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[Texone N.33] I Rangers Di Finnegan


ymalpas
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La storia, i disegni e i personaggi  

50 members have voted

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">28 minuti fa</span>, Wasted Years dice:

Difficolta cercare, mister assenteista ma sputasentenze? Risparmia il sarcasmo e torna indietro ai miei interventi, se lo desideri sapere.  Mi domando perchè porti quella stella, visto che scrivi una volta al secolo, come di diversi altri che però almeno si tacciono.

 

Ci ero tornato, indietro ai tuoi interventi, già prima di risponderti, e non ho trovato traccia di ciò che affermi. Ora ti chiedo di indicare il tuo post preciso in cui affermi che è poco credibile è che Kit venga accolto nella banda di Finnegan. O vedi di rimangiarti i tuoi epiteti poco simpatici.

 

Pensavo che il tuo intervento precedente fosse una delle tue solite, bonarie punzecchiature, l'ho preso come celia e ho risposto usando il tuo stesso tono, per celia.

Vedo che mi sbagliavo. Vedo che avevi un rospo da sputare, un rospo che mi riguarda. Se non ti va bene che io porti la stella di sceriffo, privilegio che credo di aver guadagnato sul campo e che ho cercato di onorare in questi anni, fallo notare all'admin e alla comunità, nella sede opportuna. La stella non è certo mia, se si pensa che non ne sia più degno sono il primo a essere pronto a fare un passo indietro.

 

 

Ma vedi te se uno scrive una recensione e si deve veder dare dell'assenteista, dello sputasentenze, del fenomeno. Di uno che "ha scoperto recentemente la lettura veloce" (!).

Bah. Se qualcuno ha voglia invece di interagire sui contenuti del texone, ben volentieri.

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Cita

ZUffa con Carson telefonata che l'ho visto io dalla Sardegna che era finta, tanto che FInnegan non si fida e Caine nemmeno .

 

Fin dalla prima volta che ho parlato di questa storia ho sottolineato che il tutto non fosse credibile. Ma suppongo che fosse troppo difficile da decifrare. Finnegan non accetta Kit, lo mette alla prova e lo uccella come se fosse il solito caprone sacrificale. Ma suppongo che arrivare ultimo con la genialata sia nelle tue corde.

E non ho nulla contro di te, solo non mi piacciono i lettori veloci.

Buon ferragost.

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  • Sceriffi

Ah certo, in mezza riga tu avevi già anticipato tutto quello che i posteri avrebbero avuto da dire nei secoli dei secoli. Scusate, amici del forum, se mi sono permesso di commentare il texone. L'aveva già fatto WY.

 

<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Wasted Years dice:

Ma suppongo che arrivare ultimo con la genialata sia nelle tue corde. E non ho nulla contro di te, solo non mi piacciono i lettori veloci.

 

E dai, continua ad offendere.

 

Passo e chiudo.

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Just now, pecos dice:

Ah certo, in mezza riga tu avevi già anticipato tutto quello che i posteri avrebbero avuto da dire nei secoli dei secoli. Scusate, amici del forum, se mi sono permesso di commentare il texone. L'aveva già fatto WY.

 

 

E dai, continua ad offendere.

 

Passo e chiudo.

Mezza riga o un trattato, che fosse assurdo io l'avevo detto essendo il primo a commentare la storia. Occorre forse scrivere un pezzo intero per esprimere un concetto tanto banale?

Certo che se ti senti offeso se ti dicono che hai letto superficialmente, se te cantassero come al noto virologo come ti sentiresti?

Chiudo anche io. Cià

 

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Purtroppo in netto ritardo, comunque: ottima storia, ottimi disegni.

E poi, un proposito per il nuovo anno (accademico): cerchero' di avere la pazienza di Borden verso i critici!

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On 25/6/2018 at 15:48, Wasted Years dice:

4)A 57 Tex stesso dice a Tiger che sta ciarlando troppo. In questo albo spesso l'autore critica se stesso, questo è il primo caso.

 

5) pagina 66, la ragazza con cui Kit si è accoppiato dice "non sono sicura di aver capito, parli difficile". L' autore critica se stesso.

 

6) a pagina 92 fanno le prove di ingresso a Kit Willer e poi viene raccontata una storia in cui sono i bianchi a fare i vigliacchi. QUesto spiega l'odio di un bianco. Accidenti che argomentazione affascinante per uno che invece ha subito un torto vero da bambino. INcongruente.

 

 

4) e 5) ti giuro che ci ho pensato subito anche io! E' una cosa totalmente metafumettistica ahahahahah

 

6) è forse la forzatura che più ho percepito leggendo l'albo. Insomma si fa di tutto per insinuare il fatto che Kit possa provare ammirazione e fascino per Finnegan ma dopo il flashback dovrebbe essere totalmente scongiurata come ipotesi. L'odio è comprensibile ma rappresenta palesemente  la visione egoistica dell'uomo bianco contro l'indiano. Con il passato che ha avuto, dopo aver sentito la storia, Kit avrebbe dovuto odiarlo.

Per la cronaca, ho iniziato a leggere Tex da un annetto. Ho 30 anni.

Vedere Kit che se la spassa con una prostituta, considerando anche i tempi in cui è abientato il fumetto, non mi sembra una cosa scandalosa, ma perfettamente coerente.

Anzi, vedere che abbia la necessità di percorrere la propria strada, facendo le proprie scente, lontano dall'ombra del padre così perfetto, mi sembra quanto di più coerente ed onestamente reale possa accadere. Addirittura è lo stesso Tex che se lo augura!

Se tutto questo poi, per qualche ragione storica, va contro i personaggi, non lo so e francamente poco mi interessa.

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Ho da poco finito di leggere il Texone in questione e devo dire di ritenermi pienamente soddisfatto.

Non sarà forse uno dei miei preferiti in assoluto, ma fatico a trovare difetti in questa storia. Lo spunto di partenza è intelligente e ben raccontato, lo svolgimento coerente e sufficientemente articolato. Mi piacciono poi le storie in cui il carattere del giovane Kit viene sviluppato e non presentato solo come quello di un Tex jr. Solo il finale non mi ha colpito al 100%, ma solo perchè in questo caso mi sembrava più coerente che il cattivo fosse catturato vivo e consegnato alla giustizia.

 

Dal punto di vista grafico Majo poi si supera. Forse a tratti troppo oscuro e il suo Tex troppo serioso, ma il suo modo di rappresentare il west è eccezionale e sono convinto che, una volta che avrà preso bene la mano con il personaggio, il suo sarà un ottimo acquisto per la serie regolare.

 

In sintesi, non un 10, ma un 8 pieno se lo merita.

 

f.

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  • 11 months later...

Dopo tutto il gran parlare dei giorni scorsi, sono andato a rileggermi I Rangers di Finnegan. Accidenti che tormento. Un anno fa scrivevo questo:

 

On 14/7/2018 at 21:25, Leo dice:

Ottimi comprimari e a profusione: Finnegan, Caine, e soprattutto Robledo e Faver. Concordo con Ymalpas che il comanchero ricordi Barbanera ("sei sempre senza buon senso, ma almeno hai grinta da vendere, compadre" :D ) e già questo denota la simpatia del personaggio; Faver, invece, duro pioniere del Texas, fattosi Texas Ranger non per fare lo "sbirro" ma per difendere le sue terre credo costituisca un autentico spaccato di vita della Frontiera, e in questo senso è bello tutto il dialogo tra Tex e il vecchio a cena nel fortino di quest'ultimo. Bravissimo anche Majo ad infondergli una "sanguinaria" ed eccitata luce negli occhi, più tardi, alla prospettiva di tornare a cavalcare per un'esaltante caccia all'uomo...

 

Di Finnegan si è detto che ha poco carisma. Non sono d'accordo. Borden il carisma non lo fa vedere, ma lo evoca: nella fedeltà dei suoi uomini per lui innanzitutto, ma anche in certi sguardi e - bravo Majo anche qui - in quegli occhi sempre intelligenti e falsamente limpidi. Non ritengo necessario far vedere il carisma, esso si percepisce anche da poche vignette o da elementi indiretti (quali, per l'appunto, la stima dei suoi uomini o la lusinghiera fama nel corpo dei Ranger), e credo di conseguenza che Finnegan il carisma ce l'abbia, eccome. Si è detto che Kit fosse succube di Finnegan: ma quando mai? Nelle parole di Kit, nei dubbi del vecchio Carson, c'è a mio parere non una fascinazione del giovane verso il ranger scafato, quanto piuttosto un anelito di cambiamento, di maggiore libertà se vogliamo, il tutto condito da sincero rimorso per il proprio ruolo di spia infiltrata tra commilitoni che sulle prime paiono veramente in gamba e quindi meritevoli di stima. Ho molto apprezzato queste che alcuni qui hanno chiamato "paturnie" o "seghe mentali" di Kit.

 

Lo penso ancora. Il punto di forza di questo texone sono i personaggi. Sono tanti e hanno tutti uno spazio limitato, ma nonostante questo lasciano tutti qualcosa, soprattutto Robledo, Faver e Finnegan. Rimando a quanto detto sopra. 

 

L'altro punto di forza è la gestione di Kit: anche qui rimando a quanto già espresso un anno fa. Complessivamente, si può dire che questa è l'ennesima prova di bravura dello sceneggiatore. 

 

Per gli altri punti di forza lascio la parola a pecos, che quoto in tutto:

 

On 5/8/2018 at 19:58, pecos dice:

Partiamo dal soggetto, che si gioca su due idee principali: un gruppo di ranger corrotti, mossi dall'odio razziale verso i Comanche, e l'incarico a Kit di infiltrarsi e indagare su di loro. Entrambi gli spunti sono davvero originali e costituiscono le premesse di una storia interessante e non banale. Prima di tutto, è decisamente inusuale mettere in dubbio l'integrità del corpo dei Ranger, che sono sempre dipinti - non solo su Tex - come veri e propri eroi della frontiera, non certo come razzisti massacratori di indiani. Su questo si innesta il secondo tema, quello di un Kit che si trova in difficoltà a dover interpretare il ruolo di "spia" infiltrata non tra una banda di fuorilegge, come già successo in passato, ma in un gruppo di tutori della leggere che sente come suoi commilitoni e a cui, forse, era davvero venuta voglia di unirsi. Così anche il tema dell'"aquilotto che deve prendere il volo" viene introdotto in maniera raffinata e per nulla forzata nel racconto.

 

On 5/8/2018 at 19:58, pecos dice:

Nella seconda parte il ritmo e l'azione vengono decisamente accelerati, come d'altra parte è consuetudine nelle sceneggiature di Boselli. Altra consuetudine: non manca un certo grado di complessità della trama, qui legato al fatto di avere tanti diversi gruppi in movimento che vanno a convergere verso il luogo dello scontro finale (i due gruppi in cui si dividono i ranger di Finnegan, Tex-Tiger, Carson-Caine, i comancheros di Robledo, gli uomini di Faver, il gruppetto di indiani). Forse questa è una delle cifre che maggiormente caratterizzano la sceneggiatura di questo texone: non ricordo altre storie in cui lo sceneggiatore dovesse muovere sulla scacchiera così tanti gruppi distinti. È anche questa gestione dei pards, divisi e ciascuno con il suo compito da portare a termine e i suoi momenti di protagonismo, che mi fa apprezzare la scrittura di Boselli.

Infine, una nota a proposito dei comprimari: Faver, Robledo e Caine si ritagliano un piccolo significativo spazio e non mi dispiacerebbe rivedere qualcuno di loro in futuro.

 

Ma pecos dice anche questo:

 

On 5/8/2018 at 19:58, pecos dice:

ma è davvero credibile che i ranger di Finnegan, che conoscono bene Tex Willer e la solidità che lega il quartetto dei pards, prendano in considerazione l'idea di far entrare Kit nel loro gruppo e di metterlo a parte dei loro inconfessabili segreti? Davvero basta una scazzottata con Carson a fargli pensare che Kit non sia della stessa stoffa del padre? Questo è il punto secondo me più debole e meno credibile del soggetto, che mi ha "tormentato" durante la lettura.

 

Il tuo tormento è stato anche il mio, pard. Quanto è credibile che un uomo scafato come Finnegan prenda una potenziale spia con sé? Tanto più che dice sempre ai suoi di "tenerlo d'occhio". Se non si fida, chi lo ha obbligato a prenderlo? Poi però mi sono detto che Finnegan potrebbe aver fatto questo ragionamento:

 

- se Kit non è una spia, è un buon acquisto per il "Corpo speciale";

- se invece lo è, tanto vale tenerlo d'occhio, scoprire le carte il prima possibile e, se dietro il cucciolo c'è anche papà Tex, affrontarlo subito a viso aperto, senza giocare al gatto col topo.

 

Potrebbe aver pensato questo. Non so quanto sia credibile un tale atteggiamento, ma me lo faccio andare bene. Purtroppo, però, il "peggio" deve ancora venire. C'è tutta una sequenza che proprio non riesco a digerire, e  che mi ricorda l'eccidio di indiani inermi di Caccia Infernale, quando la "rivalutanda" figura del Tenente Parkman si macchia di un'azione ignobile, anche se inconsapevole.

 

La strage del ranch "fortificato" di Ramirez. 

L'intera sequenza per me è infelice e forzata.

 

Quando Torres fugge, una vecchia strilla: "fugge! fermatelo" e un uomo subito gli spara. Già qui avrei da ridire: tutta questa solerzia verso un uomo contro cui non hanno nulla mi pare esagerata. Ma passi.  Da lì in poi, col pretesto di quel solo sparo, e per il solo fatto che gli abitanti del ranch sono "greasers" e "mangiatortillas" si scatena una sparatoria dissennata e sanguinosissima. La strage viene inoltre facilitata da un ranch "fortificato" (?) le cui mura possono venire agevolmente scavalcate da un salto a cavallo! Insomma, quanto è verosimile una scena del genere? Un ranch ben poco fortificato non riesce a difendere i suoi abitanti da un eccidio tanto sanguinoso quanto ingiustificato. 

 

O meglio: una giustificazione c'è, ed è quella di svelare la vera anima di Finnegan, così che Tex, più in là, possa farlo fuori senza patemi d'animo. Finnegan fino a quel momento mi era piaciuto molto: un duro, una carogna, un razzista, un hater (dei Comanche). Sotto molti aspetti, un texano del suo tempo. Una storia tragica alle spalle, un malinteso obiettivo di vendetta contro gli assassini della sorella. Ma anche una carogna, che non si perita di portare un uomo legato dietro a un cavallo per miglia e di far frustare "una stracciona indiana". Fin qui un personaggio credibile, un mix di aspetti positivi e negativi che ne fanno un degno avversario di Tex. Un ranger razzista che se ne infischia delle regole e dai metodi brutali. Poi però c'è quell'eccidio insensato. Perpetrato non solo da lui, ma da tanti altri ranger! Perché? Sempre per razzismo, nei confronti stavolta dei messicani? O per quel colpo sparacchiato in aria contro il comanchero fuggitivo? Ma davvero un uomo e una squadra così hanno potuto diventare i famosi "Rangers di Finnegan" quando sono solo dei volgari banditi? 

 

Io credo che la scena del massacro fosse funzionale solo a scodellare Finnegan su un piatto d'argento per Tex: prego, ammazzalo pure, è un carognone. Forse ci sta, ma il personaggio, a mio modesto parere, perde davvero tanto: si trasforma da ranger carogna a mera carogna sanguinaria, si banalizza tanto. Finché è stato un ranger, per quanto sui generis, mi ha affascinato (la strage dei Comanche non conta, ai suoi occhi razzisti era giustificata, il personaggio è proprio quello); poi però è diventato solo un volgare assassino.  Ed è un peccato, perché fino a quel momento era il fiore all'occhiello di una margherita di comprimari veramente eccellenti, da Faver (cui presta il volto il mitico James Coburn) al barbaneriano Robledo (che si fa mettere in ceppi da una mujer in preda alla sindrome di Stoccolma) , al bravo e più ordinario Caine. Peccato davvero; senza questo "neo" , per me questa storia avrebbe sentore di capolavoro. 

 

Edited by Leo
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  • 2 months later...

Sempre gradevoli queste avventure che si svolgono su più fronti, tipiche della scrittura Boselliana. Qui, i nostri pards si dividono addirittura in tre gruppi, con il giovane Kit a fare da infiltrato nei Rangers di cui al titolo. Proprio Finnegan, alla fine, si rivela poca cosa, e questa la ritengo una pecca dello sceneggiatore, in quanto avrei preferito che fosse un avversario degno di Tex, almeno così ci era stato presentato, sceneggiatore che però si riscatta con la splendida frase che fa pronunciare alla guida indiana morente nei confronti del suo comandante.

Una curiosità: il massacro dei Comanche avvenuto a San Antonio era stato narrato dallo stesso autore sulle pagine di Zagor, nella seconda delle due splendide avventure sui Texas Rangers. Unica differenza è che lì i Comanche erano Kotsoteka, in questo albo, invece, si tratta di Penateka.

I disegni di Majo non mi hanno completamente soddisfatto, anche se li ritengo discreti.

Voto alla storia: 8,3

Voto ai disegni: 7,5

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  • 7 months later...
On 24/6/2018 at 11:23, Tim Birra dice:

Ho finito di rileggere il Texone da poco. La storia scorre bene, però dopo la prima lettura ho avuto una certa sensazione di disagio e non sapevo individuare il perchè. Non ero pienamente soddisfatto. Ho riletto la storia con più attenzione e la sensazione è rimasta, ma credo di aver capito il perchè.

SPOILER

In un primo momento pensavo alla scena dello scontro tra Kit e Carson, ma questa sequenza era già nota e molti avevano capito che era una finzione.

Poi credo di aver capito cosa mi disturbava nella lettura. Durante tutta la storia veniva sottolineata la personalità ed il carisma di Finnegan, tanto che Carson temeva seriamente di veder soggiogato il figlioccio. Ma di questo carisma io non ne ho visto traccia, ho visto solo un uomo accecato dall'odio, sanguinario e alla fine anche codardo e vigliacco, che abbandona i suoi uomini. Con esempi come il padre e Carson (questo viene detto nella storia), ma penso anche a Cochise e altri, il confronto non si pone neppure.

Vorrei sapere se anche altri hanno avuto la mia stessa sensazione.

Un saluto a tutti i pards

 

On 25/6/2018 at 16:19, Barbanera dice:

Ho letto la storia ben due volte.francamente,non ho trovato che sia un capolavoro se si eccettuano gli splendidi disegni di Majo.

Cosa mi è piaciuto:l idea del corpo deviato all interno dei ranger è ottima,davvero originale.Pero la figura di Finnegan andava meglio caratterizzata,poteva venir fuori un personaggio maiuscolo,un avversario coi fiocchi,che viene "piccionato" in modo troppo veloce nel finale...Kit è difficile da rendere protagonista,rimane una spalla e neanche delle più utili.i Comanche servono solo come causae-effetto,ma io li avrei utilizzati meglio,in fin dei conti sono le vittime...

Un occasione sprecata per il settantennale del Nostro,francamente mi aspettavo di più.

 

Allora...Finita ieri. Concordo con Tim Birra, perché anche io ho percepito un certo "disagio". Concordo anche con Barbanera su Finnegan. L'idea era ottima, la carne al fuoco tanta (rangers, Kit infiltrato, comanches, comancheros, Robledo, Faver, in generale il rapporto texani/messicani/indiani. Però ho perplessità sul risultato. Un Texone da 6+ (i disegni di Majo  danno il bonus) ma per qualche ragione non è diventato per me di livello superiore. Ho visto su YouTube la conferenza stampa di presentazione. Il Boss spiegava il lavoro contemporaneo su più storie e il legame con disegnatori. In questi anni di lavorazione su questa storia secondo me si è perso un po' il filo. Tante cose ma stavolta sembrano meno incisive e più slegate.

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  • 5 months later...

Un Texone di ordinaria amministrazione che poteva essere infinitamente migliore dati gli ingredienti iniziali. Il personaggio di Finnegan risulta monodimensionale, del tutto privo di profondità, quando poteva invece essere affascinante. La storia di Kit Willer eterno ragazzino all'ombra del padre viene ripetuta settordici volte nel corso della storia: ok, abbiamo capito. Poteva essere una buona idea, ma così viene a noia. Insomma, sceneggiatura che spreca davvero tanto ottimo materiale. 

 

Ottimi i disegni, con un Carson forse un po' troppo vecchio, ma nel complesso il tutto funziona benissimo dal punto di vista grafico. 

 

Voto complessivo: 6,5

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  • 9 months later...

Texone a mio avviso bellissimo, una grande storia corale di tipica marca boselliana coi 4 pards messi in scena con la solita maestria e nemici dalle personalità complesse.

Qui Boselli aggiunge un tassello ulteriore nella sua ricerca di un Kit più tridimensionale, più sfaccettato e soprattutto più centrale, meno appiattito nel semplice ruolo di "figlio di Tex" in perenne subordine rispetto al padre: il fascino che il giovane prova per il corpo speciale di Finnegan, i dubbi sulle accuse ai rangers e il fastidio con cui intraprende la sua missione di "spia", secondo me mostrano la bravura di Boselli nella caratterizzazione del personaggio.

Molto bello, anche, l'uso di Carson: si vede poco ma, oltre alla memorabile scazzottata con Kit, compare nei momenti giusti. Nella seconda parte della storia, comunque, e soprattutto nel finale, mi sembra che Boselli abbia dato più centralità alla coppia Tex-Tiger, da me amatissima (mi piacerebbe vederla di più come assoluta protagonista) dai tempi della boselliana "Cercatori di piste".

Finnegan, come dicevo, è un tipico nemico boselliano: ha i suoi motivi per odiare i Comanche e probabilmente in lui qualcosa di buono c'era (in ciò mi ha in parte ricordato Mikey Finn, tato per tornare a "Cercatori di piste"), ma le scene di pura violenza al ranch dei messicani (sottolineata dalla vignetta con la mamma e il bambino morti) non lasciano dubbi sulla sua vera pasta.

Insomma, per me uno dei Texoni migliori degli ultimi anni, per quel che riguarda i testi.

 

Dai disegni, invece, mi aspettavo qualcosa di più. L'inchiostratura, grossa e sintetica, mi ha dato l'impressione di disegni poco rifiniti, in alcuni punti quasi poco accurati, soprattutto nelle pagine finali. Quasi sempre, poi, la caratterizzazione di Tex non mi è sembrata particolarmente riuscita (buone, invece, quelle di Kit e Tiger).

Efficaci, comunque, diversi paesaggi, di cui Majo è riuscito a rendere la grandezza sconfinata. Comunque, almeno per me, Texone non memorabile per quel che riguarda i disegni.

 

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