Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[741 BIS] L’eredità del Bandito


Recommended Posts

59 minutes ago, Angelo1961 said:

Nessuno ci obbliga ad acquistare il bis.

Argomentazione MOLTO pericolosa per la sopravvivenza di Tex...

 

In realtà, si applica a TUTTI i fumetti. Nessuno ci obbliga. Viviamo benissimo anche senza, e in ogni caso ne abbiamo tanti in casa che se li rileggiamo anche solo una volta ciascuno andiamo avanti ancora per anni.

 

Il mercato del fumetto si basa su una auto-illusione:  che noi "dobbiamo" comprare il nuovo albo, di Tex o del fumetto di turno. Perché è Tex. Perché abbiamo la serie. Perché poi ne parliamo con gli amici. Senza questa auto-illusione QUANTI davvero comprerebbero un fumetto quando a casa hanno come minimo 400 canali che trasmettono in continuazione film e telefilm, senza contare lo streaming?

 

Se fossi il padrone della Bonelli, e vedessi un autore rifugiarsi nella solita frasettina "se non ti piace non comprarlo", lo licenzierei in tronco. Il suo lavoro è convincere i lettori a comprare, non certo convincerli a NON comprare (per quanto gli autori attuali in questo secondo campo sono bravissimi, non è quello per cui sono pagati)

 

 

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • Sceriffi

Hai senza dubbio ragione, @Diablero; ma nel discorso di @Angelo1961 quella frase è impeccabile: le compagnie telefoniche facevano pagare una bolletta ogni 28 giorni e alla fine dell'anno uno pagava una bolletta in più per ricevere il medesimo servizio (certo lo ricordi). Sarebbe come se la SBE in un anno pubblicasse 13 numeri di Tex, a prezzo invariato, con dieci pagine in meno ciascuno. E, appunto, a un solo Tex uno può rinunciare; a un solo mese di bolletta no.

Però sì, condivido perfettamente il tuo discorso.

Alla fine è il ragionamento che ho fatto io: in casa ho tutti i Tex pubblicati fino ad ottobre del 2015 tranne il cartonato di Serpieri e il Color di Recchioni. Rileggerò massimo tre-quattro storie all'anno. Perciò mi sono detto: chi me lo fa fare di acquistare cartonati alla francese, albi di Recchioni, di Faraci; e di un Manfredi e un Ruju che cominciano a fare qualche passo falso? Così ho smesso del tutto. Quando ho voglia di Tex, mi rileggo storie che in gran parte non ricordo più, o che comunque rileggo volentieri; se ho voglia di un Tex nuovo, mi compro qualche storia ad ambientazione western o messicana fuori continuity. Ma comunque, come dicevi tu qualche giorno fa, il passo dal "Perché non dovrei comprarlo?" al "Perché dovrei comprarlo?" è fatale.

 

Ciò detto, visti i commenti non comprerò questo albo. Piuttosto mi comprerò il Color, che per ambientazione e anticipazioni mi attrae molto di più. Spero di riuscire a beccarmi, prima o poi, una storia classica western di Boselli, che nel genere è senza dubbio il migliore.

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">47 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Disegni a fasi alterne, con qualche personaggio dalla  figura a volte deformata e la conferma al sospetto che Freghieri avrebbe potuto dare il meglio di sé in un'ipotetica serie chiamata Texa con protagonista una procace eroina del West e le sue discinte amiche.

E' quello che ho sempre pensato di Freghieri!

Le discinte pubblicazioni di Barbieri dei tempi che furono ne avrebbero fatto una star indiscussa.

<span style="color:red">48 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Tutte le radiocronache sportive raccontano una competizione, e le parole sono sempre più o meno le stesse, ma quando Sandro Ciotti ci infilava dentro un "Ventilazione inapprezzabile" o "Risultato a occhiali" il prodotto migliorava anche se poi magari sparava un "Siamo giunti al minuto che intercorre fra il 16° e il 18°".

L'arte della retorica, quella che ci strappava un sorriso ma che riconoscevamo come inimitabile.

Sandro Ciotti (insieme ad Ameri) idolo indiscusso di tutti i tempi.

Link to comment
Share on other sites

Mi metto tra quelli moderatamente soddisfatti da questa storia, supportata da disegni allo stesso modo discreti ma che non mi fanno gridare al miracolo. Fatte queste premesse, e senza voler passare troppo per rompiballe, vorrei chiedere quanti di voi in ques'albo hanno ritrovato una certa texianità, perchè è la cosa che più mi è mancata durante la lettura. Nonostante Tex agisca e parli in maniera bene o male "formalmente corretta" ho avuto la sensazione di stare leggendo una storia nella quale si sarebbe potuto sostituire il nostro con un cowboy/tutore della legge qualunque...anche l'atmosfera generale, boh...sono più sensazioni che cose concrete, però...ecco, visto che da quando seguo il forum ho notato che questa mancanza di texianià è una cosa spesso rimproverata alle storie moderne, segnalo che in questo caso ne ho proprio avvertito la mancanza.

 

Storia western passabile, ma quanto Texiana?

Link to comment
Share on other sites

1 ora fa, Il Biondo dice:

 

Storia western passabile, ma quanto Texiana?

Il problema ricorrente nella maggior parte delle storie degli ultimi anni é la mancanza di centralità di Tex. Alla ricerca di auspicata originalità, gli autori si focalizzano su spunti e personaggi nuovi, caratterizzazioni psicologiche piû o meno marcate, intrecci talora anche ricercati, e poi si vede come ci si puó far entrare Tex (e, impresa ancor piû ardua, i suoi pards da uno a tutti e tre, in scala di difficoltà crescente).

GLB vestiva i panni di Tex, si immedesimava in lui e poi gli costruiva la storia intorno. Oggi mi pare che si ragioni al contrario e per questo si ha sovente l'impressione che non sia una storia "di Tex" ma semplicemente "con Tex".

Edited by PapeSatan
  • Like (+1) 1
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">6 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

Dopo il giudizio sui disegni, ecco cosa penso di questo nuovo bis. Cosa dire? Apprezzo quasi sempre Ruju, anche perché si alterna bene allo stile profondamente più complesso e articolato di @borden dando così variabilità alla testata, senza mai prove sciocche. Anche qui fa un buon lavoro, sebbene concordi che la trama sia abbastanza prevedibile. È stato fatto il paragone di questa storia con quelle dell'Intrepido e sono d'accordo anche su questo. Ma aggiungo che in quelle storie si osava forse di più ... ci sarebbe stata maggiore tensione sessuale tra Tex e le due donne, per certi versi addirittura in competizione tra loro per questo eroe. E anche nel finale la madre sarebbe stata più dura di quanto non faccia Ruju. Per il resto  non vedo incongruenze nel ritrovamento del "tesoro", Tex utilizza bene il frasario di G.L. Bonelli, mentre non credete che Brody sia disegnato con le fattezze di Nizzi ? ;)

 

@virgin io la temuta parola l'ho pronunciata, anzi chiedevo se qualcuno avesse trovato una certa somiglianza fra il personaggio di Brody e ... l'Innominabile. :lol:

  • Haha (0) 1
Link to comment
Share on other sites

1 ora fa, PapeSatan dice:

Il problema ricorrente nella maggior parte delle storie degli ultimi anni é la mancanza di centralità di Tex. Alla ricerca di auspicata originalità, gli autori si focalizzano su spunti e personaggi nuovi, caratterizzazioni psicologiche piû o meno marcate, intrecci talora anche ricercati, e poi si vede come ci si puó far entrare Tex (e, impresa ancor piû ardua, i suoi pards da uno a tutti e tre, in scala di difficoltà crescente).

GLB vestiva i panni di Tex, si immedesimava in lui e poi gli costruiva la storia intorno. Oggi mi pare che si ragioni al contrario e per questo si ha sovente l'impressione che non sia una storia "di Tex" ma semplicemente "con Tex".

Come nei concerti della serie Pavarotti&Friends, in effetti. Sembrano storie ad invito: entrate nel mondo di Tex, avrete il vostro quarto d'ora di notorietà (per citare Andy Warhol e continuare con i paragoni con il mondo reale). Logico che prima si pensi alla storia in cui far entrare Tex e i pards e che ci sia comunque una ricerca per proporre qualcosa di nuovo e diverso, però l'impressione condivisa è appunto quello non di una marginalità di Tex ma di una sua copresenza. Non potrebbe esistere una storia con lui in scena 98 pagine su 100 (è una cifra usata a mo' di percentuale), ma anch'io avverto un calo della sua presenza a vantaggio di personaggi che a volte non durano che lo spazio di un'avventura, un albo o anche meno.

Edited by San Antonio Spurs
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

17 ore fa, Claude dice:

Praticamente Bonelli ha copiato le compagnie di cellulari che si erano messe a fatturare ogni 4 settimane invece che mensilmente, così gli saltava fuori una bolletta in più, a loro invece esce un numero in più all’anno 

 

 

Rifletti di più su quello che scrivi!  Quella dei cellulari è puro guadagno e una truffa ai danni del consumatore.

 

Il Tex Bis ha richiesto LAVORO e INVESTIMENTO da parte  di Autori , Redattori ed Editore tanto quanto ogni altro albo della Casa editrice! 

 

 

 

 

Edited by borden
Link to comment
Share on other sites

Da un po' di tempo mi chiedo "cos'è la texianità?" e, vi giuro, non ci ho ancora capito un'acca.
E allora mi dico: avete presente la serie Bella e Bronco di D'Antonio?
Dopo l'ultimo episodio, GLB chiama il nostro Gino e gli dice: devi continuare la serie però devi togliere Bella e devi far diventare Bronco ranger,  capo dei Navajo, agente indiano, ecc. ecc.
Ma, ribatte D'Antonio, non hai già uno così?
Che t'importa, bofonchia il Grande Vecchio, ne voglio un altro.
E così Gino chiama Freghieri e iniziano a scrivere le avventure di Bronco, Aquila del Tramonto.


Che differenza c'è tra la texianità e la bronchianità (da non confondersi con la bronchite)?
Cos'è che differenzia Tex da un qualsiasi altro eroe western difensore dei deboli e degli oppressi?
Che non mi si venga a parlare di bistecche alte tre dita sepolte da una montagna di patatine fritte perché potrei anche incavolarmi al limite dell'infarto.
Il fatto che Tex è ranger, capo indiano, agente ecc.?
Ma anche Bronco, il prode Aquila del Tramonto, lo è.
E allora?


Oh ragazzi, di Tex nel pieno della texianità ne possiamo fare mille.
Ed è difficilissimo sbagliare.
Solo Nizzi ci è riuscito (e pochissimi altri): basta far fare a Tex cose che un eroe si farebbe ammazzare pur di non farle: coprirsi di ridicolo, far correre agli indifesi rischi che dovrebbe affrontare personalmente, comportarsi con negligenza o imbecillità o amenità del genere.
Scrivere di Tex, il vero Tex, è difficile e pochi ci riescono?
Ma per favore!
Chi non sa scrivere Tex o non conosce Tex come dovrebbe, o non sa scrivere affatto.
La texianità, se permettete, non esiste.
Esiste la coerenza al personaggio.
Tutto qui.

 

 

Il prezzo.
Qui non vorrei fare l'avvocato del diavolo o la scialacquatrice di denaro altrui.
Chiedo quindi perdono in anticipo.
Un albo di Tex, che magari, dopo averlo letto, mi fa pensare "erano meglio 4 caffè", vale i soldi che ho speso?
Per me sì.


Intanto si tratta dell'equivalente di 4 caffè e non di una cena al ristorante con la moglie.
Ed è meno di un biglietto cinematografico.
Il ragionamento "mi è piaciuto e vale il prezzo, non mi è piaciuto e non vale il prezzo" non mi convince.
Leggere qualcosa è sempre un arricchimento (anche se è di Nizzi).
Certo, ci sono anche le c##### pazzesche, ma non andiamo agli estremi (che qui non ci sono).


La lettura ti provoca emozioni, ti stimola alla critica, mette in moto i neuroni cerebrali, ti allena il cervello e, se proprio non ti fa diventare più intelligente, non ti fa certo diventare più stupido.
Anche se qualcuno magari pensa che certe letture... ma, ripeto, non è il caso di Tex.
Se lasci un albo in edicola, cosa ci hai guadagnato e cosa ci hai perso?
Guadagno: denaro, non molto ma, denaro oggi e denaro domani...
Perdita: cultura, pensiero.


Se non leggi qualcosa, di questo qualcosa non puoi pensare o dire nulla, ti devi regolare (e fidarti) su quello che dicono gli altri.
Io ora leggo solo Tex, ma lo leggo tutto.
Ho letto il Pecos Bill di Martina e ho letto tutto quel che è uscito (fino all'ultimo numero del 1955, dopo non è uscito più niente, solo ristampe).
Ma l'unico fumetto che leggo ora (e che è ancora in edicola) è Tex, tutto Tex.
Spero di leggerlo ancora per molto tempo.

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">12 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

Quindi @Letizia leggi anche il Tex Willer ... immagino, scrivendo "tutto Tex" :)

Certo.

Link to comment
Share on other sites

6 ore fa, Diablero dice:

Il mercato del fumetto si basa su una auto-illusione:  che noi "dobbiamo" comprare il nuovo albo, di Tex o del fumetto di turno. Perché è Tex. Perché abbiamo la serie. Perché poi ne parliamo con gli amici. Senza questa auto-illusione QUANTI davvero comprerebbero un fumetto quando a casa hanno come minimo 400 canali che trasmettono in continuazione film e telefilm, senza contare lo streaming?

Non capita spesso a dire il vero, ma stavolta sono alquanto in disaccordo su ciò che affermi caro pard. 

Logicamente esprimo il mio soggettivo punto di vista, per altri può darsi valga ciò che accenni nel tuo commento, ma per me non è affatto così.

 

Se dopo trent'anni continuo a comprare regolarmente Tex, non lo faccio di certo per la collezione (non sono mai stato un completista), né tantomeno per parlarne con gli amici, visto che sin da ragazzo erano rari coloro che lo leggevano.

 

E' vero che da quando frequento il forum, ho sentito l'esigenza di acquistare alcune uscite che senza i commenti dei forumisti avrei lasciato, ma sul forum sono approdato dopo tre decenni di letture texiane, quindi non è nemmeno questo che continua a spingermi in edicola.

 

Ci saranno anche tante distrazioni oggi, partendo da internet, passando alle serie tv o le diavolerie elettroniche, tuttavia nessuna riesce a sostituire l'amore che ho per il fumetto e per il disegno in genere. 

Come difficilmente riuscirei a rinunciare al rito dell'attesa dell'uscita dell'albo o dell'acquisto in edicola.

 

Tu sostenevi che chi compra è meno esigente di chi lascia l'albo sugli scaffali, ma anche in questo non condivido: oggi sono molto più esigente di vent'anni fa (ci mancherebbe altro) e capita spesso di rimanere deluso di alcune storie, ma basta questo per abbandonare un amore tanto intenso quanto quello che nutro per il fumetto? Altri magari abbandonano, io non ci riesco e non voglio. Posso ridurre qualche acquisto, se ho necessità di budget, ma non mi voglio privare delle emozioni che la lettura delle nuvole parlanti mi dona. Oggi come ieri. 

 

Ho migliaia di fumetti, che regolarmente rileggo ma non vedo perchè dovrei smettere di acquistarne di nuovi.

La rilettura non è la stessa cosa! Per quanto bella possa essere la storia, si perde un po' di magia!

 

Ti porto un esempio pratico: se è in uscita un nuovo album della band che ami, preferisci evitarlo perchè tanto possiedi tutti gli altri dischi e puoi riascoltarti quelli?

Edited by Condor senza meta
  • +1 2
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Letizia dice:

Da un po' di tempo mi chiedo "cos'è la texianità?" e, vi giuro, non ci ho ancora capito un'acca.
E allora mi dico: avete presente la serie Bella e Bronco di D'Antonio?
Dopo l'ultimo episodio, GLB chiama il nostro Gino e gli dice: devi continuare la serie però devi togliere Bella e devi far diventare Bronco ranger,  capo dei Navajo, agente indiano, ecc. ecc.
Ma, ribatte D'Antonio, non hai già uno così?
Che t'importa, bofonchia il Grande Vecchio, ne voglio un altro.
E così Gino chiama Freghieri e iniziano a scrivere le avventure di Bronco, Aquila del Tramonto.


Che differenza c'è tra la texianità e la bronchianità (da non confondersi con la bronchite)?
Cos'è che differenzia Tex da un qualsiasi altro eroe western difensore dei deboli e degli oppressi?
Che non mi si venga a parlare di bistecche alte tre dita sepolte da una montagna di patatine fritte perché potrei anche incavolarmi al limite dell'infarto.
Il fatto che Tex è ranger, capo indiano, agente ecc.?
Ma anche Bronco, il prode Aquila del Tramonto, lo è.
E allora?


Oh ragazzi, di Tex nel pieno della texianità ne possiamo fare mille.
Ed è difficilissimo sbagliare.
Solo Nizzi ci è riuscito (e pochissimi altri): basta far fare a Tex cose che un eroe si farebbe ammazzare pur di non farle: coprirsi di ridicolo, far correre agli indifesi rischi che dovrebbe affrontare personalmente, comportarsi con negligenza o imbecillità o amenità del genere.
Scrivere di Tex, il vero Tex, è difficile e pochi ci riescono?
Ma per favore!
Chi non sa scrivere Tex o non conosce Tex come dovrebbe, o non sa scrivere affatto.
La texianità, se permettete, non esiste.
Esiste la coerenza al personaggio.
Tutto qui.

 

 

Il prezzo.
Qui non vorrei fare l'avvocato del diavolo o la scialacquatrice di denaro altrui.
Chiedo quindi perdono in anticipo.
Un albo di Tex, che magari, dopo averlo letto, mi fa pensare "erano meglio 4 caffè", vale i soldi che ho speso?
Per me sì.


Intanto si tratta dell'equivalente di 4 caffè e non di una cena al ristorante con la moglie.
Ed è meno di un biglietto cinematografico.
Il ragionamento "mi è piaciuto e vale il prezzo, non mi è piaciuto e non vale il prezzo" non mi convince.
Leggere qualcosa è sempre un arricchimento (anche se è di Nizzi).
Certo, ci sono anche le c##### pazzesche, ma non andiamo agli estremi (che qui non ci sono).


La lettura ti provoca emozioni, ti stimola alla critica, mette in moto i neuroni cerebrali, ti allena il cervello e, se proprio non ti fa diventare più intelligente, non ti fa certo diventare più stupido.
Anche se qualcuno magari pensa che certe letture... ma, ripeto, non è il caso di Tex.
Se lasci un albo in edicola, cosa ci hai guadagnato e cosa ci hai perso?
Guadagno: denaro, non molto ma, denaro oggi e denaro domani...
Perdita: cultura, pensiero.


Se non leggi qualcosa, di questo qualcosa non puoi pensare o dire nulla, ti devi regolare (e fidarti) su quello che dicono gli altri.
Io ora leggo solo Tex, ma lo leggo tutto.
Ho letto il Pecos Bill di Martina e ho letto tutto quel che è uscito (fino all'ultimo numero del 1955, dopo non è uscito più niente, solo ristampe).
Ma l'unico fumetto che leggo ora (e che è ancora in edicola) è Tex, tutto Tex.
Spero di leggerlo ancora per molto tempo.

 

 

Bel post!

 

 

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Letizia dice:

 


La lettura...., se proprio non ti fa diventare più intelligente, non ti fa certo diventare più stupido.

D'accordo su tutto, con una piccola eccezione su questo punto: la scorsa settimana in montagna diluviava, uscire non m'andava, ho letto l'unica cosa presente abbandonata da un precedente occupante la stanza. Un vecchio numero di "Grand Hotel".

Ho sentito il mio Q.I. precipitare in cantina...

:lol2: 

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">8 minuti fa</span>, piesse dice:

D'accordo su tutto, con una piccola eccezione su questo punto: la scorsa settimana in montagna diluviava, uscire non m'andava, ho letto l'unica cosa presente abbandonata da un precedente occupante la stanza. Un vecchio numero di "Grand Hotel".

Ho sentito il mio Q.I. precipitare in cantina...

:lol2: 

 

Le storie propriamente a fumetti (non i fotoromanzi) degli anni Quaranta e Cinquanta del Grand Hotel erano scritti con un'inventiva che oggi talvolta ci sogniamo. Per non parlare dei disegni, un incanto. Ovviamente avrebbe dovuto chiudere o trasformarsi radicalmente con l'avvento della TV. Immagino che quel numero trovato per caso fosse più recente per cui ... attenzione al calo del Q.I. :lol:

Link to comment
Share on other sites

Sono assolutamente in sintonia con @Condor senza meta.

Tra i 14 e i 21 anni ho collezionato, anche in contemporanea, Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystere, Il Comandante Mark, Alan Ford e Diabolik. Dopo i 21 anni, l'unico fumetto che ho continuato a collezionare è Tex, mentre mi sono disfatto degli altri, seppur saltuariamente legga ancora Zagor e Diabolik. Dylan Dog letto agli inizi ma mai piaciuto.

Perchè il solo Tex? Perchè, paradossalmente, è l'unico che non si è evoluto, nel senso che non è stato corrotto dal trascorrere degli anni, cioè mi fa ancora sentire il sapore del western classico, senza tempo.

Mister No e Il Comandante Mark si sono estinti, Martin Mystere è diventato troppo "metafisico" e poco "scientifico", con pochi veri misteri terreni ancora da indagare (invece mi attirava agli inizi con i grandi misteri "classici"), Alan Ford è precipitato in un baratro senza fondo dopo la dissoluzione del sodalizio Bunker-Magnus, Zagor e Diabolik sono diventati troppo fantasy il primo e troppo problematico e concettuale il secondo (nonchè troppo politically correct), perciò li compro solo quando si prospetta, dalle anteprime, un auspicato ritorno allo spirito delle origini.

Tex, invece, tra alti e bassi è sempre lui, con le sue pistole, il suo linguaggio, il suo ambiente, la sua epoca, con un curatore che fortunatamente ne garantisce l'integrità storica, avendo il coraggio e, prima ancora, l'onestà intellettuale e professionale di bocciare sceneggiature del mostro sacro (per alcuni) Nizzi quando tradiscono palesemente la natura del personaggio (come lo stesso @borden ebbe a riferire a proposito delle ultime "dimissioni" di Nizzi).

Perciò lunga vita a Tex, sperabilmente con meno uscite delle troppe odierne.

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

Condivisibili i pareri di @PapeSatan e @San Antonio Spurs,

Anche @Letizia che più che di texianità parla di coerenza del personaggio tutti i torti non ha, però come detto in questa vicenda Tex è comunque centrato...forse semplicemente non sono entrato in sintonia con la storia.

 

 

Link to comment
Share on other sites

5 hours ago, Letizia said:

Da un po' di tempo mi chiedo "cos'è la texianità?" e, vi giuro, non ci ho ancora capito un'acca.
E allora mi dico: avete presente la serie Bella e Bronco di D'Antonio?
Dopo l'ultimo episodio, GLB chiama il nostro Gino e gli dice: devi continuare la serie però devi togliere Bella e devi far diventare Bronco ranger,  capo dei Navajo, agente indiano, ecc. ecc.

A parte che sbagli Bonelli (GLB non era nemmeno in redazione e non avrebbe potuto comandare nulla a D'Antonio, non aveva un ruolo decisionale nella casa editrice ma era un collaboratore esterno pagato a pagina e a royalties), proprio questo esempio per me mostra che ti sbagli.

 

Anche senza Bella, anche se lo facevi capo dei navajos, anche se lo facevi diventare ranger, Bronco non sarebbe mai stato scambiato da qualcuno per Tex. Sarebbe stato comunque totalmente diverso come personaggio.

 

Il fatto di essere ranger, capo Navajo, agente indiano, sono "incrostazioni da continuity", come il fatto che è stato sposato.  Sono paletti sulle trame (non si può fare una storia in cui si dice che non si è mai sposato o una storia in cui combatte contro il capo dei navajos) o opportunità, ma Tex rimane Tex ANCHE SENZA QUESTE COSE.

 

Come faccio a dirlo? Perchè è stato largamente dimostrato: la prima volta che Tex agisce come agente indiano è nella collana "navajo", cioè dopo 50 ALBI GIGANTI, cioè dopo QUASI 700 ALBI  a striscia, cioè dopo quasi 15 ANNI!

 

Non era Tex prima?

 

Non sono le "incrostazioni da continuity", gli eventi che capitano man mano, a caratterizzare un personaggio, a meno che non lo stravolgano completamente rendendolo un personaggio nuovo. 

 

Un personaggio è caratterizzato soprattutto da come si muove, come agisce, come parla, e dal mondo che abita (importantissimo: il mondo non è mai separato dal personaggio: Cocco Bill non funzionerebbe nel mondo di Tex e viceversa, e anche se questo è un esempio esagerato, la stessa cosa avviene fra Bronco e Tex)

 

Se "tutti possono fare Tex", perchè NON CI RIESCE NESSUNO?

 

(Per me Boselli fa un Tex "riconoscibile", cioè un personaggio che anche se si muove, parla, agisce in modo un po' diverso, ancora riesco a riconoscere. Ma non è ovviamente lo stesso Tex, e non solo per una questione di stile. Nolitta per esempio non c'è mai riuscito, il "Tex" che aveva in testa, indipendentemente dallo stile, non somigliava nemmeno al personaggio

 

Se basta fare un personaggio western che è un agente indiano capo dei Navajos, perchè quello di Nolitta non ci appare identico al Tex di GL Bonelli? Dopotutto, è un agente indiano ed è il capo dei Navajos. Se fosse così semplice non dovremmo essere in grado di capire la differenza fra il suo Tex e quello di GL Bonelli...

 

6 hours ago, Letizia said:

Cos'è che differenzia Tex da un qualsiasi altro eroe western difensore dei deboli e degli oppressi?
Che non mi si venga a parlare di bistecche alte tre dita sepolte da una montagna di patatine fritte perché potrei anche incavolarmi al limite dell'infarto.

 

Idem. Nizzi NON AVEVA CAPITO NULLA di Tex, per questo pensava che i suoi lettori volessero solo le patatine fritte...

 

6 hours ago, Letizia said:

Oh ragazzi, di Tex nel pieno della texianità ne possiamo fare mille.
Ed è difficilissimo sbagliare.
[...]
Scrivere di Tex, il vero Tex, è difficile e pochi ci riescono?
Ma per favore!
Chi non sa scrivere Tex o non conosce Tex come dovrebbe, o non sa scrivere affatto.
La texianità, se permettete, non esiste.
Esiste la coerenza al personaggio.
Tutto qui.

 

Letizia, scusa, ma c'è un problema di fondo quando quello che scrivi è in totale contrasto con la realtà osservabile.

 

Quando una tua convinzione viene totalmente smentita dalla realtà, l'approccio corretto non è "ignorare o negare la realtà" (scrivendo che non è vero che pochi riescono a scrivere Tex o che è facilissimo scrivere Tex).  L'approccio corretto è mettere in dubbio la tua convinzione (se viene smentita dai fatti, vuol dire che come minimo non stai tenendo conto di fattori importanti)

 

La realtà, osservabile, è che ad oggi nessuno tranne Boselli è riuscito a scrivere con continuità un Tex almeno "riconoscibile". E ci hanno provato in TANTI (Nolitta, Nizzi, Medda, Canzio, D'Antonio, Segura, Faraci, Ruju, Recchioni, Rauch, etc.)

 

Il fatto che non siano tutti bravi come GLBonelli o Boselli secondo la tua tesi non dovrebbe contare nulla, se fare Tex è "facile"...   come mai non ci sono riusciti? 

 

Non sono le patatine (Tex era Tex anche quando mangiava una minestra, se lo scriveva GL Bonelli), non sono l'essere Ranger o capo dei navajos.

 

Non è, insomma, una ricettina facile e spiegabile in tre righe (deve essere un ranger, capo dei navajos, etc...)

 

È farlo agire, parlare, muoversi come Tex.

 

Per certi personaggi, anche all'apparenza più complessi, è più facile, o perchè quelli hanno caratteristiche così "forti" da coprire tutto il resto (Capitan America basta che lo fai patriottico a fare discorsi patriottici e te la cavi, lo hanno scritto praticamente come un rivoluzionario di sinistra o come un conservatore di destra, ma si riconosce lo stesso, basta che faccia un bel discorso sulla bandiera. E poi aiuta il costume...).

 

Tex è difficile proprio PERCHÉ NON HA UN COSTUME. Non ha superpoteri. Non ha una frase tipica (anche se Nizzi ha cercato di dargliene). Non ha caratteristiche molto appariscenti che a prima vista facciano subito dire "ah, è Tex".

 

È invece un personaggio che si veste normalmente (gli danno sempre gli stessi vestiti perchè altrimenti sarebbe persino difficile dire chi è Tex in una vignetta, ma comunque non è un costume), che cambia faccia da disegnatore e disegnatore (e quindi ha sempre gli stessi vestiti), che non ha superpoteri o doni mistici o spiriti guida.

 

È la cosa davvero, davvero più difficile da caratterizzare: un uomo normale. Che quindi deve essere caratterizzato con il carattere, con la maniera di agire, con la maniera di parlare, senza le facili "scorciatoie" del costumino e dei superpoteri.

 

È una cosa tanto difficile che non mi meraviglia che praticamente tutti gli sceneggiatori attuali, abituati a "citare" e a personaggi descrivibili da costumi o poteri, non ne siano assolutamente capaci.

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

32 minuti fa, Diablero dice:

GLB non era nemmeno in redazione

Non mi pare che sia influente chi chiama D'Antonio.

32 minuti fa, Diablero dice:

Bronco non sarebbe mai stato scambiato da qualcuno per Tex

Ah sì?

Gli metto una camicia gialla e gli faccio fare le cose che fa Tex (che conosco a memoria perché ho letto tutto di Tex), gli lascio solo la faccia di Bronco e nessuno lo scambia per Tex?

Nessuno lo scambia per Tex se lo si mette in una pagina in mutande a dire "mi scusi, signor bandito..." e forse neanche così perché un Tex così l'abbiamo visto.

Non era Tex?

Certo, però era il personaggio principale che stava in una testata con TEX in copertina.

<span style="color:red">33 minuti fa</span>, Diablero dice:

ma Tex rimane Tex ANCHE SENZA QUESTE COSE.

Certo, chi lo ha mai negato?

Sta di fatto che queste caratteristiche se le porta dietro da 55 anni e, se devi descrivere Tex in tre parole, cosa c'è meglio di ranger, capo, agente?

<span style="color:red">35 minuti fa</span>, Diablero dice:

Se "tutti possono fare Tex", perchè NON CI RIESCE NESSUNO?

I motivi possono essere tanti.

La scarsa conoscenza del personaggio mista alla scarsa voglia di leggere per approfondire.

La presunzione di voler migliorare il personaggio, con le patatine fritte.

La voglia, magari inconscia, di metterci la propria personale impronta senza presunzione di migliorare il personaggio.

L'incapacità di scrivere mista al rifiuto di cambiare mestiere e di diventare fornaio.

Ma chissà quanti altri ce ne sono.

<span style="color:red">43 minuti fa</span>, Diablero dice:

perchè quello di Nolitta non ci appare identico al Tex di GL Bonelli

Perché Nolitta non sapeva scrivere Tex.

 

<span style="color:red">45 minuti fa</span>, Diablero dice:

Nizzi NON AVEVA CAPITO NULLA di Tex

Concordo.

<span style="color:red">46 minuti fa</span>, Diablero dice:

TANTI (Nolitta, Nizzi, Medda, Canzio, D'Antonio, Segura, Faraci, Ruju, Recchioni, Rauch, etc.)

Il fatto che non siano tutti bravi come GLBonelli o Boselli secondo la tua tesi non dovrebbe contare nulla, se fare Tex è "facile"...   come mai non ci sono riusciti? 

Ti ho già risposto: I motivi possono essere tanti...

 

<span style="color:red">49 minuti fa</span>, Diablero dice:

È una cosa tanto difficile che non mi meraviglia che praticamente tutti gli sceneggiatori attuali, abituati a "citare" e a personaggi descrivibili da costumi o poteri, non ne siano assolutamente capaci.

Per scrivere Tex si deve soltanto essere coerenti con il personaggio.

Per essere coerenti lo si deve conoscere.

Si deve cercare di "scrivere Tex" e non "scrivere me che scrivo Tex".

Non devi aggiungere nulla né togliere nulla.

Se sai scrivere e conosci Tex, scrivere Tex è facile.

Se non sai scrivere oppure non conosci Tex, scrivere Tex è impossibile.

Il fatto che pochi siano riusciti a scrivere un Tex decente non costituisce un "essere smentito dai fatti" nè tantomeno che scrivere Tex sia difficile, ma solo che non si sono trovati moti Scrittori con la S maiuscola.

La coerenza è difficile?

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

6 hours ago, Letizia said:

Ah sì?

Gli metto una camicia gialla e gli faccio fare le cose che fa Tex (che conosco a memoria perché ho letto tutto di Tex), gli lascio solo la faccia di Bronco e nessuno lo scambia per Tex?

Ah, una cosa facilissima, davvero...  :P

 

Mi dici che scrivere Tex è facilissimo, basta saper scrivere e conoscere Tex

 

Ti faccio un post in cui spiego come mai sia invece estremamente difficile perchè per "conoscere Tex" non basta sapere com'è fatto un costumino e come funzionano i poteri, ma bisogna restituirne sulla pagina l'intera personalità.

 

E mi rispondi che è facilissimo, basta farlo agire esattamente come Tex! :laugh:

 

Cioè, tu sostieni che scalare l'Everest sia facilissimo, basta saper scalare e sapere dov'è l'Everest.

 

Io ti rispondo che saper scalare (saper restituire un costumino e dei poteri) è una cosa, saper scalare l'Everest è ben altra cosa...

 

...e la tua risposta è "non è vero, basta che sappia scalare l'Everest e l'Everest lo scala!"  :laughing::laughing::laughing:

 

Ma se il blocco, la difficoltà, è PROPRIO QUELLA! Il fatto che praticamente NESSUNO riesce a far comportare Tex "come Tex"...

 

5 hours ago, MacParland said:

Nizzi non è un fuoriclasse?!

 

Nizzi deve TUTTA la sua fama al fatto che ha scritto Tex. È l'unica cosa per cui è noto. Altrimenti sarebbe stato dimenticato come tutti gli altri sceneggiatori del "Giornalino", molti più bravi di lui...

 

Un fuoriclasse non è famoso solo perchè ha giocato 10 stagioni alla Juventus (facendo fra l'altro più autogol che gol e facendo precipitare la squadra in classifica). Se uno sconosciuto diventa famoso solo perchè si parla di lui nelle formazioni della Juventus, è la Juventus che è famosa, non lui.

 

Quando arrivò su Tex, il suo era un nome totalmente sconosciuto fra i lettori. Prima di arrivare alla Bonelli (su Mister No) il suo lavoro principale era alla FIAT, non nei fumetti. Fuoriclasse de che? Dei trattori?

 

Nizzi frigna ancora adesso per i pochissimi anni in cui non ha potuto firmare le storie (quando autori molto più grandi ed importanti di lui non le hanno potute firmare mai, vedi Carl Barks o Guido Martina), come se avesse dovuto fare un gran sacrificio, rinunciando "al suo nome" per Tex, ma in realtà se il suo nome è noto, è SOLO perchè per decenni è stato stampato sulle pagine di Tex.

  • Confused (0) 1
  • Sad (0) 1
Link to comment
Share on other sites

Io ho un opinione diversa. Secondo me non è la conoscenza di Tex il problema (tranne che nel caso di Nolitta, che incredibilmente ne sbaglia totalmente la caratterizzazione dopo averlo pubblicato per decenni), ma sta proprio nel "saper scrivere", almeno quel tipo di personaggio e quel tipo di avventure.

 

La riprova sta nel fatto che di questi personaggi non ne fanno più. Non solo Tex, non vengono pubblicate avventure di quel tipo di NESSUNO, nonostante un tempo fossero quelle che vendevano di più.

 

Eccessive velleità autoriali? Nerdismo congenito con associata tristezza e depressione? Incapacità di capire il genere a causa di occhialoni a culo di bottiglia di postmodernismo? Gioventù bruciata e degenere? Maledizione azteca? Vallo a sapere il motivo, ma non è che non sanno scrivere solo Tex. Non sanno scrivere manco Zagor, non saprebbero scrivere la Pattuglia dei Bufali, non saprebbero scrivere Capitan Miki, non saprebbero scrivere Steve Canyon, non saprebbero scrivere Sandokan e non saprebbero scrivere Allan Quatermain, ed evidentemente (basta vedere i risultati negli ultimi anni) non sanno scrivere manco Conan.

 

I fumetti "popolari" sono diretti discendenti del Pulp, ma gli autori pulp non esistono più. Non ci sono più venditori di sogni e di avventure. Esistono letterati frustrati che si "adattano" al fumetto o fanzinari che scambiano l'enumerazione con l'avventura, esistono "artisti" che come scopo hanno "l'educare" il pubblico, o il renderlo cosciente del tal annoso problema, o dei gran geni che magari, colpo di scena, hanno scoperto che il mondo è brutto e cattivo e vogliono spiegarlo a tutti, convinti che non se ne sia ancora accorto nessuno perchè nessuno è intelligente come loro.

 

Se ci fossero ancora dei veri creatori di sogni, ce ne sarebbero alcuni più adatti a Tex per stile e temperamento e altri meno, ma a quel punto basterebbe scegliere quelli più compatibili. E pagarli per leggersi la serie se non la conoscono già. Quella sarebbe la cosa più facile.

 

Per questo non credo che basti aver letto tutti i Tex e poi "sciacquare i panni nel Pecos", altrimenti oggi Boselli avrebbe l'imbarazzo della scelta fra centinaia di aspiranti autori...  il problema è che prima di saper scrivere Tex, bisogna saper scrivere quel tipo di storie.

Edited by Diablero
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

Tornando all'albo bis e alla sua "Texianità"...

 

Come ho detto tante volte, il personaggio è anche il suo mondo (puoi fare un Tex fedelissimo nei comportamenti ma se gli cambi il mondo attorno, per esempio invece di usare la precisione delle colt di fantasia ci metti quella reale oppure se fai comportare la gente comune come in "il giudice Maddox", il lettore non lo riconosce lo stesso)

 

Idem per la struttura della storia. Tex deve essere il protagonista, non L'ANTAGONISTA e nemmeno una funzione narrativa utile a risolvere, tipo deus ex machina, il finale di una storia altrui.

 

Cosa intendo per essere l'antagonista? Tempo fa leggevo un articolo di qualcuno (uno sceneggiatore cinematografico che però non conosceva molto i fumetti) che sosteneva che un problema dei film e dei fumetti di supereroi (e in generale dei fumetti seriali), è che l'eroe non è il personaggio che muove gli eventi (che invece è il supervillain, che agisce per conquistare il mondo o cambiarlo, e quindi il supervillain è l'eroe che parte nell'impresa, il supereroe è l'antagonista che cerca di fermarlo e di impedire qualunque cambiamento, risultando una forza passiva che con la sua vittoria fa finire la storia senza conseguenze per poi ripartire il numero dopo dallo status quo). E quindi, sosteneva, un film o fumetti di supereroi deve avere Villain interessanti, mentre l'eroe può essere anonimo.

 

È un punto di vista condiviso da molti (quante volte avrete sentito dire frasi simili sul fatto che quello che conta non è l'eroe ma avere un buon arcinemico?), ma in realtà abbastanza smentito anche da una superficiale conoscenza dei meccanismi dei fumetti seriali. Davvero i fumetti di Paperone vendono solo per la Banda Bassotti? Certo che no. E come mai? Perchè Paperone non è l'antagonista. Nei fumetti di Batks è LUI che prende l'iniziativa, che ha progetti, che si lancia in imprese per trovare il tal tesoro, e i Bassotti da antagonisti cercano di fermarlo e di rubargli i soldi.

 

Anche nei fumetti di supereroi, ormai è sorpassata l'idea del protagonista che sta fermo ad aspettare che qualcuno cerchi di rapinare una banca per fermarlo. Gli autori migliori creano eroi che guidano sempre la storia (il miracleman di Moore che altera l'intero status quo mondiale, diventando il Dio-Imperatore del pianeta Terra, nella sua ricerca delle sue vere origini, o il Batman di Frank Miller in Year One, che deve... diventare Batman), ma anche quelli che si rifugiano sempre nei cliché più banali hanno imparato che PRIMA si fa avvenire la rapina, l'omicidio o il misfatto e POI l'eroe diventa il protagonista della ricerca o del salvataggio...

 

Ho detto molte volte anche che il "lettore medio" magari sbaglia a diagnosticare i problemi, e li attribuisce a cazzate, ma se si diverte o no a leggere una storia lo sa benissimo, ed è assurdo che l'autore cerchi di "convincerlo" che una storia gli dovrebbe piacere (vedi recenti esempi Zagoriani..). È la situazione di un paziente che sente un dolore misterioso: se si fa la auto-diagnosi probabilmente la sbaglia completamente e pensa che invece di una peritonite sia una fattura di una strega, ma che sente mai è innegabile, è un fatto.

 

Allo stesso modo vedo molti lettori lamentarsi che nelle storie recenti Tex non è "protagonista" magari perchè occupa solo il 66% delle pagine invece di un numerino magico sotto cui non scendere, tipo il 77,7%, che come "diagnosi" pare quella della fattura della strega Bagobalù (e ha la stessa validità, rileggetevi il primo albo del Figlio di Mefisto quanto comprare Tex...).  Diagnosi farlocca, ovviamente. Ma un "male" di partenza che sentono nella lettura, reale.

 

In molte storie recenti (non si Boselli, almeno di solito, è più un problema di Ruju e altri), Tex non è il protagonista...  semplicemente perchè non lo è. È una comparsa (o un antagonista) in una storia dove potrebbe anche non esserci o potrebbe esserci qualcun altro. E rimarrebbe non protagonista anche se comparisse nel 100% delle pagine e parlasse esattamente come il Tex di GL Bonelli!

 

Se tutto quello che fa Tex nella storia è salvare le povere vittime, alla "arrivano i nostri", e fermare i biechi piani del criminale, allora Tex non è il protagonista, è l'ANTAGONISTA. il vero protagonista è il criminale.

 

In questa storia succede una variante di questo: i veri protagonisti sono i criminali e le due donne, la sfida è fra di loro. Tex è un generico uomo di legge che cambia l'equilibrio delle forze in campo permettendo alle vere protagoniste (le due donne) di vincere. Se c'era un generico ranger, era lo stesso.

 

È il problema di TUTTE le storie che partono con "ho una bella idea, ci sono tre personaggi x che fanno questo, c'è la bella Y che fa questo, e si scontrano, e poi passa Z e poi...  oh che bella storia, adesso ci devo infilare dentro Tex, cosa gli faccio fare? Qui potrebbe essere lui a salvare Y, qui potrebbe essere lui a parlare con Z... che bella storia di Tex questa in cui ho infilato Tex alla fine senza modificare la storia..."

 

Non so esattamente come GL Bonelli scrivesse le sue storie, che tecniche usasse per farsi venire le idee o per realizzare in pratica le sceneggiature, ma mi pare chiaro che si immedesimava in Tex e si chiedeva "e qui Tex cosa farebbe?" invece di chiedersi "e qui come faccio a far fare a Tex questa cosa che mi serve per far avvenire questi eventi come volevo?"

 

Guardate le sue storie: in molte di essere, Tex non è l'eroe che riporta lo status qui: in molte Tex è il CRIMINALE che DISTRUGGE lo status quo. Tex arriva in paesi dove lo status quo è fatto di prepotenze e soprusi. Non un mondo dove tutto va bene finché non arriva un criminale che turba tutto, e Tex si limita a fermarlo. Nel mondo di Tex (che è essenziale per caratterizzarlo, molto più dei satanasso e delle patatine) la maggior parte della gente è fatta di brave persone, tiranneggiate da prepotenti che le sfruttano e le umiliano con la forza e spesso con la legge dalla loro parte. Tex è il criminale che arriva e prende a botte il potere costituito, fa volare dalla finestra il banchiere e riprende i soldi che restituisce alle sue vittime, è quello che arriva e brucia il ranch dell'allevatore prepotente, è lui che muove gli eventi ed è lui il protagonista.

 

Questo NON accade qui (e purtroppo non accade in tante altre storie pubblicate), per questo questa non è una "storia di Tex",  al massimo è una storia "con Tex". Perchè Tex qui è il deux ex machina ma non è il protagonista, avendo un ruolo puramente reattivo per cui basterebbe un qualsiasi agente della legge.

  • Thanks (+1) 1
  • +1 2
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">12 ore fa</span>, Diablero dice:

Guardate le sue storie: in molte di essere, Tex non è l'eroe che riporta lo status quo: in molte Tex è il CRIMINALE che DISTRUGGE lo status quo. Tex arriva in paesi dove lo status quo è fatto di prepotenze e soprusi. Non un mondo dove tutto va bene finché non arriva un criminale che turba tutto, e Tex si limita a fermarlo.

Tex è il criminale che arriva e prende a botte il potere costituito, fa volare dalla finestra il banchiere e riprende i soldi che restituisce alle sue vittime, è quello che arriva e brucia il ranch dell'allevatore prepotente, è lui che muove gli eventi ed è lui il protagonista.

E' vero, GL Bonelli scriveva storie in cui Tex arriva in città e la ripulisce dai corrotti, dai vari ring o clan, o sette cinesi che la dominano, oppure interviene contro il ranchero prepotente che vuole dominare la vallata (e qui è contro lo status quo), ma poi, oltre a queste, ci sono tutte le storie di banditi che rapinano banche o treni o quant'altro, e che Tex deve arrestare (qui invece deve ripristinare lo status quo), oppure predoni indiani che deve riportare all'ordine.

A partire da "La mano rossa", proseguendo con "La banda Dalton", ecc. lo schema è che ci sono i banditi, Tex li insegue e a uno a uno li cattura o uccide, finché non riprende e restituisce il maltolto. Schema classicissimo che prevede un alternarsi di importanza sia di Tex, che dei banditi inseguiti. Entrambi devono essere ben caratterizzati (cosa che per esempio non è del tutto riuscita a Manfredi nell'ultimo Texone, con banditi piuttosto anonimi), oltre a trovare delle coinvolgenti scene d'azione.

 

Non ho letto questo bis, però da quel che mi sembra di capire rientra in questo "schema banditi" (con in più il personaggio della vedova), quindi in linea con le storie di Tex del passato. Semmai il problema mi sembra il contrario (ma ripeto, ho letto solo i commenti, non la storia), il soggetto è fin troppo classico, c'è persino la mappa del tesoro! Secondo me Letizia - almeno a livello di soggetto - può fare di meglio! :lol:

Link to comment
Share on other sites

4 minutes ago, Poe said:

E' vero, GL Bonelli scriveva storie in cui Tex arriva in città e la ripulisce dai corrotti, dai vari ring o clan, o sette cinesi che la dominano, oppure interviene contro il ranchero prepotente che vuole dominare la vallata (e qui è contro lo status quo), ma poi, oltre a queste, ci sono tutte le storie di banditi che rapinano banche o treni o quant'altro, e che Tex deve arrestare (qui invece deve ripristinare lo status quo), oppure predoni indiani che deve riportare all'ordine.

A partire da "La mano rossa", proseguendo con "La banda Dalton", ecc. lo schema è che ci sono i banditi, Tex li insegue e a uno a uno li cattura o uccide, finché non riprende e restituisce il maltolto. Schema classicissimo che prevede un alternarsi di importanza sia di Tex, che dei banditi inseguiti.

 

La caratterizzazione è un problema diverso. Che se manca dà origine ad una lamentela diversa ("non è Tex" oppure "cattivi anonimi" se non solo caratterizzati i cattivi)

 

Qui mi so concentrando sul problema "Tex non è il protagonista". Se non ci abituiamo a considerare un problema per volta finisce che facciamo solo un gran mischione e ci confondiamo.

 

Il protagonista nella letteratura occidentale e in particolare nelle storie avventuro è chi fa, chi agisce, chi vuole compiere un impresa e raggiungere un obiettivo. Leggiamo la storia per capire se ci riuscirà, ammirandolo o temendolo (ci sono protagonisti negativi alla Diabolik: osserva come nella stragrande maggioranza delle storie Ginko, anche è "il buono", non è il protagonista. Anche nelle rare volte in cui sventa il colpo. Anche se Diabolik forse non è un buon esempio oggi perchè è così "addomesticato" che non fa più paura a nessuno...). L'antagonista può essere un avversario o una montagna o un pescecane, ma conta solo come qualcosa che ostacola l'impresa del protagonista.

 

Per tornare ai supereroi, mi pare ovvio che il protagonista di "Infinity war" è Thanos. È lui che compie l'impresa mentre gli eroi cercano di fermarlo (fallendo). È soprattutto questo, più che il fatto che "vince", a renderlo memorabile (il fatto che "vince" sottolinea solo quanto sia meritata la considerazione dello spettatore per questo protagonista).

 

A parte i (reali) problemi di caratterizzazione di Thanos nel film successivo, il motivo principale per cui gli spettatori dicevano che era "sminuito" era il fatto che in quel film, era stato "declassato" ad antagonista. In quel film erano gli eroi che erano lanciati nell'impresa impossibile.

 

Se Tex si limita ad impedire l'impresa di qualcun altro, nella storia ha l'importanza di un ostacolo da superare. Se si limita a permettere l'impresa di qualcun altro (come in questo caso), è un deux ex machina ma non un protagonista.

 

Anche negli esempi che fai:

- Ne "la mano rossa", Tex non ostacola un bel niente. Arriva che la Mano Rossa ha già ucciso e ha già rapinato. Raccoglie le ultime parole di un morente e gli giura che compirà un impresa: sgominerà da solo la Mano Rossa uccidendoli tutti. E da quel momento gli dà una caccia implacabile, tendendogli trappole o agguati. Sono quelli della Mano rossa che attendono terrorizzati le prossime mosse di Tex.

 

- Idem per la banda dei Dalton: Tex è nel paese ma non impedisce la rapine e non salta la donna e sua figlia. Ma si getta nell'impresa di sterminare, praticamente da solo o quasi (con Tiger Jack e poi Carson) una banda di 10 uomini.

 

Guarda invece un contro-esempio, di un NON TEX che NON AGISCE DA TEX: la storia di El Muerto.

 

Chi è il protagonista di El Muerto? Chi mette in moto la storia? Chi ha sempre l'iniziativa? Chi vuole ottenere qualcosa? E chi invece si limita a fare resistenza passiva (molto passiva) fino al duello finale che il protagonista ha cercato e progettato da anni?

 

Se Tex deve essere il protagonista (e non è detto che debba esserlo sempre, nel "passato di Carson" chiaramente il protagonista è Carson, ma un conto è fare una storia ogni tanto cedendo il ruolo del protagonista ad un altro con consapevolezza, ben altro conto e non rendersi conto del problema e farlo sempre...), allora la storia deve basarsi su quello che Tex vuole fare, non su quello che vogliono fare altri, le loro imprese, le loro avventure, con Tex infilato come deus ex machina...

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

 Share

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.