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TWF - Tex Willer Forum

[50/55] Il passato di Cochise


MacParland

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14 minutes ago, Carlo Monni said:

 

Certo che sì perché Juan Cortina è un personaggio storico ed è morto nel 1894

 

Quando sarebbe morto Cochise? Ricordamelo...  :D

 

Questo è il thread di una storia in cui Tex, alleato ad un amico che nella sua continuity "normale" dovrebbe essere morto ma non lo è, e in questa è nato con anni di ritardo e quindi è molto più giovane della sua controparte storica, combatte contro un nemico che "storicamente" dovrebbe essere già morto. Proprio qui parli di date storiche come se fossero vincolanti su Tex? :rolleyes:

 

Lo stesso Cortina è stato presentato su Tex Willer come "guerrigliero" anni prima che partisse la sua guerra: le date sono tutte sballate, si cerca la massima storicità "possibile", ma su Tex Willer si sono già presi un sacco di libertà.

 

Non vedi la differenza fra "Cochise è morto, lo dice la storia" e "Cochise è vivo, su Tex"?  Se arriva un nuovo autore su Tex può fare una storia in cui Cochise è morto da anni, "perchè lo dice la storia ufficiale"?

 

Riguardo ai "problemi", direi che gli ultimi mesi ci hanno dimostrato che in realtà, l'ENORME problema è che Boselli non se ne pone ABBASTANZA di problemi, prima di stravolgere la storia di Tex smerdando storie classiche...

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2 ore fa, Magic Wind dice:

limita le potenzialità del personaggio, castra la libertà e creatività degli autori e infine, almeno per me, nuoce al divertimento degli stessi lettori.

Finora non è stato così: se stai parlando della serie "Tex Willer" i riferimenti storici hanno arricchito la serie, non l'hanno certo "limitata", e Boselli non è mai stato creativo negli ultimi anni come in queste storie, che - tra quelle recenti - sono state tra le più gradite dai lettori: mi riferisco a "Pinkerton Lady", "Nella terra dei Seminoles", "Sull'Alto Missouri", "I guerriglieri di Juan Cortina", "Il passato di Cochise", o anche l'ultimo Texone, che è risultata la storia più votata del 2023 qui nel forum.

 

La Storia con la S maiuscola di solito non limita la creatività degli sceneggiatori, anzi fornisce nuove idee, nuovi spunti, dà più spessore alle avventure e ai personaggi (vedi "Storia del West" o anche molti albi di "Magico Vento"). Anche perché poi tutti quanti gli autori si sono sempre presi grandi libertà quando occorre, come ha fatto notare giustamente Angelo1961 proprio in questa storia:

2 ore fa, Angelo1961 dice:

Tant'è che in questa storia Tex incontra (e vede morire) Querquer che, leggo in rete, sarebbe invece morto di cancro nel 1852, nel 1853 e nel 1862 (date discordanti), comunque non per mano di Cochise e non nel 1859-60.

 

Io, per dire, mi aspettavo che Querquer riuscisse a sfuggire e che sarebbe tornato più avanti, invece, sorpresa sorpresa muore qui per mano di Cochise...

(E d'altra parte una storia non è mica basata solo sulla sorpresa se un personaggio morirà o no, perché altrimenti uno dovrebbe lamentarsi delle storie con Montales, Jim Brandon ed El Morisco che si sa già fin da subito che alla fine si salveranno, no? :lol:)

 

Se invece ti riferisci alla serie regolare, mi sembra che non ci sia stato nessun abuso della Storia o di paletti vari, Tex e i pards continuano a vivere le loro avventure, come sempre, in un West che è quello ormai canonico di GLB, ed anzi negli ultimi anni abbiamo visto un proliferare di storie fantastiche o insolite (nell'Artico, in Borneo, ecc.), più che "storiche".

 

Non mi pare che Boselli si ponga tanti paletti cronologici quando gli viene un'idea buona: vedi per esempio il cartonato "Pearl", che dovrebbe essere ambientato nel 1899 (anno in cui rapinò la diligenza) e ai primi del Novecento. Eppure Tex e Carson sono sempre loro.

 

Io personalmente non mi pongo nessun problema di cronologie o di incongruenze nelle date, anzi non me ne frega niente, ma vedere comparire ogni tanto personaggi realmente esistiti o riferimenti alla vera storia del West mi fa solo che piacere (come avveniva ogni tanto anche in "Ken Parker" o in "Magico Vento").

Poi - ovviamente - il giudizio dipende da storia a storia... In "Pinkerton Lady", per dire, la presenza di Lincoln è stato senz'altro un valore aggiunto ( e chi se ne frega se sapevi già che non poteva morire)...

Edited by Poe
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Lo spoiler più grande nella regolare è stato nella storia Congiura contro Custer di Nizzi, in cui già sapevamo, avendo letto anni prima l'episodio su Storia del West di D'Antonio, che il "generale" moriva a Little Big Horn. :) :D

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  • 1 year later...

Arriva in libreria il cartonato di "Il passato di Cochise" col titolo cambiato "La guerra di Cochise". Grande storia, secondo me, che merita sicuramente (soprattutto per chi non legge - o non legge più - "Tex Willer"). 384 pagine in bianco e nero, per fortuna. (Il colore in Tex lo sopporto solo nei cartonati alla francese.)

1739453999106-jpg.jpg

 

 

 

Edited by Poe
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 Bene, fa piacere sentir dire a Boselli che è meglio aver sottomano la storia completa, cosa che io ho sempre fatto comprando sempre la serie mensile. Poi se uno vuole se la legge come gli pare e piace.

E bene anche i disegni in bianco e nero, ma per i texiani doc e' stato sempre così.:old:

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Acquistato ieri anche questo bel volume, benché abbia già gli albi di Tex Willer. Soldi ben spesi.

 

Il prossimo dovrebbe essere il seguito di questo, ovvero quello con il ragazzo rapito e disegnato da Gomez, segnalato da @borden nel video. 

 

Credo si continuerà a non pubblicare le storie non boselliane successive, come quelle escluse di Ruju anche precedenti.

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  • Sam Stone changed the title to [50/55] Il passato di Cochise
  • 3 months later...
Posted (edited)

Ottima storia, lunga ben sei albi per un totale di oltre 350 tavole, a opera del rodato duo Boselli–De Angelis, una vera garanzia di qualità sulla serie di Tex Willer fin dalla sua primissima storia.


La vicenda prende avvio con Cochise che narra al suo fratello di sangue Tex e a suo figlio Tahzay il proprio passato: anni segnati da guerre, massacri e lutti, nei quali il giovane guerriero ha saputo dimostrare il proprio valore conquistando, al contempo, quella saggezza che lo porterà a desiderare soltanto la pace. Rimane però un rimpianto incancellabile, quello di non aver mai potuto vendicare il padre, assassinato vilmente da un traditore. Fin dalle prime pagine colpisce la meticolosa accuratezza storica di Mauro Boselli, evidente anche nella scelta di dare spazio a figure apache meno note al grande pubblico ma fondamentali nella storia dei Diné e dei Chiricahua dell’Ottocento, come Juan José Compa, Reyes e Pisago Cabezón.


Gradevolissima la ricostruzione della giovinezza di Cochise, ancora Dikohe con il nome di Goci, e delle sue prime imprese. Altrettanto riuscita la sconvolgente narrazione del tragico (e storico) massacro di Galeana, resa con grande forza drammatica e crudezza. E, ancora, memorabile è l’introduzione del nemico Don Santiago Querquer, figura ambigua e sfuggente che, nella finzione narrativa di Boselli, si scoprirà non essere morto come la storia tramanda. Proprio questa scelta permette all’autore di costruire un antagonista di spessore, capace di dominare la saga con una presenza minacciosa e carismatica.


Ottima la scena nel deserto di Tex contro lo scalphunter, molto articolata e cinematografica, così come quella successiva in cui i tre indiani dell’Est vogliono costringere Tex a uccidere tre innocenti per dimostrare la propria buona fede: una sequenza tesissima, costruita con notevole abilità narrativa e davvero avvincente da seguire.


Pregevolissima la rievocazione storica del Caso Bascom, con la celebre fuga di Cochise e la successiva guerra tra Apache e Stati Uniti, in cui si evidenziano, peraltro, con la giusta lucidità storica, le efferatezze compite da entrambe le parti. Boselli riesce a intrecciare con grande naturalezza eventi storici e finzione avventurosa, senza perdere mai il senso epico del racconto. Degno di nota anche l’inserimento, ancora marginale ma già significativo, di Geronimo, qui ancora chiamato Goyathlay (futuro protagonista del numero 100 della serie).


Brillante la lunga sequenza ambientata nel covo di Don Santiago Querquer, che si intreccia con la caccia di Delkay ai coyoteros per ritrovare Felix Ward, il ragazzo rapito. Da qui in avanti Boselli dà il meglio di sé nella gestione delle linee narrative parallele, facendo convergere progressivamente tutti i personaggi verso un climax sempre più serrato. L’ultimo albo è un prelibato condensato di situazioni, rovesciamenti e colpi di scena, mirabilmente orchestrati attraverso un sapiente utilizzo del montaggio alternato che tiene costantemente il lettore con il fiato sospeso. È proprio in questa parte finale che emerge tutta la capacità narrativa dello sceneggiatore di gestire una mole enorme di personaggi e sottotrame senza mai smarrire chiarezza, ritmo e tensione emotiva.


Altrettanto convincente si dimostra ai disegni De Angelis, confermando ancora una volta di possedere uno dei tratti più efficaci ed eleganti della serie. Mirabile la resa dei volti, delle emozioni e delle scene d’azione e di battaglia, nelle quali spesso è chiamato a rappresentare decine e decine di personaggi senza perdere leggibilità. I paesaggi desertici, gli scontri armati e le scene d’azione sono sempre restituiti con grandissima abilità grafica. Un lavoro sopraffino, da vero maestro.


Tra le copertine di Dotti, in generale di livello medio e poco memorabili, si salvano soprattutto le prime due, decisamente più riuscite, mentre quella dell’albo Missione di sangue convince poco, soprattutto per la posa di Tex non così iconica come sperato.

 


P.S. Davvero povero il comparto redazionale del cartonato da libreria che ripropone la storia. Eppure sarebbe bastato riciclare coi giusti adattamenti i redazionali dei 6 albi (come d'altronde si è fatto, ma riciclando solo il primo).
 

Edited by Magico Vento
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