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[141/145] In Nome Della Legge
Magico Vento replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 101 al 200
Che storia! "La cella della morte", dalla mole di ben 511 pagine, è probabilmente la vicenda più complessa creata da Gianluigi Bonelli per Tex, un capolavoro assoluto di ritmo narrativo, intreccio e suspense. Partiamo subito dalla sceneggiatura e dai dialoghi: entrambi perfetti. La storia, nonostante i balloons non siano pochissimi, è scorevolissima, grazie alla bravura di GLB nello scrivere dialoghi. La storia parte con un misterioso uomo d'affari di Flagstaff che ordisce un diabolico complotto per accusare Tex di omicidio e mandarlo in carcere, in modo da poter impadronirsi dell'oro dei Navajo. Memorabile la scena ricca di pathos in cui Tex, prima di entrare nel carcere di Vicksburg, si separa dai suoi pards: Molto belle le scene all'interno del carcere, soprattutto quando Tex fa lo spiritoso e lo spavaldo con lo spietato capocarceriere Murdock (divertentissime le sue prese in giro, come "Se invece che in una galera tu fossi in un circo, con una grinta come la tua avresti un successone"!). Anche gli altri pards sono gestiti alla perfezione e grintosissimi; da manuale pure la scena all'inizio della storia in cui Tiger, dopo aver saputo dell'arresto di Tex, dà del serpente a sonagli a Myra e, alla reazione furiosa di questa, le risponde: "Calma, donna bianca! Dopotutto, toccherebbe ai serpenti a sonagli offendersi per il paragone"! I personaggi di contorno, numerosissimi, sono ottimi: dalla femme fatale Myra al perfido Murdock (un cattivo davvero odioso), da Clem a Victorio, da Finney a Fred Redwood, senza dimenticare Marcus Parker, l'uomo di Flagstaff, che pur dimostrandosi un "signor nessuno" al termine della storia, per me è uno dei migliori nemici mai apparsi su Tex. Nonostante la complessità della storia, Bonelli padre non perde mai le redini della sceneggiatura e non incorre in grosse incongruenze o buchi di trama, firmando così una Pietra Miliare del tutto priva di difetti della saga di Tex. Mi sono piaciuti i disegni di Nicolò: semplici, ma precisi, curati e leggibili. Peccato che in alcune vignette si noti anche il tratto di Gamba (non accreditato), il cui stile non mi piace proprio. Galep realizza delle grandi copertine; quelle che preferisco sono "In nome della legge" e "L'ombra del patibolo". In conclusione, una delle tre migliori storie scritte da Gianluigi Bonelli in tutta la sua grandiosa carriera. Storia: 10 Disegni: 8 -
[Speciale Tex Willer N. 01] Fantasmi di Natale
Magico Vento replied to natural killer's topic in Speciali Tex Willer
Uno speciale davvero bello e dalla formula assai intrigante. Non era semplice inserire su Tex le storie di fantasmi natalizie tipiche della tradizione anglosassone, eppure Boselli, con l'aiuto al soggetto di Nucci e Gualtieri, ci è riuscito con successo. L'avventura "cornice" è senza dubbio ben sceneggiata e ritmata e con anche qualche bel colpo di scena, ma il vero piatto forte dell'albo sono i tre brevi racconti horror inseriti al suo interno. Il mio preferito è il secondo, "La storia della strega", ma tutti e tre sono ottimamente riusciti. Il primo, brevissimo racconto, "La storia del fuggiasco", ha una trovata finale semplice ma alquanto efficace che lo rende molto inquietante. Il secondo, come ho detto, è il mio preferito, forse perché è il più articolato dei tre (si snoda anche su due piani temporali); i colpi di scena sono splendidi e agghiaccianti. L'ultimo, "La storia dell'ombra", ha alla base, come il primo racconto, una semplice ma forte idea horror e nel finale raggiunge dei picchi di tensione notevole. Altamente spettacolare anche il finale della storia cornice, che lascia un bel tocco di mistero intorno alla figura del vecchio. I disegni di Ghion sono molto validi, adattissimi sia alle atmosfere western (ben ricreata l'ambientazione nevosa) sia in quelle horror. Il suo buonissimo lavoro è valorizzato nei racconti brevi da una colorazione in bicromia molto riuscita. Discreta la cover di Dotti. Storia: 8,5 Disegni: 8,5 -
Storie per un nuovo lettore: I vostri consigli
Magico Vento replied to MacParland's topic in La Serie e i Personaggi
"Fuga da Anderville" e "Gli invincibili" sono proprio le prime che mi sono venute in mente, assieme a "Il passato di Carson", "La grande invasione" e "I sette assassini". -
[Speciale Tex Willer N. 03] Bandera!
Magico Vento replied to MacParland's topic in Speciali Tex Willer
Mah!... Mi stupisce sempre leggere questi commenti sul forum a proposito delle storie di Boselli, sia di Zagor che di Tex. Boselli nelle sue avventure più ambiziose e con le trame più articolate (le sue migliori) costruisce storie corali, in cui affianca all'eroe una serie di personaggi e comprimari ben caratterizzati e interessanti, che contribuiscono alla risoluzione della vicenda insieme all'eroe principale. Ormai è abbastanza assodato questo. Fa così dal 1994. Come dice Virgin, è un po' come lamentarsi che nelle storie di Manara si vede la fxxx. Poi uno può legittimamente preferire altri tipi di storie, in cui tutto ruota sempre e solo attorno all'eroe, ma dire che qui Zagor non fa niente... a p. 32 e seguenti Zagor e Cico combattono contro i Comanche. Vengono sopraffatti da forze preponderanti, sì, ma dopo una lunga lotta a p. 76 e seguenti Zagor fugge dal campo comanche per salvare dei coloni dal saccheggio. Riesce a salvare i due bambini e la madre da solo, poi, sì, lo aiuta anche Lupo Grigio, ma non dimentichiamo che non siamo a Darkwood. a p. 118 e seg. Zagor discute con Lupo Grigio cercando di convincerlo a unire le varie tribù per trattare la pace ed evitare la guerra. Più che chiacchiere direi che sono dialoghi fondamentali sia per capire la complessità della situazione storica, del conflitto tra Comanche, texani e messicani, sia per dare un carattere ai personaggi (se non approfondisci i dialoghi come fai a dare una psicologia e uno spessore a un personaggio?). - a p. 130 e seg. Zagor arriva a Bandera dove viene arrestato poi rilasciato. Tutti contro uno... che doveva fare? - a p. 180, dopo aver dialogato con Rose, suo padre e gli altri (facendoci conoscere il loro carattere e la loro mentalità) Zagor parte in missione di pace ma i cacciatori di bisonti rovinano tutto e Zagor si prende una botta in testa senza riuscire a salvare i suoi compagni. - poi ci viene raccontata la storia sentimentale di Adam Crane e la vicenda di Juan e dei messicani, e solo qui Zagor sparisce un po'... - ma a p. 256 e seguenti torna Zagor e salva Cico, Orso Nero e gli altri comache dai messicani. Lunghi combattimenti di Zagor insieme a Orso Nero. - a p. 307, dopo aver seguito le disavventure di Adam Crane, si torna a Zagor e ai suoi propositi di pace, nonostante tutto. Cico gli dice che qui in Texas non lo conosce nessuno e il suo parere non conta un accidente, ma Zagor non demorde. - a p. 323 Zagor torna a Bandera e libera Adam Crane (e meno male che non fa niente!) e insieme ai comanche fugge inseguito dai rangers. - a p. 371 ancora una volta Zagor cerca una tregua, vuole parlamentare, si pone come mediatore e ce la fa. Il punto è questo: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se si vuole una storia complessa, con bei personaggi, tendenzialmente realistica, che descriva un popolo indiano e un periodo storico non in modo superficiale, per forza di cose l'eroe perde un po' della sua centralità. Ma a vantaggio di tutta la vicenda e della trama. Uno Zagor che fa tutto da solo e risolve tutto sarebbe stato poco credibile, togliendo realismo a una storia che - come detto - vuol essere tendenzialmente più realistica del solito. "Fratelli di sangue" è un po' alla Gino D'Antonio di Storia del West (Zagor mediatore alla Bill Adams), ma allo stesso tempo perfettamente zagoriana. Bellissima e approfondita analisi, Poe, che condivido in pieno. -
[Speciale Tex Willer N. 03] Bandera!
Magico Vento replied to MacParland's topic in Speciali Tex Willer
Ottimo, secondo me, l'attesissimo team-up tra Tex e Zagor. La cosa che mi ha colpito di più è la bravura di Boselli nel presentare questo incontro all'interno della storia in maniera totalmente naturale, senza che ciò appaia forzato. Inoltre la storia funziona benissimo sia preso come episodio di Zagor che di Tex. Boselli riesce a utilizzare al meglio il breve spazio di cui dispone, come ha dimostrato altre volte in passato, e l'intreccio che crea è fenomenale, indipendentemente dalla lunghezza. Il Bos ci riserva il primo colpo di scena dopo sole 12 tavole: la notizia della morte di Lupo Grigio, che non mi aspettavo, mi ha subito colpito duramente. La vignetta finale con Zagor che si stringe nella giacca è di un'intensità notevolissima: forse questa toccante vignetta è la migliore di tutto l'albo. Ho poi apprezzato anche l'accenno alla vicenda della madre di Quanah Parker, Cynthia Ann Parker. Ottimi i dialoghi tra Zagor e Tex che mettono in luce le loro diverse e allo stesso simili (nel perseguire la giustizia) personalità. Infine, anche il finale aperto dell'episodio mi ha soddisfatto. Complimenti quindi a Mauro, che non ha deluso le aspettative, a mio giudizio. Spettacolare la prova ai disegni di Alessandro Piccinelli. Sono andato a rivedere alcuni "vecchi" episodi da lui disegnati e, in effetti, il giovane disegnatore ha fatto dei grandi miglioramenti. Non voglio dilungarmi troppo, dico solo che i suoi disegni non solo sono dettagliatissimi, ma anche molto dinamici. Bravissimo. La copertina, stroncata quasi all'unanimità, non è piaciuta nemmeno a me. I volti di Dotti non mi sono mai piaciuti molto, però qui vi sono dei difetti evidenti, come negli occhi di Tex che non sono allineati. Anche la figura di Zagor lascia un po' a desiderare. Peccato, altrimenti l'albo sarebbe stato perfetto in ogni aspetto. Storia: 8,5 Disegni: 10 -
Tiger & Carson:i Loro Passati A Confronto.
Magico Vento replied to Anthony Steffen's topic in La Serie e i Personaggi
Nonostante "Furia rossa" sia una bellissima storia e una delle migliori di Nizzi (e nonostante Tiger sia il mio pard preferito), preferisco "Il passato di Carson", una delle più belle storie mai state scritte su Tex. -
[728/729] Una colt per Manuela Montoya
Magico Vento replied to Sam Stone's topic in Le Storie dal 701 al 800
Nonostante le numerose critiche mosse a questo episodio, personalmente a me è piaciuto; non lo ritengo un capolavoro, ma comunque un'ottima storia ideata dal nostro @Carlo Monni e da Boselli. La trama è molto interessante e articolata. Il fatto che il giovane Kit sia così presente e protagonista del racconto è sicuramente un fatto positivo. Ben delineato, a mio avviso, il suo rapporto con Manuela Montoya, ripescata per l'occasione. La parte migliore è la scena della rapina (tra l'altro sceneggiata divinamente, con vari e rapidi cambi di scena), dal piano assai complesso. Sicuramente, per descrivere l'ingegnoso ed elaborato piano della rapina, il Bos si serve di dialoghi dalla lunghezza non indifferente, eppure io non ho trovato la sceneggiatura verbosa o macchinosa, né tantomeno ridondante. Vista la complessità del piano, ho infatti trovato particolarmente affascinanti i dialoghi che lo descrivono. L'intera trama, dall'intreccio per nulla banale e i numerosi personaggi, è ben gestita da Boselli. Anche il finale mi ha soddisfatto; lo scontro tra Kit e Keel riesce a trasmettere notevole tensione. Saggio, secondo me, anche il modo con cui gli autori portano a termine la vicenda d'amore tra Kit e Manuela. Nota dolente i disegni di Laurenti, che, pur non essendo tra i miei preferiti neppure su Zagor, qui è pesantemente fuori forma e in brusco calo. Innumerevoli vignette sono contraddistinte da personaggi sproporzionati, pose poco realistiche e volti poco dettagliati. Discutibile anche il dinamismo di alcune scene. Di positivo forse c'è solo la rappresentazione della sensuale Manuela. Do una risicata sufficienza perché le tavole riescono ancora vagamente a far ricordare il bravo disegnatore che si è visto in passato. Spero sia solo un caso isolato e che torni presto ai suoi abituali livelli. Molto belle le due copertine di Villa, in particolare la prima. Storia: 8,5 Disegni: 6 -
[256/257] La Pista Nel Cielo
Magico Vento replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 201 al 300
Questa è un storia che ho apprezzato per la sua originalità e la sua innovatività: il vulcanico G.L.Bonelli parte da una classicissima rapina alla banca per poi inventarsi una caccia ai banditi mai vista prima, un appassionante inseguimento che si svolge in mongolfiera. Questa idea mi è piaciuta molto e ho apprezzato anche le informazioni che Bonelli inserisce, attraverso le parole dei personaggi, sul funzionamento e le caratteristiche delle mongolfiere. La storia è anche degna di nota per il fatto che è l'unico episodio di Tex in cui non muore nessuno: infatti, nonostante la lunga sparatoria finale, nessuno dei banditi viene ucciso. La moderata lunghezza del racconto non permette un intreccio particolarmente memorabile, tuttavia questo è un divertente episodio ben scritto e ben sceneggiato. Più che sufficienti i disegni di Letteri. Per quanto riguarda la copertin realizzata da Galep, trovo che sia piuttosto efficace. Tuttavia avrei forse preferito che la scena rappresentasse un momento dell'inseguimento in mongolfiera. Storia: 7,5 Disegni: 7 -
Molto positivo l'esordio di Jacopo Rauch sulla testata del giovane Tex. Partendo da un soggetto piuttosto classico, l'autore crea una storia dal ritmo incalzante e avventuroso, con tante sparatorie, scene d'azione, cavalcate, inseguimenti e situazioni pericolose che ricordano l'esplosività delle prime storie di Tex sceneggiate da Gianluigi Bonelli. I personaggi non mi sono sembrati tanto memorabili, se si esclude lo sceriffo di Tubac Page e il simpatico e sfortunato Lenny. Molto interessante l'evoluzione del rapporto tra Tex e lo sceriffo, che da diffidenza arriva addirittura a stima reciproca se non amicizia, e che mi ha ricordato quella tra Tex e l'agente federale nella storia coi Seminoles apparsa sempre su questa collana. Nel finale ci sono anche un paio di belle trovate: la prima è quando si scopre che lo sceriffo è stato colpito e, sinceramente, ho pensato che sarebbe morto, cosa che avrebbe dato un bel tocco di tragicità al racconto; la seconda è legata al nascondiglio dell'oro rubato alla banca di Tubac. Nel complesso, dunque, non un capolavoro, ma una buona storia divertente e mai noiosa che si fa leggere con estremo piacere. Ritorna ai disegni il primo disegnatore della serie, Roberto De Angelis, e lo fa con una prova illustre. Stupenda l'espressività dei personaggi, mentre la sua rappresentazione delle ambientazioni desertiche mi fa letteralmente impazzire: le rocce, la polvere, i cactus, il sole cocente...sembra di essere lì sul posto. I miei complimenti! Le tre copertine di Dotti non sono tra le sue migliori. La mia preferita delle tre è la prima. Storia: 8- Disegni: 9,5
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Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex
Magico Vento replied to Anthony Steffen's topic in La Serie e i Personaggi
Concordo! -
Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex
Magico Vento replied to Anthony Steffen's topic in La Serie e i Personaggi
Concordo! -
[06/07] Ken Logan Il Duellista
Magico Vento replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie da 1 a 100
Una bella storia, molto avventurosa e dal ritmo assai incalzante: a causa della brevità delle strisce su cui la storia è stata pubblicata originariamente, infatti, ogni dieci pagine c'è un colpo di scena, uno scontro a fuoco o una scena d'azione (le strisce si concludevano sempre con un cliffhanger). A me, personalmente, questo stile narrativo piace (infatti lo scopo di inserire continui colpi di scena era quello di non annoiare il lettore), però bisogna riconoscere che il continuo cambio di scenario dovuto alle varie disavventure e peripezie che capitano a Tex distoglie l'attenzione da quella che è la sua principale missione: liberare Montales da un carcere militare. Inoltre, qualche scena è proprio slegata dalla trama principale; in particolare, la scena del duello con Ken Logan è inutile per i fini del racconto, dato che, per quanto gradevole, non ha nessun legame (il personaggio non viene più ripreso nel resto dell'episodio) con ciò che avviene dopo. La storia si fa ricordare principalmente per il ritorno di Montales e, ancor di più, per la presenza della bella Lupe, la prima donna a dichiarare il proprio amore a Tex. Ho decisamente apprezzato la rocambolesca scena sul treno e ho trovato godibile e divertente quella dalle atmosfere esotiche con i Vaqui. La trovata di Tex di presentarsi come ambasciatore agli ufficiali del forte non mi è sembrata forzata o ridicola, ma, anzi, mi ha ricordato la stessa affascinante trovata usata da Yanez nei romanzi di Salgari. La scena dell'evasione di Montales mi è piaciuta molto. Ho anche apprezzato il finale da molti criticato per il comportamento di Tex: credo, infatti, che la storia con Lupe non si potesse concludere diversamente (anche Zagor, ad esempio, si comporterà così con Frida) e, inoltre, ho trovato poetico l'atteggiamento di Tex da eroe solitario, che, una volta conclusa la sua missione, se ne va senza neppur voler essere ringraziato. Belli, come al solito, i disegni di Galep. Storia: 7 Disegni: 7,5 -
Una storia più che sufficiente, in cui G.L.Bonelli, partendo da un soggetto semplice e poco originale, tira fuori una sceneggiatura molto esplosiva e dinamica e dotata, come al solito, di un bel ritmo che la rende molto godibile. Adorabile il Tex scavezzacollo e spavaldo delle prime avventure, che non si fa intimorire da niente e nessuno (bella, a proposito, la scena in cui la macabra teatralità allestita da Benton nell'ufficio dello sceriffo non intimida minimamente Tex). Uno dei pochi aspetti memorabili del racconto è che Kit Carson si faccia crescere la barba per entrare nella banda di Benton. Ho inoltre apprezzato la caratterizzazione dell'antagonista Amos Benton, che si dimostra un avversario più scaltro del solito, dato che non vuole ricorrere necessariamente alla violenza per tenere a bada Tex. Poco credibile, invece, il fatto che Tex, "facendo leva coi piedi", riesca a smuovere una delle sbarre della prigione di Kit, ma è una di quelle simpatiche e quasi affascinanti ingenuità dell'epoca. Il finale si risolve con un semplice "arrivano i nostri" (in questo caso i ranger), trovata poco originale e prevedibile, ma comunque la più logica visto il contesto: tale trovata narrativa si ripeterà più volte in futuro, quando Tex si troverà ad affrontare troppi avversari. Per quanto riguarda i disegni, si avverte un certo miglioramento nei disegni di Galep: vi sono infatti alcune vignette molto più curate e alcuni primi piani più dettagliati. Non male la copertina dell'albo gigante disegnata sempre da Galep. Storia: 6,5 Disegni: 7,5
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[Romanzi A Fumetti 13] Snakeman
Magico Vento replied to Sam Stone's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Contiene SPOILER Un buon "Tex d'Autore", sia per testi che per disegni. Il bravo Boselli, pur con sole 50 pagine a disposizione, nella sua storia riesce a inserire un pittoresco e inquietante antagonista, delle belle scene d'azione (come quella dell'attacco al campo navajo), dei momenti toccanti (quelli in cui appare Lilyth) e una trovata finale davvero ottima (Tex, grazie al ricordo di Lilyth, riesce a aggrapparsi al cespuglio e sopravvivere). Molto suggestiva la scena dell'apparizione di Tex vestito da Uomo della Morte. La storia, nonostante questi begli elementi, è abbastanza semplice e lineare (anche più di altri episodi di Boselli apparsi su questa collana), dunque non l'ho trovata un capolavoro. Nulla di grave: infatti, la storia, come ho detto, resta comunque molto godibile e interessante. Forse l'unico passaggio della vicenda che mi ha lasciato un po' perplesso è quello in cui Tiger, dopo la caduta di Tex nel burrone, decide di continuare la caccia senza preoccuparsi di controllare se il pard si sia salvato (lo dà immediatamente per spacciato). Belli i disegni di Enrique Breccia. I paesaggi e gli sfondi sono perfetti, mentre ammetto che i volti, che sono un tratto distintivo dello stile del disegnatore, non mi fanno impazzire (Lilyth, in particolare, è forse il personaggio che gli riesce meno bene). I colori sono meravigliosi e danno alle tavole un effetto pittorico molto piacevole. La copertina è eccellente sia nella composizione che nei colori. Storia: 7,5 Disegni: 8 -
Concordo, abbastanza sproporzionata la figura di Tex, mentre tutto il resto è realizzato veramente bene.
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A mio avviso, "Satania!" è una delle storie più memorabili e più riuscite tra quelle dei primi numeri, e sicuramente è una delle più celebri, probabilmente per la storica, carismatica e affascinante avversaria che dà il titolo all'episodio. Era abbastanza intuibile che Cora Gray fosse Satania, però, visto che l'intenzione di G.L.Bonelli non era di scrivere un giallo, va benissimo così. Infatti, come storia d'avventura è alquanto soddisfacente: di fronte a un soggetto, pur bello, piuttosto semplice e lineare, Bonelli rende piacevolissimo l'episodio grazie a una brillante e scoppiettante sceneggiatura che non annoia mai grazie a dei dialoghi coinvolgenti, "frizzanti" e briosi. Ho anche apprezzato il tocco d'esoticità (che ammicca un po' a Salgari) che l'avventura possiede, grazie alla presenza dello scimmione Gombo e del servo giavanese Dyakar. Memorabile la scena con lo scimmione Gombo nella camera di Tex. Bello anche il finale, con tanto di drammatico volo per Satania. Nel complesso, una storia molto godibile. I disegni di Galep sono più che discreti. Indimenticabile la bellissima vignetta con Gombo sanguinante per via delle pallottole che fissa Tex e Carson. Ottima la copertina dell'albo gigante. Storia: 7 Disegni: 7
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Bella e lunga storia che si suddivide in due parti: nella prima Tex deve affrontare la banda del Rosso, mentre nella seconda sarà alla prese con dei trafficanti d'oppio. Le due vicende si possono anche considerare due storie separate. Ben gestita la parte con il Rosso. Il Rosso, secondo me, è uno dei nemici dei primi numeri che si ricorda più facilmente (insieme ai vari Coffin, El Diablo, Mefisto e Satania): è un semplice bandito, però il suo feroce aspetto delineato egregiamente da Galep, il suo carattere sleale e spietato e il suo soprannome facilmente memorizzabile lo rendono un avversario carismatico e non così dimenticabile. Questa prima vicenda è di normale amministrazione: nulla di straordinario, ma comunque molto godibile. Fanno anche apparizione due servi neri, che si esprimono curiosamente con la "d" al posto della "t", la "g" al posto della "c" e la "b" al posto della "p", sfiorando in certi casi il grottesco ("Sando gielo! Mi sendo dudda sgonvolda!"). Dopo aver fatto sgominare a Tex la banda del Rosso, G.L.Bonelli crea un inaspettato sviluppo per la sua storia (che avrebbe potuto chiudersi con una rapida resa dei conti con Bess) e fa affrontare al nostro eroe una temibile setta segreta cinese e il losco Stern, che si finge un paralitico. Questa seconda parte è davvero ottima. Assai intensa e quasi poetica la didascalia che descrive il tragitto di Tex, ferito a una spalla da un coltello, che si dirige verso l'ufficio dello sceriffo (“Ma Tex dovrà presto pagare lo sforzo di volontà di cui ha dato prova. Di via in via, nella notte appena rischiarata dai pochi fanali, l'eroico fuori-legge avanza, lasciando dietro di sé una traccia sanguinosa. L’uomo della tempra d’acciaio cammina con passo fermo nell’ombra della notte, e la sua sagoma nera sembra un minaccioso fantasma pronto a ghermire in una tragica morsa chiunque gli attraversi la strada”). Molto adrenalinica ed esplosiva la fine della vicenda. Oltre al gradito ritorno di Kit Carson, questa storia è importante perché Tex torna a far parte del corpo dei Rangers. Un piccola nota finale: alla fine della vicenda del Rosso, Tex giura alla nipote del giudice che non ucciderà Bess, cosa che invece farà poco dopo; probabilmente era impossibile evitarlo, però mostra una volta tanto un Tex fallibile. Come al solito, molto piacevoli i disegni di Galep. Storia: 7 Disegni: 7
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Il termine non convinceva neppure me Però non sapevo come altro esprimerlo...
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Ottimo numero, che, pur essendo una storia autoconclusiva, è, a mio giudizio, una delle più riuscite (la migliore insieme a "Guatemala") della serie regolare di questa annata. La storia ha un sapore molto classico (l'agente indiano corrotto, l'ufficiale arrogante) e GLBonelliano (anche perché il lungo flashback narra una vicenda che temporalmente si inserisce tra i primissimi numeri scritti appunto dal papà di Tex). Anche l'ironia che caratterizza alcuni passaggi mi ha ricordato quella del creatore di Tex ("Ero disposto ad accettare che l'angelo custode di vacche e vitelli avesse miracolosamente resuscitato quelle povere bestie", "Lanigan si è alzato di scatto, prestando poca attenzione a dove si trovavano le nocche del mio pugno destro...e ci ha sbattuto contro lo zigomo!" e la splendida didascalia "Qualche minuto e svariati cazzotti dopo"). L'albo mi è sembrato una sorta di unione tra la serie regolare e la recente collana "Tex Willer" (l'albo è disegnato, tra l'altro, proprio dal copertinista di quest'ultima, Maurizio Dotti). La struttura della storia è quella che vede un prologo ambientato nel presente a cui segue un racconto del passato narrato in flashback. Buona l'idea di narrare (nel flashback) come Tex fosse diventato agente indiano. C'è anche una grande attenzione al realismo storico (caratteristica che ricorda appunto "Tex Willer"), come dimostra la presenza del personaggio realmente esistito Hubbell. Degno di lode l'obiettivo di Boselli, che sta cercando, tra le non poche incongruenze createsi in quasi 80 anni di storie, di creare per Tex una linea biografica coerente anche con i fatti storici. La parte nel presente è molto breve, ma è sceneggiata in modo magistrale. Il flashback, che occupa gran parte della storia, è molto bello e avvincente, e ci mostra, tra l'altro, un giovanissimo ma tosto Kit, gestito alquanto bene da Boselli. Ottimo anche l'utilizzo di Tiger Jack e, in generale, la caratterizzazione di tutti i personaggi. C'è forse qualche leggero errore tempistico, ma trovo siano piccolezze, anche perché lo stesso GLB se ne infischiò sempre di mantenere una credibilità cronologica per le sue storie, e dunque per gli scrittori come Boselli che gli sono succeduti diventa difficile districarsi tra le date. Direi che quindi qualche forzatura nella cronologia texiana ogni tanto la si può concedere al Bos, specie se ne escono fuori storie belle e interessanti come questa. Ottime le tavole di Dotti (e lo dice uno che non adora alla follia questo disegnatore). Favolosi sfondi e paesaggi e ben reso il dinamismo nelle movenze dei personaggi. Splendida l'introduzione della mezzatinta nelle vignette. Come al solito, però, nei suoi disegni non mi convincono i volti, in particolare quello di Tex. Magnifica la copertina di Claudio Villa. Storia: 8,5 Disegni: 8,5
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Qualcuno sa dirmi a che pagina? Io non l'ho individuato (ma magari nella mia edizione è stato corretto...). Grazie
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Hai ragione
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[Romanzi A Fumetti 04] Sfida nel Montana
Magico Vento replied to ymalpas's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Ottimo cartonato, che presenta sia una validissima storia sia dei disegni a dir poco fenomenali, valorizzati ulteriormente da una colorazione perfetta. La storia sceneggiata da Manfredi è molto bella. Il creatore di "Magico Vento" si dimostra ancora una volta un magnifico sceneggiatore: la storia, completamente priva di fronzoli, è sceneggiata splendidamente, i tempi e i ritmi sono strepitosi. Belli anche i flashback, essenziali ma efficaci. Ho trovato molto interessante la coppia Birdy-Lily. Va poi detto che la storia, a causa del non eccessivo numero di pagine, non è (e non poteva esserlo) molto complessa, però anche così mi ha soddisfatto. Come trama, ritengo questo cartonato inferiore solo a "Frontera!", che presentava un eccellente racconto. Splendidi i disegni di De Vita, esaltati dalla convincente colorazione di Vattani. Gli sfondi e i paesaggi, dettagliati e particolareggiati, sono una vera gioia per gli occhi, così come anche le fisionomie e l'espressività dei personaggi. Non è male neppure la copertina. Storia: 8 Disegni: 9 -
SPOILER Recensione Tex Willer n.29-33 "Sull'alto Missouri"
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[Romanzi A Fumetti 03] Painted Desert
Magico Vento replied to Sam Stone's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Molto riuscito questo cartonato, che, come nel caso del precedente numero, presenta una bella storia accompagnata da dei disegni spettacolari valorizzati ulteriormente da una colorazione mozzafiato. La storia di Boselli è, a mio parere, inferiore a quella di "Frontera!" (che avevo trovato eccellente), ma è comunque avvincente e godibile. Le pagine a disposizione sono affatto molte, eppure Boselli, oltre a creare un intreccio molto interessante, riesce a caratterizzare bene i personaggi, soprattutto Silent Foot e Debra. Quest'ultima è davvero sorprendente per come riesca a sfruttare ogni occasione a proprio vantaggio. Molto affascinanti anche le situazioni "già viste" del pueblo misterioso e del tesoro nascosto. Ottimi i richiami alla mitologia indiana (la nascita del deserto, Kokopelli, la Donna Ragno) e l'alone di mistero presente nella parte finale, che tuttavia viene spiegato in modo perfettamente razionale. Bello il finale, in cui il simpatico sceriffo Scott ritroverà di nuovo la felicità (si spera!) ricominciando una nuova vita. Splendidi i disegni di Stano, che, come nelle splendide tavole di "Mohawk River" e del suo seguito, cura anche la colorazione degli stessi. Il risultato è eccezionale! L'unica pecca l'ho trovata nel volto di Tex, non sempre convincente in tutte le vignette. Ottima la copertina, anche se Tex pare un po' troppo giovane. Storia: 7,5 Disegni: 9