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TWF - Tex Willer Forum

[239/240] Ombre Del Passato


Voto alla storia  

32 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Settembre 1980 - Ottobre 1980
Inizia nel numero 239 a pag. 70 e finisce nel numero 240



Tex e Carson vengono convocati d'urgenza da Jim Brandon, colonnello delle Giubbe Rosse: occorre rintracciare il professor Thorwen e sua figlia, scomparsi nello Yukon, gli indiani del luogo parlano con timore di una misteriosa tribù di visi pallidi dai lunghi capelli. Ci sono infatti dei vichinghi nella baia del Mackenzie River: i discendenti di Erik il Rosso vivono da secoli isolati in un perenne passato, conservando le loro tradizioni tribali e i loro dei, ignari degli sconvolgimenti che hanno mutato il mondo! Ma Tex e Carson, come folgori divine, fanno incursione nel villaggio per liberare il professor Thorwen e sua figlia Kate, tenuti prigionieri dai biondi guerrieri nordici: la ragazza era destinata a diventare la riluttante regina di quel popolo. E i figli di Odino, defraudati, scatenano la loro furia vendicativa contro i villaggi indiani dello Yukon.



 © Sergio Bonelli Editore

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  • 3 months later...

"Ombre dal passato" fa parte di quel tipo di storie texiane ( non infrequente fin dai primordi della saga, come dimostrano la vicenda ambientata nella Città d'Oro nei nn. 43 - 44, quella delle Terre dell'Abisso dei nn. 47 - 48, "l figli della Notte" dei nn. 49 - 51, "La bufera" dei nn. 75 - 76 e "Un mondo perduto", dei nn. 282 - 283 ) che mettono il nostro ranger a confronto con ambienti e popolazioni decisamente inconsueti. In questo caso GLB ha scelto i Vichinghi, spinto probabilmente dal periodico riaffiorare della tesi che attribuisce loro il merito di aver scoperto l'America tra il X e l'XI secolo d. C. . La vicenda viene avviata in maniera molto classica, con la chiamata rivolta ai pards da un amico in difficolt?, in questo caso Jim Brandon, appena promosso colonnello. Il dipanarsi della vicenda è però molto più lento del solito, dato che a GLB interessa svelare l'identit? dei misteriosi bianchi che disturbano la pacifica vita degli indiani del Canada settentrionale soltanto alla fine dell'albo n. 239; una volta fatta la conoscenza dei loro misteriosi avversari, Tex e Carson riescono a dominare la situazione senza troppe difficolt?: il ranger è talmente consapevole della propria superiorit? nei confronti degli scandinavi, da concedersi il lusso di sparare sempre per impaurire, disarmare o tutt'al più ferire; perfino quando i Vichinghi finalmente contrattaccano assalendo gli indiani canadesi, bastano poche azzecate disposizioni del ranger perchè vengano messi nell'impossibilità di nuocere, rinuncino alle loro prede

ovvero il professor Thorwen e sua figlia, cloni degli analoghi personaggi de "I figli della Notte"
e si sottomettano in maniera analoga ai Tuareg di "Fantasmi nel deserto", senza aver però creato una tensione narrativa paragonabile a quella di quest'ultima storia. Si tratta insomma a mio giudizio di un riempitivo curioso e abbastanza grazioso, ma non certo di una storia di alto livello. I disegni di Letteri, alle prese con un ambiente inconsueto per lui come il Canada, partecipano anch'essi per me del "tono minore" della storia: sono infatti molto precisi e accurati, e non mancano talora di una certa grazia , come dimostra la resa di Kate Thorwen ; malgrado ciò, è però percettibile un certa dose di impaccio e freddezza ( Jim Brandon, forse per lo "scatto di grado", presenta un aspetto lievemente senile ). In sintesi, a mio parere:soggetto 7sceneggiatura 6,5disegni 7 +.
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  • 2 weeks later...

Letto questa notte nella raccolta Mondadori "I mondi nascosti". Non mi aspettavo una grande storia, e le mie previsioni sono state confermate. Un'idea interessante che viene sviluppata però in modo rapido e con una trama che non riesce mai a risultare avvincente. La presenza di un Tex eccessivamente buonista nei confronti degli avversari non contribuisce certo a migliorare lo sviluppo di questa storia. Do comunque la sufficienza soprattutto per i bellissimi disegni di Letteri.

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  • 1 month later...

Una particolarit? curiosa: Jim Brandon, nella lettera a Tex che apre la vicenda, chiede al nostro ranger di portarsi appresso tutti i pards; GLB ( forse perchè l'uso dell'intero quartetto sarebbe stato sproporzionato rispetto alla pericolosit? degli avversari ) fa però in modo che Kit e Tiger non siano presenti al villaggio e non possano quindi rispondere all'appello. Ciononostante, Kit Willer si rivela utile a suo padre anche in absentia: è infatti grazie a dei libri mostratigli tempo prima dal figlio che Tex identifica i suoi avversari come Vichinghi.

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  • 2 months later...
Guest Colonnello_Jim_Brandon

Eh si, purtroppo ombre dal passato è una di quelle storie GLBnelliane che, soprattutto se paragonata con mastodontici capisaldi scritti dalla medesima mano ( quali il clan dei cubani o gli eroi di devil pass ) manca completamente di verve e carisma. Vuoi per l'eccessiva "ottusaggine" di biondi e baffuti vichinghi, vuoi per l'eccessiva celerit? con cui i due satanassi appiedano i nordici guerrieri, vuoi per l'eccesiva disparit? nell'armamento delle due forze in campo ( winchester contro spadoni... ) insomma per una lunga sequela di "mancanze" nella seneggiatura, questa storia risulta essere eccessivamente "frettolosa e sbrigativa" agl occhi del lettore texiano medio. Peccato, perchè i presupposti per una storia epica c'erano tutti... Il grande e gelido nord, una spedizione scientifica scomparsa, un'isola mistriosa popolata da un'antica civilt?... peccato però che tutto questo potenziale sia stato "bruciato" in quelle poche vignette in cui Tex e Carson bruciano la nave vichinga potendo così traquillamente approdare alla loro isola praticamente indisturbati. Peccato davvvero. Rileggendola, mi sono più volte chiesto per quale motivo gli indiani del luogo temessero così tanto quei bondi virgulti che, trovatisi davanti al ranger e al suo inseparabile ed agguerrito pard, hanno fatto l figura dei giuggioloni semiinoffensivi....
Unica nota di merito ( importante più che altro per la continuity della saga ) è la prmozione di Jim Bradon a Colonnello ( ma il grado di maggiore non esiste nei mountie??? :P :P :P haha haha haha ) grado che, fino ad oggi, il baffuto ed impeccabile gentiluomo del nord si è tenuto ben stetto....
Molto buoni i disegni di Letteri ( che nella versione a colori guadagnano a mio avviso un paio di punti ), ma non sufficienti per alzare il mediocre livello del storia.

VOTO COMPLESSIVO : 5

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  • 1 year later...
  • Rangers

Storia minore rispetto alle altre appartenenti allo stesso filone. Interessante però come sempre vedere questi "improbabili" incontri tra Tex e "atipiche" civilt?, in questo caso i Vichinghi. Son sicuro che se la storia fosse stata scritta anni prima, il risultato sarebbe stato di ben altro livello, perchè si nota che GL cominciava ad indebolire la trama e qualche sequenza scorreva troppo velocemente. Ma la storia, nonostante questo, è comunque leggibile. Fatto interessante GLB aumenta di grado Jim Brandon, che qui si firma come Colonnello. Un p? tirata per le orecchie la scusa della Giubba Rossa nel farsi dare una mano da Tex e pards, addirittura aveva richiesto la presenza del quartetto al gran completo, quando la missione poteva essere svolta facilmente anche dal solo Tex. Qualcuno ha criticato il Tex troppo buonista della storia, io invece penso che il nostro abbia agito giustamente contro gli avversari, armati solo di spadoni, archi e altre armi tipiche della loro epoca. Oltre al motivo delle armi, i Vichinghi hanno solo la colpa di essere rimasti isolati (come la maggior parte delle "strane " civilt? incontrate da Tex nel passato), e non hanno avuto mai contatti con il progresso o altre civilt? più evolute. A parte le tribù della costa e i due prigionieri bianchi. Ed è proprio per colpa del Professore, spinto dai suoi studi e dalle sue ricerche ed accompagnato dalla figlia di cui si innamora il capo vichingo, che questa comunit? che prima viveva praticamente in pace, torna a far parlare di sè e richiama le attenzioni delle Giubbe Rosse. Infatti come affermano gli stessi Vichinghi era molto tempo che non compivano più razzie e guerriglie ai danni delle tribù della costa, vivendo praticamente in pace ed isolati nella propria isola, e addirittura avvertendo con le fumate chiunque si trovasse nei paraggi, poco prima di lasciare l'isola per le battute di caccia proprio per evitare scontri. La scomparsa delle guide Karmak e dei due bianchi è il pretesto che utilizza Brandon per richiamare Tex e Carson, i quali ovviamente e come sempre non rimangono sordi all'appello del vecchio amico. Forse troppo semplice il proseguo della storia, ma se pensiamo che i Vichinghi non sapevano nemmeno cosa fossero i fucili, allora ci può stare come "asso" nella manica di Tex, che impressiona i "barbuti" con le sue folgori!! :DVoto: 7 :trapper:

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Sinceramente non ho mai sopportato molto le storie esageratamente incredibili (quindi con spagnoli, dinosauri eccetera) ma tra queste l'ho trovata la peggiore, veramente priva di pathos, di epicit?, di qualsiasi cosa, Tex arriva e vince. Tra l'altro come possa comunicare con due vichinghi resta un mistero.

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  • Rangers

Tra l'altro come possa comunicare con due vichinghi resta un mistero.

Infatti Tex non riesce a comunicare con i Vichinghi, ha bisogno del traduttore, in questo caso il professor Thorwen e figlia, che conoscono la lingua Norvegese!! ;):trapper:
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  • 6 months later...

Di questa storia l'unica cosa interessante sono i disegni di Letteri dei vichinghi e della bionda Kate Thorwen che riesce a disegnare molto bene. Un p? più impacciato lo vedo nella resa delle foreste canadesi specie se confrontate ad esempio con quelle di Ticci. Per il resto una storia che si rivela priva di spunti interessanti, quando GLB fa queste incursioni nel fantastico è difficile a mio modesto avviso che riesca a sfornare una storia interessante. Tutto si risolve in uno scontro in campo aperto fra un gruppo di vichinghi armati di spadoni che vanno all'attacco dei due pard armati di buoni winchester, più che scontato l'epilogo. Voto 7- con un p? di magnanimit? e rispetto verso un grande scrittore di fumetti.

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  • 1 year later...

Ho riletto questa storia domenica (avevo poco tempo a disposizione e mi sono scelto una storia non eccessivamente lunga). In generale concordo con quanto avete già detto. E' una storia minore rispetto alle altre di GLB e anche rispetto alla mia amata "Contro tutti". In verità ho apprezzato molto il soggetto: 1)l'idea di portare Tex lontano nei territori del nord ovest e di farlo incontrare con una civilt? antica e sconosciuta;2) la mediazione linguistica e culturale tra Tex e i vichinghi ad opera del professor Thorwe;Le debolezze della storia, a mio modesto parere, sono nella sceneggiatura. Molto lineare (e fin qu? non ci sarebbe niente di male), ma anche un p? scialba, senza spunti di vivacit?. Anche l'incontro con Jim Brandon manca di umorismo e di calore, tanto che persino il colonnello Brandon (che generalmente ritrovo volentieri nelle storie di Tex) stavolta risulta un p? sulle sue, quasi antipatico. I disegni risentono - IMHO - della sceneggiatura e dell'ambientazione. Apprezzo molto Letteri ma non so se questa era la storia più adatta al suo stile. (Per intenderci i guerrieri vichinghi me li vedo più rudi, sporchi e cattivi d come sono stati rappresentati). In generale una storia interlocutoria da voto 7 di media, così distribuito:Soggetto 8Sceneggiatura 6Disegni 7

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  • 8 months later...

L'ho letta di recente. Sono rimasto piuttosto deluso. Mi aspettavo un qualcosa di più che non c'è stato. Nella trama è presente poca azione e piena di lunghi e talvolta noiosi dialoghi. Inoltre i nemici di turno sono piuttosto inconsistenti e nonostante un certo fascino creato dal popolo antico rimasto indietro di mille anni non contribuisce più di tanto a rendere attraente la storia che si trascina avanti piuttosto stancamente. Letteri realizza dei buoni disegni anche se trovo che non sia molto adatto ai paesaggi nordici. Trovo molto ben realizzata la sua interpretazione dei Vichinghi. Trama 6Soggetto 7,5Disegni 7,5

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  • 5 years later...

Una storia minore, d'accordo, ma non per questo così modesta come qualcuno ha scritto.

 

I vVchinghi vengono descritti dai Chippewa e dagli altri Indiani come barbari assassini: sono invece dei disgraziati che vorrebbero vivere in pace, senza dare fastidio a nessuno.

Vivono su di un'isoletta e si allontanano da lì solo per andare a caccia lungo la costa: in più, da secoli, avvertono con dei segnali di fumo gli Indiani della costa della loro partenza dall'isola, per evitare di doverci lottare.

Tex e Carson intervengono  su richiesta di Brandon solo per salvare un professore scandinavo e la figlia che si sono avventurati sull'isola per studiare le usanze (e, aggiungo io, per spaccare le scatole) dei vichinghi, che in realtà volevano essere solo lasciati tranquilli nel loro isolamento insulare.

Per giustificare l'intervento Di Tex, GLB inventa la prigionia dei due studiosi e l'interesse da parte del capo vichingo per la figlia di Torwen: il gigantesco vichingo vorrebbe infatti sposarla, ma non è ricambiato nei sentimenti dalla ragazza

Il finale è MOLTO in agrodolce, anzi, più agro che dolce...

Tex stesso dà la chiave di lettura nel finale: se da un lato grazie a Tex stesso i Vichinghi si riappacificano (momentaneamente) con le tribù della costa, dall'altro vedono leso il loro diritto di vivere isolati...e tutto questo grazie allo studioso e alla figlia che, oltre ad aver causato morti ai loro accompagnatori indiani, uccisi dai vichingi, per uno stupido desiderio di "conoscenza"hanno turbato la flebile pax armata che da secoli durava tra lo "strano popolo" e i pellerosse...E Tex, infatti, afferma che il professore si sarebbe meritato per questo "un bel calcio nei denti":old:

 

Storia che ho sempre considerato un tentativo sfruttato in modo non ottimale da GLB, ma che comunque ha una sua morale...:rolleyes:

 

Edited by Barbanera
  • +1 1
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Storia un pò sottotono. Poteva essere una grande occasione, quella di far rivivere dei vichinghi nel diciannovesimo secolo, ed
invece è andata sprecata ed in malo modo.

Alla fine sono bastati due buoni (va beh, ottimi) tiratori per sventare una minaccia ritenuta così grave dalla Autorità del luogo da indurle a chiamare in aiuto nientemeno che i "nostri" pards, dimoranti migliaia di miglia a sud. Una quarantina di vichinghi armati di sole spade costituivano un pericolo così immane?
I disegni di Letteri, per quanto non inguardabili, non aiutano a far salire la media-voto.

Steccatura di GLB e conseguente ed ovvio paragone con la splendida "Sfida all'ignoto" del figlio. Quanta differenza!
Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 6,5

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  • 5 years later...

Allora...Recuperata oggi questa "particolare" storia di GLB con i disegni di Letteri. Di primo acchito l'idea di GLB mi ha lasciato perplesso perché i vichinghi in Tex non me li sarei mai aspettati. Poi riflettendoci il soggetto è stato più che altro un pretesto secondo me per esporre il tema antropologico di una comunità chiusa a contatto con altre realtà (gli indiani della costa, i civilizzati Tex e Carson, il professore e sua figlia).

Quindi l'idea mi è piaciuta ma secondo me GLB nello sviluppo della vicenda non è riuscito a mantenere le promesse (o premesse) iniziali. I vichinghi sono stati caratterizzati esteticamente e socialmente, però per i pards la missione, a loro affidata da Jim Brandon, è stata abbastanza semplice.

Tra battute, siparietti, birra, patatine, bistecche e complici i disegni di Letteri (non in una delle sue migliori prove ma sempre elegante) l'atmosfera è stata subito familiare ma forse è stata un'occasione persa.

 

Detto questo se qualcuno (Ruju o Rauch) ad esempio si presentasse in edicola con una storia così secondo me sarebbe stato pesantemente criticato all'interno del forum.

Sarò fazioso...

  • Confused (0) 1
  • +1 1
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Mister P dice:

Il GLB di soli tre anni prima da un'idea del genere avrebbe tratto una storia memorabile.

Secondo me le basi erano interessanti poi non sono state sviluppate bene e soprattutto non da GLB. Peccato...

Boselli la potrebbe riprendere viste che non è nuovo a certe operazioni?🤔

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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, Diablorojo82 dice:

Boselli la potrebbe riprendere viste che non è nuovo a certe operazioni?🤔

 

Per carità, "Tex e i Vichinghi". -_- Lascia stare Boselli, è già abbastanza fissato coi recuperi inutili e dal risultato orrendo. Non ho il coraggio di pensare che cosa tirerebbe fuori. Che torni a fare storie tipo gli Invincibili, ma che lasci stare per sempre GLBonelli e le sue storie...

  • Haha (0) 1
  • +1 2
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  • 1 year later...

Dopo aver assistito a feudi medioevali, colonie di russi in Alaska, popoli indigeni primitivi, Tuareg nei deserti americani e addirittura dinosauri, il filone fantasy della saga creata da Bonelli si arricchisce con un villaggio di Vichinghi, stabilitasi da tempo immemore in una dispersa isola nel gelido alto Canada, quasi del tutto isolati dal mondo esterno e soprattutto ignari del progresso umano e scientifico avvenuto nei secoli di volontario isolamento.

 

Piccola considerazione personale: in una serie così lunga e longeva è fondamentale mischiare di tanto e tanto le carte e i generi per poter stupire il lettore e non annoiarlo con le solite trame e cliché, e su questo Gian Luigi Bonelli fu davvero molto bravo e fantasioso con le sue trovate di soggetto, tuttavia, al sottoscritto, queste storie non sono mai più di tanto piaciute, visto che sebbene la sospensione d'incredulità è fondamentale su un fumetto o opera narrativa in genere, quando si supera il livello si rischia di apparire alquanto banali e forzati.

Da ragazzino episodi simili mi intrattenevano, ma adesso agli occhi di lettore più navigato, noto che sono invecchiati molto male.

 

Davvero poco plausibile che svariati secoli dopo, una colonia di navigatori del nord Europa, giunti per caso sulle coste gelide del Canada, non sono mai del tutto entrati in contatto col mondo che li circonda (esempio estendibile a tutti i soggetti simili, anche alla precedente Città dell'oro), qui addirittura i "Figli di Odino" sconoscono del tutto le armi da fuoco e sembrano essere usciti più da una fiaba per bambini che da un albo avventuroso.

 

Inoltre rispetto a precedenti soggetti simili, stavolta Bonelli, in evidente calo realizzativo, non riesce a creare sottotrame avvincenti che arricchiscano la vicenda e a ben vedere, in fin dei conti, si riassume tutto in un iter consolidato di avvenimenti: Tex riceve l'incarico di dipanare la vicenda (stavolta da Jim Brandon che sappiamo essere stato promosso a Colonnello), giunge in Canada, và li suona a tutti, senza eccessivi patemi (addirittura permettendosi il lusso di sparare per non uccidere, quindi ciò denota che i Vichinghi sono pericolosi quanto dei bambinoni in armatura) e se ne torna mettendo tutti d'accordo, con un finale lieto e bonario alla tarallucci e vino.

 

Pure l'espediente dello scienziato e la figlia presi in ostaggio dai Vichinghi, suona di visto e rivisto e almeno questa volta non viene per nulla sfruttato a dovere e i due personaggi fungono solo di contorno.

 

Troppo poco per potermi convincere che questa escursione nel fantasioso universo di mondi paralleli nella saga di Tex possa essere sufficiente, anche il ritmo è più lento e compassato e la trama piatta e telefonata. Episodio a mio parere appena mediocre.

 

Curioso che una trama simile sia stata assegnata a Letteri (Fusco o Ticci erano più indicati per le loro caratteristiche). Il disegnatore romano fatica e non poco col suo tratto a rendere al meglio le foreste gelide canadesi e anche i suoi vichinghi (ben realizzati ma troppo puliti nel segno) sembrano essere usciti fuori da una trama di Asterix, con faccione simpatiche e poco incisive nel ruolo di antagonisti. Nel compenso davvero bella la rappresentazione della figlia dello studioso, quindi non stupisce che il capo colonia voleva sposarla e renderla regina. :D

 

Tutto sommato Letteri, che in quegli anni era a un livello strepitoso della sua carriera, si difende, ma rimango dell'idea che sono ben altre le trame a lui congeniali e di fatto assegnargli una sceneggiatura simile fu un occasione mancata.

Tuttavia erano tempi diversi e di sicuro in redazione tutti questi calcoli non se li facevano, di conseguenza presumo che l'assegnazione delle storie avvenisse più per disponibilità degli autori e tempi di realizzazione e non certo per affinità di genere delle loro caratteristiche. Il mio voto finale è 5

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5 hours ago, Condor senza meta said:

Tuttavia erano tempi diversi e di sicuro in redazione tutti questi calcoli non se li facevano, di conseguenza presumo che l'assegnazione delle storie avvenisse più per disponibilità degli autori e tempi di realizzazione e non certo per affinità di genere delle loro caratteristiche.

A quanto ne so GL Bonelli sapeva benissimo chi avrebbe disegnato una sua storia (ci sono le testimonianze di Ticci al riguardo oltre alla "prova" della sceneggiatura per Tarquinio dove lo chiama per nome), e infatti basta vedere come le sette cinesi e l'horror capitassero SEMPRE a Letteri, le storie con tribù indiane erano di solito per Ticci, e per Muzzi faceva avventure "urbane".

 

Quando iniziava la sceneggiatura sapeva già chi l'avrebbe disegnata (guarda anche come i "ritorni" di Mefisto e Proteus siano affidati allo stesso disegnatore, così come la parte finale della "saga" della banda Dugan e Marcus Parker, dove torna un vecchio personaggio già disegnato da Nicolò.

  • +1 1
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

A quanto ne so GL Bonelli sapeva benissimo chi avrebbe disegnato una sua storia (ci sono le testimonianze di Ticci al riguardo oltre alla "prova" della sceneggiatura per Tarquinio dove lo chiama per nome), e infatti basta vedere come le sette cinesi e l'horror capitassero SEMPRE a Letteri, le storie con tribù indiane erano di solito per Ticci, e per Muzzi faceva avventure "urbane".

 

Quando iniziava la sceneggiatura sapeva già chi l'avrebbe disegnata (guarda anche come i "ritorni" di Mefisto e Proteus siano affidati allo stesso disegnatore, così come la parte finale della "saga" della banda Dugan e Marcus Parker, dove torna un vecchio personaggio già disegnato da Nicolò.

 

Condivido sui disegnatori.

 

Per rispondere invece a @Condor senza meta, certamente rileggere storie come queste oggi e da parte di lettori ormai navigati possa deludere, ma non credo che avvenisse a quell'epoca. Ricordo da bambino che non leggeva fumetti, ma soltanto romanzi e saggistica, come mi piacque una storia ingenua di Mandrake ambientata in uno di questi mondi "perduti e dimenticati". 

 

Che storie del genere su Zagor o Martin Mystere continuino ad essere acquistate, questo a mio avviso sì che lascia leggermente straniti.

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Dopo aver assistito a feudi medioevali, colonie di russi in Alaska, popoli indigeni primitivi, Tuareg nei deserti americani e addirittura dinosauri, il filone fantasy della saga creata da Bonelli si arricchisce con un villaggio di Vichinghi, stabilitasi da tempo immemore in una dispersa isola nel gelido alto Canada, quasi del tutto isolati dal mondo esterno e soprattutto ignari del progresso umano e scientifico avvenuto nei secoli di volontario isolamento.

 

Piccola considerazione personale: in una serie così lunga e longeva è fondamentale mischiare di tanto e tanto le carte e i generi per poter stupire il lettore e non annoiarlo con le solite trame e cliché, e su questo Gian Luigi Bonelli fu davvero molto bravo e fantasioso con le sue trovate di soggetto, tuttavia, al sottoscritto, queste storie non sono mai più di tanto piaciute, visto che sebbene la sospensione d'incredulità è fondamentale su un fumetto o opera narrativa in genere, quando si supera il livello si rischia di apparire alquanto banali e forzati.

Da ragazzino episodi simili mi intrattenevano, ma adesso agli occhi di lettore più navigato, noto che sono invecchiati molto male.

 

Davvero poco plausibile che svariati secoli dopo, una colonia di navigatori del nord Europa, giunti per caso sulle coste gelide del Canada, non sono mai del tutto entrati in contatto col mondo che li circonda (esempio estendibile a tutti i soggetti simili, anche alla precedente Città dell'oro), qui addirittura i "Figli di Odino" sconoscono del tutto le armi da fuoco e sembrano essere usciti più da una fiaba per bambini che da un albo avventuroso.

 

Inoltre rispetto a precedenti soggetti simili, stavolta Bonelli, in evidente calo realizzativo, non riesce a creare sottotrame avvincenti che arricchiscano la vicenda e a ben vedere, in fin dei conti, si riassume tutto in un iter consolidato di avvenimenti: Tex riceve l'incarico di dipanare la vicenda (stavolta da Jim Brandon che sappiamo essere stato promosso a Colonnello), giunge in Canada, và li suona a tutti, senza eccessivi patemi (addirittura permettendosi il lusso di sparare per non uccidere, quindi ciò denota che i Vichinghi sono pericolosi quanto dei bambinoni in armatura) e se ne torna mettendo tutti d'accordo, con un finale lieto e bonario alla tarallucci e vino.

 

Pure l'espediente dello scienziato e la figlia presi in ostaggio dai Vichinghi, suona di visto e rivisto e almeno questa volta non viene per nulla sfruttato a dovere e i due personaggi fungono solo di contorno.

 

Troppo poco per potermi convincere che questa escursione nel fantasioso universo di mondi paralleli nella saga di Tex possa essere sufficiente, anche il ritmo è più lento e compassato e la trama piatta e telefonata. Episodio a mio parere appena mediocre.

 

Curioso che una trama simile sia stata assegnata a Letteri (Fusco o Ticci erano più indicati per le loro caratteristiche). Il disegnatore romano fatica e non poco col suo tratto a rendere al meglio le foreste gelide canadesi e anche i suoi vichinghi (ben realizzati ma troppo puliti nel segno) sembrano essere usciti fuori da una trama di Asterix, con faccione simpatiche e poco incisive nel ruolo di antagonisti. Nel compenso davvero bella la rappresentazione della figlia dello studioso, quindi non stupisce che il capo colonia voleva sposarla e renderla regina. :D

 

Tutto sommato Letteri, che in quegli anni era a un livello strepitoso della sua carriera, si difende, ma rimango dell'idea che sono ben altre le trame a lui congeniali e di fatto assegnargli una sceneggiatura simile fu un occasione mancata.

Tuttavia erano tempi diversi e di sicuro in redazione tutti questi calcoli non se li facevano, di conseguenza presumo che l'assegnazione delle storie avvenisse più per disponibilità degli autori e tempi di realizzazione e non certo per affinità di genere delle loro caratteristiche. Il mio voto finale è 5

Al contrario io ho sempre amato questa possibilità di escursioni in altre epoche grazie alle "sacche temporali" conservatesi in angoli sperduti...del west!😅

(Un po'meno dinosauri e alieni, molto conquistadores e vichinghi etc).

Certo concordo che sono storie che possono prendere più da ragazzi, però non è certo una possibilità fuori dal filone avventuroso e diciamo che me n'è rimasto il gusto (del resto a me piaceva Verne).

 

Poi c'è storia e storia e concordo che questa non sia particolarmente riuscita, solo che per me lo è "NONOSTANTE" l'ambientazione! 😅 [Ne ricordo una migliore di Capitan Miki ?forse era "La Regina dei Vichinghi"?]

 

Tornando al discorso generale, però, ciò che mi piaceva meno di queste storie erano proprio le volte in cui il "mondo scoperto" finiva distrutto impedendo qualsiasi nuova incursione di Tex nella"storia antica".

Diversamente Tex avrebbe anche potuto avere un conoscente in ogni valle dimenticata da andare a trovare per sbrogliare le matasse come fa in Canada e in Messico, seppur con maggior parsimonia, diciamo una volta ogni 200 numeri? Non mi sarebbe dispiaciuto!

Ovviamente non è mai stato così nemmeno con GLB che era, anche giustamente, per incursioni uniche.

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Il 13/12/2025 at 05:02, Diablero dice:

A quanto ne so GL Bonelli sapeva benissimo chi avrebbe disegnato una sua storia (ci sono le testimonianze di Ticci al riguardo oltre alla "prova" della sceneggiatura per Tarquinio dove lo chiama per nome), e infatti basta vedere come le sette cinesi e l'horror capitassero SEMPRE a Letteri, le storie con tribù indiane erano di solito per Ticci, e per Muzzi faceva avventure "urbane".

 

Quando iniziava la sceneggiatura sapeva già chi l'avrebbe disegnata (guarda anche come i "ritorni" di Mefisto e Proteus siano affidati allo stesso disegnatore, così come la parte finale della "saga" della banda Dugan e Marcus Parker, dove torna un vecchio personaggio già disegnato da Nicolò.

Infatti Diablo, non dico che non sapesse a chi fossero affidate le sue storie, difatti gli esempi sui "ritorni" che tu fai ne sono una prova, più che altro intendevo dire nel mio commento che c'era meno attenzione agli abbinamenti (dovuta pure a un parco disegnatori molto ristretto sebbene alquanto velocisti).

La storia dei vichinghi, da profano, l'avrei benissima affidata a Ticci o Fusco visto la particolare ambientazione paesaggistica e Letteri poteva benissimo illustrare di par suo l'episodio del figlio di Cochise più nelle sue corde, rispetto a un Nicolò in evidente difficoltà. Tuttavia sono considerazioni che lasciano un po' il tempo che trovano, una sorta di pour parler forumistico. :D

<span style="color:red">19 ore fa</span>, Black Jim dice:

Al contrario io ho sempre amato questa possibilità di escursioni in altre epoche grazie alle "sacche temporali" conservatesi in angoli sperduti...del west!😅

(Un po'meno dinosauri e alieni, molto conquistadores e vichinghi etc).

Certo concordo che sono storie che possono prendere più da ragazzi, però non è certo una possibilità fuori dal filone avventuroso e diciamo che me n'è rimasto il gusto (del resto a me piaceva Verne).

Da ragazzino le apprezzavo anch'io, oggi molto meno visto che spesso la sospensione dell'incredulità si spinge così tanto avanti da renderle quasi puerili.

Tuttavia è un discorso soggettivo, estendibile pure agli episodi magici che spaccano la platea come abbiamo visto nel recente passato.

L'unica cosa certa è che queste escursioni nel fantastico sconfinato di Bonelli, hanno pure inciso al successo della saga, per quanto possono piacermi o meno :lol:

  • +1 1
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Nel referendum del 1981 fu considerata la peggiore di Tex degli ultimi 5 anni.

Anche se a qualcuno piacque, visto che era anche al quarto nella classifica delle migliori.

C'è da dire che i risultati di questo referendum erano ben strani! Non compaiono nemmeno "Gli eroi di Devil Pass" o "Tucson" :lol:

tex risultati

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6 hours ago, Condor senza meta said:
On 12/13/2025 at 5:02 AM, Diablero said:

A quanto ne so GL Bonelli sapeva benissimo chi avrebbe disegnato una sua storia (ci sono le testimonianze di Ticci al riguardo oltre alla "prova" della sceneggiatura per Tarquinio dove lo chiama per nome), e infatti basta vedere come le sette cinesi e l'horror capitassero SEMPRE a Letteri, le storie con tribù indiane erano di solito per Ticci, e per Muzzi faceva avventure "urbane".

 

Quando iniziava la sceneggiatura sapeva già chi l'avrebbe disegnata (guarda anche come i "ritorni" di Mefisto e Proteus siano affidati allo stesso disegnatore, così come la parte finale della "saga" della banda Dugan e Marcus Parker, dove torna un vecchio personaggio già disegnato da Nicolò.

Infatti Diablo, non dico che non sapesse a chi fossero affidate le sue storie, difatti gli esempi sui "ritorni" che tu fai ne sono una prova, più che altro intendevo dire nel mio commento che c'era meno attenzione agli abbinamenti (dovuta pure a un parco disegnatori molto ristretto sebbene alquanto velocisti).

 

Invece per me è evidente il contrario: avendo SOLO cinque disegnatori (prima Galep, Nicolò, Ticci, Letteri e Muzzi, poi al posto di Muzzi arriva Fusco) sono ben chiare le differenze fra l'uno e l'altro, e un simile livello di "selezione per il disegnatore" non si vedrà mai più nella serie. Quando i disegnatori si moltiplicheranno al massimo rimarrà una qualche blanda preferenza per certi aspetti, al massimo cose tipo il dare sempre storie cittadine a Civitelli (cosa di cui si lamenterà) ma poi a parte questo aveva storie tradizionali o meno, western o horror a seconda dei casi, e poi anche questa cosa oggi non c'è più. Come cavolo fai a fare storie differenziate per 40 disegnatori? Finisce con cose tipo il recente Texone di Palumbo che pare scritto senza avere la minima idea di chi l'avrebbe disegnato, tutto ambientato al sole e all'aperto (e forse anche per questo palumbo l'ha disegnato con la mano sinistra, è irriconoscibile).

 

Oggi si sa che certe storie, finite, sono "assegnate" in seguito a vari disegnatori (Nizzi pare abbia ri-sbattuto la porta perchè non gli era piaciuto a chi avevano assegnato una sua storia già scritta, mi pare), quindi (con l'eccezione di Boselli e Giusfredi immagino) si è proprio totalmente persa questa cosa.

 

Riguardo alle storie "strane" di quell'ultimo perioodo di GL Bonelli, molte sono dovuti ad input "esterni": sia sa che la storia dei cammelli fu su idea del figlio Sergio, la storia degli alieni su input dell'altro figlio, e i casi non finiscono qui... è segno che i vari problemi di salute di GL Bonelli in quel periodo pesavano sulla sua capacità di ideare nuovi soggetti, e quindi o prendeva soggetti di altri (e i due figli gli davano idee assurdamente poco texiane tipo alieni o far perdere Tex...) o anche se li ideava lui, la difficoltà porta ad idee sempre più "strane". Non so se i Vichinghi furono una sua idea o no, ma all'epoca erano una "idea standard" del fumetto d'avventura usabile da sceneggiatori a corto di idee (i vichinghi si erano già visto su Zagor - dove ci sono ancora e sono comprimari e alleati abbastanza frequenti - e sul Piccolo Ranger)

 

Quindi anche se può sembrare "strano" a un lettori di oggi... mettere i vichinghi su Tex all'epoca NON era una cosa "strana", ANZI, era il segno che GL Bonelli stava perdendo la sua "originalità e unicità" e si stava sempre più affidando al "mestiere" e a trope usati e abusati ormai da tutti, tipo appunto i Vichinghi.

 

6 hours ago, Poe said:

Nel referendum del 1981 fu considerata la peggiore di Tex degli ultimi 5 anni.

Anche se a qualcuno piacque, visto che era anche al quarto nella classifica delle migliori.

C'è da dire che i risultati di questo referendum erano ben strani! Non compaiono nemmeno "Gli eroi di Devil Pass" o "Tucson" :lol:

 

Il sondaggio appare nel numero 244 (febbraio 1981) riferito ai precedenti 5 anni di storie, quindi i numero dal 184 al 244 (tagliando fuori quindi TUTTO il "periodo d'oro"). Ma anche considerando quel periodo ristretto, i risultati sono davvero stranissimi. Sono fuori storie belle come quelle che hai citato, sono dentro storie come questa o emerite ciofeche come Cruzado...

Credo sia un illusione ottico-metematica: non essendo un "torneo a più turni" dove man mano si eliminano le storie deboli per arrivare a quelle davvero più amate (e si è visto che in un torneo simile, fatto nel forum, El Muerto non arriva in semifinale e Cruzado non passa il primo turno), ma essendo un torneo a votazione secca, non vince la storia migliore, ma quella "particolare", più polarizzante.

 

I Vichinghi potranno aver fatto schifo all'80% dei lettori, ma essendo l'unica storia di Vichinghi su Tex...  tutti i fan dei Vichinghi hanno votato quella. Se è il voto è stato molto "spalmato" su una quarantina di storie sono il 2,5% dei voti in media a storia, basta essere peculiare o "strana" come Cruzado e El Muerto per arrivare magari al 4% e passare davanti. Mentre invece quelli che apprezzavano si più storie più "classiche" hanno disperso il voto fra decine di storie meno "peculiari"...

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