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Il "fu" Albo Di Tex Di Mike Deodato


Ulzana

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  • Sceriffi

Non entro nel merito perchè non so i retroscena (e non leggevo ancora fumetti a quei tempi), anche se credo che il Texone sarebbe andato in guadagno pure con le 1000 euro a tavola di Deodato (10 anni fa le vendite erano superiori e i prezzi più bassi), ma a questo punto mi chiedo come sia possibile che in America i disegnatori guadagnino quelle cifre quando la serie regolare più venduta arriverà forse alle tirature del collaterale di Tex meno venduto. E ai costi aggiungeteci coloristi e inchiostratori, quindi un albo costa ancora di più.

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51 minutes ago, borden said:

La verità vera è che ha chiesto mille euro a tavola, non gli è stato concesso e ha vomitato le sue offese su di noi e me personalmente che ero solo il portavoce senza portafoglio.  I veri maestri non si comportano così 

Se quel che dice è vero, dove sono tutti gli incavolati e offesi?   Gomez è felice di collaborare con noi per esempio 


Ma si, chiaro. Poi è davvero ridicolo lamentarsi e dare dell’irrispettoso a qualcuno dopo avergli scritto “fuck you”. Nei post indignati cita i bei tempo andati di Sergio Bonelli ma non penso che lui avrebbe tollerato un livello simile di cafonaggine.

 

In ogni caso, come ho già detto in altre occasioni, nel 2015 Deodato aveva già iniziato a tirare via parecchio (basta dare un’occhiata agli sgorbi propinati su Original sin e non ci si sorprende affatto che abbia prodotto trenta pagine in un mese) e per il livello dei disegni che ha sfornato da allora anche 100 a pagina sarebbero stati decisamente troppi.
Anche l’ultimo arrivato su Tex è ben più capace e disegna tavole infinitamente più curate e più pregevoli.

 

44 minutes ago, MacParland said:

Non entro nel merito perchè non so i retroscena (e non leggevo ancora fumetti a quei tempi), anche se credo che il Texone sarebbe andato in guadagno pure con le 1000 euro a tavola di Deodato (10 anni fa le vendite erano superiori e i prezzi più bassi), ma a questo punto mi chiedo come sia possibile che in America i disegnatori guadagnino quelle cifre quando la serie regolare più venduta arriverà forse alle tirature del collaterale di Tex meno venduto. E ai costi aggiungeteci coloristi e inchiostratori, quindi un albo costa ancora di più.


Non penso sia più così, sinceramente. La Marvel negli ultimi anni si è fatta scappare se non tutti sicuramente la maggior parte dei pezzi da novanta e ha cominciato a piazzare dei perfetti sconosciuti o disegnatori di seconda/terza/quarta fascia anche sulle serie di punta e sugli eventi (per dirne una il crossover estivo di quest’anno che rilancerà i Vendicatori è disegnato da una coppia di artisti praticamente senza alcuna esperienza). 
Di recente è anche uscita la notizia di un inchiostratore che ha lavorato con gente come Greg Capullo che sta aspettando da mesi che la Marvel gli versi i compensi per degli albi a cui ha lavorato, e prima ancora una disegnatrice di variant se ne era andata sbattendo la porta perchè da anni chiedeva un aumento e continuavano a dirle di no.

https://i.redd.it/qdi0nh1hao091.jpg

 

Quale editore non pagherebbe mille euro a tavola per disegni di questo livello?

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Qualche tempo fa ho visto una copertina di Wolverine disegnata da Frank Miller che chiunque avrebbe fatto meglio alle elementari.

Che sia perché in America pagano poco, che sia perché alcuni illustratori si montano la testa, che sia perché dopo anni lo stile di un autore diventa più essenziale, sta di fatto che quando un fumetto è disegnato male mi compro qualcos'altro. Se il principale editore italiano affida il suo personaggio di punta a un autore straniero e questo non comprende che gli viene fatto un grande onore è meglio troncare prima che sia troppo tardi.

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  • Sceriffi

È un discorso che ho fatto nel topic delle domande a Boselli. Oggi bisogna sapersi vendere e c’è gente che non ha fatto un tubo ma che riesce a scalare i vertici e a richiedere cifre grosse sia dalle case editrici che dai privati (noi). Ma in realtà il lavoro poi, il concreto dietro il fumo è ben poco (e infatti il mercato americano non lo apprezzo proprio) e il ramo in cui questa pratica si è diffusa di più in Italia è la Disney. Ginosatis è un disegnatore eccellente che ha fatto bei Tex, ed è molto più bravo del 99% degli autori che si sentono in giro nel mondo, ma qualcuno ne parla? No, non è manco sui social. Ho preso lui come esempio proprio perché non è social.

  • +1 3
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6 hours ago, MacParland said:

Non entro nel merito perchè non so i retroscena (e non leggevo ancora fumetti a quei tempi), anche se credo che il Texone sarebbe andato in guadagno pure con le 1000 euro a tavola di Deodato (10 anni fa le vendite erano superiori e i prezzi più bassi)

 

Ho qualche dubbio, all'epoca appunto i prezzi erano più bassi e quindi i margini più risicati, inoltre se il Texone vende lo stesso numero di copie con un autore che costa 300 Euro a tavola, perché pagarne mille? (che sarebbe più di quanto prende Ticci, a quanto ne so)

 

6 hours ago, MacParland said:

ma a questo punto mi chiedo come sia possibile che in America i disegnatori guadagnino quelle cifre

 

Infatti, non le guadagnano. Non per semplici tavole (per le cover il discorso è diverso)

 

O meglio, non le guadagnano con il page rate, poi ci sono le royalties che pesano di più negli USA, e quindi se sei fra gli autori di una serie che vende molto prendi anche quelle, poi ci sono i soldi della vendita degli originali, che sono fattori che "pesano" di più negli USA .

 

Però col cavolo che Deodato trovava qualcuno che gli pagava mille euro a tavola negli USA. Per questo si era rivolto all'Italia! :P

  • +1 1
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12 ore fa, Dix Leroy dice:

Qualche tempo fa ho visto una copertina di Wolverine disegnata da Frank Miller che chiunque avrebbe fatto meglio alle elementari.

 

 

Dix, amico di letture texane, permettimi di dire che quella copertina l'hai vista ma non l'hai capita. 

La copertina che misura un personaggio o racconta una storia è quella più facile, FM non disegna più così almeno dai tempi de Il ritorno del cavaliere oscuro. Miller fa arte sequenziale rappresentando non la realtà ma l'anima. Per lui il disegno serve a farti provare un'emozione viscerale. Ecco allora che quegli elementi che un occhio distratto scambia per "errori" o "bruttezza" sono in realtà gli strumenti con cui Miller si eleva ad artista e raggiunge il proprio scopo. Il disegno graficamente sintetico di Miller costringe il cervello di chi guarda a riempire gli spazi vuoti: ti sta costringendo a partecipare alla costruzione dell'immagine. È minimalismo applicato alla violenza e al dramma. Il tratto graffiante, asimmetrico, rabbioso, è la traduzione visiva del "fango morale" che Miller vuole mostrare.

Cosa dire poi dell'illuminazione? Un contrasto esasperato che dona un impatto grafico monumentale, granitico. Con il tempo FM ha eliminato del tutto le mezze tinte e i grigi. Rimangono solo il nero assoluto e il bianco accecante. È l'assimilazione della lezione del noir cinematografico e di maestri del fumetto come Will Eisner e Hugo Pratt, portandola all'estremo. Altro che scuola elementare!

E per finire l'anatomia. Studio anche qui:  Michelangelo deformava le anatomie nelle sue sculture tardive per esprimere la tensione spirituale; gli espressionisti tedeschi distorcevano i volti per urlare l'angoscia. Miller fa lo stesso.

Se un personaggio ha spalle larghe tre metri, dita tozze come scalpelli o una mascella abnorme, non è perché Miller "non sa disegnare". È perché in quel momento quel personaggio deve incarnare un'idea: l'incrollabilità, la mostruosità, la fatica o la rabbia pura. L'anatomia viene sacrificata sull'altare dell'espressività. Un corpo anatomicamente perfetto è statico; un corpo deformato dalla tensione è dinamico.

E, non andare troppo OT, ecco spiegato perché Deodato (bravissimo, per carità) può essere sostituito da qualunque altro disegnatore, mentre Frank Miller no. Uno è un ottimo artigiano dell'immagine, l'altro un artista con una visione, in grado di rappresentare emozioni.

 

 

 

Edited by Il sassaroli
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<span style="color:red">8 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

 

Dix, amico di letture texane, permettimi di dire che quella copertina l'hai vista ma non l'hai capita. 

La copertina che misura un personaggio o racconta una storia è quella più facile, FM non disegna più così almeno dai tempi de Il ritorno del cavaliere oscuro. Miller fa arte sequenziale rappresentando non la realtà ma l'anima. Per lui il disegno serve a farti provare un'emozione viscerale. Ecco allora che quegli elementi che un occhio distratto scambia per "errori" o "bruttezza" sono in realtà gli strumenti con cui Miller si eleva ad artista e raggiunge il proprio scopo. Il disegno graficamente sintetico di Miller costringe il cervello di chi guarda a riempire gli spazi vuoti: ti sta costringendo a partecipare alla costruzione dell'immagine. È minimalismo applicato alla violenza e al dramma. Il tratto graffiante, asimmetrico, rabbioso, è la traduzione visiva del "fango morale" che Miller vuole mostrare.

Cosa dire poi dell'illuminazione? Un contrasto esasperato che dona un impatto grafico monumentale, granitico. Con il tempo FM ha eliminato del tutto le mezze tinte e i grigi. Rimangono solo il nero assoluto e il bianco accecante. È l'assimilazione della lezione del noir cinematografico e di maestri del fumetto come Will Eisner e Hugo Pratt, portandola all'estremo. Altro che scuola elementare!

E per finire l'anatomia. Studio anche qui:  Michelangelo deformava le anatomie nelle sue sculture tardive per esprimere la tensione spirituale; gli espressionisti tedeschi distorcevano i volti per urlare l'angoscia. Miller fa lo stesso.

Se un personaggio ha spalle larghe tre metri, dita tozze come scalpelli o una mascella abnorme, non è perché Miller "non sa disegnare". È perché in quel momento quel personaggio deve incarnare un'idea: l'incrollabilità, la mostruosità, la fatica o la rabbia pura. L'anatomia viene sacrificata sull'altare dell'espressività. Un corpo anatomicamente perfetto è statico; un corpo deformato dalla tensione è dinamico.

E, non andare troppo OT, ecco spiegato perché Deodato (bravissimo, per carità) può essere sostituito da qualunque altro disegnatore, mentre Frank Miller no. Uno è un ottimo artigiano dell'immagine, l'altro un artista con una visione, in grado di rappresentare emozioni.

 

 

 

@Il sassaroli bellissima spiegazione 👍, solo che io non apprezzo l'espressionismo tanto più nei fumetti.

Questione di sensibilità.

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<span style="color:red">12 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

ecco spiegato perché Deodato (bravissimo, per carità) può essere sostituito da qualunque altro disegnatore, mentre Frank Miller no. Uno è un ottimo artigiano dell'immagine, l'altro un artista con una visione, in grado di rappresentare emozioni.

 

Non quoto tutto il messaggio, che ho letto con attenzione e ho apprezzato davvero. Capisco che non capisco Miller, ma a farmelo piacere è tutta un'altra faccenda e compro qualcos'altro.

  • +1 1
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Quoto @Black Jim e @Dix Leroy: dopo venti pagine del Cavaliere oscuro, estenuato dal continuo e perlopiù vano sforzo di decifrare sgorbi cubisti, ho rinunciato.

Edited by virgin
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  • Sceriffi

Non sono proprio sulla stessa linea d'onda di @virgin, però è condivisibile. Il Batman di Miller è uno dei fumetti più importanti per quanto riguarda i supereroi, assieme a Watchmen e al Devil dello stesso Miller.

Ma... Io penso che molte volte la sintesi non è tale perchè "dopo anni e anni di ricerca ho raggiunto il mio tratto definitvo in cui le tavole per sottrazione..." e alte fesserie varie, ma quando vieni considerato autore ti impigrisci e fai il minimo tanto sei autore (quante volte l'ha detto Diablero?).

 

E ripeto, alcune volte quelli che vengono reputati Maestri lo sono veramente (e Miller, tralasciando schifezze tipo 300, lo è), ma tantissime volte non lo sono, e i "normali" artigiani della Bonelli (ma anche in Disney ci sono) sono molto più bravi.

 

Questa sono 2 tavole del Dampyr uscito a Giugno, disegnate da Vito Rallo, il cui lavoro principale non è forse manco il fumettista, stando alla pagina facebook sono più le attività teatrali che i disegni.

 

06_Dampyr-315_05-776x1024.jpg

 

06_Dampyr-315_04-776x1024.jpg

(guardate il lavoro in negativo in questa pagina)

 

 

 

 

  • +1 1
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Non condivido del tutto l'elogio incondizionato del sassaroli (per me sono anni che Miller tira via) ma manco tirarlo nel rusco, eh...

 

Visto che MacParland parlava di "lavoro in negativo", gli suggerirei di guardare l'immagine della donna a destra...

Frank-Millers-Sin-City-The-Hard-Goodbye-

 

E la costruzione di queste tavole:

Frank-Millers-Sin-City-The-Hard-Goodbye-

 

Poi, la pagina a sinistra di questo spread, un esempio magistrale di costruzione della tavola associata a uno dei dialoghi più iconici del fumetto mainstream americano anni 90 ("Worth Dying For. Worth Killing For. Worth Going to Hell For"

Frank-Millers-Sin-City-The-Hard-Goodbye-

 

(tutte le immagini sono prese dalla recensione illustrata che trovate qui della "Frank Miller’s Sin City: The Hard Goodbye Curator’s Collection" ).

 

E "300" è un capolavoro, non diciamo fregnacce! :lol: 

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Lungi da me mettere in dubbio la grandezza di Miller, così come l'esprimermi al riguardo, eh: non ne ho le competenze. :D

Il mio discorso verteva unicamente sulla fatica di decodifica, che per me nelle prime pagine del Cavaliere oscuro è eccessiva: mi ci sono messo, ho faticato, ho continuato a faticare, poi ho ceduto perché ho capito che davvero non riesco a decifrare quei disegni. Ricordo una pagina da incubo in cui c'è una serie di vignette costituite da triangoli e rettangoli che si compenetrano e, ragionandoci parecchio e interpretando i testi con molta creatività, pareva di intuire che potessero essere una macchina in corsa a cui scoppia uno pneumatico mentre attraversa un ponte... No, per me il fumetto è un'altra cosa.

Le pagine di Sin City che mi è capitato di vedere mi sono in effetti sembrate decifrabili, ma l'opera non mi attira per nulla.

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Sì, sì, tutte posizioni legittime. Del resto FM è sempre stato divisivo, come tutti i veri artisti. In più c'è una difficoltà oggettiva per il lettore abituato a una narrazione lineare e standardizzata (tipicamente Bonelli e Disney) nell'affrontare il racconto di FM. Basti pensare che se in Bonelli c'è spesso ridondanza tra disegno che mostra e testo che descrive ciò che già viene mostrato, in FM troviamo spesso i testi che, volutamente, contraddicono il disegno. A volte il personaggio compie un'azione, quello che dice mostra il suo errore nel comprendere il mondo che lo circonda (cioè dice di fare una cosa ma ne fa' un'altra, quella che vediamo, appunto) e, in un piano ancora più profondo, i suoi pensieri negano le parole che pronuncia, mostrando quali siano i veri sentimenti. Legittimo non essere attratti o rinunciare a una tale complessità di piani narrativi. 

Questo per le opere della maturità, ma anche nei suoi primi lavori c'è un'attenzione alla struttura della tavola con inquadrature inusuali, dimorfismi (funzionali all'enfatizzare un elemento), rappresentazioni simboliche, che a me fanno cadere la mandibola, ma che capisco possano non piacere.

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Miller un genio.  Deodato, a prescindere dai noti trascorsi, artisticamente inferiore a tutti gli autori 

Bonelli con cui ho lavorato. E pure moralmente a questo punto. 

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Non capisco perché ma oggi non riesco a inserire immagini. Se avete voglia qui: 

https://vintagecomics.forumcommunity.net/?t=60447194&st=135

Nell'ultimo post ci sono tre doppie tavole di Miller in cui si capisce (spero) perché mi cadeva la mandibola :D

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  • Sceriffi
<span style="color:red">6 minuti fa</span>, borden dice:

Miller un genio.  Deodato, a prescindere dai noti trascorsi, artisticamente inferiore a tutti gli autori 

Bonelli con cui ho lavorato. E pure moralmente a questo punto. 

Miller un autore incredibile per tantissimi anni, poi è calato notevolmente. 
 

Dissento sul: “inferiore a tutti gli autori con cui ho lavorato”. Lo studio Fernandez disegna peggio di Deodato.

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Dimenticavo. Ma non sono certo sia inferiore

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8 hours ago, virgin said:

Il mio discorso verteva unicamente sulla fatica di decodifica, che per me nelle prime pagine del Cavaliere oscuro è eccessiva: mi ci sono messo, ho faticato, ho continuato a faticare, poi ho ceduto perché ho capito che davvero non riesco a decifrare quei disegni. Ricordo una pagina da incubo in cui c'è una serie di vignette costituite da triangoli e rettangoli che si compenetrano e, ragionandoci parecchio e interpretando i testi con molta creatività, pareva di intuire che potessero essere una macchina in corsa a cui scoppia uno pneumatico mentre attraversa un ponte... No, per me il fumetto è un'altra cosa.

 

Che edizione hai letto del Ritorno Del Cavaliere Oscuro?

 

Perché la traduzione della prima puntata, pubblicata su Corto Maltese, è ancora oggi dopo decenni una delle traduzioni più scandalose mai viste in Italia per opere di questo livello... era una traduzione totalmente DEMENZIALE, che dimostrava come il traduttore NON STESSE CAPENDO COSA TRADUCEVA e non si fosse minimamente curato di dare un senso alla propria traduzione. Parole a casaccio, letteralmente, come tradotte una ad una dal dizionario senza dare senso alle frasi.

 

Quando l'opera fu ripubblicata in edizioni successive l'intera prima puntata (e parte delle altre) fu ritradotta di nuovo, ma in generale lamentele alle varie traduzioni ce ne sono sempre state (anche se nessuno mai si è più avvicinato al livello di totale incompetenza di quella prima pubblicazione. E pensare che il traduttore era pure famoso...  per me fu un esempio di quanto la redazione "puzza al naso" di Corto Maltese, imbevuta di cazzate autocelebrative sul "fumetto d'autore", in realtà disprezzasse i capolavori di Miller e Moore che la Rizzoli gli aveva regalato immeritatamente, e l'avranno tradotto in una mattinata...)

 

(Io The Return of the Dark Knight l'avevo letto anni prima, in originale, ed era effettivamente in un inglese più ostico rispetto a quello a cui ero abituato, ma alla fine se facevi lo sforzo per me era più comprensibile del cercare di capire cosa c'era dietro le traduzioni italiane maldestre...)

  • +1 1
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Che edizione hai letto del Ritorno Del Cavaliere Oscuro?

Io posseggo il volume Rizzoli tradotto da Enzo G. Baldoni e Ranieri Carano. Il Miller disegnatore di quel volume è già ostico da digerire, ma funzionale alla vicenda narrata. E' una vita che non lo rileggo più, ma presumo che sia soltanto una riproposta della versione apparsa a puntate sul "Corto Maltese". Baldoni, poi tragicamente scomparso in Iraq ormai vent'anni fa, a me stava simpatico: curava la posta sul quindicinale di Batman della Glénat e rispetto agli altri della redazione a me sembrava entusiasta dell'incarico e piuttosto preparato.

Poi ho letto qualcosa di Sin City e non ho ritenuto l'operazione adatta a me, mentre 300 l'ho preso e se non ne sono stato conquistato sicuramente ho apprezzato il coraggio nel proporre l'epica storica e la qualità complessiva.

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4 minutes ago, Dix Leroy said:

Io posseggo il volume Rizzoli tradotto da Enzo G. Baldoni e Ranieri Carano. Il Miller disegnatore di quel volume è già ostico da digerire, ma funzionale alla vicenda narrata. E' una vita che non lo rileggo più, ma presumo che sia soltanto una riproposta della versione apparsa a puntate sul "Corto Maltese". Baldoni, poi tragicamente scomparso in Iraq ormai vent'anni fa, a me stava simpatico: curava la posta sul quindicinale di Batman della Glénat e rispetto agli altri della redazione a me sembrava entusiasta dell'incarico e piuttosto preparato.

Poi ho letto qualcosa di Sin City e non ho ritenuto l'operazione adatta a me, mentre 300 l'ho preso e se non ne sono stato conquistato sicuramente ho apprezzato il coraggio nel proporre l'epica storica e la qualità complessiva.

 

Il responsabile dello scempio della prima parte fu Ranieri Carano, storico traduttore della Milano Libri (per questo parlo più di disinteresse, sciatteria e incuria che non di incapacità: chiaramente l'aveva tradotto con sciatteria e di malavoglia disprezzando l'opera, senza proprio capire che era di fronte all'opera che avrebbe più stravolto il fumetto mondiale negli anni successivi).

 

E non sto esagerando: come minimo il Batman moderno è preso più da quell'opera di Miller che da tutti i fumetti di Batman precedenti, ha ridefinito non solo Batman ma tutto il fumetto supereroistico, e a cascata ha influenzato tutto il fumetto mondiale...  tranne, per anni, quello italiano. Quando Miller era già celebrato e tradotto persino in Giappone e in Francia, i provinciali fumetto-onanisti italiani che si lambiccavano ancora nella diatriba "fumetto d'autore / fumetto popolare" (una fesseria tipicamente italiana, inesistente in tutte le altre critiche fumettistiche) MANCO SE NE ERANO ACCORTI. Mi ricordo ancora all'epoca quando cercavo di parlare ai miei amici "esperti di fumetti" (perché conoscevano giusto quelli italiani e quelli tradotti da Alter Alter) dell'esistenza di Watchmen, V for Vendetta, Daredevil Born Again, Cerebus, Elfquest, love and Rockets, come storcevano il nasino dicendo "ma sono supereroi! Sicuramente è meglio questa nuova serie d'autore di Manara...  :lol::rolleyes: )

 

Comunque, dal secondo episodio la serie fu affidata a Baldoni, persino per la redazione della Milano Libri dell'epoca (molto "puzza al naso" e piena di pregiudizi sul materiale americano che gli aveva portato in dono la Rizzoli - basta pensare alla maniera ignorante e indecente in cui pubblicarono Watchmen dimostrando di non aver manco capito che non era un comic book normale, tagliandolo e relegandolo su cartaccia) quella traduzione era inaccettabile. 

 

Poi, oh, se non ti piace non ti piace (soprattutto se hai remore morali sulle vicende narrate magari in Sin City) ma l'impatto che ebbe Miller sul fumetto è innegabile.

 

Basta pensare a come Medda ci ha costruito una carriera, sul copiare Miller per un pubblico che ancora non lo conosceva...  :lol:

 

(davvero era una cosa imbarazzante, ti leggevi i Nathan Never di Medda e c'era tutto, la voce narrante, la pioggia, il noir, mancava giusto che si firmasse Frank M.(edda)...  :laughing: )

 

Anche di The Dark Knight Returns hanno fatto la Artist Edition (negli USA ormai lo fanno di tutto, solo in italia quella di Tex pare non sia andata bene mentre vendono le variant... popolino arretrato con l'anello al naso, che si fa buggerare da specchietti e perline colorate, puah...), ecco la recensione piena di foto:

https://aeindex.org/reviews/batman-the-dark-knight-returns-frank-miller-gallery-edition/

 

È interessante come volume anche perché mostra il livello di RAGIONAMENTO con cui è stata costruita l'opera vignetta dopo vignetta, cose ridisegnate diverse volte, modifiche continue, ogni tavola modificata e rimodificata finché non era esattamente come voleva Miller (che stava lavorando con un inchiostratore, Klaus Janson, on una forte personalità che tendeva a "coprire" i disegnatori che chinava. All'epoca Miller e Janson erano una "coppia fissa" ma per me le cose migliore le ha fatte, a livello di disegni, quando ha cambiato inchiostratore o si è inchiostrato da solo. Almeno fino a quando non è diventato alcolizzato, cosa che spiega le opere post-300)

 

Visto che parli di disegni difficili da decifrare, metto anche queste tre pagine, in cui un Bruce Wayne di mezza età ricorda l'assassinio dei genitori: la sequenza di tre pagine è praticamente MUTA, ma chiarissima (ed è stata poi scopiazzata decine di volte, persino al cinema l'hanno ripresa paro paro...)

 

https://www.pinterest.com/pin/how-frank-miller-built-this-amazing-dark-knight-returns-page--35465915801320631/

 

https://www.pinterest.com/pin/577938564676662867/

 

https://www.pinterest.com/pin/668151294693508833/

 

6 hours ago, borden said:

Miller un genio.  Deodato, a prescindere dai noti trascorsi, artisticamente inferiore a tutti gli autori 

Bonelli con cui ho lavorato. E pure moralmente a questo punto. 

 

Deadato non arriva manco a giocare nel campionate di gente come Miller. È uno dei tanti "fotografari", come li chiama Pennacchioli, che fecero una carriera del ricalcare foto di fotomodelle nell'epoca "softporn image"

 

E si è poi "rovinato" quella carriera facendo la stessa cosa che ha fatto Fernandez: per produrre (e guadagnare) di più, ha aperto lo "Studio Deodato" in cui faceva lavorare un sacco di esordienti (pagandoli pochissimo immagino), per inondare il mercato di cose "disegnate da Deodato": in breve tempo i lettori hanno notato il crollo verticale e la sua stella è tramontata...

 

Non so nemmeno cosa faccia adesso, è un po' che non vedo cose disegnate da lui. Di sicuro se ha chiesto (in un epoca in cui già la sua stella americana era tramontata) mille euro a tavola, ha tentato "l'audace colpo dei soliti ignoti" e ritiene che gli hai mandato in fumo un colpo perfetto! :P 

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Diciamo anche che tra i "fotografari" Deodato è il peggiore, nel senso che non è mai stato capace di fare recitare i personaggi. Gente come Greg Land e Salvador Larroca (nel secondo ciclo della sua carriera), sono fotografari che comunque realizzano una tavola funzionale alla narrazione per indagini. Deodato no. Semplicemente mette i personaggi in pose plastiche e ciao ciao alla narrazione. Oh, intendiamoci: le sue pin-up sono da urlo. Ma una serie di pin-up non è arte sequenziale.

Edited by Il sassaroli
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13 hours ago, Il sassaroli said:

Diciamo anche che tra i "fotografari" Deodato è il peggiore, nel senso che non è mai stato capace di fare recitare i personaggi. Gente come Greg Land e Salvador Larroca (nel secondo ciclo della sua carriera), sono fotografari che comunque realizzano una tavola funzionale alla narrazione per indagini. Deodato no. Semplicemente mette i personaggi in pose plastiche e ciao ciao alla narrazione. Oh, intendiamoci: le sue pin-up sono da urlo. Ma una serie di pin-up non è arte sequenziale.


No dai, trovo il Deodato degli ultimi 10+ anni inguardabile ma quello visto sull’Hulk di Jones e sui Thunderbolts era strepitoso.

E anche il Deodato più svogliato e tirato via è comunque mille volte meglio di quel monnezzaro di Greg Land che è sempre stato imbarazzante e non è mai stato in grado di costruire una tavola (ma manco una vignetta, in realtà) come si deve. Dai una sfogliata a roba come Ultimate Power, Phoenix Endsong o la mini con i Vendicatori di qualche anno fa e dimmi che c’è una narrazione per immagini che funziona.

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Mmmm. Sì per quanto riguarda Deodato Hulk e Thunderbolts, ma anche Dark Avengers, non erano male. Però ricordo come orribilmente Image style Thor e Spider-Man.

Di Greg Land invece non ho letto quelli che citi. Ma Sojourn Crossgen era un capolavoro. E anche Ultimate FF mi piaceva.

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14 minutes ago, Il sassaroli said:

Mmmm. Sì per quanto riguarda Deodato Hulk e Thunderbolts, ma anche Dark Avengers, non erano male. Però ricordo come orribilmente Image style Thor e Spider-Man.

Di Greg Land invece non ho letto quelli che citi. Ma Sojourn Crossgen era un capolavoro. E anche Ultimate FF mi piaceva.

Come già avevo detto, Deodato a un certo punto ha fatto come Fernandez, e ha aperto uno "studio". Prima c'è stato il calo qualitativo, poi per correre un po' ai ripari ha cominciato a differenziare le cose firmate da lui da quelle firmate "Deodato studios", ma era tardi, in pochi anni hanno smesso praticamente tutti i cercarlo (all'incirca proprio negli anni in cui si era offerto per il texone: coincidenza?)

 

Come nella trattativa con Bonelli, è stato probabilmente fregato dall'eccessiva avidità. Anche se c'è stato anche un cambiamento di gusto generale in quegli anni, prima le pose deformi alla Liefeld e poi quelli che ricalcavano foto di fotomodelle sono "passati di moda" e oggi non se ne vedono più tanti in giro.

 

E su Greg Land, concordo di più con MarrFarr: ALMENO Deodato disegna, Greg Land sembra una IA...

 

poi dai, non lo avreste voluto un Tex disegnato così? :P

OIP.eD6LDJq9gv92HVUiLIKclAHaLe?r=0%26pid

 

(comunque, è un peccato perché le capacità le aveva quando non faceva la cosa più commerciale possibile... ecco come poteva disegnare quando ci metteva impegno...

OIP.z0Sj-79KzRt8I-WNg7wbYAHaJO?r=0%26pid

 

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Dovevo dedicare a lui il mio ultimo Texone...

 

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