sì, ma alla fine del romanzo il protagonista scopre il colpevole, non finisce che rimane infinocchiato finché il colpevole, per pietà, glielo racconta vent'anni dopo (con il protagonista che strabuzza gli occhi e grida isterico dimostrando di non averci mai capito nulla)

     

    Già per me è SBAGLIATO fare una storia di Tex in cui Tex viene sconfitto non dagli eventi storici che sono ovviamente più forti di lui, ma solo da un politicante maneggione. Poi se il piano del politicante maneggione fa acqua da tutte le parti e il lettore ha capito il colpevole e Tex no, siamo proprio al dileggio e alla parodia

     

    (E tutto questo fa capire perchè Sergio Bonelli abbia apprezzato così tanto la storia...  :laughing::rolleyes:)

  19. 1 hour ago, Leo said:

    Letta oggi tutta la storia. Molto belli gli ultimi due albi, mentre ho trovato faticosi i primi due. Poiché ho finito la lettura a ridosso della partita Milan Roma, non posso scrivere ora un commento articolato. Tuttavia, mi resta un rovello: perché Daniel Silva rapisce Kit? Sapeva chi era? E poi, a che pro rapirlo? Qual era l'intento sotteso al rapimento? La Tigre voleva attirare Tex nel Borneo? Non l'ho capito... qualche anima pia potrebbe spiegarmelo? Evidentemente ottenebrato da altri topic :D non sono riuscito a capire un punto fondamentale di questa storia. Se non capisco la logica di questo snodo, non posso darne un giudizio equo. Grazie a chi vorrà aiutarmi.

    All'interno della storia si dice che è per ricattare Tex costringendolo a smettere di inseguirli. Ma la cosa aveva già lasciato perplesso anche me, ne parlavo in un post precedente (e se ne parla nei seguenti)

     

    La Tigre ormai dovrebbe conoscere Tex, non sa che rapire Kit è proprio la maniera più sicura per far sì che NON si fermi? Oltretutto, senza Kit.. si sarebbe probabilmente dovuto arrendere al fatto che la Tigre era fuggita (la missione di Tex e degli altri in Tigreland è praticamente suicida, li vogliono ammazzare tutti quanti, ogni singola fazione nessuna esclusa, si salvano perchè muoiono le persone giuste nella sequenza giusta e vengono "graziati" dalla Tigre... Tex avrebbe davvero inseguito la Tigre nel paese dove era sovrano (dei pirati ma comunque sovrano) da solo con i pards senza alcuna copertura e nessuna autorità? Per me non avrebbe avuto senso)

     

    Più plausibile forse la soluzione "alternativa" proposta da alcuni: che la Tigre lo faccia apposta proprio perchè vuole che Tex lo insegua... ma poi quando scopre che L'HANNO inseguito si infuria, sorpresissimo, e ordina che Kit venga subito ucciso. Quindi anche questa mi sembra smentita dagli eventi.

     

    In realtà, l'UNICO a cui serve che Kit venga rapito è... Boselli! Che così risolve il problema del giustificare che Tex si butti in un impresa praticamente suicida! :lol:

     

    Se avesse conservato la caratterizzazione della Tigra come il Vil Coyote (Wile E. Coyote) del mondo di Tex usata da Nizzi, non sarebbe sembrato out-of-character questo autolesionismo (nella sua prima apparizione è la Tigre stessa che li porta nel suo covo, gli spiega tutti i suoi piani, e poi tenta di ammazzarli con trappole malfunzionanti in modo ridicolo: quindi ci sta che in ogni circostanza faccia cose autolesioniste), però Boselli ne ha cambiato radicalmente la caratterizzazione (da criminale sanguinario folle e megalomane che vuole conquistare gli USA a patriota che vuole liberare la sua patria).

     

    Diciamo che, come in ogni trasformazione Jekyll - Hyde che si rispetti, ogni tanto la trasformazione si inverte in maniera incontrollabile e imprevista proprio nel momento meno indicato: la pozione boselliana ha terminato l'effetto nel momento sbagliato e la Tigre è tornata quella di prima proprio mentre doveva spiegare ai suoi sgherri cosa fare con Kit Willer...  :laugh:

     

     

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