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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 21] Il Profeta Hualpai


due

Voto alla storia  

32 members have voted

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  • 7 months later...
  • 1 month later...

storia mediocre alquanto scialba!secondo il mio punto di vista dei texoni usciti fino ad oggi questo è uno dei peggiori della serie e per diversi motivi, uno su tutti per la presenza nella trama dell'eclissi solare, una nizziata banale che d' poca serietà alla storia in generale!.. poi, per la presenza quasi inutile di carson e kit nella storia... per non parlare di quando tiger riesce a liberarsi e restituisce il cavallo a tex, con precisione quello che era scappato all'arrivo dei due puma... BANALE!!! :D:D la copertina è a mio parere la peggiore degli albi speciali!i disegni interni sono godibili ma non salvano l'albo!!VOTO 4,5 SU 10

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  • 4 months later...
  • Collaboratori

E' sempre curioso assaporare nei forum stranieri le riletture di "classici" che in Italia hanno sofferto troppo, nel giudizio complessivo dato loro, del clima di caccia alle streghe alle quali spesso e volentieri sono sottoposte le opere recenti di Nizzi..

Ecco quanto si scrive in Francia del "Profeta Hualpai".



Immagine postata




L'ho letto la notte scorsa. Storia movimentata e piena di vicissitudini, il ritmo è serrato ( anche l'inevitabile scena della bistecca è tagliata secondo i canoni bonelliani ).

Nel complesso, è una classica di Nizzi ( in linea con Gian Luigi Bonelli, ma con più azione... ), con dei colpi di scena un po' tirati per i capelli, delle coincidenze abbastanza fortuite e fortunose, ma Tex resta la figura centrale, con i suoi tre inseparabili pards, in un testo che ondeggia tra la caccia all'uomo e la corsa contro il tempo.

Tex è visto come un uomo d'azione, che correma sa fermarsi a riflettere, quando occorre. Potr? essere rimproverata semmai una visione del personaggio un po' razzista. Tex può essere visto infatti come il braccio armato di Washington, che non si pone molti problemi sulla liceit? della sua missione. E' un eroe che non è per niente politicamente corretto ( chiama gli indiani "pellerossa" e i messicani "mangiatori di tortillas" ), peraltro la sua caratterizzazine era stata mostrata più sfaccettata. Sappiamo del suo rapporto con i Navajos, ma qui, di fronte al profeta Hualpa, lo stampo è indubbiamente quello del viso pallido.

Il tratto del grande Mastantuono è prodigioso, molto ricercato, ombreggiato e molto dinamico ( anche se avvertiamo una perdita di slancio verso la fine della storia ). L'influenza di John Buscema è molto più visibile di quanto lo sia nelle pagine di "Elias le Maudit" ( "Elias il maledetto" n. d. t. ), le tavole sono cosparse anche con una spruzzata di Joe Kubert ( visibile soprattutto nella scena della fucilazione all'inizio della storia ). La flessibilit? e l'eleganza del suo pennello mi hanno fatto pensare anche a Rodolpho Damaggio e a Eric Canete, ma credo che sia perchè tutti condividono la stessa influenza. La pennellata è forte e profonda, le vignette sono ben composte e la gestione del chiaroscuro organizza la sovrapposizione dei piani con grande ingegno.




Tratto da forum. superpouvoir.com/showthread. php?t=10426&page=5&pp=10

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  • 5 months later...

Diablo, non sapevo che anche in patria si conoscesse Tex tanto bene! Grazie per l'indirizzo, ymalpas! E che nostalgia... hahaAnche se la qualità delle traduzioni è veramente imbarazzante... com'? possibile fare certi errori??? <_<

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  • 3 months later...

ps. questo è un altro post inutile :shifty: Giusta premessa:a me il Texone di Mastantuono è piaciuto tantissimo;i disegni sono secondo me in molte scene semplicemente spettacolari-per esempio le due con le visioni dello stregone. Tra l'altro, anche la storia mi è piaciuta molto. E che dire della copertina?Splendida, sia per impostazione che per colorazione, realizzata evidentemente col pennello. Però proprio sulla copertina c'è un piccolo(!) difetto:il dito di Tex sul grilletto è in una posizione del tutto innaturale!Due sono le cose:o Tex ha il dito storto, o Mastantuono ha preso un piccolo abbaglio... Comunque è un errore veniale, perdonabilissimo!!

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  • 1 year later...

Ho letto la storia con la versione a colori di Repubblica. Guardando alcone delle tavole presenti nei commenti devo però dire che la versione in bianco e nero in questo caso non ci ha perso, anzi. La storia nel complesso mi è piaciuta, movimentata al punto giusto ma nessun colpo di scena. Voto ai disegni 6,5 - voto alla storia 6,5.

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  • 1 month later...

Texone abbastanza buono, parte un p? così, con le solite scene che si potrebbero tagliare tipo l'arrivo della cavalleria a toglier d'impaccio Tex e soci ... che bisogno c'era di questa scena? Dopo che avevano scoperto il massacro della colonna ed essere sul chi vive perchè mai farli pescare come allocchi per poi guarda caso far passare di li la cavalleria. Comunque tolte alcune amenit? dello stesso genere il racconto nel complesso mi ha soddisfatto anche tenendo conto delle due coppie in azione abbastanza rare da vedere così assortite. Voto otto e mezzo.

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  • 2 weeks later...

Questa storia mi ricorda molto quella de "Il Presagio":

anche qui, dopo una visione del Grande Spirito (o presunto tale), un ribelle fomenta la rivolta del popolo rosso contro i bianchi; anche qui, la ribellione avverr? grazie alle armi acquistate da un contrabbandiere bianco; anche qui, Tex e Carson si dividono, con Tex che si mette sulle tracce dei ribelli, e Carson (insieme a Kit) che si occupa del mercante d'armi.
Certo, qui non c'è la straordinaria figura di Alison, ma il profeta Hualpay, con il suo "strabismo di Venere" e i suoi modi ispirati supera di gran lunga, in carisma e in fascino, Orso Veloce, il ribelle de "Il Presagio": tutto muscoli e niente cervello quest'ultimo, riflessivo, meditativo, ascetico anche nel fisico e nell'aspetto Manitary.
Peccato che la sua cattura sia così facile: mi sembra strano che il teepee del Capo sia ai margini del campo, dove è più vulnerabile, e non al centro dello stesso, dove è inattaccabile. Non sono un esperto di accampamenti indiani, ma ho paura che questa disposizione logistica abbia avuto il solo scopo di semplificare (un p? troppo, a mio parere), la vita a Tex.
In sintesi, una storia senza infamia e senza lode, che si fa leggere bene pur non lasciando il segno. I disegni di Mastantuono nel complesso mi piacciono, salvo che per i volti di Kit e soprattutto di Carson, che qui sembra proprio un vecchio barbogio...
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  • 3 months later...

... per fortuna ci stiamo riprendendo dall'andazzo degli ultimi albi ... iniziavo seriamente a temere per questa collana dei Nostri.

Movimentata una trama un po' troppo scontata ma piuttosto filante e in linea con quello che il lettore può aspettarsi (certo che il giovane indiano ribelle che scappa dal convento inizia a essere un po' troppo ricorrente ...) forse Tex che inciampando fa partire un colpo (accadr? prima o poi) è quasi più credibile della lotta con i puma...

Belli i disegni di Mastantuono: molto dettagliati e precisi che si perdono però in alcuni passaggi ... improbabile una vignetta con il profilo di Kit Willer che ricarica il fucile (l'indice nn è sul grilletto) ma è presente il "bang" e nella vignetta successiva il cattivo ci saluta ... troppo statuario e "disegnato vecchio" Kit Carson.

Trama...................................... Disegni
La Valle del Terrore.................. La Valle del Terrore
L'Ultimo Ribelle......................... Il Soldato Comanche
Fiamme sull'Arizona.................. L'Ultimo Ribelle
Sangue sul Colorado................ L'Ultima Frontiera
La Grande Rapina..................... Il Pueblo Perduto
L'Ultima Frontiera..................... La Grande Rapina
L'Uomo di Atlanta..................... Terra senza Legge
Il Soldato Comanche................ Il Segno del Serpente
Gli Assassini..............................Il Profeta Hualpai
Il Pueblo Perduto...................... I Predatori del Deserto
Il Cavaliere Solitario.................. Mercanti di Schiavi
Il Profeta Hualpai........................ Il Cavaliere Solitario
Terra senza Legge.................... Fiamme sull'Arizona
Il Segno del Serpente............... Ombre nella Notte
I Predatori del Deserto............. Tex il Grande
Tex il Grande............................. Gli Assassini
Piombo Rovente........................ Il Prezzo della Vendetta
Ombre nella Notte..................... L'Uomo di Atlanta
Il Prezzo della Vendetta............ Canyon Dorado
Canyon Dorado......................... Sangue sul Colorado
Mercanti di Schiavi..................... Piombo Rovente
;)

Vediamo il 22?albo
ilbor

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  • 2 months later...

Avevo molta diffidenza verso questo texone nell'affrontarne la lettura per la prima volta principalmente per due motivi: pubblicato nel 2007 e scritto da Nizzi nel suo periodo più nero credevo non fosse in grado di garantire una storia avvincente. Il secondo motivo erano i disegni di Mastantuono che sulla serie regolare non mi aveva mai coinvolto più di tanto. Bene dopo queste premesse e dopo averlo letto tutto d'un fiato posso dire di non essere assolutamente rimasto deluso da entrambi gli autori. La trama ha un inizio davvero scoppiettante. Il soggetto promette molto bene e poteva essere benissimo sviluppato su molte più pagine facendone uscire un vero e proprio capolavoro. I bianchi braccati dalle alleanze di tribù indiane ribelli da una bella idea di difficolt?. La situazione dei nostri è disperata e l'impresa difficilmente realizzabile. Mi ricorda per certi versi "La grande invasione" dove i bianchi sono messi in grande difficolt? da un gruppo di indiani ribelli. La trama è molto coinvolgente e il fatto che dopo aver lasciato il forte i pards si dividano fa in modo che nessuno risulti più protagonista di un altro e che a tutti venga riservato un ruolo importante. Mastantuono non è proprio il mio preferito ma penso che su questo texone abbia realizzato la sua miglior prova su Tex. Dopo alcuni texoni scadenti (soprattutto i precedenti due( finalmente si intravede una rinascita. Soggetto 9Trama 8,5Disegni 7,5

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  • 7 years later...

In attesa del Texone di Villa, ieri pomeriggio ho deciso di occupare i momenti vuoti con la rilettura del Texone di Nizzi e Mastantuono, che già all'epoca avevo apprezzato ed ho quindi potuto riapprezzare. Storia molto piacevole scorrevole, senza dubbio una delle migliori prove di Nizzi in un periodo in cui la sua verve creativa non sembrava essere quella dei giorni migliori. Grande parte del merito, oltre alla sceneggiatura di Nizzi (ed ai disegni di Mastantuono, molto adatti secondo me ad una storia western), va a mio avviso attribuita alla scelta di proporre come antagonista principale Manitary, emblema di quella categoria di predicatori indiani che, per vari motivi, si sono proposti di riscattare le sorti del popolo rosso dalla progressiva sopraffazione numerica e culturale da parte dei bianchi. Il profeta hualpai, va detto, sembra a suo modo in buona fede, poiché le sue visioni - vere o presunte che siano - sono conseguenza di una vita ascetica e solitaria, da lui scelta come viene lasciato intendere lungo le pagine appunto allo scopo di favorirle, evidentemente influenzato in ciò dall'educazione monacale impartitagli (paradossalmente, anche questa potrebbe essere considerata una forma di sopraffazione culturale) e dalle umiliazioni subìte da ragazzo da parte dei coetanei della tribù. Sembra, di contro, non rendersi conto di tutte le implicazioni pratiche del meccanismo da lui messo in moto, su tutte non pare avvedersi del fatto che, se alcuni mercanti bianchi riforniscono di armi i suoi uomini, non lo fanno certo perché di vedute particolarmente larghe (ed in effetti si può ben vedere come a tenere i contatti con tali mercanti sono altri capi di querra).

 

Ottima anche la gestione dei quattro pards: anche secondo me la scelta di dividere il quartetto in due coppie (Tex e Tiger alle prese con la cattura di Manitary, Carson e Kit sulle tracce di un carico d'armi destinate ai ribelli) ha comportato un'equa distribuzione di spazio e responsabilità tra tutti, per quanto il compito di Tex e Tiger è stato di gran lunga più arduo. Per quanto possa apparire come un punto debole della sceneggiatura la relativa facilità con cui i due pards riescono a portare via Manitary dall'accampamento, io ritengo invece che ciò vada visto nell'ottica di una sostanziale disorganizzazione del movimento: nulla di pianificato, ma fino al momento della cattura del profeta un attacco ad una pattuglia di soldati, un altro ad un gruppo di minatori ed altri due - solo citati - ad altrettante fattorie, episodi brutali ma che non sembrano frutto di una vera e propria pianificazione. Segno evidente della mancanza di un leader davvero capace e carismatico.

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  • 1 year later...

Un Texone perfettamente nella media. La trama è classica e lineare, senza grandi colpi di scena e vede l'ennesima - poi scongiurata - rivolta Indiana da contrastare guidata da un dissidente, che in questo caso è anche 'veggente'. Un nemico come ce ne sono stati a centinaia e che per tutto il Texone non mostra mai gli artigli: la sceneggiatura ce lo mostra come un invasato, in folle, ma nei fatti si comporta da mite imbecille. Non prova nemmeno a fare resistenza quando Tex e Tiger lo rapiscono. Tant'è che non si capisce perché questo pavido personaggio dovrebbe essere il cattivo intorno al quale ruota la storia, è un ectoplasma. Per catturarlo, Tex e Tiger hanno diversi scontri con gli Hualpai e anche qui è sconfortante vedere Tex cavarsela sempre grazie ad una fortuna sfacciata: nessuno vuole la pelle di Tex, ci mancherebbe, ma un minimo di realismo in più non guasterebbe. Ad un certo punto affronta addirittura due puma inferociti, ma nulla, uno gli piomba addosso senza nemmeno provocargli una leggera escoriazione. Vabbè.

L'altro filone della vicenda, cioè quello che vede il coinvolgimento di Carson e Kit è molto più interessante. Il vecchio cammello è addirittura arrembante in questo Texone ed è bello vederlo, spogliato della a volte soffocante presenza di Tex, prendere decisioni improntate ad una maggiore prudenza e ad un notevole buonsenso. Inoltre mostra doti notevoli di atletismo ginnico scalando la facciata di una casa, segno che i suoi reumatismi sono solo una scusa per lamentarsi. Kit, lo scavezzacollo, lo è meno stavolta: frenato sempre con grande decisione dallo zio putativo, mostra un grandissimo rispetto per l'esperienza del pard più anziano, seguendo sempre le sue indicazioni.

Nel complesso, un Texone che si legge bene, in modo scorrevole, ma senza guizzi, senza sequenze degne di nota e con una trama in fondo banalità, sebbene non disprezzabile. 

 

Belli i disegni di Mastantuono, sempre ben rifiniti, sintetici ma non abbozzati, dinamici ma precisi. Ottimo. 

 

Voto complessivo: 7,5

 

 

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  • 4 years later...

Ritengo che per essere un albo speciale, un Texone, sia stato oggetto finora di poca attenzione. 

 

Lo leggo adesso per la prima volta, 18 anni dopo l'uscita in edicola, togliendolo da quell'epoca dalla busta protettiva, ricordando che quel malaugurato 2007 me lo feci acquistare e soltanto conservare perché ricoverato.

 

Comunque, bando alle ciance, immaginavo solita storiella di Nizzi disegnata molto bene. Invece, la realtà è tutt'altra, credetemi !!

 

Storia di Nizzi di stile classico, ma che sceneggiatura e dialoghi? 

 

Da manuale, per epicità di fondo, collegamenti a due storie precedenti molto datate, ricercatezza dei termini e al tempo stesso dialoghi brillanti, a tratti consapevolmente umoristici e quando serve esplicativi per fornire ragguagli su certe dinamiche che a pochi lettori potrebbero storcere (ma lievemente...) il naso.

 

L'incipit ci immerge in un'atmosfera da "Il Presagio" o forse biblica, con reminiscenze all'immagine filmica hollywoodiana di Mosè che riceve da Dio sul monte Sinai le tavole della Legge.

 

Segue una vicenda tradizionale, ma gustosa e avventurosa sotto tutti i punti di vista. Qualche autore giovane dovrebbe forse prender spunto da questa storia per tenere costantemente attento e interessato il lettore. 

 

Ben organizzate le dinamiche parallele del duo Tex & Tiger e quello Kit & Carson. E ritroviamo un Tex perfettamente in ruolo.

 

Epilogo scontato, ma credo che possa soddisfare chiunque.

 

A questo punto mi sono chiesto, possibile che Nizzi nel 2007 o giù di lì, scrivesse ancora così bene e dopo storie quasi imbarazzanti?

 

Potrebbe darsi che il Nizzi originale sia proprio questo anche dopo la crisi dei primi anni Novanta? E dato che spesso si è parlato di "negri" a collaborare con Nizzi (come i vari Maquet & soci, collaboratori di Dumas), forse sono stati loro a scrivere le storie più brutte, concepite soltanto per mero guadagno e senza alcuna ispirazione? 

 

Forse Nizzi, guadagnando parecchio e avendo anche voglia di libertà, si sia da un certo punto in poi servito di mercenari? E soltanto raramente, come in questo caso, abbia scritto di suo pugno?

 

Passando alla parte grafica, non ci sono parole per magnificare l'opera di Mastantuono, questo Artista anche oggi altrettanto bravo, ma non così eccelso come in questo texone, capolavoro assoluto. Ogni cosa appare perfetta, dalle inquadrature mozzafiato, alla tensione muscolare e facciale di tutti i personaggi. Il tutto perfettamente in simbiosi mutualistica con la storia e la sceneggiatura, facendo comprendere al lettore perché una certa azione possa avvenire e non un'altra.

 

Invito pertanto tutti a leggere o rileggere questo tesoro di texone, sperando in un commento, credo doveroso, anche da parte di esperti come @Carlo Monni e di lettori genuinamente appassionati come @Condor senza meta.

 

Anche l'opinione di @Letizia mi farebbe molto piacere sia espressa, specie se dimenticasse per il tempo della lettura il nome dello sceneggiatore. Scherzo, perché quasi sempre severa, ma obiettivamente sincera.

 

Evito di invitare alla recensione ... qualcun'altro, per quanto possa farmi piacere, dato che onestamente non troverebbero grossi difetti da contestare.

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Chiamata in causa, non mi tiro indietro e rileggo il texone.

 

Cominciamo con un doppio errore.

La visione iniziale del profeta:

- 1: prima te la mostra dettagliatamente e poi te la ripete nel racconto di Due Trofei, nel caso non ti sia entrata bene in zucca; repetita iuvant

- 2: la visione non è solo raccontata, l'autore ti fa vedere la scena originale e il fatto non permette nessuna interpretazione; per cui la guerra contro l'uomo bianco invasore è richiesta addirittura dall'intervento divino che predice un'eclissi, la trasformazione del deserto in rigogliosa prateria e la definitiva vittoria del popolo rosso.

 

E non si tratta di un sogno, come la seconda volta, quella con l'aquila, dove è palese che lo sia per via del profeta che è mostrato mentre si sveglia.

Ma andiamo.

Bastava un racconto che lasciava un alone di incertezza dovuta al fanatismo religioso che ha interpretato chissà come un sogno o una visione.

Tra l'altro anche Due Trofei avrebbe avuto una chiacchierata con il Grande Spirito che avrebbe contraddetto sé stesso prevedendo invece la sconfitta del popolo rosso.

Insomma un po' di confusione e leggerezza dell'autore a descrivere queste premonizioni.

 

Tralasciamo poi l'"arrivano i nostri a salvare" i quattro pard dalle grinfie di una ventina scarsa di scannagatti che però sono pericolosissimi perché armati di fucili modernissimi (lo si capisce dai bossoli di ultima generazione, forse la 3.0, lasciati nella scena del massacro).

Qui, la voglia di proseguire la lettura è andata a farsi benedire, ma ormai che c'ero, stoicamente ho proseguito.

 

Ma se io resisto, l'autore non lo fa.

Tex e Tiger inseguono gli Hualpai, si fanno scoprire (cosa gravissima: si dice che Tiger sia capace di passarti a pochi metri senza farsi scoprire), Tiger cade, Tex lo abbandona e seguono poi piccionate varie, spiegoni, botte di fortuna, di sfortuna, cose inverosimili come il rapimento di Manitary da un villaggio enorme popolato da una caterva di indiani di etnie diverse, con la tenda del capo che, invece di essere al centro, è messa in un angolino per facilitare al massimo la fuga di Tex e Tiger.

E gli Hualpai che fanno?

Temono che facciano la bua al loro guru e, in centinaia e centinaia (viste le dimensioni del villaggio) contro due, si tengono a prudente distanza.

Ma poi nel finale sparacchiano a volontà contro i fuggitivi (ma non temevano per l'incolumità del grand'uomo?) con le loro armi modernissime ultimo modello, che non beccano neanche un elefante da un metro di distanza.

 

Ottimi i disegni di Mastantuono.

Un po' meno i testi.

A proposito, chi è l'autore dei testi?

  • +1 1
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@Jeff_Webernon rileggo il texone in oggetto da anni, quindi non ho alcun tipo di ricordo della storia.

 

Al momento sto rileggendo i classici bonelliani a cavallo del numero 100-200, appena finirò la regolare, magari programmo una rilettura dei texoni e una serie di recensioni a tappeto degli stessi. Ma non mi sbilancio sulla data. Grazie comunque per la considerazione pard. :)

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Letizia dice:

Chiamata in causa, non mi tiro indietro e rileggo il texone.

 

Cominciamo con un doppio errore.

La visione iniziale del profeta:

- 1: prima te la mostra dettagliatamente e poi te la ripete nel racconto di Due Trofei, nel caso non ti sia entrata bene in zucca; repetita iuvant

- 2: la visione non è solo raccontata, l'autore ti fa vedere la scena originale e il fatto non permette nessuna interpretazione; per cui la guerra contro l'uomo bianco invasore è richiesta addirittura dall'intervento divino che predice un'eclissi, la trasformazione del deserto in rigogliosa prateria e la definitiva vittoria del popolo rosso.

 

E non si tratta di un sogno, come la seconda volta, quella con l'aquila, dove è palese che lo sia per via del profeta che è mostrato mentre si sveglia.

Ma andiamo.

Bastava un racconto che lasciava un alone di incertezza dovuta al fanatismo religioso che ha interpretato chissà come un sogno o una visione.

Tra l'altro anche Due Trofei avrebbe avuto una chiacchierata con il Grande Spirito che avrebbe contraddetto sé stesso prevedendo invece la sconfitta del popolo rosso.

Insomma un po' di confusione e leggerezza dell'autore a descrivere queste premonizioni.

 

Tralasciamo poi l'"arrivano i nostri a salvare" i quattro pard dalle grinfie di una ventina scarsa di scannagatti che però sono pericolosissimi perché armati di fucili modernissimi (lo si capisce dai bossoli di ultima generazione, forse la 3.0, lasciati nella scena del massacro).

Qui, la voglia di proseguire la lettura è andata a farsi benedire, ma ormai che c'ero, stoicamente ho proseguito.

 

Ma se io resisto, l'autore non lo fa.

Tex e Tiger inseguono gli Hualpai, si fanno scoprire (cosa gravissima: si dice che Tiger sia capace di passarti a pochi metri senza farsi scoprire), Tiger cade, Tex lo abbandona e seguono poi piccionate varie, spiegoni, botte di fortuna, di sfortuna, cose inverosimili come il rapimento di Manitary da un villaggio enorme popolato da una caterva di indiani di etnie diverse, con la tenda del capo che, invece di essere al centro, è messa in un angolino per facilitare al massimo la fuga di Tex e Tiger.

E gli Hualpai che fanno?

Temono che facciano la bua al loro guru e, in centinaia e centinaia (viste le dimensioni del villaggio) contro due, si tengono a prudente distanza.

Ma poi nel finale sparacchiano a volontà contro i fuggitivi (ma non temevano per l'incolumità del grand'uomo?) con le loro armi modernissime ultimo modello, che non beccano neanche un elefante da un metro di distanza.

 

Ottimi i disegni di Mastantuono.

Un po' meno i testi.

A proposito, chi è l'autore dei testi?

 

Francamente di tutte queste criticità che citi ritengo parzialmente valida soltanto l'ultima, ovvero gli Hualpai sparacchiano senza molto successo. 

 

Ritengo che in effetti fossero abbastanza vicini all'imbarcazione dei nostri per colpire qualcuno, tuttavia ci sarebbe da obiettare che probabilmente non siano così abili a gestire dei fucili, e perfino così moderni. Inoltre, questo lo scrive Nizzi e lo disegna Mastantuono, dopo qualche centinaio di metri, l'imbarcazione di Tex sarà protetta dagli spari perché incuneata in un canalone montuoso. 

 

Nulla da eccepire sulla prima visione biblica (non è la pessima gestione dei ricordi nell'ultimo Soldato Fuggiasco), sul primo salvataggio "arrivano i nostri", sulla confusione di indiani di tutte le etnie in uno spazio ristretto con il santone posizionato dove capita, ecc. 

 

Mi è dispiaciuto all'inizio che Tex abbia abbandonato Tiger, ma anche lì la spiegazione è stata data e comunque penso che virilmente tra i pard, entrambi siano consapevoli delle capacità altrui.

 

Ovviamente per criticare così severamente anche una storia riuscita come questa, l'astio per questo sceneggiatore ha da queste parti livelli da caccia alle streghe. 

 

Di Nizzi finora avevo letto quasi tutte brutte storie, ma devo ammettere che quelle dei texoni letti o riletti in questo periodo, non siano affatto pessimi, anzi ho ipotizzato che per la serie regolare si fosse servito di "negri".

 

Soltanto ottimi i disegni di Mastantuono?

 

Forse continuerò questa riscoperta, ma senza condividere le mie opinioni.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

abbandonato

Tex non ha abbandonato Tiger, è l'autore che decide che Tex abbandoni Tiger.

È diverso, molto diverso.

C'erano mille modi per definire la cattura di Tiger e non anche quella di Tex e l'autore ha scelto la più vile.

Perché?

Su questo punto vorrei insistere.

Quando uno scrittore scrive qualcosa, se non è uno storico, i fatti narrati accadono esattamente come desidera.

Per andare da A a Z, può passare per B, ma anche per C eccetera.

Se passa per C, e C è una .azzata, voleva scrivere una ..zzata, a meno che sia incapace di scrivere altro.

Se Tex si comporta da vile, non ci si deve arrampicare sugli specchi per cercare inesistenti giustificazioni: l'autore ha scelto la via della viltà perché voleva scegliere la via della viltà, perché c'erano miliardi (ma che dico miliardi, miliardi di miliardi) di vie migliori.

E quando parlo di miliardi di miliardi non sto esagerando, forse dovevo dire infinite vie: il limite è solo l'immaginazione umana.

 

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

criticare così severamente anche una storia riuscita come questa, l'astio

Solito discorso ricorrente dell'astio.

Personalmente lo ritengo un'offesa, anche se riconosco che non era certo tua intenzione dioffendermi.

Sì, un'offesa, perché significa che il mio giudizio non è imparziale ma è offuscato da un risentimento verso l'autore, come se quest'ultimo fosse uno scrittore eccelso che abbia però commesso nei miei confronti chissà quale misfatto.

La realtà è molto diversa.

Nizzi non mi ha fatto niente.

Inoltre io sono incapace di conservare rancore per qualcuno, antipatia sì, oh quella sì.

Ma astio, rancore, odio, no davvero.

La realtà, dicevo, è molto più semplice.

Nizzi non è uno scrittore eccelso.

 

E adesso fatemi dire una cattiveria, che però meritate.

Nizzi, in mezzo a tante piccionate, ogni tanto qualcuna ne azzecca, come un orologio fermo che segna l'ora esatta due volte al giorno. 

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5 hours ago, Letizia said:
9 hours ago, Jeff_Weber said:

abbandonato

Tex non ha abbandonato Tiger, è l'autore che decide che Tex abbandoni Tiger.

È diverso, molto diverso.

C'erano mille modi per definire la cattura di Tiger e non anche quella di Tex e l'autore ha scelto la più vile.

Perché?

Su questo punto vorrei insistere.

Quando uno scrittore scrive qualcosa, se non è uno storico, i fatti narrati accadono esattamente come desidera.

Per andare da A a Z, può passare per B, ma anche per C eccetera.

Se passa per C, e C è una .azzata, voleva scrivere una ..zzata, a meno che sia incapace di scrivere altro.

Se Tex si comporta da vile, non ci si deve arrampicare sugli specchi per cercare inesistenti giustificazioni: l'autore ha scelto la via della viltà perché voleva scegliere la via della viltà, perché c'erano miliardi (ma che dico miliardi, miliardi di miliardi) di vie migliori.

E quando parlo di miliardi di miliardi non sto esagerando, forse dovevo dire infinite vie: il limite è solo l'immaginazione umana.

 

Applausi.

 

Davvero, è un concetto semplicissimo... ma vedo che ci sono lettori per cui è ovvio, palese, logico che ci sia un AUTORE che fa scelte... e altri che sembra che parlino di eventi realmente accaduti e considerano offensiva l'idea che l'autore li abbia modificati per scelte personali...

 

Siamo al punto che se Tex fa figuracce ogni singolo albo, non può essere colpa di Nizzi, quindi È COLPA DI TEX!  :P

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

Forse continuerò questa riscoperta, ma senza condividere le mie opinioni.

 

Invece dovresti continuare a scriverle. Io ad esempio di questo Texone non ho un ricordo particolarmente esaltante, ma l'ultima volta l'ho letto nel 2012 e quindi non sarà male riscoprirlo. Me ne è venuta voglia rileggendo la tua recensione. 

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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, Leo dice:

Me ne è venuta voglia

Fattela passare.:wub:

 

"Fate come vi dico...QUESTA E' LETIZIA!

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19 ore fa, Letizia dice:

Tex e Tiger inseguono gli Hualpai, si fanno scoprire (cosa gravissima

Non sono Tex e Tiger che si fanno scoprire è l'AUTORE che decide che Tex e Tiger vengano scoperti!

Ahi, ahi ahi, cosa fai, incolpi Tex e Tiger invece di Nizzi? :lol:

 

A parte gli scherzi, lo sanno tutti, anche i bambini, che dietro le scelte di un personaggio ci sono le scelte di un autore. Solo che nel parlare comune tutti scriviamo "Tex ha fatto questo, Tiger ha fatto quest'altro". Cosa dovremmo fare? Scrivere tutte le volte: "l'autore ha fatto fare a Tex questo", "l'autore ha fatto fare a tizio la tal cosa"... 

 

11 ore fa, Jeff_Weber dice:

Mi è dispiaciuto all'inizio che Tex abbia abbandonato Tiger,

E' ovvio che Jeff Weber intendesse "mi è dispiaciuto che Nizzi abbia scritto quella scena" :rolleyes:

 

E infatti la sua frase completa, non tagliata, è:

11 ore fa, Jeff_Weber dice:

Mi è dispiaciuto all'inizio che Tex abbia abbandonato Tiger, ma anche lì la spiegazione è stata data

Quindi Jeff Weber non pensa che i personaggi agiscano di loro volontà :rolleyes:, ma ovviamente sa che c'è un autore che fa delle scelte e in questo caso dà una spiegazione del loro operato (attraverso i dialoghi tra Tex e Tiger)... 

 

Comunque, lasciamo perdere.

Secondo me questo è un Texone senza infamia e senza lode, il soggetto è trito e ritrito e le varie scene d’azione sono le solite di sempre, con pochissima fantasia (l’arrivano i Nostri, Tex che rapisce il profeta nel campo indiano, il battello dei mercanti d’armi sul fiume, ecc.).

I pregi sono che la storia scorre bene e non ci sono grandi pecche, ma non ci sono neanche personaggi o situazioni particolarmente memorabili. C’è qualche scena poco felice (Tiger appeso a un ramo che grida “aiuto” per attirare su di sé l’attenzione degli Hualpai, oppure Tex che inciampa, rotola e finisce proprio dentro un rifugio nascosto, ecc. ecc.) ma niente di clamoroso, il difetto principale è - come dicevo - la scarsa fantasia e che tutto sa di già visto e rivisto, come negli ultimi vent’anni in Nizzi.

Secondo me il Nizzi dei Texoni è sempre lo stesso della regolare, semplicemente un po' meno sciatto, in quanto consapevole del maggior prestigio della collana.

Mastantuono fantastico, tranne alcune espressioni di Tex troppe cupe.

Concludendo, storia: 6   disegni: 9

 

P.S.: a p. 121, Kit finge di impiccare un tizio per farlo parlare, poi dopo averlo lasciato appeso per un po’ molla la corda. Ma uno a cui levano un cavallo da sotto bruscamente non muore perché gli si spezza il collo?

Edited by Poe
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<span style="color:red">25 minuti fa</span>, Poe dice:

E' ovvio che Jeff Weber intendesse "mi è dispiaciuto che Nizzi abbia scritto quella scena"

Nizzi si ripete tante di quelle volte e non dà per scontato che i lettori abbiano capito come stanno le cose già alla terzultima volta, mentre io non posso non dare per scontato qualcosa?

 

<span style="color:red">28 minuti fa</span>, Poe dice:

non muore perché gli si spezza il collo?

Se la corda è già tesa e non c'è strappo, ci vogliono parecchi minuti per tirare le cuoia.

Dai retta a me, che sono un'esperta.

Da bambina ci giocavo spesso all'impiccato e indovina un po' che parte facevo?

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Letizia dice:

Nizzi si ripete tante di quelle volte e non dà per scontato che i lettori abbiano capito come stanno le cose già alla terzultima volta, mentre io non posso non dare per scontato qualcosa?

 

Se la corda è già tesa e non c'è strappo, ci vogliono parecchi minuti per tirare le cuoia.

Dai retta a me, che sono un'esperta.

Da bambina ci giocavo spesso all'impiccato e indovina un po' che parte facevo?

 

A quanto pare ad offendere sei stata tu @Letizia cercando di farmi capire che le azioni dei personaggi abbiano una paternità (o maternità, per evitare di essere accusato di discriminazione di genere). Io ho soltanto parlato di astio generico per l'autore, ma avevo anche detto tu fossi severa, ma sincera.

 

Ringrazio @Poe per aver aver interpretato senza travisazioni "pelose" le mie parole.

 

Ovvio che la scelta sia di Nizzi far abbandonare Tiger da Tex, a me non è piaciuta. Tuttavia, andava bene allo stesso Tiger e la scena giustifica il tutto.

 

E mi sembra di aver premesso che quasi tutte le storie di Nizzi da me lette da circa 25 anni le abbia trovate brutte, spesso imbarazzanti. Quindi su questo autore sono da sempre prevenuto, ma senza astio.

 

Sulle storie dei texoni mi sto invece ricredendo, appassionanti, scritte con ricercatezza e qui quasi con sontuosita'. E reputo una storia come questa (non per il soggetto particolarmente esile) ma come sia stata sceneggiata, cento volte migliore di quelle scritte da sceneggiatori di Tex occasionali, di ieri e delle nuove leve attuali !

 

Infine, inviterei a soffermarsi, vignetta su vignetta, sulle tavole di Mastantuono per questo albo. Le recenti sue prove sono oltremodo ottime se non di più, ma qui ha superato se stesso. Non si tratta in questo caso di gusti personali, ma di qualcosa di molto più oggettivo.

 

E ottimo in questo caso è proprio riduttivo, se non proprio offensivo.

 

 

 

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