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TWF - Tex Willer Forum

[Strisce Anastatiche di Tex]


Diablero

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Parlo per sentito dire quindi il mio pensiero vale quello che vale. Al tempo della Collezione Storica si disse che non tutto quello che veniva scritto era in realtà opera di Sergio Bonelli (si tratta veramente di un sacco di testo). Quindi deduco che c'erano altre persone in grado di recuperare memoria storica, aneddoti e curiosità interessanti da leggere.

Nell'anastatica a strisce la cosa presto si è ridimensionata a favore di articoli che veramente hanno a che fare con i fumetti di cui sono compendio. Come se o nessuno conserva più memoria di quei tempi, o che si è valutato che al pubblico pagante la cosa non importi.
Stessa cosa per quel catalogo sulla mostra anniversario su Tex, in cui gran parte delle pagine è dedicata agli avvenimenti che cambiavano il paese durante i decenni (a volte erano meri anniversari delle altre pubblicazioni Bonelli...)

 

Per i redazionali della serie storica a colori sono stati saccheggiati quelli degli albi serie regolare di Tex, riprese delle interviste, approfondite le ricerche storiche e certamente coinvolto Sergio Bonelli, sebbene i suoi ricordi siano stati di certo integrati in base alle necessità.

 

Talvolta un pò sopra le righe l'analisi testuale delle varie storie, ma in definitiva un grande lavoro che ha reso l'iniziativa di rilevante spessore, al di là della questione "colore sì o colore no".

 

E da allora di quella serie è stato riciclato tutto il possibile... e anche di più, compresi i redazionali riutilizzati a piè sospinto, anche per i volumi di saggistica da libreria.

 

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Posted (edited)
10 hours ago, Dix Leroy said:

Continuo a ritenere Gianni Bono un pilastro della cultura fumettistica, ma qui di certo non fa quasi niente per dimostrarlo.

 

Sì. Non so se abbia "direttive redazionali" per usare la sua rubrica per parlare di tutte le altre serie che non siano Tex o se sia una scelta sua, ma rubriche di quel tipo poteva scriverle chiunque tanto sono superficiali.

 

Capisco che si tenga le scoperte o le notizie più specialistiche per i suoi libri, ma ci voleva poco a fare articoli semplicemente con le cose "che sanno tutti" nella comunità dei collezionisti ma che magari sono ignote al grande pubblico, o parlare semplicemente delle modifiche negli albi modificati per la ristampa (e ce ne sono anche negli albi dopo il 40...). Se un lettore si compra una ANASTATICA io darei per scontato che è un lettore curioso su aspetti come questi, mentre gli articoli sembrano rivolti a un lettore di Sorrisi e Canzoni a cui vada spiegato che la Bonelli non pubblica solo Tex...

 

 

Edited by Diablero
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  • 2 weeks later...

Comunque, per colpa di Diablero e Jeff Weber (che mi hanno fatto venire la voglia di (ri)collezionarle, ho ripreso ad acquistarle, trovando anche un

clamoroso lotto fino alla 23^serie spendendo il giusto. 

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  • 1 month later...

Segnalo che nelle strisce ristampate in questi giorni appare per la prima volta il marchietto "garanzia morale", con la presentazione all'interno.

 

(per l'esattezza, dalla striscia 10 della serie "Leopardo Nero", del 7 luglio 1962)

 

Questo è anche il periodo in cui iniziano le devastanti censure sulle ristampe (le prime censure si erano viste negli anni 50 nella ristampa Albo D'Oro, ma erano ancora poche ed estemporanee, invece le censure fatte sulla Tex Gigante furono molto più invasive)

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Luglio 1962, quindi eravamo al numero 24 della seconda serie gigante. Ero convinto che le censure ci fossero solo nei primissimi numeri.

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  • 2 weeks later...
Posted (edited)
On 5/25/2026 at 1:35 PM, frank_one said:

Luglio 1962, quindi eravamo al numero 24 della seconda serie gigante. Ero convinto che le censure ci fossero solo nei primissimi numeri.

È il contrario; solo i primissimi numeri esistono in due versioni (in realtà molte di più, ma le altre differenze sono per collezionisti): CENSURATA e NON CENSURATA.

 

I primissimi numeri nelle primissime versioni sono stati pubblicati a metà anni 50, NON CENSURATI, poi sono stati ristampati ancora uno-due volte sempre non censurati (dipende dai numeri), poi a un certo punto...  LI CENSURANO, e DA LÌ IN POI SONO SEMPRE CENSURATI.

 

Il 14 (pubblicato nel 1961) è l''ULTIMO DI CUI ESISTE UNA VERSIONE NON CENSURATA.

 

Dal numero 15 SONO TUTTI CENSURATI.

 

 

Edited by Diablero
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Per questo L'UNICA ristampa davvero rispettosa di Tex sarebbe stata NEL FORMATO ORIGINALE e CON LE STORIE ORIGINALI.

 

L'ha dovuta fare Piacentini (con i mezzi che aveva) decenni fa, e oggi la fa la Gazzetta (e Bono).

 

Alla Bonelli non è mai interessato. Continuano allegramente a stravolgere sempre di più quelle storie...

 

(come non è mai interessato ristampare i romanzi di GL Bonelli, tranne uno solo perchè era di Tex decenni dopo stravolto e censurato)

 

Tex è sempre stato troppo "avanti" per la Bonelli, che l'ha trattato sempre come se ne avesse "paura". Dopo averlo censurato l'hanno "addomesticato" nelle storie inedite, e non l'hanno MAI davvero copiato. Sergio Bonelli implorava il padre di fare storie "per bambini" (e il padre non gli dava ascolto, vedere anche il tentativo naufragato dei "tre Bill" che "non sparavano"...  per poche pagine!). Anche Nolitta ci provava con il ragazzo nel far west e poi Zagor (lasciamo stare che poi Zagor prese una piega diversa)

 

Soprattutto, lo "status" di GL Bonelli come autore in italia è sempre stato "sabotato" dalla Bonelli, temo, che invece di valorizzarlo l'ha censurato, stravolto e mai davvero "celebrato".

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Ci riprovo: l'anomalia dell'uscita n.221 (con due copie della striscia 26 senza la 24) è capitata solo a me?

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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, Marcello R. dice:

Ci riprovo: l'anomalia dell'uscita n.221 (con due copie della striscia 26 senza la 24) è capitata solo a me?

Le mie ci sono tutte e tre regolarmente... comunque, puoi fartele cambiare dall'edicolante

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, Diablero dice:

Soprattutto, lo "status" di GL Bonelli come autore in italia è sempre stato "sabotato" dalla Bonelli, temo, che invece di valorizzarlo l'ha censurato, stravolto e mai davvero "celebrato".

 

Più che "dalla" Bonelli si potrebbe dire "da" Bonelli (Sergio) che sempre, ma in particolare in quegli anni, ha dettato le linee guida della casa editrice e che ha sempre pensato alle storie come a un qualcosa che poteva essere plasmato, modificato, rifatto nel corso degli anni a seconda del gusto del pubblico o di quello che pensava lo fosse.

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8 hours ago, Enrico said:

Le mie ci sono tutte e tre regolarmente... comunque, puoi fartele cambiare dall'edicolante

Anche le mie. Tutto regolare.

 

Capitano ogni tanto copie fallate, a me ne sono capitate in passato diverse (una era stampata sbiadita, una era stata rifilata storta, una volte c'era una copia ripetuta ma non era il 221, etc) e ogni volta ovviamente l'edicola me l'ha cambiata senza problemi. Normalissima amministrazione (i primi tempi te la cambiavano subito, adesso che arrivano solo le copie per abbonati e a volte manco quelle te la devono ordinare apposta ma in una settimana arriva)

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  • 2 months later...

Leggendo le uscite delle ultime 2 settimane con la Collana Apache ho notato una curiosità.

 

Aprite le strisce 5 e 6 della Colllana Apache (anche la 7 ma in quella si nota meno) uscite nel marzo 1963 e leggete i balloon. Noterete la FASTIDIOSISSIMA abitudine di mettere in grassetto parole a caso per evidenziale!

 

È una cosa che fanno in certi fumetti, ma piuttosto "delicata" perché va fatta bene e con criterio (Jack Kirby per esempio nelle storie del Quarto Mondo pareva peggio di quello che era come dialoghista perchè ne faceva abuso e con le parole sbagliate, mentre invece Stan Lee li usava spesso ma con più criterio )

 

E su Tex...  non si era mai vista! 

 

Fate il confronto con la striscia 4, e poi passate alla 5 "Tex Chiude il conto" (se non avete le anastatiche ma avete un Tex Gigante 57 abbastanza vecchio probabilmente troverete lo stesso lettering, ho verificato in una TuttoTex e c'era ancora, e vedete la differenza da pagina 32 )

 

Salta all'occhio non solo perchè è "strano" su Tex, ma perché è fatto così male da risultare davvero fastidioso!

 

La mano che fa il lettering pare la stessa degli albi precedenti, quindi non dovrebbe essere un cambio di letterista il problema...

 

Con la striscia 7 la cosa si nota meno e viene fatta meno volte. Notare che all'epoca si stampavano 3 strisce per volta, quindi la 5, 6 e 7 sono state stampate insieme. E dalla 8 (per fortuna) niente più grassetti alla boia di un giuda.

 

Cosa è successo?

 

Mia ipotesi, non suffragata da alcuna prova, ma dal semplice ragionamento e dal fatto che già nel 7 la cosa diventa molto più rara, prima che GL Bonelli potesse vedere il risultato e prima che la casa editrice ppotesse vedere l'opera del letterista: questa cosa per me non è stata fatta dal letterista e non era nella sceneggiatura.

 

Qualcuno, in redazione, ha pensato fosse una buona idea "rimarcare" alcune parole GIÀ LETTERATE. La calligrafia delle parole in grassetto è simile (usavano probabilmente tutti una mascherina con le lettere) ma non identica, per me è di un altra mano.

 

A tavole già letterate, qualcuno "che poteva" in redazione ha corretto (o fatto correggere) quelle parole mettendo i grassetti, pensando migliorassero i testi (o forse c'erano problemi al lettering originale, spiegherebbe la scelta poco sensata delle parole). Già alla terza striscia s'erano stufati, o non avevano più tempo prima della stampa, o avevano già realizzato che non funzionava.

 

poi non ci hanno più provato, ma sono rimaste questa manciata di strisce "strane"...

 

 

 

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

Leggendo le uscite delle ultime 2 settimane con la Collana Apache ho notato una curiosità.

 

Aprite le strisce 5 e 6 della Colllana Apache (anche la 7 ma in quella si nota meno) uscite nel marzo 1963 e leggete i balloon. Noterete la FASTIDIOSISSIMA abitudine di mettere in grassetto parole a caso per evidenziale!

 

È una cosa che fanno in certi fumetti, ma piuttosto "delicata" perché va fatta bene e con criterio (Jack Kirby per esempio nelle storie del Quarto Mondo pareva peggio di quello che era come dialoghista perchè ne faceva abuso e con le parole sbagliate, mentre invece Stan Lee li usava spesso ma con più criterio )

 

E su Tex...  non si era mai vista! 

 

Fate il confronto con la striscia 4, e poi passate alla 5 "Tex Chiude il conto" (se non avete le anastatiche ma avete un Tex Gigante 57 abbastanza vecchio probabilmente troverete lo stesso lettering, ho verificato in una TuttoTex e c'era ancora, e vedete la differenza da pagina 32 )

 

Salta all'occhio non solo perchè è "strano" su Tex, ma perché è fatto così male da risultare davvero fastidioso!

 

La mano che fa il lettering pare la stessa degli albi precedenti, quindi non dovrebbe essere un cambio di letterista il problema...

 

Con la striscia 7 la cosa si nota meno e viene fatta meno volte. Notare che all'epoca si stampavano 3 strisce per volta, quindi la 5, 6 e 7 sono state stampate insieme. E dalla 8 (per fortuna) niente più grassetti alla boia di un giuda.

 

Cosa è successo?

 

Mia ipotesi, non suffragata da alcuna prova, ma dal semplice ragionamento e dal fatto che già nel 7 la cosa diventa molto più rara, prima che GL Bonelli potesse vedere il risultato e prima che la casa editrice ppotesse vedere l'opera del letterista: questa cosa per me non è stata fatta dal letterista e non era nella sceneggiatura.

 

Qualcuno, in redazione, ha pensato fosse una buona idea "rimarcare" alcune parole GIÀ LETTERATE. La calligrafia delle parole in grassetto è simile (usavano probabilmente tutti una mascherina con le lettere) ma non identica, per me è di un altra mano.

 

A tavole già letterate, qualcuno "che poteva" in redazione ha corretto (o fatto correggere) quelle parole mettendo i grassetti, pensando migliorassero i testi (o forse c'erano problemi al lettering originale, spiegherebbe la scelta poco sensata delle parole). Già alla terza striscia s'erano stufati, o non avevano più tempo prima della stampa, o avevano già realizzato che non funzionava.

 

poi non ci hanno più provato, ma sono rimaste questa manciata di strisce "strane"...

 

 

 

 

 

All'inizio avevo pensato si trattasse di parole rinforzate per correggere carenze di stampa, ma sono troppe. Credo che si volessero enfatizzare tutte, ma proprio tutte, le parole importanti di una frase o esclamazione. Non a posteriori, ma in partenza.

 

L'effetto grafico è molto fastidioso per cui si lasciò perdere. Fra l'altro la storia in appendice dei marines non ha subito il medesimo trattamento.

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Nota a margine: ho recuperato le strisce che mi mancavano (uscite 200, 201 e 202) acquistandole su Corriere Store, mentre invece su prima edicola risultavano (e risultano) esaurite.

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