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TWF - Tex Willer Forum

[06] [Almanacco 1999] La Montagna Del Mistero


due

Voto alla storia  

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Miguel Angel Repetto
Periodicità annuale : Febbraio 1999



Anche se non mancano le abituali segnalazioni sui libri, i film, i video e i cd-rom dell'anno, l'Almanacco si segnala per tre articoli: uno sui romanzi di Emilio Salgari ambientati nel Selvaggio West, uno sulla leggendaria figura di Lone Ranger, uno sul grande attore Clint Eastwood. Nel racconto a fumetti, Tex scopre, sulle Montagne Rocciose, all'interno di una misera baracca, dei residui di polvere d'oro accanto al cadavere di una giovane donna, Lory Culter. Le indagini partono dalla vicina Reddock, dove tutti sospettano di Danny il Matto, figlio segreto e abbandonato del giudice Atherton, tenuto nascosto in un luogo isolato a causa della sua malattia. Quale ruolo ha lo sceriffo nella torbida vicenda e chi è stato a pugnalare a morte la povera Lory?

 

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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  • 4 years later...

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Purtroppo anche stavolta devo parlare un po' male di una storia nizziana. Sia chiaro, in se è una buona storia gialla, il cui unico difetto è forse l'eccessivo e mielato buonismo del finale. Quello che non va, qui, è Tex. O meglio: non ci sono grosse piccionate, e in generale il Nostro si comporta come dovrebbe. Ma, a parte l'inizio deprimente, con un Tex che si fa cogliere di sorpresa come l'ultimo dei principianti (è lui stesso ad ammetterlo!), e all'alzata di mani di fronte allo sceriffo (Tex non era il più veloce di tutti a estrarre?) comunque parzialmente rimediata con lo sganassone, quello che proprio non va, quello che è assolutamente non texiano, è l'atteggiamento del ranger di fronte al damerino. Ecco la scena: Tex e il conducente della diligenza stanno per caricare il corpo di un uomo appena ucciso per riportarlo in città, quando un damerino con l'aria del prepotente spocchioso si mette di traverso: non gli importa niente del morto, lui con una simile compagnia proprio non ci viaggia! E allora Tex che fa? Mette al posto suo l'egoista arrogante con uno sganassone? No: abbassa lo sguardo (non so dire se questo particolare è voluto da Nizzi o da Repetto) e gli da ragione per poi caricare il corpo sul tetto!Insomma, è un Tex arrendevole di fronte alla prepotenza e alla più assoluta mancanza di altruismo: il conducente è perfino più reattivo di lui! Ecco, questa è la scena che proprio non va, quella che, pur non facendo venir meno un 6 politico alla storia nel suo insieme, mi fa dare un 5 alla texianità della stessa. Repetto fa un buon lavoro, come sempre: qui siamo al suo esordio e a volte si vede; in seguito saprà fare ben di meglio!

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  • Collaboratori

... quello che è assolutamente non texiano, è l'atteggiamento del ranger di fronte al damerino.
Ecco la scena: Tex e il conducente della diligenza stanno per caricare il corpo di un uomo appena ucciso per riportarlo in città, quando un damerino con l'aria del prepotente spocchioso si mette di traverso: non gli importa niente del morto, lui con una simile compagnia proprio non ci viaggia!
E allora Tex che fa? Mette al posto suo l'egoista arrogante con uno sganassone? No: abbassa lo sguardo (non so dire se questo particolare è voluto da Nizzi o da Repetto) e gli da ragione per poi caricare il corpo sul tetto!

 

 

L'ho riletta anch'io qualche giorno fa e a me quella scena non ha dato particolarmente fastidio.


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Nella vignetta sopra si legge chiaramente la giustificazione dell'arrendevolezza di Tex: il tacchino ha ragione, almeno in parte.

Se poi tieni conto che nove volte su dieci Tex sulle diligenze viaggia in cassetta, ci saremmo trovati nella paradossale situazione di un morto comodamente seduto all'interno a rallegrare la compagnia dei presenti impegnati a tenerlo fermo a ogni scossone della vettura e Willer, invece, a fumarsi una sigaretta all'aria aperta chiacchierando allegramente con il cocchiere!

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Ma no Paco, perchè sei così negativo nei confronti di questo racconto è Gli episodi da Te citati sono a mio modo di vedere trascurabili, anche perchè Tex avrà modo di riscattarsi in seguito alla grande. Per essere un Almanacco la storia si dipana bene, l'intreccio è articolato, niente è come sembra e poi c'è un'indagine di Polizia condotta magistralmente ed il colpo di scena finale con il vice colpevole risulta molto efficace. Notevoli i disegni di Repetto.

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Non so, forse avete ragione. Il fatto è che mi sarei aspettato, di fronte all'atteggiamento del damerino, secondo me non proprio rispettoso di un morto, un atteggiamento diverso: un bel cazzottone alla Tex Willer, insomma. Questa scena della diligenza, mentre la leggevo, mi ricordava un pò la scena de "I diavoli rossi". Certamente le due situazioni sono diverse e quindi poco paragonabili, ma avrei voluto un Tex più simile a quello della più vecchia storia.

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  • 1 year later...

Ho riletto la storia oggi nella Collezione a colori: è un buon giallo, c'è tanta azione, c'è un Tex molto buono e reso ottimamente da un Repetto molto molto efficace. La scena del damerino sulle prime ha colpito anche me, ma a ben vedere Tex è stato fin troppo ragionevole, anche per quello che ha detto Ymalpas nel suo commento a questa storia. I personaggi dello sceriffo corrotto e assassino e del giudice dilaniato dal proprio dramma familiare sono anch'essi ben riusciti. Storia da 7,5, secondo me.

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Storia piacevole, coinvolgente, niente di trascendentale sia chiaro, ma Nizzi si dimostra ancora una volta maestro nel creare atmosfere giallo/noir. La gestione del nostro ranger in solitario risulta riuscita. Buoni i disegni di Repetto, il disegnatore argentino è stato, a mio giudizio, abbastanza sottovalutato nelle sue prove su Tex.

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  • 5 years later...

Letta oggi. Storia molto scarsa e piena delle pecche nizziane del periodo (nuvolette con i pensieri dei personaggi in cui spiegano a sè stessi quello che stanno facendo, spiegoni inutili, dialoghi in cui viene raccontato nei minimi particolari quello che abbiamo appena letto). Non posso nemmeno dire che sia un giallo ben riuscito in quanto l'identità del colpevole si scopre quasi subito grazie a un altro luogo comune carissimo a Nizzi, quello dell'origliatore.

Prova di Repetto molto buona, ma come anche altri hanno fatto notare nelle storie successive sarà ancora più bravo.

  • +1 1
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  • 1 year later...

Storia più che sufficiente ma niente di speciale.

E' un noir discreto, cosa in cui Nizzi se la cavava sempre bene, ma con troppi spiegoni (autospiegoni vorrei dire...cioè vignette stracariche di pensieri e ragionamenti di Tex...pure troppi), una botta in testa iniziale che si poteva ben evitare e la scena del damerino, che tutto sommato ci sta o non è particolarmente grave, ma certo ci mostra un Tex un pò troppo arrendevole. Uno sganassone ci stava bene.

Repetto molto bene.

Nizzi 6+

Repetto 7+

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  • 3 months later...

Non tutte le opere invecchiano bene; eccetto i capolavori che rimangono evergreen anche a distanza di decenni, le altre storie rilette nel tempo perdono parecchio mordente rispetto la prima lettura.

Questo Almanacco è la prova della mia tesi, visto che da ragazzino la storia mi piacque molto, adesso rileggendola, perde parecchi punti.

 

Nell'incipit Nizzi copia se stesso, rendendo la scena simile al suo Almanacco di esordio.

Il Tex in solitaria che si aggira nella tempesta in cerca di riparo, ricorda molto il suo incontro con Zeke Colter, tuttavia stavolta andrà incontro a una macabra scoperta, ovvero il corpo di una giovane donna accoltellata in soffitta, individuata con la scena ad alto effetto del sangue gocciolante nel bicchiere di whisky.

Ammetto che da ragazzino la sequenza mi colpii molto e ancora adesso ritengo che ottenga un bella tensione narrativa, purtroppo subito dopo l'autore incappa nella prima leggerezza.

 

Il Tex che giunto in soffitta si fa tramortire alle spalle senza minimamente sentire l'avvicinarsi dell'avversario è dura da digerire, ancor più se si pensa che la logica avrebbe voluto che il killer lo uccidesse e  avrebbe potuto farlo con l'identica semplicità che un bimbo usa per schiacciare una formica. :unsure:

 

Il giallo che segue, intrattiene ma non convince. Oltre al fatto che fin da subito si intuisce che lo sceriffo e il vice puzzano di losco, ci vuole la confessione del becchino Archie per mettere Tex sulla giusta pista (anzi senza lo sfortunato uomo, il nostro avrebbe pure mollato le indagini ma non infieriamo sulle leggerezze nizziane del periodo)

Archie viene ucciso da delle fucilate alle spalle durante la sua confessione (scena abusata nella saga) e anche qui non si capisce come mai lo sceriffo non provi a tappare la bocca a Tex prima di tutto.

 

Troppo tardi il villain capisce che il ranger va eliminato ma gli uomini assoldati fanno il solletico al nostro, che avrà modo di far cadere in trappola lo sceriffo e rivalutare la figura del povero figlio deforme del giudice, ingiustamente accusato delle uccisioni delle ragazze. Sull'Almanacco Nizzi può nuovamente inserire un argomento "scabroso" come la depravazione del vice che violenta e uccide le fanciulle, coperto dallo sceriffo che ne approfitta ricattando il giudice e permettendosi tutte le sue losche azioni.

Meno convincente la "scorciatoia" del ritrovamento dell'orologio sul corpo dell'ultima vittima che inchioda il killer, strataggemma di un giallo di serie C  praticamente :D

 

Finale del "vissero tutti felici e contenti" e storiellina portata a casa, ma è evidente quanto sia differente la caratura degli episodi del target offerti da Nizzi e Borden in quel periodo; fu palese il sorpasso qualitativo e la forbice destinata ancora ad aprirsi.

 

Repetto prima di approdare sulla regolare fece una "gavetta" enorme fra Maxi, Almanacchi e collaterali.

Di recente si discuteva di quanto all'epoca fosse difficile per un artista convincere Sergio a metterlo sulla serie ammiraglia e anche per questo la storia in oggetto ne è la prova.

Non ho mai del tutto capito come mai Repetto non godesse di stima tale da renderlo idoneo alla regolare. L'artista argentino col suo tratto classico e pulito, non sfigura affatto nella prova in questione, mostrando una buona caratterizzazione di Tex e un bel campionario di retini che arricchiscono vignette e sfondi.

Stile classico e molto "ticciano" a tratti, con tavole ben bilanciate e dalla buona validità narrativa.

Al giorno d'oggi un disegnatore con queste caratteristiche non avrebbe avuto bisogno di sudare molto per finire fisso sulla regolare, ma è evidente che in venticinque anni acqua sotto i ponti nè trascorsa molta in via Buonarroti e le cose sono radicalmente cambiate. Il mio voto finale è 6

  • +1 2
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