Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[07] [Almanacco 2000] La Legge Del Deserto


due

Voto alla storia  

24 members have voted

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Please sign in or register to vote in this poll.

Recommended Posts

al_tex2000.jpg

 



Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Alfonso Font
Periodicità annuale : Febbraio 2000



Le rubriche che segnalano i libri, i film, i video e i cd-rom dell'anno aprono un Almanacco che approfondisce, con articoli e dossier, tre temi-chiave: gli scout indiani, la Frontiera raccontata dal romanziere Louis L'Amour, la carriera cinematografica dell'indimenticabile attore Randolph Scott. Nella storia a fumetti, una gang di ladroni, dopo aver rapinato la banca di Wellton, fugge in Messico portandosi dietro come ostaggio il giovanissimo Johnny Ellison. Il piccolo pare essersi affezionato a Dave Rogers, uno dei criminali, a suo modo leale, che più volte protegge il ragazzino anche dai suoi stessi complici. Sulla pista dei gaglioffi c'è un gruppo di volontari guidato da Tex e dal padre del bambino. Lungo infuocati e polverosi deserti, alla luce delle stelle e sotto il sole cocente, insidiati da feroci bandoleros, gli inseguitori e i braccati giocano un'infernale partita senza esclusione di colpi!

 

 

© Sergio Bonelli Editore

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • 4 months later...
  • Collaboratori

Ho letto ieri sera per la prima volta la storia contenuta in questo almanacco della premiata ditta Boselli / Font, qui alla loro seconda collaborazione dopo lo splendido texone. Una storia piacevolissima, dal ritmo indiavolato, dai numerosi colpi di scena che sono altrettante manifestazioni della classe di Mauro Boselli. Il deserto di sale rappresenta un'ambientazione suggestiva: arido, assolato e implacabile, non perdona agli sprovveduti. La location a un certo punto della storia, cioè nella parte che riguarda il canyon, ricorda molto da vicino la recente "Spedizione in Messico". Un altro elemento di primo piano è il vento. Anche questa è una costante delle storie di Boselli, tanto che l'autore ha affidato allo stesso Font un'ennesima sceneggiatura il cui titolo di lavorazione è proprio "Il vento", di prossima pubblicazione ( forse già nell'estate del 2008 ), storia che ruoterà intorno a un tifone o qualcosa del genere. Forse l'unico appunto negativo andrebbe rivolto al personaggio Tex: c'è troppa faciloneria nelle sue imprese, tutto quello che fa gli riesce come d'incanto, cioè senza troppa verosimiglianza. Ahimè è uno dei difetti che riscontro nelle sue storie: occorrerebbe umanizzare un pochino il personaggio. Concludo consigliando calorosamente la lettura di questo almanacco a tutti coloro ( fortunati ) che ancora non ne hanno avuto l'occasione...... to the happy few!

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

"La legge del deserto" e' la classica storia da almanacco, leggera, lineare, scorrevole. Ha tutte le caratteristiche delle storie di Boselli, con il comprimario di turno vero protagonista e cioe' Dave Rogers, fuorilegge dal cuore d'oro.
Il deserto che qui e' un elemento fondamentale dell'avventura e' lo scenario dove si svolge l'intera vicenda con un finale amaro e drammatico. Dave e' un antieroe e Tex e' lo sbirro/eroe. Beh non nascondo che si arrivi, in questa storia, a "tifare" per il fuorilegge, per i suoi scrupoli nei confronti del ragazzo preso in ostaggio e per la sua voglia di rifarsi una vita che sia migliore di quella vissuta precedentemente.
Rileggendola in questi giorni, la trama e soprattutto il rapporto che si instaura tra Dave e il ragazzo rapito, mi ha fatto ricordare molto il film "Un mondo perfetto" con Clint Eastwood e Kevin Kostner. Il prim, o come Tex, dava la caccia ad un evaso(Kostner) che aveva rapito un bambino, proprio come Dave. Anche qui, tra il rapitore e il rapito si instaura un rapporto di amicizia reciproca, e il finale amaro e' presente anche nel film.

La storia e' comunque molto carina, e soprattutto molto boselliana.
Font non e' mai stato tra i miei preferiti. Faccio sempre fatica a "leggere" i suoi disegni, che li considero un po' troppo caotici e disordinati. Ma e' il volto di Tex cio' che piu' rivendico all'artista spagnolo.

Storia:6,5
Disegni:5

Link to comment
Share on other sites

  • 2 years later...

In questi giorni sto rileggendo con piacere le storie contenute negli almanacchi. "La legge del deserto" e' una storia molto interessante. La luce, il buio, il caldo, il vento giocano un ruolo importante. E la violenza. "La legge del deserto" è una storia violenta. Abbiamo una rapina in banca, il sequestro di un minore, il tradimento tra i rapinatori, i bandidos messicani, la tortura... Non amo i disegni di Font ma credo che comunque sia bravo a trasmettere al lettore questo carico di crudeltà e violenza. In poco piu' di cento pagine abbiamo in definitiva una storia divertente, tesa e drammatica. Ci si affeziona un po' ad uno dei rapinatori/sequestratori dimenticando per un attimo che il sequestro di persona è uno dei reati più odiosi, ma in quaesta storia Boselli non ha pietà per nessuno.

 

Storia: voto 9

Disegni: voto 7,5

 

Vignetta: n.3 pag.138 dopo tanto deserto finalmente il...

 

 

 

 

dy68va.gif

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

Ho letto ieri sera per la prima volta la storia contenuta in questo almanacco della premiata ditta Boselli / Font, qui alla loro seconda collaborazione dopo lo splendido texone. Una storia piacevolissima, dal ritmo indiavolato, dai numerosi colpi di scena che sono altrettante manifestazioni della classe di Mauro Boselli. Il deserto di sale rappresenta un'ambientazione suggestiva: arido, assolato e implacabile, non perdona agli sprovveduti. La location a un certo punto della storia, cioè nella parte che riguarda il canyon, ricorda molto da vicino la recente "Spedizione in Messico". Un altro elemento di primo piano è il vento. Anche questa è una costante delle storie di Boselli, tanto che l'autore ha affidato allo stesso Font un'ennesima sceneggiatura il cui titolo di lavorazione è proprio "Il vento", di prossima pubblicazione ( forse già nell'estate del 2008 ), storia che ruoterà intorno a un tifone o qualcosa del genere. Forse l'unico appunto negativo andrebbe rivolto al personaggio Tex: c'è troppa faciloneria nelle sue imprese, tutto quello che fa gli riesce come d'incanto, cioè senza troppa verosimiglianza. Ahimé è uno dei difetti che riscontro nelle sue storie: occorrerebbe umanizzare un pochino il personaggio. Concludo consigliando calorosamente la lettura di questo almanacco a tutti coloro ( fortunati ) che ancora non ne hanno avuto l'occasione...... to the happy few!

 

Quoto in tutto e per tutto il tuo intervento, Ymalpas, tra l'altro stupendomi non poco del fatto che nel 2008 tu parlassi della "premiata ditta Boselli-Font", segno che all'epoca il disegnatore spagnolo ti piaceva ancora. Come hai ben scritto, la storia è piacevolissima, ha un gran ritmo e una superba e suggestiva ambientazione. Mi trovo d'accordo anche sull'appunto negativo, che è una certa facilità di Tex nell'uscire sempre illeso da sparatorie e da situazioni in cui gli avversari da affrontare sono tanti. Il problema non è che Tex è Tex e che queste cose le ha sempre fatte e sempre le farà, il problema è il reiterarsi di situazioni così improbabili: sarebbe meglio se Tex non venisse proprio messo ad affrontare simili proibitive circostanze (i due contro venti di bonelliana memoria...) perchè la facilità con cui viene fuori da simili situazioni conferisce alla storia un che di posticcio... Resta comunque una bella storia (bella per essere breve, quindi fatalmente compressa in alcuni punti), con i punti di forza nella straordinaria ambientazione e nel solito riuscito personaggio grigio boselliano.

Link to comment
Share on other sites

  • 6 years later...

Storia che anche senza leggere il nome sul tamburino si capisce che è di Boselli lontano un miglio.

E' Boselliana nella pressochè totale capacità e maestria nel maneggiare i personaggi.

E' Boselliana nella caratterizzazione precisa della psicologia di tutti i personaggi suddetti

E' Boselliana nella impeccabile capacità di non perdere mai il filo dell'intreccio e della trama.

E' Boselliana nell'infarcire la storia di personaggi.

E' Boselliana nel lasciare Tex a fare da comprimario fino a metà storia.

E' Boselliana nel mettere un (bel) personaggio grigio, come il rapinatore che si affeziona del bambino. Non fosse un espediente presente in praticamente l'80 per cento delle sue storie sarebbe anche una cosa lodevole.

Insomma, per quanto mi riguarda storia promossa, pur con i soliti distinguo.

Font bene anche se non è il mio disegnatore ideale, specie nei volti.

Boselli 6/7

Font 6/7

 

Link to comment
Share on other sites

  • 4 months later...

Ottimo western di Mauro Boselli! Come sempre, il suo stile di sceneggiatura è riconoscibilissimo grazie ai numerosi colpi di scena e la fenomenale caratterizzazione dei personaggi. Il personaggio che più mi ha colpito della storia è il bandito Dave, che mi era diventato simpatico e mi è dispiaciuto vedergli fare una brutta fine. 
La storia è abbastanza breve e molto lineare, come tutte le storie degli almanacchi: contiene inoltre numerose scene d'azione e il ritmo non cala mai. Geniale la scena in cui Tex e Dave, quando le nuvole coprono la luna, vanno a stanare i banditi messicani: una scena sceneggiata impeccabilmente da Boselli. Penso che ricorderò questa storia soprattutto per il finale, beffardo ma bello. Il titolo della storia non poteva essere più azzeccato.
Font, come ho detto altre volte, non mi fa impazzire. Le sue ambientazioni e le sue atmosfere però mi piacciono: il deserto, la tempesta di sabbia... tutte realizzate molto realisticamente.
Bella la copertina di Villa e, ripeto, magnifico il titolo!

 

Soggetto/Sceneggiatura: 9
Disegni: 8-

Edited by Magico Vento
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

Una storia minore ma non per questo non memorabile.

 

3 ore fa, Magico Vento dice:

Ottimo western di Mauro Boselli! Come sempre, il suo stile di sceneggiatura è riconoscibilissimo grazie ai numerosi colpi di scena e la fenomenale caratterizzazione dei personaggi. Il personaggio che più mi ha colpito della storia è il bandito Dave, che mi era diventato simpatico e mi è dispiaciuto vedergli fare una brutta fine. 

Non solo per questo...si capisce lontano un miglio che è del Bos anche perché la banda del Tuerto che Tex affronta nel deserto è molto variegata e ben resa... è infatti formata da scampaforche e mestizos,che Font riesce a rendere in modo ottimale...

Su Dave:si è simpatico, ma Borden rende benissimo il suo carattere diviso tra la bramosia per l oro e l affetto per il ragazzino... inutile dire che la bramosia dell'oro avrà il sopravvento sul bandito 😉... finale splendido col mare all orizzonte.per me un mezzo capolavoro

 

Parlavo della banda di scampaforche

Per un motivo: caratteristica del Bos è quella di prediligere bande numerose formate dalla "feccia" o "schiuma" della terra (come direbbe Lord Wellington dei suoi soldati in Giubba Rossa a Waterloo 😆😆😆)... bande di meticci, rinnegati e Greasers, assettate di sangue e ben definite graficamente.

Tale "vezzo"del Bos mi è sempre piaciuto perché molto realistico...ora arriva la domanda a cui Borden penso non mi vorrà rispondere,ma io me ne frego e gliela faccio di nuovo...nella prima Storia del Carnicero,l innesto della banda degli Yaquis è stato un tuo suggerimento a Glb?mi è sembrata da sempre una tua idea...😜... gracias, magari mi sbaglio...🤠😉

Edited by Barbanera
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Barbanera dice:

Una storia minore ma non per questo non memorabile.

 

Non solo per questo...si capisce lontano un miglio che è del Bos anche perché la banda del Tuerto che Tex affronta nel deserto è molto variegata e ben resa... è infatti formata da scampaforche e mestizos,che Font riesce a rendere in modo ottimale...

Su Dave:si è simpatico, ma Borden rende benissimo il suo carattere diviso tra la bramosia per l oro e l affetto per il ragazzino... inutile dire che la bramosia dell'oro avrà il sopravvento sul bandito 😉... finale splendido col mare all orizzonte.per me un mezzo capolavoro

 

Parlavo della banda di scampaforche

Per un motivo: caratteristica del Bos è quella di prediligere bande numerose formate dalla "feccia" o "schiuma" della terra (come direbbe Lord Wellington dei suoi soldati in Giubba Rossa a Waterloo 😆😆😆)... bande di meticci, rinnegati e Greasers, assettate di sangue e ben definite graficamente.

Tale "vezzo"del Bos mi è sempre piaciuto perché molto realistico...ora arriva la domanda a cui Borden penso non mi vorrà rispondere,ma io me ne frego e gliela faccio di nuovo...nella prima Storia del Carnicero,l innesto della banda degli Yaquis è stato un tuo suggerimento a Glb?mi è sembrata da sempre una tua idea...😜... gracias, magari mi sbaglio...🤠😉

 

 

Ma proprio no! GL non aveva bisogno di suggerimenti.

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...
Il 31/8/2020 at 14:21, valerio dice:

Storia che anche senza leggere il nome sul tamburino si capisce che è di Boselli lontano un miglio.

E' Boselliana nella pressochè totale capacità e maestria nel maneggiare i personaggi.

E' Boselliana nella caratterizzazione precisa della psicologia di tutti i personaggi suddetti

E' Boselliana nella impeccabile capacità di non perdere mai il filo dell'intreccio e della trama.

E' Boselliana nell'infarcire la storia di personaggi.

E' Boselliana nel lasciare Tex a fare da comprimario fino a metà storia.

E' Boselliana nel mettere un (bel) personaggio grigio, come il rapinatore che si affeziona del bambino. Non fosse un espediente presente in praticamente l'80 per cento delle sue storie sarebbe anche una cosa lodevole.

Insomma, per quanto mi riguarda storia promossa, pur con i soliti distinguo.

Font bene anche se non è il mio disegnatore ideale, specie nei volti.

Boselli 6/7

Font 6/7

 

 

Bella storia, senza troppi retroscena, dialoghi asciutti, portata avanti senza venir a noia ... evitando soliti "mezzucci" per tenere desta l'attenzione, come di norma accadeva in storie lineari come questa. E quel pizzico di poesia spruzzato qua e là rappresenta un valore aggiunto a questa equilibrata miscela d'ingredienti.

Link to comment
Share on other sites

  • 7 months later...

Letta per la prima volta, e mi ero perso una bellissima storia. Cento pagine dense di azione, colpi di scena, personaggi a tutto tondo, atmosfera da classico film western, bei dialoghi, insomma divertimento assicurato a ritmo forsennato.

Font è qui nel suo periodo d'oro (tra il Texone e il Maxi "Nei territori del Nord-Ovest"): come si fa a giudicare negativamente (o con sufficienza) i suoi disegni in questa storia? Mah!... Può soggettivamente non piacere, il suo stile, ma il fascino dei suoi paesaggi, del deserto assolato, dei labirinti di rocce, delle notti spazzate dal vento, il dinamismo che trasmettono le sue tavole, per non parlare della caratterizzazione eccezionale di tutti i personaggi (a partire dal bandito Dave), secondo me sono innegabili.

La sceneggiatura di Boselli è altrettanto notevole: se si pensa che il soggetto è semplice e classicissimo (un inseguimento di banditi in fuga con ostaggio, mi viene in mente il glbonelliano "La banda dei Dalton" n. 8 di Tex), il lavoro sulla psicologia dei personaggi, sui dialoghi mai banali e sulle scene d'azione sempre ben costruite, è veramente ammirevole.

La sequenza dei banditi persi tra i "Dientes del Dragon" e il finale beffardo con Dave, ex marinaio allo sbando in cerca del mare oltre il deserto, restano impressi nella memoria.

 

Quattro - a mio parere - sono le storie degli Almanacchi memorabili: "La ballata di Zeke Colter" di Nizzi/Calegari, "Eroe per caso" di Boselli/Andreucci, "Bad River" di Boselli/Capitanio e ora aggiungo anche questa "La legge del deserto" di Boselli/Font.

Tex - La legge del deserto by Alfonso Font on artnet

Link to comment
Share on other sites

  • 3 years later...
Posted (edited)

La storia dell'Almanacco d'inizio millennio fu affidata alla macchina da scrivere di Borden, dopo l'ultima parentesi nizziana dell'anno prima.

 

Come accennato nel mio precedente commento relativo alla pubblicazione di questo format dell'anno 1999, il livello qualitativo proposto dai due autori in questione, già allora divergeva nettamente; se da un lato Nizzi, appena uscito dalla sua nota crisi creativa, cominciava a mostrare il fianco con sempre piu' storie meno memorabili e ispirate, dall'altro Mauro consolidava la sua figura nello staff, con uno stile di scrittura più frizzante, personale e molto performante.

 

Ho approfittato della festività odierna per rileggermi "La legge del deserto" e sebbene la storia non raggiunga picchi epici come la media del periodo per l'autore, si mostra comunque di buona fattura.

 

Ciò che salta immediatamente all'occhio è un soggetto più semplice e basilare rispetto altri di Mauro. Una caccia nel deserto a una banda di rapinatori, che si portano d'appresso un giovane ostaggio. Niente di così originale in fondo se non fosse che Borden, sempre molto attento alla caratterizzazione dei suoi personaggi, non metta del suo per rendere avvincente la trama, sia in termini di ritmo narrativo che azione e colpi di scena.

 

Come spesso accade, Tex non ha tutta la vetrina per se, visto che la figura molto sfaccettata del bandito Dave Rodgers finisce con il rapire la scena. Sarà proprio il bel rapporto che si instaura fra lui e il piccolo Johnny a strizzare l'occhio al lettore e farlo patteggiare per l'ennesimo personaggio 'grigio" nato dalla penna di Borden. 

 

Per movimentare oltremodo l'esile trama, l'autore inserisce la banda di bandidos del Tuerto che si mobilità per arraffare il bottino degli antagonisti in fuga. 

Ciò che più lascia interdetti a dire il vero, non è tanto la relativa facilità con cui il gruppo di Tex riesca a fronteggiare e decimare questa banda di messicani e mestizi, bensì l'assoluta idiozia commessa da Bart, uno dei complici di Dave, che spiffera apertamente nel saloon di possedere le bisacce con la refurtiva, attivando così di fatto, l'interesse del Tuerto, avvisato in tempo della probabilità di far bottino.

Ingenuità eccessiva per una banda in fuga che suona di espediente per fare entrare in gioco i messicani, ma lo si accetta così com'è.

 

Interessante invece la location in cui avviene la fuga, ovvero un deserto assolato e accecante che costituisce un ulteriore banco di prova impegnativo per cacciatori e prede, d'altronde Mauro è maestro nel creare questo genere di situazioni nelle sue trame e ciò arricchisce non poco la narrativa avventurosa della storia.

 

Fra sparatorie, sabbie roventi, gole arse e tanta adrenalina si giunge all'epilogo, ove Tex riesce ad avere la meglio sugli scampaforca del Tuerto e a mettere in salvo il piccolo Johnny. Dave, sebbene non torce un capello al giovane ostaggio, alla fine cede alla bramosia del denaro e cerca di completare la fuga verso l'oceano, divenuto una poetica meta di fuga e rivalsa sul passato, dopo aver abbandonato il giovane fra le rovine di una missione nel deserto.

 

Molto bella la scena finale, in cui vittima di un destino punitore che ricorda molto quello richiamato da Gian Luigi Bonelli nelle sue opere più riuscite, il "povero" Dave rimane vittima della dura legge del deserto, che lo porta a morire di sete giunto a pochi passi dalla meta, così come constatano Tex e Carson dopo aver scavalcato l'ultima duna di sabbia, che separava l'immenso oceano dal corpo dello sfortunato fuorilegge. 

 

La prova fu realizzata da Alfonso Font, reduce dall'ottimo texone di esordio e in piena grazia artistica.

Come per Repetto, anche l'artista spagnolo dovette sudare sette camicie prima di approdare sulla regolare, ma fin da questa storia il sodalizio che si instaura fra lui e Boselli diverrà sinonimo di qualità e grandi storie. Non dimentichiamo che subito dopo Alfonso realizzerà sempre sui testi di Mauro il maxi capolavoro "Nei territori del Nord ovest" e altre grandi perle che di fatto mi inducono a definirlo l'erede di Marcello, nel far coppia con Borden nella stesura di episodi cardine nella saga.

 

Sebbene lo stile latino di Font può far storcere il muso ai puristi del ranger, è innegabile che la straordinaria maestria con cui il maestro spagnolo illustra il deserto, le scene con le tempeste di sabbia, i paesaggi assolati e brulli del Messico ostile e gli sfondi notturni è da urlo. Ogni vignetta sembra un varco dimensionale e il lettore sembra quasi immergersi negli scenari tratteggiati dal disegnatore e provare il morso accecante del sole allo zenit e la sete dovuta alla calura delle rocce. Poco male se la figura di Tex è poco canonica e se spesso i personaggi vengono rappresentanti con sembianze quasi caricaturali, ma il livello di allora dell'artista era davvero elevatissimo e non a caso riuscirà a entrare di diritto fra gli autori della saga.

Trovo davvero magnifiche le sequenze fra il deserto di sabbia, con il sole che sembra davvero voler uscire dalle tavole e la polvere avvolgere le nari del lettore, immerso nelle sequenze narrative molto dinamiche. L' estro narrativo di Mauro trova la giusta corrispondenza grafica nei pennelli di Font e il connubio perfetto fra idee e tratto, crea una magia particolare che sta alla base della buona riuscita negli anni del duo di autori.  Il mio voto finale è 7

Edited by Condor senza meta
  • Thanks (+1) 1
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.