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[Maxi Tex N.29] Mississippi Ring


MacParland
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Mississippi Ring - Maxi Tex 29

 

MAXI TEX

N° : 29

Periodicità: semestrale

 

Soggetto: Manfredi Gianfranco

Sceneggiatura: Manfredi Gianfranco

Disegni: Rotundo Massimo

Copertina: Villa Claudio

Un misterioso assassino cerca di uccidere i testimoni che possono metter fine all'esistenza di un'associazione criminale nota come "Mississippi Ring". Lungo il corso del Grande Fiume, tra mille sparatorie, agguati e peripezie, Tex e Carson dovranno ristabilire la giustizia a suon di piombo.

 

© Sergio Bonelli Editore 

 

Edited by Sam Stone
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Cover ricca di atmosfera! Spero che Manfredi si "riprenda" dopo il deludente del color estivo

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, MacParland dice:

Mississippi Ring - Maxi Tex 29

 

MAXI TEX

N° : 29

Periodicità: semestrale

 

Soggetto: Manfredi Gianfranco

Sceneggiatura: Manfredi Gianfranco

Disegni: Rotundo Massimo

Copertina: Villa Claudio

I traffici illegali della banda nota come “Mississippi Ring” infestano il corso del grande fiume… Assassinii, rapimenti, estorsioni e corruzione… Con l’aiuto di un insospettabile alleato chiamato Capitan Destiny, Tex e Carson sono pronti a ristabilire la giustizia a suon di piombo rovente!

 

© Sergio Bonelli Editore 

 

 

 

La trama era errata, sono intervenuto ed è stata corretta.

 

 

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«Un misterioso assassino cerca di uccidere i testimoni che possono metter fine all'esistenza di un'associazione criminale nota come "Mississippi Ring". Lungo il corso del Grande Fiume, tra mille sparatorie, agguati e peripezie, Tex e Carson dovranno ristabilire la giustizia a suon di piombo».
Ecco la versione riveduta e corretta.

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Ok, Grazie. Aspetto l'intervento dei Moderatori. Da segnalare la citazione di Manfredi/Rotundo a "C'era Una Volta il West". Il Personaggio che appare nella prima tavola postata è palesemente Charles Bronson con tanto di Harmonica! Che sia lui il misterioso assassinio? 

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7 hours ago, MacParland said:

Ok, Grazie. Aspetto l'intervento dei Moderatori. Da segnalare la citazione di Manfredi/Rotundo a "C'era Una Volta il West". Il Personaggio che appare nella prima tavola postata è palesemente Charles Bronson con tanto di Harmonica! Che sia lui il misterioso assassinio? 

Una citazione così palese messa così in evidenza mi fa subito passare qualunque interesse per l'albo. E pensare che, se l'hanno usata come prima tavola promozionale, alla Bonelli saranno convinti che attirerà lettori...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Una citazione così palese messa così in evidenza mi fa subito passare qualunque interesse per l'albo. E pensare che, se l'hanno usata come prima tavola promozionale, alla Bonelli saranno convinti che attirerà lettori...

A me attira.E siccome non sono un lettore di serie B,ci hanno azzeccato.

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2 hours ago, Grande Tex said:

A me attira.E siccome non sono un lettore di serie B,ci hanno azzeccato.

Sì, però il fatto che senti il bisogno di dire ogni volta che non sei un forumista di serie B fa pensare che ritieni ESISTA una serie B e tu ti ritenga di serie A...

 

La serie B non esiste, siamo tutti nello stesso "campionato" e sullo stesso campo. E veniamo valutati dagli altri in base a quello che facciamo.

  • +1 1
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Ma è mai possibile che Villa non si renda conto delle gambette da neonato di Tex?

Perchè continua a ostinarsi a disegnare figure intere quando esistono i piani americani, i medi, primi e primissimi piani che renderebbero ancor più stupende le sue ottime copertine?

  • Haha (0) 1
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A parte le proporzioni probabilmente poco indovinate della figura di Tex, l'impostazione generale della cover non mi sembra così male.

 

Sono curioso, piuttosto, di leggere la storia, al fine di poter constatare se Manfredi riesca finalmente a compiere il definitivo salto di qualità su Tex...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, juanraza85 dice:

Sono curioso, piuttosto, di leggere la storia, al fine di poter constatare se Manfredi riesca finalmente a compiere il definitivo salto di qualità su Tex...

Dopo l'ultimo color ho seri dubbi che Tex sia nelle corde di Manfredi.. 

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  • Sceriffi
Il 15/9/2021 at 10:53, Letizia dice:

Ma è mai possibile che Villa non si renda conto delle gambette da neonato di Tex?

Perchè continua a ostinarsi a disegnare figure intere quando esistono i piani americani, i medi, primi e primissimi piani che renderebbero ancor più stupende le sue ottime copertine?

 

In effetti in questa copertina le gambe di Tex sono veramente poco riuscite. Di solito Villa disegna le gambe corte, ma rimaniamo nel campo del plausibile; qui è troppo.

 

1 ora fa, juanraza85 dice:

Sono curioso, piuttosto, di leggere la storia, al fine di poter constatare se Manfredi riesca finalmente a compiere il definitivo salto di qualità su Tex...

 

Il salto di qualità, per quanto mi riguarda, già è stato fatto: "La pista degli agguati", di gran lunga la sua miglior storia su Tex. Peccato che sia anche la prima. :D

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, juanraza85 dice:

A parte le proporzioni probabilmente poco indovinate della figura di Tex, l'impostazione generale della cover non mi sembra così male.

Concordo, abbastanza sproporzionata la figura di Tex, mentre tutto il resto è realizzato veramente bene.

 

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Credo che l'eventuale imprecisione sia presente nella gamba sinistra, che al netto della prospettiva, sembra un pelino più corta. Per ciò che riguarda la destra, (tenendo fede a un'equazione letta su un manuale che le gambe in genere debbano essere quattro volte circa la misura della testa) a me pare tutto sommato proporzionata. Suppongo che spesso inganni la vista pure la posizione del cinturone. Personalmente mi convince poco il braccio sinistro forse troppo lunghetto ma da profano potrei sbagliarmi, tutto sommato comunque, nel complesso la copertina è molto bella e d'impatto e questo conta. In merito a sproporzioni ho visto di peggio onestamente, ma nella narrativa a fumetti, oltre la tecnica fine a se stessa, sono fondamentali pure le sensazioni che il disegno riesce a trasmettere e "l'anima" che l'artista riesce a donare alle sue creazioni e Villa, a mio avviso, è un maestro in tutto questo. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, virgin dice:
4 ore fa, juanraza85 dice:

Sono curioso, piuttosto, di leggere la storia, al fine di poter constatare se Manfredi riesca finalmente a compiere il definitivo salto di qualità su Tex...

 

Il salto di qualità, per quanto mi riguarda, già è stato fatto: "La pista degli agguati", di gran lunga la sua miglior storia su Tex. Peccato che sia anche la prima. :D

 

Secondo te, dunque, Manfredi su Tex è partito più che bene per poi perdere progressivamente sprint e regredire :lol:. Sia come sia, in effetti La pista degli agguati fu tutto sommato una bella storia (nonché, forse, uno dei Maxi meglio riusciti), benché a mio avviso la migliore prestazione texiana di Manfredi sinora è stata Sei divise nella polvere. Ma, sempre secondo il mio punto di vista, sino a questo momento Manfredi non è ancora riuscito ad adattare pienamente il proprio stile a Tex. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Credo che l'eventuale imprecisione sia presente nella gamba sinistra, che al netto della prospettiva, sembra un pelino più corta. Per ciò che riguarda la destra, (tenendo fede a un'equazione letta su un manuale che le gambe in genere debbano essere quattro volte circa la misura della testa) a me pare tutto sommato proporzionata. Suppongo che spesso inganni la vista pure la posizione del cinturone. Personalmente mi convince poco il braccio sinistro forse troppo lunghetto ma da profano potrei sbagliarmi, tutto sommato comunque, nel complesso la copertina è molto bella e d'impatto e questo conta. In merito a sproporzioni ho visto di peggio onestamente, ma nella narrativa a fumetti, oltre la tecnica fine a se stessa, sono fondamentali pure le sensazioni che il disegno riesce a trasmettere e "l'anima" che l'artista riesce a donare alle sue creazioni e Villa, a mio avviso, è un maestro in tutto questo. 

Se è la gamba sinistra a "darti l'impressione" di una errata proporzionalità, ti invito a coprirla con un foglio di carta e osservare le proporzioni del corpo con la sola gamba destra. Se ti pieghi, riesci a portare le ginocchia all'altezza delle spalle. Se potessi piegare il Tex di Villa, le sue ginocchia non arriverebbero mai a superare i taschini della camicia. Tutte le parti del corpo umano sono in rapporto aureo tra loro. Tex non arriva neanche al rapporto di latta.

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Letizia dice:

Se è la gamba sinistra a "darti l'impressione" di una errata proporzionalità, ti invito a coprirla con un foglio di carta e osservare le proporzioni del corpo con la sola gamba destra. Se ti pieghi, riesci a portare le ginocchia all'altezza delle spalle. Se potessi piegare il Tex di Villa, le sue ginocchia non arriverebbero mai a superare i taschini della camicia. Tutte le parti del corpo umano sono in rapporto aureo tra loro. Tex non arriva neanche al rapporto di latta.

Forse è il corpo centrale che è troppo lungo. O magari porta i pantaloni  con il cavallo  basso.🤔🙋‍♂️

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In fondo credo che tu abbia ragione @Letizia , anche se a me, a primo impatto, stride più la posizione del braccio sinistro. Tuttavia ripeto che, al netto di qualche lieve imprecisione anatomica (fisiologica visto la mole di copertine a cui è sottoposto) Villa rimane uno dei più grandi fumettisti del panorama internazionale. 

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  • Sceriffi
Il 19/9/2021 at 13:15, juanraza85 dice:

 

Secondo te, dunque, Manfredi su Tex è partito più che bene per poi perdere progressivamente sprint e regredire :lol:. Sia come sia, in effetti La pista degli agguati fu tutto sommato una bella storia (nonché, forse, uno dei Maxi meglio riusciti), benché a mio avviso la migliore prestazione texiana di Manfredi sinora è stata Sei divise nella polvere. Ma, sempre secondo il mio punto di vista, sino a questo momento Manfredi non è ancora riuscito ad adattare pienamente il proprio stile a Tex. 

 

Esatto. Poi non bisogna dimenticare che "La pista degli agguati" fu scritta molti anni prima delle successive. Anche secondo me "Sei divise nella polvere" è una bella storia, quasi al livello de "La pista degli agguati". Preciso però che dal 2016 compreso in poi non ho più letto niente: qui sul forum le storie di Manfredi in genere non hanno riscosso molto gradimento, ma non escludo che, se le avessi lette, avrebbero potuto piacermi.

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  • 4 weeks later...

Finito ora di leggerlo. Un bel malloppone, con tutte le accezioni positive e negative che si addicono ad opere di ampio respiro e spessore (non solo figurato).

Sceneggiatura che, se non avessi letto i crediti, avrei detto boselliana, cosa che, per me, è un complimento a Manfredi.

I personaggi sono ben caratterizzati, alcuni persino troppo, tanto da assumere tratti quasi caricaturali: su tutti, i due testimoni superstiti e il sicario con l'armonica.

Curati i disegni, con un Carson reinterpretato alla maniera di Zeb Macahan.

Bruttina la copertina: la figura di Tex è sproporzionata e il personaggio antagonista sullo sfondo è anonimo (seppur volutamente, a mio parere, per non svelare troppo della trama).

Voto: sceneggiatura 7, disegni 6,5, copertina 5,5.

 

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Come continuo a pensare una volta c'era l'abitudine di sistemare (anche) i disegni di Villa.

Ora sembra che non si possa più.

E a volte è un vero peccato, perché se non se ne accorge lui, se ne accorgono gli altri.

  • +1 1
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<span style="color:red">12 ore fa</span>, borden dice:

Molto manfrediana, invece. Di boselliano non ha nulla.:P

"Boselliano": dicesi di trama ad intreccio, con sviluppi paralleli infine convergenti, in cui l'azione é caratterizzata da una moltitudine di personaggi ben definiti e riconoscibili, tra cui l'immancabile presenza femminile di carattere e il ragazzino-eroe, nonché da dialoghi articolati ma diretti, con riferimenti storici e geografici puntuali che rafforzano l'ossatura inventata della vicenda narrata; altrimenti detta: trama poliedrica, solida, senza fronzoli e contraddizioni, REALISTICA.

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A parte che il ragazzino eroe non è un elemento così frequente e l'ho usato in cinque  o sei storie su circa 150, in questa storia di Manfredi i fili convergenti non ci sono affatto. E' un viaggio lineare diviso in tre capitoli relativi ai diversi testimoni. In ogni capitolo appaiono nuovi personaggi e quelli precedenti (vedi il sicario delle prime cento pagine) vengono quasi accantonati (cosa che io non farei mai), L'approfondimento nei FBack (vedi quelli sulla Guerra di Secessione) è fine a se stesso e non ha particolare influenza sulla vicenda. Il comportamento dei personaggi è manfredianamente e postmodernamente imprevedibile e bizzarro (mentre nei miei è psicologicamente determinato) e i dettagli manfrediani sono coloriti e barocchi, stile che personalmente io rifuggo, ricercando la classicità  johnfordiana. Anche i motivo del contendere è complesso e poco limpido,con dettagli politico-socioali postmodernisti, mentre nelle mie storie è assolutamente limpido e classico. Sono due modi di affrontare l'avventura che più divergenti non si può. Ma, si spera che divertano entrambi. 

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