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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 02] Terra Senza Legge


ymalpas

Voto alla storia  

53 members have voted

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, valerio dice:

Questo era il Tex di quei tempi. A volte la trama era solo un canovaccio utile a mostrare la forza (anche fisica) di Tex e soci, e a creare situazioni in cui i nostri distruggevano interi paesi fungendo da "satanassi infernali" a cui nessuno può resistere. Quindi un Tex Texocentrico, che ovviamente nel tempo è cambiato, ma che ancora all'epoca di questi primi Texoni quello era.

 

Diciamo che Bonelli sapeva alternare storie come quelle da te ricordate a storie più strutturate, ad esempio i suoi più grandi capolavori, così come Nizzi d'altronde. Nizzi ha ripreso alla grande lo stile di GLB, in queste e in quelle. Terra senza legge fa parte del primo filone, storia divertente ma senza troppe pretese.

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Che poi, secondo me, questa è parecchio migliore di piombo rovente e anche più articolata. E con diverse scene che restano nella memoria. L'altra a me pare divertente ma, a parte le scene con la grassona, deliziose,mi sembra  ci sia meno da ricordare....

Edited by valerio
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1 ora fa, valerio dice:

Che poi, secondo me, questa è parecchio migliore di piombo rovente e anche più articolata. E con diverse scene che restano nella memoria. L'altra a me pare divertente ma, a parte le scene con la grassona, deliziose,mi sembra  ci sia meno da ricordare....

 

Sono storie appartenenti entrambe al filone delle storie divertenti senza particolari pretese. Storie che nella narrativa seriale sono manna, a patto di non abusarne.

 

Ma proprio per questo non le vedo storie da Texone. Cattivi senza pretese e comprimari si' gradevoli per i loro tratti macchiettistici (qui il vecchio postiglione, altrove l'attempato sceriffo o la grassona "amorevolmente formosa") ma nulla di più. 

 

Non escludo che la mia lettura risenta troppo di quanto letto "a posteriori", ma ormai mi aspetto da questa pubblicazione personaggi di una certa levatura e storie di una certa ambizione. Senza nulla togliere a una storia divertente come Terra senza legge o a Piombo Rovente o a Tex il grande.

Edited by Leo
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  • 6 months later...

Questo Texone parte in vantaggio per i meravigliosi disegni di Giolitti, disegnatore per me superlativo. I personaggi sono tutti caratterizzati meravigliosamente, con una cura del dettaglio oserei dire clamorosa. Eccellente! 

 

Quanto alla trama, alcune sequenze sono perfin troppo buffonesche, ma sono molto divertenti e si leggono senza alcuno sforzo, grazie anche ad una ottima alchimia tra i quattro pards. Certo, la sceneggiatura è quanto di più lineare possibile: i pards non sbagliano un colpo, non cadono nelle trappole, anticipano i piani degli avversari con una facilità mostruosa. Tutto quasi soprannaturale e magari qualche difficoltà in più sarebbe stato lecito aspettarsela. Ma Tex è Tex e in fondo va bene così.

 

Voto complessivo: 7,5

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  • 1 month later...

Appena finito l'albo. Giudizio più che positivo per i disegni di Giolitti, soprattutto per le atmosfere create, qualche perplessità sui 4 pards ma rimaniamo su buoni livelli. Trama classica per un Nizzi in palla, una bella commedia dove scappano molte risate, con un Tex bello in forma e dal pugno caldo, anche se rimane spiazzato nell'ultimo scontro salvandosi (insieme ai pard) in un modo un po grottesco, che poco mi è piaciuto insieme al fatto che i compiti di Kit e Tiger siano molto limitati, anche se l'intervento di Jack è decisivo un paio di volte. Tra gli altri personaggi IMHO la più riuscita è la bella Lola, bella, approfittratrice e scaltra e Ned il postiglione. 

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  • 5 weeks later...

Un Texone dall'impianto in sé abbastanza classico, una tipica vicenda della frontiera americana, che però Nizzi ha saputo sceneggiare con bravura, rendendola non scontata e, soprattutto, evitando potesse risultare troppo prevedibile. Il quartetto al gran completo è incaricato di andare a Safford per andare a tirare le orecchie al boss locale, Paul Morrison, ufficialmente proprietario di saloon ma, in realtà, padrone assoluto della cittadina, di cui si è impadronito tramite prepotenze di ogni tipo. Imbeccati da un simpatico ex sergente che salvano in tempo da una banda di apaches al soldo di Morrison, Tex ed i pards fanno piazza pulita dei principali complici di Morrison, lasciandosi però scappare uno dei tirapiedi, che ovviamente si precipita a Safford per avvertire il gran capo.

 

Esito della missione compromesso sul nascere? Manco per niente..! Dinanzi al legittimo scetticismo dei pards, Tex tira fuori dal cappello un insospettabile coniglio, sotto forma di un'idea tanto brillante quanto imprevedibile e cinica, che da sola a mio parere fa schizzare in alto l'indice di gradimento della storia: con la complicità del simpatico conducente, Tex convince i tre passeggeri a prestare i propri abiti ai tre pards, affinché ne prendano il posto. Tex nascosto sotto un poncho ed un sombrero messicani, Carson sotto le spoglie di predicatore, Tiger camuffato da uomo d'affari e, dulcis in fundo, Kit travestito da giovane donna..!! Il piano riesce quasi alla perfezione, non fosse per uno dei banditi sul libro paga di Morrison che cerca di strappare un bacio alla "ragazza", che gli rifila un cazzottone in faccia e manda a ramengo la mascherata (a ben vedere, le avances del bandito costituiscono una prova inconfutabile della perfetta messinscena allestita).

Pazienza per i pards, che riescono brillantemente a fuggire ed a dimezzare i banditi, giungendo incolumi a Safford ove, grazie ad un nuovo colpo di genio di Tex, imbeccano il corrotto sceriffo (che ignora che i quattro lo sappiano) per condurre i banditi superstiti su una falsa pista.

 

Lo stratagemma sembra funzionare, senonché la donna del boss, la piacente Lola Chavez, riesce a sganciarsi in tempo e, irretito Kevin Crosby, il capo dei banditi, lo convince ad assaltare la prigione ed a far fuori Morrison, promettendogli di prenderlo con sé come socio e nuovo compagno. Quando le cose sembrano mettersi male per Tex e compagni, in loro soccorso giungono quattro simpatici vecchietti, che li aiutano a ribaltare l'esito della sfida e, contestualmente, costringono Lola Chavez a mostrare la sua essenza e le sue intenzioni: da autentica dark lady, la bella messicana spara a sangue freddo al nuovo "promesso sposo" per precipitarsi a vuotare la cassaforte dell'ex, salvo essere raggiunta da Crosby che, pur agonizzante, trova la forza di vendicarsi sparando a sua volta, ponendo dunque definitivamente fine ai patimenti dei bravi cittadini di Safford.

 

Una vicenda molto classica, quindi, ma sapientemente condita da azione nel migliore stile texiano e da sani momenti di scanzonata ironia, cui secondo il mio parere ha contribuito non poco il tratto "pacioso" di Giolitti, molto bravo ad adattare le espressioni dei vari personaggi a situazioni del tutto differenti, e talvolta diametralmente opposte. Unico appunto che posso muovere, la pressoché nulla caratterizzazione degli antagonisti, eccetto Lola Chavez, ed anche la banda di apaches, che i Nostri in fase iniziale decimano ma non neutralizzano del tutto, avrebbe forse potuto essere ripresa in fase conclusiva per regalare ulteriore azione ed un'ulteriore "sorpresa" per i quattro pards, che l'avrebbero comunque rintuzzata egregiamente.

Edited by juanraza85
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  • 4 years later...

Sto rileggendo questa storia nella collana Super Tex Speciale a colori e in formato 16x21. 

Non ho letto i commenti precedenti per non autospoilerarmi qualcosa, quindi non so se quello che sto per dire è già stato rilevato, ma ho notato un'incongruenza non banale nelle prime pagine della storia: Mac Parland (che conosco come agente della Pinkerton) viene citato facendo riferimento al Comando dei Rangers di Austin. 

Non è che Nizzi si sia confuso e che, se la cosa non è stata sistemata per sosta nuova edizione, in SBE nessuno se n'è accorto?

O c'è un'altra spiegazione? 

Ditemelo!

 

Edited by Il sassaroli
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Beh, dopo aver riletto questo texone devo dire che non concordo coi commenti entusiastici lasciati nei primi anni di questo forum. 

La storia è proprio esilina-ina-ina, con degli avversari scarsini-ini-ini, oltre che assolutamente privi di carisma.

 

Tex poi mi risulta spesso intollerabile: i pestaggi devono essere attentamente calibrati e qui non lo sono, né per quanto riguarda il numero (praticamente è l'unica cosa che Tex fa in tutta la storia) né per gli avversari, che quando vengono sottoposti al "trattamento" sono già in posizione di inferiorità rispetto a Tex. Il ché significa che questo Tex non fa la figura del raddrizzatore di torti, ma quella del bullo (spalleggiato dalla sua gang, tra l'altro).

 

Umorismo? Oh sì, si ride in questa storia, ma è un umorismo alla Scooby-Doo, che mal convivere con l'azione di un fumetto d'avventura. La stessa scena della diligenza (l'unica cosa della trama che ricordavo) è un capolavoro di comicità slapstick, ma richiede una notevole "sospensione dell'incredulità".

Stesso discorso per i nonnetti con gli archibugi che salvano i pards: si ride, ma chiediamoci: è accettabile che Tex venga messo nel sacco da villains che poi vengono fatti fuori da ottuagenari in disarmo? Per me è inaccettabile. 

 

Eppure, nonostante queste storture, la storia si lascia leggere e alla fine dà una certa soddisfazione, perché Nizzi i dialoghi li sa scrivere e perché Giolitti è in perfetta sintonia con l'autore.

Prendiamo per esempio le pagine dell'incontro di Tex con Mac Cormick: costituiscono quella parte di sceneggiatura funzionale a presentare la situazione e potrebbero essere di una noia mortale. Invece i dialoghi sono brillanti, vivaci, coloriti e i disegni esaltano questo aspetto con personaggi moooolto recitanti.

Viene quasi il dubbio che Nizzi abbia scritto questo Texone pensando proprio a come fare risaltare le capacità espressive di Giolitti.

 

Dai, ragazzi, so che non comprerete il Super Tex Speciale, ma in questa bollente domenica di fine luglio cosa avete da fare se non riprendere in mano il Texone e dirmi cosa ne pensate?

 

P.S.

E non dimenticatevi di chiarirmi il dubbio del post precedente ;)

 

 

Edited by Il sassaroli
  • +1 2
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

Beh, dopo aver riletto questo texone

Avevi già l'originale? Come ti sono sembrati i colori e il nuovo formato rimpicciolito?

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2 ore fa, frank_one dice:

Avevi già l'originale? Come ti sono sembrati i colori e il nuovo formato rimpicciolito?

 

Beh, finché la tavola è costruita nella gabbia bonelliana e in ogni singola vignetta c'è quello che si vede ogni mese nella serie regolare, non credo si possa parlare di formato rimpicciolito. Non è un albo francese ridotto al formato bonelliano, come certi dell'Editoriale Cosmo, che risultano francamente illeggibili.

Insomma per me non c'è nessuna differenza tra il leggere questa storia in 16x21 o leggerla in formato A4.

 

Discorso colori. Permesso che la colazione della Collezione Storica (utilizzata anche in questa edizione) è piatta e non particolarmente intrigante (ok, diciamo che è decisamente dozzinale), bisogna riconoscere che per i Texoni è stata effettuata con maggior cura e non disturba. 

In più il tratto di Giolitti, con tratteggi minimi, si presta molto bene ad essere colorato: l'operazione non risulta una forzatura.

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Ciao.

Tenete anche presente che fino ad un certo punto Giolitti disegnò tavole che dovevano essere pubblicate sulla serie regolare e non su un texone, quindi anche per questo la prima parte non risente del piccolo formato...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Il sassaroli dice:

Beh, finché la tavola è costruita nella gabbia bonelliana e in ogni singola vignetta c'è quello che si vede ogni mese nella serie regolare, non credo si possa parlare di formato rimpicciolito.

Beh, di sicuro non è ingrandito. Le tavole sono stampate in formato ridotto rispetto alla pubblicazione originale, sono significativamente più.. piccole.

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<span style="color:red">23 minuti fa</span>, frank_one dice:

Beh, di sicuro non è ingrandito. Le tavole sono stampate in formato ridotto rispetto alla pubblicazione originale, sono significativamente più.. piccole.

Qestione di intendersi. Se il disegnatore lavora per una pubblicazione nella regolare e poi quella storia va nel Texone è "regolare" la prima edizione o invece è quella ad essere "ingrandita"?

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Il sassaroli dice:

Qestione di intendersi. Se il disegnatore lavora per una pubblicazione nella regolare e poi quella storia va nel Texone è "regolare" la prima edizione o invece è quella ad essere "ingrandita"?

Ah, certo, se per tavole intendiamo quelle originali sulle quali il disegnatore ha lavorato con matite e pennello allora la questione cambia.

Però, di fatto le tavole in origine sono sempre più grandi della versione stampata e se anche Giolitti realizzò la storia pensando che sarebbe stata pubblicata sulla serie regolare, è lecito pensare che le tavole su cui lavorò avessero dimensioni più vicine alle dimensioni delle pagine stampate di un texone rispetto a quelle di un Tex regolare, quindi anche in questo caso il Texone restituisce una versione dei disegni originali più fedele.

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Il 19/07/2025 at 14:00, Il sassaroli dice:

Non è che Nizzi si sia confuso e che, se la cosa non è stata sistemata per sosta nuova edizione, in SBE nessuno se n'è accorto?

O c'è un'altra spiegazione? 

Ditemelo!

E' una palese svista.

Penso anch'io abbia fatto confusione e nessuno, ai tempi, l'ha notato, forse perché innocua ai fini della trama.

Io penso di non averci mai fatto caso ...

 

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<span style="color:red">13 ore fa</span>, Juan Ortega dice:

E' una palese svista.

Penso anch'io abbia fatto confusione e nessuno, ai tempi, l'ha notato, forse perché innocua ai fini della trama.

Io penso di non averci mai fatto caso ...

 

Grazie, Juan.

Ho pensato anche che, quando questa storia fu scritta, Mac Parland fosse poco più di un nome e che solo successivamente divenne un personaggio con caratteristiche definite.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

Grazie, Juan.

Ho pensato anche che, quando questa storia fu scritta, Mac Parland fosse poco più di un nome e che solo successivamente divenne un personaggio con caratteristiche definite.

Questo non è possibile perché Mac Parland è un personaggio classico di Gl  Bonelli, che esisteva da quasi due decenni almeno.

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Il 21/07/2025 at 14:55, borden dice:
Il 21/07/2025 at 10:37, Il sassaroli dice:

Grazie, Juan.

Ho pensato anche che, quando questa storia fu scritta, Mac Parland fosse poco più di un nome e che solo successivamente divenne un personaggio con caratteristiche definite.

Questo non è possibile perché Mac Parland è un personaggio classico di Gl  Bonelli, che esisteva da quasi due decenni almeno.

 

Mac Parland debutta nel n. 2 della Serie Kansas (a striscia ovviamente), uscita nel marzo 1957, quindi più di 32 anni prima del Texone. Se poi ci si volesse riferire alla pubblicazione sulla serie gigante, questa è del maggio 1963 ossia 26 anni prima.

Da allora Mac Parland è apparso o è stato citato varie volte e sempre come responsabile dell'ufficio di Denver della Pinkerton.

La sua apparizione precedente a questo Texone dovrebbe essere stata sul numero 327 del 1988 ed è presente nei numeri 351/353 usciti nel 1990.

Insomma, non era affatto solo poco più di un nome e tutte le sue caratteristiche erano già ben definite.

  • +1 1
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

Bravo Carlo, la nostra enciclopedia texana vivente!

 

Beh, grazie, sono commosso .:wub:

Confesso di essere andato a controllare la data della prima uscita, ma io nel marzo del 1957 non c'ero ancora ed avrei fatto la mia apparizione nella pancia di mia madre solo nel tardo agosto.:D

Il numero 31, "La mesa verde", è stato uno dei primi Tex che ho letto, nell'edizione Tre Stelle e me lo ricordo ancora molto bene compresa la gag che GLB riprese dal film "Partita d'azzardo" e che tu stesso hai usato un paio di volte , in cui Tex e pards scambiano  un tizio grosso e robusto co folti baffi vestito di nero per Mac Parland per poi scoprire che era il tizio basso e mingherlino sceso dal treno dopo di lui.:P

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Il sassaroli dice:

Oh, insomma! Io cerco di trovare una giustificazione per Nizzi e voi me lo impallinate come un tordo :P

 

A dire il vero, quello che abbiamo impallinato sei stato tu.:lol:

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Il sassaroli dice:

Mica l'ho scritta io la fesseria sul Texone ;)

 

Ma sei stato tu e non Nizzi a scrivere questo:

 

Il 21/07/2025 at 10:37, Il sassaroli dice:

Ho pensato anche che, quando questa storia fu scritta, Mac Parland fosse poco più di un nome e che solo successivamente divenne un personaggio con caratteristiche definite.

 

:lol:

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