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TWF - Tex Willer Forum

[220/223] Sasquatch


due

Voto alla storia  

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Magic Wind dice:

 

Il fascino di quella di Galep è ineguagliabile, soprattutto nella raffigurazione dello sasquatch

Concordo, ma anche l'inclinazione della testa del cavallo e di Tex (col fucile e Tiger ai lati) concorre a farti veramente entrare nella scena: per me è magnifica.

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Il 25/7/2022 at 19:57, MacParland dice:

Riporto quanto detto in un altro topic: 

 

Vado a memoria e non vorrei dire una cazzata, ma la sequenza finale di vignette che contribuiscono a dare alla storia un epilogo così suggestivo e che la fanno confluire nell'immaginario collettivo "reale" (perlomeno nell'immaginario USA), è stata suggerita da Tiziano Sclavi, mentre Nolitta aveva inizialmente previsto un finale più "ordinario", e se vogliamo, "anonimo".

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  • 1 month later...
Il 8/5/2025 at 19:12, Valter Favaro dice:

Vado a memoria e non vorrei dire una cazzata, ma la sequenza finale di vignette che contribuiscono a dare alla storia un epilogo così suggestivo e che la fanno confluire nell'immaginario collettivo "reale" (perlomeno nell'immaginario USA), è stata suggerita da Tiziano Sclavi, mentre Nolitta aveva inizialmente previsto un finale più "ordinario", e se vogliamo, "anonimo".

 

Ti confondi con la storia Yeti! di Zagor sceneggiata da Toninelli. Toninelli aveva scritto inizialmente un epilogo anonimo (lo yeti che tornava in Asia a bordo di una nave), mentre Sclavi lo riscrisse facendolo rimanere in America, dove diventò il sasquatch

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Ora, io la storia su Zagor devo ancora leggerla, ma è da capire se Burattini scrivendo questo prequel abbia tenuto presente anche la precedente storia di Toninelli. Ma conoscendolo non dubito lo abbia fatto :lol:

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1 ora fa, Magic Wind dice:

Ora, io la storia su Zagor devo ancora leggerla, ma è da capire se Burattini scrivendo questo prequel abbia tenuto presente anche la precedente storia di Toninelli. Ma conoscendolo non dubito lo abbia fatto :lol:

Ora che ci penso, io la storia di Toninelli sul Sasquatch non la ricordo proprio, quale diavolo è?... Quindi non metterei la cosiddetta mano sul  fuoco...

Edited by borden
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E' questa: 

 

23549e85f3cd42eb8ac0a2717768dab8-jpg-yet

 

Zagor nn. 271-272-273 del 1988

 

Zagor e Ramath affrontano un monaco tibetano che si è portato appresso uno yeti dall'Himalaya. Alla fine della storia il monaco viene sconfitto, ma lo yeti rimane in Nordamerica, dove darà vita alla leggenda dello sasquatch (modifica voluta da Sclavi, che allora curava la serie). 

Dubito fortemente che Moreno non sia riuscito a incastrare anche la storia di Toninelli in quella sua sullo sasquatch nolittiano (è riuscito perfino a incastrare nella sua storia di Supermike quella di Castelli)

Burattini (dal blog di Baltorr):

 

Ricordo anch’io con piacere la storia toninelliana dello Yeti, e la soluzione finale trovata da Sclavi (all’epoca assistente di Decio Canzio, in redazione, nella cura editoriale di Zagor). Sullo “Speciale Zagor” della fanzine “Collezionare”, Toninelli dichiara: “La versione originale della mia storia sullo Yeti prevedeva che alla fine il mostro venisse fatto tornare in Tibet insieme a Ramath. Invece Sclavi mi ha consigliato di fare una sorta di aggancio con la leggenda del Sasquatch, spiegando cioè con la mia avventura la presenza di questo misterioso uomo dei boschi nelle foreste americane. Sclavi mi ha telefonato e mi ha detto: - Ma che cavolo fai? Rimandi lo Yeti sull'Himalaya? Io mi aspettavo che rimanesse in America! - E così il finale l'ha riscritto direttamente lui”. E si vede, dato che nell’ultima vignetta si nota come Sclavi abbia fatto ricorso a una delle sue abituali “citazioni” multimediali, suggerendo al disegnatore Torricelli di riprodurre un fotogramma di un celebre filmato sul Sasquatch realizzato da un cineamatore (e noto a tutti i cultori dell’insolito e del misterioso). Quindi, se lo Yeti tornerà saremo obbligati a farlo tornare sottoforma di Sasquatch.

Edited by Magic Wind
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Sempre dal Blog di Baltorr, e successivo all'intervento postato da Magic Wind:

 

Ci ho riflettuto a lungo, giungendo (negli ultimi mesi) alla conclusione che lo Yeti e il Sasquatch vadano tenuti separati. Il motivo principale è che il Sasquatch è tradizionalmente collocato in regioni più occidentali (Tex lo incontra nell’Oregon), e del resto sarebbe strano che in sessanta anni di storie nessuno a Darkwood lo abbia mai avvistato. Lo Yeti affrontato da Zagor è un singolo esemplare e dunque si può giustificare meglio il fatto che, ritiratosi chissà dove su un’alta montagna, non lo si sia più rivisto. In ragione di queste considerazioni ho già cominciato a scrivere una storia intitolata appunto “Sasquatch”, affidata ad Arturo Lozzi, che intendo costruire come un prequel dell’avventura texiana di Nolitta e Nicolò (dunque ambientato in gran parte lontano da Darkwood). Magari poi scriverò qualcosa anche sullo Yeti, facendolo ritornare sulla scena e rimarcando la sua diversità dal Sasquatch.

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Dal che deduco che gli attuali zagoriani abbiano tenuto presente la storia di Tex dimenticando quella di Zagor?... Possibile?:ohmy:

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Posso dirlo? Lo dico: da zagoriano, ma soprattutto da marveliano della prima ora, delle seghe mentali di continuity me ne šträçiävø. L'importante è che sia una bella storia. Se contraddice un dettaglio di una storia di 50 anni fa, ma chissenefrega!

La continuity è un artifizio letterario, mica una religione. 

 

Poi, è ovvio che una coerenza di fondo in una serie ci debba essere, ma la coerenza assoluta è più di pertinenza della psichiatria che della narrativa.

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  • 3 weeks later...
Spoiler

Pagina finale della storia del Sasquatch su Zagor con riferimento ad una vignetta di questo episodio di Tex, con la predizione anche del futuro incontro fra Tex e Zagor. A volte meglio lasciar perdere la continuity forzata in questo modo.

 

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2 minutes ago, Doudou said:
  Hide contents

Pagina finale della storia del Sasquatch su Zagor con riferimento ad una vignetta di questo episodio di Tex, con la predizione anche del futuro incontro fra Tex e Zagor. A volte meglio lasciar perdere la continuity forzata in questo modo.

 


Infatti il prequel è stato proprio un buco nell’acqua, tra una storia fiacca, l’inutilissimo e posticcio flashforward finale e uno stravolgimento delle atmosfere affascinanti di Sergione e Nicolò.

Peraltro senza aggiungere assolutamente nulla di nuovo o interessante alla storia originale.

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Spoiler

L'hanno citata con un Flashback nella storia (tralaltro in un momento in cui difficilmente Zagor avrebbe potuto pensarci) notando che forse sono imparentati alla lontana, ma che la fisionomia è diversa.

 

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Il 21/06/2025 at 14:55, Il sassaroli dice:

Posso dirlo? Lo dico: da zagoriano, ma soprattutto da marveliano della prima ora, delle seghe mentali di continuity me ne šträçiävø. L'importante è che sia una bella storia. Se contraddice un dettaglio di una storia di 50 anni fa, ma chissenefrega!

La continuity è un artifizio letterario, mica una religione. 

 

Poi, è ovvio che una coerenza di fondo in una serie ci debba essere, ma la coerenza assoluta è più di pertinenza della psichiatria che della narrativa.

Da scolpire nella pietra.

Sei il mio nuovo eroe!

 

<span style="color:red">15 ore fa</span>, MarrFarr dice:


Infatti il prequel è stato proprio un buco nell’acqua, tra una storia fiacca, l’inutilissimo e posticcio flashforward finale e uno stravolgimento delle atmosfere affascinanti di Sergione e Nicolò.

Peraltro senza aggiungere assolutamente nulla di nuovo o interessante alla storia originale.

Applausi scroscianti.

Non sono uno zagoriano ma, visto il mio amore per questa grande storia di Nolitta/Nicolò, ho voluto approcciarmi anch'io all'episodio di Burattini.

Calo un velo pietoso e faccio finta di non averla mai letta.

 

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  • 1 month later...

Qualcuno ha fatto caso che sulla copertina dell'albo di Zagor n. 719 di giugno c'è lo stesso titolo (e con gli stessi caratteri) del Tex n. 223?

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7 hours ago, demetrio said:

Qualcuno ha fatto caso che sulla copertina dell'albo di Zagor n. 719 di giugno c'è lo stesso titolo (e con gli stessi caratteri) del Tex n. 223?


I post precedenti non li hai letti, vero? 😄

  • +1 1
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Vi è su Youtube un'intervista a Marcello Toninelli in cui narra in linea generale il suo periodo di lavoro alla Sergio.Bonelli.

Il video è lunhgetto, alcuni aspetti anche interessanti: all'interno spiega anche la questione dello Yeti che poi sarebbe divenuto sasquatch.

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Grazie @Luigi Arnel. Davvero interessante. Molte curiosità su zagor e Toninelli è davvero divertente e piacevole da ascoltare. Si parla nello specifico di Sasquatch attorno a 1h.10min.

Sotto il link per

https://www.youtube.com/watch?v=XCOofVU1K9U

 

 

 

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  • 3 weeks later...
Il 18/11/2022 at 15:19, Mirko Saltori dice:

Una storia di Zagor, con Zagor vestito da Tex...

Storia letta recentemente e la mia impressione è proprio questa. Ritmi narrativi, eventi, tipologia e psicologia dei personaggi sono propri dello Zagor nolittiano. E -lo dico da zagoriano- su Tex mi paiono fuori luogo.

Ho però apprezzato il messaggio "i mostri siamo noi" che, in certa parte, anticipa le tematiche sclaviane.

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  • 3 weeks later...

Ormai, dopo una lunga sfilza di recensioni, verrebbe naturale pensare che esprimere i propri giudizi su una storia di Tex non sia poi così complicato. Un'attenta lettura, l'occhio a qualche particolare, tenere a mente quei punti che hanno convinto o meno, le valutazioni sui disegnatori (che poi, ripetendosi la loro opera sulla saga soprattutto nel periodo d'oro, sono sempre le stesse) e il gioco è fatto.

 

Nulla di più falso! E Nolitta ce lo dimostra in ogni sua storia!

 

Nel terzo centinaio il lettore viene davvero disorientato visto i repentini cambi di registro fra una storia e l'altra. Se da un verso Bonelli, seppur in fase calante, mantiene il suo stile ideale per le storie del ranger (esclusi quei soggetti "innovativi" come "I due rivali" suggeritogli dall'esterno), il figlio Sergio si sbizzarrisce in una serie di exploit molto inconsueti e che fanno letteralmente a pugni con la conclamata texianità della serie.

 

Prima di attirarmi i rimproveri e gli insulti degli amanti di Nolitta, premetto che non tutte le sue storie sono ciofeche (tante volte l'ho ripetuto in altre sedi qui sul Forum) tuttavia per un amante del classico Tex Bonelliano, ogni sua prova è un autentico pugno nello stomaco.

 

"Sasquatch" è la sceneggiatura più nolittiana (zagoriana oserei aggiungere!) apparsa sulla saga di Aquila della Notte. Sempre alla ricerca di spunti nuovi per rivitalizzare quella serie che evidentemente riteneva impantanata nella routine della ripetitività, l'editore-autore, costretto ad affiancare lo stanco padre per garantire il numero di uscite richiesto dal mercato in fine anni 70, tira fuori soggetti, a tratti interessanti, ma nettamente distanti dall'universo del protagonista.

 

La storia in questione narra della figura dello "Yeti" e ce lo mostra come un gigante buono, che sa leggere nel cuore degli uomini (vedi la scena in cui libera Tex legato al palo come miglior tradizione nolittiana che si rispetti :D) e col potere di guaritore, visto che gli indiani Klamath affidano a lui i casi disperati di malati.

 

Dopo l'incipit tirato per le lunghe, che serve all'autore per giustificare la presenza di Tex alla guida della carovana di studiosi, diretta al nord a caccia di ossa preistoriche, l'episodio entra nel vivo (si fa per dire visto l'estenuante lentezza narrativa di Sergio) che praticamente riempe un albo "La Foresta dei Totem" senza far accadere nella di così significativo per lo sviluppo della trama.

Trama che di per se è comunque abbastanza povera, visto che tratta della furia dei Klamath, contro gli studiosi che vogliono catturare Sasquatch e Tex che prova (botte in testa e legatine a palo connesse) a impedirlo.

 

Bisogna dare atto a Nolitta che riesce benissimo a creare l'atmosfera e la figura dello Yeti buono colpisce il lettore, ma finito l'episodio mi chiedo: ho letto davvero una storia di Tex?

 

Il protagonista poi è a tratti irriconoscibile, vuoi per la totale mancanza di ironia e spavalderia solita, qui invece ci viene presentato come un presunto eroe musone, chiacchierone all'eccesso e molto spesso "antipatico" nel suo porsi arrogante. Tralasciando il totale disinteresse per il ritardo ingiustificato dello sceriffo all'inizio, che dipenderà dall'evasione del bandito affidato alla sua custodia, ma preso dalla chiacchierata in saloon Tex, si perderà il tutto e rischierà di finire impiombato dallo stesso delinquente. Inguardabile la scena in cui il ranger, esasperato dalle frasi di sfida del bandito, lo picchia mentre è legato (eresia texiana e sfido chiunque a dir di no!) ma capita anche che Tex spari alle spalle in una sequenza e per Nolitta non è un caso unico purtroppo, e si faccia cogliere completamente impreparato dalla trappola dei due scalcinati carrettieri nella scena dell'assalto dell'orsa (quella si descritta bene).

 

E' sempre la solita storia, Nolitta è davvero molto divisivo sulla serie, visto che tutti i punti che il sottoscritto ha menzionato come negativi, magari ad altri utenti non disturbano, o addirittura vengono apprezzati. Ci sta, ovviamente, i gusti sono soggettivi, tuttavia reputo del tutto fuori canoni texiani il suo protagonista e al netto anche di buone prove (dovute all'innegabili doti di narratore di Sergio), il suo Tex non mi è mai piaciuto.

 

Storia lunga ma realizzata in maniera impeccabile da Nicolò, sempre molto in palla e sul pezzo.

L'eleganza del suo tratto ha pochi eguali sulla saga, le fattezze del suo Tex belle come quelle di un attore. Quanto era alta la qualità grafica sulla saga in quei periodi!

 

Certo che, durante la lettura, mi ha dato una grossa impressione di contrasto vedere agire il consueto Tex dell'autore fiorentino, familiare dopo tanti episodi all'attivo, comportandosi in maniera molto differente dal solito, in una storia che definire zagoriana è riduttivo.

Sembra che Tex agisca posseduto dall'anima dello spirito con la scure. :D

Perdonatemi, ma anche stavolta, visto le difficoltà citate a inizio commento, assegnerò il 6 politico alla storia. Il mio voto finale è 6

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